giovedì 5 luglio 2018

L'Opinione del Giovedì - Non si costruisce più alcun nuovo futuro, ma si ripete un passato ben noto!

5 luglio '18 - giovedì                        5th July / Thursday                    visione post - 18

Fine della Seconda guerra mondiale. Una guerra che ha lasciato sul terreno, come tutte le
guerre, morti, fame, disperazione. Ma la fine di tutto ciò porta anche una speranza: di ri-
cominciare, di ricostruire, e insomma di uscire dall'incubo e dalla tragedia che la guerra
porta con sè. Dalla speranza alla concretezza della ricostruzione morale e materiale, si sa,
il passo non è breve. Ci vuole tempo e tenacia. Ma alla fine le nazioni europee più colpite,
Francia, Italia, Spagna e la stessa Germania  ce la fanno.  Risorgono dai lutti e dai lunghi
anni di sofferenze morali, fisiche e materiali. Un bel pezzo d'Europa rinasce dalle macerie
e agli inizi degli anni Cinquanta va verso un futuro senza più guerre, senza più grossi con-
trasti. Anzi, dagli anni Sessanta il boom economico esplode in mezza Europa, soprattutto
in quelle nazioni che avevano patito i drammi dei contrasti bellici, seguiti alla presa del
potere di Hitler e del nazionalsocialismo, poi sfociato nella fanatica ideologia nazista di
razza ariana con il progetto dell'eliminazione del popolo ebraico.

CONTINUA...
to be continued...

La STORIA - reportage / I profughi - A Bani Walid (Libia) tra gli angeli

5 luglio '18 - giovedì                      5th July / Thursday                       visione post - 11


