visioni del post - 8
Risultati di Europa League - squadre italiane
(giocate ieri sera 15 sett.)
Lazio - Vaslui 2 - 2
Udinese - Rennes 2 - 1
Situazione
classifica: Gruppo D Gruppo I
Sporting Lisbona 3 Atletico Madrid 3
Lazio 1 Udinese 3
Vaslui 1 Rennes 0
Zurigo 0 Celtic 0
Serie B - questa sera alle ore 20.45 l'anticipo
Verona . Padova
La partita è terminata con un pareggio: Verona - Padova 2 - 2
reti: 22' Russo (Ve) - 29' Cutolo (Pa) - 35' D'Alessandro (Ve)
53' Cacia (Pa) - E' stato espulso Mandorlini (allenatore Verona)
Classifica serie B aggiornata:
Padova 11 - Brescia, Torino 10 - Sassuolo, Pescara 9
- Sampdoria, Grosseto 8 - Albinoleffe, Livorno, Reggina,
Verona 7 - Bari, Cittadella, Nocerina 4 - Empoli, Modena 3
- Varese 2 - Crotone, Vicenza 1 - Ascoli, Juve Stabia, Gubbio 0
Lucianone
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venerdì 16 settembre 2011
mercoledì 14 settembre 2011
Sport - calcio: Champions League
visioni del post - 10
Barcellona - Milan 2- 2 (giocata ieri martedì 13 settembre)
Manchester City - Napoli 1 - 1
Inter - Trabzonspor 0 - 1
Pato e Thiago Silva sono i marcatori per il preziosissimo pareggio
del Milan sul Barca / Allegri: squadra matura, e sono felice del
risultato / Galliani: abbiamo avuto "mucha suerte" / Guardiola:
il Milan resta una grande-
Cavani segna per il Napoli, ma poi una punizione di Kolarov dà
al Manchester City e a Mancini un pareggio meritato soprattutto
nel secondo tempo.
L'Inter di Gasperini naufraga in casa con una squadra turca:
condizione fisica disastrosa nel secondo tempo e tante cose da
rivedere per l'allenatore interista.
Lucianone
Barcellona - Milan 2- 2 (giocata ieri martedì 13 settembre)
Manchester City - Napoli 1 - 1
Inter - Trabzonspor 0 - 1
Pato e Thiago Silva sono i marcatori per il preziosissimo pareggio
del Milan sul Barca / Allegri: squadra matura, e sono felice del
risultato / Galliani: abbiamo avuto "mucha suerte" / Guardiola:
il Milan resta una grande-
Cavani segna per il Napoli, ma poi una punizione di Kolarov dà
al Manchester City e a Mancini un pareggio meritato soprattutto
nel secondo tempo.
L'Inter di Gasperini naufraga in casa con una squadra turca:
condizione fisica disastrosa nel secondo tempo e tante cose da
rivedere per l'allenatore interista.
Lucianone
martedì 13 settembre 2011
Sport - calcio Serie A - tutti i risultati e la classifica
visioni del post - 6
Calcio - Serie A - 1^ giornata ( 12 settembre 2011 )
Risultati delle partite
Catania - Siena 0 - 0
Cesena - Napoli 1 - 3
Chievo - Novara 2 - 2
Fiorentina - Bologna 2 - 0
Genoa - Atalanta 2 - 2
Lecce - Udinese 0 - 2
Juventus - Parma 4 - 1
Milan - Lazio 2 - 2
Palermo - Inter 4 - 3
Roma - Cagliari 1 - 2
Classifica: Juventus, Napoli, Fiorentina, Udinese, Palermo, Cagliari 3
Chievo, Genoa, Lazio, Milan, Novara, Catania, Siena 1
Inter, Roma, Cesena, Bologna, Lecce, Parma, Atalanta 0
Calcio - Serie A - 1^ giornata ( 12 settembre 2011 )
Risultati delle partite
Catania - Siena 0 - 0
Cesena - Napoli 1 - 3
Chievo - Novara 2 - 2
Fiorentina - Bologna 2 - 0
Genoa - Atalanta 2 - 2
Lecce - Udinese 0 - 2
Juventus - Parma 4 - 1
Milan - Lazio 2 - 2
Palermo - Inter 4 - 3
Roma - Cagliari 1 - 2
Classifica: Juventus, Napoli, Fiorentina, Udinese, Palermo, Cagliari 3
Chievo, Genoa, Lazio, Milan, Novara, Catania, Siena 1
Inter, Roma, Cesena, Bologna, Lecce, Parma, Atalanta 0
Meteo - Esteri: il ciclone Katia spaventa la Gran Bretagna
visioni del post - 8
E' stato declassato da uragano a ciclone, ma nonostante ciò Katia spaventa
la Gran Bretagna. Da ore la grande Isola è in stato d'allerta per possibili si=
tuazioni d' emergenza. Ma già da ieri notte si trova a dover fronteggiare danni
a strade e ferrovie, disagi nei trasporti e blackout nelle abitazioni a causa dei
forti venti che spazzano le coste settentrionali.
