(Da 'la Repubblica' - 22 agosto 2013 - LE RIVOLTE ARABE / di Paolo Brera, Gerusalemme)
La Siria
Strage di bambini con il gas nervino
"Oltre mille morti" ma il regime nega
Vertice del Consiglio di sicurezza dell'Onu. Gli Usa: "Profonda preoccupazione" Una Treblinka di bambini e ragazzi sorpresi in strada da nuvole di gas nervino, boccheggianti
come pesciolini fuor d'acqua. Hanno la schiuma alla bocca, qualcuno riesce a muovere appena
le braccia e le mani, qualcun altro non respira già più: medici senza farmaci li accudiscono "con
acqua e aceto", aspettando che muoiano allineati sul pavimento di un ospedale. Le immagini orri-
bili che filtrano dalle fila dei ribelli, e rimbalzano nelle coscienze di tutto il mondo, urlano che ieri
mattina nei sobborghi orientali di Damasco quelle armi sono state sganciate a quintali, trasforman-
do la capitale siriana in una camera di sterminio a cielo aperto.
Ma la replica del governo di Bashar Al-Assad è altrettanto ferma: le accuse sono basate sul "nulla,
vacue, categoricamente false e totalmente inventate", sono solo "una macchinazione pianificata in
anticipo", una "sporca guerra mediatica" per costringere l?occidente a intervenire a favore dei ri-
belli. Sono un modo per 'Gli ispettori dell'Onu' incaricati proprio in questi giorni di verificare se
in due anni di guerra civile siano state effettivamente usate armi chimiche - la "linea rossa" fissa-
ta da Obama per separare il tollerabile dall'inaccettabile - o se sia solo propaganda rimpallata nel
campo avversario. Se si fosse potuta fare la cosa più logica, percorrere quei 12 chilometri che separano le camere
a 5 stelle del Four Seasons, in cui alloggia la missione scientifica dell'Onu, e la periferia di Dama-
sco, avremmo saputo in pochi minuti se ieri sia stato uno di quei giorni che il mondo vorrebbe
dimenticare, il più grave sterminio con le armi chimiche da quando Saddam Hussein ordinò a
suo cugino, Alì il Chimico, di massacrare migliaia di curdi in Iraq con Sarin e Iprite. Era il 1988,
25 anni fa. Invece, per tutto il giorno ieri si sono inseguite le immagini strazianti provenienti da
tre quartieri nella periferia e le dichiarazioni ufficiali del regime , che di prima mattina aveva of-
ferto la sua versione: tramite l'agenzia Sana, il governo siriano vantava un'importante offensiva
con armi convenzionali, e l'uccisione di "dozzine di terroristi" islamici legati al fronte ribelle.
"Ecco, è una piccola terrorista, questa bimba?", dice un uomo mostrando un corpicino tra
le vittime della strage, come gli altri apparentemente senza un graffio eppure esanimi. Non
c'è accordo su nulla, nemmeno sui numeri della tragedia: "centinaia di morti", dicono le or-
ganizzazioni umanitarie raccogliendo le testimonianze dei volontari, ; "più di mille morti",
replicano i tanti rivoli del fronte ribelle fornendo cifre sempre diverse. Il probema è che
le regole della logica e quelle della diplomazia corrono su binari divergenti. La missione dei delegati Onu, pianificata in anticipo, prevede che non possano neppure lascia- re l'albergo se non per tre specifiche escursioni in zone in cui si sospetta siano sta- te utilizzate armi chimiche, e due di queste zone non sono note per ragioni di sicu- rezza. Loro, i delegati, sono cauti: "Il numero delle vittime dichiarate è così elevato da suscitare sospetto. Certamente è una situazione su cui dovremmo indagare, se il Consiglio di sicurezza ci autorizzerà", dice il responsabile, lo scienziato svedese Ake Sellstrom.
Ci sono volute 14 ore per riuscire a convocare d'emergenza il Consiglio di sicurezza, racco-
gliendo nel frattempo la presa di posizione di Ue e Usa, entrambe allineate a chiedere "l'ac-
cesso immediato" èper gli ispettori Onu sul luogo della strage. La Casa Bianca esprime "pro-
fonda preoccupazione " e "condanna con forza ogni uso delle armi chimiche". Una posizio-
ne su cui concorda anche la Lega Araba, mentre la Russia si limita a chiedere "un'inchiesta
corretta, obiettiva e professionale" dando però assoluto credito alla tesi governativa: è stata
una provocazione premeditata.
