giovedì 13 settembre 2012

Cultura - I consigli dello scrittore Aidan Chambers

14 settembre 2012 - venerdì    14th September / Friday     visioni post - 14
                                                                                                
Come fare innamorare i bambini della pagina scritta?

I consigli dello scrittore inglese
più amato dagli adolescenti

"L’atto di leggere sta anche nel parlare di ciò che abbiamo letto".  Lo ripete spesso Aidan Chambers, tra i più amati  scrittori  inglesi per  adolescenti  con una  forte  passione  per l’insegnamento, e l’evidente desiderio di trasmettere a chi lo circonda l’amore per i libri.
"La lingua è il Dna della nostra cultura" ha detto a Mantova nei giorni del Festivaletteratura.
"E anche se non tutti possiamo diventare fisici nucleari o musicisti, chiunque può diventare un grande lettore".
Gli adulti se lo chiedono in molte occasioni: come far innamorare i bambini dei libri? In uno dei suoi ultimi romanzi – Muoio dalla voglia di conoscerti (Rizzoli) – Chambers racconta l’incontro tra uno scrittore e un ragazzo di diciassette anni che non ha mai amato né leggere né scrivere. Noi gli abbiamo chiesto qualche consiglio per i genitori dei bambini più piccoli, o che vanno alle scuole elementari e stanno imparando a leggere.    "La prima cosa importante è che ci siano in

casa libri che piacciono ai bambini", spiega l’autore. "Ma anche una selezione di titoli per quan-
do diventeranno un po’ più grandi: storie che segnino il passo successivo nella loro avventura di lettori".
Il secondo consiglio, naturalmente, è leggere ad alta voce.    -   "Non solo quando i bambini sono piccoli, ma a tutte le età" sottolinea". In questo modo scoprono testi che non sarebbero ancora in grado di leggere per conto proprio, e la loro mente si apre a quello che viene dopo.» La lettura ad alta voce è anche un atto d’amore: si sta insieme, a stretto contatto, guardando le stesse pagine. E il bambino, mentre ascolta le parole pronunciate dal genitore, assorbe nuovi vocaboli. Il terzo suggerimento riguarda in particolare i maschi, dal momento che statisticamente sono soprattutto le donne a leggere e c’è il rischio che questo modello venga trasmesso.
"I bambini devono vedere i loro papà, i nonni o altri uomini che leggono per piacere" sottolinea Chambers. Si può anche parlare ai figli di quello che si sta leggendo, raccontando quelli che possono essere i passaggi più interessanti per loro. Ma se i maschi di casa non hanno proprio tempo da dedicare alla lettura per se stessi, come fare?   -     "Dovrebbero comunque cercare di ritagliarsi qualche momento per leggere ad alta voce insieme ai propri bambini" ribadisce Chambers. O magari per portarli in biblioteca. Questo è infatti il quarto consiglio. "È uno spazio accogliente dove le famiglie possono trovare i libri che non hanno a casa o che non possono permettersi". 
Fermarsi all’ultima pagina, però, non basta. C’è da fare ancora un passo, ovvero parlare insieme ai bambini  di quello  che hanno letto, chiedendo loro  che cosa è piaciuto  e che cosa hanno detestato, che emozioni hanno provato e che cosa ne pensano dei personaggi. «I bambini si divertono molto a mettere in scena i libri» aggiunge Chambers. «È un ottimo esercizio.  Se conoscete altri genitori con figli che hanno la stessa età dei vostri, fate in modo che si trovino e che possano interpretare insieme i personaggi che hanno più amato.» Può essere utile stabilire un contatto con la scuola: se gli insegnanti aiutano ad amare la lettura, ne nasce un reciproco rinforzo.

E infine servono consigli per orientarsi nella sterminata produzione di libri. «Ce ne sono di molto belli, ma anche di orribili. Per riconoscere i migliori, imparate ad ascoltare i consigli del vostro bibliotecario.» Da un lato, infatti, è giusto lasciare che il bambino sia libero di scegliere che cosa leggere, ma è altrettanto importante saperlo talvolta indirizzare verso i libri giusti. Bisogna avere fiducia nella capacità dei propri figli di apprezzare le cose belle. Gli albi illustrati o i romanzi di maggior qualità non sempre attirano lo sguardo, ma una volta aperti sanno incantare i lettori, soprattutto se a leggerli insieme a loro c’è una persona a cui vogliono bene.  

(da  La Stampa.it  -  di Mara Pace)  






Lucianone 
 

Società e politica - In Italia e nel mondo

14 settembre 2012 - venerdì  -  14th September / Friday      visioni post - 7

Roma
Fondi Pdl, la Finanza in Regione
Sedi e ostriche, le spesi folli del Lazio
La Guardia di finanza nella sede del Consiglio regionale. Controlli scattati alle 10: si cercano documenti relativi all’inchiesta su fondi del Pdl per cui è indagato l’ex capogruppo Fiorito
Menicucci

SPRECHI DELLA POLITICA

Sedi e convegni: le folli spese del Lazio
Contributi pubblici più alti che alla Camera

Lo scorso anno il bilancio del Consiglio regionale invece di diminuire è aumentato di sei milioni, un aumento del 7%

ROMA - La targa sopra il portone dice: «Carlo Goldoni, padre immortale della italiana commedia, dimorò in questa casa». Se avesse saputo cosa sarebbe accaduto fra quelle mura due secoli e mezzo dopo, il celebre drammaturgo veneziano vi avrebbe magari ambientato un atto unico. Protagonista: il solito Pantalone. Perché chi paga la ristrutturazione di un appartamento signorile della Regione Lazio nello stabile di largo Goldoni 47 all'angolo con via dei Condotti, a Roma, è sempre lui. Cioè noi. I condomini, dopo aver sventato il tentativo di piazzare tappeto rosso e palmizi stile Sanremo all'ingresso dopo l'avvenuta trasformazione in elegante «ufficio del centro» dell'ex ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo di un secondo alloggio regionale nel palazzo, paventano che i lavori siano il preludio per l'apertura di un'altra sede di rappresentanza ancora. Stavolta, della governatrice Renata Polverini.
CONTINUA in fondo a questo post...

Caso Adinolfi
Agguato Adinolfi: fermati due anarchici
A luglio il gip aveva detto no all'arresto
Nicola Gai e Alfredo Cospito stavano per lasciare l'Italia Incastrati dalle telecamere e dal foglio di rivendicazione

Esteri
Furia islamica contro l'Occidente
Le manifestazioni dopo il film su Maometto
Si estende la rivolta per il film su Maometto. In Sudan tre manifestanti morti.
In Tunisia spari ad altezza d'uomo. Al Cairo rabbia anti Usa.