Anche se quella arrivata sul nord della Gran Bretagna è solo "la coda" del=
l'uragano che nella sua corsa attraverso l'Oceano Atlantico ha perso buona
parte della sua forza. Irlanda del Nord, Scozia e Inghilterra settentrionale si
trovano a dover fronteggiare venti che toccano punte di 139 chilometri ora=
ri. Oltre a questo in diverse aree sono attese piogge variabili dai 50 ai 100
millimetri.
I'm sorry for them!
Lucianone
E' stato declassato da uragano a ciclone, ma nonostante ciò Katia spaventa
la Gran Bretagna. Da ore la grande Isola è in stato d'allerta per possibili si=
tuazioni d' emergenza. Ma già da ieri notte si trova a dover fronteggiare danni
a strade e ferrovie, disagi nei trasporti e blackout nelle abitazioni a causa dei
forti venti che spazzano le coste settentrionali.
Anche se quella arrivata sul nord della Gran Bretagna è solo "la coda" del=
l'uragano che nella sua corsa attraverso l'Oceano Atlantico ha perso buona
parte della sua forza. Irlanda del Nord, Scozia e Inghilterra settentrionale si
trovano a dover fronteggiare venti che toccano punte di 139 chilometri ora=
ri. Oltre a questo in diverse aree sono attese piogge variabili dai 50 ai 100
millimetri.
I'm sorry for them!
Lucianone
domenica 11 settembre 2011
Sport - Calcio: anticipo Juventus - Parma IN DIRETTA LIVE
visioni del post - 9
E' in corso la partita Juventus - Parma, anticipo della Serie A - ore 12.30
Il risultato, a 15 minuti dal termine, è favorevole alla Juventus -
3 gol: Lichtsteiner, Pepe e Vidal - Vidal ha segnato al 73° minuto -
grandi giocate di Del Piero e Pepe tra i migliori -
il portiere Buffon un pò insicuro.
Dunque per ora: Juventus - Parma 3 - 0 (dieci minuti dalla fine)
Ha appena segnato Marchisio - risultato aggiornato:
Juventus - Parma 4 - 0
Attendendo il risultato finale...
Finale di partita: Juventus - Parma 4 - 1
Milos Krasic
Lucianone
E' in corso la partita Juventus - Parma, anticipo della Serie A - ore 12.30
Il risultato, a 15 minuti dal termine, è favorevole alla Juventus -
3 gol: Lichtsteiner, Pepe e Vidal - Vidal ha segnato al 73° minuto -
grandi giocate di Del Piero e Pepe tra i migliori -
il portiere Buffon un pò insicuro.
Dunque per ora: Juventus - Parma 3 - 0 (dieci minuti dalla fine)
Ha appena segnato Marchisio - risultato aggiornato:
Juventus - Parma 4 - 0
Attendendo il risultato finale...
Finale di partita: Juventus - Parma 4 - 1
Milos Krasic
Lucianone
Speciale DOSSIER - Anniversario 11 Settembre USA - 2001 / 2011
Anniversario dell'11 Settembre 2001 USA visioni post - 16
attentati terroristici contro gli Stati Uniti d'America
A dieci anni dagli attentati dell'11 settembre tutta l'America si è
stretta oggi intorno a Ground Zero. Obama e G.W. Bush si sono
ritrovati per la prima volta insieme a celebrare l'anniversario
più doloroso della storia contemporanea degli Stati Uniti, a
pochi mesi dall'uccisione di Bin Laden, entrambi con la mano
sul cuore nel momento dell'inno nazionale.
E nonostante la minaccia attendibile di nuovi imminenti at-
tacchi di Al Qaeda, la paura ha lasciato spazio alla grande
commozione. E soprattutto alla voglia di cambiare pagina
Sul luogo dove una volta sorgevano le Twin Towers - già
da giorni blindatissimo, con un enorme dispiegamento di
poliziotti e di cecchini pronti ad intervenire - migliaia i
familiari delle vittime ritrovatisi già dalle primissime ore
del mattino, quando ancora su Manhattan il cielo era az-
zurro come quella tragica mattina di dieci anni fà.