(da la Repubblica - 23 giugno '18 - Primo Piano / Vincenzo Nigro, a Bani Walid)
Tra gli angeli di Bani Walid
"Aiutiamo chi è sfuggito all'inferno"
"Abbiamo iniziato a raccoglierli un anno e mezzo fa: i primi due li abbiamo trovati nella 
discarica di spazzatura, i trafficanti li avevano gettati lì di notte. Erano stati torturati pe-
santemente, a uno avevano rotto le gambe. Non sapevamo cosa fare, abbiamo avuto pau- 
ra a portarli in ospedale perchè temevamo di essere scambiati noi per trafficanti. Li ab-
biamo curati alla meglio, ma poi abbiamo dovuto chiamare i medici. Uno è morto, ma
l'altro lo abbiamo salvato. E da allora non ci siamo fermati".
Questa è Bani Walid, la capitale dei migranti a Sud di Tripoli, lo snodo, la piattaforma dove 
i trafficanti parcheggiano in decine di case prigione i migranti che poi trasferiscono verso le
spiagge da cui (forse) partiranno: Tripoli, Misurata, Homs, Garabulli Sabrata. Chi parla è
il professor Hosin Mohammed, ha una storia che da sola vale un libro: è un ex gheddafiano,
hs studiato ad Atlanta, ha insegnato inglese a Bani Walid e poi a Tripoli ha lavorato per la
"Fondazione Libro Verde", la "bibbia" di Gheddafi. Dopo la rivoluzione è stato due volte
in carcere, da quando l'hanno liberato vive in questa città.
Arrivare a Bani Walid non è facile: a 180 chilometri a sud di Tripoli, sulla strada che porta
alla capitale del Fezzan Sebha, questo è un altro mondo. All'ingresso della città i monumen-
ti hanno ancora la bandiera verde gheddafiana. Bani Walid e Tarhuna erano città che offri-
vano soldati fedeli e leali a Gheddafi. Dopo la rivoluzione i gheddafiani  provarono a ribel-
larsi, sequestrarono dei giovani di Misurata, sembra ci fosse uno di quelli accusati di aver ucciso il colonnello. Arrivò l'esercito di Misurata, devastò la città, diede una lezione di vio-
lenza ai gheddafiani e se ne tornò indietro. Da allora la città è difesa da una milizia mante-
nuta debole, per cui i trafficanti (che girano con kalashnikov ed Rpg) sono i padroni della
notte e delle campagne.
"Da quei primi due non ci siamo più fermati: tutti i malati, i feriti, i torturati che veniva-
no scaricati dai trafficanti li abbiamo curati, prima in una casa, poi in queste due, le ab-
biamo battezzate "Albeit Alamen", le case sicure. Oggi tutti sanno che curiamo i migran-
ti, le case sono aperte, ma nessuno entra, anzi chi può ci aiuta a curarli, farli mangiare, a
sopravvivere".  Da Misurata ogni settimana arrivano un medico e un infermiere di Medi-
ci Senza Frontiere. Msf ha contattato anche un medico locale, che viene a lavorare in un
piccolo ambulatorio nella casa. Yusuf Demba Sankhanou viene dal Senegal, è partito nel
2016 e da allora ha provato  disperatamente  a entrare  in Italia: "Sono passato dal Mali, 
da Bamako e poi Gao. Sono entrato in Algeria, ho lavorato con una compagnia cinese, in
un campo militare. Poi sono passato in Libia, ho pagato 1200 dollari, uno dei trafficanti è
un senegalese che se li è fatti mandare dalla mia famiglia con un money transfer in Sene-
gal. Fanno così - spiega Yusuf - I soldi li fanno mandare ai loro complici che poi pagano i
complici in Libia. A Tripoli  prima ho aspettato di partire da Garabulli, poi da Tajura.
Quando dovevamo partire il secondo gommone è esploso, lo avevano gonfiato troppo e si
è rotto. E' stato un caos, sono arrivati i poliziotti, hanno sparato, mi hanno messo in pri-
gione. Ci hanno mandato al Sud a Sebha, sono stato torturato e sono tornato qui, mi ave-
vano quasi ucciso. Adesso voglio solo una cosa: voglio tornare in Senegal".
Friday Goodstime è nigeriano, 21 anni: a Sebha i trafficanti gli hanno spezzato le gambe
a colpi di bastone di ferro mentre telefonava alla famiglia per farlo gridare mentre chie-
deva i soldi: "Mi hanno caricato comunque su un camion, con altri che erano stati tortu-
rati e mi hanno scaricato qui. Mi sto riprendendo. Voglio tornare in Nigeria".
Anche Mohammed Kondi, 27 anni, per arrivare dalla Guinea Conakry in Libia è passa-
to dal Mali e dall'Algeria: "In Algeria ho lavorato per i turchi, costruivano case a Blida.
Poi ho trovato i soldi e sono passato in Libia: il giorno dopo esser entrato sono stato ar-
restato una prima volta. Ho pagato per uscire, e ce l'ho fatta. Ho provato a partire per
l'Italia due volte, mi hanno ripreso e messo in carcere.  Siamo fuggiti con quattro suda-
nesi, ma ci hanno sparato addosso, mi hanno colpito di striscio alla spalla, per fortuna 
non mi hanno fratturato l'osso. Ora voglio solo tornare in Guinea".  Dentro una stan-
za c'è il caso peggiore, una donna eritrea abbandonata su un materasso, i trafficanti
per trasportarla l'hanno legata come un capretto, poi l'hanno gettata dal camion. Non
è chiaro se abbia il bacino fratturato o cosa altro, ma qui non ci sono i raggi X, i medi-
ci di Msf stanno organizzando qualcosa in una Libia in cui del quasi non ci sono gli ospe-
dali.  -  Il professore Hosin si aggira come un padre, un fratello premuroso. Cura gli
altri per curare il suo dolore: "Vedo questo paese distrutto, non guardo al passato ma
penso al futuro miserabile che abbiamo davanti. Beni Walid è stata cancellata dal go-
verno di Tripoli, non ci mandano aiuti, non ci mandano polizia.  I trafficanti di notte
sono pericolosi, ci sono zone in cui nessuno ha il coraggio di avventurarsi.
Bani Walid in Libia passa come la città dei trafficanti, un luogo dove c'è anche un
"mercato" degli schiavi.  "Non c'è mercato, perchè con la violenza a questi uomini 
possono far fare tutto. E tutta Bani Walid ci aiuta, perchè noi non sopportiamo que-
sto marchio di infamia  e  perchè la nostra anima, la nostra religione sacrosanta  ci
impone di aiutare questi disperati. L'Europa deve fermare questo traffico, deve fer-
marlo in Africa, deve aiutare noi qui in Libia ma poi dovete scendere giù e spiegare 
a tutti che questo viaggio è un massacro, una follia".   Dalla "casa sicura"  del  pro-
fessore Hosin chi sopravvive vuole una cosa soltanto: tornare a casa, in quell'Africa
che non capisce che questo è l'inferno.

