mercoledì 23 gennaio 2013

L'intervista - Frank Kermode e l' Inghilterra che non c'è più

23 gennaio '13 - mercoledì       23rd January / Wednesday             visioni post - 21

"Così è finita la mia Inghilterra"
Lo disse il noto critico letterario Frank Karmode nel 2009
(allora novantenne) in un'intervista rilasciata a Franco
Marcoaldi. In quell'anno la regina lo aveva fatto "Sir",
una rarità concessa in Inghilterra ai grandi personaggi.
Nell'intervista Karmode rimpiange la scomparsa della
tensione morale e della sobrietà proprie del suo Paese,
con alcune eccezioni: "Ma Oxford e Cambridge resistono".

(da 'la Repubblica' - 29/12/2009 -  di Franco Marcoaldi) 
Cambridge -
Il più importante critico letterario inglese contemporaneo, Sir Frank Karmode,
compie novant'anni. E festeggia la ricorrenza a modo suo, ovvero continuando
a lavorare: ha appena pubblicato un libro di saggi su Forster e consegnato un
libretto d'opera su re Lear ('La fine promessa') con musiche di Alexander Goehr:
spettacolo che debutterà al Covent Garden il prossimo autunno.
Frank Karmode è "Sir" da quando la regina Elisabetta lo ha indignito di tale
titolo per i suoi indiscussi meriti di studioso. E la cosa lo ha di certo inorgo-
glito, ma il Nostro non va meno fiero  di come vennero festeggiatii  i suoi 80
anni: quando a celebrare il compleanno fu un intero stadio, pieno dei tifosi
dell'Arsenal, compagni di fede calcistica. - L'uomo, del resto, è davvero spe-
ciale: un irripetibile mix  di erudizione  e  semplicità, dissimulata vanità  e
fatalismo cosmico. Ne fa fede, accanto ai suoi celebri studi su Shakespeare,
una spassosa autobiografia, 'Not entitled', che già nel titolo gioca con più
significati, tutti pertinenti.
'Senza titolo': Kermode nasce infatti  nel 1919  da una modesta famiglia an-
glicana in un luogo inglese e non inglese al medesimo tempo: l'Isle of Man.
Che non è un'isola qualunque, ma a suo modo una nazione: con tanto di lin-
gua, bandiera e moneta.  -    Se però l'Isle of Man ambisce oggi al ruolo di
"Montecarlo del nord", con straordinarie facilitazioni fiscali per le miglia-
ia di compagnie qui registrate, negli anni Trenta si presentava sotto un'al-
tra veste. La povertà era di casa, il senso di isolamento assoluto, il deside-
rio di fuggire irresistibile. Ma chi andava via, di solito, tornava.  Mentre
per Kermode si trattò di una scelta definitiva. - "In cambio ho dovuto ac-
cettare in Inghilterra - dice Kermode - una condizione di perenne, anche
se lieve, estraneità". Da 'non avente titolo', appunto.