In Libano un morto e 25 feriti nelle manifestazioni. Cortei in India e Giordania e Yemen La reazione di Clinton La produzione: «Non abbiamo le mani sporche di sangue»Islam in rivolta
  • Regista fantasma e attori raggirati: i misteri del film Gaggi
  • I camaleonti della Jihad G. Olimpio

  • Sardegna - ALCOA
    I sindacalisti scendono dal Silos
    L'azienda: rallentare la chiusura
    Rino Barca e Franco Bardi smettono la protesta. E ora i sindacati aspettano la convocazione
    CONTINUA...  Le folli spese del Lazio
    Fosse così, saremmo davvero alla commedia. Non soltanto perché quell'appartamento proviene da un antico lascito per opere di bene al Santo Spirito. Soprattutto perché a poca distanza, in via Poli, c'era già un ufficio «di rappresentanza» del consiglio regionale. Era stato affittato da Sergio Scarpellini, il proprietario dei palazzi affittati alla Camera e al Senato, al tempo della giunta di Francesco Storace e due anni fa si era deciso di rescindere il contratto: 320 mila euro l'anno. Una spesa demenziale, visto che il consiglio regionale del Lazio, come del resto la giunta, ha una più che confortevole sede a Roma. Chiudere quell'ufficio era il minimo. Peccato soltanto, lamenta Scarpellini nella causa civile intentata contro la decisione, che la rescissione sia avvenuta oltre i termini. E se il tribunale dovesse accogliere la tesi sarebbero dolori: 700 mila euro. Più la parcella del legale. Un avvocato esterno, ovvio.
    Ma ce ne fossero di rogne così, con l'aria che tira oggi dalle parti della Pisana. La storia incredibile dei finanziamenti pubblici ai gruppi consiliari innescata dai Radicali con la meritoria pubblicazione sul loro sito internet del bilancio 2011, è ormai una palla sempre più grossa che rotola a valle. Inarrestabile e minacciosa, come dimostra l'inchiesta per peculato che si è abbattuta sull'ex capogruppo del Pdl Franco Fiorito. Ma non servivano certo le cravatte di Marinella, le cene a base di ostriche, le bottiglie di champagne, i servizi fotografici, i Suv, né le altre spese sfrontate che hanno inghiottito i lauti contributi al partito di Silvio Berlusconi e sulle quali ora indaga la magistratura, per capire che si era passato il segno. E non era nemmeno necessario guardare, come molti fanno oggi con ipocrita stupore, quella cifra rivelata dai radicali, il cui gruppo composto da due persone, Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, ha incassato nel solo 2011 ben 422 mila euro. Il quadruplo, in proporzione, dei soldi che la Camera dei deputati stanzia per i gruppi parlamentari.
    Era sufficiente, diciamo la verità, controllare i bonifici che arrivavano di volta in volta sul conto corrente. Per questo fanno sorridere oggi tanto il decalogo sui tagli dei costi della politica proposto dal consigliere udc Rodolfo Gigli quanto dichiarazioni come quelle del capogruppo del Pd Esterino Montino, che annuncia un tour de force per «ridurre le spese della giunta e del consiglio». Mentre alcune misure che avrebbero introdotto l'unico antidoto valido alla dissipazione di denaro pubblico, vale a dire la trasparenza, sono finite su un binario morto. È il caso della legge sull'anagrafe degli eletti e dei nominati, proposta sempre dai Radicali nel 2010 e arenata in qualche cassetto di qualche commissione.
    Ai gruppi finiscono cifre inimmaginabili. Tanti soldi che non si sa nemmeno come spenderli. Basta dare un'occhiata ai due bilanci dei gruppi finora resi noti: oltre a quello dei Radicali, quello del Partito democratico. Il gruppo del Pd ha incassato nel 2011 la bellezza di 2 milioni 17.946 euro. Che divisi per i 14 componenti fa oltre 144 mila euro pro capite: quasi il triplo dei contribuiti erogati da Montecitorio. Inutile allora stupirsi che i democratici spendano 210.207 euro (!) per «riunioni, convegni, conferenze, incontri», 622.083 euro (!!) per i collaboratori e 738.863 euro (!!!) per «diffusione attività del gruppo, stampa manifesti». E nonostante questo ci sono ancora in cassa 304 mila euro.

    Lucianone

    mercoledì 12 settembre 2012

    Ulime notizie - Latest news

    12 settembre 2012 - mercoledì                                       12th September / Wednesday      
                                                                                                                     
    Esteri / LIBIA
    La morte dell'ambasciatore Usa Chris Stevens
    nell'attacco al consolato di Bengasi
    «Azione pianificata in anticipo da Al Qaeda», Lo sostiene la Cnn citando fonti americane. Droni Usa pronti a sorvolare la Libia orientale in cerca di campi jihadisti

            Foto - L'ambasciatore degli Stati Uniti in Libia, Chris Stevens

    Un attacco pianificato in anticipo da Al Qaeda. Questo quanto    emergerebbe dalle prime indagini sull'attacco al consolato Usa di Bengasi nel corso del quale è stato ucciso l'ambasciatore degli Stati Uniti in Libia, Chris Stevens. È quanto riferisce la Cnn, citando fonti americane. L'attacco alla sede Usa era «stato pianificato da al Qaeda» e il film su Maometto «è stata una diversi» scrive la Cnn.
    Libia: attacco al consolato Usa di Bengasi Libia attacco al consolato Usa di Bengasi    Libia attacco al consolato Usa di Bengasi    Libia attacco al consolato Usa di Bengasi    Libia attacco al consolato Usa di Bengasi   
    Serie di foto (dal Corriere della Sera.it)

    EVACUATO PERSONALE DIPLOMATICO - Dopo l'attentato gli Stati Uniti hanno deciso di evacuare tutto il personale diplomatico e non presente in Libia. All'ambasciata di Tripoli resterà solo una unità di emergenza. Inoltre droni Usa potrebbero presto sorvolare la Libia in cerca di campi jihadisti che potrebbero essere collegati all'attacco. La Cnn riferisce inoltre come atteso il coinvolgimento attivo dell'Fbi nelle indagini sull'uccisione dell'ambasciatore. In partenza anche 200 marines per «rafforzare la sicurezza nelle sedi diplomatiche di Tripoli e Bengasi».
    LA RICOSTRUZIONE - Secondo la prima ricostruzione l'ambasciatore e tre cittadini americani stavano viaggiando in auto per trovare un luogo più sicuro dopo l'assalto notturno al consolato quando il loro mezzo è stato centrato da un razzo. Mentre per altri fonti il diplomatico sarebbe morto per asfissia nel consolato. Oltre a Stevens, 52 anni, sono morte altre tre persone, tra i quali due uomini della sicurezza (due marines), che accompagnavano Stevens da Tripoli. Un quarto morto è un impiegato del consolato. Quattordici i feriti. I quattro cadaveri sono stati trasferiti all'aeroporto di Bengasi, per poi essere spediti in una base in Germania. Il presidente del Congresso generale Nazionale Mohamed al-Megaryef in una conferenza stampa: «Presentiamo le nostre scuse agli Usa, al popolo americano e al mondo intero».
    IL FILM E LE VIOLENZE- I manifestanti, martedì notte, hanno attaccato con granate e armi da fuoco il consolato americano di Bengasi, nell'est della Libia. Si tratta di un compound abbastanza grande ed è in una zona della città abbastanza centrale, a pochi metri da ristoranti e caffè. Tanto che i clienti dei locali hanno assistito alla scena. «Si è sentito prima un botto forte - hanno raccontato testimoni - poi si è visto del fumo e si sono sentiti dei colpi. Le strade vicine sono state chiuse rapidamente e quasi subito sono stati formati anche dei blocchi nella zona». La violenza è durata per 45 minuti. All'origine degli scontri, un film ritenuto offensivo nei confronti dell'Islam. Si tratta di «Innocence of Muslim» (L'innocenza dei musulmani) ed è stato realizzato da un israelo-americano, Sam Bacile, che dopo i disordini al Cairo ha dichiarato: «L'islam è un cancro». La morte dell'ambasciatore Usa è già stata rivendicata da Ayman al Zawahiri, numero due di Al Qaeda: «Una reazione della milizia Ansar Al-Sharia alla conferma della morte di Abu al-Libi».


