sabato 18 marzo 2023

SPORT / calcio - Serie A / 26^ giornata - Commento e video

 18 marzo 2023 - sabato                              18th March / Saturday                     visione post - 2

Risultati della 26^ giornata

Spezia  2   Empoli    0   
Inter     1   Udinese   1
Napoli     2  Bologna   0
Atalanta  0   Lazio       0
Lecce    0
Torino   2
Cremonese   0
Fiorentina    2
H. Verona   1
Monza        1
Roma       3
Sassuolo  4
JUventus     4
Sampdoria   2
Milan           1
Salernitana   1

Classifica
Napoli   68  /  Inter   50  /   Lazio   49  /   Milan   48  /   Roma   47  /   Atalanta   42
Juventus   38  /   Torino   37  /   Bologna   36  7   Udinese   35  /   Fiorentina   34
Monza, Sassuolo   33  /   Empoli   28  /   Lecce   27  /   Salernitana   26  /   
Spezia   24  /   H. Verona   19  /   Cremonese, Sampdoria   12

Commento
Possiamo ormai dire e scrivere che il Prof Spalletti ha il titolo in tasca e che la sua nuova
creatura, questo Napoli quasi perfetto, è tra le due o tre squadre migliori d'Europa senza
alcun possibile contraddittorio: il campo e le giocate dei suoi atleti  dicono  solo questa
incontrovertibile verità. Vedremo poi alla fine se questo Napoli supererà effettivamente
quello di Maradona, ma la via sembra essere per ora quella maestra dei possibli trionfi,
 sempre che si mantenga sugli attuali livelli di continuità, anche in ambito di Champions
League.  Riguardo alla lotta per entrare nella Champions del prossimo anno se la stanno
giocando per ora in quattro (Inter, Lazio, Milan, Roma) con l'outsider Atalanta pronta a
rientrare in gioco.
CONTINUA...





 
Lucianone

mercoledì 15 marzo 2023

Riflessioni - Il ritmo della rivoluzione (Iran)

 15 marzo '23, mercoledì                             15th March / Wednesday                      visione post - 2

(da la Repubblica - 12 marzo '23 - da l'Amaca / di Michele Serra)

Il ritmo della rivoluzione
Voglio vederti danzare, come i dervisci che girano sulle spine "dorsali". Ascoltare questa canzone
di Battiato, oggi, e pensare alle ragazze iraniane  sotto la morsa  di quel regime  orribile  di maschi
orribili, è tutt'uno.  Chissà cosa direbbe Battiato, grande ammiratore  della cultura islamica del
sufismo, di questo odio per la danza, di questo obbrorio, di questa mutilazione. Non perdo una
sola delle scene di danza che da anni vengono messe in rete dalle ragazze e dai ragazzi di Teheran
a rischio della galera e delle frustate.  Sono commoventi, potenti, hanno la forza trascinante della
rivolta e della libertà, della Carmagnola che travolge il regime, del Ca ira cantato da Edith Piaf al
battito dei tamburi, della corsa solitaria sulla spiaggia di Antoine Doinel nel finale dei Qattrocento
colpi.  Ballare per ribellarsi, sciogliere il corpo, farlo parlare, rendere onore all'eros come ovunuqe
nel mondo, dalle aie contadine alle corti licenziose, si è sempre fatto per gioire del movimento, per
poter battere il tempo e farlo insieme agli altri.
"Il paese dove non si può ballare" sembra il titolo di un romanzo distopico, e a pensarci bene lo è 
(in buona sintonia con l' Afghanistan).  La distopia, al contrario dell'utopia, è la forma che si per-
verte, è il peggio che diventa realtà. Ho rinunciato a molte speranze, negli anni, ma vorrei riuscire
a vivere quanto basta per vedere le ragazze di Teheran ballare sopra le tombe dei loro oppressori.
Se la parola "rivoluzione" può ancora avere una incarnazione, è questa.

