4 maggio '18 - sabato 4th May / Saturday visione post - 17
I leader europei sono piuttosto prudenti nel giudicare la situazione politica italiana.
Probabilmente hanno capito che esiste un evidente nesso tra il clamoroso successo
dei partiti populisti e il fatto che l'Italia ha dovuto reggere quasi da sola l'impatto
della grande migrazione dall'Africa.
E dunque, per dirla come va detta, hanno la coda di paglia. Le responsabilità dell'Unione europea
e dei suoi più importanti Stati membri (Francia e Germania in primo luogo) nel voto "antieuropeo"
degli italiani, lo scorso 4 marzo, sono gigantesche. E posson o essere misurate negli anni, se non
nei decenni. - Mi è capitata sotto gli occhi un'Amaca del 2003 (quindici anni fa) nella quale mi chiedevo "se l'Europa considera gli ottomila chilometri di coste italiane un problema regionale
dell'Italia o unq uestione politica continentale". Non era il rilievo di un esperto, ma di un cittadino qualunque (cittadino europeo) che si rendeva conto che la questione dei migranti NON era in
alcun modo sostenibile da un solo paese (due se vogliamo contare anche la povera Grecia).
E' abbastanza irritante, dopo tutto quello che è accaduto, leggere la candida opinione del gio-
vane leader della Cdu Spahn, che intervistato dalla nostra corrispondente a Berlino dichiara
che "sul tema dei migranti e della protezione dei confini esterni dell'Europa dobbiamo sbri-
garci". Sbrigarci? Ma cos'è, una battuta di spirito?
(da la Repubblica - 30 marzo '18 - L'Amaca / Michele Serra)
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sabato 5 maggio 2018
sabato 28 aprile 2018
SPORT - calcio / Serie A - 34^ giornata 2017/18
28 aprile '18 - sabato 28th April / Saturday visione post - 11
RISULTATI delle PARTITE
Spal 0 Sassuolo 1 Milan 0 Cagliari 0 Atalanta 2 Chievo 1
Roma 3 Fiorentina 0 Benevento 1 Bologna 0 Torino 1 Inter 2
Lazio 4 Udinese 1 Juventus 0 Genoa 1
Sampdoria 0 Crotone 2 Napoli 1 H. Verona 0
CLASSIFICA
JUVENTUS 85 / Napoli 84 / Roma. Lazio 67 / Inter 66 / Atalanta 55 / Milan 54
Sampdoria, Fiorentina 51 / Torino 47 / Bologna 39 / Genoa 38 / Sassuolo 37
Cagliari, Udinese 33 / Chievo, Crotone 31 / Spal 29 / H. Verona 25 / Benevento 17
Il commento
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RISULTATI delle PARTITE
Spal 0 Sassuolo 1 Milan 0 Cagliari 0 Atalanta 2 Chievo 1
Roma 3 Fiorentina 0 Benevento 1 Bologna 0 Torino 1 Inter 2
Lazio 4 Udinese 1 Juventus 0 Genoa 1
Sampdoria 0 Crotone 2 Napoli 1 H. Verona 0
CLASSIFICA
JUVENTUS 85 / Napoli 84 / Roma. Lazio 67 / Inter 66 / Atalanta 55 / Milan 54
Sampdoria, Fiorentina 51 / Torino 47 / Bologna 39 / Genoa 38 / Sassuolo 37
Cagliari, Udinese 33 / Chievo, Crotone 31 / Spal 29 / H. Verona 25 / Benevento 17
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SOCIETA' - Le elezioni e 'La via del successo' di Walter Benjamin
28 aprile '18 - sabato 28th April / Saturday visione post - 38
(da la Repubblica - 28 febbraio '18 - Stefano Bartezzaghi)
Le elezioni spiegate
da Walter Benjamin
Non si diventa politici di successo perchè si sono vinte le elezioni: si vincono -le elezioni
perchè si è politici di successo. L'inversione del senso comune non è la trovata di qual-
che spin-doctor odierno e non è contenuta in un manuale di self-help dei nostri tempi,
tempi così votati a una cupa furbizia. E' la prima delle tredici tesi che il filosofo Walter
Benjamin racchiuse in poche pagine scritte (a proposito di cupezza) nel 1928 e intitola-
ta: La via del successo. Dagli esempi che porta, si capisce che aveva in mente soprat-
tutto il successo letterario. Ma della società di massa, allora nascente, aveva capito
qualcosa che nemmeno novant'anni dopo si può dare per scontato. Pensiamo alla po-
