domenica 10 agosto 2025

Ultime Notizie - dall'Italia e dal mondo

 10 agosto '25 - domenica                                  10th August / Sunday                  visione post - 12

Russia e Usa su Ucraina -

Il prossimo summit Trump - Putin in Alaska come esercizio di dominio    (da "la Repubblica") 

Non è l'arte della diplomazia che riunisce Putin e Trump venerd' in Alaska,  nel primo vertice Usa - Russia  dal 2021, ma è semmai l'esercizio della "Kyriarchia", espressione del comando, della supremazia, del dominio.  (di Ezio Mauro)

I due presidenti si incontrano infatti come i plenipotenziari del pianeta, decisi a sbrogliare da soli i nodi che soffocano oggi il mondo e proiettano un'ombra sul futuro, ingovernabile...  Il fatto è che i due demiurghi si sono attribuiti da soli - e reciprocamente - lo status di imperatori, anche se alcuni dei nodi geopolitici li hanno stretti con le loro mani, dall'invasione russa dell'Ucraina alla guerra commerciale scatenata dall'America. Ma sia Trump che Putin non portano responsabilità, non ammettono errori, non conoscono colpe.

Tel Aviv - Israele/Gaza

Migliaia in piazza, a Tel Aviv, contro l'invasione di Gaza /  Il grido in piazza elaltro Israele: "Fermate ora il massacro a Gaza".  Da Tel Aviv a Haifa migliaia in strada per chiedere la fine del conflitto e la liberazione dei rapiti. "Il governo Netanyahu commette brutalità e rovina la vita di tanti giovani". Nella città conservatrice di Gerusalemme un corteo contro l'occupazione. La protesta dilaga ormai in tutto il Paese. - Ma la nzione è spaccata: alcuni ragazzi contestano i manifestanti e strappano i loro cartelloni. "Ho appoggiato la guerra, ma ormai è solo una vendetta" (Naya Engel, studentessa di farmacia) /  "Se i nostri figli non torneranno non vi perdoneremo" (Einav ZAngaucher), / "L'apartheid ha creato il contesto del 7 ottobre" (Gilad Gal, informatico)

Continua... to be continued...

martedì 5 agosto 2025

STORIE - Anniversari / 1995 - 2025: Srebrenica, nel riverbero oscuro di Gaza

5 agosto '25 - martedì                                      5th August / Tuesday                        visione post - 8

(da il manifesto - 12 luglio '25 /  di Francesco Strazzari)

La città bosniaca nel riverbero oscuro di Gaza

Non lo permetteremo mai più, ma continua ad accadere.  Le fosse comuni hanno restituito 8.372 corpi, di centinaia manca ancora la ricomposizione. Questa fu Srebrenica: una sacca ingestibile, gonfiata all'inverosimile da disperazione e resistenza. Nelle complesse vicende della pulizia etnica lungo il fronte bosniaco  E un'enclave musulmana sacrificata perchè fuori dalla logica territoriale degli accordi di pace. TRoppo lontana per essere congiunta da una lingua di terra da tracciare a Dayton, Ohio, come invece accadde - a notte tarda e grazie al whisky - per il corridoio di Gorazde.  Srebrenica fu abbandonata da tutti, inclusa l'Onu, che l'aveva dichiarata area protetta.  La guerra in Bosnia si giocò sugli aiuti umanitari: chi faceva passare cosa e per quale progetto politico. I serbo-bosniaci partirono con il favore delle armi, portando i musulmani sull'orlo della fame e manipolando gli aiuti così da spostare la popolazione. Gran parte degli assedi, Sarajevo compresa, prendeva di mira l'acqua, il pane e il mercato nero, protagonisti cecchini e mortai. Affamare e terrorizzare per trasferire altrove.  Di Srebrenica ci reta l'iimagine di Ratko Mladic che prge cioccolata ai bambini, dicendo che non hanno nulla da temere. O quella del padre smagito  e spossato , costretto a chiamare a gran voce il figlio, eortandolo a uscire dal bosco in cui si nascondeva. Nessuno dei due sopravvisse. L'Assemblea Generale dell'Onu ha decretato l'11 luglio  "Giornata internazionale di riflessione sul genocidio di Srebrenica".  Fra i Paesi che hanno sempre sostenuto che non si debba parlare di singolo atto di genocidio c'è Israele. <la linea è ridurre l'accaduto alla nozione di crimini di guerra; l'attenuante è la separazione di donne e bambini prima dele esecuzioni di massa. I rapporti tra Israele e Serbia sono più che amichevoli, come testimoniato dalla recente visita della portavoce del Parlamento di Belgrado a Tel Aviv. Le forniture di armi alla Serbia sono definite da Tel Aviv come episodi occasionali. Un'inchiesta di BIRN e Haharetz ha appurato che, nel pieno dell'offensiva su Gaza, le vendite di armi serbe a Israele sono cresciute di 30 volte (da 1,6 42,3 milioni di dollari) anche grazie a uno spin doctor israeliano, incaricato dell'immagine del contestatissimo presidente Vucic.  Evidentemente l'unicità dell'Olocausto non ammette eccezioni: il timore è che la gravità del crimine ne risulti sminuita. Altrttanto evidente, però, è il timore che il riverbero della violenza sui civili posa dar vita a precedenti, e non solo perchè Gaza viene invocata dagli stessi sopravvissuti di Srebrenica.