    Visioni del post  -  4
    Lucianone

    martedì 11 settembre 2012

    Psicologia - Nuove nevrosi: Narciso batte Edipo

    12 settembre 2012 - mercoledì  -  12th September / Wednesday        visioni post - 117
                                                                                                                   
    La società dei Narcisisti perversi
    Dalla società delle regole, fondata  sul senso di colpa,
    siamo passati a quella del successo a tutti i costi dove,
    dice una psichiatra francese, si impone la figura del
    seduttore "perverso" che, per ottenere il suo scopo,
    manipola le vite altrui.

    (da 'il Venerdì di Repubblica - 2012  / di Fabio Gambaro)

    Parigi,
    Plagio psicologico, manipolazioni affettive, abuso d'incapace. Pratiche
    insidiose che consentono  di prendere  il controllo di un'altra persona,
    della sua vita e delle sue ricchezze. Accade nelle sette, ma sempre più
    spesso anche nel mondo del lavoro, nelle relazioni sociali e nella vita
    di coppia. Dove individui apparentemente seduttori e premuroei, ma
    in realtà cinici e manipolatori, come vampiri prosciugano le energie
    delle loro prede, fino a prenderne pienamente possesso, distruggendo-
    ne la personalità e ogni capacità di vita autonoma. Sono i narcisisti
    perversi, individui totalmente privi di scrupoli e di morale che consi-
    derano l'altro un semplice territorio da sfruttare. Un fenomeno socia-
    le in crescita, spiegato brillantemente da Marie-France Hirigoyen nel
    suo ultimo libro, uscito in Francia, "Abus des faiblesse et autres ma-
    nipulations" (Abuso di debolezza e altre manipolazioni', Lattès), nel
    quale mette in guardia contro l'allarmante progressione di tali com-
    portamenti.  Una deriva che la celebre psichiatra e psicanalista che 
    insegna all'Università di Parigi mette in relazione con l'evoluzione
    del nostro modello di società, dominato dalla concorrenza sfrenata,
    dal mito del successo  ad ogni costo  e  da un consumismo facile  e
    compulsivo.  -  "Ascoltando le storie dei miei pazienti, mi sono resa
    conto che i comportamenti che tendono a manipolare gli altri sono
    sempre più diffusi in ogni ambito sociale", spiega la studiosa fran-
    cese che qualche anno fa fece molto discutere con "Le molestie mo-
    rali. La violenza perversa  nella famiglia e nel lavoro", pubblicato
    in Italia da Einaudi, che poi ha tradotto anche il libro successivo,
    "Sottomesse. La violenza sulle donne nella coppia".

    "Il bisogno di manipolare gli altri è innato nell'uomo.  Ma oggi è
    cambiato qualcosa, dato che  molto spesso si sconfina nella pato-
    logia. Tutti gli psichiatri lo dicono. -  E' una tendenza che va in-
    quadrata  in  una  marcata evoluzione  dei disturbi psichici  e in
    quella nuova economia psichica che segna il passaggio da Edipo
    a Narciso".
    .  Che cosa è cambiato?
    "Ai tempi di Freud i divieti, specie nella sfera sessuale, inquadrava-
    no molto strettamente i comportamenti di ciascuno.  E gli individui
    lottavano  contro tali divieti, scontrandosi con il dubbio, il senso di
    colpa, la nozione di limite. - Vivevano con un super-io molto forte,
    che li inibiva. Questa battaglia contro le regole era simbolicamente
    rappresentata dal mito di Edipo".
     -  Ora invece domina Narciso.
    "La liberazione dei costumi ha prodotto molta libertà, rimettendo in
    discussione ogni limite. Tutto quello che non è espressamente vieta-
    to dalla legge diventa possibile. Ma l'assenza di limiti produce le nuo-
    ve patologie dell'insufficienza: molte persone si convincono infatti di
    non essere all'altezza delle attese formulate dalla società. E di fronte
    alla richiesta di essere sempre più bravi, più forti, più produttivi, più
    intraprendenti, gli individui sono sempre più in dificoltù. Pensano di
    non farcela , temono di deludere gli altri.  Le patologie esemplificate
    dal mito di Narciso nascono da qui ed esprimono i problemi legati al-
    l'autostima e alla crisi della propria immagine. Il caso dei narcisisti
    perversi, ovvero dei manipolatori più pericolosi, va collocato in que
    sto contesto.".
    -  Quali sono le loro caratteristiche?
    "Il narcisista perverso ha un problema con la propria immagine, dubita
    di se stesso e, proprio per questo, reagisce  sviluppando  comportamenti
    megalomani. Paradossalmente s'immagina perfetto ed è pronto a consi-
    derare l'altro una preda. In realtà vive una situazione di vuoto e ha bi-
    sogno di riempirsi, prendendo ciò che trova negli altri. Per farlo, utiliz-
    za  la seduzione e la menzogna. E' abilissimo a illudere e irretire la vit-
    tima, inducendola ad abbassare la guardia. Rendendosi indispensabile,
    a poco a poco, proprio come un campiro, si appropria dell'energia, del-
    le qualità e delle ricchezze altrui. Senza scrupoli morali o sensi di colpa".
    -  Perchè lei dice che è difficile smascherare i narcisisti perversi?
    "Perchè molti aspetti del loro comportamento sono considerati positiva-
    mente  dalla società.  Oggi, chi vuole avere successo deve saper sedurre
    r valorizzare la propria immagine. Per non parlare della menzogna, che
    ormai è accettata come un modo di comunicazione quasi banale. I com-
    portamenti dei narcisisti perversi  sono dunque in sintonia con ciò che
    la società chiede, motivo per cui  si è più indulgenti nei loro confronti
    ed è più difficile cogliere il pericolo che rappresentano".
    -  La sua però non è una condanna del narcisismo in genere...
    "Esiste un narcisismo che fa bene all'individuo, stimolando l'autostima
    e aiutandolo ad avere fiducia in sè.    Sedurre è una bella cosa, ma se la
    seduzione mira ad intrappolare l'altro, espropriandolo di se stesso, allo-
    ra non va bene.   L'intenzionalità e la finalità definiscono il passaggio 
    al narcisismo perverso".
    -  I narcisisti perversi sono predatori in cerca di potere?
    "Sì. E spesso l'ottengono.   Riescono ad allontanare o  ad annientare i
    rivali, innalzandosi a poco a poco nelle gerarchie aziendali , politiche
    e sociali. Sono senza scrupoli, quindi fanno carriera. Nascondono  in
    modo abile la loro perversità, a volte perfino presentandosi come vitti-
    me.   Insomma, è difficile smascherarli, tanto più che spesso vengono
    elogiati pubblicamente proprio perchè applicano in maniera esempla-
    re le regole del sistema".


