26 giugno '14 - giovedì 26th June / Thursday visione post - 8
Un italiano, Michele Anoè, ha inventato
la prima automobile da stampare in 3D. E ha
sbaragliato concorrenti da tutto il mondo.
Sarà realizzata in un unico pezzo grazie
all'hitech di ultima generazione.
(da 'la Repubblica' - 20/06/2014 - Riccardo Luna)
A settembre stampano la prima auto in 3D. Vuol dire che l'intera carrozzeria di una
macchina uscirà come un unico pezzo da una stampante in 3D. Non sarà un giocatto-
lino. Sarà un'auto vera, teoricamente funzionante(con il motore elettrico di una Renault).
Accadrà l'8 settembre, all'International Manufacturing Show di Chicago. Per scegliere
c'è stata una gara mondiale. Hanno partecipato in più di duecento. E ha vinto un designer
italiano. Ignoto alle cronache fino a qualche giorno fa. Si chiama Michele Anoè, ha 49 an-
ni, è nato a Mestre ma vive a Torino da quando lavora. Ha sbaragliato la concorrenza in-
ternazionale nei ritagli di tempo, dice senza vantarsene: è un dato di fatto, ci ha provato
e basta. C'era questa gara, indetta da Local Motors, una società che sta a Phoenix, in
Arizona, diventata famosa qualche anno fa perchè si è messa a realizzare automobili - a
volte un pò tamarre - progettate in crowdsourcing, con la collaborazione via Internet di
migliaia di persone. Un modello, la Rally Fighter, ha pure avuto un buon successo di mer-
cato. Poi si sono buttati sulla moda del momento: la stampa 3D. Hanno fatto un accordo
con un laboratorio di ricerca, l'Oak Ridge National Laboratory, si sono costruiti una stam-
pante 3D su misura e hanno lanciato la gara mdettendo in palio qualche migliaio di dollari
ma soprattutto il fatto che il progetto vincente sarebbe stato effettivamente realizzato. E
ha vinto la "Strati" di Michele Anoè, un duetto con una linea super aggressiva. Sembra
un fumetto.
INTERVISTA all'autore (M. Anoè)
Dov'è l'innovazione? -
'Il fatto che si proverà a fare tutto o quasi in un unico passaggio di stampa 3D. Per questo
non ci sono porte, è tutto ridotto all'essenziale. Il processo sarà assieme addittivo . Stam-
pa 3D - e sottrattivo - con la fresatura di alcune parti realizzata con la stessa macchina'.
Quante ore ci vogliono a stampare un auto? -
'Lo vedremo, ma credo un paio di giorni al massimo'.
In quale materiale sarà fatto? -
'Plastica rinforzata con fibre di carbonio o fibre di vetro'.
Un anno fa è stata presentata un'latra auto stampata in 3D, Urbee, ma sembrava un
giocattolino rispetto alla Strati -
'Loro hanno stampato in 3D quello che oggi si stampa in lamiera e plastica, con una
nuova tecnologia bisogna fare cose diverse. Infatti Urbee2 sarà fatta come l'auto di
local Motors'.
Ma che senso ha stampare una intera auto come un pezzo unico? -
'Dal punto di vista industriale è una follia, perchè se rompi un pezzo devi cambiare tutta
la macchina. Ma siamo in una terra di frontiera. Se mettiamo assieme tante cose di que-
sti giorni - l'auto che si guida da sola di Google, Elon Musk che libera tutti i brevetti del-
la Tesla elettrica, e questa storia di Local Motors - vediamo l'auto che non c'è ancora, Il
futuro arriva'.
Come hai cominciato? -
'Lavoravo con mio padre, a Mestre: aveva una concessionaria di macchine agricole.
Montavo e smontavo biciclette in garage già da piccolo. Ci mettevamo dei carretti
dietro e facevamo le gare. Avevo 11 anni'.
Che studi hai fatto? -
'Le scuole tutte iniziate e abbandonate: professionale meccanica, ragioneria. poi nel 1990
ho vinto un concorso per disegnare "l'automobile europea", e mi sono iscritto a una scuo-
la di design di Torino, lo IAAD. Il pregio di quella scuola è che aveva molti insegnanti che
venivano dal mondo Fiat. Infatti dopo qualche mese all'Aprilia sono stato assunto in Fiat
dove sono rimasto quattro anni'.
