lunedì 9 aprile 2012

Sport - calcio - serie A / 31^ giornata

9 aprile 2012 - lunedì      9th April / Monday      visioni del post - 6


Risultati delle partite di serie A  (giocate sabato -  07 aprile)
Atalanta - Siena  1 - 2             Cagliari - Inter  2 - 2
Cesena - Bologna  0 - 0         Chievo - Catania  3 - 2
Lecce - Roma  4 - 2                 Milan - Fiorentina  1 - 2  
Novara - Genoa  1 - 1             Udinese - Parma  3 - 1
Palermo - Juventus  0 - 2       Lazio - Napoli  3 - 1


Classifica - serie A



Squadra
Pt
CFTCFTRFRC
GVNPGVNPGVNPM.I.RSRSRSTRTR
Juventus65151050167903117140430921851171131
Milan64159421610333119753309311761269911
Lazio541694315726311669-92313242547386644
Udinese5116114115357311498-122810151943295464
Napoli4815762165653112127-133218232055388311
Roma4715933165293114512-143115182649413277
Inter4516745156273113612-182823172145447496
Catania4315852162863110138-182110203141419844
Chievo4215744164573111911-191514152530393274
Siena3916835152673110912-242512112036328765
Palermo39161015151593111614-243223122644494466
Cagliari3816673153483191111-252014132433386633
Atalanta3716763153753110138-202013142034334376
Bologna3716547154653191012-261722151632383266
Fiorentina361573516268319913-252220101832385566
Parma3515654162683181112-262519143139506553
Genoa3515753162311319814-262318193942576598
Lecce3116367154473171014-322124142335476655
Novara25163851522113151016-381522123027523342
Cesena2015267162212314819-41111773018476497

  • ATALANTA 6 punti di penalizzazione, 1 partita in meno

Classifica Marcatori
23Ibrahimovic Z. (Milan),
20Di Natale A. (Udinese),
19Cavani E. (Napoli),
18Milito D. (Inter),
17Palacio R. (Genoa),
15Denis G. (Atalanta),
13Jovetic S. (Fiorentina), Klose M. (Lazio),
12Miccoli F. (Palermo),
11Calaio' E. (Siena),
10Di Michele D. (Lecce), Di Vaio M. (Bologna), Giovinco S. (Parma), Matri A. (Juventus), Osvaldo D. (Roma),



domenica 8 aprile 2012

Politica e Società / sport - Notizie dall'Italia e dal mondo

8 Aprile 2012 - domenica       8th April / Sunday     visualizzazioni:  12.347
                                                                               ultimo mese: 3.066:

  La Lega  /  Bossi a Maroni: "Pulizia già in atto"
                           L'ansia di Rosy Mauro per quei bonifici
 I partiti: "Via la vicepresidente o la boicottiamo" 
I nuovi verbali sullo scandalo Lega: così la numero due del Senato temeva la fuga di notizie. Terzo Polo, Idv e Pd: "Dimissioni". Maroni: "Pulizia, pulizia, pulizia". Fan in via Bellerio (foto). Si muove la procura di Genova. Fondi neri in Emilia
Sezione del varesotto chiude per protesta.

La Corte dei Conti: "Possiamo controllare i bilanci dei partiti"
Il ministro della Giustizia Severino: "Pronti a intervenire"

ll presidente Luigi Giampaolino sulla necessità di controlli sui fondi dei partiti: "No a un'Authority, ci pensiamo noi: la Carta ce lo consente". E poi: "Non posso nascondere il mio dolore di fronte a un simile disprezzo del pubblico denaro, di un uso perfino privato".

Severino: "Sui soldi ai partiti governo pronto a intervenire"

Il ministro della giustizia si dice disposta a fornire il "proprio contributo tecnico" sulla riforma, se le Camere lo chiederanno. E indica due strade: un provvedimento ad hoc o una norma nel ddl sulla corruzione. Il premier ammette che l'esecutivo sta riflettendo. Ma gli schieramenti procedono in ordine sparso sulla riforma. E il Pdl frena.

