domenica 13 agosto 2023

Ultime notizie - dall'Italia / Latest news

 13 agosto '23 - domenica                                     13th August 7 Sunday                  visione post - 7                 

Roma -
Suicidi nelle carceri: il piano Nordio, dopo un altro caso / "Usare le caserme dismesse" e detenzione differenziata
Italia /  Centro, Nord e Sud
Problema Pronto soccorso: la fuga dei primari / Sfilza di dimissioni / Stress e turni
durissimi e cos' "Non c'è giorno nel quale non pensiamo di andare via".

venerdì 11 agosto 2023

sabato 5 agosto 2023

Ultime notizie - dall'Italia e dall'Estero / Latest news - con c o m m e n t o

 5 agosto '23 - sabato                                      5th August / Saturday                         visione post - 7

RUSSIA 
Mosca - Alexey Navalny, il maggior oppositore di Putin, processato per estremismo è stato
condannato per latri 19 anni di carcere. Sconterà la pena in una colonia penale di massima
sicurezza / Le proteste di Stati Uniti e Ue.
 Il fronte della guerra Russia-Ucraina -  Attacco ucraino con droni marini  alla base navale 
russa di Novorossijsk sul Mar Nero. "Abbiamo affondato la Olenegorskij", dicono gli ucraini.
Colpo sferrato nella notte che ha violato quello che i russi consideravano un porto sicuro.
La  nave d'assalto russa (mezzo anfibio) si sarebbe appoggiata su un fianco e sarebbe stata
poi trainata in secca prima di colare a picco. L'attaco scatenato con diversi droni marittimi
senza pilota e caricati con 400 chili di tritolo, avrebbe colpito anche il terminale del Caspian
Pipiline Consortium, infrastruttura strategica per le forniture di greggio in Europa.

Roma - 
Il caso del Centro di cinematografia
Vertici azzerati dal governo Meloni nonostante le proteste di studenti e attori: addio al
cda di donzelli e Capotondi.
La vicenda - I membri del Consiglio: i componenti del cda del Centro erano Marta
Donzelli, presidente, Cristiana Capotondi, Guendalina Ponti, ne faceva parte anche 
Andrea Purgatori (morto il 19 luglio). / I tempi e il passo indietro - Il cda è stato no-
minato nel 2021 e in teoria il mandato sarebbe scaduto fra oltre 18 mesi, ma ieri sono
arrivate le dimissioni dei membri dopo dopo l' ok al decreto Giubileo.
La norma e le polemiche - il decreto contiene un emendamento leghista per cui i
vertici del Centro dovranno essere nominati dal governo.  La norma ha suscitato
polemiche e reazioni nel mondo del cinema.

Commento -

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venerdì 28 luglio 2023

INCHIESTA - Caporalato e diseguaglianze

 28 luglio 2023 - sabato                                      28th July / Saturday                      visione post - 4

(da la Repubblica - 11 dicembre '21 - di Luca Ricolfi)