Ma incollato alla TV, per seguire la diretta della cerimonia,
c'era l'intero Paese. Come milioni di persone in tutto il mondo.
Massimo Lopes Pegna da New York (su "La Gazzetta dello Sport")
Hanno disteso un immenso bandierone a stelle e strisce sui
primi piani della Freedom Tower, che è ancora mozza, ma
quando sarà completata (nel 2013) svetterà più alta di tutti
i grattacieli d'America. Tutto ha un SIMBOLO / Significato
in questo gigantesco parco del ricordo costato 20 miliardi
di dollari, che una volta ultimato cancellerà 10 anni di vuo-
to, il nome Ground Zero e tornerà a chiamarsi World Trade
Center. Anche l'altezza della Freedom Tower non è casuale:
1.776 piedi (541.32 m), l'anno dell' indipendenza americana.
Il palco delle autorità, forse per motivi di sicurezza, volta
le spalle ai due buchi neri dove sorgevano le Twin Towers
ora riempiti da enormi piscine con cascate, e si rivolge agli
8.000 invitati, familiari delle quasi tremila vittime, schie-
rati lungo il vialone della West Side Highway.
I presidenti - Spiccano le divise blu degli steward dell'Ame-
rican Airlines (i cui aerei furono usati come missili micidiali)
venuti a ricordare i loro colleghi. Chi pensava a una spetta=
colare adunata, patriottica ed eccessiva, dovrà rassegnarsi.
La scaletta è serrata e scandita da interventi brevi (massimo
sessanta secondi) come le 5 pause silenziose che interrompo=
no la lunga lettura dei caduti per ricordare gli istanti più
truci che rivoltarono l'America.
Spuntano dal nulla anche il presidente Barack Obama e il
suo predecessore George W. Bush qui per la prima volta as=
sieme, con relative consorti.
Ci sono alcuni punti fermi dopo l'11 settembre da esaminare
molto bene -
A dieci anni dagli attentati dell'11 settembre tutta l'America si è
stretta oggi intorno a Ground Zero. Obama e G.W. Bush si sono
ritrovati per la prima volta insieme a celebrare l'anniversario
più doloroso della storia contemporanea degli Stati Uniti, a
pochi mesi dall'uccisione di Bin Laden, entrambi con la mano
sul cuore nel momento dell'inno nazionale.
E nonostante la minaccia attendibile di nuovi imminenti at-
tacchi di Al Qaeda, la paura ha lasciato spazio alla grande
commozione. E soprattutto alla voglia di cambiare pagina
Sul luogo dove una volta sorgevano le Twin Towers - già
da giorni blindatissimo, con un enorme dispiegamento di
poliziotti e di cecchini pronti ad intervenire - migliaia i
familiari delle vittime ritrovatisi già dalle primissime ore
del mattino, quando ancora su Manhattan il cielo era az-
zurro come quella tragica mattina di dieci anni fà.
Ma incollato alla TV, per seguire la diretta della cerimonia,
c'era l'intero Paese. Come milioni di persone in tutto il mondo.
Massimo Lopes Pegna da New York (su "La Gazzetta dello Sport")
Hanno disteso un immenso bandierone a stelle e strisce sui
primi piani della Freedom Tower, che è ancora mozza, ma
quando sarà completata (nel 2013) svetterà più alta di tutti
i grattacieli d'America. Tutto ha un SIMBOLO / Significato
in questo gigantesco parco del ricordo costato 20 miliardi
di dollari, che una volta ultimato cancellerà 10 anni di vuo-
to, il nome Ground Zero e tornerà a chiamarsi World Trade
Center. Anche l'altezza della Freedom Tower non è casuale:
1.776 piedi (541.32 m), l'anno dell' indipendenza americana.
Il palco delle autorità, forse per motivi di sicurezza, volta
le spalle ai due buchi neri dove sorgevano le Twin Towers
ora riempiti da enormi piscine con cascate, e si rivolge agli
8.000 invitati, familiari delle quasi tremila vittime, schie-
rati lungo il vialone della West Side Highway.
I presidenti - Spiccano le divise blu degli steward dell'Ame-
rican Airlines (i cui aerei furono usati come missili micidiali)
venuti a ricordare i loro colleghi. Chi pensava a una spetta=
colare adunata, patriottica ed eccessiva, dovrà rassegnarsi.
La scaletta è serrata e scandita da interventi brevi (massimo
sessanta secondi) come le 5 pause silenziose che interrompo=
no la lunga lettura dei caduti per ricordare gli istanti più
truci che rivoltarono l'America.
Spuntano dal nulla anche il presidente Barack Obama e il
suo predecessore George W. Bush qui per la prima volta as=
sieme, con relative consorti.