Lucianone

Appuntamenti - MUSICA estiva 2018 / luglio - agosto

5 luglio '18 - giovedì                           5th July / Thursday                      visione post - 28
6 Musica
Bergamo SUONABENE

ARCENE ROCKIN' PARK  -  Parco delle Bandiere / Via Verdi, Arcene
5  >  8  luglio
p r o g r a m m a -
                                 giovedì 5 luglio
                                 SPELLBLAST -  power metal
                                 Trick or Treat  -  power metal 
                                 venerdì 6 luglio
                                 ROOTZ Ital Movement  -  reggae
                                 NH3 Ska/Core
                                 sabato 7 luglio
                                 NOISKIN  -  alternative
                                 MISTERX  -  rock in progress
                                 domenica 8 luglio
                                 MORNING GLORY  -  70s Brit Rock
                                 STONEGARDEN       -  70s Rock n'Roll
Con servizio
ristorazione e pizzeria

YOUNG 'N TOWN FESTIVAL  -  Piazzale Divertimenti,  Albino
5  >  8 luglio

FARA ROCK  -    Via Reseghetti,  Fara Gera d'Adda
11  >  17 luglio

AMBRIA MUSIC FESTIVAL  -  Via Piave, Ambria
12 - 14 - 19 - 21  luglio 

ROCK SUL SERIO  -  Campo sportivo Via Cavalli,  Villa di Serio
18  >  22  luglio

RILOI RIVER FESTIVAL  -  Parco Rilloglio,  Palosco
19  >  22  luglio

LIBERA LA FESTA  -  Via Circonvallazione Nord,  Osio Sopra
25  >  28  luglio

BERGAMO REGGAE SUNFEST  -  Edone,  Bergamo
26  >  29 luglio

ROCK'N CASTEL   -  Piazza Castello,  Castel Rozzone
27  >  29  luglio

FILAGOSTO FESTIVAL   -  Via Locatelli,  Filago
31 luglio  >  5 agosto


NOTTE SOTTO LE STELLE  -  Lungolago Via Nazionale,  Spinone al Lago
8  >  12  agosto

FILAGOSTO FESTIVAL 2018
31 luglio  -  5 agosto
             programma -  

                                    martedì 31 luglio
                                    WILLIE PEYOTE
                                    I miei migliori complimenti
                                    Ennie
                                    mercoledì 1 agosto
                                    LO STATO SOCIALE
                                    I Botanici
                                    giovedì 2 agosto
                                    GROUNDATION
                                    New Kingston
                                    venerdì 3 agosto
                                    COLAPESCE
                                    La Municipàl
                                    Yosh Whale
                                    sabato 4 agosto
                                    METAL for EMERGENCY
                                    SEPULTURA
                                    Bulldozer
                                    Sailing to nowhere
                                    Skeletoon
                                    Waves in Autumn
                                    domenica 5 agosto
                                    MELLOW MOOD
                                    Rootical Foundation

Lucianone
                                

lunedì 2 luglio 2018

Cultura - Libri pollicino / Kafka, Leopardi, Rimbaud e... Joyce

3 luglio '18 - lunedì                          3rd July / Monday                           visione post - 11 

