20 aprile '16 - mercoledì 20th April / Wednesday visione post - 6
(da la Repubblica - 2 aprile '16 - Tonia Nastrobuoni / da Bonn - Germania)
"Due aerei si incontrano sull'Atlantico. Su entrambi è seduto Hans-Dietrich Genscher".
Il più longevo ministro degli Esteri tedesco ridacchiava sempre, quando qualcuno gli fa-
ceva questa battuta. E' morto giovedì notte, a 89 anni, nella sua casa di Wachterg-Pech,
come ha reso noto ieri il suo ufficio di Bonn. E la vecchia capitale della Germania Ovest
evoca la carriera straordinaria di un politico di razza, maestro della distensione, prota-
gonista dei momenti più cruciali della Guerra fredda e figura chiave della Riunificazio-
ne. Ma Genscher è stato anche l'ultimo grande liberale tedesco, ultra realista e carisma-
tico. Dopo di lui, il partito si è lentamente spento, lacerato dalle guerre tra bande e sof-
focato dai narcisismi dei suoi successori.
Genscher era nato a Halle, al di là della Cortina di ferro, ed era scappato in Occidente
poco dopo l'università. Era un convinto europeista, di quelli dall'infanzia devastata dal
nazismo e consapevoli dei rischi di un'Europa degli egoismi. Capace di ricordare ai tede-
schi che "l'Europa è il nostro futuro" e che "non ne abbiamo un altro". Nel corso della
sua lunghissima carriera da ministro degli Esteri, dal 1974 al 1992, accompagnò il paese
in alcune fasi complicatissime - dalla crisi dei missili alla Riunificazione - con una prover-
biale capacità negoziale. Tanto che gli americani coniarono il termine "Genscherismo" -
non sempre inteso in modo lusinghiero. Per l'ex ambasciatore americano a Bonn, Richard
Burt, Genscher era "viscido come un'anguilla", imprendibile. In un mondo bipolare, il ta-
lento di un maratoneta delle trattative non sempre era apprezzato. Ma la maggior parte
dei suoi interlocutori ammirava quell'infaticabile ricerca di una mediazione. La rivista sa-
tirica Titanic gli costruì una maschera di batman con le sue grandi orecchie e lo batt ezzò
"Genschman", supereroe della politica estera. Lui stesso descrisse il genscherismo così:
"Se non riesco a raggiungere direttamente un obiettivo, devo cambiare l'ambiente circo-
stante finchè diventa raggiungibile".
La beffa del destino è che un maestro della parola come lui sia passato alla Storia per una
frase troncata a metà. Il 30 settembre del 1989, da ministro degli Esteri di Kohl, si affacciò
dal balcone dell'ambasciata di Praga per comunicare a migliaia di tedeschi scappati dalla Germania dell'Est che avrebbero potuto proseguire il loro viaggio verso l'Ovest. "Sono qui
per comunicarvi che il vostro permesso di viaggiare..." la folla coprì il resto con un boato.
Praga fu una delle prime brecce del Muro, che cadde due mesi dopo. E Genscher ebbe un
ruolo chiave nelle trattative che. portarono dopo alla Riunificazione. Soprattutto nel frena-
re le asperità di Kohl. Anche in questo ruolo di smussatore, si dimostrò grande. dinanzi a
un mondo che temeva il ritorno di una grande Germania. Solo alla fine della sua carriera,
Genscher fu forse troppo frettoloso nel voler integrare la Croazia e la Slovenia nella Ue.
Quella fretta, non certo solo sua, fece precipitare la Jugoslavia nella guerra fratricida che
la divise per sempre.
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mercoledì 20 aprile 2016
Stampa /cronaca - Il ricordo: le studentesse italiane morte in pullman in Spagna
20 aprile '16 - mercoledì 0th April / Wednesday visione post - 7
Sette figlie d'Europa
Sette ragazze della nostra meglio gioventùsono morte in Spagna, perchè l'autista del
pullman nel quale viaggiavano s'è addormentato. In poche ore abbiamo imparato a
conoscere i loro volti pieni di luce, accomunati dalla voglia di conoscere il mondo.
Dalla volontà di perfezionare i propri studi in Europa. Ma neanche la fatalità del
destino deve farci cambiare idea sul senso del viaggio delle nostre sette "figlie" -
come l'Italia le considera - finito all'alba su un'autostrada. Era giusto che le ra-
gazze e i loro genitori credessero nel progetto Erasmus. Ed è giusto continuare
a credervi. Nessun incidente d'auto - di più, neppure un attacco di terrorismo come
accadde il 13 novembre a Parigi con l'omicidio della ricercatrice Valeria Solesin -
può mettere in discussione l'idea che l?europa si costruisce scoprendola da vicino.
L'Erasmus forma le classi dirigenti, è una grande scuola di studi e di vita. Le no-
stre sette sfortunate figlie erano solo ventenni, ma già l'avevano capito: la conoscenza
migliorerà il mondo.