Lucianone

lunedì 13 marzo 2023

Commenti - L' Europa che non pensa più

 13 marzo '23 - lunedì                                 13th March / Monday                         visione post - 4

(da la Repubblica - 11 settembre '20 -  di Massimo Cacciari)

L'Europa che non pensa più
Prchè ha smesso di rincorrere l'idea di comunità

Può un organismo politico vivere senza pensare a un proprio Fine? Senza concepire
la propria struttura in qualche modo come esemplare, pur nel realistico riconoscimen-
to dei limiti della propria potenza? Coloro che,dopo il suicidio d'Europa e la sua detro-
nizzazione nella prima metà del Novecento, hanno voluto  e  avviato  il processo per 
farne una comunità, avrebbero certamente risposto no, non è possibile.  oggi la stessa domanda
sembra scomparsa; l'interrogativo non inquieta più nessuno della leadership europea. Ogni pro-
blema è ridotto alla logica dello scambio e delle compatibilità economico-finanziarie.  Credo che
tutti, anche "grazie" alla pandemia, abbiano compreso come lo "spazio europeo" segnato dal mer-
cato e dalla moneta, sia conditio sine qua non per sopravvivere nella competizione globale. Forse
la stagione del nazionalismo populista è finita. Ma qui il discorso si arresta.     A che cosa è chia-
mata l'Europa? Quale ne dovrebbe essere il significato nel mondo contemporaneo? Tutte queste
suonano ormai domande astratte, prediche inutili. Lasciamo le "missioni" a papa Francesco, ri-
pete il miserabile realismo dei mercati.
Non fu così per un brevissimo periodo a cavallo della caduta del Muro e della fine della "terza
guerra mondiale"catastroficamente perduta dall'Urss.  Vi fu chi comprese che la fine del tragico
Novecento offriva all'Europa una grande e irripetibile occasione per affermare una una propria
nuova, originale "centralità". Anche riscoprendo una sua "storia segreta", voci inascoltate della
sua tradizione. -   La costruzione dell'unità politica delle nazioni europee  avrebbe potuto costi- 
tuire un polo di riferimento pratico  e culturale per il mondo che affrontava il salto d'epoca.  E
la proposta europea a questo mondo poteva essere una soltanto: ecco, noi usciamo dall'antica
forma Stato del Moderno, dai suoi assetti gerarchici e centralistici; noi riteniamo che il potere
possa davvero essere partecipato  , e che tanto meglio funzioni un organismo politico quanto
più ricca al suo interno è la vita autonoma di corpi intermedi, di partiti, di sindacati;noi rite-
niamo che la diversità di lingue, tradizioni, religioni  non contraddica affatto  la volontà di 
federarci  insieme, ma, al contrario, ne costituisca lo stesso presupposto. Europa è un nome
plurale.  Europa non cerca l'unità dell'Uno, ma l'Uno che sono (Unum sumus!)). -  E questa 
soltanto ci sembra essere la cultura politica capace di governare un mondo policentrico, la
cultura politica che contraddice l'insorgere di nuove volontà egemoniche imperiiali.
Secondo questo suo interno assetto, mostrandosi in questa forma, l'Europa avrebbe dovuto 
svolgere il proprio ruolo internazionale, intervenire nelle crisi destinate ad aprirsi per il venir
meno degli equilibri della guerra fredda. La sua autorevolezza internazionale poteva derivare 
soltanto dalla forza della sua proposta politica, non certo da riacquisiti imper i militari o eco-
nomici. Tutto ciò fu qua e là pensato, e tutto fu contraddetto dall'azione seguente. Nel corso
del ventennio successivo "l'arcipelago" europeo  venne interrato da interventi  che erano di