Ci sono alcuni punti fermi dopo l'11 settembre da esaminare
molto bene -
??? 1) Dieci anni dopo l' 11 settembre, dopo due guerre - in
Iraq e in Afghanistan - e dopo l'avvio della primavera araba,
il fossato tra Occidente e Islam appare ancora incolmabile o
è ancora in corso un riavvicinamento ?
Si sta ridisegnando un lento riavvicinamento tra Occidente e Islam,
Non perchè l'Occidente sia diventato più forte e l'Islam sia diventato
più debole. Ma con due guerre che non hanno risolto i problemi del
cosiddetto Grande Medio Oriente, è nata una nuova consapevolezza.
Le rivolte arabe ne sono state la spinta decisiva. Oggi democrazia e
diritti umani sono diventati le bandiere dei giovani dell'Islam e la
cosa più importante è che sono valori non imposti ma scelti libera=
mente. Ecco perchè la distanza tra Occidente e Islam si è ridotta.
??? 2) La reazione all' 11 settembre ha visto dispiegarsi tutta
l'iperpotenza americana. Dieci anni dopo, cosa resta dell'ege=
monia unipolare statunitense? Il secolo americano è forse già
tramontato?
L'11 Settembre dimostrò tragicamente che la Storia non era
finita come aveva annunciato Francis Fukuyama davanti alle
rovine del muro di Berlino. Ma i neoconservatori USA a quel=
la illusione non vollero rinunciare. E per rispondere al terro=
rismo islamico imposero a Bush la filosofia dell'iperpotenza
portatrice del bene. L'Iraq, l'Afghanistan e l'economia hanno
svelato un mondo più complesso, nel quale l'America è ancora
potenza ma non più egemone.
Primo INTERVENTO
Filosofo e scrittore francese Bernard-Henry Lèvy :
Dieci anni dopo, a che punto siamo? Al Qaeda non è del tutto
morta, certo. Dal Sahel allo Yemen, dalla Nigeria all'Uzbeki=
stan, o nel Caucaso, il cancro terrorista non smette di fare
metastasi. Anche i Talebani che in Afghanistan costituivano
l'esercito di riserva più nutrito, progrediscono grazie all'an=
nunciato ritiro degli occidentali. I gruppi della Jihad pachi=
stani... continuano a prosperare, non solo nelle zone tribali
del Paese, ma a Islamabad e a Karachi.
...se facciamo un bilancio onesto degli ultimi dieci anni di
lotta, all'interno e all'esterno del mondo arabo-musulmano
contro Al Qaeda e le sue succursali, è giocoforza constatare
che gli assassini sono , se non allo sbando, perlomeno in se=
rio regresso. C'è la morte di Bin Laden che, malgrado quanto
ci viene raccontato della struttura decentralizzata , autonoma
dell'organizzazione, ha inferto loro un colpo durissimo.
C'è la questione pachistana che... è lungi dall'essere risolta
ma che viene finalmente posta e questo, in un certo senso, era
l'essenziale. Che differenza con gli anni di Bush quabdo ci si
ostinava a trattare (il Pakistan) come uno stato alleato, addi=
rittura come uno Stato amico, il più canaglia degli stati ca=
naglia, quello che ospitava i cervelli dell'organizzazione, la
base di Al Qaeda - le retrovie, le masse, la politica, l'ideologia,
l'economia, la finanza.
C'è il lavoro dei grandi servizi segreti, occidentali e arabi...
che hanno sventato, durante tutto il decennio trascorso, tenta=
tivi di replica della tragedia di cui oggi si commemorano a New
York e nel mondo, le quasi 3.000 vittime (compresi gli eroici
pompieri della città).
C'è il mondo arabo-musulmano, le cui timidezze, se non le viltà,
sono state sufficientemente fustigate per non rendere omaggio
alla presa di coscienza di cui oggi è teatro. Presa di coscienza
cominciata con i Facebook di Tunisi e del Cairo quando hanno
scoperto che esisteva un'altra soluzione, per i giovani del loro
Paese, rispetto al faccia a faccia terrificante, e in fondo compli=
ce, fra dittatura e Jihad.
Quella che è stata chiamata "la primavera araba" cos'altro è
nell'ipotesi più pessimistica, se non la riduzione dello Jihad al
rango di un'ideologia qualunque, emarginata e, cosa ancora
più importante, privata dell'aura di cui godeva quando preten=
deva di appoggiarsi su tutti i prestigi congiunti della radicalità,
dell'audacia e del monopolio dell'opposizione alle dittature in
atto? E questo è continuato con gli insorti di Bengasi (Libia)
quando hanno scoperta, con stupore, il volto di un Occidente
che, secondo quanto si erano sentiti dire fin dalla culla, era
buono solo a succhiar loro il sangue e che, all'improvviso ten=
deva loro la mano, li salvava da un massacro annunciato e li
aiutava a liberarsi da un giogo che si presumeva invincibile.