Continua... to be continued...
DI TUTTO e di PIU Ambiente / Appuntamenti / Arte / / Cibo-cucina / Commenti / Cultura / Curiosità-comicità / Dossier / Economia-Finanza / Fotografia / Inchiesta / Intervista / Istruzione / Lavoro / Lettere / Libri / Medicina / Motori / Musica / Natura / Opinione del Giovedì / Personaggi / Psicologia / Reportage / Riflessioni-Idee / Salute / Scienze / Società-Politica / Spettacoli (cinema/tv) / Sport / Stampa-giornali / Storie / Tecnologia-Internet / Ultime notizie / Viaggi
giovedì 26 giugno 2014
martedì 24 giugno 2014
Sport - calcio / Mondiale Brasile 2014 - Italia fuori, l'Uruguay passa
24 giugno '14 - martedì 24th June / Tuesday visione post - 11
Balotelli non va, Immobile non viene servito quasi mai dai compagni e non punge,
Italia poco offensiva nel primo tempo, ancora cambi poco comprensibili del ct Pran-
delli e gli azzurri rimasti in dieci nel secondo tempo, naufragano dopo il gol dell'Uru-
guay. Inutile arrembaggio nel finale.
Prandelli e il presidente Abete si dimettono. E adesso Balotelli diventa il facile bersaglio
su cui scaricare ogni colpa... Adesso si viene a sapere che la vecchia guardia (De Rossi
e Buffon) covavano ruggine verso Balotelli, soprattutto, cioè il rappresentante dei giovani divi/calciatori che a tutto pensa (twittare e proposte di matrimonio eccetera...) meno che
al calcio nei momenti che contano e in campo magari si nota. E se Balo poteva essere deci-
sivo senza gli errori contro il Costa Rica, almeno con l'Uruguay ci si aspettava il riscatto.
Giustissimo comunque il mea culpa di Cesare perchè il ct ha capito (tardi purtroppo) di
avere investito male con l'estrema fiducia a Balotelli. Forse, dico forse, ha pensato col
senno di poi a quell'amichevole col Fluminense, dove la coppia Insigne-Immobile aveva
centrato tre volte la porta avversaria nel giro di neppure 4 minuti. Non si è capito perchè
quella coppia non l'abbia mai voluta provare, magari anche con l'aggiunta di Cerci per l'in-
tero arco di partita. Forse quelli erano i cambi giusti, lasciando riposare un Balotelli incon-
cludente e abulico, insomma non ancora campione maturo decisivo come si era sperato.
(Lucianone)
Italia - Uruguay ADDIO MONDIALE !!
0 1
Decide un gol di Godin nel finale di partita.
Un rosso a Marchisio e un morso di Suarez a Chiellini non
punito dall'arbitro Moreno (un altro dopo quello della Corea)
falsano la partita, che comunque l'Italia non è mai riuscita a
sbloccare (pur con un Uruguay debole e evanescente) per la
solita mancanza di coraggio nell'attaccare e per un Balotelli
inconcludente e un Immobile piuttosto isolato. Italia senza
capo nè coda, al di là degli episodi negativi del 2° tempo.
( L.)
Un tifoso azzurro disperato al termine del match Italia - Uruguay 0 - 1
Finisce a Natal il Mondiale dell’Italia. A giocare gli ottavi di finale, a Rio de Janeiro, ci andrà l’Uruguay. Ci sono uomini segnati dal destino: Diego Godin è uno di questi. E’ la sua stagione. Ha deciso la Liga, stava per diventare il match-winner di Champions League, oggi porta avanti la Celeste. Sempre alla stessa maniera, nel modo in cui può farlo un difensore centrale: con le incornate sui calci da fermo. La Nazionale di Prandelli torna a casa, sconfitta da un avversario che non si è certo mostrato inarrivabile, punita da un’espulsione che farà discutere e messa al tappeto da un calcio d’angolo a una manciata di minuti dalla fine.
