martedì 14 gennaio 2014

Sport - calcio / Serie A - 19^ giornata 2013/14

14 gennaio '14 - martedì           14th January / Tuesday                    visioni post - 3

Risultati delle partite
Livorno    0        Bologna   0       Atalanta   2       Cagliari     1       Roma    4
Parma      3        Lazio       0       Catania    1        Juventus   4       Genoa   0

Torino         0      Verona H.   0        Sassuolo   4       Inter      1      Sampdoria   3
Fiorentina   0      Napoli        3         Milan        3      Chievo   1      Udinese        0


Lucianone

domenica 12 gennaio 2014

LIBRO / saggio - 'I crimini dell'economia' di Vincenzo Ruggiero

12 gennaio '14 - domenica          12th January / Sunday                              visione post - 29

Le leggi dell'economia giustificano
crimini & misfatti
Tante teorie e un unico obiettivo: fornire alibi allo sfruttamento
dei ricchi sui poveri che, alla fine, produce malessere sociale.
E' la tesi di Vincenzo Ruggiero, un italiano che insegna a Londra.

(da 'il Venerdì di Repubblica' - 15/11/2013 - economie / Regolamento di conti -
 di Riccardo Staglianò)
Il presocratico Talete , quello del teorema sulle rette parallele e dell'acqua come principio
di tutte le cose, fu il primo speculatore. Forte delle sue conoscenze meteorologiche, previde
che la stagione avrebbe portato una favolosa raccolta di olive e prese in affitto tutti i frantoi
di Mileto e Chio, per poi riaffittarli e guadagnarci. Futures ante litteram.  "E' facile per un fi-
losofo diventare ricco se lo desidera"  lasciò scritto, ma non è questo lo scopo della filoso-
fia".  -  A leggere I crimini dell'economia di Vincenzo Ruggiero (Feltrinelli, pp. 248, euro 20)
si scopre invece che la "scienza triste" si è prestata, spesso e volentieri, non tanto ad arric-
chire i suoi protagonisti, ma a fornire alibi teorici allo sfruttamento dei ricchi sui poveri.
Oltre che macchiarsi di una lunga serie di altre nefandezze intellettuali, che vanno dalla giu-
stificazione della schiavitù ("strumenti animati" Aristotele dixit) allo smercio di titoli tossici.
L'autore  di questo  libro denso, documentatissimo e complesso, insegna Sociologia  alla-
Middlesex University di Londra. 
R. Staglianò - 'Lei scrive che quella economica non è una storia nobile. Gli economisti,
dopo la crisi, hanno già una cattiva reputazione. Perchè infierire con una lettura crimi-
nologica?'.
V. Ruggiero - "Perchè gli economisti, tra i quali alcuni premi Nobel come Gary Becker
e George Stigler, oltre a esaminare il carcere, l'alcolismo  e  persino l'amore coniugale
da un punto di vista economico, hanno spesso visitato  il campo  della criminalità. Mi è 
sembrato gentile ricambiare la visita. Come loro attribuiscono a chi commette reati una
logica razionale, ispirata dal calcolo dei costi e dei benefici, così io attribuisco  agli eco-
nomisti l'intenzione di giustificare  con le loro teorie  la produzione di malessere indivi-
duale e danno sociale".  
R. Staglianò - "Dalle sue pagine si scopre che il pensiero economico ha spesso giustificato
la diseguaglianza, mai forte come oggi. Perchè?".
V. Ruggiero - "Da Tommaso Moro in poi, si è detto che i privilegiati hanno sempre
cercato ogni artificio per giustificare i propri privilegi.  L'economia cerca spesso di
spiegare perchè la maggioranza delle persone è povera e una stretta minoranza ric-
ca. Gli economisti più irriducibili, come Hayek e Friedman, cercano di spiegare an-
che perchè è bene che sia e rimanga così".
R. Staglianò - "Alfred Marshall diceva che 'ogni agente della produzione viene applicato
al processo produttivo fintanto che genera profitti'. Ma delocalizzando e sostituendo gli
uomini con le macchine non si rischia che il valore del lavoro sprofondi ulteriormente?".
V. Ruggiero - "Nelle teorie di Marshall leggo non solo un incoraggiamento agli imprendi-
tori a esportare la produzione laddove la manodopera costa meno, ma anche una giustifi-
cazione della schiavitù.   L'autore sostiene che il salario deve corrispondere alla somma
che l'ultimo lavoratore disponibile sul mercato è disposto ad accettare. I migranti senza 
permesso e uomini e donne soggetti a tratta sono lavoratori ideali in questo senso. Ecco
perchè i trafficanti di esseri umani hanno  un ruolo  economicamente importante da rico-
prire".
R. Staglianò - "Di recente Robert Reich ha ricordato che il 70 per cento dell'economia