Infine... c'è il fatto che quel che sopravvive dell'Internazio=
nale del terrore somiglia sempre di più, agli occhi di coloro
che bisognerebbe irreggimentare e sedurre, a quello che è
sempre stata, ma in segreto - cioè un'organizzazione crimi=
nale, una gang, che conta la maggior parte delle sue vittime
fra i musulmani stessi e i cui padrini non hanno mai consi=
derato l'Islam se non come un alibi, uno strumento di reclu=
tamento e di potere, una copertura - si vergognino!
(da "Corriere della Sera" - 12 settembre 2011)
Un pompiere osserva i resti delle Torri Gemelle dopo il crollo
Foto che testimoniano il crollo delle Twin Towers subito dopo l'attacco aereo
Foto che mostra il grande spiazzo di Ground Zero, dove sorgevano le Due Torri
Si sta ridisegnando un lento riavvicinamento tra Occidente e Islam,
Non perchè l'Occidente sia diventato più forte e l'Islam sia diventato
più debole. Ma con due guerre che non hanno risolto i problemi del
cosiddetto Grande Medio Oriente, è nata una nuova consapevolezza.
Le rivolte arabe ne sono state la spinta decisiva. Oggi democrazia e
diritti umani sono diventati le bandiere dei giovani dell'Islam e la
cosa più importante è che sono valori non imposti ma scelti libera=
mente. Ecco perchè la distanza tra Occidente e Islam si è ridotta.
??? 2) La reazione all' 11 settembre ha visto dispiegarsi tutta
l'iperpotenza americana. Dieci anni dopo, cosa resta dell'ege=
monia unipolare statunitense? Il secolo americano è forse già
tramontato?
L'11 Settembre dimostrò tragicamente che la Storia non era
finita come aveva annunciato Francis Fukuyama davanti alle
rovine del muro di Berlino. Ma i neoconservatori USA a quel=
la illusione non vollero rinunciare. E per rispondere al terro=
rismo islamico imposero a Bush la filosofia dell'iperpotenza
portatrice del bene. L'Iraq, l'Afghanistan e l'economia hanno
svelato un mondo più complesso, nel quale l'America è ancora
potenza ma non più egemone.
Primo INTERVENTO
Filosofo e scrittore francese Bernard-Henry Lèvy :
Dieci anni dopo, a che punto siamo? Al Qaeda non è del tutto
morta, certo. Dal Sahel allo Yemen, dalla Nigeria all'Uzbeki=
stan, o nel Caucaso, il cancro terrorista non smette di fare
metastasi. Anche i Talebani che in Afghanistan costituivano
l'esercito di riserva più nutrito, progrediscono grazie all'an=
nunciato ritiro degli occidentali. I gruppi della Jihad pachi=
stani... continuano a prosperare, non solo nelle zone tribali
del Paese, ma a Islamabad e a Karachi.
...se facciamo un bilancio onesto degli ultimi dieci anni di
lotta, all'interno e all'esterno del mondo arabo-musulmano
contro Al Qaeda e le sue succursali, è giocoforza constatare
che gli assassini sono , se non allo sbando, perlomeno in se=
rio regresso. C'è la morte di Bin Laden che, malgrado quanto
ci viene raccontato della struttura decentralizzata , autonoma
dell'organizzazione, ha inferto loro un colpo durissimo.
C'è la questione pachistana che... è lungi dall'essere risolta
ma che viene finalmente posta e questo, in un certo senso, era
l'essenziale. Che differenza con gli anni di Bush quabdo ci si
ostinava a trattare (il Pakistan) come uno stato alleato, addi=
rittura come uno Stato amico, il più canaglia degli stati ca=
naglia, quello che ospitava i cervelli dell'organizzazione, la
base di Al Qaeda - le retrovie, le masse, la politica, l'ideologia,
l'economia, la finanza.
C'è il lavoro dei grandi servizi segreti, occidentali e arabi...
che hanno sventato, durante tutto il decennio trascorso, tenta=
tivi di replica della tragedia di cui oggi si commemorano a New
York e nel mondo, le quasi 3.000 vittime (compresi gli eroici
pompieri della città).