Continua... to be continued.... 

lunedì 4 agosto 2025

SOCIETA' /Sport - I campioni di basket U20: più forti del razzismo / Con riflessione di L. Finesso

 4 agosto '25 - lunedì                                 4th August / Monday                          visione post - 34

(da LA STAMPA - 22 luglio '25 / La storia - di Giulia Zonca)


Più forti del razzismo

La storia -  Chi credeva di demolire i ragazzi dell'Under 20 di basket con gli insulti si è trovato davanti l'Italia, un Paese che certe persone forse non sanno di abitare, ma che per fortuna sta qui e ha una squadra così effervescente a rappresentarla..  Il futuro è in buone mani e questi ragazzi le sanno usare: hanno vinto l'Europeo  di categoria, riportato a casa un titolo che mancava da più di un decennio, contrastato il pronostico e demolito le frasi idiote che li hanno accompagnati all'inizio del torneo. Per poi essere sommerse da altre voci, quelle di uomini e donne che invece di nascondersi dietro a nomi di fantasia ci  mettono la faccia.   Questa squadra multiculturale sistema la percezione e supera qualsiasi giudizio basato su uno sguardo. Lo fa con i gesti e il linguaggio di una generazione già pronta ad affrontare le ondate becere che hanno fatto vacillare tanti prima di loro. Sono nati tra il 2005 e 2006, la metà ha appena fatto la maturità. Senza rifiuti. Sono abituati al concetto di afroitaliano e non lo devono declinare, possono sfottersi a tavola chiamandosi bianci e neri a prescindere dalle caratteristiche fisiche, giusto per amplificare il concetto di fratellanza che in qualsiasi comunità viene spontaneo. La loro non è fatta di provenienza, ma di pallacanestro con tutti i riferimenti del caso.  Grgo, esempi, citazioni, personaggi, libri e film e musica. Ascoltarli è rinfrescante, vderli giocare ù esaltante, sapere che hanno addosso la maglia dell'Italia dà un'energia che la nostra classe dirigente non riesce a interpretare.  Sono belli, nel senso più ampio della parola, mettono di buon umore perchè mostrano talento, sanno ampliarlo quando stanno insieme, offrono un anticipo di società destinata a diventare abitudine. Al tentativo di BOICOTTAGGIO, con messaggi che non hanno cittadinanza (non ne meritano nessuna) non hanno risposto. Prima si sono impegnati a vincere e poi hanno ringraziato "per i commenti razzisti che ci hanno dato la carica.  Uno ha postato, tutti hanno condiviso, consapevoli di essere un tramite e un traino.