volta in volta nient'altro che il prodotto di faticosi compromessi tra Stati "sovranisti" , per i
quali i principi fondamentali di ogni concepibile comunità , quelli di solidarietà e coopera-
zione, di amicizia, avrebbero detto i nostri Antichi, non erano che occasioni  per  qualche 
sfoggio retorico. Non essendo prevalsa una nuova visione dell'Europa al suo interno, non
poteva di conseguenza affermarsi alcun ruolo dell'Europa nelle grandi crisi che abbiamo 
attraversato e stiamo vivendo.  Che cosa è mancato? E' mancato il federatore.    Nel non
cogliere questo aspetto i federalisti europei hanno peccato di utopismo.  L'unità politica
non poteva essere perseguita se fosse mancata la potenza europea chiamata a guidarne il 
processo. Che sentisse, cioè, come propria autentica vocazione la realizzazione di quella 
unità. A un Fine di tale valore non si può tendere attraverso compromessi tra interessi di
Stato. Ma il federatore, dopo la caduta del Muro e l'unificazione tedesca, non poteva es-
sere che la Germania. Questo è il colossale paradosso del destino europeo!  Lo Stato attore
fondamentale, protagonista assoluto, responsabile primo  della disfatta dell'Europa  era di-
ventato l'unico che potesse guidarne la riaffermazione politica,secondo una forma, quella
federale, che rovesciava in toto le concezioni del potere che lo avevano portato a trascina-
re il mondo nella più immane delle tragedie. Era uno straordinario racconto, un autentico
nito in cui la nuova Germania avrebbe potuto rappresentarsi.  Occorreva certo  un'audacia
politica eccezionale, superare antiche paure, resistenze durissime del'opinione pubblica.
Forse in alcuni leader, forse persino nella Merkel per brevi istanti, l'idea della grande oc-
casione è venuta. Ma i fatti l'hanno puntualmente smentita. Ed è stata Grecia, sono state le
tragedie dell'immigrazione.  Sul pilastro della stabilità la Germania ha legato l'Europa e ha
legato se stessa, l'affermazione possibile, cioè, di una sua autentica auctoritas europea e in-
ternazionale. -   Il momento in cui poteva ancora avere un significato pratico pensare a una
destinazion  europea "in grande stile", scomodando magari  - con la germania federatore -
i Lessing, gli Herder, i Goethe, è tramontato per sempre.  Dobbiamo sapere entrare respon-
sabilmente nel tempo delle "serene rinunce". (Cioè) Un'Europa potenza politico-culturale,
un'Europa che sa trasformare in norme vincolanti, in positivo diritto al proprio interno gli
appelli ai "diritti umani", alla "difesa dell'ambiente", un'Europa che mostra come si possano
vincere ingiustizie e disuguaglianze intollerabili, lasciamo che viva in noi come "idea rego-
lativa".  Anche di dover-essere vive il povero mortale. Ma tanto più fermamente, allora, esi-
giamo atti e decisioni per superare i blocchi che le procedure comunitarie comportano, per
sostenere con tutti i mezzi necessari chi da questa crisi è stato più duramente colpito, perchè
non si dilapidi anche quel patrimonio di solidarietà che è contenuto nelle vecchie politiche  
di Welfare.  Difendiamo la nostra unità economica, eliminiamo quelle incredibili disparità
in campo fiscale e sociale che la rendono debole.  LA CRISI DEL COVID pare che almeno 
questa esigenza l'abbia fatta intendere e che sulla sua prospettiva si stia bene o male proce-
dendo. Su tutto il resto credo onesta una sola parola: rinunciamoci. Di ciò che è impossibile
fare, meglio tacere.   