(da "L'Arena" - 22 marao 2016 - di Federico Guiglia)
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Sette figlie d'Europa
Sette ragazze della nostra meglio gioventùsono morte in Spagna, perchè l'autista del
pullman nel quale viaggiavano s'è addormentato. In poche ore abbiamo imparato a
conoscere i loro volti pieni di luce, accomunati dalla voglia di conoscere il mondo.
Dalla volontà di perfezionare i propri studi in Europa. Ma neanche la fatalità del
destino deve farci cambiare idea sul senso del viaggio delle nostre sette "figlie" -
come l'Italia le considera - finito all'alba su un'autostrada. Era giusto che le ra-
gazze e i loro genitori credessero nel progetto Erasmus. Ed è giusto continuare
a credervi. Nessun incidente d'auto - di più, neppure un attacco di terrorismo come
accadde il 13 novembre a Parigi con l'omicidio della ricercatrice Valeria Solesin -
può mettere in discussione l'idea che l?europa si costruisce scoprendola da vicino.
L'Erasmus forma le classi dirigenti, è una grande scuola di studi e di vita. Le no-
stre sette sfortunate figlie erano solo ventenni, ma già l'avevano capito: la conoscenza
migliorerà il mondo.
(da "L'Arena" - 22 marao 2016 - di Federico Guiglia)
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martedì 19 aprile 2016
Sport - calcio / Serie A - 33^ giornata 2015/16
19 aprile '16 - martedì 19th April / Tuesday
Risultati delle partite
Bologna 0 Carpi 4 Inter 2 Atalanta 3 Fiorentina 3 Verona H. 1
Torino 1 Genoa 1 Napoli 0 Roma 3 Sassuolo 1 Frosinone 2
Juventus 4 Udinese 0 Lazio 2 Sampdoria 0
Palermo 0 Chievo 0 Empoli 0 Milan 2
CLASSIFICA
Juventus 79 / Napoli 70 / Roma 65 / Inter 61 / Fiorentina 59 / Milan 52 /
Sassuolo, Lazio 48 / Chievo 45 / Torino 42 / Genoa 40 / Empoli 39 /
Atalanta, Bologna 37 / Sampdoria 36 / Udinese 35 / Carpi 31 / Frosinone 30 /
Palermo 28 / Verona H. 22
INTER - NAPOLI 2 - 0
Il Commento
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Risultati delle partite
Bologna 0 Carpi 4 Inter 2 Atalanta 3 Fiorentina 3 Verona H. 1
Torino 1 Genoa 1 Napoli 0 Roma 3 Sassuolo 1 Frosinone 2
Juventus 4 Udinese 0 Lazio 2 Sampdoria 0
Palermo 0 Chievo 0 Empoli 0 Milan 2
CLASSIFICA
Juventus 79 / Napoli 70 / Roma 65 / Inter 61 / Fiorentina 59 / Milan 52 /
Sassuolo, Lazio 48 / Chievo 45 / Torino 42 / Genoa 40 / Empoli 39 /
Atalanta, Bologna 37 / Sampdoria 36 / Udinese 35 / Carpi 31 / Frosinone 30 /
Palermo 28 / Verona H. 22
Il Commento
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Psicologia / dei popoli - Una questione di SORRISO
19 aprile '16 - martedì 19th April / Tuesday Visione post - 13
Cosa c'è dietro un sorriso? Chiedetelo a un canadese e vi risponderà in modo diverso da
un giapponese. Lo sostiene uno studio uscito su Proceedings of the National Academy of
Sciences. I ricercatori, guidati da Paula Niedenthal, psicologa della University of Wiscon-
sin-Madison, hanno considerato le risposte di circa 700 persone di nove Paesi (Usa, Canada,
Francia, Germania, Indonesia, India, Israele, Nuova Zelanda e Giappone) alla domanda:
perchè si sorride? Le opzioni variavano da "perchè si è felici" a "perchè si comunica"
a "perchè ci si sente inferiori".
Le risposte sono poi state messe in relazione con il grado di "eterogeneità storica" del Paese
di appartenenza, che fotografa la multiculturalità e la storia migratoria di una nazione.
E' emerso che nei Paesi oggetto di migrazioni, come Canada e Usa, sorridere è considerato
un segno di amichevolezza; in Giappone e India, più omogenei, servirebbe invece a mante-
nere le gerarchie. L'ipotesi è che l'assenza di una lingua comune abbia promosso l'emer-
gere di espressioni non verbali per comunicare e che nelle società multietniche il sorriso
sia un segnale per rafforzare i legami sociali. Nelle società omogenee sorridere sarebbe
invece un modo per manifestare subordinazione nel gruppo.
