1 giugno '16 - mercoledì 1st June / Wednesday visione post - 11
Musica / Danza -
XXVII edizione del Ravenna Festival
"Mandela Trilogy" / Mandela musical
Teatro Alighieri - dal 9 al 12 giugno '16
Il Ravenna Festival dedica l'edizione 2016 al Nobel per la pace, simbolo della
lotta contro l'apartheid. E dal Sudafrica ospita la "Trilogy", grande affresco
della sua vita in tre atti.
Cellolandia - dal 12 al 18 giugno
Invasione nella città di Ravenna di violoncelli, guidata
da Giovanni Sollima, con concerti in luoghi e orari diversi
Danza giapponese
Compagnia Sankai Juku "Utsushi"
Palazzo de Andrè - 14 giugno / ore 21
La compagnia tutta maschile diretta
da Ushio Amagatsu presenta Utsushi
Arte
_______________
I Vivarini -
Lo splendore della pittura tra Gotico e Rinascimento
Palazzo Sarcinelli - Conegliano (Venezia)
20 febbraio - 17 luglio 2016
La prima mostra dedicata ai Vivarini, la famiglia di artisti
che alla fine del Quattrocento domina il magico ambiente
della pittura veneziana
Fotografia
_______________
Gianni Berengo Gardin
VERA FOTOGRAFIA - reportage immagini incontri
Palazzo delle Esposizioni - Roma, via Nazionale 194
19 maggio > 20 agosto 2016
Sulla Rotta delle spezie - terre, popoli, conquiste
Museo d'Arte Orientale - Torino, via San Domenico 11
30 maggio > 29 settembre '16
Colori, fascino e storia delle spezie visti
dai fotografi del National Geographic
Lucianone
DI TUTTO e di PIU Ambiente / Appuntamenti / Arte / / Cibo-cucina / Commenti / Cultura / Curiosità-comicità / Dossier / Economia-Finanza / Fotografia / Inchiesta / Intervista / Istruzione / Lavoro / Lettere / Libri / Medicina / Motori / Musica / Natura / Opinione del Giovedì / Personaggi / Psicologia / Reportage / Riflessioni-Idee / Salute / Scienze / Società-Politica / Spettacoli (cinema/tv) / Sport / Stampa-giornali / Storie / Tecnologia-Internet / Ultime notizie / Viaggi
mercoledì 1 giugno 2016
martedì 31 maggio 2016
Sport - Gli eventi sportivi di maggio
31 maggio '16 - martedì 31st May / Tuesday visione post - 27
(a cura
di Luciano Finesso)
99° Giro d'Italia / 6 - 29 maggio
_____________________________________
Vittoria di VINCENZO NIBALI
- Arriva a Torino in maglia rosa, da trionfatore.
- Lo Squalo ha conquistato tutti con il cuore, recuperando nelle ultime
tappe alpine le forze e la volontà che sfortuna (la bici guasta) e la de-
pressione (per la morte del ciclista delle giovanili del suo team) gli
avevano tolto nell'ultima parte del Giro.
- Insomma Nibali è stato capace di ribaltare il Giro e di risorgere come
l'araba fenice sulla cima di Pinerolo e poi su quella di Guillestre. Ha
vinto anche le mille pressioni che gli venivano da ogni parte: se ne è
liberato giusto in tempo per volare incontro al meritato trionfo.
. Merito va dato comunque agli altri grandi ciclisti che si sono dimo-
strati rivali all'altezza: Valverde, Chaves e soprattutto lo sfortunato
Kruijswjik, fermato solo da una rovinosa caduta ghiacciata.
Champions League - finale / sabato 28 maggio
________________________
Real Madrid batte Atletico Madrid, ai rigori, e si assicura l'11^ Coppa Champions
Il superderby europeo Real - Atletico l'ha decisa CR7, cioè Cristiano Ronaldo, trasfor-
mando il rigore decisivo. Grande prestazione, comunque, anche di Yannick Carrasco,
belga dell'Atletico e autore del gol che ha portato la sfida ai supplementari. Superbi
sono stati pure, nel tener testa ai madrileni, Oblak e Saul: insomma grande onore a
questo Atletico che, non dimentichiamo, ha eliminato le due favorite Barcellona e Ba-
yern arrendendosi soltanto, nella sfida col Real, ai calci di rigore e a un passo dal
traguardo (ancora una volta). Ma la squadra di Zizou/Zidane aveva Bale, Pepe, Ramos,
Casemiro... e un gioco sorprendente italianizzato, ma soprattutto un certo CR7.
Internazionali di tennis - ROMA / domenica 15 maggio
____________________________
La finale donne è tutta americana: Serena Williams - Madison Keys
La spunta la WILLIAMS, 34 anni, quarta vittoria a Roma e numero 1.
Con questa vittoria la statunitense ha centrato il suo 70° titolo in carriera.
Serena aveva già trionfato a Roma tre volte: nel 2002, 2013 e 2014. Quan-
do saluta il pubblico, al termine del match - pubblico (record) che l'ha so-
stenuta per tutto il torneo - lei ringrazia parlando italiano durante la pre-
miazione: "Grazie a tutti, mi sono divertita molto. Complimenti Madison".
Ma è la Keys la vera sorpresa: solo 21 anni e già una più che promessa.
