20 marzo '19 - mercoledì 20th March / Wednesday visione post - 6
ITALIA - Mare Jonio
La commozione del comandante durante l'interrogatorio: "Mio cugino morto
nel mare di Lampedusa"
Dieci ore di interrogatorio per Pietro Marrone, indagato per favoreggioamento
dell'immigrazione clandestina dopo aver disobbedito all'alt della Gdf con 49
migranti a bordo: "In mare chi ha bisogno va aiutato".
ROMA - Famiglia
Il primo ministro Conte sul Congresso di Verona: "Via il patrocinio di Palazzo Chigi.
Non danneggiare le unioni civili"
Il premier prende le distanze in modo ancora più netto dall'iniziativa appoggiata dalla
Lega e sponsorizzata dal ministro Fontana. Che replica: "Resta il patrocinio del mio
ministero". Il presidente del Consiglio: "Il rispetto della persona è indipendente dal-
l'orientamento sessuale".
Il premier Giuseppe Conte riapre ufficialmente il caso del Congresso di Verona (in programma dal 29 al 31 marzo) che ha già provocato più di un dissapore tra Lega e Cinquestelle. E lo fa da Bruxelles - dove è arrivato per il Consiglio europeo - con un post su Facebook. "Il patrocinio" sul World Congress of Families - scrive - "è stato concesso dal ministro Lorenzo Fontana, di sua iniziativa, nell'ambito delle sue proprie prerogative, senza il mio personale coinvolgimento né quello collegiale del Governo. All'esito di un'approfondita istruttoria e dopo un'attenta valutazione dei molteplici profili coinvolti, ho comunicato al ministro Fontana la opportunità che il riferimento alla Presidenza del Consiglio sia eliminato e gli ho rappresentato le ragioni di questa scelta".
Bruxelles - migranti
La missione Sophia verso il pensionamento / Lunedì il verdetto Ue
Non solo soccorso in mare ma anche pattugliamento e contrasto al
contrabbando di petrolio. Roma perderà il suo quartier generale dopo
il muro contro muro del governo italiano.
Adesso l’Italia gialloverde rischia davvero di perdere l’operazione Sophia, la missione navale europea che da quattro anni pattuglia il Mediterraneo sotto comando di Roma. Il mandato scade tra pochi giorni, a fine mese, e lunedì a Bruxelles si terrà l’ultima, decisiva, riunione degli ambasciatori dei Ventotto. Ma le posizioni non si avvicinano: il governo Conte chiede di cambiare le regole della spedizione, con sbarchi dei migranti salvati in mare in tutti i porti Ue o quanto meno con una loro ripartizione integrale tra partner. Alcuni dei quali sarebbero pronti a prendere solo i richiedenti asilo, come previsto dalle attuali norme Ue la cui riforma resta al palo per l’opposizione dei governi del gruppo di Visegrad, ovvero gli alleati di Salvini guidati dall’ungherese Orban. Ma Roma resta ferma nella sua richiesta. E così il Servizio esterno europeo guidato da Federica Mogherini tra tre giorni non potrà fare altro che proporre la chiusura definitiva della missione.
Lucianone
DI TUTTO e di PIU Ambiente / Appuntamenti / Arte / / Cibo-cucina / Commenti / Cultura / Curiosità-comicità / Dossier / Economia-Finanza / Fotografia / Inchiesta / Intervista / Istruzione / Lavoro / Lettere / Libri / Medicina / Motori / Musica / Natura / Opinione del Giovedì / Personaggi / Psicologia / Reportage / Riflessioni-Idee / Salute / Scienze / Società-Politica / Spettacoli (cinema/tv) / Sport / Stampa-giornali / Storie / Tecnologia-Internet / Ultime notizie / Viaggi
mercoledì 20 marzo 2019
sabato 16 marzo 2019
SPORT - calcio / Serie B - 28^ giornata 2018/19
16 marzo '19 - domenica 16th March / Sunday visione post - 5
Risultati e classifica
Perugia 1 Cittadella 4 Cosenza 2 Lecce 1 Spezia 0 Ascoli 1
H. Verona 2 Pescara 1 Brescia 3 Foggia 0 Padova 2 Livorbo 1
Cremonese 1 Salernitana 0 Venezia 1
Benevento 0 Crotone 2 Palermo 1
Brescia 50 / Palermo 46 / H. Verona 45 / Pescara, Lecce 44 / Benevento 43 /
Perugia 38 / Cittadella 39 / Spezia 37 / Salernitana 34 / Cosenza 33 / Ascoli 31 /
Cremonese 30 / Livorno, Venezia 27 / Foggia, Crotone 26 / Padova 23
Continua... to be continued...