Sono abituati al concetto  di afroitaliano e non devono declinarlo

Non staremo a fare l'elenco dei posti da cui molti dei loro genitori  sono arrivati, storia a cui tengono e di cui hanno cura, però dato ininfluente per la loro amicizia e unione, per la qveneto,   sputarci sopra e ci trovano solo il riflesso della propria aggressività.  Questi ragazzi del basket si spostano troppo in fretta per essere vittime di certe idiozie e sono convinti dei loro comportamenti, non cercano approvazione anche se per l'età dovrebbe essere naturale. Questi non ne hanno bisogno, trovano nel confronto le soluzioni. Sanno pure di essere visti, di avere profili social frequentati, di poter contribuire a dare all'Italia la faccia che effettivamente oggi ha. Nel 2025 è più facile vederla in una squadra di basket giovanile che in una banca, domani cambieremo ancora.  Non è questione di origini, piuttosto di approccio.  I teenager sono i primi a vivere fin dalla nascita realtà che altri hanno visto modificarsi, con inevitabili tempi di adattamento.  Loro comunicano altro, un'identità così chiara che si vede in campo e promuoverla attraverso i successi diventa sul serio motivazione. Il post è reale, ringraziano per la missione assegnata. Trovare un palco più grande per mostrarsi semplicemente italiani.    Sono stati tutti un "bocia che andrà lontano" come chiamavano da piccolo francesco ferrari, l'Mvp dell'Europeo, a Borgomanero, in provincia di Novara, dove è nato. Dove sono passati altri due elementi dell'Under 20, in una squadra vivaio, con la canotta del College. bocia è un termine veneto, ma è in molti luoghi del Nord Italia ed è il modo per dare la giusta leggerezza a un adolescente. Ferrari, figlio di un promotore del basket locale, era un bocia così come Osa, diminutivo di Osawaru Andrew Osasuyi venuto a Borgomanero a giocare. Si somigliano, anche se sarebbe difficile confonderli e hanno lineamenti e capelli diversi eppure un'unica maniera di stare sul parquet e di essere italiani.  

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Non si può stare zitti nè essere indifferenti, quando un'intera squadra di basket, composta da oltre il 50 per cento da atleti afroitaliani viene presa di mira sui social e non solo:. una parte consistente di persone in Italia è rimasta razzista purtroppo, ma la cosa ancora più pesante, grave e insopportabile è il fatto che si nascondono vigliaccamente dietro l'ombra dei social o altri anfratti  internet. L'odio supera quello che dovrebbe invece essere un orgoglio per la conquista di una coppa che porta i nostri ragazzi ad essere primi in Europa in uno sport stupendo come il basket. Ma purtroppo, come già successo per la nostra italianissima Egonu nel volley, la rabbia contro una pelle diversa, contro la diversità in generale, supera ogni confine, pure quello dell'orgoglio per una conquista sportiva che deve essere di tutti compresi quegli afroitaliani che ormai fanno parte di noi , sono perfettamente integrati.  Tutti quanti quei beceri, invidiosi razzisti più o meno viscerali, quelli sono i veri  non integrati, i perenni disadattati e frustrati.
- Luciano Finesso - 

Lucianone

venerdì 1 agosto 2025

SPORT / Nuoto e tuffi - Mondiali di Singapore '25

 ! agosto 2025 -venerdì                                         1st August / Friday                      visione post - 6

Oro per Simone CERASUOLO  nei 50 rana

Oro per la coppia  Santoro-Pellacani nei tuffi da tre metri sincro

Trionfi inediti per l'Italia: Simone domina i 50 rana, Matteo e Chiara danno lezione, pure ai cinesi, dai 3 metri sincro

"I due ori pescati nell'acqua di Singapore hanno i volti sbalordditi e fieri di mister rana Simone Cerasuolo e e di due tuffatori meravigliosi come Chiara Pellacani e Matteo Santoro. Tre campioni che non sono abituati a vincere come le star delle piscine ma di cui l'Italia aveva bisogno per rompere il digiuno d'oro. ieri si sono dati felicemente il cambio. CHE VITTORIE /

Lucianone


martedì 15 luglio 2025

SCUOLA / Esame di maturità - Adolescentii alieni e adulti incapaci di ascoltare

 15 luglio '25 - martedì                                   15th July / Tuesday                        visone post - 16

(da "il manifesto" - 12 luglio '25  /    di Marco Rovelli)