(da il venerdì di Repubblica - 5 maggio '17 - Giorgio Vasta)
Potremmo chiamarli libri-pollicino. Vale a dire quei libri che, così come il protagonista
della fiaba dei Grimm segue la traccia dei sassolini per ritrovare la via di casa, si affida-
no  a una serie di frammenti  per individuare un percorso  e  dare forma a un disegno.    Programmaticamente frammentario  è il modo  in cui  ha  proceduto  Reiner Stach in 
Questo è Kafka? (Adelphi). Lavorando per oltre un decennio  alla biografia dello scrit-
tore praghese (uscita in Germania in tre vulumi), Stach ha fissato 99 reperti - foto, ap-
punti, testi di canzoni, stralci da lettere e diari -, ognuno dei quali introduce a una situa-
zione  o descrive un legame, lascia affiorare un sfumatura del temperamento, qualcosa
che il setaccio biografico tradizionale non intercetta. -   Ne viene fuori un ritratto com-
posto da materiali minuti, un combinarsi di elementi irrilevanti  che restituiscono una percezione di Kafka radicalmente terrestre.   L'autore del Processo beve molta birra, 
ha un flirt con una bambinaia, per la prima volta prende la metropolitana osservando-
la curioso, si accanisce su una virgola, teme i topi e vuole diventare ricco progettando
una serie di guide turistiche (va considerato che se questo progetto fosse andato in por-
to, oggi useremmo la parola Kafka come diciamo Baedecker).
Analogamente in Scarti (il Saggiatore) uno studioso  del calibro di Giuseppe Marcenaro
concentra la sua attenzione sulla materia minore di cui la letteratura da sempre si nutre:
"gli scarti, i rifiuti, muriccia, calcinacci, rottami, romenta et zettum". Recuperando dal
cestino della carta straccia il foglietto sul quale  Giacomo Leopardi  annota  una lista di
squisitezze di cui - nonostante a Napoli infuri il colera - non vuole privarsi, un biglietto
da visita appartenuto ad Arthur Rimbaud (oppure no, non è detto, potrebbe essere uno
scherzo dello stesso Rimbaud, come fidarsi di qualcuno che scrive: "Je est un autre"?),
e ancora una cartolina raffigurante "il più vecchio pescatore di Claddagh" che Stephan
Dedalus invia il 26 luglio 1912 a Hector Schmitz ( "A portrait of the artist as an old man"), recita il testo con cui James Joyce gioca ellitticamente con l'amico Italo Svevo).
Marcenaro dice di sì al rifiuto, si fa carico del disperso, del ciancicato, del brandello e del brindello: si prende cura del dettaglio più negletto perchè sa che proprio lì (nei sassolini
disseminati lungo il sentiero) si nasconde, insieme al diavolo, anche la letteratura.

Lucianone

mercoledì 27 giugno 2018

Riflessioni - Governo del cambiamento o inizio di una Alba Dorata?

27 giugno '18 - mercoledì                    27th June / Wednesday                  visione post - 18

Nei giorni scorsi il ministro del Lavoro Di Maio si è occupato  delle condizioni contrattuali
dei cosiddetti rider, precari della consegna a domicilio. E' stato il suo primo atto politico di
governo; e qualunque sarà il risultato, è stata una scelta importante che pone rimedio a pre-
cedenti omissioni e lacune.  Se questo  fosse veramente, come si illude di essere, il "gover-
no del cambiamento", il suo biglietto da visita avrebbe potuto essere, appunto, l'apertura 
di un fronte sindacale nuovo di zecca, in rappresentanza simbolica  di tutto  il precariato,
fin qui quasi privo di voce. Ma non lo è stato: perchè il rogo politico appiccato nel frattem-
po dal ministro della Paura Salvini  sul fronte  dei migranti, degli zingari, di Saviano, dei vaccini, di tutto quanto potesse servire ad accreditare il suo ruolo di ammazzasette, ha bru-
ciato sul nascere qualunque altra lettura di questo governo. Con buona pace dei precari, la
cui causa, nell'agenda politica, è a stento nella top ten, saldamente presidiata dalle istanze leghiste,che sono istanze securitarie, sovraniste, antieuropee, in due parole sole: di estrema destra.
Disse qualche anno fa Beppe Grillo che si doveva ringraziare il suo movimento perchè
avrebbe evitato all'Italia l'arrivo al governo di Alba Dorata.   Speriamo che Grillo, Di
Maio, le loro cerchie di pensatori e la loro legione di elettori  non siano costretti a ren-
dersi conto  del fatto che  Alba Dorata, al governo, ce l'hanno portata loro; e che  per
questo, solo per questo rischiano di passare alla storia.
(Da la Repubblica - 21 giugno '18 - L'AMACA  / Michele Serra)