                  Sir Frank Kermode nel 2009

F. Marcoaldi: "Comincerei dall'inizio degli anni Cinquanta, data d'avvio del
suo insegnamento a Reading e occasione di incontro con il nostro Luigi Me-
neghello, che cominciava  a sua volta  la propria  carriera accademica   da
dispatriato".
F. Kermode: "Gigi (Meneghello) era un uomo tanto brillante quanto com-
petitivo: perfino nel tennis  voleva  vincere sempre, a tutti i costi.  Ma io
ebbi modo di conoscerlo, da subito, anche in una veste completamente di-
versa da quella dello studioso e del futuro romanziere. Sua moglie Katia
attraversava un brutto periodo, e spesso veniva ricoverata in ospedale.
Così Gigi, che non era certo predisposto per la vita domestica, si doveva
occupare della casa. Lanciandosi nella preparazione di cene spericolate
e disastrose.".
F. Marcoaldi: "Meneghello rimase soggiogato dalla forma mentis dell'Inghilterra
dell'immediato dopoguerra: dalla sua sobrietà, decenza, antiretorica".
F. Kermode: "Sì, ma questo accadeva molto, molto tempo fà. Intanto eravamo
tutti poveri. Se avevamo un lavoro, era malpagato.  Andare  al  ristorante  era
una chimera, e se qualcuno rimediava una botiiglia di gin la teneva nascosta
per Natale. C'era però, questo è vero, una tensione morale, che con il tempo
si è completamente persa".
F. Marcoaldi: " Quell' Inghilterra, dunque, non esiste più?".
F. Kermode:"Assolutamente no. E io lo verifico giorno dopo giorno, con un
sentimento di progressivo isolamento. Perchè i miei coetanei, ovviamente,
sono sempre di meno. E con le persone delle generazioni successive la di-
stanza si fa sempre più grande- La ragione è semplice e rimanda all'espe-
rienza della guerra. Io sono stato in Marina dai 20 ai 26 anni : come ma-
rinaio ero  un assoluto disastro, ma le posso assicurare  che si è trattato
dell'esperienza più importante della mia vita.
F. Marcoaldi: "Nella sua autobiografia ne parla a lungo, riferendo una serie di
episodi esilaranti. E assieme emerge tutta la sua fascinazione verso quanyi ave-
vano competenze pratiche di cui lei non era dotato".
F. Kermode: "La settimana scorsa leggevo un'autobiografia del premio No-
bel William Golding, che aveva qualche anno più di me: sei per la precisio-
ne.   Prima della guerra, Golding faceva l'insegnante  in  una piccola città.
Poi venne chiamato alle armi e si trasformò in un vero militare. Non come
me, che mi sentivo lì per caso. No, lui esercitava ruoli di comando ed ebbe
una parte importante anche nello sbarco del '44. Ebbene, quell'esperienza
fu assimilata  con tale profondità, che proprio grazie ad essa  divenne poi
scrittore. La sua vita, insomma, fu tagliata in due dalla guerra. Prima era
un giovanotto qualunque, che faceva lo stupido con le ragazze, o si anno-
iava. Dopo, scoprì il significato delle parole coraggio, solidarietà, soprav-
vivenza.".
F. Marcoaldi: "Sa meglio di me che è un discorso pericoloso: se ne potrebbe
desumere che per fortificare le società occorrono le guerre".
F. Kermode: "Ovviamente, non dico questo.  Dico soltanto che nel momento
storico in cui cessò la necessità di assumersi rischi  e si ridussero le difficoltò
nella vita quotidiana, anche la morale subì delle trasformazioni. In quegli an-
ni era comparso un nuovo senso della comunità. La povertà veniva vissuta
in modo dignitoso. Le sofferenze e le privazioni  determinavano una tempe-
ratura etica più alta".
F. Marcoaldi: "E il primo segnio di mutamento quando c'è stato?"
F. Kermode: "Direi tra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio degli anni Ses-
santa. Ma il vero precipizio verso il basso è recente. So che per voi italiani
l'ultimo scandalo  che ha visto coinvolti  ministri  e parlamentari inglesi, è
ben poca cosa.   Ma un evento del genere, nell'Inghilterra post-bellica, sa-
rebbe stato inconcepibile"
F. Marcoaldi. "Abbiamo parlato dei cambiamenti sociali. Quali sono stati
invece i cambiamenti dell' accademia inglese, negli ultimi cinquani'anni?".
F. Karmode: "Altrettanto giganteschi. Pensi solo che quando cominciai io
c'erano in tutto il Paese otto professori ordinari di Letteratura inglese. Og-
gi ce ne sono 500. E nel frattempo si sono moltiplicate le sedi universitarie,
soprattutto nel nord, dove peraltro nessuno vuole andare. Così cresce il nu-
mero degli studenti, ma non la qualità dei professori".
F. Marcoaldi. "E Oxford e Cambridge, invece, come se la passano?"
F. Karmode: "Non  insegno più da tanti anni, ma credo che la qualità sia
ancora molto alta. Magari tra i professori non ci sono più figure straordi-
narie, ma si tratta comunque di persone competenti. Certo, come in tutto
il mondo, l'università sta diventando un parcheggio.  Però, non il peggio-
re dei parcheggi. Saltato il rapporto tra formazione e mercato del lavoro,
è importante se non altro che si educhino i ragazzi al piacere della cono-
scenza.  E credo che Oxford e Cambridge ottemperino ancora a questo 
compito".
F. Marcoaldi "Abbiamo parlato dei mutamenti intervenuti nella società e
nell'università. Vorrei sapere ora di quanto è accaduto nell'ambito della
critica.  E non della critica accademica, ma di quella militante, visto che
lei è attivissimo tanto sulla London Review of Books, quanto sulla New
York Review of Books."
F. Karmode: "Collaboro sin dal primo numero con la London Review,
che sta pr festeggiare i trent'anni di vita. Vi ho scritto più di 200 saggi,
purtroppo pagati molto meno di quelli della New York Review. Ma lo
stato di salute della rivista londinese è molto buono, decisamente mi-
gliore di quello dei quotidiani.     Pensi che se ne vendono cinquanta,
sessantamila copie.    Un fatto importante, perchè sono riviste come
queste a formare nel tempo un pubblico di autentici lettori. E sa Dio,
quanto ce n'è bisogno".




Lucianone

Inchiesta - I privilegi della casta militare / Generali e affini

23 gennaio '13 - mercoledì    23rd January / Wednesday             visioni post - 94

Introduzione necessaria
In questi giorni si discute e polemizza sui caccia F-35, facendone argomento
di campagna elettorale. Si grida allo spreco per apparecchi dell'aeronautica
militare destinati alla Difesa, spreco per l'alto costo dovuto all'alta tecnolo-
gia impiegata (hi-tech) e  per l'alto numero  di caccia che verrà prodotto, in
totale 253 per svariati miliardi di euro di spesa.  Altre voci dicono  che da-
ranno lavoro  a migliaia di persone, e che sono strategici  "per non perdere
(in Europa) il patrimonio tecnologico"; in parole povere o si è dentro o si è
fuori, sottolineano imprenditori e militari.  E per essere dentro  l'Italia inve-
stirà 15 miliardi  (sì, proprio 15!) di euro, ma  le aziende  del nostro Paese
hanno già  (così dicono i bene informati) contratti per 807 milioni di dollari,
e alla fine potrebbero arrivare  a superare  gli 11 miliardi di euro, facendo
rientrare in Italia, oltre ai jet, gran parte dell'investimento. E' il colonnello
Lupoli a sottolineare che con il programma sui caccia F-35 (denominato Isf)
l'Italia ha vinto una sfida straordinaria, entrando in un progetto complessivo
di grande integrazione fra alleati, ma allo stesso tempo convincendo la rilut-
tante Lockhneed-Martin  a dislocare  una linea produttiva in Italia, sia pure
sorvegliandone da vicino gli standard di qualità. Quelle che non sono state
superate, però, sono le perplessità di tipo strettamente militare: la tecnolo-
gia Stealth , che dovrebbe permettere all'aereo di volare senza farsi vedere
dalla maggior parte dei radar, sarà sotto stretto controllo del Pentagono. E
l'ultima fase, quella di controllo della effettiva "invisibilità", dovrà restare
off limits per i tecnici italiani.
Da tutto ciò si desume facilmente che, alla faccia di tutte le sacrosante pro-
teste sugli sprechi di questo progetto, le cose andranno senza dubbio avanti
e il progetto si completerà. - Premesso che, personalmente, trovo inutile la
produzione di questi caccia F-35 (oltre tutto inserita in un progetto in cui il
nostro Paese ha un ruolo oltremodo subalterno se non servile) in quanto og-
getti oltre chè costosissimi in questo periodo di crisi estrema anche oggetti
di guerra e di distruzione, non di pace nè di difesa - Dunque premesso tutto
ciò, arrivando al punto  di cui è oggetto  questa inchiesta  (i privilegi della
casta dei vertici militari), mi chiedo perchè in questa campagna elettorale
ci si è concentrati tanto finora sugli F-35, dimenticando di parlare appunto
della casta di coloro che comandano le nostre Forze armate e dei loro as-
surdi privilegi alla faccia della povertà che sta entrando sempre più nelle
famiglie italiane.
Avendo trovato materiale giornalistico sufficiente a descrivere fino a che
punto è arrivata la quantità di privilegi di questi alti militari, non da meno
certo di quella dei parlamentari, eccolo a disposizione.
(Lucianone)