(da 'il venerdì di Repubblica' - 29/05/2015 - martina saporiti)
Lucianone
Cosa c'è dietro un sorriso? Chiedetelo a un canadese e vi risponderà in modo diverso da
un giapponese. Lo sostiene uno studio uscito su Proceedings of the National Academy of
Sciences. I ricercatori, guidati da Paula Niedenthal, psicologa della University of Wiscon-
sin-Madison, hanno considerato le risposte di circa 700 persone di nove Paesi (Usa, Canada,
Francia, Germania, Indonesia, India, Israele, Nuova Zelanda e Giappone) alla domanda:
perchè si sorride? Le opzioni variavano da "perchè si è felici" a "perchè si comunica"
a "perchè ci si sente inferiori".
Le risposte sono poi state messe in relazione con il grado di "eterogeneità storica" del Paese
di appartenenza, che fotografa la multiculturalità e la storia migratoria di una nazione.
E' emerso che nei Paesi oggetto di migrazioni, come Canada e Usa, sorridere è considerato
un segno di amichevolezza; in Giappone e India, più omogenei, servirebbe invece a mante-
nere le gerarchie. L'ipotesi è che l'assenza di una lingua comune abbia promosso l'emer-
gere di espressioni non verbali per comunicare e che nelle società multietniche il sorriso
sia un segnale per rafforzare i legami sociali. Nelle società omogenee sorridere sarebbe
invece un modo per manifestare subordinazione nel gruppo.
(da 'il venerdì di Repubblica' - 29/05/2015 - martina saporiti)
Lucianone
domenica 17 aprile 2016
Sport - calcio / Serie A - 32^ giornata 2015/16
17 aprile '16 - domenica 17th April / Sunday
Risultati delle partite
Frosinone 0 Chievo 1 Sassuolo 0 Milan 1 Empoli 2 Napoli 3
Inter 1 Carpi 0 Genoa 1 Juventus 2 Fiorentina 0 Verona 0
Sampdoria 2 Torino 2 Palermo 0 Roma 1
Udinese 0 Atalanta 1 Lazio 3 Bologna 1
CLASSIFIcA
Juventus 76 / Napoli 70 / Roma 64 / Inter 58 / Fiorentina 56 / Milan 49 /
Sassuolo 48 / Lazio 45 / Chievo 44 / Genoa 40 / Torino, Empoli 39 /
Bologna 37 / Atalanta, Sampdoria 36 / Udinese 34 / Carpi 28 / Palermo 28 /
Frosinone 27 / Verona H. 22
..Continua... to be continued...
Risultati delle partite
Frosinone 0 Chievo 1 Sassuolo 0 Milan 1 Empoli 2 Napoli 3
Inter 1 Carpi 0 Genoa 1 Juventus 2 Fiorentina 0 Verona 0
Sampdoria 2 Torino 2 Palermo 0 Roma 1
Udinese 0 Atalanta 1 Lazio 3 Bologna 1
CLASSIFIcA
Juventus 76 / Napoli 70 / Roma 64 / Inter 58 / Fiorentina 56 / Milan 49 /
Sassuolo 48 / Lazio 45 / Chievo 44 / Genoa 40 / Torino, Empoli 39 /
Bologna 37 / Atalanta, Sampdoria 36 / Udinese 34 / Carpi 28 / Palermo 28 /
Frosinone 27 / Verona H. 22
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sabato 16 aprile 2016
Ultime notizie - dall'italia e dal Mondo / Latest news
16 aprile '16 - sabato 16th April / Saturday visione post - 20
Podemos scrive a Renzi: "Aiutaci a salvare la centrale di energia pulita".
E' stato il primo impianto del mondo per la cattura di anidride carbonica
a monte della combustione, una tecnologia che contribuisce alla lotta
contro "l'effetto serra". L'azionista di riferimento è l'Enel.
ROMA - Rischia di chiudere in Spagna l'Elcogas, il primo impianto del mondo per la cattura di anidride carbonica a monte della combustione. Visto che il maggiore azionista è l'Enel, Pablo Iglesias, leader di Podemos, lancia un appello a Mattero Renzi al fine di evitare "la chiusura definitiva". "Elcogas nacque negli anni Novanta col sostegno dei fondi europei - scrive Iglesias in una lettera indirizzata al premier italiano - con lo scopo di ridurre in modo significativo l'impatto ambientale dovuto all'uso di combustibili fossili".
"Ora - aggiunge il leader di Podemos - il rischio imminente di chiusura della centrale risulta una pessima notizia per tutti quelli che si sono impegnati per un nuovo modello produttivo sulla base della ricerca, l'innovazione, e la drastica riduzione delle emissioni di anidride carbonica".
GIAPPONE -
Il Giappone scosso dai terremoti / Almeno 40 morti, danni enormi
Quasi duemila feriti, a decine ancora intrappolati.
Nell'isola di Kyushu, nel sud ovest del Paese. Novantamila sfollati
e la terra continua a tremare.
.TOKYO - Almeno 41 persone hanno perso la vita e oltre duemila sono rimaste ferite per le due forti scosse di terremoto degli ultimi due giorni nel sud-ovest del Giappone. Novantamila persone della prefettura di Kumamoto, nell'isola di Kyushu, sono rimaste senza casa. Moltissime aziende operanti nel Kyushu sono state costrette a interrompere la produzione e ad evacuare i propri dipendenti.