litica italiana: se "il successo" è la popolarità e il "risultato" è la vittoria elettorale, il
principio di Benjamin risulta meno paradossale. Berlusconi ha cominciato a vincere le
sue prime elezioni presentandosi come "vincente", parola che dagli anni Ottanta è di-
ventata più importante come sostantivo che come aggettivo: il vincente non è più colui
che ha vinto, ma colui che è destinato a vincere. Benjamin lo sapeva già e, coerente-
mente con questo principio, le sue "tesi" non sono polemologiche: non parlano di ave-
re successo sugli altri ma delle condizioni individuali, e quasi spirituali, per "compren-
dere la lingua nella quale la fortuna ci rivolge la parola". Non conosceva Berlusconi e
si può presumere che Berlusconi non conosca Benjamin, ma l'indomito "campaigner"
di Forza Italia sembra essere sospinto da intuizioni molto simili. Il suo impiego eletto-
rale dell'appellativo di "presidente" prescinde dall'impossibilità persino di essere can-
didato ma è utile a confermare un'immagine, perspicua e non ambigua: "La massa di
strugge qualunque successo non appena questo le appaia oscuro, senza un suo valo-
re istruttivo, esemplare". Viene da pensare ai nostri simboli elettorali di un tempo: la
croce, la falce e il martello, il sole nascente, persino la fiamma. Come una decorazione
per un generale, o per un finanziere, "il suo palazzo" (su cui oggi campeggia l'insegna
Trump Building), così l'aura di "presidente" per il prescindente Berlusconi: queste so-
no immagini univoche e, avverte Benjamin, non hanno nulla a che fare con la "traspa-
renza", che oggi si predica come valore culturale.
Si pensa al Movimento5Stelle, e alla ragione apparentemente oscura per cui la mancanza
totale di curriculum dei suoi candidati non pare poterne frenare l'ascesa, quando Benja-
min avverte che il successo dipende meno dalla saggezza e dalla preparazione che dalle
doti di improvvisazione e che la sua ricerca ha meno a che fare con la volontà che con il
gioco d'azzardo. Il candidato annulla la sua personalità come il giocatore si lascia rappre-
sentare dalla fiche che mette sul tavolo verde. Democrazia interna dei partiti, articolazio-
ni di punti programmatici, coalizioni polifoniche? Benjamin sembra anche criticare il pa-
sticcio pseudo-pèroporzionale della legge elettorale in vigore quando stabilisce, crudel-
mente, che il pubblico ha "fame di univocità": "Un centro, un capo, una parola d'ordine".
Forse queste annotazioni di quasi un secolo fa possono aiutare a capire il punto in cui si
è esaurito il "momentum" di Matteo Renzi, fra la rottamazione degli esordi, l'accantona-
mento dell'articolo 18 e la mancata abolizione del Senato. Immagini negative, di cancella-
zione, da cui non ne è sortita, a contrasto, una positiva: una formula in cui identificarsi,
un'immagine delineata e univoca a cui votarsi, e quindi per cui votare. Bene fanno i po-
litici che non riservano le proprie energie alle occasioni maggiori. "Molto è innato, ma
molto viene dal training" e quindi occorre esercitare il proprio carisma a ogni momento,
affrontare anche le discussioni minori, non apparire sempre con gli occhi affissi alla me-
ta ed essere amabili, soprattutto con i sottoposti. Stare in mezzo al proprio pubblico per
amabilmente padroneggiare "la lingua del comando" che, assieme alla "formula della
fortuna" è l'Apriti Sesamo del successo. Sia ben chiaro che, prosegue Benjamin con di-
vertente disinvoltura, "imbrogliare è sempre possibile", ma solo per chi non si senta un
imbroglione. Fa esattamente l'esempio del "cavaliere d'industria", il cui nome, le cui
proprietà e pertinenze emanano una luce gradevole: quella della "buona fede", che non
illumina invece il "povero diavolo".