    Continua...to be continued...

    lunedì 10 settembre 2012

    Scienze - Personaggio / Samantha: prima astronauta italiana

    10 settembre 2012  -  lunedì       10th September / Monday          visioni post - 19 
                                                                                               
    La prima astronauta italiana si chiama
    Cristoforetti  Samantha, un'ufficiale
    dell'Aeronautica militare, e si prepara
    alla missione sulla Soyuz.
    Samantha, l'italiana che prova a volare nello spazio, decollerà  entro
    la fine del 2014 e rimarrà sei mesi sulla Iss (Stazione s. internazionale).
    Ora impara a camminare (nello spazio) e, intanto, in Giappone, prende
    confidenza con gli strumenti di bordo. E confessa: "E' il mio sogno di
    bambina".

    (da 'La Stampa' del 23 agosto 2012 - di Antonio Lo Campo)
    Per lei non ci sono ferie, soprattutto da quest'anno. Ormai non si fermerà
    più nella sua preparazione, fino al fatidico giorno della partenza.  D'altra
    parte fa un mestiere speciale: l'astronauta.   Ed è destinata a diventare la
    prima italiana in viaggio tra le stelle.
    Samantha Cristoforetti, trentina d'origine, ufficiale e pilota dell'Aereonau-
    tica militare italiana  e  astronauta dell'Esa, l'agenzia spaziale europea, si
    dedica ormai a tempo pieno all'allenamento  per la missione spaziale  che
    entro fine 2014 la vedrà protagonista  a bordo di una Soyuz russa.
    Una missione  di lunga durata, di circa sei mesi: tanto starà  sulla Iss, la
    Stazione spaziale internazionale, quella straordinaria base che sta a 400 
    chilometri sopra il nostro pianeta. Una struttura pesante 400 tonnellate
    e formata da centinaia di componenti  realizzate da nazioni diverse (Ita-
    lia compresa, anche grazie alla collaborazione tra Asi e Nasa), che nel
    frattempo ha già ospitato anche Umberto Guidoni, Paolo Nespoli, Ro-
    berto Vittori, e il prossimo anno vedrà l'arrivo di Luca Parmitano.
    In questo periodo, la prima astronauta italiana è in Giappone... impe-
    gnata in una delle tappe  del lungo tour internazionale che un astro-
    nauta deve seguire prima della grande impresa spaziale. "Sono qui in
    Giappone - racconta Samantha, raggiunta al telefono - per la prepara-
    zione e lo studio del Jem, il modulo-laboratorio giapponese della stazione.
    Per ora prendo confidenza con i sistemi di bordo, le procedure di emergen-
    za e il braccio robotico. Tornerò nel 2014, per un aggiornamento e per la
    preparazione agli esperimenti scientifici. Il programma di addestramento
    prevede continui tour-attività  in tutte le nazioni che partecipano al pro-
    gramma: la nostra Europa, gli Stati Uniti  e naturalmente la Russia, so-
    prattutto per l'addestramento Soyuz.   E sono già stata in Canada, per il
    corso sul braccio robotico della Stazione".


    Samantha andrà in orbita sulla Soyuz, unico mezzo rimasto dopo il ritiro
    degli Shuttle. Come pilota, avrebbe preferito la navetta spaziale?
    "Per un astronauta di professione , qualsiasi veicolo va bene per raggiun-
    gere lo spazio.  La Soyuz e lo Shuttle  sono due veicoli diversi, nati anche
    con obiettivi differenti. Sono compòementari tra loro: le capsule tradizio-
    nali  forse sono più adatte, anche in futuro, per l'esplorazione dello spazio
    lontano. Gli spazioplani o veicoli spaziali alati, offrono più versatilità nel
    fare da spola con l'orbita terrestre. Ma anche la Soyuz è ottima per fare da
    navetta  per  astronauti  con la stazione, così come le altre capsule attual-
    mente in sviluppo negli Usa. Rispetto allo Shuttle hanno costi inferiori. E,
    di questi tempi, non è poco..." 
    I MITI
    Samantha sarà dunque la prima italiana nello spazio: per lei, è un sogno
    che si avvera.  "Volevo diventare astronauta fin da bambina.  Ma per riu-
    scirci  non c'è  un percorso diretto: bisogna scegliere prima  altre strade
    e io sono diventata pilota militare. E ne sono felice".
    I miti al femminile sono i successi  di Valentina Tereshkova, la prima don-
    na dello spazio, o l'americana Sally Ride. Le conosceva quand'era ragazzi-
    na? "Leggevo delle loro imprese, e ammiravo in particolare Eileen Collins,
    che negli Anni Novanta divenne  la prima donna pilota dello Shuttle,  e in
    seguito la prima a comandare una navetta spaziale. Stimavo molto anche
    Shannon Lucid, prima americana  a passare  diversi mesi  sulla  stazione
    stazione spaziale russa Mir".


    Oggi Marte sembra il grande obiettivo spaziale. Ha visto l'impresa di
    Curiosity?  "Sì, anche se l'atterraggio era previsto in un orario in cui
    eravamo  impegnati  in addestramento: ma qui in Giappone hanno in-
    terrotto il tutto per un'ora, per farci assistere all'impresa.  E' incredi-
    bile pensare che il veicolo è su Marte e invia di continuo immagini di
    alta qualità. E' un trionfo assoluto della tecnologia".
    Adesso tocca all'uomo? "Una missione con astronauti, spiega Saman-
    tha, in tempi brevi non è possibile, ma può essere pensata se si coope-
    ra come si è fatto per la Stazione internazionale e per mettere a punto
    le tecnologie che ancora ci mancano". -  Sulla Iss resterà per 6 mesi,
    ma non conosce ancora i suoi compagni di missione.  -  "Per ora sono
    l'unica selezionata, ma presto  nomineranno  gli altri due componenti
    della squadra. Nel frattempo sto lavorando alla certificazione per po- 
    ter  effettuare  "passeggiate spaziali",  immergendomi   con  la  tuta
    pressurizzata  nella  piscina di Houston, dove  si simulano  le attività
    extraveicolari grazie a una riproduzione molto fedele della stazione,
    in dimensioni reali".
    LE PASSIONI
    Quello che manca, quindi, è il tempo libero.  "Lo passo scrivendo sui blog o
    twittando con amici appassionati di astronautica, aggiornando la mia avven-
    tura e la mia preparazione.   E poi sto leggendo dei libri di nutrizione, un te-
    ma che mi interessa molto  e  che   potrebbe diventare un leitmotiv della mia
    missione. E sto imparando il cinese". E' una prenotazione per un volo con i
    nuovi protagonisti dello scenario spaziale?     "No, è solo una mia curiosità
    personale per imparare una lingua che conosco pochissimo".

    Le altre astronaute (ormai celebri)
    1963 -  Valentina Tereshkova
                E' dal 1963 che, grazie a lei, la parola 'cosmonauta' può essere
                declinata al femminile.
    1983 - Sally Ride
               La prima astronauta statunitense vola in orbita nel 1983, salendo
               sullo Shuttle a 32 anni.
    2012 - Liu Yang
               Classe 1978, la prima cinese nello spazio è decollata dalla stazione
               del deserto del Gobi nel giugno 2012.