dipende dai consumi della classe media. Che è sempre più povera.  Quando  è  iniziato
l'impoverimento e cosa si può fare per fermarlo?".
V. Ruggiero -  "L'impoverimento è cominciato  non quando si è conclusa la lotta tra le
classi, ma quando  una  sola classe - quella dei datori di lavoro - ha cominciato a com-
batterla. Non si è trattato solo di passare dalla manifattura alla finanza. Secondo la lo-
gica economica che io critico, comunque, l'impoverimento e la crescente disuguaglian-
za sono salutari, sono opzioni  che abituano gli individui a "scegliere" quale posizione 
intendono occupare nella società. Inoltre, l'impoverimento stimola a imitare i ricchi, il
che costituisce un beneficio per l'economia nel suo complesso anche se imitare i ricchi 
vuol dire spesso emulare le pratiche illecite che li hanno resi tali.  Infine, come diceva
Tommaso d'Aquino, se non ci fossero i ricchi, chi potrebbe permettersi di fare l'elemo-
sina?".
R. Staglianò - "Un capitolo è intitolato Socialismo finanziario e allude al keynesismo
alla rovescia che ha salvato le banche coi soldi dei contribuenti. Come si può sostene-
re, senza arrossire, questo paradosso  da parte di gente  che si è sempre detta  a favore 
di uno Stato minimo?".
V. Ruggiero -  "E' un punto chiave del mio libro. Nella storia  del pensiero economico
nessuna teoria, in realyà, richiede la scomparsa dello Stato. Da sempre gli imprendito-
ri vogliono che lo Stato scompaia per gli altri e sia ben presente per loro. La libertà di
mercato, in quanto principio, è violata soprattutto  da coloro  che la predicano, e molti
imprenditori senza sotegno statale sarebbero costretti al fallimento.   Peraltro vi è un
paradosso anche nelle formulazioni di Keynes, il quale tra le righe sostiene che i soldi
dello Stato  vanno consegnati  a chi  è abituato a spenderli; inutile darli ai poveri, che  
prudentemente sono portati a metterli da parte".
R. Staglianò -  "A proposito di neoliberismo, qual è lo stato di salute di questa ideolo-
gia nel sesto anno di una crisi che invece sembrava aver resuscitato Marx?".
V. Ruggiero - "Come è possibile pensare a una crescita infinita in un Pianeta che ha
dimensioni e risorse finite? I danni ambientali sembrano ormai irreversibili, purtroppo.
Dire che lo scopo dell'attività umana è quello di accumulare sempre più profitti è come
dire che mangiamo per diventare sempre più grassi".
R. Staglianò - "Nelle conclusioni accenna molto brevemente al movimento della de-
crescita, caro a Serge Latouche. E' un'opzione economicamente praticabile?" 
V. Ruggiero - "Il mio modo di interpretare l'idea di decrescita consiste nell'individua- 
re e denunciare i danni prodotti dalle teorie economiche e dall'economia in quanto at-
tività umana così come siamo abituati a osservarla nella pratica".
R. Staglianò - "Quale futuro possiamo aspettarci se, com'è successo  negli ultimi 30
anni, l'1 per cento più ricco della popolazione triplica la propria ricchezza mentre il
restante 99 resta fermo o perde terreno?".
V. Ruggiero - "Senza una svolta radicale  nel pensiero economico, temo che l'1 per 
cento si abituerà a ritenere la propria posizione come meritata o come risultato del-
la volontà divina. Mentre il 99 potrebbe assuefarsi all'esclusione, a ridurre le aspet-
tative al minimo, alla vita nuda. Anche chi ha poco da guadagnare dalla crescita po- 
trebbe convincersi che  quanto ne ricava  sia meglio di niente. La polarizzazione ec-  
cessiva della ricchezza, d'altro canto, può anche portare a situazioni sociali via via 
ingovernabili, a conflitti di cui non possiamo ancora immaginare le dimensioni".
(D'altronde la teoria classica ci ha insegnato che il lavoro possiede due valori: uno
naturale e uno di mercato. Il primo è il prezzo pagato dai lavoratori per sopravvive-
re e riprodursi. Il secondo corrisponde al salario. Se quest'ultimo diventa inferiore
al primo, come succede sempre più spesso, si mette malissimo.    "Solo dopo che le
privazioni li avranno resi meno numerosi", osservava imperturbabile David Ricar-
do, "o quando la domanda di lavoratori torna a crescere, il loro prezzo di mercato
si riavvicina a quello naturale e i lavoratori avranno accesso al benessere modera-
to che un salario può garantire". Per ridurre la disoccupazione, òla morte dei di-
soccupati è oggettivamente un rimedio efficace. Ma auspicabile?  L'economista
non batte ciglio.)


