sabato 13 maggio 2023

Uktime notizie - dall' italia / Latest news

 15 maggio '23 - Sabato                                     15th May / Saturday                          viione post - 2

Il Presidente dell'Ucraina Zelensky a Roma -
Giornata di incontri:
Mattarella: "Pienamente al vostro fianco"
Giorgia Meloni: "Gli ucraini sono in guerra anche per noi. Nessuna pace se assomiglia
a un'invasione; Italia continuerà con sostegno militare"
Zelensky incontra il Papa e dice: "Condanni i crimini russi,, non può esserci 
uguaglianza tra vittima e aggressore" / La Santa Sede: "Continuare gli sforzi per la pace"

Lavoro e precari -
Studenti e caro affitti -
Studenti universitari in tenda, caro affitti e Landini contestato

Sindacati in piazza, in miglaiia a Milano contro il governo.
Landini: Sciopero generale? Non escludiamo nulla. Politica ascolti il Paese"
Landini contestato dagli studenti in tenda “Ma la Cgil è con loro”
MILANO — «Non me l’aspettavo, ma penso che sia un elemento che indica anche una modalità. Queste persone dovrebbero capire che la loro controparte non è il sindacato, ma il governo». Maurizio Landini reagisce così alla contestazione davanti all’università Statale di Milano. Quando alcuni studenti del collettivo Cambiare rotta lo accusano di essere venuto a fare solo «una passerella » e di «ingannare i lavoratori ». Il leader della Cgil è appena arrivato per esprimere solidarietà ad altri studenti, che da giorni sono “accampati” con alcune tende contro il caro affitti. È finita da poco la manifestazione unitaria con Cisl e Uil con quarantamila persone all’Arco della Pace contro la politica economica del governo. Dal palco, il numero uno della Cgil ha scandito agli studenti: «La vostra lotta è la nostra».
Per nulla intimorito, Landini chiede di incontrare uno dei quattro contestatori che nel frattempo è stato bruscamente allontanato dal servizio d’ordine. «Bisogna unire tutti quelli che pensano che sia giusta questa battaglia». Non è per nulla pentito di essere venuto. Anzi. «Sono più che convinto di aver fatto bene a venire. Lo rifarei. Poi se vogliono discutere sono pronto a farlo. Se, invece, vogliono inveire e offendere, decidano loro». Perché «non mi pare che avessero una grande voglia di fare una discussione. Volevano fare la marchetta per poter dire che hanno contestato un segretario generale. Non cambia la sostanza di quello che è un problema aperto e per quello che mi riguarda ancora di più come Cgil noi ci apriremo al rapporto con gli studenti e con la discussione sociale».
Subito dopo, però, fa autocritica. «Forse avrei dovuto venire prima, ma siamo sulla strada giusta. Siamo i primi ad ammettere che c’è un problema di rottura che c’è stata in questi anni tra giovani. Sono precari, non hanno diritti, hanno ragione ad essere arrabbiati. Ma ricordo che le leggi non le fa il sindacato. Le hanno fatte i parlamenti, i governi. Noi stiamo facendo i conti con delle leggi sbagliate che vorremmo cambiare. Si può discutere che si faccia di più, ma non è una nostra responsabilità». Il leader della Cgil ricorda che «i voucher non li abbiamo inventati noi, abbiamo raccolto le firme per fare i referendum per cancellarli». Landini ammette che «il livello di precarietà raggiunto in questi anni sta frantumando e dividendo il mondo del lavoro. Questo è il problema». Mette in guardia osservando che «da che storia è storia le divisioni favoriscono quelli che dividono». Annuncia quindi che «una delle cose che dovremmo fare è andare a fare assemblee nelle scuole e nelle università. Non mi impressionano chequalcuno contesti».
Camilla Piredda, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari alla fine non nasconde un certo imbarazzo. «Credo che le proteste siano giuste, ma allo stesso tempo bisognerebbe usare un atteggiamento un po’ più dialogante. L’obiettivo è comune a tutte e tutti,magari i metodi e le visioni su come arrivarci sono differenti, ma dovremmo aprire un tavolo di dialogo e di confronto sulle metodologie piuttosto che aggredirci vicendevolmente, se vogliamo raggiungere lo stesso scopo». La speranza degli studenti è che una delegazione possa incontrare venerdì a Padova il ministro dell’Università Anna Maria Bernini in occasione dell’apertura dell’anno accademico. Dopo potrebbero smontare le tende.
Per il resto, il corteo di Cgil, Ci sl e Uil si è svolto pacificamente. «Siamo in piazza per un Paese diverso — dice il leader della Uil Pierpaolo Bombardieri — lotteremo fino alla fine». Danela Fumarola della Cisl garantisce: «Non siamo qui per compromessi al ribasso», ma aggiunge che «parlare di sciopero generale è prematuro».
Lucianone

giovedì 11 maggio 2023

SPORT - calcio / Serie A - 32^ e 33^ giornata / Risultati e video

 11 maggio '23 - giovedì                               11yh May / Thursday                        visione post - 2