    Storie di donne in orbita
    Samantha Cristoforetti, 35 anni , è nata  a Milano  ma è originaria  di Malè, piccolo
    comune tra le montagne del Trentino, poco più di 2 mila abitanti. Nel 2001, a 24 anni,
    si è laureata all'Università tecnica di Monaco di Baviera, con un master in ingegneria
    meccanica dedicato alla propulsione aerospaziale.    Nello stesso anno Samantha ha
    iniziato  a frequentare  l'Accademia dell'Aeronautica militare  italiana  a  Pozzuoli,
    diplomandosi nel 2005.   Poi è arrivato il momento del viaggio verso gli Stati Uniti:
    la destinazione è stata la Sheppard air force base in Texas, dove è diventata pilota
    militare dopo aver completato l'addestramento della Euro-Nato Joint  jet pilot.
    Quindi il ritorno in Italia: a Istrana, vicino a Treviso, poi a Gelatina, dove ha com-
    pletato l'addestramento "Introduction to Fighter Fundamentals".  All'Amendola
    (Foggia), ha poi seguito l'addestramento di conversione  per il caccia d'appoggio
    tattico Amx.  -    Come Luca Parmitano, che fa parte  del suo stesso gruppo di sei
    astronauti Esa selezionati nel 2009, Samantha è capitano dell'Aeronautica italia-
    na, e ha accumulato centinaia di ore di volo su diversi tipi di aerei militari.  Per
    lei c'è anche un posto sul podio delle prime donne astronauta europee; è la terza
    in assoluto dopo la ricercatrice britannica Helen Sharman e la francese dell'Esa,
    Claude Andrè-Deshays.
    La prima donna a essere lanciata nello spazio è stata, nel 1963, la russa Valentina
    Tereshkova, oggi 65enne. P er vedere la seconda bisogna aspettare quasi 20 anni:
    nel 1982 tocca all'altra russa Svetlana Savitskaya, seguita dalla statunitense Sally
    Ride, nel 1983, scomparsa prematuramente un mese fa. Sulla sua scia arriva Ju-
    dith Resnik, che dopo un primo volo coronato dal successo trova la morte nell'in-
    cidente del Challenger del 1986.
      
    Continua...to be continued...

    Sport / Calcio - serie B / 3^ giornata - campionato 2012/2013

    10 settembre 2012 - lunedì    10th September / Monday    
                                                                                                        visioni post - 8

    Livorno, Sassuolo e Bari: ritmi alti
    Tris Mehmeti, poker Novara

    Milano, 09 settembre 2012

    Toscani e emiliani in vetta a punteggio pieno dopo le vittorie su Pro Vercelli e Empoli. Terzo successo pure per i pugliesi, partiti però da -5. I piemontesi passano 4-1 a Cesena - Dopo le vittorie di Varese e Verona negli anticipi, si completa oggi il programma della terza giornata di Serie B.