Lucianone

Sport - calcio / Serie B - 21^ giornata 2013/14

12 gennaio '14 - domenica        12th January / Sunday

Risultati delle partite
Siena      1       Avellino   2       Brescia   3       Carpi             1       Cittadella    1
Varese    1       Padova    1       Trapani   3       Juve Stabia   0       Lanciano    2

Crotone   1     Novara   0        Pescara   1      Spezia   1       Ternana   2     Cesena     1     
Palermo   2     Bari        1        Empoli     2      Latina   4       Reggina   1     Modena   1

Lucianone

sabato 11 gennaio 2014

Società / Italia - Il nuovo carcere: un progetto degli studenti di Milano

11 gennaio '14 - sabato      11th January / Saturday

BOLLATE (Milano)
Trasformare la cella dietro le sbarre da spazio che opprime a luogo che cerca di stimolare
la creatività. Con questo obiettivo, gli studenti del Politecnico di Milano hanno ridisegnato
le celle del carcere di Bollate tenendo conto delle esigenze dei detenuti. 
A seguire il progetto sono stati i docenti Emilio Caravatti e Lorenzo Conzales con la colla-
borazione  dei detenuti del 'Gruppo della Trasgressione'.  "I progetti condivisi" ha dichia-
rato  il  coordinatore  del gruppo  Angelo Aparo, ex docente  di Psicologia  della devian-
za,  "aiutano a prevenire la sensazione di impotenza". Abituale per chi è costretto a vive-
re dietro le sbarre. 
Muri interattivi, spioncini a caleidoscopio, pareti che proiettano paesaggi, soppalchi, tende
bicolori e angoli attrezzati sono alcune delle alternative low cost pensate per fare stare un 
pò meglio chi è recluso.
(chiara daina   -  da il Venerdì di Repubblica / Buone idee - 15 novembre 2013)

Lucianone

Sport - calcio / Serie A - 18^ giornata 2013/14

11 gennaio '14 - sabato          11th January / Saturday

Risultati delle partite
Chievo     0      Fiorentina   1        Juventus   3         Napoli         2        Catania    2
Cagliari   0      Livorno        0        Roma        0        Sampdoria   0       Bologna   0

Genoa       2    Milan       3         Parma   3       Udinese  1       Lazio   1
Sassuolo   0    Atalanta   0         Torino   1       Verona   3       Inter    0