Punteggi: S. Williams (Usa) b. Keys (Usa) 7-6 (7-5) 6-3.
La finale uomini va allo scozzese Andy Murray, nella sfida con Djokovic;
punteggi: Murray (Gbr) b. Djokovic (Ser) 6-3, 6-3.
Lucianone
(a cura
di Luciano Finesso)
99° Giro d'Italia / 6 - 29 maggio
_____________________________________
Vittoria di VINCENZO NIBALI
- Arriva a Torino in maglia rosa, da trionfatore.
- Lo Squalo ha conquistato tutti con il cuore, recuperando nelle ultime
tappe alpine le forze e la volontà che sfortuna (la bici guasta) e la de-
pressione (per la morte del ciclista delle giovanili del suo team) gli
avevano tolto nell'ultima parte del Giro.
- Insomma Nibali è stato capace di ribaltare il Giro e di risorgere come
l'araba fenice sulla cima di Pinerolo e poi su quella di Guillestre. Ha
vinto anche le mille pressioni che gli venivano da ogni parte: se ne è
liberato giusto in tempo per volare incontro al meritato trionfo.
. Merito va dato comunque agli altri grandi ciclisti che si sono dimo-
strati rivali all'altezza: Valverde, Chaves e soprattutto lo sfortunato
Kruijswjik, fermato solo da una rovinosa caduta ghiacciata.
Champions League - finale / sabato 28 maggio
________________________
Real Madrid batte Atletico Madrid, ai rigori, e si assicura l'11^ Coppa Champions
Il superderby europeo Real - Atletico l'ha decisa CR7, cioè Cristiano Ronaldo, trasfor-
mando il rigore decisivo. Grande prestazione, comunque, anche di Yannick Carrasco,
belga dell'Atletico e autore del gol che ha portato la sfida ai supplementari. Superbi
sono stati pure, nel tener testa ai madrileni, Oblak e Saul: insomma grande onore a
questo Atletico che, non dimentichiamo, ha eliminato le due favorite Barcellona e Ba-
yern arrendendosi soltanto, nella sfida col Real, ai calci di rigore e a un passo dal
traguardo (ancora una volta). Ma la squadra di Zizou/Zidane aveva Bale, Pepe, Ramos,
Casemiro... e un gioco sorprendente italianizzato, ma soprattutto un certo CR7.
Internazionali di tennis - ROMA / domenica 15 maggio
____________________________
La finale donne è tutta americana: Serena Williams - Madison Keys
La spunta la WILLIAMS, 34 anni, quarta vittoria a Roma e numero 1.
Con questa vittoria la statunitense ha centrato il suo 70° titolo in carriera.
Serena aveva già trionfato a Roma tre volte: nel 2002, 2013 e 2014. Quan-
do saluta il pubblico, al termine del match - pubblico (record) che l'ha so-
stenuta per tutto il torneo - lei ringrazia parlando italiano durante la pre-
miazione: "Grazie a tutti, mi sono divertita molto. Complimenti Madison".
Ma è la Keys la vera sorpresa: solo 21 anni e già una più che promessa.
Punteggi: S. Williams (Usa) b. Keys (Usa) 7-6 (7-5) 6-3.
La finale uomini va allo scozzese Andy Murray, nella sfida con Djokovic;
punteggi: Murray (Gbr) b. Djokovic (Ser) 6-3, 6-3.
Lucianone
Ultime notizie >> dall'Italia e dal Mondo / Latest news
31 maggio '16 - martedì 31st May / Tuesday
FIRENZE
Naufragio Costa Concordia: Schettino condannato in appello / confermati i 16 anni
La decisione della Corte d'appello di Firenze per il disastro del 13 gennaio 2012
all'isola del Giglio in cui morirono 32 persone. La difesa: ricorreremo in Cassazione.
FRANCIA
Parigi - La sindaca Hidalgo sui profughi: "In un mese il campo a Parigi"
La sindaca Hidalgo: basta con le tende, voglio guardarmi allo specchio senza
sentirmi colpevole. Entro un mese e mezzo una nuova struttura conforme alle
regole Onu, con abitazioni modulabili nel nord della capitale.
ITALIA - Economia
Bankitalia, Visco: "Tagliare cuneo fiscale, le banche riducano dipendenti e
sportelli / Palazzo Koch: necessario ripensare l'organizzazione degli istituti
di credito / Disoccupazione aumentata al 11,7 ma aumentano posti di lavoro /
Voucher, rinviato decreto sulla tracciabilità.
ROMA
Vertenza Almaviva: trovato l'accordo, salvi 3mila posti di lavoro
Chiusura positiva della trattativa tra l'azienda di call center con la mediazione
del governo. La soddisfazione del ministro Poletti. L'intesa precede lo stop ai
licenziamenti e ammortizzatori sociali per 18 mesi con riduzione progressiva
della solidarietà.
COREA DEL NORD
Kim Jong.un sta con Trump: "E' saggio"
Un quotidiano nordcoreano suggerisce ai cittadinio americani di votare
il magnate repubblicano: "E' un uomo saggio e lungimirante", si legge
nel testo. Bocciata invece la rivale democratica Hillary Clinton giudicata
"noiosa".