Lucianone

martedì 26 giugno 2018

CIBO - Eventi culturali:: le ricette e le pietanze preferite del 'gourmet' Giuseppe Verdi

26 giugno '18 - martedì                     26th June / Tuesday                      visione post - 14

(da la Repubblica - 21 giugno '18 - Food / Ricettario - di Luigi Gaetani)
Il risotto di Giuseppe Verdi
Un' "officina d'alta alchimia pantagruelica", così Giuseppe Giacosa descriveva le cucine
di Villa Sant'Agata, la tenuta di Villanova sull'Arda (Pc)  dove Giuseppe Verdi   visse  per
mezzo secolo. Un rapporto, quello del compositore con il cibo. intenso ma mai morboso:
è sempre Giacosa a spiegare come Verdi  non fosse "un gran mangiatore"  ma piuttosto
un raffinato gourmet che considerava "il pranzo quale opera d'arte".
Tra aprile e dicembre, l'associazione di aziende agricole piacentine. Le Terre Traverse
organizza "Nella pianura di Giuseppe Verdi", un calendario di eventi culturali  in di-
more e cascine della zona.  -   Venerdì 13 luglio, nel castello di San Pietro in Cerro, c'è
la cena "Verdi tra le stelle", con le ricette "di casa" del musicista. Tra i piatti ricorren-
ricorrenti sulla tavola di villa Sant'Agata c'erano i malfatti, sorta di gnocchi con spina-
ci, la "torta fritta" con gli affettati, la bomba di riso con piccione e i pisarei e fasò, che
sono gnocchetti conditi con fagioli e pomodoro.  Come dessert, sbrisolona o ciam,belle
al forno, accompagnate da zabaione al passito o al Marsala. - Ennio Cominetti - orga-
nista, compositore e direttore d'orchestra - ha dedicato  proprio  al genio   di Busseto
parte del libro Musica in... tavola. Le ricette dei grandi musicisti italiani (con Clara Ber-
tella, EurArte, 2015): "Nell'Ottocento - racconta - il cibo era uno strumento per osten-
tare lo status sociale  e  Verdi non faceva eccezione, anche se aveva gusti  più sobri  ri-
spetto a suoi contemporanei come Rossini". - Da , buon padano amava il riso, tanto che
lo chef Henri-Paul Pellaprat gli dedicò un risotto con asparagi, funghi e prosciutto.  E
andava pazzo anche per salumi e insaccati come la "spalletta" di maiale,  da consuma-
re bollita, che proponeva spesso ai suoi ospiti e che arrivò persino a spedire all'editore
Giulio Ricordi a Milano. A Verdi va forse anche il merito di aver inaugurato un'abitu-
dine del mondo operistico nazionale: "Non lasciava mai l'Italia senza opportuno vetto
vagliamento - racconta ancora Cominetti - ed è a sua moglie che affidava la custodia e
l'organizzazione della cambusa".  Così Giuseppina Strepponi, alla vigilia di un viaggio
a Pietroburgo, scriveva al segretario di Adelaide Ristori: "Ci vorranno i tagliatelli e i
maccheroni ben perfetti per rendere Verdi di buon umore in mezzo al ghiaccio  e  alle
pelliccerie" e ammoniva: "Se la Ristori credesse soperchiare, predominare colle taglia-
telle, Verdi conta eclissarla col risotto che per verità sa fare divinamente".  D'altronde
è lo stesso Verdi a chiarirlo  in una lettera a Ricordi: "Poesia, idealismo, tutto va bene...
ma non si può far a meno di mangiare!".