Classifica
JUVENTUS   49  /   Roma   41  /  Napoli   39  /  Fiorentina   36  /  H. Verona   32  /  
Inter   31  /  Torino   25  /  Parma, Genoa, Lazio   23  /  Milan   22  /  Cagliari   21  /
Sampdoria, Atalanta   18  /   Chievo   16  /  Bologna   15  /  Sassuolo   14  /  Livorno,
Catania   13  

Marcatori   
14   reti       ROSSI   (Fiorentina)
11    "         Tevez      (Juventus)
10    "         Palacio  (Inter)
9     "          Higuain (Napol),, Cerci e Immobile (Torino), Toni (Verona)
8     "          Gilardino  (Genoa), Vidal (Juventus), Callejon (Napoli)
7     "          Eder  (Sampdoria), Berardi (Sassuolo), Jorginho (Verona)      





 



Lucianone


domenica 5 gennaio 2014

Musica / novità - L'ultimo CD di Springsteen già online

5 gennaio '13 - domenica       5th January / Sunday                        visioni post - 15

Springsteen e la chitarra di Morello
12 brani del boss sul web per errore di Amazon 

(da 'la Repubblica' - 31/12/'13  -  Ernesto Assante)
Un album "minore" con cose già edite, cover (ben 4) e inediti.
Ecco come fan e appassionati  hanno considerato  fino a qual-
che giorno fa, il nuovo album di B. Springsteen, 'High Hopes',
in uscita  il 14 gennaio  ma  già reperibile online, sia per gli 
ormai tradizionali "leak"  che anticipano sistematicamente
le uscite dei dischi principali, sia in questo caso per un erro-
re di Amazon, che ha messo  negli scorsi giorni  l'album  in 
vendita per qualche ora, consentendo di scaricare le canzoni
e quindi condividerle nella Rete. Ma è davvero un disco "mi-
nore"? Considerando il buon risultato del precedente 'Wre-
cking Ball', uno dei migliori di Springsteen dai tempi di 'The
Rising' del 2002, 'High Hopes' non regge obbiettivamente il
confronto.
                                   'HIGH HOPES'
Ma in 'High Hopes' ci sono anche elementi, grazie alla collaborazione con Tom Morello
in otto brani  su dodici, di novità, di rinnovamento del suono e del linguaggio a comin-
ciare dal fatto che da 'The Rising', Springsteen non aveva mai messo in campo un album
tutto rock come questo, sostenuto dalla E Street Band, compresi gli scomparsi Federici e
Clemons, perchè alcune delle tracce  hanno visto  la loro prima registrazione nello scorso decennio.  Eterogenei i suoni e l'approccio alle canzoni, dal brano che dà titolo all'album, 
High Hopes, unpezzo degli Havalinas che Springsteen aveva già inciso e pubblicato in un
Ep nel 1996, qui rivisitata  con  la chitarra di Morello ben in vista, per passare a Harry's Place, che consente a Morello  di duettare  virtualmente con il sax di Clarence Clemons, 
e arrivare  a uno  dei punti alti dell'album. la bellissima  "41 Shots"  dove  Springsteen 
canta  la storia di Amadou Diallo, afroamericano ucciso, innocente, dalla polizia a New
York con 41 colpi di pistola. La versione con la chitarra di Morello è appassionata, dolo-
rosa. Alla cover dei Saints, "Just like fire would"segue l'inedita "Down in the hole"
dove compare ancora una volta il grande Danny Federici. Più semplici, "Heaven's wall"  
e la bella "Frankie Fell in Love", dove Springsteen si diverte a immaginare un dialogo
tra Shakespeare e Einstein davanti a una birra, con lo scienziato  che  scrive numeri su
un tovagliolo mentre il poeta suggerisce che tutto ha inizio con un bacio. Molto vicina
alle atmosfere di Wrecking Ball è "This is your sword", con richiami biblici e cornamu-
se sullo sfondo, mentre di stampo completamente acustico è l'inedita "Hunter of invisible 
game".  Uno dei "pezzi forti dell'album   è  la nuova versione  di "The ghost of Tom Joad"
inevitabile anello di congiunzione  tra Tom Morello  e Bruce Springsteen, per tematiche e
forza espressiva.  Qui il chitarrista dei Rage Against The Machine  prende il sopravvento,
canta una strofa, mena fendenti  con  la sua chitarra, sostenuto dalla EStreet Band, in una versione meno affascinante dell'originale, ma assolutamente esplosiva. L'impegno fa capo-
lino anche nella ballata acustica "The wall" che anticipa il finale di "Dream baby dream",
una cover degli elettronici Suicide, magnifico esempio di come Springsteen sia in grado di
rileggere la storia del rock e di farla cosa sua.