Il dittatore Kim Jong-un e il candidato repubblicano Trump
Lucianone
FIRENZE
Naufragio Costa Concordia: Schettino condannato in appello / confermati i 16 anni
La decisione della Corte d'appello di Firenze per il disastro del 13 gennaio 2012
all'isola del Giglio in cui morirono 32 persone. La difesa: ricorreremo in Cassazione.
FRANCIA
Parigi - La sindaca Hidalgo sui profughi: "In un mese il campo a Parigi"
La sindaca Hidalgo: basta con le tende, voglio guardarmi allo specchio senza
sentirmi colpevole. Entro un mese e mezzo una nuova struttura conforme alle
regole Onu, con abitazioni modulabili nel nord della capitale.
ITALIA - Economia
Bankitalia, Visco: "Tagliare cuneo fiscale, le banche riducano dipendenti e
sportelli / Palazzo Koch: necessario ripensare l'organizzazione degli istituti
di credito / Disoccupazione aumentata al 11,7 ma aumentano posti di lavoro /
Voucher, rinviato decreto sulla tracciabilità.
ROMA
Vertenza Almaviva: trovato l'accordo, salvi 3mila posti di lavoro
Chiusura positiva della trattativa tra l'azienda di call center con la mediazione
del governo. La soddisfazione del ministro Poletti. L'intesa precede lo stop ai
licenziamenti e ammortizzatori sociali per 18 mesi con riduzione progressiva
della solidarietà.
COREA DEL NORD
Kim Jong.un sta con Trump: "E' saggio"
Un quotidiano nordcoreano suggerisce ai cittadinio americani di votare
il magnate repubblicano: "E' un uomo saggio e lungimirante", si legge
nel testo. Bocciata invece la rivale democratica Hillary Clinton giudicata
"noiosa".
Il dittatore Kim Jong-un e il candidato repubblicano Trump
Lucianone
lunedì 30 maggio 2016
Società Italia / politica e tv - Differenze: la complessità di 'Report' e la sintesi di un tweet. Con riflessioni.
30 maggio '16 - lunedì' 30th May / Monday visione post - 7
(da la Repubblica . 19 aprile '16 - Canal Grande / Antonio Dipollina)
La complessità di Report e la politica ridotta a un tweet
Quindici milioni che vanno a votare, più del doppio che non ci vanno, due milioni e
mezzo che domenica sera invece affrontano la complessità di cose energetiche e pro-
getti e drammi e utopie a Report (Raitre). Viene da abbracciarli, soprattutto conside-
rato l'impegno che ci vuole per capire qualcosa, rispetto al mondo esterno dove la
politica finisce ostaggio di un tweet rilasciato a una pericolosa ora da limoncello do-
menicale. C'è stata una mezz'ora di puntata in cui davvero veniva da chiedersi per-
chè ossia quando è stato tratteggiato l'ipotetico gigantesco piano per coibentare ca-
se, anche solo sostituire infissi, l'innesco di mastodontico lavoro e altrettanto grande
risparmio energetico finale. In un posto serio i vertici di un paese invece di twittare
si presenterebbero alla prossima puntata e direbbero: vi spieghiamo perchè un pia-
no simile si farà, oppure perchè è invece una boutade. Sarebbe quasi una cosa seria,
e quindi ciaone.
_______________________________________
RIFLESSIONI
continua--- to be continued...
(da la Repubblica . 19 aprile '16 - Canal Grande / Antonio Dipollina)
La complessità di Report e la politica ridotta a un tweet
Quindici milioni che vanno a votare, più del doppio che non ci vanno, due milioni e
mezzo che domenica sera invece affrontano la complessità di cose energetiche e pro-
getti e drammi e utopie a Report (Raitre). Viene da abbracciarli, soprattutto conside-
rato l'impegno che ci vuole per capire qualcosa, rispetto al mondo esterno dove la
politica finisce ostaggio di un tweet rilasciato a una pericolosa ora da limoncello do-
menicale. C'è stata una mezz'ora di puntata in cui davvero veniva da chiedersi per-
chè ossia quando è stato tratteggiato l'ipotetico gigantesco piano per coibentare ca-
se, anche solo sostituire infissi, l'innesco di mastodontico lavoro e altrettanto grande
risparmio energetico finale. In un posto serio i vertici di un paese invece di twittare
si presenterebbero alla prossima puntata e direbbero: vi spieghiamo perchè un pia-
no simile si farà, oppure perchè è invece una boutade. Sarebbe quasi una cosa seria,
e quindi ciaone.
_______________________________________
RIFLESSIONI
continua--- to be continued...
sabato 28 maggio 2016
venerdì 27 maggio 2016
LIBRO - "I bambini sono cattivi": parlando della perfezione/imperfezione dei bambini
27 maggio '16 - venerdì 27th May / Friday visione post - 13
(da la Repubblica - 1 maggio '16 - Little People / Claudia Morgoglione)
CARI BAMBINI, non vi chiediamo la perfezione
E' il luogo comune per eccellenza: i bambini sono buoni. Hanno un cuore d'oro,
l'innocenza li preserva da ogni tentazione, sono guidati dalle migliori intenzioni.