Risultati e classifica
Perugia 1 Cittadella 4 Cosenza 2 Lecce 1 Spezia 0 Ascoli 1
H. Verona 2 Pescara 1 Brescia 3 Foggia 0 Padova 2 Livorbo 1
Cremonese 1 Salernitana 0 Venezia 1
Benevento 0 Crotone 2 Palermo 1
Brescia 50 / Palermo 46 / H. Verona 45 / Pescara, Lecce 44 / Benevento 43 /
Perugia 38 / Cittadella 39 / Spezia 37 / Salernitana 34 / Cosenza 33 / Ascoli 31 /
Cremonese 30 / Livorno, Venezia 27 / Foggia, Crotone 26 / Padova 23
Continua... to be continued...
giovedì 14 marzo 2019
Libri - "Le ragazze di via Rivoluzione" di Viviana Mazza
14 marzo '19 - giovedì 14th March / Thursday visione post - 5
(da Corriere della Sera - 7 marzo '19 )
Un estratto da "Le ragazze di via Rivoluzione" (Solferino), che racconta storie di donne in
Medio Oriente: dall'amore tra Rima e Nael, lei crfistiana e lui musulmano, nella Damasco
divisa dalla guerra, al gesto indimenticabile di Vida che in via Enghelab, via della Rivolu-
zione, a <teheran, si toglie il velo bianco e lo sventola come una bandiera.
(da "Le ragazze di via Rivoluzione) -
Fu strano arrivare in una città in guerra dove, a un primo sguardo, la guerra non si vedeva.
L'autostrada era trafficata e così anche il centro di Damasco. I mercati erano aperti. Il mio
hotel era pieno - anche se presto scoprii che molti ospiti erano famiglie borghesi scappate
da altre zone della Siria. Al contrario, nei sobborghi, giungle di cemento cresciute per ospi-
tare la gente arrivata dalle campagne, la guerra si vedeva e si sentiva: erano circondati dal-
le forze governative, e le zone più attive contro il regime erano bombardate dall'artiglieria.
A differenza di Homs, Damasco non si era divisa solo lungo linee confessionali - sunniti
contro Assad, alauiti e cristiani con lui. Qui, come ad Aleppo, era anche una questione di
classe sociale. I ricchi, anche se sunniti, stavano con il governo perchè non volevano ve-
der turbata la stabilità politica ed economica, mentre i più poveri si erano ribellati.
Una sera fui invitata a una cena a casa di un intellettuale nel quartiere residenziale di Bar-
zeh, nel nord-est della capitale: era spaccato in pro-Assad e anti-Assad, a volte anche nel-
lo stesso edificio. La maggior parte degli invitati erano studenti, scrittori e artisti che non
facevano mistero di detestare il regime. Una ragazza, Rasha, mi disse scherzando: "Ho
avuto molti amanti, ma non si riesce più a trovare un fidanzato decente, sono tutti in pri-
gione". Uno studente di teatro mi raccontò di essere stato chiamato per la leva obbliga-
toria: avrebbe potuto disertare e unirsi all'Esercito siriano libero, ma aveva paura di la-
sciare la sua casa, la sua città,, tutto... e poi non era meglio che ci fosse gente come lui
nell'esercito regolare - si chiedeva - piuttosto che soltanto i fedelissimi del presidente?