    L'esultanza di Antimo Iunco, un gol e un assist con la Ternana.ò LaPresse
    L'esultanza di Antimo Iunco, un gol e un assist con la Ternana.ò LaPresse
    Bari-Ternana 2-0 — Vola il Bari di Torrente. Infila la terza vittoria consecutiva e si allontana dai bassifondi. Resta ferma al palo la Ternana, ancora a digiuno di gol e di punti. Cammino in discesa per il Bari. Passano soltanto 32” e gli uomini di Torrente sbloccano il risultato: Iunco è lesto ad approfittare di un pasticcio tra Pisacane ed il portiere Brignoli ed infila comodamente. La Ternana, che presenta il neo acquisto Ragusa, prova a reagire. Fanno gioco Botta e compagni, ma pungono poco. E’ Vitale, al 14’, ad impensierire Lamanna direttamente dalla bandierina. Cinque minuti più tardi il portiere del Bari è chiamato all’intervento più difficile, ipnotizzando Alfageme che gli spara addosso da due passi. Il Bari controlla e riparte in contropiede. Il giochino funziona al 28’: Iunco ruba palla a Fazio sulla trequarti e manda in gol Caputo, dopo spettacolare triangolo. In avvio di ripresa il Bari si complica la vita. Bellomo, già ammonito, fa gol aiutandosi vistosamente con una mano. Inevitabile il secondo giallo, e Bari in 10. La Ternana tuttavia stenta a velocizzare i ritmi. Si rende insidioso Litteri al 17’, su assist di Ragusa, e un minuto più tardi Nolè. Ma la porta di Lamanna non corre rischi. Invece sono i padroni di casa, alla mezz’ora, a sfiorare il tris: numero di Sciaudone sulla destra, pallone d’oro per Ghezzal che dal dischetto tira a botta sicura, si oppone benissimo Brignoli. (Franco Cirici)
    Due vittorie su tre per il Crotone. LaPresse
    Due vittorie su tre per il Crotone. LaPresse
    Crotone-Cittadella 3-1 — Alla fine vince il Crotone e il Cittadella si chiederà per lungo tempo come è potuto succedere. I rossoblù giocano l’ultima mezzora da Crotone ma per un’ora sono inguardabili. Il Cittadella ne approfitta e chiude il primo tempo in vantaggio. Nei primi 45’ i padroni di casa sembrani aere poche idee. La linea difensiva non è irreprensibile e al 5’ Concetti deve intervenire su colpo di testa di Coly e al 15' deve uscire di testa sul tentativo di Di Roberto sfuggito al fuorigioco. Il gol è nell’aria e arriva alla mezzora grazie a Di Carmine, che sfrutta un'errata disposizione della retroguardia rossoblù e si infila in area battendo Concetti in uscita. Il Crotone non reagisce, anzi rischia ancora una volta le incursioni avversarie. Nella ripresa Drago butta nella mischia Torromino e Mazzotta e dopo poco Pettinari: sostituzioni che cambiano la gara. Concetti salva ancora la propria porta con un'uscira lontano dall'area, ma al 31' il match cambia volto grazie a Torromino, che firma l'1-1 sfruttando un assist di Caetano Calil. Il Crotone trova il vantaggio tre minuti dopo grazie a Caetano, che dopo un triangolo con Pettinari sfrutta una indecisione di Coly e batte Cordaz in uscita. Il Cittadella prova il tutto per tutto ma nel finale è punito da Gabionetta, che palla al piede percorre 70 metri di campo, salta tre avversari e batte Cordaz in uscita al 48’. (Luigi Saporito)
    Il Sassuolo festeggia Pavoletti: 5 gol in 3 partite. LaPresse
    Il Sassuolo festeggia Pavoletti: 5 gol in 3 partite. LaPresse
    Empoli - Sassuolo 0-3 — Prova di forza del Sassuolo che a Empoli dà una impressionante dimostrazione di compattezza. Ci mette del suo anche la squadra di Maurizio Sarri, con alcune disattenzioni difensive. Ma la formazione di Eusebio Di Francesco ha davvero fatto capire di essere davvero in palla e di candidarsi, fin da ora, a grande protagonista di questa Serie B. Su tutti emerge il nome di Leonardo Pavoletti: è già lui il bomber della categoria (5 gol in 3 gare), come lo era stato lo scorso anno nel Lanciano. Il ragazzo livornese, ex Armando Picchi, dopo la gavetta a Pavia, Juve Stabia, Viareggio e appunto Lanciano, sembra proprio aver trovato il binario giusto. Succede praticamente tutto nel primo tempo: all'8 un cross di Gazzola per la testa di Missiroli finisce sul palo, la palla rimane lì e Pavoletti la cattura e fa centro. Al quarto d'ora il cross arriva dalla sinistra ad opera di Troiano e ancora il capocannoniere segna da pochi passi. Sullo 0-2 la risposta dell'Empoli è blanda. Nel finale di primo Pavoletti segna ancora su cross di Gazzola, colpo di testa in tuffo e rete. E' lo 0-3 che chiude i conti già dopo 40 minuti. Nella ripresa gli azzurri stanno attenti a non subire una goleada e si segnala solo l'ingresso di Maccarone. (Giacomo Cioni)
    Gennario Scognamiglio esulta dopo aver firmato l'1-1. LaPresse
    Gennario Scognamiglio esulta dopo aver firmato l'1-1. LaPresse
    Juve Stabia-Vicenza 1-1 — La Juve Stabia delude ancora contro un Vicenza che conquista il suo primo punto esterno stagionale dopo la beffa in pieno recupero di La Spezia. Un botta e risposta a cavallo di metà del primo tempo segna l'andamento di un match che ha esaurito subito le sue emozioni. Piero Braglia smentisce le previsioni della vigilia e preferisce affidarsi al consolidato 4-4-2 mandando in panchina il reintegrato Caserta. In attacco scelte obbligate con il tandem Bruno-Mbakogu considerate le assenze dello squalificato Cellini e del lituano Danilevicius, impegnato con la nazionale per le qualificazioni mondiali. Esclusioni a sorpresa per Acosty, spedito in panchina a vantaggio di Erpen,, e Jidayi, in tribuna con il francese Genevier in campo al suo posto. In casa vicentina il tecnico Breda non convoca i nuovi arrivati Lazko, Semioli e Padalino schierando un 3-5-2, con Pinardi a supporto di Plasmati e Malonga, che chiude ermeticamente le fasce. La superiorità iniziale dei padroni di casa viene spezzata dalla rete dei biancorossi ospiti che spezza l'equilibrio. All'8' Mustacchio se ne va sulla fascia destra e mette al centro dove, approfittando di una finta di Plasmati, Malonga mette a segno la sua terza rete stagionale. Senza idee gli uomini di Braglia riescono lo stesso a raggiungere il pari grazie ad una provvidenziale palla inattiva: al 18' il cross di Erpen provoca una mischia in area risolta da un sinistro del difensore Scognamiglio, già match winner contro i biancorossi nella scorsa stagione. Nel secondo tempo il caldo la fa da padrone e le azioni sul taccuino si contano meno che sulla punta delle dita. Il Vicenza si chiude a difesa del punto con gli stabiesi incapaci di rendersi veramente pericolosi. Braglia cerca di cambiare qualcosa facendo esordire Caserta e Vinci rispolverando un 4-3-3 che non regala i frutti sperati. (Gianpaolo Esposito)
    Lanciano e Ascoli ancora senza vittorie. LaPresse
    Lanciano e Ascoli ancora senza vittorie. LaPresse
    Lanciano-Ascoli 1-1 — L’esilio del Lanciano continua in attesa della disponibilità del proprio stadio. Entrambe le squadre si presentano con delle novità, con il Lanciano che schiera Fofana e Falcinelli al posto degli annunciati Ceccarelli-Testardi, quest’ultimo finito addirittura in tribuna, mentre l’Ascoli non se la sente di lasciare fuori l’ex Soncin. Il gol del vantaggio al 20’. Paghera triangola bene con Falcinelli e supera Guarna sulla sinistra con un tiro imparabile. L’Ascoli non ci sta e va vicino al pari al 29’ con Soncin, che tira alto, e al 37’ quando Zaza approfitta di uno svarione di Amenta, impegnando Leali in una difficile parata. Il pareggio dei marchigiani arriva al primo affondo della ripresa, con Scalise, il migliore dei suoi, che crossa di precisione; Rosania rinvia malissimo sui piedi di Zaza che non perdona pareggiando meritatamente. Nel finale due tecnici ridisegnano i reparti offensivi. Nell’Ascoli Feczesin rileva Soncin, mentre nel Lanciano Zeytulaev rileva un evanescente Fofana. Non cambia molto, con l’Ascoli più in partita ed un Lanciano troppo evanescente in avanti. Al 38’ l’ultimo brivido della partita lo regala Zaza che defilato sulla destra di Leali lascia partire un tiro violento che il portiere del Lanciano respinge. Finisce 1-1 con la prima vittoria in campionato ancora da conquistare. (Fiorenzo Carlini)
    Un punto a testa per Padova e Grosseto. LaPresse
    Un punto a testa per Padova e Grosseto. LaPresse
    Padova-Grosseto 1-1 — Il Padova annulla la penalizzazione, il Grosseto la riduce. Il pareggio dell’Euganeo serve a questo o poco più, a due squadre che guardano al futuro per trovare la propria identità. Latitano ancora, su entrambi fronti, condizione e amalgama: naturale così che in campo manchi lo spettacolo. Come nella soporifera prima frazione, dove si contano solo un paio di tiri in porta. E sono tutti e due del Grosseto. Il primo - è il 21’ - è quello che regala il vantaggio: angolo di Bonanni, Olivi troppo libero colpisce di testa e infila Anania. Il secondo, venti minuti più tardi, è firmato Sforzini: centrale il suo tiro al volo. Prima, in mezzo e dopo, soltanto noia: con Viviani in azzurro e De Vitis controllato anche da Curiale, il Padova manca di regia e si riversa in fascia, da dove però non nascono azioni pericolose. Dall’altra parte sempre compatti i maremmani, con Delvecchio e Obodo a dare sostanza anche nei ripiegamenti difensivi. Pea durante l’intervallo toglie Galli e mette Farias tra le linee, regalando così una ripresa scoppiettante. I padroni di casa premono da subito e soprattutto con Cutolo creano i primi grattacapi a Bremec. Proprio il folletto partenopeo, propizia il gol del pareggio. Capita al 19', all’ennesimo corner, quando trova la testa decisiva di Cuffa entrato da pochi istanti in campo. Da lì in avanti è assedio biancoscudato, ma a Granoche e compagni mancano tempismo e mira: in particolare a Rispoli, al 32’, quando a porta vuota manda alle stelle un cross di Renzetti. (Carlo Della Mea)
    Luca Siligardi, 24 anni, seconda stagione al Livorno. LaPresse
    Luca Siligardi, 24 anni, seconda stagione al Livorno. LaPresse
    Pro Vercelli-Livorno 1-2 — Non fatica il Livorno ad avere la meglio sulla Pro Vercelli. La capolista costruisce la sua vittoria nel primo tempo, dove imbriglia i padroni di casa. I vercellesi, dopo un guizzo nei primi cinque minuti, cadono nel torpore: poco fiato, poche idee e tanta fatica a macinare gioco. Non così invece per il Livorno, che più volte si presenta sotto porta con i suoi attaccanti: Siligardi al 6’ impegna Valentini, approfittando di un errore della difesa vercellese, con Cosenza che non riesce a far diga. All’11’ Piccolo che non riesce ad inquadrare la porta. Al 23’ Paulinho su punizione sfiora il palo. La Pro soffre: in centrocampo patisce la superiorità degli ospiti. Tra i bianchi troppi errori: il gioco offerto in campo è poco e Tiribocchi e Di Piazza più volte fanno da spettatori. Al 42’ cambia il risultato: Bencivenga commette una grande ingenuità, atterrando maldestramente nell’area piccola Schiattarella. Per l’arbitro è rigore: dal dischetto Paulinho non sbaglia. Prima del termine del primo tempo assolo di Siligardi che con un ottimo slalom si porta a tu per tu con Valentini, che salva in angolo. Nella ripresa il Livorno controlla, la Pro si affida alle forze fresche di De Silvestro e di Appelt Pires per cambiare il risultato. E quasi ci riesce. Ma prima subisce un altro gol. Siligardi al 9’ palla al piede, vince il contrasto con Cosenza e Scaglia e scarica un diagonale che beffa Valentini e si insacca nella porta bianca. La Pro cerca il miracolo. De Silvestro accorcia le distanze: Bencivenga serve un ottimo cross dalla fascia, Caridi rimette la palla in gioco su cui si avventa il giovane talento di scuola Juventus che segna il 2-1. La Pro ci crede :Appelt Pires cerca la porta dai trenta metri mentre Bencivenga sfiora la traversa su punizione. Non basta: il Livorno vince 2-1. (Raffaella Lanza)
    Marco Sansovini, 32 anni. LaPresse
    Marco Sansovini, 32 anni. LaPresse
    Spezia-Brescia 3-1 — Ottomila tifosi dello Spezia applaudono il successo della squadra che supera il Brescia in rimonta, con un nuovo bis di capitan Sansovini. Ai padroni di casa, che rischiano uno spregiudicato tridente Okaka-Sansovini-Antenucci, mancano gli squalificati Goian e Porcari, al Brescia i tre nazionali dell'under 21 Daprelà, Lasik e Rossi. Passa il Brescia al 13': Zambelli, approfittando di un errore di Di Gennaro, raggiunge il limite dell'area per poi cedere in profondità a Mitrovic. L'assist in area di quest'ultimo viene raccolto da Bouy che, prima spreca sparando su Russo in tuffo, ma poi raccoglie e scaglia sotto la traversa lo 0-1. Grazie ad una palla inattiva, il pareggio dei liguri: Di Gennaro al 39' batte un corner dalla sinistra e Sansovini è lesto a smarcarsi a centro area per schiacciare una girata di sinistro che si infila all'angolino. Nella ripresa, dopo un doppio miracolo su Okaka e Di Gennaro, il portiere Arcari è costretto a capitolare al 28' quando viene spiazzato sul rigore calciato dallo stesso Di Gennaro (fallo da lui subito da parte di Welbeck). Il tris di Sansovini, che chiude la gara al 42', dopo un bel contropiede orchestrato da Bovo. (Marco Magi)
     Cesena-Novara 1-4 — Mehmeti-show e il Novara sbanca Cesena. Nel posticipo serale i piemontesi, trascinati dalla tripletta dell'attaccante svedese arrivato in prestito dal Palermo, vincono 4-1 al "Manuzzi" e in un sol colpo annullano la penalità e scavalcano un Cesena ancora a quota zero e fischiatissimo dai propri tifosi. Mehmeti, che non doveva nemmeno partire titolare ma che ha sostituito l'infortunato Piovaccari, è andato a segno al 23' (piattone su assist di Alhassan), 27' (rasoterra dal limite) e 46' del primo tempo (tocco sottomisura su cross di Marianini), con i romagnoli (in 10 dal 41' per un fallaccio di Iori) in gol in avvio di ripresa con il secondo centro stagionale di Graffiedi. Il poker, nel finale, porta la firma di Gonzalez. Per Nicola Campedelli iè già scoccata l’ora dell’ultima spiaggia per salvare la panchina e il connubio tecnico e parentale col fratello Igor, suo presidente in questa avventura da esordiente in B. Il suo bilancio per ora è di tre sconfitte consecutive, con dieci gol al passivo: i tifosi sono infuriati, il fratello probabilmente gli concederà un'altra opportunità nella trasferta di Terni di sabato prossimo.