Ma è davvero sempre così? Ovviamente no. Tutti lo sappiamo. Ma sono loro, in
particolare, i più piccini, ad avere il diritto di conoscere la verità: al di là delle
aspettative dei genitori, la perfezione non esiste.
E a ricordarcelo arriva un libro dal titolo provocatorio, I bambini sono cattivi,
scritto da Vincent Cuvellier con illustrazioni di Aurélie Guillerey, edito in Fran-
cia da Gallimard e pubblicato qui in Italia da Sinnos. Grazie ai suoi disegni ac
cattivanti , e alle semplici frasi distribuite in ciascuna pagina, il volume descri-
ve - con un linguaggio adatto a una platea infantile - alcuni casi classici in cui i
più piccini sbagliano. Ad esempio quando sono contrariati e urlano a squarcia-
gola, provocando negli adulti "la voglia di arrampicarsi sugli alberi e di restare
lassù fino alla fine dei tempi". O quando rifiutano di condividere gli oggetti
("non è la mia amichetta, non è carina, non avrà mai i miei giocattoli"). O quan-
do dimostrano poca disponibilità verso il cibo preparato dai genitori. E poi ci so-
no comportamenti più gravi, come le botte ai coetanei.
Non solo difetti ed errori, però. Nell'ultima parte il libro ricorda tutto il bello del-
l'essere bambini: la dolcezza, il talento ("Mozart a cinque anni componeva la sua
prima sinfonia"), la capacità di sorridere al mondo. E il risultato di questo doppio
percorso, nel positivo e negativo che c'è da sempre in ognuno di noi, è un manuale
- allegro, ironico, mai noioso - di educazione e insieme di autoaccettazione.
IL Libro: "I bambini sono cattivi"
di Vincent Cuvellier e Aurélie Guillerey
Sinnos edit., trad. di P. Balzano
pagg.32, euro 11
Dai 4 anni
Lucianone
(da la Repubblica - 1 maggio '16 - Little People / Claudia Morgoglione)
CARI BAMBINI, non vi chiediamo la perfezione
E' il luogo comune per eccellenza: i bambini sono buoni. Hanno un cuore d'oro,
l'innocenza li preserva da ogni tentazione, sono guidati dalle migliori intenzioni.
Ma è davvero sempre così? Ovviamente no. Tutti lo sappiamo. Ma sono loro, in
particolare, i più piccini, ad avere il diritto di conoscere la verità: al di là delle
aspettative dei genitori, la perfezione non esiste.
E a ricordarcelo arriva un libro dal titolo provocatorio, I bambini sono cattivi,
scritto da Vincent Cuvellier con illustrazioni di Aurélie Guillerey, edito in Fran-
cia da Gallimard e pubblicato qui in Italia da Sinnos. Grazie ai suoi disegni ac
cattivanti , e alle semplici frasi distribuite in ciascuna pagina, il volume descri-
ve - con un linguaggio adatto a una platea infantile - alcuni casi classici in cui i
più piccini sbagliano. Ad esempio quando sono contrariati e urlano a squarcia-
gola, provocando negli adulti "la voglia di arrampicarsi sugli alberi e di restare
lassù fino alla fine dei tempi". O quando rifiutano di condividere gli oggetti
("non è la mia amichetta, non è carina, non avrà mai i miei giocattoli"). O quan-
do dimostrano poca disponibilità verso il cibo preparato dai genitori. E poi ci so-
no comportamenti più gravi, come le botte ai coetanei.
Non solo difetti ed errori, però. Nell'ultima parte il libro ricorda tutto il bello del-
l'essere bambini: la dolcezza, il talento ("Mozart a cinque anni componeva la sua
prima sinfonia"), la capacità di sorridere al mondo. E il risultato di questo doppio
percorso, nel positivo e negativo che c'è da sempre in ognuno di noi, è un manuale
- allegro, ironico, mai noioso - di educazione e insieme di autoaccettazione.
IL Libro: "I bambini sono cattivi"
di Vincent Cuvellier e Aurélie Guillerey
Sinnos edit., trad. di P. Balzano
pagg.32, euro 11
Dai 4 anni
Lucianone
Società / Milano - Profughi e volontari: la solidarietà utile e magari necessaria
27 maggio '16 - venerdì 27th May / Friday visione post - 24
Le azioni buone e positive vengono dalla gente comune, come al solito, senza bisogno di organizzare sempre partite di calcio benefiche, trasmissioni televisive roboanti o
altri espedienti tipici dei mezzi massmediatici dove gente straricca (ci vuole poco!)
mette in campo valanghe di euro che poi in vera fede noi non sappiamo sempre in
quale porto arrivino... veramente. - Ecco invece, per rifarmi all'inizio della gente
comune, un esemplare esempio di solidarietà che questa volta viene da Milano.
(Lucianone)
-
Quaranta dipendenti Novartis hanno lavorato in
due centri di accoglienza, a spese dell'azienda
(da la Repubblica - 29 aprile 2016 - Luca De Vito)
Una giornata da volontario. "Così aiutiamo i bambini profughi".