Lucianone

giovedì 9 marzo 2023

Commento - Gli immigrati come ricchezza

 9 marzo '23 - giovedì                               9th March / Thursday                             visione post - 2

(da la Repubblica - 3 marzo '23 /  di Linda Laura Sabbadini)

Gli immigrati come ricchezza
 - calo demografico e cambiamento del Paese -
Le migrazioni sono sempre esistite. Si sono accresciute di intensità  per il moltiplicarsi dei fattori
che le determinano. Pongono un problema in primis umanitario e di diritti, ma, se gestite con uma-
nità e intelligenza politica, possono essere di grande aiuto all'econimia del Paese. -   Le previsioni
istat pubblicate a settembre parlano chiaro. Nel 2050, nell'ipotesi mediana, la popolazione del no-
stro Paese scenderà di 5 milioni di persone.  E questo nell'ipotesi  di un saldo migratorio netto di
130 mila persone l'anno. Ma non emerge solo un problema numerico complessivo. 
Tra 30 anni avremo una popolazione di 65 anni e più al 35%, ora è a poco meno di un quarto.  E
soprattutto mentre al 1 gennaio 2021 il rapporto tra individui in età lavorativa (15-64 anni) e non
(o-14 e 65 anni e più) era tre a due, nel 2050 sarà uno a uno. Questo perchè nel frattempo, oltre a
diminuire la popolazione, cambierà la sua composizione per età. Cresceranno le persone anziane 
e anche i grandi anziani. Diminueranno le persone in età lavorativa da 15 a 64 anni di 9 milioni
di unità! -  E' evidente che ci si porrà un problema di come riusciremo a pagare le pensioni di chi 
ha lavorato una vita e ne ha diritto. Perchè queste dovranno essere pagate da chi lavorerà. Voi di-
rete, possiamo puntare sulla crescita  della fecondità  che è  permanentemente bassa. Magari cer-
cando di far sì che chi vuole avere figli possa averli e siano eliminati tutti gli ostacoli economici, 
di carico di lavoro familiare sulle spalle delle donne, siano sviluppati i servizi di cura. sì, si può
fare ed è assolutamente giusto farlo, ma non risolve il problema, se non nei tempi lunghi. La si-
tuazione demografica è peggiorata troppo.  La permanente bassa fecondità che ha caratterizzato
l'Italiav ha portato a una forte riduzione del numero elle donne in età riproduttiva, quindi, anche
se ci fosse una ripresa delle nascite, ci vorranno decenni perchè questa si traduca in crescita nu-
merica delle persone in età lavorativa.  Il nato all'anno zero diventerà venticinquenne a distanaza
di 25 anni. -
Vi siete chiesti perchè la Germania ha accolto un milione di siriani e ha avviato il processo di
integrazione nel Paese, mentre altri ergevano muri?  Perchè ha un problema analogo al nostro.
E ha agito tenendone conto. Stiamp parlando della più grande economia in Europa. Che adesso
ospita 1 milione di ucraini.. -   Allora, se l'incremento delle nascite ha effetti nel lungo periodo,  
l'arrivo di migranti ben gestito, anno dopo anno, con politiche di integrazione adeguate, nel ri-
spetto delle regole, in modo sostenibile socialmente, si può trasformare in elemento prezioso
per migliorare la situazione economica del Paese. E supportarci nell'incremento della popola-
zione in età lavorativa. Ma percjhè è così difficle immaginarci una Italia, Paese multietnico, 
dai mille colori, che riesce a fare della diversità una bellezza?   Ma la comunità italiana che 
era emigrata in Canada o in Argentina o negli Usa, non ha forse arricchito quei Paesi? E per-
chè non dovrebbero farlo un siriano, un afgano o una nigeriana e un'ucraina nel nostro Paese?
Di che abbiamo paura? Della perdita della nostra purezza?  L'Italia, con la sua lingua e i suoi
dialetti, i suoi usi e costumi, la sua cucina e la sua creatività, la sua libertà e democrazia, vivrà
nei secoli, anche se gli italiani avranno una pelle un pò più scura.   Può questa paura portare a 
indifferenz,,cinismo, o azione barbara di lasciare affogare nel mare senza soccorso?  No, non
è accettabile. Allora prepariamoci a progettare soluzioni realistiche ad un problema assai com-
plesso.    Abbiamo bisogno di più Europa e più Italia, che agiscano in nome dei loro valori di
civiltà nel mondo, ma anche di interesse per il loro futuro.  (L'intervento dell'autrice è a carattere personale)