I vertici delle Forze armate
Hanno stipendi d'oro e trattamenti arcaici.
I comandanti sono più dei comandati e non
saranno ridotti.
La carriera
Promossi a prescindere dai posti vacanti e
prima del congedo: così si aggira il blocco
delle buste paga imposto fino al 2014.
Gli alloggi
In 44 hanno appartamenti di rappresentanza
a canoni vantaggiosi ma almeno la metà, se-
condo le stime, sarebbero superflui.
E poi superpensioni e auto blu: sono i benefit
risparmiati dai tagli alle Forze armate.

(da 'la Repubblica' - 9/11/2012 - di Fabio Tonacci)
Le mandorle salate dell'ammiraglio Giuseppe de Giorgi non si toccano.
I benefit dei generali nemmeno. Le pensioni devono rimanere dorate, an-
che se calcolate in base a logiche risalenti ai tempi della Guerra Fredda.
La spending review delle Forze armate faccia pure  il suo sporco lavoro,
ma da un'altra parte.   Si riduca la truppa, se serve, o si taglino i mare-
scialli, però i privilegi delle alte sfere militari devono rimanere.
In tempi di austerity (forzata) che ancora qualcuno che lucida le maniglie
d'oro degli sfarzosi appartamenti di rappresentanza. Chi sono ogi i privi-
legiati della Difesa italiana? Quali sono i benefit arcaici ancora concessi?
Eccoli sotto descritti
Il buffet dell'ammiraglio
Bisogna leggerla tutta la mail che il Capitano di Vascello Liborio Francesco Palombella
spedisce  ai  suoi  sottoposti , il 3 maggio 2012, alla visita dell'ammiraglio Giuseppe De
Giorgi sulla "Caio Duilio" ormeggiata a La Spezia  "All'arrivo del Cinc (Comandante in
capo della squadra italiana, ndr) prevedere in quadrato l'aperitivo con vino bianco ghiac.
ciato, mandorle salate, grana, olive verdi, pizzette, rustici, tartine. Prepararsi a servire
caffè d'orzo o tè verde". In un'altra mail, un ufficiale ricorda a tutti i gusti dell'ammira-
glio, guai a sbagliare:   "Il caffè con orzo in tazza grande, , senza zucchero, macchiato
caldo. Il tè verde, senza zucchero". - Quell'accoglienza da impero borbonico riservata-
gli a Taranto l'8 settembre scorso a bordo dell'incrociatore Mambella  (camerieri, tar-
tine, champagne  e  ovviamente mandorle), di cui hanno dato conto i giornali, non era
dunque un caso. E mentre a La Spezia si domandano se l'ammiraglio gradisca il caffè
in tazza grande o piccola, a Kabul ai soldati italiani  non è più concesso  di andare a
mangiare alla mensa americana, più abbondante e costosa.    Stona, in tempi di crisi,
qualsiasi forma di sperpero di denaro pubblico. E quella dell'ammiraglio de Giorgi
è solo una delle 400 e passa casi di benefit e favori goduti da chi ha il grado di gene-
rale.
Comandanti e comandati
Parlano i numeri. Tra Esercito, Marina e Aeronautica  ci sono  425 generali  per 178
mila militari. Negli Stati Uniti sono 900, ma guidano un comparto che con 1.408.000
uomini è quasi dieci volte quello italiano. Per dire, noi abbiamo più generali di Cor-
po D'Armata, 64, che Corpi d'Armata, circa una trentina. 2A essere generosi, in Italia
basterebbero 150 generali per svolgere gli stessi compiti  -  scrive Andrea Nativi nel
rapporto 2011 della Fondazione Icsa, che si occupa di Difesa e intelligence. Gli esu-
beri concentrati nei gradi apicali degli ufficiali devono essere smaltiti in fretta attra-
verso provvedimenti straordinari, altrimenti rimarranno una zavorra costosa e pena-
lizzante"  -  Siamo arrivati al paradosso che i comandanti sono più dei comandati: 94
mila ufficiali e sottoufficiali, 83.400 uomini e donne della truppa. Nei prossimi due
anni il personale, civile e militare, sarà tagliato di 8.571 unità. Entro il 2024, si leg-
ge nel ddl di revisione appena approvato dal Senato, i 178 mila scenderanno a 150
mila. Ma i generali no, loro non si toccano. Perchè avere la greca sulla spallina si-
gnifica godere di uno status privilegiato.  Un generale di Corpo d'armata  (il grado
più alto, tre stellette) percepisce in servizio uno stipendio annuale di 120 mila euro,
circa 7 mila euro netti al mese. Non ha limitazione alle ore di straordinario che può
fare. Ha diritto all'alloggio di servizio a canone agevolato nelle zone migliori della
città, al telefonino, in alcuni casi all'autista (l'anno scorso sono state acquistate dal-
la Difesa 19 Maserati per gli alti ufficiali), a soggiorni low cost nelle decine di fore-
sterie della Difesa. alcune in località turistiche di pregio  come Bardonecchia o Mi-
lano Marittima.  E quando raggiunge la pensione, per effetto di indennità varie, del
sistema retributivo ancora in vigore per gli anziani e della cessazione del versamen-
yo dei contributi all'Inpdap, si ritrova con un mensile superiore a quello in servizio.
Il superstipendio del vice
Si chiama Sip l'eldorado dei generali. Che traducendo è Speciale indennità pensio-