Leggere oggi queste tesi, visionarie e quasi misteriche, costituisce una lezione durissi-
ma per ogni idea che si vorrebbe "razionale" della politica. Pensare alla posterità è va-
no, il successo ha il presente come unico orizzonte. Pensare che esista qualcosa co-
me una "giustizia" nella gloria è addirittura "farisaico" ed è "uno dei maggiori osta-
coli a qualunque riuscita": il successo arride a chi ne sa gioire indipendentemente
dal merito. Un principio tanto beffardo dovrebbe peraltro indurci a interpretare corret-
tamente l'ingannevole mito della "meritocrazia": la si vede come il potere ottenuto
con il merito, ma in realtà è il merito che si ottiene con il potere. La "gloria", che è la
dimensione assoluta del successo, non è infatti un "sovrappiù", come fu in passato:
"in un'epoca in cui qualunque misera scribacchiatura viene diffusa in centomila
esemplari" (e allora non c'erano i social network) la gloria è necessaria, come una
condizione di esistenza. Chi non ne ha non esiste. Giustizia, competenza, lungimi-
ranza, trasparenza, verità, cultura: si stenta a credere che a farne strame sia stato
un filosofo che (sia pure a modo suo) era comunista e scriveva in un'epoca politica
che incubava totalitarismi e stermini. Ma di fronte al "capriccio del gioco stesso
del mondo" la dimensione etica a cui quei valori si richiamano ha l'efficacia pre-
dittiva e prescrittiva di un oroscopo.
Lucianone
(da la Repubblica - 28 febbraio '18 - Stefano Bartezzaghi)
Le elezioni spiegate
da Walter Benjamin
Non si diventa politici di successo perchè si sono vinte le elezioni: si vincono -le elezioni
perchè si è politici di successo. L'inversione del senso comune non è la trovata di qual-
che spin-doctor odierno e non è contenuta in un manuale di self-help dei nostri tempi,
tempi così votati a una cupa furbizia. E' la prima delle tredici tesi che il filosofo Walter
Benjamin racchiuse in poche pagine scritte (a proposito di cupezza) nel 1928 e intitola-
ta: La via del successo. Dagli esempi che porta, si capisce che aveva in mente soprat-
tutto il successo letterario. Ma della società di massa, allora nascente, aveva capito
qualcosa che nemmeno novant'anni dopo si può dare per scontato. Pensiamo alla po-
litica italiana: se "il successo" è la popolarità e il "risultato" è la vittoria elettorale, il
principio di Benjamin risulta meno paradossale. Berlusconi ha cominciato a vincere le
sue prime elezioni presentandosi come "vincente", parola che dagli anni Ottanta è di-
ventata più importante come sostantivo che come aggettivo: il vincente non è più colui
che ha vinto, ma colui che è destinato a vincere. Benjamin lo sapeva già e, coerente-
mente con questo principio, le sue "tesi" non sono polemologiche: non parlano di ave-
re successo sugli altri ma delle condizioni individuali, e quasi spirituali, per "compren-
dere la lingua nella quale la fortuna ci rivolge la parola". Non conosceva Berlusconi e
si può presumere che Berlusconi non conosca Benjamin, ma l'indomito "campaigner"
di Forza Italia sembra essere sospinto da intuizioni molto simili. Il suo impiego eletto-
rale dell'appellativo di "presidente" prescinde dall'impossibilità persino di essere can-
didato ma è utile a confermare un'immagine, perspicua e non ambigua: "La massa di
strugge qualunque successo non appena questo le appaia oscuro, senza un suo valo-
re istruttivo, esemplare". Viene da pensare ai nostri simboli elettorali di un tempo: la
croce, la falce e il martello, il sole nascente, persino la fiamma. Come una decorazione
per un generale, o per un finanziere, "il suo palazzo" (su cui oggi campeggia l'insegna
Trump Building), così l'aura di "presidente" per il prescindente Berlusconi: queste so-
no immagini univoche e, avverte Benjamin, non hanno nulla a che fare con la "traspa-
renza", che oggi si predica come valore culturale.
Si pensa al Movimento5Stelle, e alla ragione apparentemente oscura per cui la mancanza
totale di curriculum dei suoi candidati non pare poterne frenare l'ascesa, quando Benja-
min avverte che il successo dipende meno dalla saggezza e dalla preparazione che dalle
doti di improvvisazione e che la sua ricerca ha meno a che fare con la volontà che con il
gioco d'azzardo. Il candidato annulla la sua personalità come il giocatore si lascia rappre-
sentare dalla fiche che mette sul tavolo verde. Democrazia interna dei partiti, articolazio-
ni di punti programmatici, coalizioni polifoniche? Benjamin sembra anche criticare il pa-
sticcio pseudo-pèroporzionale della legge elettorale in vigore quando stabilisce, crudel-
mente, che il pubblico ha "fame di univocità": "Un centro, un capo, una parola d'ordine".