Lucianone

sabato 23 giugno 2018

Ultime notizie - dall'Italia e dal Mondo / Latest news

23 giugno '18 - sabato                        23rd June / Saturday                     visione post - 8

Italia - Francia / Polemica migranti 
110 migranti su cargo davanti a Pozzallo (Italia - Sicilia)
Salvini: "Si scordino di venire in Italia" / Macron: "Si sbarchi nel porto più vicino".   

Roma / Polemica sulla scorta
Cirinnà: "Ecco la polizia che scorta Salvini. Il risparmio vale solo per Saviano?"
La senatricde del Pd attacca il ministro dell'Interno su Twitter dopo la polemica
tra il leader della Lega e lo scrittore.

Germania
La Germania sotto choc per l'attivista Spd uccisa mentre faceva l'autostop

Lucianone
       

mercoledì 20 giugno 2018

SPORT - calcio / Mondiale Russia 2018 - Fifa World Cup

20 giugno '18 - mercoledì                     20th June / Wednesday                   visione post - 10

Tutti i risultati fino 
ad oggi, mercoledì 20 giugno 2018

Gruppo A
Russia - Arabia Saudita  5 - 0
Egitto - Uruguay              0 - 1
Russia - Egitto                  3 - 1
Uruguay - Arabia S.        1 - 0

Gruppo B
Marocco  -  Iran             0 - 1
Portogallo - Spagna       3 - 3
Portogallo - Marocco    1 - 0
Iran  .  Spagna               0 - 1

Gruppo C
Francia  -  Australia     2 - 1
Perù - Danimarca         0 - 1

Gruppo D
Argentina  -  Islanda    1 - 1
Croazia - Nigeria          2 - 0

Gruppo E
Costa Rica  -  Serbia    0 - 2
Brasile - Svizzera         1 - 1

Gruppo F
Germania  -  Messico  0 - 1
Svezia - Sud Corea      1 - 0

Gruppo G
Belgio  - Panama         3 - 0
Tunisia - Inghilterra   1 - 2

Gruppo H
Colombia - Giappone 1 - 2
Polonia - Senegal        1 - 2

Lucianone

lunedì 18 giugno 2018

Società / LIbro - E se il 'mutualismo conflittuale-politico' fosse l'idea giusta, per il futuro?

18 giugno '18 - lunedì                           18th June - Monday                     visione post - 18