Napoli, "il radiologo è in riunione".
Muore dopo sei ore d'attesa.
A Camaiore: un altro decesso per infezione
Claudia D'Aniello, 41 anni, accusava dolori lancinanti. L'episodio martedì scorso. I  familiari hanno presentato una denuncia per "forti dubbi sull'operato dei sanitari"
Crescono tasse locali: salasso a 1.230 euro
E la Cgia teme nuovi aumenti
Le città più care sono Varese (pressione pro capite di 1.714 euro), seguita da Lecco (1.681) e da Bergamo, Monza e Bologna (1.665). Imposte più basse a Agrigento (767) e Lanusei (671)
Pasqua, l'appello di papa Benedetto XVI
'Basta sangue in Siria'
Da Ratzinger la benedizione "Urbi et Orbi" e la preghiera per il Medio Oriente e l'Africa.Centomila in piazza San Pietro.Nella veglia pasquale, il Papa è tornato a parlare della crisi della fede in Occidente (video)

Napoli fa festa con l'America's Cup
L'inaugurazione della manifestazione, quindicimila persone in Piazza Plebiscito. Ecco la mappa e il programma delle sette regate.


.
Soldi ai partiti, Emma Bonino: "Norme da rifare.
Fermiamo l'assedio alla cosa pubblica"
Per la vicepresidente del Senato, cancellare le attuali regole non basta: "Il problema sono i partiti nelle aziende pubbliche, nelle Asl, nelle municipalizzate". Parla del referendum radicale. E su Rosy Mauro dice: "Serve sensibilità istituzionale". Dopo l'articolo di Rodotà, Repubblica.it ospita opinioni e inchieste su una legge da cambiare

AFRICA
Nigeria, bombe vicino a una chiesa

uccise almeno 20 persone

ABUJA - Ancora sangue e terrorismo integralista contro i cristiani in Nigeria. Almeno 20 persone hanno perso la vita e altre sono rimaste ferite nell'esplosione di due autobomba di fronte a una chiesa a Kaduna, nel nord del paese. La setta Islamista Boko Haram, responsabile degli attentati del Natale scorso che causarono almeno 40 morti, aveva minacciato di compiere azioni terroristiche contro la comunità cristiana durante la Settimana Santa. Per il momento non c'è stata nessuna rivendicazione.
"Sono esplose colpendo e le persone che vi si trovavano intorno", ha detto il portavoce della polizia locale, Aminu Lawan. Secondo Yushau Shuaib, portavoce dell'agenzia per le emergenze, molte delle vittime sono conducenti di mototaxi che hanno il proprio luogo di raccolta proprio in quel punto, su una strada principale vicino a una frequentata area di locali per la ristorazione e a un hotel, oltre che alla chiesa.


Dopo la poesia, lo scrittore tedesco Gunter Grass
al bando in Israele.
"Lo scrittore persona non gradita"
La decisione del governo israeliano: il Nobel per la letteratura tedesco attacca lo stato ebraico per la politica verso l'Iran e accusa Tel Aviv di minacciare la  pace nel mondo

La Memoria - Dalla Chiesa, La Torre, Falcone, Borsellino:
                              quattro uomini soli uccisi dalla mafia.
Gli omicidi del segretario del Pci siciliano e del generale nell'82; quelli dei due giudici nel '92. Oggi, venti o trenta anni dopo, ci sono ancora molti misteri sulla loro uccisione. Però sappiamo perché li volevano morti. 
(In uno dei prossimi post ci sarà un mio personale 
ricordo e quello di Attilio Bolzoni da la Repubblica.it) 

Moto Gp - Qatar
Vince Lorenzo, secondo Pedrosa / Rossi lontano: 10°
Lo spagnolo della Yamaha si impone nella prima gara della stagione precedendo il connazionale e l'australiano Stoner, entrambi su Honda. Quinto Dovizioso, Valentino indietro

Commento (di Carlo Galli - da la Repubblica.it)
Cambiare la legge  
e il finanziamento ai partiti 