Lucianone

L'Opinione del Giovedì - Immigrazione e storie personali

 9 marzo '23 - giovedì

venerdì 3 marzo 2023

SPORT / calcio - Serie A - 24^ e 25^ giornata / Classifica e video / commenti

Venerdì 3 marzo '23                                        3rd March / Friday                        visione post - 6

 Risultati della 24^ giornata

Empoli   0   Lecce       0
Napoli   2    Sassuolo   1
Bologna   1   Salernitana  3
Inter         0   Monza         0
Udinese   2
Spezia     2
Milan      2 
Atalanta   0
H. Verona   0
Fiorentina   3
Lecce          1
Sampdoria   0
Cremonese   2
Roma           1
Juventus  4
Torino     2

Risultati della 25^ giornata
Napoli   0   Monza  2
Lazio     1   Empoli  1
Atalanta   0
Udinese   0
Fiorentina   2
Milan          1
Spezia        0
H. Verona   0
Sampdoria   0
Salernitana   0
Inter     2   Roma      1
Lecce   0   Juventus  0
Sassuolo       3
Cremonese   2
Torino      1
Bologna   0 

Classifica
Napoli   65  /   Inter   50  /   Lazio   48  /   Roma, Milan   47  /   Atalanta   42   / Juventus,
Bologna   35,  /   Torino   34  /   Udinese, Monza   32  /   Fiorentina   32  /   Sassuolo  /   Empoli  28
Lecce   27  /   Salernitana   25  /   Spezia   21  /   H. Verona   18  /   Cremonese, Sampdoria   12




Continua...
to be continued...


martedì 28 febbraio 2023

Il diario del martedì - dal 21 al 28 febbraio

 28 febbraio '23 - martedì                               28th February / Tuesday                    visione post - 12

Commento di 
Luciano Finesso

Domenica, 26 febbraio
Forse una prima rinascita, ma per la riscossa vera e propria del Pd ci vorrà ancora parecchio
tempo. E' chiaro, anzi chiarissimo.   Per riconquistare veramente le periferie, quegli elettori 
disillusi e non solo sconsolati, la nuova segretaria Elly Schlein dovrà lavorare duro. Ma intanto
è già molto che il partito sia rimasto quasi tutto compatto, che non ci sia stata nessuna scissione
con Bonacini, che del resto lo aveva promesso, non avrebbe toccato l'unità del parttito. Ma, la
storia politica dei partitti è piena di ma, per cui già si deve stare contenti, soprattutto gli elettori
che hanno votato la Schlein, che una certa compattezza di partito sia rimasta. Ma adesso c'è da
continuare la ricostruzione  di un Pd un bel pò spezzato in due tra i vertici e la base. Ma guai a
questo punto tradire quella base degli elettori che lo vogliono far rinacsere sotto la guida di una
donna. E del resto la destra ha fatto lo stesso con Giorgia Meloni. O no? E' la riscossa delle don-
ne in campo politico, e la sinistra non poteva essere da meno.  Ma la domanda è soprattutto se
Elly Schlein  riuscirà a evitare la frattura del Pd in due tronconi o in altre correnti e che quella
parte che ha sostenuto Bonaccini nei circoli  non si divida a sua volta per aderire ad altre sirene
come quelle centriste di Renzi  e Calenda che non aspetterebbero altro. E' in questi frangenti
che si può tastare la fragilità del Pd o una ricompattezza  che lo faccia riemergere come forza
trainante della sinistra dando un'occhio privilegiato a Conte e quel che è rimasto dei 5 Stelle.
(domenica, 26 febbraio, Elly Schlein del Pd  ha vinto le primarie sull'altro candidato Bonaccini,
presidente Pd dell'Emilia Romagna / un fatto storico: prima donna segretaria del Pd) -