Risultati delle partite

32^ giornata 
Lecce     1    Spezia    0
Udinese  0    Monza   2
Roma   1    Torino      1
Milan   1    Atalanta   2
Inter    3   Cremonese   1
Lazio   1  H. Verona      1
Nzpoli         1
Salernitana  1
Sassuolo   2
Empoli     1
Fiorentina    5    Bologna   1
Sampdoria   0   Juventus   1

33^ giiornata
Atalanta  3  Juventus  2
Spezia     2   Lecce      1
Salernitana   3
Fiorentina    3
Sampdoria   0
Torino         2
Lazio        2
Sassuolo   0
Milan          1   Monza  1
Cremonese  1   Roma   1
H. Verona   0
Inter           6
Empoli     3   Udinese   1
Bologna   1   Napoli     1

Spezia - Monza   0 - 2


 Verona - Inter  0 - 6

Continua...
to be continued...


lunedì 8 maggio 2023

Il personaggio - La scienziata israeliana Shikma Bressler: contro il governo

 8 maggio '23 - lunedì                                        8th May 7 Monday                           visione post - 7

(da la Repubblica - 21 marzo '23 / di Rossella Ter5catin)

La scienziata che guida 
la rivolta d'Israele
"Difendo la democrazia"

Gerusalemme -
Fisica e madre di 5 figlie, Bressler guida le proteste contro la
riforma della giustizia.
Shikma Bressler, 42 anni, è un'esperta di fisica delle particelle presso il prestigioso Istituto
Weizmann di Rehovot, guida il progetto israeliano legato all'acceleratore di particelle Large
Hadron Collider presso il Cern di Ginevra, è sposata e ha cinque figlie tra i quattro e i 17 an-
ni. Eppure, negli ultimi mesi è stata una delle figure chiave nell'organizzare le proteste che
ogni sabato sera (e spesso anche in diversi giorni feriali) hanno portato in piazza decine, se
non centinaia di migliaia di israeliani per manifestare contro il governo e la sua riforma del-
la giustizia. Una riforma che secondo i suoi critici mette a repentaglio il carattere democrati-
co dello Stato di Israele perchè erode l'indipendenza del sistema giudiziario e ridimensiona
l'autorità della Corte Suprema.
"Dal mio punto di vista è iniziato tutto tre anni fa, durante il Covid, quando il governo (anche allora
guidato dall'attuale primo ministro Benjamin Netanyahu ndr) cercò di approfittare  della pandemia
per prendere controllo degli altri poteri dello Stato", Bressler spiega a Repubblica.  
"Nel corso della stessa settimana infatti, il ministro della Giustizia  decise di chiudere i tribunali 
solo un paio di giorni prima che iniziassero le udienze di Netanyahu e l'allora speaker della Knes-
set si rifiutò di enere le elezioni per nominare il suo successore".  E' a quel punto che Shikma e i
suoi tre fratelli Eyal, yarden e Dekel - tutti professionisti del settore high-tech decisero di organiz-
zare un primo convoglio di auto che dalla Jezreel Valley nel nord di israele si diresse verso Geru-
salemme sventolando bandiere nere. Con oro grande stupore ben presto migliaia di macchine co-
minciarono a unirsi ai cortei. Segnando  la nascita  del gruppo elle "Bandiere nere", uno dei più
attivi nell'organizzazione di proteste in giro per il paese.  "La bandiera nera è l'avvertimento usa-
to sulle spiagge per segnalare il pericolo", dice Bressler. "Oggi noi vogliamo lanciare l'allarme
sul pericolo che corre la democrazia israeliana".
Per Bressler affiancare alle lunghe ore trascorse in laboratorio l'impegno per le strade è diventato 
parte della vita quotidiana, anche se esita a definirsi una leader delle manifestazioni ("sono solo
uno dei suoi volti più conosciuti", dice). -  Il movimento delle bandiere nere comunica soprattut-
to tramite social media, e in particolafre la pagina Facebook e i gruppi WhatsApp. Sul palco a
rivolgersi alla folla c'è spesso lei, Shikma, nata e cresciuta in una famiglia che si trova in Israele
da generazioni, madre medico e padre ingegnere e pronta a denunciare ciò che lo Stato ebraico
non deve diventare.  "Dobbiamo dire chiaramente che avere la maggioranza in Parlamento non
significa aver il diritto di cambiare le regole del sistema", dice.   "Sappiamo tutti dove portano 
questo tipo di politiche, abbiamo visto che cosa è accaduto in paesi come la Polonia, l'Ungheria,
e la Turchia. Dobbiamo impedire che accada anche qui".  Secondo Bressler,  se il paese  appare 
profondamente spaccato , in piazza si può ritrovare un'unità di intenti tra persone tra persone che
la pensano in modo molto diverso, perchè anche tragli elettori dei partiti che sostengono l'esecu-
tivo  - a cominciare dal Likud di Netanyahu - molti non sopportano la riforma.
"I sondggi dimostrano chiaramente che la maggioranza del popolo israeliano non è a favore di 
questa rivoluzione", dice, aggiungendo che alle manifestazioni incontra moltissimi sostenitori 
del Likud che le rivelano come, se avessero saputo quale sarebbe stato il piano del governo, a-
vrebbero votato altro.   Per questo, secondo Bressler oggi la vera frattura nella nazione non cor-
re lungo la linea maggioranza-opposizione, ma piuttosto fra chi sostiene la democrazia nel sen-
so di piena uguaglianza e libertà, e chi invece no.
Per la ricercatrice, l'obiettivo delle manifestazioni è arrivare alla caduta dell'esecutivo. "E' im-
portante ricordare che in una democrazia il governo deriva la propria legittimità dal popolo e
il popolo oggi sta affermando che ciò che stanno facendo non è legittimo". negli ultimi 30 an-
ni in Israele quasi nessun governo è arrivato alla scadenza proprio perchè a un certo punto ha
in qualche modo perso il proprio mandato popolare".  Nonostante queste siano settimane diffi-
cili, Bressler si mantiene ottimista. -  "Penso che la grande maggioranza degli israeliani creda
nei valori della democrazia. E poi, come diceva mia madre, ottimisti e pessimisti alla fine con-
dividono lo stesso dstino, ma gli ottimisti si godono di più la vita".