GRECIA - Lesbo
Il Papa a Lesbo: "Europa sia solidale coi migranti" / E riparte con
tre famiglie musulmane
Il viaggio tra i profughi: "Non siete soli"
Bergoglio accompagnmato nella visita dai patriarchi ortodossi Bartolomeo e
Hieronimos: "Catastrofe umanitaria più grave dalla Seconda guerra mondiale".
Prima della partenza, incontro di cinque minuti con Bernie Sanders.
"Cari amici, oggi ho voluto stare con voi. Voglio dirvi che non siete soli". Papa Francesco con queste parole si è rivolto ai profughi ospiti al Moria Refugee Camp a Lesbo, isola greca diventata emblema dell'emergenza profughi, distante solo otto chilometri dalla Turchia, meta del suo 13mo viaggio fuori dall'Italia dall'inizio del Pontificato.
"Avete fatto grandi sacrifici per le vostre famiglie. Conoscete il dolore e sono venuto qui con i miei fratelli, il patriarca Bartolomeo e l'arcivescovo Hieronimos, semplicemente per stare con voi e per ascoltare le vostre storie. Il messaggio che oggi desidero lasciarvi è non perdete la speranza!".
BRASILE
Il destino della presidente sul filo / Oggi il parlamento vota sull'impeachment
Recessione, corruzione, crollo consenso: Rousseff: 'paga' molto più dell'accusa
sui trucchi al bilancio
A partire dalle 22 ora italiana i deputati della Camera inizieranno a votare per decidere sul destino della presidente travolta, più che dall'accusa formale di aver 'truccato' il bilancio, dalla recessione e dai casi di corruzione che hanno coinvolto il governo. Una sfida che si gioca sul filo di pochi voti, ma nella quale stavolta Dilma non ha il sostegno popolare.
Lucianone
Podemos scrive a Renzi: "Aiutaci a salvare la centrale di energia pulita".
E' stato il primo impianto del mondo per la cattura di anidride carbonica
a monte della combustione, una tecnologia che contribuisce alla lotta
contro "l'effetto serra". L'azionista di riferimento è l'Enel.
ROMA - Rischia di chiudere in Spagna l'Elcogas, il primo impianto del mondo per la cattura di anidride carbonica a monte della combustione. Visto che il maggiore azionista è l'Enel, Pablo Iglesias, leader di Podemos, lancia un appello a Mattero Renzi al fine di evitare "la chiusura definitiva". "Elcogas nacque negli anni Novanta col sostegno dei fondi europei - scrive Iglesias in una lettera indirizzata al premier italiano - con lo scopo di ridurre in modo significativo l'impatto ambientale dovuto all'uso di combustibili fossili".
"Ora - aggiunge il leader di Podemos - il rischio imminente di chiusura della centrale risulta una pessima notizia per tutti quelli che si sono impegnati per un nuovo modello produttivo sulla base della ricerca, l'innovazione, e la drastica riduzione delle emissioni di anidride carbonica".
GIAPPONE -
Il Giappone scosso dai terremoti / Almeno 40 morti, danni enormi
Quasi duemila feriti, a decine ancora intrappolati.
Nell'isola di Kyushu, nel sud ovest del Paese. Novantamila sfollati
e la terra continua a tremare.
.TOKYO - Almeno 41 persone hanno perso la vita e oltre duemila sono rimaste ferite per le due forti scosse di terremoto degli ultimi due giorni nel sud-ovest del Giappone. Novantamila persone della prefettura di Kumamoto, nell'isola di Kyushu, sono rimaste senza casa. Moltissime aziende operanti nel Kyushu sono state costrette a interrompere la produzione e ad evacuare i propri dipendenti.
GRECIA - Lesbo
Il Papa a Lesbo: "Europa sia solidale coi migranti" / E riparte con
tre famiglie musulmane
Il viaggio tra i profughi: "Non siete soli"
Bergoglio accompagnmato nella visita dai patriarchi ortodossi Bartolomeo e
Hieronimos: "Catastrofe umanitaria più grave dalla Seconda guerra mondiale".
Prima della partenza, incontro di cinque minuti con Bernie Sanders.
"Cari amici, oggi ho voluto stare con voi. Voglio dirvi che non siete soli". Papa Francesco con queste parole si è rivolto ai profughi ospiti al Moria Refugee Camp a Lesbo, isola greca diventata emblema dell'emergenza profughi, distante solo otto chilometri dalla Turchia, meta del suo 13mo viaggio fuori dall'Italia dall'inizio del Pontificato.
"Avete fatto grandi sacrifici per le vostre famiglie. Conoscete il dolore e sono venuto qui con i miei fratelli, il patriarca Bartolomeo e l'arcivescovo Hieronimos, semplicemente per stare con voi e per ascoltare le vostre storie. Il messaggio che oggi desidero lasciarvi è non perdete la speranza!".