    Classifica della serie B

    Continua...


    sabato 8 settembre 2012

    Sport - Serie B / 3^ giornata con anticipi - Varese al comando

    8 settembre 2012 - sabato     8th September / Saturday             Visioni post - 7
                                                                                                             
    Laner-Gomez, il Verona affonda
    la Reggina e vola - Il Varese in
    testa alla classifica
    Due anticipi fanno da prologo alla terza giornata di Serie B, che si completa domani
    con un programma ricco con ben 9 partite

    Netto 2-0 dei veneti agli amaranto; gol di Laner e Gomez Taleb. I lombardi passano 2-1.  Nella ripresa  Ebagua su rigore, ma anche se in 10 per l'espulsione di Zoboli, il Modena pareggia con Stanco. Al 94' arriva la rete di Kone
    Modena-Varese 1-2 — E' la terza vittoria consecutiva del Varese che sfrutta in pieno le indecisioni del Modena e condanna la squadra di Marcolin alla prima sconfitta stagionale. Gara risolta a 40 secondi dalla fine quando, da una indecisione di Carini, il Varese riparte in velocità e con Kone piazza il colpo del k.o. che gela il Braglia. Partita giocata su ritmi alti con il Modena che non sfrutta un avvio eccellente. Bressan si supera subito sulla punizione di Greco e successivamente respinge il tentativo di Ardemagni. Varese insidioso solo con Grillo al 33' , Manfredini sventa il pericolo. L'ingresso di Ebagua al 12' della ripresa garantisce maggiore forza al reparto offensivo ospite. Al 24' l'episodio che incide sull'esito del match: Zoboli affronta con una spallata Kone in piena area, l'arbitro Marianini opta per l'espulsione del difensore e il rigore per il Varese, che Ebagua trasforma. Da rivedere la posizione da ultimo uomo di Zoboli. La reazione del Modena è rabbiosa e due minuti dopo in inferiorità numerica Stanco riporta la parità sull'assist di Ardemagni. A quel punto con la partita che si avvia sui binari di un giusto pareggio, le due squadre sembrano accontentarsi anche se il guizzo finale è degli uomini di Castori. (Paolo Reggianini / da Gazzetta dello Sport.it) 

    Verona-Reggina 2-0 — Il Verona si sbarazza dei calabresi con un secco 2-0. Gol di Laner al 9' del primo tempo e di Gomez Taleb al 6' del s.t. su rigore. I veneti salgono a 5 in classifica. Amaranto sempre a 1.
    Successo interno per il Verona, 2-0 sulla Reggina, nell'anticipo serale della terza giornata di Serie B. Scaligeri in vantaggio al 9' del primo tempo. Martinho serve centralmente Cacia che salta il portiere, salvataggio sulla linea, la palla ritorna al portiere che se la lascia sfuggire e Laner ribadisce in gol. Il raddoppio dell'undici di Mandorlini al 6' della ripresa. Cacia è atterrato in area da Freddi. Il rigore è trasformato da Gomez. Con questa vittoria il Verona si porta al quarto posto con 5 punti; la Reggina di Dionigi resta a uno.  (Gasport)

