venerdì 8 luglio 2022

sabato 25 giugno 2022

IDEE / riflessioni - La parola: spazio-tempo e commento/riflessione di l. finesso

 25 giugno '22 - sabato                                  25th June / Saturday                             visione post - 3

Ci sono momenti e tempi storici come questo, in cui bisogna fermarsi, riflettere, capire o
cercare di capire per continuare ad andare avanti, senza guardare e guardarsi indietro  in
troppa continuazione. Si sa però che, come sempre, le conseguenze di quello che è andato
storto, o anche andato bene (nel passato), sia in politica, economia e anche nelle nostre vi-
te private arrivano dopo e anche molto tempo dopo. Questo riguarda ancor di più la Storia
dell'uomo e dell'umanità in generale. E in questo contesto ha grande importanza il concetto
di Spazio-tempo poichè siamo tutti noi umani, rispetto al mondo animale e vegetale, coin-
volti in modo consapevole e critico e conflittuale in quel grande Spazio-tempo della nostra
vita durante il quale affrontiamo cambiamenti personali e storici che ci spaventano in quan-
to non abbiamo la possibilità di controllarli, vedi le pandemie e le guerre nelle quali siamo
attualmente tutti coinvolti in modo più o meno attivo, e soprattutto in modo appunto incon-
trollato e incontrollabile.  Ne avevamo avuto un anticipo con il crollo delle Torri Gemelle 
e il terrorismo dei Talebani e poi dell'ISIS. Ma adesso con pandemia, crisi climatica al suo 
quasi apice e guerra quasi globale il cerchio si sta chiudendo, sperando sempre non del tutto...
luciano finesso -

(da l'Espresso - 6 marzo 2022 / La parola . Spazio-Tempo / Wlodex Goldkorn)

spazio - tempo
Capita che sguardi e percezioni del tempo e quindi dello spazio, differenti fra di loro, si
manifestino contemporaneamente e entrino in un violento conflitto. C'è il tempo dell'inizio 
del Terzo Millennio che anticipa il post umano, e soprattutto con le connessioni virtuali 
abolisce lo spazio.  Con due clic sulla tastiera del computer o dello smartphone possiamo
partecipare, contemporaneamente, a una riunione a Melbourne, co prare azioni alla Borsa
di Tokyo, seguire la tv di Mosca, come se fossimo ubiqui.  E' il tempo che chiamiamo oc-
cidentale (cui aspirano pure i migranti in guga dalla guerra e dalla fame).
Abbiamo detto Mosca. Il tempo di Vladimir Putin è invece quello della seconda metà del-
l'Ottocento. Un Impero russo diffidente nei confronti della modernità occidentale. Una mo-
dernità di cui lo zar è disposto ad accoglieere gli aspetti tecnici ma non lo spirito libertino,
contraddittorio, carico di incertezze legate alla curiosità e inventiva degli umani.
E' un Impero ossessionato dal controllo dello spazio limitrofo, convinto che dall'oltre frontiera
possa venire solo una minaccia all'esistenza dello stesso Paese e quindi il tempo va fermato per
controllare lo spazio.
Infine, c'è il tempo dell'Ucraina. E' il tempo dei primi due dcenni del Novecento dell'Europa
centrale e dell'Est, Turchia compresa. Costruzione della Nazione da parte dei popoli che face-
vano parte degli imperi disfatti. Una lingua quindi che unifichi e uniformi gli abitanti là dove
di idiomi ne convivevano due o tre, Una sola identità, là dove le identità erano plurime e fluide.
La guerra in corso ha riportato il passato dentro il nostro presente. Anche per questo fa paura.
(Wlodek Goldkorn)

mercoledì 1 giugno 2022

Riflessioni - Quando finirà la guerra

 1 giugno 2022 - martedì                                  1st June / Tuesday                                visione post - 4

(da la Repubblica - 3 aprile '22 / l'Amaca / di Michele Serra)