Forse queste annotazioni di quasi un secolo fa possono aiutare a capire il punto in cui si
è esaurito il "momentum" di Matteo Renzi, fra la rottamazione degli esordi, l'accantona-
mento dell'articolo 18 e la mancata abolizione del Senato. Immagini negative, di cancella-
zione, da cui non ne è sortita, a contrasto, una positiva: una formula in cui identificarsi,
un'immagine delineata e univoca a cui votarsi, e quindi per cui votare. Bene fanno i po-
litici che non riservano le proprie energie alle occasioni maggiori. "Molto è innato, ma
molto viene dal training" e quindi occorre esercitare il proprio carisma a ogni momento,
affrontare anche le discussioni minori, non apparire sempre con gli occhi affissi alla me-
ta ed essere amabili, soprattutto con i sottoposti. Stare in mezzo al proprio pubblico per
amabilmente padroneggiare "la lingua del comando" che, assieme alla "formula della
fortuna" è l'Apriti Sesamo del successo. Sia ben chiaro che, prosegue Benjamin con di-
vertente disinvoltura, "imbrogliare è sempre possibile", ma solo per chi non si senta un
imbroglione. Fa esattamente l'esempio del "cavaliere d'industria", il cui nome, le cui
proprietà e pertinenze emanano una luce gradevole: quella della "buona fede", che non
illumina invece il "povero diavolo".
Leggere oggi queste tesi, visionarie e quasi misteriche, costituisce una lezione durissi-
ma per ogni idea che si vorrebbe "razionale" della politica. Pensare alla posterità è va-
no, il successo ha il presente come unico orizzonte. Pensare che esista qualcosa co-
me una "giustizia" nella gloria è addirittura "farisaico" ed è "uno dei maggiori osta-
coli a qualunque riuscita": il successo arride a chi ne sa gioire indipendentemente
dal merito. Un principio tanto beffardo dovrebbe peraltro indurci a interpretare corret-
tamente l'ingannevole mito della "meritocrazia": la si vede come il potere ottenuto
con il merito, ma in realtà è il merito che si ottiene con il potere. La "gloria", che è la
dimensione assoluta del successo, non è infatti un "sovrappiù", come fu in passato:
"in un'epoca in cui qualunque misera scribacchiatura viene diffusa in centomila
esemplari" (e allora non c'erano i social network) la gloria è necessaria, come una
condizione di esistenza. Chi non ne ha non esiste. Giustizia, competenza, lungimi-
ranza, trasparenza, verità, cultura: si stenta a credere che a farne strame sia stato
un filosofo che (sia pure a modo suo) era comunista e scriveva in un'epoca politica
che incubava totalitarismi e stermini. Ma di fronte al "capriccio del gioco stesso
del mondo" la dimensione etica a cui quei valori si richiamano ha l'efficacia pre-
dittiva e prescrittiva di un oroscopo.
Lucianone
martedì 24 aprile 2018
SPORT - calcio / Serie A - 33^ giornata 2017/18
24 aprile '18 - martedì 24th April / Tuesday visione post - 10
RISULTATI delle PARTITE
Inter 4 Benevento 0 Crotone 1 Fiorentina 3 H. Verona 0 Napoli 4
Cagliari 0 Atalanta 3 Juventus 1 Lazio 4 Sassuolo 1 Udinese 2
Roma 2 Sampdoria 1 Spal 0 Torino 1
Genoa 1 Bologna 0 Chievo 0 Milan 1
CLASSIFICA
JUVENTUS 85 / Napoli 81 / Roma, Lazio 64 / Inter 63 / Milan 54 / Atalanta 52 /
Fiorentina, Sampdoria 51 / Torino 47 / Genoa, Bologna 38 / Sassuolo 34 /
Udinese 33 / Cagliari 32 / Chievo 31 / Spal 29 / Crotone 28 / H. Verona 25 /
Benevento 14
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RISULTATI delle PARTITE
Inter 4 Benevento 0 Crotone 1 Fiorentina 3 H. Verona 0 Napoli 4
Cagliari 0 Atalanta 3 Juventus 1 Lazio 4 Sassuolo 1 Udinese 2
Roma 2 Sampdoria 1 Spal 0 Torino 1
Genoa 1 Bologna 0 Chievo 0 Milan 1
CLASSIFICA
JUVENTUS 85 / Napoli 81 / Roma, Lazio 64 / Inter 63 / Milan 54 / Atalanta 52 /
Fiorentina, Sampdoria 51 / Torino 47 / Genoa, Bologna 38 / Sassuolo 34 /
Udinese 33 / Cagliari 32 / Chievo 31 / Spal 29 / Crotone 28 / H. Verona 25 /