C'è il mondo arabo-musulmano, le cui timidezze, se non le viltà,
sono state sufficientemente fustigate per non rendere omaggio
alla presa di coscienza di cui oggi è teatro. Presa di coscienza
cominciata con i Facebook di Tunisi e del Cairo quando hanno
scoperto che esisteva un'altra soluzione, per i giovani del loro
Paese, rispetto al faccia a faccia terrificante, e in fondo compli=
ce, fra dittatura e Jihad.
Quella che è stata chiamata "la primavera araba" cos'altro è
nell'ipotesi più pessimistica, se non la riduzione dello Jihad al
rango di un'ideologia qualunque, emarginata e, cosa ancora
più importante, privata dell'aura di cui godeva quando preten=
deva di appoggiarsi su tutti i prestigi congiunti della radicalità,
dell'audacia e del monopolio dell'opposizione alle dittature in
atto? E questo è continuato con gli insorti di Bengasi (Libia)
quando hanno scoperta, con stupore, il volto di un Occidente
che, secondo quanto si erano sentiti dire fin dalla culla, era
buono solo a succhiar loro il sangue e che, all'improvviso ten=
deva loro la mano, li salvava da un massacro annunciato e li
aiutava a liberarsi da un giogo che si presumeva invincibile.
Infine... c'è il fatto che quel che sopravvive dell'Internazio=
nale del terrore somiglia sempre di più, agli occhi di coloro
che bisognerebbe irreggimentare e sedurre, a quello che è
sempre stata, ma in segreto - cioè un'organizzazione crimi=
nale, una gang, che conta la maggior parte delle sue vittime
fra i musulmani stessi e i cui padrini non hanno mai consi=
derato l'Islam se non come un alibi, uno strumento di reclu=
tamento e di potere, una copertura - si vergognino!
(da "Corriere della Sera" - 12 settembre 2011)
Un pompiere osserva i resti delle Torri Gemelle dopo il crollo
Foto che testimoniano il crollo delle Twin Towers subito dopo l'attacco aereo
Foto panoramica che mostra le Twin Towers
sabato 10 settembre 2011
L' inchiesta - La manovra finanziaria e la casta
visioni del post - 4
LA BEFFA DEI TAGLI AI
COSTI DELLA POLITICA
e i privilegi della casta sono rimasti -
Nella Manovra finanziaria quasi assenti i tagli ai costi
della politica tanto promessi. Allora la casta ci prende
in giro. Non si sono ridotti nulla: nè lo stipendio, nè il
vitalizio, nè l'assegno di fine mandato.
E hanno già detto che negli altri Parlamenti europei
si spende ancora di più...
Sottoscrivo ciò che segue preso dalla carta stampata:
(iN Europa) - Milano Metropoli - Lombardia in Europa
di Giuseppe Pozzi -
Dove sono finiti i tanto decantati tagli ai costi della politica?
Se li cercate nella Manovra finanziaria presentata nei giorni
scorsi non li trovate nemmeno col classico lanternino. Lo sti=
pendio di 14-15 mila euro netti al mese non è stato scalfito:
dei ritocchi al vitalizio che a 65 anni garantisce ai deputati
2.400 euro lordi al mese dopo una sola legislatura non c'è
traccia; figurarsi se si parla dell'assegno di fine mandato
che sfiora i 50mila euro lordi dopo solo 5 anni in Parlamento...
Per la verità hanno deciso di costituire una commissione che
analizzerà gli stipendi dei parlamentari degli altri Paesi euro=
pei per adeguare quelli dei nostri deputati e senatori.
Peccato che il questore della Camera Franceso Colucci abbia
già anticipato che da uno studio interno risulta che "il costo
complessivo sostenuto dalla Camera per ciascun parlamen=
tare italiano è inferiore a quello sostenuto da altri Paesi eu=
ropei". - Pauroso!
La protesta dei sindaci: non è giusto che paghiamo solo noi
La casta non siamo noi. Lo hanno ribadito a gran voce i 2.000
sindaci accorsi a Milano lunedì 29 agosto per la manifestazio=
ne dell'Anci contro i tagli previsti a carico degli enti locali dalla
Manovra finanziaria del governo.Un raduno e una protesta non
di parte: c'erano infatti primi cittadini di centrodestra, come il
sindaco di Roma Gianni Alemanno e di centrosinistra, Giuliano
Pisapia di Milano; del Nord, come il sindaco di Verona Flavio
Tosi, e del Sud, come il suo collega di Bari Michele Emiliano.