Le inchieste sul caporalato
Le diseguaglianze invisibili
Così ispettori del lavoro e carabinieri hanno scoperchiato il vaso di Pandora del caporalato e dello
sfruttamento. Verifiche quadruplicate in tre anni, irregolarità riscontrate fino all'86% delle aziende
controllate.  
Aziende che possono essere piccole ma anche medie e grandi , situate in zone depresse ma anche in
zone ricche, al Nord come al Sud.  Caporalato non significa semplicemente reclutamento giornalie-
ro di manodopera mediante l'odiosa figura del "caporale". Dietro al caporalato si nasconde, nella
maggior parte dei casi, un'intera fenomenologia di sopraffazione: assenza di contratti, precarietà 
dell'impiego, bassissimi salari, condizioni di lavoro durissime o degradate, e qualche volta condi-
ioni di vita paraschiavistiche, come quelle degli accampamenti e delle baraccopoli al servizio del-
la raccolta stagionale di frutta e ortaggi. -    Sono fenomeni noti, descritti in innumerevoli servizi
giornalistici, ma colpevolmente, e da sempre, dimenticati dalla politica. Perchè?  Credo che i mo-
tivi principali siano tre.   Il primo è che, se la politica e ne occupasse, le scoppierebbe in mano il
problema dell'immigrazione irregolare.  Un problema che la sinistra non vuol vedere, e la destra
non è capace di affrontare (ricordate la promessa di Salvini di rispedire a casa mezzo milione di immigrati irregolari?).  Il secondo motivo è che su questo punto, la politica non ha il sostegno at-
tivo dei sindacati, attentissimi a proteggere gli interessi dei già garantiti (pensionati, pubblico im-
piego, dipendenti delle grandi aziende), ma alquanto distratti  di fronte ai fenomeni  di emargina- 
zione e sfruttamento più estremi. -  Il terzo motivo ò che, più o meno consapevolmente, i politici
intuiscono che precarietà e bassi salari, pur essendo sempre frutto di spregiudicatezza e rapacità,
in non pochi casi sono anche condizioni di sopravvivenza di attività economiche che, ove rispet-
tassero i contratti nazionali e non evadessero le tasse, dovrebbero chiudere (che io ricord, l'unico
politico ad aver messo in evidenza questo punto è Stefano Fassina, con il concetto di "evasione
di necessità").  Dietro certe forme di sfruttamento, in altre parole, oltre alla mancanza di scrupo-
li c'è il combinato disposto della bassa produttività e della concorrenza internazionale, che spin-
ge verso il basso i prezzi (tipicamente per i prodotti agricoli).   Che oggi esista ancora il capora-
lato può destare sorpresa, abituati come siamo a pensare  che certi fenomeni  siano retaggio del
passato, e con il pasare del tempo siano destinati a evaporare. Ma è un errore di prospettiva.
A ben giardare , la società in cui viviamo non è fondata solo sul benessere dei più e sul duro
lavoro di una minoranza (abbiamo il tasso di occupazione, giovanile e adulta, più basso del-
l'Occidente).  La nostra società à anche basata sui "servigi" di una robusta infrastruttura para-
schiavistica, che non è affatto in via di assorbimento, ed è strettamanete necessaria per perpetuare
il nostro modo di vita, consumistico e non di rado parassitario.    Quando, nella mia ricostruzione
dei meccanismi della "società signorile di massa", ho provato a misurare  le dimensioni di questa
infrastruttura paraschiavistica, di segmenti sociali in cui si presentano condizioni di subordinazio-
ne estreme, ne ho contati ben 7, per un totale di circa 3 milioni e mezzo di occupati (oltre il 15%
della forza lavoro.  -  Fra di loro, non solo gli stagionali concentrati nei ghetti per la raccolta della 
frutta e degli ortaggi, ma anche i lavoratori in nero di agricoltura, edilizia, trasporto e magazzinag-
gio; i dipendenti delle cooperative che erogano servizi alle grandi aziende, alle ferrovie, alle scuo-
le, alle università, agli ospedali, colf e badanti assunte senza contratto e senza contributi; lavorato-
ri della cosiddetta gig economy (o economia dei lavoretti), per lo più addetti alle consegne a domi-
cilio; per non parlare dei settori completamenti illegali, dove a operare  in condizioni paraschiavi-
stiche  troviamo la bassa manovalanza  della distribuzione di strada  gestita da organizzazioni cri-
minali.
Viene da domandarsi se la nostra spasmodica attenzione anche ai più minuscoli e irrilevanti inter-
venti della Legge di bilancio  non sia sproporzionata  rispetto alle vere diseguaglianze che afflig-
gono il nostro Paese. Perchè le diseguaglianze più ingiuste, e più crudeli, non sono quelle di cui
tutti parlano, ma quello che nessuno vede (o non vuol vedere?)

Lucianone

Riflessioni del Venerdi' - Pensieri sul governo di Giorgia Meloni e l'opposizione di Elli Schlein e i suoi