14 settembre '14 - domenica 14th September / Sunday visione post - 5 "Jewish and the City"Festival Internazionale di cultura ebraica dal 13 al 16 settembre '14 Il Festival si aggancia al valore della Pasqua ebraica "Parola, teatro e musica - L'incanto della narrazione: undici luoghi di Milano per un viaggio fra tradizione e attualità".
(da 'Corriere della Sera' - 7 settembre 2014 - Peppe Aquaro) Cercare se stessi, esplorare i perchè di un cammino, sono i passi esistenziali dell'uomo. Da sempre. Per l'Ebraismo, queste domande cominciano con l'Esodo dall'Egitto e prose- guono fino ad oggi. Ma sono anche gli interrogativi di ogni individuo, al di là dei contesti politico-religiosi. Ecco perchè "Jewish and the City", seconda edizione del Festival di cultura ebraica a Milano, dal 13 al 16 settembre prossimi, non si esaurisce nel racconto di un popolo, ma è il "Pèsach: il viaggio più lungo", scelto come tema da "colui che sa di non sapere", ricorda Roberto Della Rocca, responsabile scientifico del festival e direttore del Dipartimento culturale dell'unione delle comunità ebraiche italiane. Alla ricerca di possibili risposte, incontriamo lo psicologo evoluzionista Jonathan Gottschall, autore de "L'istinto di narrare. Come le storie ci hanno reso liberi" (Bollati-Boringhieri), che già domani, alle 11, nella Bivlioteca Sormani, terrà una lectio magistralis sull'arte del racconto. - E' la preview-raccontata din un festival che entrerà nel vivo sabato 13, in for- ma di narrazione teatrale e musicale, alla Rotonda della Besana, tra le undici sedi di una città, Milano, "naturalmente portata alla condivisione e allo scambio", ricorda Daniele Co- hen, assessore alla cultura della Comunità ebraica di Milano. La Besana è il luogo scelto dalla regista Andrée Ruth Shammah, per "Seder. Che cosa è cambiato?", dove un avvenimento scandito nel tempo, il racconto nel racconto, portico do- po pertico, trae spunto dal "Seder di Pèsach", la cena della Pasqua ebraica. E sempre sot- to i portici della Besana, sede del Museo dei bambini, il giorno dopo, dalle 10 del mattino, toccherà ai più piccoli proseguire quel racconto ispirato all'Haggadah (il compendio delle principali omelie rabbiniche) in una mostra-gioco, "Il mercato delle storie". "Si cercheranno risposte, in questi giorni di festival, all'interno di discipline provenienti da mondi differenti", spiega l'assessore Cohen. - Domenica 14, la Sinagoga si sdoppierà in due momenti apparentemente differenti", spiega l'assessore Cohen. Domenica 14, la Sinagoga centrale si sdoppierà in due momenti apparentemente diversi. La studiosa di ebraismo Catherine Chalier ricorderà quanto cisacuno di noi faccia parte di una lunga storia iniziata prima e destinata a proseguire ("in pratica una riflessione sul rispetto per il prossimo, dal momento che oggi siamo schiavi dei pregiudizi, delle ide- ologie e di un consumismo aggressivo e globalizzato", aggiunge Della Rocca), mentre l'attore Gioele Dix si chiederà in "E Mosè battè la roccia", che cosa ci sia sfuggito del racconto della liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù egiziana. Potrebbe esserci sfugito il giusto ruolo della figura femminile , analizzato, domenica 14, in occasione del- la 15^ giornata europea della cultura ebraica , all'interno de "Le donne nell'Esodo", dalle tre del pomeriggio in Sinagoga. E ancora, "Donne e diaspora" in forma di sette no- te, se a suonare è il quartetto klezmer, tutto al femminile, de "Les Nuages Ensemble", dalle 15 di domenica alla Besana.