Con le attuali regole partiti deboli e voraci
AVERE aggirato, 18 anni fa, un referendum popolare che abrogava i finanziamenti pubblici ai partiti con una legge che rimborsava, senza validi controlli, le loro spese elettorali, non è valso né a eliminare la voracità delle forze politiche né il radicale discredito in cui queste sono incorse. In questi anni i partiti hanno avuto, dalle casse pubbliche  -  cioè dalle tasche degli italiani  -  circa il quadruplo di quanto hanno realmente speso per partecipare alle elezioni; con la differenza si finanzierebbero gli ammortizzatori sociali previsti dalla riforma del mercato del lavoro. 
Non solo; ma in tutti questi anni le casse dei partiti, oltre a riempirsi di denaro pubblico non dovuto, hanno anche risucchiato una parte dei profitti illeciti, delle tangenti, che loro esponenti hanno estorto (o con loro pattuito) ai privati, là dove l'economia si incontra con la politica (cioè in pratica ovunque c'è bisogno di un permesso, di una licenza, di vincere un appalto).  I rimborsi elettorali privi di controllo e la corruzione hanno trovato un punto di convergenza. 
Abbiamo così avuto, in questi anni, partiti debolissimi  -  incapaci di interpretare la realtà, di guidarne le dinamiche con progetti politici adeguati, e del tutto sommersi dalle ondate del populismo  -  e al tempo stesso fortissimi, essendosi  trasformati in invadenti macchine di potere e di arricchimento per i loro adepti più spregiudicati. L'antipolitica degli italiani  -  nata agli inizi degli anni Novanta come reazione alla degenerazione  della Prima repubblica negli anni del CAF, nei 'mitici' anni Ottanta, e abilmente sfruttata da Berlusconi e Bossi, che ne sono stati oggi travolti  -  è essenzialmente e primariamente una forma esasperata di antipartitismo; che ci ritroviamo intatto, e potenziato, vent'anni dopo, come sfiducia ormai radicale verso ogni partito, e per estensione verso le istituzioni (con l'eccezione forse di Monti e di Napolitano, cioè di due persone non legate ai partiti).

Nel complesso, è andato in cortocircuito il rapporto fra pubblico e  privato, che nei partiti dovrebbe trovare un punto di mediazione e di equilibrio. Infatti, i partiti sono strutture formalmente private che hanno il compito di accogliere istanze sociali e di trasformarle in proposte politiche -  e, se vincono le elezioni - di tradurle, attraverso le procedure istituzionali, in concrete ed efficaci politiche pubbliche. Oggi, invece  -  ma è un oggi che dura almeno da vent'anni  -  i partiti sono macchine che privatizzano, a proprio vantaggio, tanto il pubblico denaro (i cosiddetti rimborsi elettorali) quanto il denaro privato degli operatori economici (più o meno concussi o collusi). E per di più questa privatizzazione non si ferma al livello del partito, non va cioè a beneficio di una struttura; anche a questo proposito il costume è cambiato, rispetto ai tempi della Prima repubblica: oggi il politico che pratica la corruzione lo fa forse più per sé che per il partito (anche se qualcosa per questo, o per una sua corrente o Fondazione, si trova sempre). La privatizzazione è integrale, radicale: va a beneficio di singoli, o al più delle loro famiglie o dei loro clan. E' una privatizzazione personale, una sorta di neo-feudalesimo postmoderno.
Naturalmente, non ci sono dubbi sul fatto che una moderna democrazia rappresentativa ha bisogno di partiti efficaci e funzionanti per macinare politica e consenso. E che, come la storia recente ha dimostrato, partiti screditati e impotenti o si consegnano a populismi devastanti o per reazione a governi tecnici fondati sulla sospensione delle dinamiche politiche (il che può essere giustificato solo per una fase eccezionale, ma non può diventare una prassi prolungata né una norma). Insomma, dei partiti abbiamo bisogno. Ogni critica contro di essi, anche la più dura, non può prefigurare uno spazio politico privo di partiti e percorso o da rumorosi ed effimeri movimenti di protesta o da poteri opachi e fuori controllo. Un'Italia senza partiti  -  com'è oggi, in realtà; e come fu nei primi anni Novanta  -  sarebbe in pratica a disposizione del primo avventuriero che se la volesse prendere (come effettivamente avvenne).
Quindi, i partiti sono parte del problema, ma non possono non essere parte anche della soluzione.  Non necessariamente 'questi' partiti, certo. Ma è a questi, in mancanza di meglio, che si deve  - si è costretti  -  concedere una prova d'appello. Ciò che oggi i partiti devono fare  è comprendere che per salvarsi, e per salvare l'Italia, non è stato sufficiente il passo indietro cui si sono risolti, per consentire a Monti di fare ciò che essi non avevano né l'energia né la legittimazione per fare; è comprendere che non solo c'è stata, e c'è, l'emergenza economico-politica, ma che oltre a questa, non meno incombente e potenzialmente devastante, c'è l'emergenza politico-morale (o politico-legale). E che quindi non basta dare un via libera a Monti (sofferto e  contrattato; ma ciò non è in sé errato); è necessario  -  il Capo dello Stato lo ripete ormai quotidianamente  -  dare il via libera a leggi draconiane sul rimborso delle spese elettorali dei partiti (che va reso del tutto trasparente, con certificazioni indipendenti) e sulla corruzione (che va contrastata molto più efficacemente, con inasprimenti delle pene e allungamento dei tempi di prescrizione  e senza trucchi sulla concussione).
Questa esigenza è tanto impellente da configurarsi come un ultimatum dell'opinione pubblica al sistema politico: a ciascuno deve essere restituito il suo. Allo Stato la certezza sul modo in cui vengono spesi soldi pubblici; ai cittadini la certezza che entrare a contatto con la politica non implica l'esserne taglieggiati (o il trovare come controparte persone corruttibili); ai partiti la certezza di potere svolgere il proprio ruolo con mezzi sufficienti e  -  se ne sono capaci  - col consenso e il supporto della società civile. 
Questa operazione di chiarezza e  di pulizia deve avvenire subito, con atti concreti (cioè con leggi) e con la necessaria umiltà.  Tutto ciò è improbabile? Certo. Ma non impossibile. Non è detto, infatti, che i partiti non comprendano la difficoltà del momento: forse, l'istinto di autoconservazione li guiderà. Forse, oggi hanno davvero paura.  E questa potrebbe una volta tanto essere salutare. Per loro e per noi.