(Da
 il manifesto - 2 giugno'18 . culture / Roberto Ciccarelli)
Mutualismo è un concetto ricorrente nell'ultimo quinquennio.  Salvatore Cannavò lo 
riporta alla realtà storica, momento germinale del movimento operaio e anarchico,  e 
ne mostra l'attualità con una serrata rassegna delle esperienze italiane e internazionali,
più o meno riuscite. Scritto da un ex parlamentare di Rifondazione Comunista, fonda-
tore della corrente di Sinistra Critica, prima vice-direttore di Liberazione, oggi lavora
al Fatto Quotidiano, il libro Mutualismo, Ritorno al futuro per la sinistra (Alegre, pp.
191, euro 15) è un libro esigente che non fa sconti alla parte dell'autore.
Inizia raccontando il tempo dell'ultimo governo Prodi 2006-2008. Dall'opposizione in- 
terna alla Rifondazione di Bertinotti, Cannavò scrive:   "Avevamo ragione a dire che 
abbandonare il movimento no-global per allearsi con Clemente Mastella avrebbe con-
dotto la sinistra alla disfatta; ragione nello spiegare ai governi di centro-sinistra che a
furia di fare le politiche di destra avrebbe vinto non solo la destra, ma quella più estre-
ma". Certo "avere avuto ragione, però, non consola"., da Genova in poi,
In un ventennio, da Genova in poi, si è esaurita  la ricerca  di una società "altra".  Il
"sociale" è diventato un vicolo cieco quanto la ricerca di una "globalizzazione" equa
e giusta dall'alto.  Oggi viviamo  sul rovescio  di quell'antica promessa, le istanze im-
maginarie del ritorno alla "nazione" e la saldatura con la "sovranità" sembrano ave-
re assorbito, e sconvolto, la critica al capitalismo globale.
Per uscire  da questo labirinto  Cannavò propone  un'idea "conflittuale e politica"  del
mutualismo. La precisazione è opportuna perchè in questa categoria si avverte il rischio
di giustificare l'esistente, fare da tappabuchi alla scomparsa del Welfare. Il mutualismo
sembra essere un'istanza risarcitoria, consolatoria e sussidiaria di un'istituzione pubbli-
ca che non c'è più.  O, tutt'al più, un'integrazione al welfare aziendale. In queste condi-
zioni pensare  che il mutualismo  sia una via d'uscita  è un'illusione. Cannavò denuncia
questo rischio. "Serve - scrive - un obiettivo di sistema"  dove le esperienze di "autoge-
stione" - raccontate nel libro - "possano divenire strumenti per un ordine sociale diver-
so contro questo modo di produzione  e  i suoi poteri.  Per farlo  serve  un mutualismo 
conflittuale in senso anticapitalista.  Cannavò lo descrive ripercorrendo il lavoro stori-
co che Pino Ferraris fece un quarto di secolo fa. E' una genealogia ricorrente, l'abbia-
mo riportata alla luce con Giuseppe Allegri nel Quinto Stato cinque anni fa. Un anno
dopo l'abbiamo ritrovata in Comune di Dardot e Laval. Nel frattempo è riemersa nei
discorsi di base e nelle reti già attive e ritorna in questo libro.
Cannavò fissa il movimento carsico in un concetto importante: l'auto-governo dell'es-
sere umano. L'autogestione non basta, è necessario affermare una politica democrati-
ca ampia. Non quella basata sulla delega al leader, nè sulla fusione mistica  in un "po-
polo", ma sulla cooperazione, ovvero l'esercizio  delle potenzialità  dell'essere umano 
con i suoi  simili. Tale esercizio non è ip otecato da leggi superiori (il Bene, la Legge, il
Popolo) o dal Capitale.  E' la sperimentazione delle possibilità generate dall'uso comu-
ne, e non proprietario, della vita; la creazione di una resistenza contro lo sfruttamento;
l'organizzazione di un'alternativa concreta e una critica attiva dell'alienazione.
Il mutualismo 2.0  sembra avere intercettato queste domande diffuse. Per que-
sto si torna a parlare di società di mutuo soccorso, cooperative aperte, reti di mercato
alternative, sindacati sociali, partiti a rete e federati su scala locale, nazionale e sovra-
nazionale. Una prospettiva che ricorda la Prima internazionale. La storia del mutuali-
smo antagonista ci ha trasmesso una tecnica di auto-difesa; una politica neo-comuni-
sta e non statale; cooperativa e non burocratica; di classe e non di "popolo"; federati-
va e non nazionalista; anti-sessista e anti-razzista.  Un'impostazione fondamentale per
creare "condizioni", utile per organizzare una battaglia per il salario minimo e il red-
dito di base incondizionato, due tra gli obiettivi individuati nel libro, centrali in un mo-
mento politico dove entrambi sono stati riscoperti dal dibattito politico.
Nulla tuttavia è scontato, vista la frammentazione e l'identitarismo della "sinistra". 
Ciò non toglie, conclude Cannavò, che bisogna  mantenere alti  gli obiettivi  e  "co-
struirli con lenta impazienza".

Lucianone