"Se non fossi qui adesso, probabilmente sarei in ufficio ad arrabbiarmi con qualcuno. E
probabilmente per qualcosa di inutile". Paola Spreafico, 40 anni, ride mentre sbuccia
una pera nelle cucine del centro profughi di via Sammartini insieme a Valentina Ianni-
celli, 29 anni. Loro sono due dei quaranta dipendenti della multinazionale Novartis im-
piegati nella sede di Origgio (in provincia di Varese) che si sono divisi in due centri
d'accoglienza di Milano per una giornata di volontariato offerta dall'azienda: ovvero il
loro stipendio lo hanno preso ugualmente ma la giornata di lavoro l'hanno passata con
i profughi. I due centri erano Casa Suraya, in via Salerio, e Sprar di via Sammartini, en-
trambi gestiti dalla cooperativa Farsi Prossimo, con il sostegno della Caritas ambrosiana.
"Ho scelto di venire qui - dice una delle volontarie - perchè di queste persone si legge sui
giornali o si sente parlare in tv, ma la realtà dei profughi difficilmente si ha la possibilità
di conoscerla da vicino, e difficilmente si riesce ad aiutare. Questa è una opportunità per
per rendersi conto che dietro a queste persone ci sono delle storie che è anche bello cono-
scere. E poi mi interessa anche capire come loro vedono noi".
Quella di ieri è stata un'iniziativa voluta dall'azienda per il Community Day, giornata di
solidarietà che ogni anno Novartis organizza con i suoi dipendenti. Quest'anno la giornata -
è stata organizzata con il sostegno di Fondazione Avsi e si è inserita nella campagna "Pro-
fughi e noi. Tutti sulla stessa strada", dedicata ai profughi che ogni giorno fuggono da
guerre, persecuzioni, fame e disastri naturali. "Solo immedesimandosi con chi è profugo
è possibile cominciare a guardare a questo fenomeno con uno sgiurdo nuovo - dice Giam-
paolo Silvestri, segretario generale di Fondazione AVSI - e quindi concorrere a trovare so-
luzioni realistiche, insieme, rimboccandosi le maniche".
Per i volontari è stata soprattutto una giornata da trascorrere in modo diverso dal solito e
l'occasione per riflettere su un tema attuale come quello dell'immigrazione. "Tra la fami-
glia e il lavoro non riesco mai a trovare tempo per il volontariato - dice Manuela Morge-
se, 39 anni e addetta ai fornitori - questa è un'occasione che non mi lascio scappare, an-
che perchè la nostra azienda propone questa iniziativa tutti gli anni". I volontari si sono
alternati in varie attività: c'era chi stava dietro ai fornelli per la preparazione del pranzo,
chi si è messo a dipingere i muri del corridoio, chi ha fatto del giardinaggio e chi si è
occupato della pulizia degli spazi comuni.
"E' l'opportunità per dare una mano - dice Fulvio Gaeta, addetto al settore finanza - io
lo facevo anche con le altre aziende con cui lavoravo prima. Sono diventato papà da un
paio di anni e vedere tutte quelle immagini di bambini in fuga ti scalda il cuore. Soprat-
tutto se pensi che potrebbero esserci i tuoi figli nella stessa situazione. Per questo dedi-
care qualche ora del mio tempo, mi sembra il minimo".
Lucianone
Le azioni buone e positive vengono dalla gente comune, come al solito, senza bisogno di organizzare sempre partite di calcio benefiche, trasmissioni televisive roboanti o
altri espedienti tipici dei mezzi massmediatici dove gente straricca (ci vuole poco!)
mette in campo valanghe di euro che poi in vera fede noi non sappiamo sempre in
quale porto arrivino... veramente. - Ecco invece, per rifarmi all'inizio della gente
comune, un esemplare esempio di solidarietà che questa volta viene da Milano.
(Lucianone)
-
Quaranta dipendenti Novartis hanno lavorato in
due centri di accoglienza, a spese dell'azienda
(da la Repubblica - 29 aprile 2016 - Luca De Vito)
Una giornata da volontario. "Così aiutiamo i bambini profughi".
"Se non fossi qui adesso, probabilmente sarei in ufficio ad arrabbiarmi con qualcuno. E
probabilmente per qualcosa di inutile". Paola Spreafico, 40 anni, ride mentre sbuccia
una pera nelle cucine del centro profughi di via Sammartini insieme a Valentina Ianni-
celli, 29 anni. Loro sono due dei quaranta dipendenti della multinazionale Novartis im-
piegati nella sede di Origgio (in provincia di Varese) che si sono divisi in due centri
d'accoglienza di Milano per una giornata di volontariato offerta dall'azienda: ovvero il
loro stipendio lo hanno preso ugualmente ma la giornata di lavoro l'hanno passata con
i profughi. I due centri erano Casa Suraya, in via Salerio, e Sprar di via Sammartini, en-
trambi gestiti dalla cooperativa Farsi Prossimo, con il sostegno della Caritas ambrosiana.
"Ho scelto di venire qui - dice una delle volontarie - perchè di queste persone si legge sui
giornali o si sente parlare in tv, ma la realtà dei profughi difficilmente si ha la possibilità
di conoscerla da vicino, e difficilmente si riesce ad aiutare. Questa è una opportunità per
per rendersi conto che dietro a queste persone ci sono delle storie che è anche bello cono-
scere. E poi mi interessa anche capire come loro vedono noi".