Quando finirà
la guerra
A leggere le lenzuolate di numeri (miliardi e miliardi di euro)  sotto la voce "spese militari 
nel mondo", ci si domanda  come sia possibile  che l'umanità, con tutti i problemi che ha, 
possa spendere una così smisurata montagna di denaro in armamenti. A sciogliere l'enigma
può aiutarci questa considerazione. Laddove qualcuno spende, cìè qualcuno che incassa.
E dunque la dicitura "spese militari" è parecchio fuorviante.  Se li chiamassimo "guadagni
militari", oppure, facendo una media del dare e dell'avere, economia militare", comincerem-
mo a capire meglio perchè, ogni anno, circa duemila miliardi di euro vengono stanziati dai
governi per comperare armamenti. Mica finiscono nel nulla. Fanno la fortuna di molte aziende
(con il vasto indotto dei commercianti e dei mediatori), incrementano bilanci, ingrassano azio-
nisti e investitori (anche investitori inconsapevoli, che non conoscono nel dettaglio la destina-
zione dei loro risparmi), e addirittura tornano in parte, sotto forma di tasse, agli Stati che acqui-
stano gli armamenti. Per non dire del ritorno economico degli Stati nel caso che le aziende che
producono armi siano statali o parastatali.
Nulla si crea, nulla si distrugge (a parte le città bombardate e i campi bruciati). La sbalorditiva
circolazione di quattrini attorno alla guerra - o alla difesa , se amate gli eufemismi - ha una sua
ricaduta molto vitale sull'economia mondiale. -  In termini economici non è uno spreco, e anzi  
può essere un ottimo investimento. Non lo dico per fare la morale (a chi, poi?) ma per dare una
forma più leggibile a quanto accade, è accaduto, accadrà. la guerra è (anche) un grande business.
Il giorno che non lo fosse più, la guerra finirebbe.

Lucianone

mercoledì 25 maggio 2022

sport - calcio / serie A - 38^ e ultima giornata / anno 2021-22 MILAN: campione d' Italia

 mercoledì 25 maggio '22                                 25th May / Wednesday

Risultati delle partite
Torino - Roma  0 - 3 /  Genoa - Bologna  0 - 1
Atalanta - Empoli  0 - 1 
Fiorentina - Juventus  2 - 0 /  Lazio - HVerona 3 - 3
Spezia - Napoli  0 - 3 /  Inter - Sampdoria 3 - 0
Sassuolo - Milan 0 - 3 /  Salernitana - Udinese 0 - 4
Venezia - Cagliari  0 - 0

Classifica finale
Milan   86  /  Inter   84  /  Napoli   79  /  Juventus   70  /  Lazio   64  /  Roma   63  /
Fiorentina   62  /  Atalanta   59  /  Hellas Verona   53  /  Torino, Sassuolo   50  /
Udinese   47  /  Bologna   46  /  Empoli   41  /  Sampdoria, Spezia   36  /  Salernitana   31
Cagliari   30  /  Genoa   28  /  Venezia   27

Milan:  squadra Campione d'Italia
Cagliari, Genoa, Venezia: retrocesse in serie B

Sassuolo - Milan 0 - 3
Festeggiamento in campo

Lazio - Hellas - Verona   3 - 3
 
Commento
I rossoneri di mister Pioli hanno meritatamente conquistato il loro 19° scudetto: Merito
di tutta la squadra, compatta sempre e mai doma, anche quando avrebbe potuto rilas-
sarsi dopo che l'Inter aveva perso una sacco di punti nell'ultimo mese del torneo e
sembrava correre a vuoto  (di ossigeno e di idee); invece gli undici di Pioli hanno
continuato nella rincorsa credendo fino all'ultimo nell'impresa scudetto. Soprattutto
il condottiero Pioli, spronando fino all'utimo tutti i suoi, ha voluto crederci: al suo
primo scudetto vinto  con la squadra del cuore, e i campioni del Milan e Milano
stessa non potevano tradirlo e gridano in coro: "Sei un grande, sei uno di noi!".
Altra partita che salta all'occhio è quel 3 - 3 tra Lazio e Verona: anche queste due
formazioni compatte con uno spirito garibaldino posssono dire: "gol, gol fino all'ultimo...
respiro!"
di Luciano Finesso 
.
Lucianone