        Laner (a sinistra) segna il primo gol del Verona Hellas 



    Classifica provvisoria       VARESE      8    (-1)
                                             Livorno       6
                                            Sassuolo      6
                                            Verona         5
                                            Spezia         4
                                            Livorno      3
                                            Vicenza      3
                                            Brescia      3
                                           Cittadella   3
                                           Crotone      3
                                          Pro Vercelli 3
                                          Modena       2
                                          Bari             1
                                         Reggina       1
                                         Empoli        1
                                        Lanciano     1
                                       Ternana       1
                                       Juve Stabia 1
                                       Cesena        1

    Commento  - di Lucianone
                                    





    Lucianone

    venerdì 7 settembre 2012

    Istruzione-Tecnologia - Era digitale / capire la Net economy (1)

    7 settembre 2012 - venerdì              7th September / Friday       visioni post - 15
                                                                                                    

    Le parole della Net economy

    ...La Net economy è come una freccia verso il futuro di tutte
    le imprese, da non confondere  con l'illusione  passaggera
    della codiddetta new economy che ha coinvolto un numero
    limitato di imprese. si è prima gonfiata a dismisura e  poi
    sgonfiata di botto.
    Il titolo poggia però su un termine antico: "parole" (ed è
    qui che mi sembra nascere il tiro, è qui che la mano tende
    la corda). Ciò che mi piace soprattutto è che "parole" rac-
    chiude la magia di un racconto. E' un termine che ha una
    sua storia. - Per cominciare, "parola" è - relativamente-
    recente: nasce nel Medio Evo ed è un neologismo del basso
    latino (il cosiddetto "barbaro"). Sostituisce il latino verbum,
    il "verbo", perchè il Vangelo del Messia aveva intanto asse-
    rito che il verbo si era fatto carne e quindi il verbo indicava
    il figlio di Dio e per  metafora la Saggezza, quella con la S
    maiuscola. Per farla breve, la cultura dei tempi non poteva
    certo consentire che la sacralità fosse confusa con il profa-
    no di ogni singola "parola".
    Qui si raccontano fatti ordinari, sono semplici definizioni
    di fenomeni e di attività: sono soltanto parole. Ma il loro
    insieme  profila  una realtà - la Net economy - che per le
    imprese inizia a diventare una verità ogni giorno più im-
    portante.  Specie se le parole non resteranno tali, ma si
    trasformeranno in azioni.
    Vito Di Bari
    (executive director dell'International Multimedia Institute
    dell'Unesco; insegna "Gestione dell'innovazione e dei pro-
    getti multimediali per l'impresa" alla Facoltà di ingegneria
    del Politecnico di Milano; è stato project leader di alcuni dei
    più rilevanti progetti italiani di comunicazione innovativa
    per l'impresa realizzati nella

    Mail box  Contenitore virtuale in cui vengono immagazzinati
                        i messaggi inviati al corrispondente indirizzo e-mail.
                        E' una porzione di memoria su un server, assegnata
                        a un utente per la gestione della posta.

    Mail header
    Intestazione principale di un messaggio di posta elettronica,
    contenente informazioni relative all'origine, al mittente e al-
    l'oggetto del messaggio.

    Mail order
    Ordine d'acquisto nelle vendite per corrispondenza

    Mailing list
    Gruppo di utenti relazionati a un unico indirizzo di posta
    elettronica. Ogni messaggio inviato al suddetto indirizzo
    viene automaticamente smistato a
     tutti gli utenti della lista.

    Man (Metropolitan area network)
    Rete di calcolatori e altri dispositivi , distribuiti in un'area
    geografica di estensione tipicamente pari a un'area urbana,
    che implementa impianti di telecomunicazione associati con
    le infrastrutture esistenti sul territorio cittadino (ad esempio,
    un sistema di cavi). - Da un punto di vista  di estensione geo-
    grafica le Man si collocano per ampiezza tra le reti Wan  e le
    reti Lan.

    Marketing
    Insieme delle tecniche e degli strumenti che consentono all'azienda
    di impostare e gestire efficacemente il proprio rapporto con il mer-
    cato. Il marketing è stato profondamente rivoluzionato dall'avvento
    di Internet , che ha ridefinito  il rapporto tra l'impresa  e il suo mer-
    cato tramite la personalizzazione delle relazioni mediante l'interatti-
    vità e l'abilitazione di un nuovo canale di comunicazione tra le azien-
    de e i propri interlocutori business e consumer.

    Lucianone
             

    giovedì 6 settembre 2012

    Sport - Paralimpiadi / Londra 2012

    8 settembre 2012 - sabato     8th September / Saturday        visioni post - 10

    PARALIMPIADI
    Zanardi, arriva un altro oro
    Camellini, quarta medaglia

    L'ex pilota di Formula Uno primo anche nella prova su strada di handbike H4, dopo il successo nella crono. Argento nei 100m per Oxana Corso. Bronzo per la nuotatrice nei 400sl e per Vittorio Podestà nell'handbike H2. L'Italia sale a 25 podi nel medagliere
    LONDRA - Alex Zanardi colpisce ancora. L'ex pilota di Formula Uno ha vinto la medaglia d'oro anche nella gara su strada (64 Km) di hand-bike categoria H4, dopo il successo nella prova a cronometro. E' una delle quattro medaglie di giornata per i colori azzurri, (25 in totale). L'azzurro, con il tempo di 2h00'32", ha preceduto il sudafricano Ernst van Dyk (argento) ed il belga Wim Decleir (bronzo). La dedica del vincitore è per il figlio Niccolò che oggi compie due anni: "Gli avevo promesso un bel regalo", spiega Zanardi, che poi si sofferma sulla gara: "Vincerla in volata, in un finale drammatico, mi rende orgoglioso. Ho dimostrato di essere un ciclista completo, anche senza gambe".


    FRECCIA OXANA - Nell'atletica secondo posto nella gara di 100m T35 per Oxana Corso che ha corso in 15.94, alle spalle della cinese Liu Ping 15.44 (record del mondo). Per la velocista azzurra è il secondo argento a Londra, dopo quello nei 200m.


    CAMELLINI INFINITA - In precedenza Cecilia Camellini aveva vinto il bronzo nei 400sl. La nuotatrice azzurra è salita per la quarta volta sul podio dopo i 2 ori nei 50 e 100sl (in entrambi i casi con record del mondo) e il bronzo nel 100dorso. La ventenne dell'ASD Tricolore Reggio Emilia ha chiuso in 5'20"27 alle spalle della tedesca Daniela Schultze (oro in 5'14"36) e della canadese Amber Thomas (argento in 5'15"48).


    BIS PER PODESTA'
    - Terzo posto nella prova su strada della hand-bike, categoria
    H2 (48 Km) per Vittorio Podestà, che vince la seconda medaglia di bronzo, dopo quella nella prova a cronometro. L'oro è andato all'austriaco Walter Ablinger (1h37'55"), l'argento allo svizzero Berset.


    Lucianone