nabile, un emolumento ad personam che fa schizzare lo stipendio dei dirigenti in alto.
Molto in alto. Spetta al Capo di stato maggiore della Difesa, il generale Biagio Abra-
te (482-019 euro all'anno), ai tre  Capi di stato maggiore di Esercito, Aeronautica e
Marina (481,006 euro, al comandante generale dell'Arma dei Carabinieri Leonardo
Gallitelli (462. 642 euro) e al segretario generale della Difesa Claudio De Bertolis
(451.072). Cifre che superano ampiamente i 294 mila euro annuali  (il trattamento
riservato al Primo presidente di Cassazione) indicati dal "decreto salva-Italia" co-
me tetto per gli stipendi dei manager pubblici. In sei costano al ministero 2,8 milio-
ni di euro. Gli stessi soggetti, quando lasciano, ricevono una liquidazione che sfio-
ra il milione di euro e una pensione da 15 mila euro netti al mese.
Una Sip, anche se ridotta nel valore, viene misteriosamente concessa anche al vice
comandante dei Carabinieri. "Ciò aveva un senso fino a quando c'era un generale
dell'Esercito a ricoprire il ruolo di vertice dell'Arma, non ancora promossa a forza
armata. - spiega una fonte qualificata del Cocer, l'organismo di rappresentanza mi-
litare interna - Era un modo per gratificare il carabiniere più alto in grado.   E' dal
2000 che c'p un Comandante carabiniere, ma la Sip al suo vice è rimasta". E non
è un caso che per quel ruolo  si siano avvicendati, dall'inizio del 2102 ad oggi, già
tre ufficiali e di media non si rimane in carica più di un anno.
Le promozioni di carta
Si scopre poi che la carriera della dirigenza militare, e solo quella, è un moto inarrestabile
verso l'alto. Nelle amministrazioni pubbliche si viene promossi quando si libera un posto.
Qualcuno esce, qualcuno entra, elementare principio di contenimento degli sprechi. Sot-
to le armi no.. I generali vengono promossi a prescindere  dall'esistenza di un posto va-
cante. La commissione Difesa della Camera lha messo nero su bianco, prevedendo che
il generale di Divisione (2 stellette) con almeno un anno di permanenza in quella posizio-
ne possa avanzare al grado superiore anche se in soprannumero. Altro regalo che ha re-
sistito ai tagli è la promozione automatica immediatamente prima del congedo. Il giorno
antecedente alla pensione si sale di grado. Più stelle sulle spalline, più benefit.
Il sistema delle "promozioni di carta" riesce anche ad aggirare  il blocco dele buste paga
imposto alle amministrazioni pubbliche fino al 2014  grazie al'istituto della omogeneizza-
zione stipendiale: gli ufficiali dopo 23 anni in servizio senza demerito ottengono, a pre-
scindere dal grado ricoperto, la retribuzione fissa del generale di brigata, circa 3.100
euro netti. "Certo, gli stipendi medi dei soldati italiani sono nel complesso inferiori ri-
spetto a quelli dei colleghi inglesi o francesi - sostiene Emilio Ammiraglia, segretario
nazionale di Assodipro, associazione  di militari  in pensione  che punta a introdurre
nelle forze armate  un sindacato  con una vera autonomia operativa - ma quando si
parla dei capi, il discorso cambia". E più guadagnano meno devono spendere.
Gli appartamenti extralusso
A oggi sono 44 i generali e gli ammiragli a cui è stato concesso  l'alloggio di servizio
e rappresentanza, il famoso Asir, l'extralusso del parco immobiliare della Difesa.
Per mantenerli tutti, lo stato spende 4 milioni di euro all'anno. Del resto si devono
lucidare appartamenti con 400 metri quadri di parquet, 143mq di marmo, 188mq
di maioliche, ascensore con moquette e terrazzo di 275 mq, come nel caso della
residenza riservata al Capo di stato maggiore dell'Aeronautica in via del Pretoriano
a Roma.

Lucianone

martedì 22 gennaio 2013

Sport - Ultime notizie / ultimi avvenimenti

22 gennaio '13 - lunedì         22nd January / Monday                    visioni post - 5

Coppa Italia / semifinali
Juventus  -  Lazio    1 - 1
Nell'andata della semifinale i bianconeri segnano per primi con Peluso, poi Marchetti nega il raddoppio a Vidal, che colpisce un palo, e nel finale arriva il pari di Mauri che sa di beffa. Ritorno il 29 gennaio all'Olimpico di Roma.
Mauri esulta dopo la rete dell'1-1. LaPresse

Mauri esulta dopo il gol del pareggio


TENNIS
AusOpen, Errani-Vinci battono le Williams
Rimonta da numero 1, ora la semifinale

Capolavoro agli Australian Open: le azzurre vendicano il k.o. olimpico battendo Serena e Venus 7-5 al terzo. Impresa dal sapore di Fed Cup, in vista di Italia-Usa in programma il 9-10 febbraio. Prossime avversarie le russe Makarova-Vesnina 
Serena e Venus Williams in azione. Ap











Serena e Venus Williams in azione



Calcio  -  Serie B
Varese - Brescia   3 - 2
Varese, che rimonta col Brescia!
Oduamadi fa impazzire l'Ossola

Il Varese ha vinto 3-2 il derby lombardo. Grandi emozioni nei minuti finali.