  

domenica 22 maggio 2022

Ultime notizie - dal Mondo - Ucraina / Latest news

 22 maggio '22 - domenica                             22nd May / Sunday                           visione post - 3

Guerra Russia/Ucraina
Mosca ritratta sullo scambio dei prigionieri
Zalenski: "Dateci armi pesanti e sblocchiamo il Mar Nero"
Parigi: "Per l'ingresso dell'Ucraina nella Ue ci vorranno almeno 15-20 anni"
Luckashenko va da Putin / A Kiev il presidente polacco Duda
Il politologo russo (vicino al Cremlino) Dmitrji Suslov: "Le chance di fermarsi al Donbass
si sono ridotte, quelle di un lungo conflitto sono fortemente aumentate. Si rischia la guerra
infinita. Una nno a bassa intensità, poi un'esplosion violenta. La percezione in Russia: il ritmo
dell'avanzata nel Donbass non è così rapido come il Cremlino vorrebbe. La leadership russa
esita ad aumentare il livello delle truppe perchè vuole preservare la percezione di vita normale
in Russia".

Lucianone

mercoledì 18 maggio 2022

SPORT - calcio / Serie A - 37^ giornata - anno 2021/22

 18 maggio '22 - mercoledì                               18th May / Wednesday                      visione post - 4

Risultati delle partite

Empoli - Salernitana  1 - 1 / Udinese - Spezia  2 - 3
HVerona - Torino  0 - 1 /  Roma - Venezia  1 - 1
Bologna - Sassuolo  1 - 3 /  Napoli - Genoa  3 - 0
Milan - Atalanta  2 - 0 /  Cagliari - Inter  1 - 3
Sampdoria - Fiorentina  4 - 1 /  Juventus - Lazio 2 - 2

Classifica
MILAN   83   /  Inter   81   /  Napoli   76   /  Juventus   70  /   Lazio   63  /   Roma   60
Fiorentina, Atalanta   59   /  Hellas Verona   52   /  Sassuolo, Torino   50   /  Udinese   44
Bologna   43   /  Empoli   38   /  Sampdoria, Spezia   36   /  Salernitana   31   /
Cagliari   29   /   Genoa   28   /   Venezia  

Milan - Atalanta  2 - 0
Il goal capolavoro di Theo Hernandez!
.

Lucianone


martedì 17 maggio 2022

IL Reportage - Kiev e i fantasmi di Sarajevo // differenze e somiglianze con l'operazione speciale (guerra) di Putin

 17 maggio '22 - martedì                                17th May / Tuesday                          visione post - 6

( da La Stampa - 3 aprile '22 -  TATJANA DORDEVIC SIMIC)

Kiev e i fantasmi di Sarajevo
Nella capitale della Bosnia il conflitto risveglia
il trauma dell'assedio - mentre in Serbia la memoria
riporta ai bombardamenti della Nato