Dopo cena restai a dormire in quell'appartamento: se infatti i mukhabarat, gli uomini
dell'intelligence avessero fermato quei ragazzi con me a bordo sarebbero probabilmen-
te stati guai. In piena notte controllavano i documenti dei passeggeri agli angoli delle
strade: gli agenti erano giovani, con i jeans scoloriti, le felpe con cappuccio e i kala-
shnikov - Fu al caffè Pages , in centro, che incontrai Rima per la prima volta. Molti
giovani pro-rivoluzione si riunivano lì. C'erano cristiani, drusi, sunniti, sciiti, gente
di Homs, dei villaggi. Sul tardi si spostavano a casa di qualcuno o in un altro locale
"fidato" a bere arak e cantare vecchie canzoni fino alle quattro del mattino. Rima, una
ragazza pallida dai capelli corvini a caschetto, trasportava due grossi vassoi pieni di
yabrag, gli involtini di foglie di vite. Li avevano cucinati donne di Homs che si erano
rifugiate a Damasco per sfuggire alla guerra civile: madri, mogli, sorelle, che avevano
perso gli uomini della famiglia ed erano rimaste senza un soldo. E lei cercava di ven-
dere gli involtini per aiutarle. Rima, cristiana, aveva ventinove anni e studiava giorna-
lismo. Anche se la maggioranza della comunità cristiana appoggiava Assad, lei si era
subito schierata con i manifestanti. "Nei primi due mesi della rivoluzione avevo tan-
tissima paura" mi raccontò. "Ma quando sono andata alla prima protesta, nel giugno
2011, la paura si è come infranta in mille pezzi e e ho capito che non sarei più torna-
ta indietro. Qualcosa nel mio sangue nmi diceva che dovevo partecipare, che dovevo
lottare contro le ingiustizie nel mio Paese. Era davvero incredibile che la gente scen-
desse in piazza qui, in Siria, "il regno del silenzio" come lo chiamava un vecchio dis-
sidente. Non che la paura sia sparita: è con me, ogni giorno e ogni notte. Ogni volta
che qualcuno bussa alla porta, penso che le forze dell'ordine siano venute a prender-
mi. Ma non posso fermarmi".
IL LIBRO
Continua...
to be continued...
(da Corriere della Sera - 7 marzo '19 )
Un estratto da "Le ragazze di via Rivoluzione" (Solferino), che racconta storie di donne in
Medio Oriente: dall'amore tra Rima e Nael, lei crfistiana e lui musulmano, nella Damasco
divisa dalla guerra, al gesto indimenticabile di Vida che in via Enghelab, via della Rivolu-
zione, a <teheran, si toglie il velo bianco e lo sventola come una bandiera.
(da "Le ragazze di via Rivoluzione) -
Fu strano arrivare in una città in guerra dove, a un primo sguardo, la guerra non si vedeva.
L'autostrada era trafficata e così anche il centro di Damasco. I mercati erano aperti. Il mio
hotel era pieno - anche se presto scoprii che molti ospiti erano famiglie borghesi scappate
da altre zone della Siria. Al contrario, nei sobborghi, giungle di cemento cresciute per ospi-
tare la gente arrivata dalle campagne, la guerra si vedeva e si sentiva: erano circondati dal-
le forze governative, e le zone più attive contro il regime erano bombardate dall'artiglieria.
A differenza di Homs, Damasco non si era divisa solo lungo linee confessionali - sunniti
contro Assad, alauiti e cristiani con lui. Qui, come ad Aleppo, era anche una questione di
classe sociale. I ricchi, anche se sunniti, stavano con il governo perchè non volevano ve-
der turbata la stabilità politica ed economica, mentre i più poveri si erano ribellati.
Una sera fui invitata a una cena a casa di un intellettuale nel quartiere residenziale di Bar-
zeh, nel nord-est della capitale: era spaccato in pro-Assad e anti-Assad, a volte anche nel-
lo stesso edificio. La maggior parte degli invitati erano studenti, scrittori e artisti che non
facevano mistero di detestare il regime. Una ragazza, Rasha, mi disse scherzando: "Ho
avuto molti amanti, ma non si riesce più a trovare un fidanzato decente, sono tutti in pri-
gione". Uno studente di teatro mi raccontò di essere stato chiamato per la leva obbliga-
toria: avrebbe potuto disertare e unirsi all'Esercito siriano libero, ma aveva paura di la-
sciare la sua casa, la sua città,, tutto... e poi non era meglio che ci fosse gente come lui
nell'esercito regolare - si chiedeva - piuttosto che soltanto i fedelissimi del presidente?