Benevento 14
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sabato 21 aprile 2018
SCIENZE - L'onda lenta del cervello
21 aprile '18 - sabato 21st April / Saturday visione post - 15
(da la Repubblica - 1 aprile '18 - L'altra pagina / Elena Dusi)
"Ho fotografato la coscienza"
Non solo il cuore. Anche il cervello ha il suo battito. Un'onda lenta, che si propaga dalla
nuca alla fronte ogni òpochi secondi: tra 1 e 10. Si riesce ad ascoltare solo quando vaghia-
mo con la mente, senza pensare a nulla di preciso. Fino a ieri era considerato un fastidio-
so rumore di fondo nella risonanza magnetica. Ascoltando meglio, però, i ricercatori si
sono accorti che quel ritmo non ha nulla di casuale . Potrebbe, al contrario, svolgere il
ruolo di coordinare e mettere in fase le varie aree del cervello, ognuna per su a natura
p meno specializzata in una certa attività. "Abbiamo 100 miliardi di neuroni. Qualcuno
deve pur coordinarli," sintetizza Marcus Raichle, neuroscienziato alla Washington Uni-
versity di Saint Louis, coordinatore di un esperimento pubblicato sulla rivista Neuron.
"I segnali che abbiamo osservato si propagano lentamente nel cervello e potrebbero
svolgere propeio questa funzione. Quando l'onda sale, le aree che attraversa diventa-
no più eccitabili". I neuroni al loro interno, cioè, si attivano generando con più facilità
una scarica elettrica. "Quando l'onda defluisce, anche l'eccitabilità si abbassa". Che
le onde ultra-lente (le "pulsazioni" del cervello) non siano un rumore di fondo degli
apparecchi è stato confermato da Raichle e il suo gruppo in un esperimento sui topi.
A sorprendere tutti, in questo studio, è stata la direzione dell'onda che si inverte nel
sonno: viaggia dalla fronte alla nuca, in senso opposto rispetto alla veglia. I ricercato-
ri si sono spinti allora a legare il "battito" del cervello alla coscienza: quel concetto
ancora piuttosto elusivo che ha a che fare con il percepire noi stessi e il mondo che ci
circonda. Capire come il cervello sia in grado di sperimentare eventi, oggetti, emozio-
ni è una delle sfide aperte delle neuroscienze di oggi. E scoprire che in assenza di co-
scienza (durante il sonno) avviene un cambiamento così grande nella fisiologia può
essere un nuovo bandolo della matassa interessante da seguire.
Il battito appena osservato nella corteccia cerebrale, tra l'altro, è solo l'ultimo arrivato
fra la miriade di pulsazioni che organizzano l'attività dell'organismo. "Abbiamo sem-
pre studiato il cervello come un organo a sè. In realtà il suo funzionamento è legato a
quello degli altri organi. Ci sono evidenze che il suo ritmo abbia a che fare con il ritmo
di stomaco, intestino o cuore. Ma c'è ancora molto lavoro da fare per capire come tut-
te queste cadenze si incastrino l'una nell'altra", spiega Maurizio Corbetta, post-doc di
Raichle a Saint Louis e poi suo collega per vent'anni. Oggi ha fondato all'università di
Padova il Neuroscience Center, dedicato allo studio dei network cerebrali. "Per dare
un'idea di quanto il quadro sia complesso - spiega - all'interno del cervello abbiamo at-
tività rapidissime, che avvengono a mille hertz e altre, come le onde ultra-lente descrit-
te su Neuron, al di sotto di 0,1 hertz. Un puzzle completo dei ritmi del cervello ci aiu-
terebbe a capire meglio il suo funzionamento". - La maggior parte degli studi sull'or-
gano del pensiero, di recente, si sta concentrando sulla sua organizzazione generale,
anzichè sulla funzione delle singole aree. "E' assodato per esempio - prosegue Corbet-
ta - che l'ictus non produce danni solo in un punto preciso. E' così rovinoso anche per-
chè intacca delle reti di neuroni più ampie. Nell'Alzeheimer o in altre demenze possia-
mo seguire la degenerazione che avanza nel tempo seguendo strade ben precise".