La guerra in Ucraina ha rafforzato ricordi traumatici in Bosnia ed Erzegovina, mentre in Serbia ha risvegliato la memoria alla primavera del '99 quando l'alleanza Nato bombardò quel Paese. -   Le 
immagini che nelle ultime settimane arrivano dall'ucraina hanno provocato empatia, ma anche la
paura dei cittadini di Sarajevo, la capitale della Bosnia, che per quattro anni è stata assediata dalle
forze militari serbe. Prima che la guerra scoppiasse nel 1992, nessuno ci credeva  che ci  sarebbe 
stata, fino all'ultimo giorno, fino ai primi spari, alle prime bombe. Nonostante il conflitto in un'al-
tra repubblica ex-jugoslava, in Croazia, avesse avuto il suo inizio un anno prima, i cittadini della
<bosnia erano convinti che non ci sarebbe stata nessuna guerra. Anzi, non la volevano.  Djenita
Delihasanovic aveva solo dodici anni quando con i suoi genitori è andata a vivere in un bunker, 
vicino a casa loro, nel centro di Sarajevo. E' rimasta per una anno a vivere insieme con altra gen-
te che si è nascosta lì. Successivamente , lei e la sua famiglia si sono trasferiti in un famoo alber-
go, "Hotel Evropa", dove erano più al sicuro. -  "Quello che succede oggi a Kiev è come se fosse
un boomerang per noi  che abbiamo vissuto  i quattro anni sotto l'assedio. Mi ricordo che invece
di andare a scuola o giocare con gli amici andavo  ad aspettare in fila  per prendere l'acqua dalla
cisterna che mancava in città.  Non vedevo l'ora  che arrivasse la primavera  quando  potevamo
raccogliere l'erba per fsre qualche piatto con la verdura", racconta Delihasanovic.   La guerra per
lei è rimasta una ferita profonda, anche dopo tanti anni. Oggi teme che il conflitto ucraino potreb-
be espandersi oltre e rafforzare i nazionalismi nel suo Paese.
Cultura al posto delle armi -
Sarajevo è una città multietnica. Lì vivevano e vivono tuttora i bosniaci musulmani, i serbi orto-
dossi e i croati cattolici. si nascondevano  anche insieme dagli spari dei cecchini serbi che dalle 
meravigliose colline cicostanti sparavano a ogni essere vivente che si trovava  sulle strade della
capitale. - Emina Gegic è bosniaca musulmana e se n'è andata dalla sua città dopo la guerra. Og-
gi vive a Milano e lavora come drammaturga e sceneggiatrice.  Nel suo libro  "Nero sensibile",
Emina racconta i quattro anni più bui in cui è rimasta intrappolata in una guerra così feroce che
non avrebbe potuto neanche immaginare nei uoi romanzi che già d piccola voleva scrivere. Lei
voleva solo vivere la sua adolescenza e innamorarsi. "Un mio amico ha portato un giorno la pi- 
stola a scuola. Avevamo solo sedici anni  e  le nostre vite all'improvviso si sono trasformate in
paura, sangue, fame. Però, poco dopo che l'aggressione era cominciata, io decisi di combattere
contro l'odio con la cultura e l'arte. Abbiamo cominciato a preparare uno spettacolo teatrale",
dice Gegic.  
Analogie e precedenti -
Le due guerre, questa in corso coppiata  a trent'anni da quella in Jugoslavia, sono di natura diver-
sa e accadono in momenti storici differenti, ma quella che prima del 24 febbraio fu definita come 
l'ultimo più grande conflitto in Europa potrebbe offrire la possibilità di comprendere meglio l'in-
vasione russa in Ucraina. "L'aggressione russa può essere collegata all'inizio della guerra nell'ex
Jugoslavia che finì nel '99 con i bombardamenti della Nato. La Serbia voleva proteggere la mi-
noranza serba prima in Croazia, dopo in Bosnia, come oggi la Russia giustifica l'invasione pro-
teggendo  il popolo russo  delle repubbliche  di Donetsk e Lugansk", dice Mladen Obrenovic, 
giornalista di Sarajevo.   Lui aggiunge anche che i ricordi della guerra del '92 - 95' in Bosnia so-
no ancora freschi. Già prima dell'invasione russa, attraverso le dichiarazioni di politici irrespon-
sabili, si sospettava spesso che potessero esserci di nuovo conflitti armati. 
Un altro elemento paragonabile, come in Jugoslavia ieri, oggi in Russia  si continua  a negare  la 
natura degli eventi in corso, non definendoli guerra o invasione, ma preferendo l'espressione ope-
razione speciale militare. L'espressione che la stessa alleanza Nato usò  per definire  i bombarda-
menti della capitale serba Belgrado.
Il doppio volto di Belgrado -
Serbia e Bosnia sono gli unici Paesi europei che non hanno introdotto sanzioni contro la Russia.
A differenza dei bosniaci, molti serbi sentono molta vicinanza con il popolo russo. Pedja Popo-
vic, quarantasettenne di Belgrado dice che i serbi hanno un atteggiamento tradizionalmente po-
sitivo nei confronti della Russia e che la maggioranza dei cittadini sostiene la decisione di non
sanzionare la Russia. -  "Molte persone pensano che questa guerra abbia anche una terza parte,
cioè gli Stati Uniti e l'Occidente, dice Popovic e aggiunge che era proreio la Nato che violò il
diritto internazionale umanitario quando bombardò la Serbia, creando un precedente.  D'altra 
parte, nonostante i cittadini serbi giudichino negativamente l'aggressione russa sostenendo gli
ucraini, nei giorni scorsi  nel centro di Belgrado  è stato disegnato un nuovo murale, quello di
Vladimir Putin. Molte persone si sono anche radunate per dare sostegno al presidente russo.
Ma Sanja Lucic, corrispondente dall'Italia per la televisione serba RTS spiega che si tratta di
un episodio di alcune settimane fa, organizzato da alcuni cittadini e gruppi di destra come il
supporto per il popolo russo e non come supporto alla guerra. -  Dall'altro lato, anche i serbi
hanno i loro traumi come i bosniaci,, come spiega Djordje Odavic, media expert di Belgrado
che negli anni '90 si era rifugiato con la sua famiglia dalla Croazia in Serbia. "Per me le sire-
ne, i carri armati, le madri che piangono, le case diroccate  hanno provocato  una  sindrome 
post-traumatica. La guerra porta  solo vittime  e la pima vittima è la verità.  E' successo già
trent'anni fa in Jugoslavia, e oggi succede in Ucraina", conclude Odavic.