Continua...to be continued...

lunedì 21 gennaio 2013

Arte - Mostra di capolavori da febbraio 2013 a Verona

21 gennaio 2103 - lunedì     21st January / Monday                    visioni post - 21

'Da Botticelli a Matisse - Volti e figure'
a cura di Marco Goldin
Verona,  Palazzo della Gran Guardia  /   2 febbraio - 1 aprile  2013 
Arricchita da un nucleo importante di dipinti di pittori fiamminghi
(come  Hans Memling e Jan van Eyck) e un rarissimo capolavoro di
Antonello da Messina,  il  2 febbraio   arriva al  Palazzo della Gran
Guardia di Verona la grande rassegna 'Da Botticelli a Matisse - Volti
e figure', la storia del ritratto attraverso sei secoli d'arte.
Una prima edizione della mostra era stata allestita nel mese di dìcembre
nella Basilica Palladiana di Vicenza ed è stata tra le mostre più visitate
della stagione.
Pur mantenendo lo stesso impianto con la maggior parte dei magnifici
dipinti provenienti dalle più prestigiose collezioni internazionali, que-
sta nuova edizione offre numerosi elementi di novità. A partire dal pre-
stito eccellente concesso da un'istituzione romena, il 'Muzeul National
Brukenthal'  di Sibiu, antichissima città della Transilvania, che per i
suoi monumenti, è stata Capitale Europea della Cultura. Da qui arri-
veranno 4 opere su tavola del XV secolo, fra cui un rarissimo dipinto
di Antonello da Messina, la 'Crocefissione', datata 1460.
Gli altri sono alcuni dei capolavori più significativi dell'arte fiamminga,
realizzati da Hans Memling e Jan van Eyck.  Di quest'ultimo sarà espo-
sto  il  bellissimo  ' Ritratto d'uomo con capricorno azzurro'  del 1429,
straordinario ritratto che il curatore e produttore della mostra Marco
Goldin, patron di Linea d'ombra, ha scelto quale icona ufficiale della
mostra veronese.


Di Memling sarà invece presente un dittico con un 'Ritratto di uomo di legge'
e un 'Ritratto di donna in preghiera', entrambe del 1490.  Sviluppata in quat-
tro ampie  sezioni tematiche  (e quindi senza seguire semplicemente la pura
cronologia), anche la mostra veronese  racconterà in un centinaio  di opere
capitali i volti e le figure che hanno affascinato gli artisti dal '400 a oggi.
Ecco dunque riuniti  capolavori di Botticelli, Beato Angelico, Mantegna,
Bellini, Bramantino, Lippi, Cranach, Pontormo e poi Rubens, Caravaggio,
van Dyck, Rembrandt, Velazquez, El Greco, Goya, Tiepolo per arrivare agli
impressionisti, come Manet, Monet, da Cezanne, Gauguin, Van Gogh e ai
maestri del '900, tra cui  spiccano  Munch, Picasso, Matisse, Modigliani,
Giacometti e Bacon.
Una sorta di "museo dei musei", ma non generico, bensì dedicato all'im-
magine universale dell'uomo  tra sacro e profano,  tra vita quotidiana  e
celebrazione  di sè  nella regalità  delle corti,  tra sentimento religioso e
rappresentazione  della propria immagine  negli autoritratti soprattutto
tra '800 e '900.
la Primavera
                                                                                                Sandro Botticelli - 'La Primavera'

Mostra veronese come vertigine d'arte che però racconta qualcosa,
quel ritratto dell'anima, che secondo Goldin prende le mosse dal
'400 fiorentino, dalla rappresntazione  del volto  e  degli sguardi
abitati dal divino, le Madonne, i santi, le raffigurazioni di Cristo.
E  l'indagine  psicologica  evolve  nella  ritrattistica  di  dogi, re,
dignitari, ma anche  borghesi olandesi, dame d'Inghilterra, ri-
tratti di giovani di Durer, Raffaello, Giorgione, protagonisti di
una delle più belle sezioni della mostra.
La  straordinaria  serie di autoritratti di Cezanne, van Gogh  e
Gauguin introduce il '900, destinato, col suo sguardo inquieto,
a destrutturare totalmente la forma.

   Henri Matisse, Head of a woman













 Henri Matisse,  donna
 con cappello,   
 1905                                                                      
 

domenica 20 gennaio 2013

Sport - calcio / Serie A - 21^ giornata 2012-13

20 gennaio 2012 - domenica       20th January / Sunday           visioni post - 6

Juventus  -  Udinese    4 - 0
Il tecnico juventino soddisfatto dopo il 4-0 all'Udinese: "Giusto restituire i punti al Napoli. Con Pogba bisogna usare carota e bastone, può diventare tra i migliori al mondo nel suo ruolo".  

Facce distese, in casa Juventus, dopo i piccoli passi falsi che avevano rallentato il cammino della capolista nelle ultime due giornate di serie A. Il 4-0 con l'Udinese sembra aver rasserenato gli animi.