Lucianone



sabato 7 aprile 2012

Società - Italia / lavoro - Istat: crolla occupazione giovanile

7 aprile 2012 - sabato         7th April / Saturday         visioni del post - 5
                                                                                          

Istat - Crolla l'occupazione giovanile: -14,8%
Dal 2008 un milione di "under 35" in meno
Crescono i lavoratori oltre i 55 anni
Uil:  200 mila posti a rischio - Pericolo tensioni
Nel 2011 i giovani occupati tra i 15 e i 34 anni sono passati rispetto al 2008 da 7,1 milioni a 6 milioni e 56mila nel 2011 (-14,8%). E' quanto emerge dal confronto dei dati Istat sulla media dello scorso anno.


MILANO - La crisi aumenta, e alimenta, il conflitto generazionale già in atto. Da un lato il crollo dell'occupazione giovanile (-14,8%), dall'altro la crescita dei lavoratori nella classe d'età tra i 55 e i 64 anni (+15%). E' quanto emerge dal confronto dei dati Istat sulla media dello scorso anno: il paragone con tre anni prima ben evidenzia gli effetti della crisi sulle nuove generazioni.
Nel 2011 i giovani occupati, tra i 15 e i 34 anni, sono diminuiti di oltre un milione di unità rispetto al 2008, passando da 7,1 milioni a 6 milioni e 56mila nel 2011 (-14,8%). Nel dettaglio, passando dal 2008 al 2011, si contano 1 milione e 54mila giovani in meno al lavoro: si è trattata di una discesa progressiva, seguita alla crisi. Basti pensare che, come già sottolineato dall'Istituto di statistica, se si considerano gli occupati italiani 15-34enni, in un solo anno, tra il 2011 e il 2010, la riduzione è stata di 233mila unità. Se poi si guarda alla fascia d'eta tra i 15 e i 24 anni, in proporzione la discesa degli occupati tra il 2011 e il 2008 è stata ancora più forte, ed è pari al 20,5% (303 mila unità in meno).