Il rischio è la chiusura dei Municipi sotto i mille abitanti. Ma
non possono essere considerati "costi della politica" e dei
"privilegiati" consiglieri comunali che percepiscono 17 euro
lordi per quattro-cinque sedute l'anno - ha evidenziato Mauro
Guerra, vicesindaco di Tremezzo (Como) e coordinatore nazio=
nale Anci della Consulta Piccoli Comuni. Ma i tagli riguardano
tutti i Comuni e tutti gli enti locali. Per questo ha fatto sentire
il suo supporto alla manifestazione anche il governatore lom=
bardo Roberto Formigoni che ha detto: "Lo Stato pesa sulla
spesa pubblica per oltre il 75% ma chiede di contribuire al 75%
agli enti locali: è inaccettabile. I consiglieri e le giunte dei pic=
coli Comuni non sono la casta, anzi fanno volontariato".
Per adesso è tutto fermo, ma gli enti locali aspettano un tavolo
per una riforma condivisa.
Vedremo! Chi vivrà...
Lucianone
LA BEFFA DEI TAGLI AI
COSTI DELLA POLITICA
e i privilegi della casta sono rimasti -
Nella Manovra finanziaria quasi assenti i tagli ai costi
della politica tanto promessi. Allora la casta ci prende
in giro. Non si sono ridotti nulla: nè lo stipendio, nè il
vitalizio, nè l'assegno di fine mandato.
E hanno già detto che negli altri Parlamenti europei
si spende ancora di più...
Sottoscrivo ciò che segue preso dalla carta stampata:
(iN Europa) - Milano Metropoli - Lombardia in Europa
di Giuseppe Pozzi -
Dove sono finiti i tanto decantati tagli ai costi della politica?
Se li cercate nella Manovra finanziaria presentata nei giorni
scorsi non li trovate nemmeno col classico lanternino. Lo sti=
pendio di 14-15 mila euro netti al mese non è stato scalfito:
dei ritocchi al vitalizio che a 65 anni garantisce ai deputati
2.400 euro lordi al mese dopo una sola legislatura non c'è
traccia; figurarsi se si parla dell'assegno di fine mandato
che sfiora i 50mila euro lordi dopo solo 5 anni in Parlamento...
Per la verità hanno deciso di costituire una commissione che
analizzerà gli stipendi dei parlamentari degli altri Paesi euro=
pei per adeguare quelli dei nostri deputati e senatori.
Peccato che il questore della Camera Franceso Colucci abbia
già anticipato che da uno studio interno risulta che "il costo
complessivo sostenuto dalla Camera per ciascun parlamen=
tare italiano è inferiore a quello sostenuto da altri Paesi eu=
ropei". - Pauroso!
La protesta dei sindaci: non è giusto che paghiamo solo noi
La casta non siamo noi. Lo hanno ribadito a gran voce i 2.000
sindaci accorsi a Milano lunedì 29 agosto per la manifestazio=
ne dell'Anci contro i tagli previsti a carico degli enti locali dalla
Manovra finanziaria del governo.Un raduno e una protesta non
di parte: c'erano infatti primi cittadini di centrodestra, come il
sindaco di Roma Gianni Alemanno e di centrosinistra, Giuliano
Pisapia di Milano; del Nord, come il sindaco di Verona Flavio
Tosi, e del Sud, come il suo collega di Bari Michele Emiliano.
Il rischio è la chiusura dei Municipi sotto i mille abitanti. Ma
non possono essere considerati "costi della politica" e dei
"privilegiati" consiglieri comunali che percepiscono 17 euro
lordi per quattro-cinque sedute l'anno - ha evidenziato Mauro
Guerra, vicesindaco di Tremezzo (Como) e coordinatore nazio=
nale Anci della Consulta Piccoli Comuni. Ma i tagli riguardano
tutti i Comuni e tutti gli enti locali. Per questo ha fatto sentire
il suo supporto alla manifestazione anche il governatore lom=
bardo Roberto Formigoni che ha detto: "Lo Stato pesa sulla
spesa pubblica per oltre il 75% ma chiede di contribuire al 75%
agli enti locali: è inaccettabile. I consiglieri e le giunte dei pic=
coli Comuni non sono la casta, anzi fanno volontariato".
Per adesso è tutto fermo, ma gli enti locali aspettano un tavolo
per una riforma condivisa.
Vedremo! Chi vivrà...