Dopo cena restai a dormire in quell'appartamento: se infatti i mukhabarat, gli uomini
dell'intelligence avessero fermato quei ragazzi con me a bordo sarebbero probabilmen-
te stati guai. In piena notte controllavano i documenti dei passeggeri agli angoli delle
strade: gli agenti erano giovani, con i jeans scoloriti, le felpe con cappuccio e i kala-
shnikov - Fu al caffè Pages , in centro, che incontrai Rima per la prima volta. Molti
giovani pro-rivoluzione si riunivano lì. C'erano cristiani, drusi, sunniti, sciiti, gente
di Homs, dei villaggi. Sul tardi si spostavano a casa di qualcuno o in un altro locale
"fidato" a bere arak e cantare vecchie canzoni fino alle quattro del mattino. Rima, una
ragazza pallida dai capelli corvini a caschetto, trasportava due grossi vassoi pieni di
yabrag, gli involtini di foglie di vite. Li avevano cucinati donne di Homs che si erano
rifugiate a Damasco per sfuggire alla guerra civile: madri, mogli, sorelle, che avevano
perso gli uomini della famiglia ed erano rimaste senza un soldo. E lei cercava di ven-
dere gli involtini per aiutarle. Rima, cristiana, aveva ventinove anni e studiava giorna-
lismo. Anche se la maggioranza della comunità cristiana appoggiava Assad, lei si era
subito schierata con i manifestanti. "Nei primi due mesi della rivoluzione avevo tan-
tissima paura" mi raccontò. "Ma quando sono andata alla prima protesta, nel giugno
2011, la paura si è come infranta in mille pezzi e e ho capito che non sarei più torna-
ta indietro. Qualcosa nel mio sangue nmi diceva che dovevo partecipare, che dovevo
lottare contro le ingiustizie nel mio Paese. Era davvero incredibile che la gente scen-
desse in piazza qui, in Siria, "il regno del silenzio" come lo chiamava un vecchio dis-
sidente. Non che la paura sia sparita: è con me, ogni giorno e ogni notte. Ogni volta
che qualcuno bussa alla porta, penso che le forze dell'ordine siano venute a prender-
mi. Ma non posso fermarmi".
IL LIBRO
Continua...
to be continued...
mercoledì 13 marzo 2019
> Ultime notizie - dall'Italia e dal Mondo / Latest news
13 marzp '19 - mercoledì 13th March / Wednesday visione post - 10
LONDRA - Brexit
Approvato emendamento che esclude il "no deal" / Ma è caos
Il testo apptopo rovato con 312 voti contro 308. La premier May: "Questo non esclude che
bisogna trovare un accordo". E presenta una mozione per far slittare la scadenza del
29 marzo..
ROMA
Stop al Boeing 737 Max anche negli Stati Uniti / L'annuncio di Trump
Al lungo elenco dei Paesi che hanno bloccato l'aereo si sono aggiunti India, Nuova Zelanda,
Dubai e altre nazioni. E qualche compagnia inizia a guardare ai modelli Airbus o altri della
casa americana. A rischio i conti del colosso americano: questo velivolo rappresenta l'80%
delle richieste totali. Norwegian chiede i danni.
Anche gli Stati Uniti fermano i voli del Boeing 737 Max 8 e 9. La decisione, "con effetto immediato", è stata annunciata personalmente dal presidente Donald Trump. "La
sicurezza del popolo americano, di tutte le persone, è la nostra preoccupazione principale", ha rimarcato il capo della Casa Bianca.
Il colosso aeronautico di Seattle, preceduto proprio da un tweet di Trump, ha ribadito la sua piena fiducia nel modello, ma ha annunciato di aver raccomandato, "per abbondanza di precauzione e per rassicurare il pubblico, alla Federal Aviation Administration (FAA), la temporanea sospensione dell'intera flotta di 371 velivoli 737 Max".