Putin congela il patto nucleare e accusa la Nato. Discorso del leader russo alla vigilia del
24 febbraio: sospeso il New Start.  "Occidente colpevole del conflitto". E sussidi per
mantenere il consenso.   C’è una sola certezza: l’offensiva contro Kiev andrà avanti. Nel suo atteso discorso sullo stato della nazione, Vladimir Putin promette di realizzarne gli obiettivi
 «passo dopo passo, con attenzione e metodo». Come? Non si sa. A distanza di un anno dall’assurda campagna militare in cui ha trascinato la Russia, e il mondo intero, il leader del Cremlino non presenta nessuna nuova strategia. Né per vincere, né per uscirne. Se ce l’ha, 
non la dice. Non scopre le carte. Viene il sospetto che un anno fa avesse annullato
 l’appuntamento perché non aveva nulla di nuovo da dire.
(21 -  22 febbraio )

Mosca in soccorso di  Berlusconi.  "Da Zelensky  rabbia impotente"
La portavoce del ministro degli Esteri condanna le frasi contro il Cavaliere dal “bunker” di Kiev: “Come i fascisti” E l’ambasciatore russo a Roma accusa l’Italia di “ingratitudine” verso Putin e di farsi “parte in causa del conflitto".
(22 febbraio)

Con amici simili chi ha bisogno di nemici? L’ex presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi può contare sulla Russia. A ribattere al presidente ucraino Volodymyr Zelensky ieri ci ha pensato Maria Zakharova, la portavoce del ministro degli Esteri moscovita. «In un altro impeto di rabbia impotente, il bunker ha attaccato Berlusconi, che ha ricordato al regime di Kiev il Donbass», ha esordito ieri la (poco) diplomatica russa sul suo canale Telegram riferendosi con “bunker” al rifugio dove il leader ucraino è stato costretto a trasferire il suo quartier generale quando la Russia, un anno fa, ha iniziato a bombardare Kiev.
Tajani in missione all'Onu: "Potete fidarvi di noi".  Obiettivo di Tajani  è convincere gli americani  che 
il governo italiano non è ondivago  nonostante le parole pro-Putin  di Berlusconi.
(23  febbraio )

La violenza squadrista davanti al Liceo di Firenze -
Sale la tensione a Firenze.  Blocco studentesco (di destra): "non ci fermerete". E i ragazzi
di destra provocano / Un falò con le parole della dirigente (preside) su come nacque lo
squadrismo. Accade tutto in poche ore. Nella notte c’è un blitz di Blocco Studentesco, il movimento di estrema destra legato a Casa-Pound: appendono uno striscione al liceo fiorentino Leonardo da Vinci e danno fuoco alla circolare della preside della scuola, Annalisa Savino, che aveva invitato ad essere «consapevoli» davanti al pericolo di rinascita del fascismo. Più tardi piombano sul liceo le dichiarazioni del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara che minaccia provvedimenti contro la dirigente scolastica se il suo «atteggiamento dovesse persistere». La scuola entra così in subbuglio. I professori fanno scudo alla loro dirigente, si dicono pronti a «chiedere tutti il trasferimento se il ministro la sposta», come sintetizza Silvia Bianchi, docente di inglese. Savino si chiude all’interno dell’istituto e non vuole più parlare. Poi arriva anche la polizia, per capire che cosa sia successo. 
(23 - 24 febbraio)