(da 'La Gazzetta dello Sport' - 7 gennaio '14 - Altri mondi - Filippo Conticelli)
Sessantaquattro anni compiuti e ancora esplode di vita e di rock. Ancora canta
al futuro che dovrà essere migliore dell'oggi. . Da sempre Sèpringsteen riempie 
di senso il sogno americano e, con una nuova scarica elettrica, torna a misurare
le "grandi speranze" di noi esseri umani.  High Hopes è il nome scelto per il 18°
album in studio del Boss che uscirà martedì prossimo, ma che tanti masticano già.
Colpa (o merito di Amazon): per sbaglio ha messo in vendita l'album per qualche
ora portando a un inevitabile contagio dei brani in Rete.  Chi sospetta di un'astu-
ta mossa di marketing non è detto che faccia peccato, intanto la Cbs  ha trovato
un accordo innovativo per pubblicare in streaming il disco, che sarà pure colonna
sonora di una puntata della serie tv Usa 'The Good Wife".
R E D E N Z I O N E
Due anni come un tornado, in ogni angolo del pianeta i soliti live leggendari,
esperienze mistiche più che musicali, e adesso Springsteen  è  semplicemente
sceso in cantina. Ha ripescato materiale vecchio, scarti, brani suonati e mai
incisi, cover: "Questo disco è una anomalia", ha ammesso per primo il Boss.
Molto passa pure da un incontro felice: 

CONTINUA... t o  b e  c o n t i n u e d...


giovedì 2 gennaio 2014

Spettacoli / cinema - Film su Mandela e su altri eroi neri americani

2 gennaio 2014  - giovedì        2nd January / Thursday                   visioni post - 2

Sugli schermi storie di eroi neri, a partire
da Mandela nel film "Long walk to freedom"
L'attore inglese che lo interpreta, Idris Elba: "Mandela ci ha
insegnato l'orgoglio e la forza delle nostre radici"

(da 'la Repubblica'  -  31/12/ 2013  -  di Silvia Bizio con intervista)
Los Angeles  -
"Ci sono attori che fanno un film, e film che fanno un attore. Per me vale
il secondo caso: questo film mi ha cambiato". Idris Elba è il protagonista
di "Mandela: long walk to freedom", diretto dal britannico Justin Chadwick,
uscito negli Usa pochi giorni prima della scomparsa del leader sudafricano,
emblema di una stagione cinematografica  caratterizzata  dalla presenza di
film , autori e attori afroamericani, da "12 anni schiavo" a "Fruitvale Sta-
tion" a "Black Nativity".  
"Mandela: long walk to freedom" è valso a Idris Elba una nomination al
Golden Globe come miglior attore nella categoria dei fil drammatici - ma 
è candidato anche per l'interpretazione nella serie tv 'Luther'. 
Elba, noto anche come rapper con il nome di Driis, è tra gli attori di spicco
di questa stagione di premi insieme al collega Chiwetel Ejiofor prtotagoni-
sta di "12 years a slave". La sua interpretazione è stata apprezzata dall'ex
presidente sudafricano quando era ancora in vita, e Barack Obama ha in-
vitato attore e regista alla Casa Bianca per una proiezione privata.
Il film, tratto dall'autobiografia di Mandela (The long walk to freedom), è
una produzione indipendente sudafricana, la prima del paese ad affrontare
la storia di Madiba.    I l progetto è stato inseguito per anni dal produttore
Anant Singh che  aveva acquistato  i diritti del libro  quando  Mandela era 
ancora in carcere. Ripercorre le tappe più importanti della sua vita dall'in-
fanzia all'entrata in politica, l'arresto, l'ergastolo, gli anni a Robben Island
fino alla scarcerazione nel 1991 e l'elezione alla presidenza.
Uscito negli Usa il 27 novembre '13, il film non ha ancora una distribuzione
per l'italia. Silvia Bizio ha incontrato Idris Elba a Los Angeles. 