Lo stesso quoziente intellettivo, in uno studio del 2017, è stato legato alla capacità del-
le varie strutture cerebrali di 'fare squadra'. Una squadra che forse, come allenatore,
avrebbe proprio la pulsazione che è stata appena osservata oggi".
Lucianone
(da la Repubblica - 1 aprile '18 - L'altra pagina / Elena Dusi)
"Ho fotografato la coscienza"
Non solo il cuore. Anche il cervello ha il suo battito. Un'onda lenta, che si propaga dalla
nuca alla fronte ogni òpochi secondi: tra 1 e 10. Si riesce ad ascoltare solo quando vaghia-
mo con la mente, senza pensare a nulla di preciso. Fino a ieri era considerato un fastidio-
so rumore di fondo nella risonanza magnetica. Ascoltando meglio, però, i ricercatori si
sono accorti che quel ritmo non ha nulla di casuale . Potrebbe, al contrario, svolgere il
ruolo di coordinare e mettere in fase le varie aree del cervello, ognuna per su a natura
p meno specializzata in una certa attività. "Abbiamo 100 miliardi di neuroni. Qualcuno
deve pur coordinarli," sintetizza Marcus Raichle, neuroscienziato alla Washington Uni-
versity di Saint Louis, coordinatore di un esperimento pubblicato sulla rivista Neuron.
"I segnali che abbiamo osservato si propagano lentamente nel cervello e potrebbero
svolgere propeio questa funzione. Quando l'onda sale, le aree che attraversa diventa-
no più eccitabili". I neuroni al loro interno, cioè, si attivano generando con più facilità
una scarica elettrica. "Quando l'onda defluisce, anche l'eccitabilità si abbassa". Che
le onde ultra-lente (le "pulsazioni" del cervello) non siano un rumore di fondo degli
apparecchi è stato confermato da Raichle e il suo gruppo in un esperimento sui topi.
A sorprendere tutti, in questo studio, è stata la direzione dell'onda che si inverte nel
sonno: viaggia dalla fronte alla nuca, in senso opposto rispetto alla veglia. I ricercato-
ri si sono spinti allora a legare il "battito" del cervello alla coscienza: quel concetto
ancora piuttosto elusivo che ha a che fare con il percepire noi stessi e il mondo che ci
circonda. Capire come il cervello sia in grado di sperimentare eventi, oggetti, emozio-
ni è una delle sfide aperte delle neuroscienze di oggi. E scoprire che in assenza di co-
scienza (durante il sonno) avviene un cambiamento così grande nella fisiologia può
essere un nuovo bandolo della matassa interessante da seguire.
Il battito appena osservato nella corteccia cerebrale, tra l'altro, è solo l'ultimo arrivato
fra la miriade di pulsazioni che organizzano l'attività dell'organismo. "Abbiamo sem-
pre studiato il cervello come un organo a sè. In realtà il suo funzionamento è legato a
quello degli altri organi. Ci sono evidenze che il suo ritmo abbia a che fare con il ritmo
di stomaco, intestino o cuore. Ma c'è ancora molto lavoro da fare per capire come tut-
te queste cadenze si incastrino l'una nell'altra", spiega Maurizio Corbetta, post-doc di
Raichle a Saint Louis e poi suo collega per vent'anni. Oggi ha fondato all'università di
Padova il Neuroscience Center, dedicato allo studio dei network cerebrali. "Per dare
un'idea di quanto il quadro sia complesso - spiega - all'interno del cervello abbiamo at-
tività rapidissime, che avvengono a mille hertz e altre, come le onde ultra-lente descrit-
te su Neuron, al di sotto di 0,1 hertz. Un puzzle completo dei ritmi del cervello ci aiu-
terebbe a capire meglio il suo funzionamento". - La maggior parte degli studi sull'or-
gano del pensiero, di recente, si sta concentrando sulla sua organizzazione generale,
anzichè sulla funzione delle singole aree. "E' assodato per esempio - prosegue Corbet-
ta - che l'ictus non produce danni solo in un punto preciso. E' così rovinoso anche per-
chè intacca delle reti di neuroni più ampie. Nell'Alzeheimer o in altre demenze possia-
mo seguire la degenerazione che avanza nel tempo seguendo strade ben precise".
Lo stesso quoziente intellettivo, in uno studio del 2017, è stato legato alla capacità del-
le varie strutture cerebrali di 'fare squadra'. Una squadra che forse, come allenatore,
avrebbe proprio la pulsazione che è stata appena osservata oggi".