Il caso  -  Scontri al liceo e rinvio sui balneari: i due schiaffi di Mattarella alla destra.
Il presidente sull'agressione squadrista a Firenze: basta violenza come quella che  abbiamo
visto davanti a una scuola,   Poi firma il Milleproroghe, ma richiama l'esecutivo sulle
concessioni demaniali: "Indispensabile intervenire a breve".  Per il Quirinale quei fatti hanno un nome: «Violenza». Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dà una definizione precisa di quanto accaduto a Firenze: l’aggressione del gruppo di Azione giovani agli studenti del liceo Michelangiolo. Una aggressione sminuita dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e mai commentata dai leader di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. «È stata violenza», per il Quirinale. Un messaggio, quello del capo dello Stato, che arriva in una giornata nella quale invia un altro messaggio importante al governo e alla coalizione di maggioranza in Parlamento: una lettera alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai presidenti delle Camere con la quale critica in maniera chiara l’eccessivo uso della decretazione d’urgenza da parte del governo e boccia le norme nel decreto legge Milleproroghe, appena convertito dalle Camere, che introducono l’ennesima proroga delle concessioni dei balneari.
(24 - 25  febbraio)
 
L'omaggio silenzioso del capo dello Stato Sergio Mattarella alle 67 bare custodite al-
l'interno del Palasport di Crotone dopo il naufragio di domenica notte.
La preghiera solitaria di Mattarella davanti alle bare, nel Palasport di Crotone dove sono
allineati i feretri dei migranti.  E la gente chiede: "Verità e giustizia" -
 - ('la Repubblica', 3 marzo 2023) -

  - 27  febbraio -
Strage di migranti / la tragedia
La barca spezzata in due, poi le urla nella notte. Strage di migranti a Cutro, Calabria, a
cento metri dalla riva.  Il caicco turco sbattuto sulla secca  dal mare in tempesta a venti
chilometri da Crotone. Tra le 59 vittime 33 donne e 13 bambini, una ventina i dispersi.28 febbraio

 - 28 febbraio  -

Il  naufragio dei migranti a Cutro - 
Sos a vuoto e la barca lasciata alla deriva. Sotto accusa i soccorsi
-L’avvistamento, le motovedette che rientrano e le telefonate: 24 ore di misteri prima della strage Il procuratore di Crotone: “Pochi uomini e mezzi, ricostruiremo anche la catena delle ricerche”
Poco meno di 24 ore nella disperata attesa di soccorsi mai arrivati, l’avvistamento da parte di un aereo di Frontex, almeno quattro telefonate partite dal barcone nel mare in tempesta nelle ore precedenti lo schianto a cento metri dalla spiaggia di Cutro. E la domanda: come è possibile che nessuno sia riuscito ad individuare e raggiungere quel barcone stracarico di migranti?


Lucianone

lunedì 27 febbraio 2023

POLITICA / Italia - La vittoria di Elly Schlein nelle primarie del Pd

 27 / 28 febbraio '23 - lunedì /martedì                          27th / 28th February             visione post - 5

Sorpresa Pd alle primarie - vince Schlein 

Un milione di votanti. La leader: ora si cambia, faremo
vera opposizione
"Un'onda travolgente di speranza, rabbia, orgoglio,, cui nessuno credeva.
Il popolo democratico sceglie di farsi guidare verso il futuro da una giovane
donna. Inizia una nuova storia".  (Dario Franceschini)

Le sorprese della sinistra  (di Maurizio Molinari)
L'elezone di Elly Schlein alla guida del partito democratico racchiude tre novità
destinate ad avere conseguebze nella politica italiana: il duello tutto al femminile
per la premiership nazionale: il ritorno alle urne di un numero importante di asten-
sionisti; una piattaforma su lavoro, clima e diseguagianze  per  rilanciare  il fronte
dei progressisti sul terreno della giustizia economica in sintonia con quanto sta av-
venendo nelle maggiori democrazie industriali.
Anzitutto, a cinque mesi dall'insediamento a Palazzo Chigi di Giorgia Meloni, capo
politico di Fratelli d'Italia, partito di maggioranza nel governo di destra, anche nel
più grande partito della sinistra cade il tabù della donna leader.
Ciò significa che il nostro Paese si unisce - seppur con grave ritardo - a quelle de-
mocrazie dove le differenze di genere non frenano più la partecipazione  alla vita
pubblica. La conseguenza è che, a destra come a sinistra, avremo più risorse 
umane e diversità nella competizione per la guida del Paese. Ed è una indubbia
svolta positiva nella storia repubblicana  perchè avere più donne leader in politica
significa emanciparsi da un'idea medioevale della responsabilità di governo.