Esame di maturità -

Adolescenti alieni e adulti incapaci di ascoltare

Molto interessante leggere i commenti  social  alle notizie su studenti e studentesse che hanno deciso di sottrarsi all'orale dell'esame di maturità. E' interessante, ma anche noioso, visto che c'è una sostanziale uniformità tra gli adulti che intervengono. - Generalmente ci si indigna in nome della solita solfa che "la vita è un esame", che questi ragazzi sono incapaci del sacrificio necessario alla vita, che un domani nel lavoro  come faranno, e via salmodiando.  L'intero sistema di comprensione  della realtà degli adulti va in tilt, e si irrigidisce nel giudizio - un giudizio che si scraventa sui "giovani"  come incapaci, presuntuosi, viziati, narcisisti. Un mondo di adulti che giudicano  a partire dal fatto che non si sono mai posti il problema di dislocare lo sguardo entrando in relazione col vissuto e con le categorie degli adolescebti e delle adolescenti. . Eppure, basterebbe leggere le motivazioni che sono state date a quei gesti da chi li ha fatti per sospendere il giudizio e astenersi dal lanciare  i proppri indignati strali. Quando una ragazza scrive che il senso di quella sottrazione è il rifiuto de ""i meccanismi di valutaziione scolastici, l'eccessiva competitività, la mancanza di empatia  del corpo docente " sta attribuendo al suo gesto  un significato politico molto netto, e dice quello che una parte di ragazzi e ragazze delle scuole dicono da diversi anni in maniera molto consapevole, a cominciare  dalle molte  occupazioni di scuole che es attamente questo avevano al centro. C'è un ordine del discorso gnerazionale che a troppi adulti sfugge, ed è quello dell'insostenibilità di un sistema fondato sulla performance e sull'umano come "imprenditore di se stesso" , su una valutazione fondata sul mit porre l'attenzione o performativo del "merito", sull'iperindividualismo compwtitivo.   E' questo sistema che viene contestato dai ragazzi e dalle ragazze che si sottraggono al giudizio finale dell'orale: ma al significato da loro attribuito a quel gesto gli adulti non danno alcuna rilevanza, perchè un minore per troppi non è evidentemente credibile quando esprime un significato autonomo, e così facendo gli si nega dignità e soggettività.. Ma nonostante l'incompresione degli adulti, quel gesto è insieme esistenziale e politico. Perchè è assolutamente politico chiedere di non essere umiliati, e chiedere empatia. In una lettera pubblia tollerare nè ca , i ragazzi e le ragazze del liceo Berchet di Milano avevano scritto: "Ciò su cui cerchiamo di porre l'attenzione  è solo il necessario riconoscimento di una dignità della fragilità".  Questa rivendicazione era strettamente connessa alla richiesta di una "relazione empatica tra studenti e professori", intendendo la scuola non come uno sterila trasferimento di emozioni, bensì un luogo e un tempo di cura dei rapporti umani in chiave formativa". Per questo, scrivevano, " non accetteremo più atteggiamenti oppressivi e dispotici. Una scuola autoritaria prepara ad una società autoritaria, e noi non siamo disposti a tollerare nè l'una, nè, tantomeno l'altra". 

Non sono d'accordo tra loro  nemmeno i dirigenti scolastici.  Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale presidi, giudica "non accettabile" il rifiuto del colloquio.. Opposta l'opinione  della collega Paola Bortoletto, che guida l'Associazione nazionale dirigenti scolastici: "Ha scoperchiato il problema più che tutto quello che dall'interno del sistema scolastico si è detto della valutazione formativa" -  "Avevo anche provato a parlarne con i professori", dice una delle ragazze  che ha rifiutato l'orale, "ma nessuno ha mai dimostrato interesse"I docenti non guardano come sta lo studente davvero". Sono ragazzi e ragazze che dicono basta.  Il sè di un adolescente sottoposto da sempre alle ingiunzioni della performance, del successo e del merit è fragile: e questa fragilità, oggi, viene rivendicata da molti esplicitamente, per farla diventare un punto di forza  - e lo diventa quando viene messa in comune. E' così che oggi questi ragazzi e queste ragazze possono immaginare di difendere i propri diritti. A tutto questo l'neffabile Valditara, supportato anche dai prof che che  teoricamente sarebbero "di sinistra" che però leggono questi gesti nel suo stesso senso, risponde dicendo che sarà bocciato chi farà scena muta "spontaneamente": al di là della surreale valutazione di quella spontaneità, che ci riporta a uno scenario proprio di un romanzo di Philip Dick, ci si presenta ancora una volta la crisi di un sistema che, incapace di comprendere gli "alieni" che ha davanti, reagisce con l'unico strumento che conosce: il rafforzamento dell'autorità. - Cpme mi è capitato di scrivere , a proposito di un bel libro di un'adolescente, Amelia C. (Vogliacchi. Il mio j'accuse al mondo degli adulti), perchè gli adolescenti smettano di essere alieni occorre fare quella semplice/ifficilissima cosa che è tacere. E ascoltare.  Smettere di presumere che siano barbari incapaci di parlare e di pensare, ma persone che parlano e pensano in modo diverso. Se li ascoltiamo, magari ariviamo a capire che sono loro a considerare alieni gli adulti.