Quella di ieri è stata un'iniziativa voluta dall'azienda per il Community Day, giornata di
solidarietà che ogni anno Novartis organizza con i suoi dipendenti. Quest'anno la giornata -
è stata organizzata con il sostegno di Fondazione Avsi e si è inserita nella campagna "Pro-
fughi e noi. Tutti sulla stessa strada", dedicata ai profughi che ogni giorno fuggono da
guerre, persecuzioni, fame e disastri naturali. "Solo immedesimandosi con chi è profugo
è possibile cominciare a guardare a questo fenomeno con uno sgiurdo nuovo - dice Giam-
paolo Silvestri, segretario generale di Fondazione AVSI - e quindi concorrere a trovare so-
luzioni realistiche, insieme, rimboccandosi le maniche".
Per i volontari è stata soprattutto una giornata da trascorrere in modo diverso dal solito e
l'occasione per riflettere su un tema attuale come quello dell'immigrazione. "Tra la fami-
glia e il lavoro non riesco mai a trovare tempo per il volontariato - dice Manuela Morge-
se, 39 anni e addetta ai fornitori - questa è un'occasione che non mi lascio scappare, an-
che perchè la nostra azienda propone questa iniziativa tutti gli anni". I volontari si sono
alternati in varie attività: c'era chi stava dietro ai fornelli per la preparazione del pranzo,
chi si è messo a dipingere i muri del corridoio, chi ha fatto del giardinaggio e chi si è
occupato della pulizia degli spazi comuni.
"E' l'opportunità per dare una mano - dice Fulvio Gaeta, addetto al settore finanza - io
lo facevo anche con le altre aziende con cui lavoravo prima. Sono diventato papà da un
paio di anni e vedere tutte quelle immagini di bambini in fuga ti scalda il cuore. Soprat-
tutto se pensi che potrebbero esserci i tuoi figli nella stessa situazione. Per questo dedi-
care qualche ora del mio tempo, mi sembra il minimo".
Lucianone
mercoledì 18 maggio 2016
Scienze / tecnologia - L'era pre-Internet con le sue implicazioni e l'influenza di Internet sui nostri cervelli
18 maggio '16 - mercoledì 18th May / Wednesday visione post - 33
(da il Corriere della Sera - 16/04/'16 - di Matteo Persivale)
La memoria corta
Come è possibile che tanti gruppi pop diventino famosi per una canzone o due e poi
svaniscano nel nulla, senza lasciare più traccia di sè? Nel 1974 una giovane autostop-
pista inglese che si autodefiniva "poetessa freelance", incontrata per caso in un bar
africano, spiegò allo scrittore americano George Plimpton che tutte quelle band spa-
rivano per colpa delle chitarre elettriche. Con gli amplificatori e i cavi ad alta tensio-
ne evidentemente i musicisti restavano fulminati, suonando. E per questo, ipotizza-
va lei, scomparivano. Quella giovane hippie, pur così fantasiosa, non poteva imma-
ginare che oltre quarant'anni dopo una tecnologia molto più sofisticata avrebbe
fatto più o meno la stessa cosa: non cancellando dalla memoria solo le band che non
fanno più canzoni di successo, ma tutto quello che è successo prima dell'arrivo della
rivoluzione digitale. - L'ultimo indizio? "American Crime Story" (in Italia su FX),
il telefilm dedicato al processo al campione di football O.J. Simpson, avvenuto nel
1995, è stato negli Stati Uniti un successone a sorpresa: per il pubblico più giovane
non era il replay di una cosa già vissuta (come temuto dai produttori) ma una novi-
tà, un fatto del 1995 sconosciuto ai nativi digitali perchè, semplicemente, avvenuto
nell'era pre-Internet (allora non era un fenomeno di massa). Un successo che ha fat-
to sì che la celebre serie di telefilm polizieschi "Law & Order" ora lanci "Law & Or-
der True Crime", i veri delitti degli anni 90 e 80 trasformati in fiction, inediti per una
parte molto appetibile (per gli inserzionisti) del pubblico, quella più giovane.
Come mai? Da una parte, ci spiegano i neurologi, la tecnologia digitale e, soprattutto,
la portabilità di Internet (grazie agli smartphone) abbinata ai sempre più pervasivi
social media, ha cambiato i nostri cervelli. E' la neuroplasticità, l'abilità del cervello
di ristrutturarsi influenzato da determinati stimoli: Internet ha cambiato la nostra
soglia di attenzione in un modo che fino a vent'anni fa era riservato soltanto a certe
professioni ben precise - i controllori di volo, per esempio, pionieri del multitasking
"spalmando" il tempo del turno lavorativo in una sorta di "presente continuo" nel
quale gestire tutto quel traffico aereo, quelle decine di migliaia di vite umane, lassù.
Nicholas Carr (Internet ci rende stupidi? Come la rete sta cambiando il nostro cervel-
lo, Cortina editore) spiega come ormai "noi vogliamo essere interrotti, perchè ogni
nuova interruzione ci porta un nuovo frammento d'informazione... Chiediamo a In-
ternet di interromperci costantemente, in modi sempre nuovi. Accettiamo, coscienti
di farlo, la perdita di concentrazione e di capacità di mettere a fuoco un solo argo-
mento, la divisione della nostra attenzione e la frammentazione dei nostri pensieri
in cambio dell'abbondanza di informazioni - interessanti o quantomeno capaci di
attrarre la nostra attenzione - che riceviamo. Staccare la spina è un'opzione che
molti di noi non sarebbero neppure disposti a prendere in considerazione".