Lucianone

venerdì 24 febbraio 2023

Ultime notizie - dall'Italia e dal Mondo / Latest news

24 febbraio '23 - venerdì                               24th February / Friday                   visione post - 4

Roma -

La morte di Maurizio Costanzo

Tanti ricordi, stima e affetto. Sono centinaia le personalità del mondo della politica, del giornalismo, dell'arte e della cultura che hanno voluto esprimere la propria stima nei confronti di Maurizio Costanzo, il grande giornalista scomparso a Roma all'età di 84 anni. Tra i primi a pubblicare un messaggio sui social è stato proprio il premier Giorgia Meloni: «Ci lascia Maurizio Costanzo: icona del giornalismo e della tv, che ha saputo raccontare anni difficili con coraggio e professionalità. Grazie per aver portato nelle case degli italiani cultura, simpatia e gentilezza. Un pensiero a sua moglie Maria e ai suoi cari. Buon viaggio». Un pensiero anche da parte dei presidenti di Camera e Senato. «Con Maurizio Costanzo se ne va un professionista serio e preparato, un volto storico del giornalismo e della tv, un conduttore radiofonico, uno sceneggiatore, uno scopritore di talenti e tanto altro ancora - ha detto Ignazio La Russa - Per decenni il suo salotto ha raccontato i mille volti e le tante sfaccettature della nostra Nazione tenendo compagnia agli italiani in moltissime serate. Alla sua famiglia giungano le mie sincere condoglianze».

Commozione anche da parte della sinistra. Tra i primi a ricordarlo Goffredo Bettini: «Mi disse: "Goffredo, se in qualsiasi circostanza e a prescindere dalla trama e dal significato del testo che si sta recitando, un personaggio entra in scena camminando faticosamente perché ricurvo sotto il peso di una grande scatola, scatta immediatamente un applauso. Insomma: far vedere la fatica, la sofferenza, la difficoltà e chiedere, implicitamente, l’aiuto di chi ti guarda, è sempre il modo migliore per suscitare empatia e approvazione». Poi aggiunse: «Questo vale tantissimo anche in politica. E Francesco deve saper suonare anche questi tastì». «Tenni conto di queste considerazioni così acute, seppure semplici. 

Esteri -  Attacco hacker contro la Nato

Attacco hacker a diversi siti web della Nato. L'offensiva è stata lanciata domenica 12 febbraio come confermato da una portavoce dell'Alleanza all'agenzia di stampa tedesca Dpa. In precedenza sui social era circolata la notizia di un cyber-attacco da parte di attivisti filorussi al sito web del Quartier Generale delle Operazioni Speciali del Patto atlantico (NSHQ), che risultava temporaneamente inaccessibile. Chi c'è dietro? A quanto riporta Repubblica l'attacco sarebbe opera del gruppo  hacker filorusso Killnet che avrebbe annunciato in uno dei suoi canali Telegram un'imminente offensiva Ddos (Distributed denial of service) alla Nato, che rende di fatto inaccessibili i siti.

Killnet in in passato aveva messo nel mirino anche l'Italia: nel maggio 2022 ha rivendicato l'attacco lanciato a diversi siti del governo, tra cui quello del Senato e della Difesa, e dall'inizio della guerra in Ucraina ha rivendicato attacchi ai siti governativi romeni e polacchi, al sito dell'Europarlamento, ad alcuni siti di aziende americane e alla rete degli ospedali britannici.

Lucianone