Lucianone

SPORT / Tennis - Jannik SINNER, re di Wimbledon

 15 luglio '25 - martedì                                    15th <july / Tuesday                        visione post - 17

giovedì 10 luglio 2025

Dossier - Societa' e guerra / Israele e Gaza: pane e piombo

 10 luglio '25 - gioved'                                10th July / Thursday                              visione post - 33

(da "il manifesto" -  25 giugno '25 -   di Ahmed Ibtisam e Ahmed Mahdi )

PANE e PIOMBO

Gaza -

L'11 giugno, prima dell'alba, Hatem Shaldan, 19 anni, e suo fratello Hamza, 23, sono andati ad aspettare i camion degli aiuti vicino al corridoio di Netzarim, nella Striscia di Gaza centrale. Speravano di tornare con un sacco di farina bianca per la loro famiglia di cinque persone. Hamza è tornato con il corpo del fratello minore avvolto in un sudario bianco. La famiglia Shaldan ha vissuto praticamente senza cibo per quasi due mesi a causa del blocco imposto da Israele, stipata in un'aula trasformata in rifugio nella parte est di Gaza City. La loro casa, un tempo vicina, è stata completamente distrutta da un attacco aereo israeliano nel gennaio 2024. 

Verso l' 1,30 del mattino, i due fratelli si sono uniti a decine di palestinesi affamati in Al-Rashid Street, lungo la costa, dopo aver sentito che dei camion che trasportavano farina sarebbero entrati nella Striscia. Due ore dopo, hanno sentito le grida "i camion stanno arrivando!", seguite immediatamente dal suono dei bombardamenti dell'artiglieria israeliana. "Non ci importava dei bombardamenti - racconta Hamza a +972 Magazine - Abbiamo solo corso verso le luci dei camion". Nel caos della folla, i fratelli si sono separati. Hamza è riuscito a prendere un sacco da 25 kg di farina. Quando è tornato al punto d'incontro concordato, Hatem non c'era.  "Ho continuato a chiamare il suo telefono, senza ottenere risposta - racconta Hamza - Il mio cuore batteva forte. Ho iniziato a vedere corpi morti. Mi rifiutavo di credere che mio fgratello potesse essere tra loro". Alcune ore dopo Hamza ha ricevuto una telefonata da un amico : nei gruppi Whatsupp locali era apparsa la foto di un corpo non ientificato, scattata all'ospedale Martiri di Al-Aqsa di Deir Al-Balah.  Hamza ha mandato un cugino - un autista di tuk-ttuk  - a controllare. Mezz'ora dopo ha richiamato, con la voce tremante. Mi ha detto che era Hatem". Hamza è svenuto. Quando si è ripreso, la gente gli stava versando acqua sul viso. Si è precipitato all'ospedale, dove un uomo ferito dallo stesso colpo di artiglieria gli ha spiegato cosa era successo: Hatem e altre 15 persone avevano cercato di nascondersi tra l'erba alta quando i carri armati israeliani hanno aperto il fuoco. "Hatem è stato colpito da schegge nelle gambe - ha detto l'uomo - Ha sanguinato per ore. I cani li hanno accerchiati. Quando sono arrivati altri camion di aiuti, la gente ha aiutato a spostarci sopra i corpi".  25 palestinesi sono stati uccisi  quella mattina.  Hamza ha riportato il corpo di Hatem a Gaza City e lo ha seppellito accanto alla madre, uccisa da un cecchino israeliano nell'agosto del 2024. Un altro fratello, Khalid, 21 anni, era morto in un attacco aereo a gennaio, mentre evacuava dei feriti sul suo carro a cavalli.  Hatem era un tecnico specializzato in accessori per auto e sognava di aprire un negozio: "Era gentile e generoso - racconta Hamza -.  Tutti quelli che lo conoscevano sono venuti al suo funerale. Che Dio ritenga l'occupazione responsabile per averci rubato la vita". - 