7 settembre '14 - domenica 7th September / Sunday I riconoscimenti e i premi Leone d'oro - "A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence" di Roy Andersson (Svezia) Leone d'argento - "Le notti bianche del postino" di Andrej Konchalovskij Gran Premio Giuria - "The Look of Silence" di Joshua Oppenheimer Miglior attrice - Alba Rohrwacher per "Hungry Hearts" di Saverio Costanzo Miglior attore - Adam Driver per "Hungry Hearts" (da 'Corriere della Sera' - 7/9/'14 - di paolo Mereghetti) Alba Rohrwacher tiene alta la bandiera italiana alla 71esima Mostra di Venezia. Con un ruolo a rischio - una madre che per troppo amore finisce per far male al figlio - questa attrice schiva e minuta, lontanissima dai canoni acclamati della 'bel- lezza italica", ha saputo conquistare una meritatissima Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile in "Hungry Hearts" di Saverio Costanzo,. Trascinando sul podio anche il suo collega Adam Driver, premiato per l'interpretazione maschi- le. L'accoppiata, che un pò ha sorpreso soprattutto per il riconoscimento all'attore visto il gran numero di prove eccellenti (ricordiamo almeno quelle di Michael Kea- ton, Viggo Mortensen o Elio Germano), acquista ulteriore forza dal resto dei pre- mi, tutti ampiamente condivisibili. Il Leone d'oro a Roy Anderson a Roy Andersson per il suo"filosofico" piccione sul ramo, quello d'argento per la regia ad Andrej Konchalovskij e il Gran Premio della Giuria a 'Look of Silence' di Oppenheimer (che il giurato Tim Roth ha defi- nito "un capolavoro" rendendo pubblica durante la premiazione la sua passione ma anche, se ne deduce, le divisioni che non hanno permesso al film di conquista- re il primo premio), quei tre riconoscimenti - dicevo - premiano alcuni dei film mi- gliori visti al festival. - Certo, personalmente avrei voluto che anche altri titoli ottenessero un qualche riconoscimento: dispiace per l'esclusione di Anime nere, di Red Amnesia, di Le dernier coup de marteau (che pure ha fatto vincere al suo in- terprete Romain Paul il premio Mastroianni per la miglior giovane speranza) ma i premi sono quelli e non si possono moltiplicare come i pani e i pesci. Continua... to be continued...
6 agosto '14 - sabato 6th August / Saturday visione post - 9 Il mausoleo-valigia di Vuitton sulla Piazza Rossa è per caso una profanazione? Non più di quanto lo sarebbe in qualunque altra piazza del mondo. Non è il fan- tasma di Lenin, a subire l'onta. E' il passante qualunque, il cittadino della polis che se la vede invasa, per il lungo e per il largo, da quella immane carabattola di tranta metri. Si sa, del resto, che tra il lusso e l'eleganza non sempre corre buon sangue: il lusso è spesso cafonissimo e non ha, dell'eleganza, la leggerez- za e il sottotono. - Elegantissimo, in questo senso, fu l'atterraggio su quella piazza del Cessna monomotore di Mathias Rust, nel maggio del 1987, dopo un mirabile volo dalla Finlandia, sfuggendo ai caccia sovietici e ai radar come un pettirosso alle doppiette. Rust era un ragazzo tedesco nato nel 1968. Ave- va 19 anni. Voleva portare, in piena guerra fredda, un messaggio di pace. Fu accolto dai passanti, sbigottiti, che gli offrirono pane e sale, il gesto russo di benvenuto. Un'ora dopo arrivò la polizia politica. - Rust scontò 432 giorni di prigione, appena di meno delle Pussy Riot (la galera facile, in Russia, è una vecchia tradizione). L'aeroplano del ragazzo Mathias era lungo un decimo del valigione di Vuitton. La sua mole, un centesimo. Il suo peso, quello di un pettirosso (da 'la Repubblica' - 28/11/2013 / L'AMACA - Michele Serra)
4 settembre '14 - giovedì 4th September / Thursday Violenze su violenze e va in scena la replica del nazismo, ma questa volta è del tutto globalizzato (di Lucianone)