Milan  -  Bologna   2 - 1
Il tecnico del Milan applaude la squadra, ma critica il finale al batticuore.
Massimiliano Allegri apprezza il suo Milan. Soprattutto tecnicamente. Anche se certe sbavature nel finale, dopo l'autogol di Mexes, non le ha proprio digerite. Spiega: "La squadra con il Bologna ha fornito un'ottima prestazione dal punto di vista tecnico, specie quando abbiamo alzato l'intensità di gioco, ma le partite si devono chiudere o comunque far sì che non si riaprano. Abbiamo rischiato, dobbiamo crescere in malizia e lo faremo solo giocando. A un minuto dalla fine abbiamo perso una palla facile da gestire, non si può rischiare di compromettere le partite dominate come quella di oggi, altrimenti esci dal campo con un risultato che non meriti ed è poi difficile da smaltire".
Pescara  -  Torino   0 - 2
Netta vittoria dei granata, che chiudono i conti già nel primo tempo. Weiss cacciato nel finale per due simulazioni. Abruzzesi quasi mai pericolosi.
Fiorentina  -  Napoli    1 - 1
De Sanctis regala, Cavani rimedia col gol numero 100 in A
Un errore del portiere partenopeo apre la strada ai viola raggiunti dal bomber uruguaiano. Proteste toscane per mancata espulsione di Behrami, grandi parate di Neto su Inler e Pandev.
Atalanta  -  Cagliari    1 - 1
Stendardo salva Canini. 
Un autogol dell'ex in avvio porta in vantaggio i sardi,
il suo compagno della difesa pareggia per i nerazzurri nel secondo tempo
Genoa  -  Catania   0 - 2
La squadra di Maran affonda i rossoblù con Bergessio e Barrientos. Il Genoa resta terz'ultimo e Preziosi decide di esonerare il tecnico: torna in Liguria Ballardini. I siciliani a meno 4 dalla Fiorentina, prossima avversaria al Massimino.
Siena  -  Sampdoria   1 - 0
I bianconeri tornano al successo dopo 6 sconfitte di fila. Il primo successo del nuovo tecnico, fresco ex, espulso nel finale per un battibecco con Gastaldello, arriva grazie alla rete di testa del centravanti albanese. Blucerchiati irriconoscibili, rispetto alle prestazioni con Juve e Milan. Parapiglia nel finale.
Chievo  -  Parma   1 - 1
Paloschi risponde a Belfodil
Il grande ex dell'incontro beffa Mirante e segna il pari nella ripresa. Nel primo tempo la settima rete in campionato dell'attaccante francese. Quinto risultato utile consecutivo per gli emiliani
Roma  -  Inter   1 - 1
La Champions resta lontana
Corsa Champions: Strama fa un passetto, per Zeman è lontanissima. I gol su rigore contestato e un piattone dell'argentino. Grandi occasioni per i giallorossi nella ripresa, errori e Handanovic: regge il pari.

Francesco Totti festeggia il rigore del temporaneo 1-0. Ansa
Francesco Totti festeggia il rigore del temporaneo 1-0. Ansa


Olimpico teatro di emozioni

SE SBAGLIA IL CAPITANO — Impressionante la facilità con la quale la Roma entra nei 16 metri avversari. Sono soprattutto le mezzali Florenzi e Bradley a far movimento, a dare profondità, a far pressing alto. Proprio l'americano nella trequarti ruba palla a Zanetti - e questa è una notizia - e in area viene travolto da uno scomposto Ranocchia: rigore che Totti non sbaglia, decimo centro in carriera contro l'Inter (9 in campionato uno in Coppa).
Palacio e Guarin festeggiano il pareggio. Reuters
Palacio e Guarin festeggiano il pareggio. Reuters
GUARIN RIALZA L'INTER — Faticano i nerazzurri e per fortuna che Osvaldo e Florenzi peccano in mira da buona posizione. Poi pian piano i nerazzurri ritrovano metri di campo e convinzione grazie a Guarin che combatte con strapotere fisico, mettendo in difficoltà De Rossi. Poi c'è Livaja, lieta sorpresa: una sua girata di sinistro sorprende Goicoechea salvato dal palo. Lo stesso portiere uruguaiano esce a farfalle su un traversone ed è salvato da Marquinhos. Premonizione del gol, che arriva nel recupero grazie a un'azione a percussione di un irrefrenabile Guarin: prima tira, sul rimpallo guadagna il fondo e serve l'assist per il puntuale Palacio. La notizia non è solo che la Roma spreca un tempo a lungo dominato, ma che l'Inter torna al gol in trasferta: mancava dall'11 novembre (Bergamo).
Esce De Rossi — Zeman perde De Rossi per un problema muscolare e schiera nella ripresa Tachtsidis. Strama passa alla difesa a quattro (con rombo a centrocampo) e poi mette Obi per un Nagatomo non al meglio. Ma si avverte ora la stanchezza delle due ore infrasettimanali giocate in Coppa da entrambe le squadre che si allungano pericolosamente. C'è un bell'assist di Lamela per Osvaldo sprecone: si allunga la palla e Handanovic è bravo ad anticiparlo e poi a mettere in angolo sul ritorno di Totti. L'Inter spreca un paio di situazioni innescate dal solito Guarin. Mentre per la Roma le migliori occasioni capitano sui piedi peggiori, quelli di Piris. Infine ci prova col sinistro a girare Lamela, ma Handanovic non si fa sorprendere. Si replica mercoledì stesso campo, stesse squadre per la Coppa Italia.
 (da  LaGazzetta.it  /  di Maurizio Nicita)