"Hunger games" -    Con Israele che taglia le reti  Internet e di telecomunicazione, imponendo a milioni di palestinesi un blackout mediatico e informativo,  gli attacchi di Israele contro  i gazawi affamati sono intensificati. Dopo mesi senza che una sola goccia di cibo, medicine o carburante entrasse a Gaza, da fine maggio è stato permesso l'ingresso di un rivolo di farina bianca e prodotti in scatola. La maggior parte è andata in centri a Rafah e nel corridoio  Netzarim gestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), sorvegliati da contractor di sicurezza privati americani e da soldati israeliani.   Il 10 giugno sono iniziate ad arrivare piccole spedizioni tramite camion di aiuti gestiti dal Programma alimentare mondiale (Pam). Ma con l'aggravarsi della fame, la gente non aspetta più che i camion passino in sicurezza. Si precipitano nel momento in cui appaiono, alla disperata ricerca di tutto ciò che possono prima che le scorte svaniscano. Decine di migliaia di persone si riuniscono ai punti di distribuzione, a volte con giorni di anticipo, e molti tornano a casa a mani vuote. In molti casi, le truppe israeliane hanno aperto il fuoco sulle masse uccidendo decine di persone che cercavano di raccogliere qualche chilo di farina o di scatolame da portare a casa in quelli che i palestinesi hanno soprannominato "Hunger games", giochi della fame.   Dal 27 maggio, secondo il portavoced della protezione civile di Gaza, Mahmoud Basel, oltre 400 palestinesui sono stati uccisi e più di 3mila feriti mentre aspettavano gli aiuti. 

17 giugno: strage a Khan Younis  -  Le forze israeliane hanno sparato con carri armati, mitragliatrici e droni su una folla di palestinesi a Khan Younis, uccidendo 70 persone e ferendone centinaia. Yousef Abu Jalila, 38 anni, faceva affidamento sugli aiuti umanitari distribuiti dal Pam per sfamare la sua famiglia di 10 persone. "I miei figli mi gridano che hanno fame e io non ho nulla da dar loro da mangiare. Senza farina bianca o resti di cibo in scatola, Abu Jalila non ha altra scelta che presentarsi ai punti di distribuzione degli aiuti o aspettare i camion. Il 14 giugno ha lasciato la tendopoli con un gruppo di vicini, dopo avr sentito voci sull'arrivo di camion di aiuti nell'area dell'Equestrian club nella parte nord-occidentale di Gaza. Quando è arrivato è stato sorpreso di trovare migliaia di persone che speravano di portare cibo per le loro famiglie.  

"Sono stato colpito mentre fuggivo, un cecchino mi ha preso alla schiena. Sono sopravvissuto ma altri no. Sono tornati nelle sacche per i cadaveri"  (Mohammad Al-Basyouni)

Con il passare delle ore, la folla si è avvicinata  a una posizione militare israeliana. Poi, senza preaxxiso, diversi proiettili di artiglieria israeliana sono esplosi nel mezzo. Con il passare delle ore, la folla si è avvicinata a una postazione militare israeliana. Poi, senza preavviso, diversi poiettili di artiglieria israeliana ono esplosi nel mezzo dell'assembramento. "Non so ancora come ho fatto a sopravvivere", racconta Abu Jalila. Decine di persone sono state uccise, i loro corpi fatti a pezzi. Molte altre sono state ferite". Nel caos, alcuni sono fuggiti, mentre altri si sono affannati a caricare i morti e i feriti su carretti trainati da asini.  "Un giovane è saltato in aria a metà, altri hanno avut gli arti strappati à ricora Jalila - Erano perone innocenti, disarmate, che cercavano solo di procurarsi del cibo. Perchè ucciderli in questo modo?". Cosso e a mani vuote, Abu Jalila ha acamminato per 4 ore fino a Gaza City, con le folla radunata  gambe che gli tremavano. Quando ha raggiunto la renda, i suoi figli erano già fuori, in attesa. "Speravano che portassi del cibo - dice - Avrei voluto morire piuttosto che vedere la delusione nei loro occhi". Massacri simli si sono verificati nel sud di Gaza.  Zahiya Al-Samour, 44 anni, si reggeva a malapena in piedi dopo aver corso per oltre due chilometri mentre fuggiva da un attacco israeliano contro la folla radunata per gli aiuti nella zona di Tahlia, nel centro di Khan Younis. Lottando per riprendere fiato, dice a +972. "Mio marito è morto di cancro l'anno scorso Non posso provvedere ai miei figli. Non c'è cibo in casa". Spinta dalla disperazione, Al-Samour si è recata a Tahlia la notte del 16 giugno, sperando di essere tra i primi della fila, per l'arrivo dei camion. Insieme a migliaia di altre persone si è accampata lungo la strada. Ma la mattina dopo, mentre la gente aspettava nei pressi di Al-Rashid Street, i proiettili dei carri armati sono piovuti improvvisamente sulla folla , uccidendo oltre 50 persone. 