Lucianone
sabato 9 marzo 2019
SPORT - calcio - Serie B / 27^ giornata
9 marzo '19 - sabato 9th March / Saturday visione post - 12
Risultati e classifica
Foggia 1 Brescia 0 Carpi 1 Padova 0 Palermo 2 Perugia 3
Cosenza o Cittadella 1 Ascoli 1 Crotone 0 Lecce 1 Salernitana 1
Pescara 2 H. Verona 1 Livorno 2
Spezia 0 Venezia 0 Benevento 0
BRESCIA 47 / Palermo 46 / Pescara 44 / Benevento 43 / H. Verona 42 / Lecce 41 /
Perugia 38 / Spezia 37 / Cittadella 36 / Salernitana 34 / Cosenza 32 / Ascoli 30 /
Cremonese 27 / Livorno, Venezia, Foggia 26 / Crotone 23 / Carpi 22 / Padova 20
Continua...
to be continued...
Risultati e classifica
Foggia 1 Brescia 0 Carpi 1 Padova 0 Palermo 2 Perugia 3
Cosenza o Cittadella 1 Ascoli 1 Crotone 0 Lecce 1 Salernitana 1
Pescara 2 H. Verona 1 Livorno 2
Spezia 0 Venezia 0 Benevento 0
BRESCIA 47 / Palermo 46 / Pescara 44 / Benevento 43 / H. Verona 42 / Lecce 41 /
Perugia 38 / Spezia 37 / Cittadella 36 / Salernitana 34 / Cosenza 32 / Ascoli 30 /
Cremonese 27 / Livorno, Venezia, Foggia 26 / Crotone 23 / Carpi 22 / Padova 20
Continua...
to be continued...
venerdì 8 marzo 2019
Nuove riflessioni Del Venerdì - La possibile rinascita della sinistra dopo le primarie del Pd vinte da Zingaretti
8 marzo '19 - venerdì 8th March / Friday visione post - 10
Le primarie del Pd che si sono tenute il 3 marzo, domenica, erano piuttosto importanti
dal momento che dovevao far capire due cose essenziali per la sinistra: se ci fosse an-
cora una partecipazione appena decente o bassa/molto bassa oppure abbastanza inten-
sa da poter eleggere sopra il 50% uno dei tre candidati alla segreteria del partito.
I sondaggi davano già Nicola Zingaretti come possibile vincitore, e ora i sondaggi diffi-
cilmente vengono smentiti dalla votazione reale. Comunque è necessario ripetere che
l'attesa era soprattutto palpitante per la partecipazione del "popolo" della sinistra;
poi era quasi scontato che il vincente era Zingaretti, ex governatore della regione La-
zio.
Continua... to be continued...
Le primarie del Pd che si sono tenute il 3 marzo, domenica, erano piuttosto importanti
dal momento che dovevao far capire due cose essenziali per la sinistra: se ci fosse an-
cora una partecipazione appena decente o bassa/molto bassa oppure abbastanza inten-
sa da poter eleggere sopra il 50% uno dei tre candidati alla segreteria del partito.
I sondaggi davano già Nicola Zingaretti come possibile vincitore, e ora i sondaggi diffi-
cilmente vengono smentiti dalla votazione reale. Comunque è necessario ripetere che
l'attesa era soprattutto palpitante per la partecipazione del "popolo" della sinistra;
poi era quasi scontato che il vincente era Zingaretti, ex governatore della regione La-
zio.
Continua... to be continued...