Continua...
To be continued...




martedì 31 dicembre 2013

Ultime notizie - dall'Italia e dal Mondo / The latest news

31 dicembre '13 - martedì         31st December / Tuesday               visioni post - 3

Esteri / Lettonia
A mezzanotte è scattata l'ora Euro
Il piccolo Stato baltico sarà il 18esimo Paese dell’Eurozona. 
Riga divisa tra orgoglio e scetticismo: «Aumenteranno i prezzi?»

La Lettonia entra nell’Eurozona: da mezzanotte il piccolo Stato baltico sarà il 18esimo Paese a utilizzare la moneta unica europea. Un miracolo nordico, che solo quattro anni pareva impossibile, con il Pil a -18 per cento. Quest’anno, invece, dovrebbe chiudere a +4,2 per cento, stessa percentuale attesa per il 2014. Le autorità ne sono orgogliose, anche se sarà un premier dimissionario a prelevare da un bancomat dopo la mezzanotte la prima banconota in euro: Valdis Dombrovskis ha lasciato l’incarico dopo il crollo del tetto di un supermercato nel centro di Riga, 54 morti, lo scorso novembre. Ma la gente è preoccupata: ancora pochi mesi fa il 58 per cento dei lettoni dichiarava di avere timori per il futuro da euro-Stato, allarmato soprattutto da un possibile aumento dei prezzi, e un po’ dall’idea che con l’uscita di scena del Lat si perderà in qualche modo un pezzo di sovranità. Un timore che echeggia il non facile passato, per niente remoto, da Repubblica sovietica. Ancora nel 1991, Mosca mandava i carri armati per tentare di fermare la dichiarazione di indipendenza. Invano. La Lettonia è diventato Paese membro della Nato e dell’Unione europea nel 2004.  




Il primo gennaio 2014  la Lettonia entra nell'Eurozona

ROMA  -  Politica
Affitti d'oro, il M5S: "E' una legge truffa"
Il governo: "Non hanno capito la norma"
Duro botta e risposta sul decreto legge che riguarda le locazioni 
del Parlamento. I grillini: «Non c’è il tempo per recedere». Palazzo Chigi: «Ci sono sei mesi»
È di nuovo battaglia sugli affitti d’oro. «Abbiamo scoperto una nuova porcata», dice il Movimento 5 Stelle in una nota. «Chi definisce truffaldina norma su affitti d’oro contenuta nel decreto del 27/12, ammesso che sia in buona fede, non capisce quel che legge», replica Palazzo Chigi in un tweet. Ecco il punto del contendere. Secondo i grillini il milleproroghe non dà il tempo materiale per poter esercitare il recesso dai contratti. È una legge truffaldina che ha l’effetto di neutralizzare la norma anticasta del M5S, rendendo di fatto impossibile disdire le locazioni milionarie». È quanto scritto in una nota diffusa dal gruppo M5s della Camera che fa riferimento ad un post del portavoce Riccardo Fraccaro. 