BRASILE
Il destino della presidente sul filo / Oggi il parlamento vota sull'impeachment
Recessione, corruzione, crollo consenso: Rousseff: 'paga' molto più dell'accusa
sui trucchi al bilancio
A partire dalle 22 ora italiana i deputati della Camera inizieranno a votare per decidere sul destino della presidente travolta, più che dall'accusa formale di aver 'truccato' il bilancio, dalla recessione e dai casi di corruzione che hanno coinvolto il governo. Una sfida che si gioca sul filo di pochi voti, ma nella quale stavolta Dilma non ha il sostegno popolare.
Lucianone
Sport - calcio / Serie B - 36^ giornata 2015/16
16 aprile '16 - sabato 16th April Saturday visione post - 7
Risultati delle partite
Crotone 0 Pescara 1 Bari 3 Cagliari 6 Latina 2 Novara 2
Spezia 0 Cesena 0 Como 0 Brescia 0 Lanciano 2 Livorno 1
Perugia 2 Pro Vercelli 1 Trapani 4 Vicenza 2 Virtus Entella 1
Avellino 0 Salernitana 1 Ascoli 3 Ternana 1 Modena 0
CLASSIFICA
Crotone 74 / Cagliari 71 / Bari 60 / Trapani 59 / Pescara, Spezia 58 /
Novara, Virtus Entella 57 / Cesena 55 / Perugia, Brescia 51 / Avellino, Ternana 44 /
Ascoli 42 / Vicenza 41 / Lanciano, Latina, Pro Vercelli 40 / Salernitana, Modena 36 /
Livorno 33 / Como 28
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Risultati delle partite
Crotone 0 Pescara 1 Bari 3 Cagliari 6 Latina 2 Novara 2
Spezia 0 Cesena 0 Como 0 Brescia 0 Lanciano 2 Livorno 1
Perugia 2 Pro Vercelli 1 Trapani 4 Vicenza 2 Virtus Entella 1
Avellino 0 Salernitana 1 Ascoli 3 Ternana 1 Modena 0
CLASSIFICA
Crotone 74 / Cagliari 71 / Bari 60 / Trapani 59 / Pescara, Spezia 58 /
Novara, Virtus Entella 57 / Cesena 55 / Perugia, Brescia 51 / Avellino, Ternana 44 /
Ascoli 42 / Vicenza 41 / Lanciano, Latina, Pro Vercelli 40 / Salernitana, Modena 36 /
Livorno 33 / Como 28
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Appuntamenti - Musica, Arte, Fotografia
16 aprile '16 - sabato 16th April / Saturday visione post - 13
M U S I C A
________________
FABRIZIO BOSSO "DUKE"
Teatro Ebe Stignani - Imola (BO)
domenica 17 aprile - ore 21:15
TAO & PAOLO FRESU
"Amaremandorle" Twenty years after!
"Cassero" Teatro Comunale - Castel San Pietro Terme, Bologna
lunedì 18 aprile - ore 21:15
"Latin tinge"
ENRICO RAVA & ROBERTO TAUFIC DUO
Casa della Musica - Sala dei Concerti, Parma
mercoledì 20 aprile - ore 21:00
KARIMA & DADO MORONI TRIO
"Lifetime"
Teatro Comunale - Russi (RA)
giovedì 21 aprile - ore 21:00
"Non smetto di ascoltarti"
Fabio Concato, Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello
Al Jazz Pavillon - Rassegna 2016 / Milano
Sabato 23 aprile - ore 21:00
A R T E
_____________________________
LA SEDUZIONE DELL'ANTICO
da Picasso a Duchamp - da De Chirico a Pistoletto
Museo d'Arte della città di Ravenna
21 febbraio - 26 giugno 2016
FOTOGRAFIA
-------------------------------------------
MIA Photo Fair
(Nan Goldin - Ulrich Tillmann - Franco Fontana - Antonio Biasucci - Leonardo Genovese)
Milano - dal 28 aprile al 2 maggio 2016
Mostra Fotografica FASHION
Moda e stile negli scatti di National Geographic
Torino - Palazzo Madama, Piazza Castello
4 febbraio - 2 maggio 2016
Robert DOISNEAU
LE MERVEILLEUX QUOTIDIEN
Arengario di Monza - Piazza Roma
19 marzo - 3 luglio 2016
Ayrton SENNA - 'L'ultima notte'
La Mostra / foto di Ercole Colombo
Autodromo Nazionale Monza
Museo della Velocità / Via Vedano, 5
17 febbraio - 24 luglio 2016
Lucianone
M U S I C A
________________
FABRIZIO BOSSO "DUKE"
Teatro Ebe Stignani - Imola (BO)
domenica 17 aprile - ore 21:15
TAO & PAOLO FRESU
"Amaremandorle" Twenty years after!