 28 luglio '23 - sabato                                     28th July / Saturday                             visione post - 18

di
Luciano Finesso
Quando si insediò il governo di Giorgia Meloni, circa dieci mesi orsono, quasi la maggioranza degli
italiani pensò, e tanti lo dissero esplicitamente a parole,  "finalmente  una donna  al governo, non era  
mai successo e adesso ce l'abbiamo anche noi, evviva!". -    Ma certamente un'altra certa quantità di
italiani disse, e pensò pure: "Oh! Guarda, la prima donna al governo italiano è proprio lei, la donna 
di destra che non volevamo. Ahi, adesso saranno cavoli amari!".   Comunque, al di là del fatto che 
alle elezioni di dieci mesi fà una bella quantità di cittadini si astenne, Meloni vinse, ma appunto non
stravinse, su una sinistra e centrosinistra divisi e a pezzi. Tanti hanno però cominciato a contare sul-
la premier Giorgia, non solo i suoi diretti sostenitori del centro-destra.  Chissà, hanno pensato, che
non sia lei la nuova lady di "ferro" (ricordiamo la Tatcher inglese)  che sistema il Paese Italia, una
volta per tutte?  Ma è anche vero che l'Italia di oggi (ma anche di ieri) non è certo l'Inghilterra dei
periodi (quasi eroici, visti in prospettiva odierna) della lady di ferro di allora. La Meloni si porta
dietro il sovranismo, messo ultimamente e furbescamente in sordina, allora la Tatcher si portava
dietro un certo Reagan (che pure col libero mercato iniziò a far danni economici mondiali) che l'A-
merica quasi intera adorava - dopo il tempo kennediano - e la coppia Tatcher-Reagan  durò un bel
pò.  -  La lady "di ferro", così veniva allora, anni settanta, chiamata la Tatcher  per la durezza del 
carattere di tipo maschile e la rigidità delle sue idee incrollabili sul neo-capitalismo.che mise a frut-
to avendo appunto dietro l'appoggio anche più conservatore di parte dei liberal. E aveva soprattutto
quel grande tratto carismatico che le aveva fatto vincere per ben due volte le elezioni. Era insomma
una conservatrice "democratica" che sapeva usare i tasti e toni giusti per incantare la gran parte del-
la popolaione britannica. -  Ma qui mi urge precisare proprio il carattere conservatore della Tatcher
- e insieme dell'indole e spirito bitannico - che in quegli anni '80/ 90 (e in certa parte rimasti anche
oggi) regnava nell'isola britannica, e del resto rimasta ancora oggi il simbolo nonchè la culla della
democrazia (parlamentare e rappresentativa). 
E allora arriviamo ora al confronto con la Meloni, prima donna italiana a reggere e guidare le sorti
del suolo italico, come la Tatcher fu la prima a superare il confronto con i colleghi maschi e metter-
si alla guida della terra-isola di Albione.    La Tatcher aveva alle spalle la tradizione democratica e 
anti-fascista di Wiston Churchill, la Tatcher sapeva benissimo che conservatorismo non è sinonimo
di fascismo (così come si può dire del contrario). Sono due cose, due valori anzi, ben distinte e di-
stinti..  Giorgia Meloni ha alle spalle un partito che ha ancora il simbolo della fiamma e che non ha
mai veramente preso le distanze dall'originale matrice mussoliniana, almeno in parecchi dei suoi a-
derenti e sostenitori. Al di là che la premier insista sulla sua età anagrafica che la pone fuori da quel
periodo, le sue simpatie, frequentazioni e infine adesioni sono sempre state nell'ambito di quella sto-
ria  e non di un puro stato conservatore neutro, tanto che alla richiesta di togliere la fiamma dalla
bandiera del suo partito si è sempre opposta. Una donna tenace dalla politica ferrea anche la Melo-
ni, certo, ma sempre in un'area di appoggio ai suoi, uomini e donne, di dichiarata fede oltranzista
para-fascista  che non permette loro di dialogare nè di avere alcuna sia pur minima convergenza con
l'opposizione, cioè un essere prevenuti (in anticipo) su tutto ciò che le opposizioni propongono, sia
pure obiettando con alcune ragioni pratiche.  Ma la tecnica della "lady" italiana è spesso quella di fa- 
re la gnorri e di affidarsi sempre più spesso ai suoi video privati e pubblici più che altro propagan-
distici.  E quando, come successo a Cutro dove più di 50 migranti sono stati lasciati andare alla de-
riva senza che fossero prestati i soccorsi nonostante gli avvisi, avvengono  tragedie  che potevano
essere evitate - 53 migranti lasciati morire in mare - la presidente gira la testa da un'altra parte e non
si presenta sul luogo dell'accaduto, ma tiene conferenze stampa senza capo nè coda, allora ecco che
si svela l'incapacità, voluta e programmata, di affrontare il tema migranti, a suo tempo affrontato
a parole con il fumoso "blocco navale". E quando si presenta, tardi, alla conferenza stampa si trova
ad affronatre i giornalisti con inaudita difficoltà.  E come bloccata, perchè sa di essere in difetto, do-
veva farsi viva prima e adesso ci mette una pezza mostrando che ha fretta, che ha anche latre incom-
benze.  Del resto, lei avrebbe preferito il 'blocco navale', si sa.  Ma adesso che è al governo così tan-tyi morti e dispersi (cioè altri morti) in mare pesano molto su di lei e la sua leadership..
Così Giorgia Meloni da allora si dedica quasi del tutto per un pò alla politica estera, a farsi cioè ap-
prezzare come leader europea e iniziano i suoi tour all'estero. E viene giustamente apprezzata. 
E quando torna in Italia per condurre il Paese, alterna frasi sprezanti contro l'opposiziome a lunghi
silenzi quando i suoi ministri e sottoministri la mettono in difficoltà (vedi il csso Santanchè in pri-
mis).  Quindi pensa bene di eliminare, un po' alla volta, il diritto di cittadinanza che il governo pre-
cedente aveva introdotto per aiutare nuclei più poveri e in difficolà.  