4 settembre '14 - giovedì 4th September / Thursday visione post - 12 La teoria dell'impatto gigante: quando la Terra si scontrò con Teia e nacque la Luna Uno studioso tedesco conferma l'impatto con un misterioso corpo celeste (Teia) avvenuto oltre quattro miliardi di anni fa. (da 'la Repubblica' - 6/6/2014 - di Silvia Bencivelli, Roma) L'atto di nascita della Luna è stato un gigantesco scontro spaziale. O meglio: un impatto avvenuto quattro miliardi e mezzo di anni fa tra la Terra primordiale, che allora era molto più grande di quanto non sia oggi, e un misterioso corpo celeste, che dopo lo scontro si sa- rebbe disintegrato. Per indicare quest'ultimo gli astronomi hanno scelto il nome Teia, che richiama l'antica dea greca madre di Selene, cioè la Luna. Mentre per indicare l'ipotesi della nascita del nostro satellite dal gigantesco incidente tra Teia e la Terra hanno scelto il nome decisamente meno poetico di "Impatto gigante". Oggi, a 40 anni dalla sua prima formulazione moderna, l'ipotesi sembra trovare una conferma grazie a una ricerca tede- sca pubblicata sull'ultimo numero della rivista Science. Secondo l'ipotesi dell'Impatto gigante, lo scontro spaziale tra corpi celesti avrebbe pro- dotto una nuvola di polveri e frammenti che, ruotando a grande velocità intorno alla Ter- ra, si sarebbero aggregati a formare la Luna. E in parte, questi frammenti sarebbero sta- te schegge di superficie terrestre. In parte, o forse soprattutto, resti del misterioso cor- po celeste. Ma se Teia non esiste più, comìè possibile provare che abbia davvero dato origine alla Luna? L'idea è che, se le cose sono andate come dice l'ipotesi, la Luna do- vrebbe assomigliare in qualche modo assomiglaire un pò a Teia, cioè dovrebbe portyare dentro di sè, da qualche parte, qualche segno dell'eredità materna. Il che però propone un duplice problema: il primo è che di Teia non conosciamo proprio niente e quindi non sappiamo che cosa cercare. E il secondo è che, finoa ieri, avevamo trovato solo rocce lu- nari in tutto e per tutto uguali a quelle della Terra.. Quindi di Teia nessuna traccia. Fino a ieri, però. - La ricerca tedesca, infatti, è finalmente riuscita a scovare un segno partico- lare nelle rocce della Luna che su quelle della Terra non cè. E' stato possibile grazie a campioni di superficie lunare, portate indietro dalle missioni Apollo della Nasa, e a tecni- che di analisi più raffinate. Questo segno è una piccola, ma significativa, differenza tra la quantità di una particolare forma dell'ossigeno contenuta nelle rocce lunari rispetto a quelle terrestri. - "La differenza è piccola ed è difficile da riconoscere -ha spiegato Da- niel Herwartz, coordinatore del gruppo di ricercatori dell'Università di Colonia - ma c'è. E significa due cose: possiamo essere ragionevolmente sicuri che ci sia stato l'impatto tra Teia e la Terra. E possiamo farci un'idea della composizione di Teia". Adesso, chia- riscono i ricercatori, si tratta di capire quanta Teia sia rimasta nella Luna e quanta abbia finito di disperdersi nello spazio. I vecchi modelli dicevano che la Luna era soprattutto fi- glia di Teia: i nuovi dati, concludono gli studiosi tedeschi, suggeriscono invece che sia fi- glia di entrambi. Metà della Terra e metà del misterioso corpo celeste. Ma ci potrebbe anche essere una seconda spiegazione per i risultati ella ricerca tedesca. Quella suggerita da Diego Turrini, planetologo dell'Istituto di Astrofisica e planetologia spaziali dell'Istituto nazionale di astrofisica di Roma: "cioè che si tratti del risultato di im- patti successivi, avvenuti anche quando la Luna e la Terra erano perfettamente formati". Tutti i corpi del sistema solare, infatti, hanno continuato anche dopo la loro formazione a ricevere l'impatto di meteoriti (come del resto avviene ancora). E siccome la Luna e la Terra hanno massa e gravità diversa "potrebbe essere stato qualcosa che si è impattato in maniera diversa e che ha provocato una qualche modifica della superficie di uno dei 2 corpi celesti". In fondo, i dati indicano solo che c'è una minima, ma chiara differenza nel- la composizione tra la Terra e il suo satellite. Questo non toglie, conclude Turrini, che per la nascita della Luna l'ipotesi dell'Impatto gigante rimanga oggi la più plausibile. "Ha an- che il vantaggio di spiegare l'unicità del nostro satellite,. che è "solo" un centesimo della massa della Terra ed è quindi grandissimo rispetto agli altri satelliti degli altri pianeti del Sistema solare". Lucianone CONTINUA... to be continued...
3 settembre '14 - mercoledì 3rd September / Wednesday visione post - 7 Risultati delle partite Livorno 1 Virtus Entella 0 C a t a n i a 3 Avellino 1 Varese 2 Carpi 1 B a r i 2 Vurtus Lanciano 3 Pro Vercelli 0 Spezia 1 Frosinone 1 Pescara 0 Perugia 2 Modena 1 Crotone 0 Brescia 0 Trapani 0 Bologna 1 Cittadella 1 Ternana 2 MODENA - CITTADELLA 1 1 Acosty Sgrigna Un punto a testa nell'esordio di campionato per emiliani e veneti. I padroni di casa vanno sotto, trovano il pareggio con Acosty e negli ultimi minuti cercano senza successo di ribaltare il risultato.