VATICANO
Papa Francesco: "Aiutiamo chi è in difficoltà

Monito contro l'indifferenza e l'egoismo nel "Te Deum" con cui nella basilica di San Pietro il Pontefice traccia un bilancio del 2013 e indica le priorità per il nuovo anno

Capodanno nel mondo:  tutte le foto qui sotto

>>>>>>Foto I primi auguri dall'altra parte della Terra

I festeggiamenti per il capodanno 2014 al Colosseo

I festeggiamenti di Capodanno a Roma, al Colosseo

Sport 
Schumacher; "Futuro ancora incerto", dopo 
la spaventosa caduta con gli sci nelle Alpi francesi
Parla Sabine Kehm, la portavoce del pluricampione di Formula Uno ferito in un incidente sugli sci: «È in condizionistabili.Ha passato una notte tranquilla - si è limitata a dire - non ci sono stati peggioramenti».
«Schumacher è stato monitorato tutta la notte e il fatto che la pressione intracranica non sia aumentata è positivo. Le sue condizioni restano però critiche e sul futuro non ci si può ancora sbilanciare», ha aggiunto Sabine Kehm. 

Lucianone



domenica 29 dicembre 2013

Riflessioni - Perchè i forconi? / Sul film 'La grande bellezza'

29 dicembre '13 - domenica         29rh December / Sunday                 visioni post - 3

(da 'la Repubblica' - 13 / 12 / 2013 -  'L'Amaca' / Michele Serra)
Fanno paura, i forconi, a partire da quel nome truce e autodenigra-
torio che un leader intelligente cambierebbe da subito, diffidando i
media dal suo uso.  Ma fa paura anche che Enrico Letta definisca 
quanto sta accadendo "un attacco al principio di rappresentanza". 
Perchè non è un attacco. E' una presa d'atto.    E' la diretta conse-
guenza del fatto che la rappresentanza politica non copre, oramai, 
che una parte (non so neanche dire se maggioritaria) della società 
italiana. Questo avevano detto le ultime politiche: che i non rappre-
sentanti sono una impressionante moltitudine. E che quella moltitu-
dine, a meno  di miracolose  auto-rappresentazioni non violente (il
grillismo è un tentativo goffo e pieno di difetti di neopolitica: giusto
criticarlo, impossibile cancellarlo) è alla mercè  dei ceffi  e dei me-
statori  che vediamo in azione in questi giorni. Le "larghe intese",
a dispetto del loro nome, sono un disperato tentativo   di arrocco,
danno l'idea di una classe dirigente assediata  e  così anchilosata
nei suoi difetti che non è riuscita a fare una nuova legge elettora-
le nonostante lo abbia strapromesso, e a conti fatti spergiurato.
Come si può sperare che i mai rappresentati, e i non più rappre-
sentati, si inchinino a un principio di rappresentanza che rappre-
senta altri, non loro?

... penso anche io che "La grande bellezza" sia un magnifico, 
potentissimo film.   Mi aveva colpito, quando uscì nelle sale, 
l'accoglienza piuttosto gretta che buona parte della critica na-
zionale gli aveva riservato, e mi rende felice  il suo successo
internazionale, fuori dalle mura della nostra affaticata provin-
cia. Sorrentino (il regista) - scrive Curzio Maltese - racconta
la decadenza italiana come "una colossale perdita di tempo
e di occasioni". E' così: nel film la bellezza di Roma è l'inuti-
le quinta di un carosello vacuo, senza senso e senza meta.
La bellezza, percepita con indifferenza o malamente intravi-
sta da protagonisti storditi dalla propria deriva, concentrati
solo sul sè, è la vera occasione perduta. Allora, forse, non è
per caso che il film all'estero sia applaudito senza le riserve
che lo hanno accolto in patria.   Le cose belle ci passano ac-
canto - o ci languono attorno - con scarse possibilità di scal-
fire la nostra apatia. Bellezza decrepita , non curata, o bel-
lezza tradita , non riconosciuta.  Scrive Valerio Magrelli in
Geologia di un padre, se Cristo tornasse in questa Italia lo
inchioderebbero a una croce di alluminio anodizzato.
(da 'la Repubblica' - 15 / 12 / '13  -  'L'Amaca' / M. Serra) 

Lucianone