Continua...
to be continued...   
                       

giovedì 20 luglio 2023

RIFLESSIONI - O sei un ultras o conti zero

 20 luglio '23 - giovedì                                       20th July / Thursday                           visione post - 21

(da  la Repubblica - 16 maggio '23 -   da l'Amaca / Michele Serra)

O sei un ultras o conti zero
Lo spettacolo dei giocatori del Milan, e ancora di più del loro allenatore Stefano Pioli (persona
specchiata, ed è un'aggravante), umilmente "a rapporto" dagli ultras dopo la sconfitta di La Spe-
zia, è terrificante.  Le società di calcio sono ufficialmente ostaggio degli ultras. Gli ultras, a loro
volta, e con poche eccezioni, sono ostaggio di malavitosi e pregiudicati a vario titolo. Oppure, e
sarebbe anche peggio, ne sono seguaci convinti. Lo si scrive da almeno vent'anni con patetica
perseveranza. La situazione, se possibile, con gli anni si è aggravata: gli ultras sono, a pieno ti-
tolo, non solo un soggetto "politico" di primo piano nella vita del calcio italiano, Sono spesso
anche un attore economico molto attivo, gestiscono biglietti e parcheggi, taglieggiano di fatto 
le società  con il ricatto costante dei disordini, o dei cori razzisti, con conseguenti squalifiche
del campo. Uno schifo, e ormai uno schifo organico di questo Paese. E gli altri tifosi? Che pa-
gano il biglietto senza chiedere - ovviamente - niente in cambio che non sia vedere una partita?
Non contano nulla.  Valga come esempio il tentativo di azionariato popolare dell'Inter: quattrini
versati nella illusoria speranza di contare qualcosa, sull'esempio di alcune società europee, nel-
la vita di una squadra e della società che la gestisce.  Fin qui ignorati  dalla società nerazzurra
(chiedere a Carlo Cottarelli) . Se gli aspiranti azionisti dell' Inter cominciassero a spaccare ve-
trine e minacciare disordini, e se Cottarelli si vestisse con giubbotto nero, si rapasse a zero  e 
si tatuasse qualche teschio, forse l'Inter lo prenderebbe sul serio.