Lucianone

venerdì 28 aprile 2023

Commenti - Migranti / La strage di Cutro e le parole perse

 28 aprile '23 - venerdì                                  28th April / Friday                           visione post - 16

(da la Repubblica - 3 marzo '23 / di Luigi Manconi)

La strage di Cutro
Se perdiamo le parole
A scanso di quivoci, dico subito che Giorgia Meloni, il suo governo e i suoi ministri, non sono
responsabili della strage di domenica mattina davanti alle coste calabresi, ma sono responsabili,
certo, di un comportamento qualificabile come omissione di soccorso e di un irreparabile fallimento politico. Già, a poche ore dal naufragio, la premier e il ministro dell'Interno dichiaravano che l'unica soluzione, per evitare simili eventi, è "fermare le partenze". Cadono le braccia perchè, seriamente, 
c'è da credere che questi non sappiano quello che fanno.  E non sanno quello che dicono. 
Le persone perite nel naufragio provenivano, in gran parte.da Siria, Afghanistan, Pakistan, Iran, So-
malia e Territori palestinesi. Quasi tutte zone di guerra lunga e di guerra feroce. Bisognava "fermar-
le" là, in quelle terre martoriate, per costringerle a continuare la loro esistenza tra eccidi e bombarda-
menti, stupri di massa e schiavitù? Su quale testo della Costituzione hanno giurato quei ministri che 
sprezzano a tal punto il diritto d'asilo, tra i fondamenti essenziali della nostra civiltà giuridica? 
Poi vedremo di che pasta è fatta l'opposizione parlamentare e cosa riuscirà a mettere in campo. E noi?
Da qualche decennio, il mio principale mestiere è quello, pressapoco, di agitatore politico. Dico così
perchè il mio prevalente lavoro, in Parlamento e fuori, è stato quello di prendere parte a campagne 
di mobilitazione dell'opinione pubblica su questioni relative all'affermazione di diritti, garanzie e li-
bertà.  Con alterna e, in genere, modesta fortuna, ma con effetti certi di maggiore conoscenza e di
maggiore consapevolezza.  Oggi ricevo una telefonata da Franco Ippolito, fine giurista che mi chie-
de "che facciamo?" e Goffredo Fofi, scrittore e critico, mi domanda se non si debba promuovere
uno sciopero della fame. E io non so cosa rispondere loro.  Poi mi guardo intorno e mi accorgo che 
i più anziani di me, i Grandi Vecchi, stimati e benvoluti, come Corrado Augias, Dacia Maraini, 
Claudio Magris, Luigi Ferrajoli, Chiara Saraceno, Marco Bellocchio o altri, non trovano le "pa-
role per dirlo". E mi accorgo, ancora, che non ci sono cento docenti universitari, o più o meno,
che la prossima settimana terranno una lezione su "crisi umanitaria e responsabilità morale" e
mille insegnanti, o più o meno, che daranno ai loro studenti un elaborato su "movimenti umani 
e diritto d'asilo". E nemmeno leggo della decisione dei sindacati confederali di invitare a destina-
re un'ora di salari e stipendi per l'accoglienza dei sopravvissuti e per inviare le bare dei morti nei
paesi di provenienza. Non c'è stata, d'altra parte, alcuna compagnia teatrale  che abbia dedicato i