Lucianone


venerdì 27 giugno 2025

Politica / esteri - Stati Uniti e Israele: come si fa a liquidare Gaza definitivamente

27 giugno '25 - venerdì                      27th June / Friday                  visione post - 36

(da l'Espresso - 20 giugno 2025)     

L'oblio imposto per  liquidare Gaza definitivamente /   (di Enrico Bellavia)

No, la retorica bellicista non ci convincerà mai a piegare il tagionamento alle convenienze del cinismo di Benjamin Netanyahu. Lui ha la necessità di scatenare ogni giorno un nuovo fronte di guerra, per ragioni di calcolo politico e e tenuta del potere. Per poi rivendicare di sconfiggere il male conto terzi.. La carneficina di Gaza, la ssitematica distruzione di tutto, l'immane, incalcolabile tributo di sangue palestinese vengono ora liquidati come "fronte secondario"..  E mentre i tg ci inondano di immagini sugli effetti dei missili iraniani sulle città di Israele, il silenzio piomba sulla Palestina e sulla Cisgiordania. Sulla fame e sulle vittime innocenti del massacro ordinato dal primo ministro israeliano. E cala il sipario su ogni possibilità  negoziale per il rilascio degli ostaggi del 7 ottobre da parte di Hamas. Fiaccato dalla resistenza di un nemico subdolo che dimostra di rigenerare i propri apparati nonostante le immani perdite subite. Bibi ha spostato gli occhi del mondo verso un altro Satana.  Ha bisogno di spegnere la luce su quanto sta accadendo nella Striscia, dopo aver imposto al mondo di digerire un numero crescente di vittime collaterali della sedicente lotta al terrorismo. Bimbi falcidiati, ospedali bombardati, ambulanze crivellate di proiettili.   "Il fronte secondario"  è quello che i sionisti non sopportano si definisca genocidio, ma è l'annientamento sistematico  del popolo palestinese giustificato dalla necessità di estirpare il cancro di Hamas. Quela che avrebbe dovuto essere una risposta lampo di autoprotezione dello Stato di Israele di fronte all'offensiva scatenata dal fanatismo islamico, è giunta ai 700 giorni d'assedio. La Striscia è ridotta a un cumulo di macerie, mentre i superstiti si spostano da una parte all'altra come topi in trappola  a estinzione crescente.  E lo Shin Bet Traccheggia con miliziani di ogni risma utilizzando anche gli aiuti umanitari come merce negoziale per imporre un nuovo disordine funzionale agli interessi di Tel Aviv.

Quale sia il fine ultimo non è il delirio apocalittico di pochi ma l'evidenza di un disegno di espansione che al più tollererà i palestinesi  sopravvissuti come una minoranza  ancora meglio confinat e asservita. Altro che due Stati. Le colpe degli sbrigativi tratti di penna europei sul destino degli Arabi nella storia del Novecento si riverberano sull'incapacità odierna di Bruxelles di far risuonare una sola voce contro il leader israeliano. Imponendogli di fermare l'abominevole scempio della Palestina.  La complicità di un presidente Usa che riesce a delegare a Israele quello che una volta era ò'interventismo americano olltreoceano fa ormai parte di un disegno che si ripropone.   Le autocrazie del mondo trovano il modo di intendersi sempre:  Trump sostiene per procura la pulizia del Medio Oriente da parte di Israele, lascia aperto il dialogo d'affari con Putin e usa l'Ucraina per mettere spalle al muro l'Europa. Intanto apre alle munifiche monarchie  arabe e negozia con la Cina. No, nel nuovo ordine mondiale (divenuto sempre più disordine), non c'è spazio per altro non siano le convenienze.  Il Pianeta come un gigantesco mercato in cui non c'è posto per altro che non sia l'utile.  Nel silenzio e nell'oblio sarà più facile per tutti digerire l'ultima spallata su Gaza. E 40mila e più morti palestinesi, ultimi tra gli ultimi, sono meno di un dossier stropicciato di cui non occuparsi più.

Lucianone