Lucianone
mercoledì 18 aprile 2018
SPORT - calcio / Serie A - 32^ giornata 2017/18
18 aprile '18 - mercoledì 18th April / Wednesday visione post - 11
RISULTATI delle PARTIT
Cagliari 2 Chievo 0 Genoa 1 Atalanta 0 Fiorentina 0 Bologna 2
Udinese 1 Torino 0 Crotone 0 Inter 0 Spal 0 H. Verona 0
Milan 0 Sassuolo 2 Juventus 3 Lazio 0
Napoli 0 Benevento 2 Sampdoria 0 Roma 0
CLASSIFICA
JUVENTUS 84 / Napoli 78 / Inter 63 / Roma, Lazio 61 / Milan 53 /
Fiorentina 51 / Atalanta 49 / Sampdoria 48 / Torino 46 / Bologna, Genoa 38 /
Udinese 33 / Cagliari 32 / Sassuolo 31 / Chievo 30 / Spal 28 / Crotone 27 /
H. Verona 25 / Benevento 14
RISULTATI delle PARTIT
Cagliari 2 Chievo 0 Genoa 1 Atalanta 0 Fiorentina 0 Bologna 2
Udinese 1 Torino 0 Crotone 0 Inter 0 Spal 0 H. Verona 0
Milan 0 Sassuolo 2 Juventus 3 Lazio 0
Napoli 0 Benevento 2 Sampdoria 0 Roma 0
CLASSIFICA
JUVENTUS 84 / Napoli 78 / Inter 63 / Roma, Lazio 61 / Milan 53 /
Fiorentina 51 / Atalanta 49 / Sampdoria 48 / Torino 46 / Bologna, Genoa 38 /
Udinese 33 / Cagliari 32 / Sassuolo 31 / Chievo 30 / Spal 28 / Crotone 27 /
H. Verona 25 / Benevento 14
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to be continued...Riflessioni - Democrazia non solo per ricchi e professori. Ma non vantiamo la bassa scolarità.
18 aprile '18 - mercoledì 18th April / Wednesday visione post - 8
Il nuovo tesoriere dei cinquestelle, deriso sui soliti social perchè ha solo la terza media, fa
bene a rispondere per le rime, rivendicando il diritto di fare politica anche per le persone
di bassa scolarità. Così come fece bene Di Maio a diffondere e difendere il suo modestissi-
mo curriculum professionale; la democrazia non è fatta solo per i professori e per i ricchi.
La discussione, in ogni modo, meriterebbe un deciso salto di qualità. Quanto basta per ca-
pire che la bassa scolarità non è una vergogna, ma non è neppure una ragione di orgoglio,
una specie di bandierina che gli ultimi possono sventolare in faccia ai primi. E', banalmen-
te, uno dei grandi problemi di questo Paese, che al notevole progresso economico degli ul-
timi sessant'anni non è riuscito a far seguire un progresso culturale lontanamente parago-
nabile. Non si tratta di fare della filosofia, si tratta di leggere dei numeri che collocano
l'Italia agli ultimi posti, tra i Paesi sviluppati, come livello di scolarizzazione. Pochi di-
plomati e pochi laureati rispetto agli altri popoli europei. Di qui è molto probabile che
discendano almeno alcuni dei nostri deficit civili e sociali. Che abbia la terza media op-
pure due lauree, bisognerebbe dunque che chi fa politica si facesse carico di migliorare
le cose: chi ha due lauree battendosi perchè quelli con la terza media possano laurearsi,
e quelli con la terza media augurandosi, come gli operai di una volta, che almeno i loro
figli possano accedere all'università.
(da la Repubblica - 1 aprile '18 - L'AMACA / Michele Serra)
Il nuovo tesoriere dei cinquestelle, deriso sui soliti social perchè ha solo la terza media, fa
bene a rispondere per le rime, rivendicando il diritto di fare politica anche per le persone
di bassa scolarità. Così come fece bene Di Maio a diffondere e difendere il suo modestissi-
mo curriculum professionale; la democrazia non è fatta solo per i professori e per i ricchi.