Musica - Il jazz e la scuola: poco feeling
8 marzo '19 - venerdì 8th March / Friday visione post - 12
(da la Repubblica - 12 gennaio '19 - Corrado Zunino)
Il jazz da un anno e mezzo è fuori dalla scuola italiana: c'era entrato da poco, nel setttembre
2010. Nelle cinque stagioni di vita dentro le aule il genere è riuscito a illudere quattrocento
docenti precari di poter insegnare skat e improvvisazione a studenti che, a loro volta, voleva-
no apprendere al liceo fraseggio e repertorio. I ragazzi sono stati costretti a tornare, dal set-
tembre 2017 ormai, al canto lirico, ai corsi di liuto e eufonio. Il jazz è stato bandito: la buro-
crazia che segue le riforme scolastiche l'ha espulso. Ora 930 docenti di scuola e d'accademia
chiedono di ripensarci. - Il breve rapporto della musica di Louis Armstrong e Milkes Davis
con la scuola italiana prende corpo con la Riforma Gelmini,, che ha consentito al jazz di in-
sediarsi nei licei musicali (nati, questi, nel 2006 con la Moratti). Si spegna, il rapporto, sui
decreti che seguono la Buona scuola quando il ministero guidato da Valeria Fedeli accorpa
le classi di concorso. Con la semplificazione delle discipline gli uffici dimenticano di inseri-
re la "classe jazz" in un codice, ed è la fine. Non esiste un testo che apertamente escluda il
genere, fin lì insegnato, attraverso voci più larghe ("Musica istruzione secondo grado), è la
vecchia dizione). Con l'accorpamento solo gli strumenti della classica trovano il loro codice
(Ab55 per la chitarra, Ac55 per il clarinetto) e una dignità. Nel nuovo decreto non c'è nulla
invece, per gli strumenti jazz. Le segreterie, spiazzate, provano a chiedere lumi ai dirigen-
ti scolastici che si rivolgono agli Uffici regionali. Di fronte a un'assenza amministrativa le
scelte dei presidi sono due, prese a braccio: alcuni licei musicalio fermano le iscrizioni al
primo anno di jazz lasciando che le classi esistenti vadano in scadenza. Altri presidi, la
maggior parte in verità, sciolgono immediatamente tutte le classi dove si insegnava la mu-
sica dell'improvvisazione ottenendo due risultati: l'alunno jazz, se vuole continuare a st
diare musica, deve spostarsi su un corso di classica. Il suo docente, semplicemente, se ne
va a casa. A casa, sì: i professori jazz da due anni sono esclusi dall'insegnamento e pure
dalle graduatorie di istituto da dove provenivano. "Licenziati senza appello", dice il ma-
estro Stefano Luigi Mangia, diploma di sassofono, che dal Salento guida il Coordinamen-
to nazionale per il ripristino del jazz nei Licei musicali, "nessun insegnante della scuola
pubblica è stato trattato in questo modo".
Prima della riforma i corsi allestiti nelle medie superiori - i Licei musicali nel Paese sono
145, dieci paritari - erano in sintonia con quelli del Conservatorio, il percorso di laurea
dei musicisti. Con l'accorpamento delle discipline, e l'abrogazione dello studio a livello
scolastico, gli studenti che aspirano a fare e vivere di jazz oggi non riescono più a supe-
rare gli esami d'ammissione al Conservatorio. "Mancano le basi, crollano sull'improv-
visazione", dice il professor Mangia, "riesce a salvarsi chi può permettersi lezioni pri-
vate". L'accorpamento del dopo Buona scuola ha creato il vuoto, ma il Coordinamen-
to accusa l'attuale governo di sordità: "L'indifferenza alle nostre lettere è glaciale", di-
ce Mangia. Musicisti-prof hanno costruito un documento con 930 firme sotto per chie-
dere: "Riattivate i corsi di strumento jazz". Sottoscrivono il pianista Gianni Lenoci,
allievo di Mal Waldrom, e la cantante Ada Montellanico, formata alla Scuola di mus
ca popolare di Testaccio, a Roma. Sono docenti di conservatorio e, da quel punto os-
servano i guasti della fine del jazz al liceo: "Stiamo perdendo aspiranti musicisti nel-
l'età della formazione, e il ministro di un Paese di straordinaria cultura musicale do-
vrebbe dire una parola".