Lucianone

domenica 9 luglio 2023

SPORT - calcio / serie A: trattative di mercato

 19 luglio '23 - domenica                                    19 July / Sunday                            visione post - 8

Atalanta -
La squadra bergamasca ha rimpolpato difesa, fasce e cengrocampo con gli arrivi
di: Kolasinac, Bakker e Adopo / Il mercato passerà anche dal restyling dell'attacco.
In Francia si parla di una decisa eccelerazione  per El Bilal Tourè, 21enne centravanti
maliano dell'Almeria (7 gol in 21 presenze nella scorsa Liga). Secondo l'Equipe, i ber-
gamaschi sarebbero vicini alla chiusura per una ventina di milioni, con un quinquenna-
le pronto per il giocatore.
Hellas Verona -
Movimenti in attacco per l'Hellas.  Il Verona spinge per chiudere con Riccardo Saponara.
Accelera anche per Matteo Destro. Entrambi svincolati di qualità ed esperienza per Marco
Baroni, con la squadra in partenza, martedì, per il ritiro di Primiero San Martino di Cstrozza.
In questa località la squadra veneta rimarrà fino al 23 luglio.  Saponara vicino, dunque, men-
tre con Destro la trattativa è aperta. Destro, che ha salutato l'Empoli dopo una stagione che a
limitarlo sono stati gli infortuni.  Verona: piazza giusta per ripartire? le connessioni ci sono
visto che in gialloblù ebbe un impatto non da poco Luca Toni, che nel 2013, quando arrivò
all?Hellas erano in tanti che lo davano prossimo al ritiro.  Ma i numeri, quantificati in gol,
segnati nel Verona dissero l'esatto contrario. E oggi, come allora, il direttore sportivo del club
era un certo Sean Sogliano.
Empoli -
La squadra toscana scatenata: Maldini jr, Pezzella e forse Dragowski. L'Empoli sempre a caccia
dei sostituti di Vicario e Parisi. Però l'addio di quest'ultimo non è ancora certo. Intanto a poche 
ore dall'inizio del ritiro Zanetti ha a disposizione il neozelandese cacace per la fascia mancina
difensiva. Inoltre è sicuro l'inserimento di Maldini jr (cioè Daniel) in prestito dal Milan

Lucianone

mercoledì 28 giugno 2023

Ultime notizie - dall'Italia e dal mondo / Latest news - verso fine giugno

 28 giugno '23 - mercoledì                            28th June / Wednesday                         visione post - 4


ITALIA -  
Giorgia Meloni processa l'Ue - 
Alla vigilia del Consiglio Europeo, la Ue valuta se fare a meno di Roma sul Mes.
Il Mes, il Pnrr, il Patto di Stabilità, i tassi della Bce e i migranti. Più che un sonsiglio
europeo rischia di trasformarsi in un processo. Al governo italiano. Giorgia Meloni
infatti non si troverà davanti a una riunione serena dei 27 leader Ue.

RUSSIA  (1)   -
Putin si fa vivo e torna  parlare: "Avrei soffocato la rivolta. Non ci spaccherete".
E Prigozhin in un audio: "Non era un golpe" -  Putin afferma che se la colonna
di Prigozhin non si fosse fermata, la ribellione armata sarebbe stata soppressa in
ogni caso".

Italia - 
Niente ergastolo a Cospito / I giudici ricalcolano la pena
Il Suv, guidato da un giovane Youtuber, che ha travolto e ucciso il piccolo Manuel
correva a 124 chilometri l'ora. E' quanto emerge dall'ordinanza del gip e si conclude
che lo youtuber Matteo i Pietro potrebbe rifarlo. -

Russia (2)   -
Putin disarma la Wagner. Il capo Prigozhin è in esilio.
Il presidente russo ignora il giudizio del mondo fuori, ma dentro per molti resta
l'unico antidoto all'anarchia. Purghe e cambi ai vertici: il futuro incerto di un leader
indebolito. 
"Smuta": è solo un a parola che Vladimir Putin utilizza appena una volta, all'inizio del 
suo discorso di ieri mattina davanti ai soldati nella piazza delle Cattedrali del Cremlino.
"Smuta" è un vocabolo in disuso, che arriva dal russo antico, la cui radice significa vago,
incerto. Ormai si legge solo nei libri di storia, per definire quello che noi invece conosciamo
come il periodo dei torbidi, la breve epoca durata dal 1598 al 1613 che fu contrassegnata da
governanti sedicenti e autoniminati, da una lotta senza quartiere tra boiardi e il potere degli
Zar, da una guerra civile, e poi dalla guerra russo-polacca e russo-svedese, da sconvolgimenti
politico-statali e da una crisi socioeconomica che ebbe termine solo con l'insediamento dello
zar Mikhail Romano, primo della dinastia durata fino al 1917

 Lucianone