Classifica della serie A  /  Le prime sei posizioni
Juventus  48 /  Napoli, Lazio  43 /  Inter  39 / Fiorentina  36 /   Milan  34
Roma   33 /

Lucianone

sabato 19 gennaio 2013

IL Dossier - IL FISCO / Tutto sull' Imu

19 gennaio 2012 - sabato       19th January / Saturday                              visioni post - 6

IMU >> Salasso sulla casa da 24 miliardi
L'imposta costa 280 euro in media a famiglia
A Milano costa 430 euro, a Roma il record: 640 euro
Nei grandi centri prelievi molto più elevati - Una stangata
per le seconde abitazioni
L'Imu è di nuovo (in realtà mai uscita dalla mente degli italiani)
potentemente tornata alla ribalta grazie alla campagna elettorale
in corso. Da chi vi ha vista una sciagura necessaria per rimettere
in sesto i conti, a chi l'ha considerata una vera e propria patrimo-
niale  "colpevole"  di aver  ulteriormente  affossato  l'economia,
l'imposta municipale unica non ha mai smesso di far discutere il
Paese ed è inevitabile che continui a farlo.   La posta sul piatto è
notevole. Le entrate garantite dall'Imu sono state stimate in 24
miliardi  di euro, tre in più di quelli messi in preventivo  dal go-
verno con il decreto Salva-Italia.

Chi ha pagato e quanto
La valanga di soldi versati ha pesato molto sui bilanci delle famiglie
e ha segnato ampie differenze fra piccoli centri e grandi città.
L'imposta, per il 2012, è stata infatti calcolata su una rendita catastale
rivalutata  del 60 per cento  e ai Comuni  è stata data  la possibilità di
variare le aliquote.  Lo 0,4 pe cento indicato per la prima casa poteva
essere diminuito o aumentato di uno 0,2.  -    E lo 0,76 per cento sulla
seconda casa poteva essere alleggerito e appesantito dello 0,2 con la
possibilità di applicare l'aliquota record dello 1,06 per cento.
Gli italiani, secondo uno studio Uil, hanno sborsato in media per la
prima casa 278 euro e 745 per la seconda, ma nei grandi centri l'im-
posta - già notevole - è diventata una vera e propria STANGATA.
A Roma, grazie agli aumenti dell'aliquota decisi dal Comune, il coc-
sto medio per la prima casa è lievitato a 639 euro; a Milano 428.
A versare i 24 miliardi, secondo la Cgia di Mestre, sono stati per
4,2 miliardi i proprietari di prima casa, per 10,8 le seconde case
e per oltre 9 gli imprenditori.

Vecchia Ici e nuova Imu, l'imposta "benedetta"
Mal sopportata dalla grande maggioranza degli italiani, cui era stato
raccontato  che si poteva  fare a meno della "vecchia" Ici, la più pe-.
sante Imu ha navigato fin dall'inizio in un mare di polemiche.
Una su tutte quella che ha riguardato gli immobili della Chiesa: il
governo Monti ha infatti deciso di praticare l'esenzione sulle aree
di culto a far pagare l'imposta solo su quelle "commerciali" susci-
tando molte perplessità sulle difficoltà di fissare un confine netto
fra le une e le altre.
Ora, a poche settimane dalle elezioni, l'Imu è di nuovo un campo
di battaglia. Monti dice che è frutto del precedente governo c che
va ristrutturata assicurando più gettito ai Comuni. Tremonti, mini-
stro del governo che l'ha ideata (vecchia Ici) assicura che fu "im-
maginata per il 2013, ma non c'era dentro la prima casa e la riva
lutazione catastale". Certo non ci sarebbero stati nemeno i 24 mi-
liardi. Ora il leader della Lista Lavoro e Libertà invita al ricorso
alla Corte Costituzionale contro "l'imposta iniqua".  Quanto alla
parte spettante si Comuni è già stabilito che da quest'anno gli in-
troiti andranno tutti alle Giunte.

Imu-Chiesa / Il bluff sull' Imu alla Chiesa
... Arrivò Monti e solenne fu l'impegno: niente sconti nè
privilegi. E così per evitare la sanzione europea il Parla-
mento approvò una disciplina chiara quanto banale.  La
Chiesa avrebbe pagato per tutti gli immobili in cui svolge
attivitò commerciale, come definita nel nostro ordinamen-
to in conformità alle direttive europee.
Ma il diavolo è nei dettagli. Il governo si riserva di emettere
un regolamento , apparentemente relativo   alla disciplina di
ipotesi  marginali e residuali.  E però con questa scusa ritor-
na sulla decisione del Parlamento per introdurre criteri  gra-
zie ai quali l'esenzione Imu per la Chiesa anche dove svolge
attività commerciali diventerebbe amplissima: un rosario di
eccezioni idonee quasi ad azzerare quello che il Parlamento
aveva dovuto approvare per evitare la sanzione europea.
Fortunatamente i primi di ottobre il Consiglio di Stato inve-
stito dall'obbligatoria richiesta di parere ha bocciato in tron-
co il colpo di mano governativo, ammonendo l'esecutivo sul-
la procedura di infrazione europea  e  sui limiti della delega 
che aveva ricevuto.     Per tutta risposta l'esecutivo anzichè 
fare ammenda dello scivolone, si costruisce una legge ad hoc
con un codicillo  inserito  nel Decreto Legge sugli enti locali.
E torna a confezionare un regolamento che se venisse defini-
tivamente approvato consentirebbe alla Chiesa rilevantissi-
me esenzioni per la gran parte della sua attività commerciale:
alberghi, sanità e scuole.
Il tentativo è sempre il medesimo di Tremonti:  Introdurre criteri
di definizione dell'attività non commerciale diversi e ben più ampi
di quelli dettati dall'ordinamento comunitario e nazionale; in modo
da farli valere soltanto per la Chiesa e per gli altri enti non-profit,
che invece ai fini della tassa immobiliare quando svolgono attività
commerciale devono essere ovviamente trattati come chiunque al-
tro: in difetto si avrebbe un clamoroso aiuto di stato a danno delle
pubbliche tasse e della corretta concorrenza.
Continua...to be continued...


giovedì 17 gennaio 2013

Libro - Sulla grande finanza: "Svegliamoci!"