"Cassero" Teatro Comunale - Castel San Pietro Terme, Bologna
lunedì 18 aprile - ore 21:15
"Latin tinge"
ENRICO RAVA & ROBERTO TAUFIC DUO
Casa della Musica - Sala dei Concerti, Parma
mercoledì 20 aprile - ore 21:00
KARIMA & DADO MORONI TRIO
"Lifetime"
Teatro Comunale - Russi (RA)
giovedì 21 aprile - ore 21:00
"Non smetto di ascoltarti"
Fabio Concato, Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello
Al Jazz Pavillon - Rassegna 2016 / Milano
Sabato 23 aprile - ore 21:00
A R T E
_____________________________
LA SEDUZIONE DELL'ANTICO
da Picasso a Duchamp - da De Chirico a Pistoletto
Museo d'Arte della città di Ravenna
21 febbraio - 26 giugno 2016
FOTOGRAFIA
-------------------------------------------
MIA Photo Fair
(Nan Goldin - Ulrich Tillmann - Franco Fontana - Antonio Biasucci - Leonardo Genovese)
Milano - dal 28 aprile al 2 maggio 2016
Mostra Fotografica FASHION
Moda e stile negli scatti di National Geographic
Torino - Palazzo Madama, Piazza Castello
4 febbraio - 2 maggio 2016
Robert DOISNEAU
LE MERVEILLEUX QUOTIDIEN
Arengario di Monza - Piazza Roma
19 marzo - 3 luglio 2016
Ayrton SENNA - 'L'ultima notte'
La Mostra / foto di Ercole Colombo
Autodromo Nazionale Monza
Museo della Velocità / Via Vedano, 5
17 febbraio - 24 luglio 2016
Lucianone
giovedì 14 aprile 2016
Spettacoli / cinema - "La Grande scommessa": film illuminante sulla crisi, sul potere delle banche e il disastro finanziario
14 aprile '16 - giovedì 14th April / Thursday visione post - 17
(da la Repubblica - 08/01/'16 - Il caso / Curzio Maltese)
Confessioni di uno speculatore:
in un film l'anatomia della crisi
Per un pensionato suicida dopo aver perso i risparmi di una vita c'è sempre uno gnomo
di Wall Street che ride dondolandosi su una montagna di dollari. Tutti vi raccontano la
tragedia del primo, nessuno ci spiega come ha fatto il secondo. The Big Short, in italiano
La grande scommessa, parla di questo e precisamente di come la crisi finanziaria comin-
ciata nel 2008, e non ancora finita, fosse del tutto prevedibile e nei fatti prevista da un
gruppo di speculatori divenuto immensamente ricco scommettendo sul crollo dei mutui
americani.
Scritto e diretto da Adam McKay (Anchorman), adattato da un formidabile libro inchiesta
di Michael Lewis, La grande scommessa non è soltanto un geniale pugno allo stomaco, a
momenti esilarante e in altri agghiacciante, con un cast da Oscar (da Brad Pitt a Christian
Bale, da Ryan Gosling a Steve Carell) e una scrittura brillantissima che l'hanno fatto eleg-
gere miglior film dell'anno dal New York Times, ma è soprattutto un atto di coraggio qua-
si inaudito. - Una regola non scritta nel mondo dei media americani e npon solo, come a
Hollywood e perfino sulla "liberissima" rete, è che si può indagare su tutto, rivelare qual-
siasi verità scomoda, tranne che riguardi chi oggi detiene il vero potere: la finanza, le ban-
che, Wall Street o la Bce. Fateci caso, il secondo uomo più potente del pianeta, classifica a-
mericana, il nostro Mario draghi, vanta su Wikipedia una voce che è un decimo di quella
dedicata al vincitore dell'ultimo X Factor. Istituti come Goldman & Sachs o Jp Morgan,
dai quaòli è passata tutta la classe dirigente del mondo, sono meno indagate dai media di
un campione sportivo. L'evento più importante della storia contemporanea, la crisi finan-
ziaria del 2008, cha ha prodotto collassi d'interi paesi, fallimenti a catena, disoccupazione
e povertà di massa, ha generato soltanto un paio di film notevoli. La Grande scommessa
riprende il solco del magnifico documentario Inside Jobs e dello straordinario Margin Call,
ma con dietro la potenza immaginifica del meglio di Hollywood. Con un ritmo frenetico,
folle, sarcastico che può ricordare il superbo The wolf of Wall Street, ma senza quel finale
moralistico e conservatore appiccicato da Martin Scorsese, col bravo e sottopagato agente
Fbi che fa giustizia per tutti. Qui finisce come nella vita reale, senza un giorno di prigione
per i respomsabili del disastro, che sono ancora dov'erano, a governare le sorti del mondo,
almeno fino alla prossima catastrofe.