Per quanto riguarda, invece, gli occupati nella classe d'età tra i 55 e i 64 anni, si è registrato un aumento del 15% nell'arco di tre anni, dal 2008 al 2011. Nel dettaglio, gli occupati più adulti (55-64 anni) sono saliti di 376 mila unità, passando da 2 milioni 466 mila del 2008 a 2 milioni 842 mila del 2011. Ad aumentare sono principalmente le donne over 55 su cui l'innalzamento dell'età pensionabile si è fatto più sentire (sulla componente femminile ha inciso il provvedimento che ha seguito la sentenza della Corte di Giustizia Europea relativa alla parificazione dei criteri pensionistici tra uomini e donne). Le occupate sono salite, infatti, in tre anni di circa il 23% (+202 mila unità), mentre gli uomini sono aumentati di quasi l'11% (+174 mila).
Ad alimentare le tensioni , le stime della Uil, sono a rischio oltre 200mila posti di lavoro.  "Secondo nostre stime - afferma afferma all'Agi il segretario Luigi Angeletti - quest'anno, senza interventi, sono a rischio oltre 200mila posti. E ancora non abbiamo conosciuto le tensioni sociali più serie che sono quelle che potrebbero essere provocate dai licenziamenti di massa delle persone adulte: eventi che distruggono davvero le vite".

(Notizie tratte da  La Repubblica.it - Economia & Finanza)

Lucianone

venerdì 6 aprile 2012

Politica - La Lega in crisi profonda: Umberto Bossi ha lasciato

7 aprile 2012 - sabato    7th April / Saturday           visualizzazioni - 5               
                                                                                    
Bossi si è dimesso da segretario:
quale futuro adesso per la Lega?
Il Senatur travolto dall'inchiesta sui soldi del partito.
Sostituito da un triumvirato in attesa del congresso.
Ma Roberto Maroni è contestato.   -   E il Carroccio
rischia di spaccarsi.


Umberto Bossi non è più il segretario della Lega: si è dimesso
giovedì pomeriggio nel corso di una drammatica riunione nella
sede di via Bellerio. I suoi, nel disperato tentativo di minimizzare
la tragedia giudiziaria che ha travolto il capo, lo hanno nominato
presidente. Presidente senza poteri: il consiglio federale ha affidato 
il partito al triumvirato Roberto Maroni, Roberto Calderoli e Ma-
nuela Dal Lago.   Questi tre dovranno governare il problematico
appuntamento delle Amministrative, gestire l'opposizione a Monti 
in Parlamento e, dopo l'estate, organizzare il congresso federale che
la Lega non tiene dal 2002 e al termine del quale sarà incoronato il 
nuovo capo.
Visti i risultati di tante consultazioni di base  e dei vari congressi
regionali, è troppo facile pronosticare la vittoria di Maroni.
Ma lo stesso Maroni è stato preso di mira da alcuni militanti al
grido di "buffone, buffone" dopo le dimissioni di Bossi dando sfogo
a un risentimento piuttosto forte e lasciando ipotizzare altre lacera-
zioni all'interno della lega e tra i militanti.   E l'inchiesta è appena 
iniziata.
Intanto bisogna chiarire che la legge istitutiva dei rimborsi elettorali, 
fra le tante brutture, ha anche quella di non sottoporre i partiti a un
obbligo di rendicontazione stringente. In pratica, con quei soldi - che
sono denaro pubblico - i partiti possono fare quello che vogliono, tan-
t'è vero che Belsito ha adoperato i fondi per comprare diamanti in
Tanzania (tutto era partito da qui).
Quindi, anche ammesso   che le  intercettazioni siano suffragate da
riscontri, non è detto che dar soldi alla famiglia del segretario, ben-
chè imptresentabile sul piano politico e del costume, sia un reato.
Sì, Belsito era appena stato convocato a Roma e temeva che Bossi
lo avrebbe defenestrato.   Allora l'impiegata amministrativa Nadia
Dagrada lo invitava ad andare all'attacco e gli diceva (intercettazione):
"Gli dici: capo, guarda che è meglio sia ben chiaro: se queste persone
mettono mano ai conti del Federale, vedono  quelle che sono le spese
di tua moglie, dei tuoi figli, e a questo punto salta la Lega. - Papale 
papale glielo devi dire: ragazzi, forse  non avete capito che, se io parlo, 
voi finite in manette o con i forconi appesi alla Lega".


Lucianone