Lucianone
(da la Repubblica - 12 gennaio '19 - Corrado Zunino)
Il jazz da un anno e mezzo è fuori dalla scuola italiana: c'era entrato da poco, nel setttembre
2010. Nelle cinque stagioni di vita dentro le aule il genere è riuscito a illudere quattrocento
docenti precari di poter insegnare skat e improvvisazione a studenti che, a loro volta, voleva-
no apprendere al liceo fraseggio e repertorio. I ragazzi sono stati costretti a tornare, dal set-
tembre 2017 ormai, al canto lirico, ai corsi di liuto e eufonio. Il jazz è stato bandito: la buro-
crazia che segue le riforme scolastiche l'ha espulso. Ora 930 docenti di scuola e d'accademia
chiedono di ripensarci. - Il breve rapporto della musica di Louis Armstrong e Milkes Davis
con la scuola italiana prende corpo con la Riforma Gelmini,, che ha consentito al jazz di in-
sediarsi nei licei musicali (nati, questi, nel 2006 con la Moratti). Si spegna, il rapporto, sui
decreti che seguono la Buona scuola quando il ministero guidato da Valeria Fedeli accorpa
le classi di concorso. Con la semplificazione delle discipline gli uffici dimenticano di inseri-
re la "classe jazz" in un codice, ed è la fine. Non esiste un testo che apertamente escluda il
genere, fin lì insegnato, attraverso voci più larghe ("Musica istruzione secondo grado), è la
vecchia dizione). Con l'accorpamento solo gli strumenti della classica trovano il loro codice
(Ab55 per la chitarra, Ac55 per il clarinetto) e una dignità. Nel nuovo decreto non c'è nulla
invece, per gli strumenti jazz. Le segreterie, spiazzate, provano a chiedere lumi ai dirigen-
ti scolastici che si rivolgono agli Uffici regionali. Di fronte a un'assenza amministrativa le
scelte dei presidi sono due, prese a braccio: alcuni licei musicalio fermano le iscrizioni al
primo anno di jazz lasciando che le classi esistenti vadano in scadenza. Altri presidi, la
maggior parte in verità, sciolgono immediatamente tutte le classi dove si insegnava la mu-
sica dell'improvvisazione ottenendo due risultati: l'alunno jazz, se vuole continuare a st
diare musica, deve spostarsi su un corso di classica. Il suo docente, semplicemente, se ne
va a casa. A casa, sì: i professori jazz da due anni sono esclusi dall'insegnamento e pure
dalle graduatorie di istituto da dove provenivano. "Licenziati senza appello", dice il ma-
estro Stefano Luigi Mangia, diploma di sassofono, che dal Salento guida il Coordinamen-
to nazionale per il ripristino del jazz nei Licei musicali, "nessun insegnante della scuola
pubblica è stato trattato in questo modo".
Prima della riforma i corsi allestiti nelle medie superiori - i Licei musicali nel Paese sono
145, dieci paritari - erano in sintonia con quelli del Conservatorio, il percorso di laurea
dei musicisti. Con l'accorpamento delle discipline, e l'abrogazione dello studio a livello
scolastico, gli studenti che aspirano a fare e vivere di jazz oggi non riescono più a supe-
rare gli esami d'ammissione al Conservatorio. "Mancano le basi, crollano sull'improv-
visazione", dice il professor Mangia, "riesce a salvarsi chi può permettersi lezioni pri-
vate". L'accorpamento del dopo Buona scuola ha creato il vuoto, ma il Coordinamen-
to accusa l'attuale governo di sordità: "L'indifferenza alle nostre lettere è glaciale", di-
ce Mangia. Musicisti-prof hanno costruito un documento con 930 firme sotto per chie-
dere: "Riattivate i corsi di strumento jazz". Sottoscrivono il pianista Gianni Lenoci,
allievo di Mal Waldrom, e la cantante Ada Montellanico, formata alla Scuola di mus
ca popolare di Testaccio, a Roma. Sono docenti di conservatorio e, da quel punto os-
servano i guasti della fine del jazz al liceo: "Stiamo perdendo aspiranti musicisti nel-
l'età della formazione, e il ministro di un Paese di straordinaria cultura musicale do-
vrebbe dire una parola".
Lucianone
Società - Venezuela: situazione complessa e confusa: l'America di Trump sembra fare il doppio gioco
8 marzo '19 - venerdì 8th March / Friday visione post . 8
martedì 5 marzo 2019
SPORT - calcio / Serie B - 26^ giornata 2018/19
5 marzo '19 - martedì 5th March / Tuesday
Risultati
Benevento 2 Ascoli 2 Cosenza 1 Crotone 3 Lecce 2 Padova 1
Pescara 1 Foggia 2 Carpi 0 Palermo 0 Verona 1 Brescia 1
Salernitana 2 Venezia 2 Spezia 3
Cremonese 0 Perugia 3 Livorno 0
Continua...
to be continued...
Risultati
Benevento 2 Ascoli 2 Cosenza 1 Crotone 3 Lecce 2 Padova 1
Pescara 1 Foggia 2 Carpi 0 Palermo 0 Verona 1 Brescia 1
Salernitana 2 Venezia 2 Spezia 3
Cremonese 0 Perugia 3 Livorno 0
Continua...
to be continued...
Iscriviti a:
Post (Atom)