Lucianone
Sport - Calcio - serie B: Brescia e Padova in testa
visioni del post - 5
Classifica della serie B, dopo i match di oggi della 4^ giornata
Brescia, Padova 10 punti
Pescara, Sassuolo 9
Grosseto 8
Albinoleffe, Livorno 7
Reggina, Torino 7
Verona 6
Sampdoria 5
Bari, Cittadella 4
Nocerina 4
Empoli, Modena 3
Varese 2
Crotone, Vicenza 1
Ascoli, Juve Stabia, 0
Gubbio 0
Risultati delle partite, giocate sabato 10/09/'11
Juve Stabia - Brescia 0 - 1 (anticipo - venerdì)
Pescara - Crotone 2 - 0
Sassuolo - Cittadella 2 - 0
Albinoleffe - Modena 2 - 1
Grosseto - Verona 2 - 1
Gubbio - Reggina 1 - 3
Nocerina - Ascoli 0 - 1
Varese - Livorno 0 - 2
Lunedì 12 settembre, i 2 posticipi: Empoli - Sampdoria
Vicenza - Torino
Serie A - anticipi: Lazio - Milan 2 - 2
Napoli - Cesena 3 - 1
Classifica della serie B, dopo i match di oggi della 4^ giornata
Brescia, Padova 10 punti
Pescara, Sassuolo 9
Grosseto 8
Albinoleffe, Livorno 7
Reggina, Torino 7
Verona 6
Sampdoria 5
Bari, Cittadella 4
Nocerina 4
Empoli, Modena 3
Varese 2
Crotone, Vicenza 1
Ascoli, Juve Stabia, 0
Gubbio 0
Risultati delle partite, giocate sabato 10/09/'11
Juve Stabia - Brescia 0 - 1 (anticipo - venerdì)
Pescara - Crotone 2 - 0
Sassuolo - Cittadella 2 - 0
Albinoleffe - Modena 2 - 1
Grosseto - Verona 2 - 1
Gubbio - Reggina 1 - 3
Nocerina - Ascoli 0 - 1
Varese - Livorno 0 - 2
Lunedì 12 settembre, i 2 posticipi: Empoli - Sampdoria
Vicenza - Torino
Serie A - anticipi: Lazio - Milan 2 - 2
Napoli - Cesena 3 - 1
Esteri - Egitto: assalto all' ambasciata israeliana
visioni del post - 11
IL CAIRO - Si aggrava il bilancio delle violenze di ieri notte nei pressi
dell'ambasciata di Israele al Cairo. Secondo fonti del ministero della
Sanità ci sono tre vittime mentre i feriti sono saliti a 1049. Tutto era
cominciato quando una folla di manifestanti aveva sfondato e invaso
la sede della rappresentanza diplomatica. L'ambasciatore, la sua fa=
miglia e i suoi collaboratori hanno fatto ritorno in Israele.
Il Presidente USA Obama: "L'Egitto rispetti le leggi internazionali"-
Il governo israeliano chiede agli Stati Uniti di garantire la sicurezza.
Respinte le dimissioni del premier egiziano Essam Sharaf.
Le dimissioni di Sharaf sono state respinte dal consiglio militare
egiziano, che detiene il potere da quando lo scorso febbraio è stato
rovesciato il regime dell'ex presidente Hosni Mubarak.
Gli scontri che hanno segnato la scorsa nottata, provocando oltre
mille feriti e tre morti, sono stati tra i più violenti dalla fine della
rivoluzione arabo-egiziana che aveva fatto deporre Mubarak.
L'ambasciata israeliana era già stata bersaglio di manifestazioni
per protestare per l'uccisione di cinque guardie di frontiera egi=
ziane da parte dei soldati israeliani subito dopo l'attentato ad
Eilat.
Lucianone
IL CAIRO - Si aggrava il bilancio delle violenze di ieri notte nei pressi
dell'ambasciata di Israele al Cairo. Secondo fonti del ministero della
Sanità ci sono tre vittime mentre i feriti sono saliti a 1049. Tutto era
cominciato quando una folla di manifestanti aveva sfondato e invaso
la sede della rappresentanza diplomatica. L'ambasciatore, la sua fa=
miglia e i suoi collaboratori hanno fatto ritorno in Israele.
Il Presidente USA Obama: "L'Egitto rispetti le leggi internazionali"-
Il governo israeliano chiede agli Stati Uniti di garantire la sicurezza.
Respinte le dimissioni del premier egiziano Essam Sharaf.
Le dimissioni di Sharaf sono state respinte dal consiglio militare
egiziano, che detiene il potere da quando lo scorso febbraio è stato
rovesciato il regime dell'ex presidente Hosni Mubarak.
Gli scontri che hanno segnato la scorsa nottata, provocando oltre
mille feriti e tre morti, sono stati tra i più violenti dalla fine della
rivoluzione arabo-egiziana che aveva fatto deporre Mubarak.
L'ambasciata israeliana era già stata bersaglio di manifestazioni
per protestare per l'uccisione di cinque guardie di frontiera egi=
ziane da parte dei soldati israeliani subito dopo l'attentato ad
Eilat.
Lucianone
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