Carr presenta studi scientifici che indicano come il multitasking non sia equivalen-
te alla complessità alla quale avevamo abituato - con fatica - i nostri cervelli negli
anni giovanili se siamo nati prima della rivoluzione digitale. Per i nativi digitali in-
vece questa realtà - mediatica e, come abbiamo visto, neurologica - è l'unica alla
quale siano mai stati abituati (il massmediologo della New York University Clay
Shirky chiama questa situazione "il deperimento dei filtri").
In Technopoly. La resa della cultura alla tecnologia (Bollati Boringhieri), scritto
in tempi non sospetti (quando Internet non era ancora un fenomeno di massa)
Neil Postman avvertiva di un fenomeno ripetuto attraverso millenni di storia
umana: ogni volta che l'homo sapiens ha costruito uno strumento - il fuoco tenu-
to sotto controllo, gli orologi, l'elettricità, le automobili, i cellulari - quello stru-
mento è diventato la nostra nuova realtà, e per quello strumento rivoluzionario
abbiamo adattato le nostre vite, e la nostra economia. - Oltre alla questione del-
la neuroplasticità c'è quella, ancora più delicata, del senso del tempo: ora che il
futuro tecnologico è arrivato viviamo in un "presente continuo", apparentemen-
te destinato a continuare per sempre perchè la costante interruzione dei media
digitali la tradizionale "narrativa temporale", come la chiamano i massmedio-
logi, è scomparsa in nome di un "presente continuo" tenuto costantemente
"acceso" da un nuovo stimolo, un nuovo post di Facebook, un nuovo tweet, e
una nuova immagine da postare - o da "like-are" - su Instagram. Con gli algo-
ritmi di Google che mettono a nostra disposizione lo scibile umano, dai Sume-
ri alle foto di gstti, collegati nello stesso identico modo, senza gerarchia - con
gli hyperlink. La tecnologia che ci permette di avere il controllo di spazi con-
cettuali diversi allo stesso tempo ha frammentato la nostra attenzione ma so-
prattutto il nostro tempo: utilizzando i nostri gadget tecnologici non siamo
nel momento "presente" come lo concepivamo una volta, ma occupiamo si-
multaneamente vari spazi concettuali, frammenti che semplicemente avven-
gono nello stesso momento, ci dice Douglas Rushkoff nel suo saggio "Presente
continuo. Quando tutto accade ora", Codice editore.
Lucianone
(da il Corriere della Sera - 16/04/'16 - di Matteo Persivale)
La memoria corta
Come è possibile che tanti gruppi pop diventino famosi per una canzone o due e poi
svaniscano nel nulla, senza lasciare più traccia di sè? Nel 1974 una giovane autostop-
pista inglese che si autodefiniva "poetessa freelance", incontrata per caso in un bar
africano, spiegò allo scrittore americano George Plimpton che tutte quelle band spa-
rivano per colpa delle chitarre elettriche. Con gli amplificatori e i cavi ad alta tensio-
ne evidentemente i musicisti restavano fulminati, suonando. E per questo, ipotizza-
va lei, scomparivano. Quella giovane hippie, pur così fantasiosa, non poteva imma-
ginare che oltre quarant'anni dopo una tecnologia molto più sofisticata avrebbe
fatto più o meno la stessa cosa: non cancellando dalla memoria solo le band che non
fanno più canzoni di successo, ma tutto quello che è successo prima dell'arrivo della
rivoluzione digitale. - L'ultimo indizio? "American Crime Story" (in Italia su FX),
il telefilm dedicato al processo al campione di football O.J. Simpson, avvenuto nel
1995, è stato negli Stati Uniti un successone a sorpresa: per il pubblico più giovane
non era il replay di una cosa già vissuta (come temuto dai produttori) ma una novi-
tà, un fatto del 1995 sconosciuto ai nativi digitali perchè, semplicemente, avvenuto
nell'era pre-Internet (allora non era un fenomeno di massa). Un successo che ha fat-
to sì che la celebre serie di telefilm polizieschi "Law & Order" ora lanci "Law & Or-
der True Crime", i veri delitti degli anni 90 e 80 trasformati in fiction, inediti per una
parte molto appetibile (per gli inserzionisti) del pubblico, quella più giovane.
Come mai? Da una parte, ci spiegano i neurologi, la tecnologia digitale e, soprattutto,
la portabilità di Internet (grazie agli smartphone) abbinata ai sempre più pervasivi
social media, ha cambiato i nostri cervelli. E' la neuroplasticità, l'abilità del cervello
di ristrutturarsi influenzato da determinati stimoli: Internet ha cambiato la nostra
soglia di attenzione in un modo che fino a vent'anni fa era riservato soltanto a certe
professioni ben precise - i controllori di volo, per esempio, pionieri del multitasking
"spalmando" il tempo del turno lavorativo in una sorta di "presente continuo" nel
quale gestire tutto quel traffico aereo, quelle decine di migliaia di vite umane, lassù.