AVVIO NERVOSO — Allo stadio Das Dunas, fino all’intervallo è una partita bloccata dalla paura, o magari dalla prudenza, per usare un termine più gentile. L’Italia non ha interesse a forzare i ritmi, l’Uruguay sa che un gol potrà trovarlo in qualsiasi momento della gara, mentre due sarebbero impresa troppo complicata. D’accordo, ci sono là davanti Cavani e Suarez, ma dietro c’è un centrocampo di pedalatori, non in grado di dare palloni decenti ai due mostri in attacco. La difesa juventina schierata da Prandelli ha gioco facile per tutto il primo tempo, l’unico rischio vero arriva poco oltre la mezz’ora, quando Lodeiro ha un guizzo isolato e indovina il duetto con Suarez: Buffon è bravo in uscita prima sul Pistolero e poi sul trequartista del Botafogo.
VERRATTI PERFETTO — Il brivido arriva proprio nel momento migliore per gli azzurri, trascinati da un Verratti tutto dribbling e personalità, forse aiutato dal riposo con la Costa Rica. Clamoroso il suo 100% di passaggi completati in 45 minuti: 31 su 31. Arrivano un paio di tiri rimpallati di Marchisio e addirittura Barzagli, che fanno seguito a una punizione di Pirlo contenuta in qualche modo da Muslera. E Balotelli? Male, come un Immobile piuttosto timido. La coppia inedita non funziona granché, anche perché Mario mostra il lato peggiore del repertorio: un’ammonizione evitabile (gli sarebbe costata la squalifica agli ottavi) lo condiziona e porta in regalo all’Italia un paio di stop mancati e un tiraccio inguardabile. Dagli spogliatoi passerà direttamente alla panchina, dentro Parolo.
ROSSO A MARCHISIO — Nella ripresa, Tabarez smonta subito l’assetto che aveva proposto a sorpresa (con difesa a tre Gimenez-Godin-Caceres), inserendo il laterale destro Maxi Pereira al posto di Lodeiro. Ne nasce un 3-5-2 che ricalca quello azzurro del primo tempo, ma noi abbiamo già cambiato pelle, con Parolo che si posiziona con Verratti in appoggio a Immobile. Al 13’, un “dai e vai” Rodriguez-Suarez quasi costa carissimo, col “Cebolla” che grazia Buffon. Un istante dopo, ecco l’episodio che spacca la partita. E arriva inatteso, dal nulla. Rosso a Marchisio, che in un contrasto con Arevalo Rios affonda troppo il colpo e viene punito severamente dall’arbitro Rodriguez. Da lì cambia tutto. Da lì è apnea.
Lucianone
Balotelli non va, Immobile non viene servito quasi mai dai compagni e non punge,
Italia poco offensiva nel primo tempo, ancora cambi poco comprensibili del ct Pran-
delli e gli azzurri rimasti in dieci nel secondo tempo, naufragano dopo il gol dell'Uru-
guay. Inutile arrembaggio nel finale.
Prandelli e il presidente Abete si dimettono. E adesso Balotelli diventa il facile bersaglio
su cui scaricare ogni colpa... Adesso si viene a sapere che la vecchia guardia (De Rossi
e Buffon) covavano ruggine verso Balotelli, soprattutto, cioè il rappresentante dei giovani divi/calciatori che a tutto pensa (twittare e proposte di matrimonio eccetera...) meno che
al calcio nei momenti che contano e in campo magari si nota. E se Balo poteva essere deci-
sivo senza gli errori contro il Costa Rica, almeno con l'Uruguay ci si aspettava il riscatto.
Giustissimo comunque il mea culpa di Cesare perchè il ct ha capito (tardi purtroppo) di
avere investito male con l'estrema fiducia a Balotelli. Forse, dico forse, ha pensato col
senno di poi a quell'amichevole col Fluminense, dove la coppia Insigne-Immobile aveva
centrato tre volte la porta avversaria nel giro di neppure 4 minuti. Non si è capito perchè
quella coppia non l'abbia mai voluta provare, magari anche con l'aggiunta di Cerci per l'in-
tero arco di partita. Forse quelli erano i cambi giusti, lasciando riposare un Balotelli incon-
cludente e abulico, insomma non ancora campione maturo decisivo come si era sperato.