primi tre minuti dello spettacolo al naufragio di Cutro e nessuna orchestra che lo abbia fatto. E
nessun giornale, nessun ordine religioso o squadra di calcio che abbia adottato un distintivo, un
logo, un segno di lutto.  Insomma, è come se - al di là dell'emozione vissuta nella sfera più inti-
ma - non sia possibile alcun segnale, alcuna manifestazione, alcun messaggio di condivisione. 
Una Gigantesca Afasia. Alcune cause sono rintracciabili in quel dolore sociale talmente diffuso
e intenso da rendere impervia qualsiasi empatia con la sofferenza altrui; e in quella tendenza al-
l'assuefazione che rende ordinario, fino a banalizzarlo, il senso stesso della tragedia. Ma c'è, poi,
la nostra  -  di intellettuali, comunicatori, giornalisti, insegnanti, artisti... - incapacità di parola 
(dovuta anche al fatto di aver sproloquiato fin troppo in passato) e il suono falso  della  nostra 
lingua. Certo, emergono anche tracce in controtendenza: l'accoglienza della gente comune ca-
labrese verso il Capo dello Stato, qualche sommovimento negli orientamenti collettivi, anche
di parte moderata, il manifestarsi di una pietas che ci parla di un dolore profondo e profonda-
mente sentito. Ma è troppo presto per dire se tutto questo  sarà capace di rompere un silenzio
che sembra riguardare l'intera società e tutte le generazioni.  Come mai in passato, si avverte
una distanza profonda, e in apparenza incolmabile, tra le aspettative di milioni di giovani, già
calati nel futuro, e la loro difficoltà  nel comunicare  quelle attese, nel tradurle in parole, atti,
movimenti.  Ciò non si deve a povertà intellettuale e sprovvedutezza culturale, bensì a insicu-
rezza psicologica e a qualcosa di simile a crisi di panico.  E questo rende terribilmente diffici-
le, per le giovani generazioni, manifastare emozioni forti  pur davanti a enormi drammi  che
indubbiamente le coinvolgono.  E noi, adulti, anziani e vecchi non riusciamo a proporre alcu-
na forma di mediazione linguistica.  A queste generazioni, le più attrezzate intellettualmente 
e scientificamente della storia umana, l'anziano agitatore politico è incapace di parlare perchè
privo di uno straccio di linguaggio comune. Non solo: sembra che nessuno nemmeno tenti di
apprendere il loro alfabeto e la loro sintassi. Non le chiese, non i partiti politici, non l'arte e la
cultura. Solo l'universo delle interazioni virtuali e la dimensione della performance e dell'istan-
taneo paiono riflettere il mondo sentimentale e cognitivo di questa gioventù, dove le tragedie
arrivano, eccome, perchè sono più violente di qualunque linguaggio separato. Ma da dove non
ritornano a noi perchè la nostra lingua invecchiata non offre più alcuna risorsa e alcuno scam-
po. L'agitatore politico chiede, sommessamente e rispettosamente, ai giovani e agli studenti di
manifestare in qualche modo il loro lutto, il loro sdegno, la loro partecipazione emotiva, ma
sa che molto difficilmente ciò potrà accadere. Non è questa, tuttavia, una ragione sufficiente
per non provarci ancora.