Il lettore a questo punto può chiedersi se sia il caso di andare a vedere un film dove si parla
di swap, derivati, obbligazioni collaterali e altre cineserie della finanza moderna. Cose di cui giustamente non vogliamo sentire parlare neppure dall'agente della nostra banca, al quale
affidiamo i nostri risparmi senza immaginare che sarebbe meglio giocarli alla roulette. Ora,
se siete un appassionato lettore dell'inserto Norme & Tributi del Sole 24 Ore, questo film vi
piacerà. Ma se non ci capite nulla, ne sarete davvero entusiasti. Perchè nessuno è mai stato
capace di spiegare tanto bene le fraudolente astrazioni della moderna finanza. Anche attra-
verso divertenti cameo affidati al sex symbol Margot Robbie, al re degli chef Anthony Bour-
dain o alla pop star Selena Gomez. L'altro gioco è spingerci a tifare in fondo per la banda
di speculatori che, contro tutto e tutti, ha scommesso alla vigilia del crollo sulla fragilità
del sistema. Perchè in fondo in un mondo di ladri sono i più onesti, quelli che non raccon-
tano bugie agli altri e a se stessi, non truffano nessuno. A differenza dei governi, delle ban-
che e delle altre istituzioni, affermano una verità evidente e provata fin dal principio. "La
verità", dice una frase del film colta in un bar, "è come la poesia. E alla maggior parte del-
la gente sta sulle palle la poesia". Così si sta dalla parte dell'eccentrico manager Michael
Burry (Bale), il burbero e nevrotico trade Mark Baum (Carell), il fascinoso investitore Ja-
red Vennett (Gosling), il banchiere pentito Ben Rickert (Pitt), quando affrontano la gelida
ipocrisia dei poteri finanziari. C'è un colloquio illuminante e realmente avvenuto fra gli
speculatori e un'alta dirigente di Standard & Poors, alla quale Baum-Carell chiede con
insistenza perchè si ostini a concedere ancora il massimo voto, la tripla A, alle obbligazio-
ni spazzatura. Fin che quella non ammette: "Perchè se non gliela diamo noi, quelli vanno
qui dietro l'angolo da Moody's e la ottengono ugualmente". Le agenzie di rating ridotte a
a bottegai in lotta per la clientela.
Tutti avremmo dovuto immaginare che sarebbe andata a finire male. Ma nessuno ha
voluto farlo, tranne un pugno di persone a Wall Street. Avevano letto i singoli contratti,
erano andati a parlare con i proprietari, scopèrendo per esempio che una spogliarellista
del Nevada era riuscita a ottenere sei mutui per cinque ville e un appartamento con sei
diverse banche, nessuna delle quali sapeva dell'altra, nell'avida fretta di lucrare sui de-
rivati dei mutui facili. Dopo aver previsto il crollo dell'economia, Mark Baum prevede
la risposta dell'opinione pubblica: "Se la prenderanno con gli immigrati". Non un gran-
de banchiere è finito in galera, le agenzie di rating sono sempre quelle, la proposta di ri-
pristino della riforma roosveltiana del 1933, quella che separava le banche d'affari da
quelle di risparmio e per sessant'anni ha ostacolato le grandi bolle finanziarie, non è
mai passata. Il volume d'affari delle banche continua ad aumentare, in pochi anni è
quintuplicato e oggi rappresenta un quarto del Pil mondiale. Basterebbe scendere nella
nostra strada, dove vent'anni fa c'era una sola banca e oggi almeno una dozzina, per ca-
pire che i conti non tornano. Ma la verità è come la poesia e noi siamo pronti a farci to-
sare dalla prossima bolla. A proposito, come sta andando la borsa cinese?
Lucianone
(da la Repubblica - 08/01/'16 - Il caso / Curzio Maltese)
Confessioni di uno speculatore:
in un film l'anatomia della crisi
Per un pensionato suicida dopo aver perso i risparmi di una vita c'è sempre uno gnomo
di Wall Street che ride dondolandosi su una montagna di dollari. Tutti vi raccontano la
tragedia del primo, nessuno ci spiega come ha fatto il secondo. The Big Short, in italiano
La grande scommessa, parla di questo e precisamente di come la crisi finanziaria comin-
ciata nel 2008, e non ancora finita, fosse del tutto prevedibile e nei fatti prevista da un
gruppo di speculatori divenuto immensamente ricco scommettendo sul crollo dei mutui
americani.