Nicholas Carr (Internet ci rende stupidi? Come la rete sta cambiando il nostro cervel-
lo, Cortina editore) spiega come ormai "noi vogliamo essere interrotti, perchè ogni
nuova interruzione ci porta un nuovo frammento d'informazione... Chiediamo a In-
ternet di interromperci costantemente, in modi sempre nuovi. Accettiamo, coscienti
di farlo, la perdita di concentrazione e di capacità di mettere a fuoco un solo argo-
mento, la divisione della nostra attenzione e la frammentazione dei nostri pensieri
in cambio dell'abbondanza di informazioni - interessanti o quantomeno capaci di
attrarre la nostra attenzione - che riceviamo. Staccare la spina è un'opzione che
molti di noi non sarebbero neppure disposti a prendere in considerazione".
Carr presenta studi scientifici che indicano come il multitasking non sia equivalen-
te alla complessità alla quale avevamo abituato - con fatica - i nostri cervelli negli
anni giovanili se siamo nati prima della rivoluzione digitale. Per i nativi digitali in-
vece questa realtà - mediatica e, come abbiamo visto, neurologica - è l'unica alla
quale siano mai stati abituati (il massmediologo della New York University Clay
Shirky chiama questa situazione "il deperimento dei filtri").
In Technopoly. La resa della cultura alla tecnologia (Bollati Boringhieri), scritto
in tempi non sospetti (quando Internet non era ancora un fenomeno di massa)
Neil Postman avvertiva di un fenomeno ripetuto attraverso millenni di storia
umana: ogni volta che l'homo sapiens ha costruito uno strumento - il fuoco tenu-
to sotto controllo, gli orologi, l'elettricità, le automobili, i cellulari - quello stru-
mento è diventato la nostra nuova realtà, e per quello strumento rivoluzionario
abbiamo adattato le nostre vite, e la nostra economia. - Oltre alla questione del-
la neuroplasticità c'è quella, ancora più delicata, del senso del tempo: ora che il
futuro tecnologico è arrivato viviamo in un "presente continuo", apparentemen-
te destinato a continuare per sempre perchè la costante interruzione dei media
digitali la tradizionale "narrativa temporale", come la chiamano i massmedio-
logi, è scomparsa in nome di un "presente continuo" tenuto costantemente
"acceso" da un nuovo stimolo, un nuovo post di Facebook, un nuovo tweet, e
una nuova immagine da postare - o da "like-are" - su Instagram. Con gli algo-
ritmi di Google che mettono a nostra disposizione lo scibile umano, dai Sume-
ri alle foto di gstti, collegati nello stesso identico modo, senza gerarchia - con
gli hyperlink. La tecnologia che ci permette di avere il controllo di spazi con-
cettuali diversi allo stesso tempo ha frammentato la nostra attenzione ma so-
prattutto il nostro tempo: utilizzando i nostri gadget tecnologici non siamo
nel momento "presente" come lo concepivamo una volta, ma occupiamo si-
multaneamente vari spazi concettuali, frammenti che semplicemente avven-
gono nello stesso momento, ci dice Douglas Rushkoff nel suo saggio "Presente
continuo. Quando tutto accade ora", Codice editore.
Lucianone
ARTE / L'anno scorso - Mostre a Milano sull'arte e la Grande Guerra
18 maggio '16 - mercoledì 18th May / Wednesday
(da il Corriere della Sera - 31 marzo 2015 - di Antonio Carioti)
Dall'angoscia alla retorica
L'arte e la Grande Guerra
Per l'Italia la Prima guerra mondiale non cominciò nel 1914, come per il resto d'Europa, ma
cent'anni fa, il 24 maggio 1915, e durò fino al 1918. Ma era stata ampiamente preannunciata,
in campo artistico e culturale, da segnali e presagi che facevano intuire sviluppi sconvolgenti
all'orizzonte. Quando poi il sanguinoso conflitto terminò, le sue ripercussioni si proiettarono
a lungo nella vita del Paese. Per questo la mostra sulla Grande guerra organizzata da Intesa
Sanpaolo a Milano, presso le sue Gallerie d'Italia di piazza Scala (da domani al 23 agosto '15)
comprende oltre 200 opere, dipinti e sculture, che coprono un periodo ben più vasto, dal 1890
al 1935.
Continua... to be continued...
(da il Corriere della Sera - 31 marzo 2015 - di Antonio Carioti)
Dall'angoscia alla retorica
L'arte e la Grande Guerra
Per l'Italia la Prima guerra mondiale non cominciò nel 1914, come per il resto d'Europa, ma
cent'anni fa, il 24 maggio 1915, e durò fino al 1918. Ma era stata ampiamente preannunciata,
in campo artistico e culturale, da segnali e presagi che facevano intuire sviluppi sconvolgenti
all'orizzonte. Quando poi il sanguinoso conflitto terminò, le sue ripercussioni si proiettarono
a lungo nella vita del Paese. Per questo la mostra sulla Grande guerra organizzata da Intesa
Sanpaolo a Milano, presso le sue Gallerie d'Italia di piazza Scala (da domani al 23 agosto '15)
comprende oltre 200 opere, dipinti e sculture, che coprono un periodo ben più vasto, dal 1890
al 1935.
Continua... to be continued...
Iscriviti a:
Post (Atom)