Lucianone

mercoledì 26 aprile 2023

Musica / jazz - La scomparsa di Wayne Shorter

 26 aprile '23 - mercoledì                                26th April '23 - Wednesday                        visione post - 6

Il sax di Wayne Shorter si è fermato, ma 
continuerà a rivivere nei suoi tantissimi fan

(da la Repubblica - 3 marzo '23 / di Carlo Moretti)

venerdì 21 aprile 2023

SPORT - calcio / serie A - 30^ e 31^ giornata / risultati e classifica

 21 aprile '23 - venerdì                                          21st April / Friday                        visione post - 3

Risultati della 30^ giornata

Cremonese   1   Spezia   0
Empoli         0   Lazio     3
Bologna   1   Napoli        0
Milan       1   H. Verona   0
inter       0
Monza   1
Lecce           1
Sampdoria   1
Torino          1
Salernitana   1
Sassuolo  1   Roma      3
Juventus  0   Udinese   0
Fiorentina   1
Atalanta      1

31^ giornata
Hellas Verona  2   Salernitana   3
Bologna            1   Sassuolo       0
Lazio   0    Sampdoria   1
Torino  1   Spezia          1
Empoli   0
Inter       3
Monza       3
Fiorentina  2  
Udinese        3   Milan   2
Cremonese   0    Lecce  0
Juventus   0    Atalanta   3
Napoli      1    Roma       1

Classifica
Napoli   78   Lazio   61  /  Juventus   59  /  Milan, Roma   56  /  Inter   54  /   Atalanta  52
Bilogna   44  /  Udinese, Fiorentina, Torino   42  /  Monza   41  /  Sassuolo   40
Salernitana   33  /  Empoli   32  /  Lecce   28  /  Spezia   27  /  H. Verona   26  
Cremonese   19  /  Sampdoria   17

Continua... 
to be continued...

RIFLESSIONI - La famiglia di Stato

 21 aprile '23 - venerdì                                21st April / Friday                          visione post - 5

(da la Repubblica - 21 marzo '23 - da l'Amaca / Michele Serra)

La famiglia di Stato
B
asta una sola parola, inesorabile e tremenda, a rendere inaccettabile , e al tempo stesso fragi-
lissimo, l'intero impianto della politica governativa in fatto di famiglia, procreazione, eccetera.
Questa parola è MODELLO.  "Noi abbiamo un modello", ha detto il ministrao  Eugenia Roc-
cella.  Un modello di famiglia, di paternità, di maternità. In nessuna epoca storica ci si è amati,
 ci si è accoppiati e si è venuti al mondo secondo un "modello" riconosciuto e rispettato da tut-
ti perfino quando le leggi della religioni e degli Stati - spesso coincidenti - tentarono di norma-
re rigidamente i modi di amarsi, di convivere, di nascere,.una confusione che oserei definire
"naturale" ha infranto regole e ignorato modelli . Basterebbe, a suffragio di questa affermazio-
ne, il numeo molto cospicuo di figli concepiti, lungo i secoli, al di fuori del matrimonio, quelli
riconosciuti dal padre non biologico, quelli rifiutati, quelli inconfessati, quelli  che  non hanno. 
mai saputo di esserlo, eccetera. O il permanere millenario e tenace dell'omosessualità e della
bisessualità nonostante il pregiudizio, la persecuzione e la violenza. Oggi, poi, parlare di "mo-
dello" appare ancora più arbitrario, sia per il ben maggiore peso che le scelte individuali han-
no assunto, sfasciando più di una gabbia, sia perchè la scienza ha reso praticabili forme di ri-
produzione prima sconosciute.   Se quest'ultimo punto merita di generare una discussione at-
ta e rispettosa sui rischi di nercantilismi che il cosiddetto "utero in affitto" comporta, è però 
da rigettare in partenza l'idea che possa esistere una "Famiglia di Stato" alla quale conformarsi,
punendo con l'oltraggio dell'illegalità chi non si adegua perchè non può o perchè non vuole.

Lucianone

domenica 16 aprile 2023

SPORT - calcio / Serie A - 29^ giornata / Risultati e video-commenti con classifica

 16 aprile '23 - domenica                                  16th April / Snnday                        visione post - 5

Risultati

Salernitana   1   Lecce    1
Inter             1   Napoli   2
Milan     0    Udinese   2
Empoli   0    Monza    2
Fiorentina   1
Spezia         1
Atalanta   0
Bologna   2
Sampdria      2
Cremonese   3
Torino   0   H. Verona   2
Roma    1   Sassuolo     1
Lecce       2
Juventus   1

Classifica
Napoli   74  /  Lazio   58  /  Roma   53  /  Milan  52  /  Inter   51  /  Atalanta   48  /  Juventus  44
Bologna   43  /  Fiorentina   41  /  Udinese   39  /  Torino   38  /  Sassuolo   37  /  Monza   35
Empoli   32  /  Salernitana   29  /  lecce   27  /  Spezia   26  /  H. Verona   22  /  Cremonese   16
Sampdoria   15

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to be continued...        

Riflessioni personali -

 16 aprile '23 - domenica                                    16th April / Sunday