Scritto e diretto da Adam McKay (Anchorman), adattato da un formidabile libro inchiesta
di Michael Lewis, La grande scommessa non è soltanto un geniale pugno allo stomaco, a
momenti esilarante e in altri agghiacciante, con un cast da Oscar (da Brad Pitt a Christian
Bale, da Ryan Gosling a Steve Carell) e una scrittura brillantissima che l'hanno fatto eleg-
gere miglior film dell'anno dal New York Times, ma è soprattutto un atto di coraggio qua-
si inaudito. - Una regola non scritta nel mondo dei media americani e npon solo, come a
Hollywood e perfino sulla "liberissima" rete, è che si può indagare su tutto, rivelare qual-
siasi verità scomoda, tranne che riguardi chi oggi detiene il vero potere: la finanza, le ban-
che, Wall Street o la Bce. Fateci caso, il secondo uomo più potente del pianeta, classifica a-
mericana, il nostro Mario draghi, vanta su Wikipedia una voce che è un decimo di quella
dedicata al vincitore dell'ultimo X Factor. Istituti come Goldman & Sachs o Jp Morgan,
dai quaòli è passata tutta la classe dirigente del mondo, sono meno indagate dai media di
un campione sportivo. L'evento più importante della storia contemporanea, la crisi finan-
ziaria del 2008, cha ha prodotto collassi d'interi paesi, fallimenti a catena, disoccupazione
e povertà di massa, ha generato soltanto un paio di film notevoli. La Grande scommessa
riprende il solco del magnifico documentario Inside Jobs e dello straordinario Margin Call,
ma con dietro la potenza immaginifica del meglio di Hollywood. Con un ritmo frenetico,
folle, sarcastico che può ricordare il superbo The wolf of Wall Street, ma senza quel finale
moralistico e conservatore appiccicato da Martin Scorsese, col bravo e sottopagato agente
Fbi che fa giustizia per tutti. Qui finisce come nella vita reale, senza un giorno di prigione
per i respomsabili del disastro, che sono ancora dov'erano, a governare le sorti del mondo,
almeno fino alla prossima catastrofe.
Il lettore a questo punto può chiedersi se sia il caso di andare a vedere un film dove si parla
di swap, derivati, obbligazioni collaterali e altre cineserie della finanza moderna. Cose di cui giustamente non vogliamo sentire parlare neppure dall'agente della nostra banca, al quale
affidiamo i nostri risparmi senza immaginare che sarebbe meglio giocarli alla roulette. Ora,
se siete un appassionato lettore dell'inserto Norme & Tributi del Sole 24 Ore, questo film vi
piacerà. Ma se non ci capite nulla, ne sarete davvero entusiasti. Perchè nessuno è mai stato
capace di spiegare tanto bene le fraudolente astrazioni della moderna finanza. Anche attra-
verso divertenti cameo affidati al sex symbol Margot Robbie, al re degli chef Anthony Bour-
dain o alla pop star Selena Gomez. L'altro gioco è spingerci a tifare in fondo per la banda
di speculatori che, contro tutto e tutti, ha scommesso alla vigilia del crollo sulla fragilità
del sistema. Perchè in fondo in un mondo di ladri sono i più onesti, quelli che non raccon-
tano bugie agli altri e a se stessi, non truffano nessuno. A differenza dei governi, delle ban-
che e delle altre istituzioni, affermano una verità evidente e provata fin dal principio. "La
verità", dice una frase del film colta in un bar, "è come la poesia. E alla maggior parte del-
la gente sta sulle palle la poesia". Così si sta dalla parte dell'eccentrico manager Michael
Burry (Bale), il burbero e nevrotico trade Mark Baum (Carell), il fascinoso investitore Ja-
red Vennett (Gosling), il banchiere pentito Ben Rickert (Pitt), quando affrontano la gelida
ipocrisia dei poteri finanziari. C'è un colloquio illuminante e realmente avvenuto fra gli
speculatori e un'alta dirigente di Standard & Poors, alla quale Baum-Carell chiede con
insistenza perchè si ostini a concedere ancora il massimo voto, la tripla A, alle obbligazio-
ni spazzatura. Fin che quella non ammette: "Perchè se non gliela diamo noi, quelli vanno
qui dietro l'angolo da Moody's e la ottengono ugualmente". Le agenzie di rating ridotte a
a bottegai in lotta per la clientela.
Tutti avremmo dovuto immaginare che sarebbe andata a finire male. Ma nessuno ha
voluto farlo, tranne un pugno di persone a Wall Street. Avevano letto i singoli contratti,
erano andati a parlare con i proprietari, scopèrendo per esempio che una spogliarellista
del Nevada era riuscita a ottenere sei mutui per cinque ville e un appartamento con sei
diverse banche, nessuna delle quali sapeva dell'altra, nell'avida fretta di lucrare sui de-
rivati dei mutui facili. Dopo aver previsto il crollo dell'economia, Mark Baum prevede
la risposta dell'opinione pubblica: "Se la prenderanno con gli immigrati". Non un gran-
de banchiere è finito in galera, le agenzie di rating sono sempre quelle, la proposta di ri-
pristino della riforma roosveltiana del 1933, quella che separava le banche d'affari da
quelle di risparmio e per sessant'anni ha ostacolato le grandi bolle finanziarie, non è
mai passata. Il volume d'affari delle banche continua ad aumentare, in pochi anni è
quintuplicato e oggi rappresenta un quarto del Pil mondiale. Basterebbe scendere nella
nostra strada, dove vent'anni fa c'era una sola banca e oggi almeno una dozzina, per ca-
pire che i conti non tornano. Ma la verità è come la poesia e noi siamo pronti a farci to-
sare dalla prossima bolla. A proposito, come sta andando la borsa cinese?
Lucianone
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