La discussione, in ogni modo, meriterebbe un deciso salto di qualità. Quanto basta per ca-
pire che la bassa scolarità non è una vergogna, ma non è neppure una ragione di orgoglio,
una specie di bandierina che gli ultimi possono sventolare in faccia ai primi. E', banalmen-
te, uno dei grandi problemi di questo Paese, che al notevole progresso economico degli ul-
timi sessant'anni non è riuscito a far seguire un progresso culturale lontanamente parago-
nabile. Non si tratta di fare della filosofia, si tratta di leggere dei numeri che collocano
l'Italia agli ultimi posti, tra i Paesi sviluppati, come livello di scolarizzazione. Pochi di-
plomati e pochi laureati rispetto agli altri popoli europei. Di qui è molto probabile che
discendano almeno alcuni dei nostri deficit civili e sociali. Che abbia la terza media op-
pure due lauree, bisognerebbe dunque che chi fa politica si facesse carico di migliorare
le cose: chi ha due lauree battendosi perchè quelli con la terza media possano laurearsi,
e quelli con la terza media augurandosi, come gli operai di una volta, che almeno i loro
figli possano accedere all'università.
(da la Repubblica - 1 aprile '18 - L'AMACA / Michele Serra)
sabato 14 aprile 2018
SPORT - Calcio / Serie A - 31^ giornata 2017/18
14 aprile '18 - sabato 14th April / Saturday visione post - 14
RISULTATI delle PARTITE
Juventus 4 Roma 0 Spal 1 Sampdoria 0 Torino 1 Crotone 1
Benevento 2 Fiorentina 2 Atalanta 1 Genoa 0 Inter 0 Bologna 0
H. Verona 1 Napoli 2 Udinese 1 Milan 1
Cagliari 0 Chievo 1 Lazio 2 Sassuolo 1
CLASSIFICA
JYVENTUS 81 / Napoli 77 / Lazio, Roma 60 / Inter 59 / Milan 52 /
Fiorentina 50 / Atalanta, Sampdoria 48 / Torino 45 / Bologna, Genoa 35 /
Udinese 33 / Sassuolo 30 / Chievo, Cagliari 29 / Spal, Crotone 27 / H. Verona 25 /
Benevento 13
RISULTATI delle PARTITE
Juventus 4 Roma 0 Spal 1 Sampdoria 0 Torino 1 Crotone 1
Benevento 2 Fiorentina 2 Atalanta 1 Genoa 0 Inter 0 Bologna 0
H. Verona 1 Napoli 2 Udinese 1 Milan 1
Cagliari 0 Chievo 1 Lazio 2 Sassuolo 1
CLASSIFICA
JYVENTUS 81 / Napoli 77 / Lazio, Roma 60 / Inter 59 / Milan 52 /
Fiorentina 50 / Atalanta, Sampdoria 48 / Torino 45 / Bologna, Genoa 35 /
Udinese 33 / Sassuolo 30 / Chievo, Cagliari 29 / Spal, Crotone 27 / H. Verona 25 /
Benevento 13
Continua...
to be continued...
venerdì 6 aprile 2018
SPORT - Calcio / Serie A . 30^ giornata 2017/18
6 aprile '18 - venerdì 6th April / Friday visione post - 14
RISULTATI delle PARTITE
Bologna 1 Atalanta 2 Cagliari 0 Fiorentina 2 Genoa 1 Inter 3
Roma 1 Udinese 0 Torino 4 Crotone 0 Spal 1 H. Verona 0
Lazio 6 Chievo 2 Sassuolo 1 Juventus 3
Benevento 2 Sampdoria 1 Napoli 1 Milan 1
CLASSIFICA
JUVENTUS 78 / Napoli 74 / Roma 60 / Inter 59 / Lazio 57 / Milan 51 /
Fiorentina, Sampdoria, Atalanta 47 / Torino 42 / Bologna 35 / Genoa 34 /
Udinese 33 / Chievo, Sassuolo, Cagliari 29 / Spal 26 / Crotone 24 / H. Verona 22 /
Benevento 13
Il commento
Continua... to be continued...
RISULTATI delle PARTITE
Bologna 1 Atalanta 2 Cagliari 0 Fiorentina 2 Genoa 1 Inter 3
Roma 1 Udinese 0 Torino 4 Crotone 0 Spal 1 H. Verona 0
Lazio 6 Chievo 2 Sassuolo 1 Juventus 3
Benevento 2 Sampdoria 1 Napoli 1 Milan 1
CLASSIFICA
JUVENTUS 78 / Napoli 74 / Roma 60 / Inter 59 / Lazio 57 / Milan 51 /
Fiorentina, Sampdoria, Atalanta 47 / Torino 42 / Bologna 35 / Genoa 34 /
Udinese 33 / Chievo, Sassuolo, Cagliari 29 / Spal 26 / Crotone 24 / H. Verona 22 /
Benevento 13
Il commento
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