Lucianone

SPORT - calcio / serie A - 36^ giornata - anno 21/22

 17 maggio '22 - martedì                                17th May / Tuesday                        visione post - 2

Risultato della partita 
Fiorentina - Roma   2 - 0

Lucianone

domenica 15 maggio 2022

SPORT - calcio / serie A - 36^ giornata - anno 21/22

 15 maggio '22 - domenica                                   15th May / Sunday                     visione post - 

Risultati delle partite

Spezia - Atalanta   1 - 3  /  HVerona - Milan 1 - 3
Venezia - Bologna  4 - 3
Salernitana- Cagliari  1 - 1


Commento -
di Luciano Finesso
A fine campionato le motivazioni scemano in buona parte. Si affrontano squadre della zona alta
con squadre di più o meno bassa classifica ed il peso motivazionale è molto altalenante. Nel caso
di Spezia - Atalanta, gli orobici spingono al massimo per entrare in Europa League visto che i lo-
ro competitors toscano-fiorentini hanno ancora energie e fiato da spendere  dopo aver battuto la 
Roma. E così se la battaglia deve misurarsi sul tipico 'filo di lana', vanno all'arrembaggio e batto-
no un comunque modesto Spezia oltretutto meno motivato per una salvezza pressochè raggiunta.
Le cose non cambiano di tanto per la partita al bentegodi tra Hellas Verona e il Milan di Pioli: chi
ha due, tre e magari quattro motivazioni in più sono i rossoneri del mister che alla fine, soprattut-
to nel secondo tempo, mettono quelle marcie di carica in più che insieme alle loro qualità tecnico
tattiche hanno la meglio sui veneti privi di motivazioni aggiuntive, dopo la conquista anticipata
della salvezza, e magari pure prive dell'apporto di un certo Barak che da centrocampo in giù po-
teva fare un pò di differenza. Ma va bene così, per tutti e soprattutto per Pioli e compagnia in vi-
sta di uno scudetto ormai alla sua portata e a quella del popolo rossonero. Così sembrano per ora
finiti i tempi della perfida fatal Verona stregata... !

Lucianone