17 gennaio 2012  -  giovedì       17th January / Thursday                     visioni post - 3

Nel libro di Roberto Lodovici, "Svegliamoci",
i poteri occulti della finanza mondiale
Vi dice qualcosa la parola Blackrock? E la sigla Isda? E il patto Iceberg?
Se non vi dicono niente, allora dovete svegliarvi dalla vostra beata ignoran-
za e aprire gli occhi sui poteri forti, e occulti, della finanza mondiale.
"Svegliamoci!": si chiama proprio così il libro del bergamasco Roberto
Lodovici, 53 anni (esperto di formazione e consulenza aziendale e appas-
sionato di macroeconomia e di politica economica), sul "potere finanziario
che sta cambiando la nostra vita". Il libro è in vendita, oltre che in libreria,
anche su internet, al sito www.svegliamoci.com -
Lo scrittore Lodovici li chiama "pezzi di verità" quelli che ha assemblato 
nella sua originale opera sui "segreti" della finanza mondiale.  Per oltre
un anno Lodovici si è consumato la vista navigando di notte sui siti finan-
ziari di tutto il mondo (società, banche, giornali, enti, istituzioni), e alla
fine ha composto il suo puzzle "sul nuovo sovrano planetario: il capitali-
smo finanziario".
L'autore mette le mani avanti: " Non sono un economista, voglio scrivere
per la gente comune".  A furia di scavare nelle scorribande internettiane
notturne, ha estratto i suoi "pezzi di verità". Come la storia del cavo sot-
terraneo in fibre ottiche  che collega  New York  con la City di Londra e
permette di anticipare il resto del mondo (per 5 millesecondi) nelle tran-
sazioni finanziarie. O come il ruolo di BlackRock, il "padrone dei padro-
ni" dell'universo finanziario, "la più grande società  di investimento al
mondo, con 3.648 miliardi di dollari di patrimoni amministrati: una cifra
pari al Pil della Germania".   E che dire dell'Isda  (l'International Swaps
and Derivates Association)? Lodovici la definisce la "cupola" finanziaria,
"847 persone, presenti nelle banche di 57 Paesi, che dominano la finanza
planetaria".
Alla fine del viaggio, commenta l'autore: "E' giunto il momento di aprirci
alla consapevolezzaimpediremo così che avidi potentati senza scrupoli pos-
sano, giorno dopo giorno, sottrarci libertà e democrazia. Svegliamoci dun-
que, perchè, se non ora, quando?".
(da  L'Eco di Bergamo - 9 gennaio 2013)

Lucianone

mercoledì 16 gennaio 2013

Ultime notizie - Dall' Italia e dal mondo / Latest news

16 gennaio 2012 - mercoledì       16th January / Wednesday               visioni post - 3

Politica
Mario Monti: "Contrario ai matrimoni gay"
Il Professore: “Nel ’94 votai Forza Italia
All’estero per anni Paese senza premier.
La famiglia è costituita da uomo e donna”
Nuovo attacco del premier contro il predecessore.
Il Cavaliere: «E’ un matto. Ho i numeri in Senato»
L’Authority striglia Studio Aperto, Tg4 e Mentana



Monti: “Contrario ai matrimoni gay”
Berlusconi: “Nuovo contratto” / L’Agcom bacchetta i tg
maurizio molinari, corrispondente da new york
Il presidente Usa lancia l’offensiva con 23 ordini esecutivi e tre proposte
al Congresso. «E’ dura,
proteggere i nostri figli».
Lobby all’attacco. (Video)

Mali, l’Italia supporterà ParigiInchiesta per crimini di guerra
Attacco di Al Qaeda in Algeria:
rapiti 41 occidentali, due morti

giordano stabile
Commando fa irruzione
in una base petrolifera:
«Liberate 100 detenuti»
Conflitto a fuoco, ucciso
un inglese. Sequestrati
anche sette statunitensi.

“Corruzione sulle quote latte”:
la Finanza nelle sedi della Lega
La base: complotto toghe rosse

Blitz a Milano e Torino,
presenti Maroni e Bossi.
La Procura: «Tangenti a funzionari per interventi
a favore degli agricoltori».
Il segretario: già chiarito.

Lucianone

lunedì 14 gennaio 2013

Sport - calcio - Serie A / 20^ giornata 2012-13

14 gennaio 2012 - lunedì        14th January / Monday


Partite giocate sabato 12/01/'13
Bologna - Chievo   4 - 0
Inter - Pescara        2 - 0
Partite di domenica 13/01/'13 
Torino  -  Siena              3 - 2
Cagliari - Genoa             2 -1    
Catania - Roma             1 - 0
Lazio - Atalanta             2 - 0
Napoli - Palermo           2 - 0
Parma - Juventus         1 - 1
Sampdoria - Milan        0 - 0
Udinese - Fiorentina    3 - 1

La Juve riapre da sola il campionato: 5 punti persi in due gare /
La Lazio è ora solo a 3 lunghezze /  Il Napoli supera il Palermo
e vola a -5 /  Roma battuta a Catania / Inter bene sul Pescara

Lucianone