(Lucianone)
Italia - Uruguay ADDIO MONDIALE !!
0 1
Decide un gol di Godin nel finale di partita.
Un rosso a Marchisio e un morso di Suarez a Chiellini non
punito dall'arbitro Moreno (un altro dopo quello della Corea)
falsano la partita, che comunque l'Italia non è mai riuscita a
sbloccare (pur con un Uruguay debole e evanescente) per la
solita mancanza di coraggio nell'attaccare e per un Balotelli
inconcludente e un Immobile piuttosto isolato. Italia senza
capo nè coda, al di là degli episodi negativi del 2° tempo.
( L.)
Un tifoso azzurro disperato al termine del match Italia - Uruguay 0 - 1
Finisce a Natal il Mondiale dell’Italia. A giocare gli ottavi di finale, a Rio de Janeiro, ci andrà l’Uruguay. Ci sono uomini segnati dal destino: Diego Godin è uno di questi. E’ la sua stagione. Ha deciso la Liga, stava per diventare il match-winner di Champions League, oggi porta avanti la Celeste. Sempre alla stessa maniera, nel modo in cui può farlo un difensore centrale: con le incornate sui calci da fermo. La Nazionale di Prandelli torna a casa, sconfitta da un avversario che non si è certo mostrato inarrivabile, punita da un’espulsione che farà discutere e messa al tappeto da un calcio d’angolo a una manciata di minuti dalla fine.
AVVIO NERVOSO — Allo stadio Das Dunas, fino all’intervallo è una partita bloccata dalla paura, o magari dalla prudenza, per usare un termine più gentile. L’Italia non ha interesse a forzare i ritmi, l’Uruguay sa che un gol potrà trovarlo in qualsiasi momento della gara, mentre due sarebbero impresa troppo complicata. D’accordo, ci sono là davanti Cavani e Suarez, ma dietro c’è un centrocampo di pedalatori, non in grado di dare palloni decenti ai due mostri in attacco. La difesa juventina schierata da Prandelli ha gioco facile per tutto il primo tempo, l’unico rischio vero arriva poco oltre la mezz’ora, quando Lodeiro ha un guizzo isolato e indovina il duetto con Suarez: Buffon è bravo in uscita prima sul Pistolero e poi sul trequartista del Botafogo.
VERRATTI PERFETTO — Il brivido arriva proprio nel momento migliore per gli azzurri, trascinati da un Verratti tutto dribbling e personalità, forse aiutato dal riposo con la Costa Rica. Clamoroso il suo 100% di passaggi completati in 45 minuti: 31 su 31. Arrivano un paio di tiri rimpallati di Marchisio e addirittura Barzagli, che fanno seguito a una punizione di Pirlo contenuta in qualche modo da Muslera. E Balotelli? Male, come un Immobile piuttosto timido. La coppia inedita non funziona granché, anche perché Mario mostra il lato peggiore del repertorio: un’ammonizione evitabile (gli sarebbe costata la squalifica agli ottavi) lo condiziona e porta in regalo all’Italia un paio di stop mancati e un tiraccio inguardabile. Dagli spogliatoi passerà direttamente alla panchina, dentro Parolo.
ROSSO A MARCHISIO — Nella ripresa, Tabarez smonta subito l’assetto che aveva proposto a sorpresa (con difesa a tre Gimenez-Godin-Caceres), inserendo il laterale destro Maxi Pereira al posto di Lodeiro. Ne nasce un 3-5-2 che ricalca quello azzurro del primo tempo, ma noi abbiamo già cambiato pelle, con Parolo che si posiziona con Verratti in appoggio a Immobile. Al 13’, un “dai e vai” Rodriguez-Suarez quasi costa carissimo, col “Cebolla” che grazia Buffon. Un istante dopo, ecco l’episodio che spacca la partita. E arriva inatteso, dal nulla. Rosso a Marchisio, che in un contrasto con Arevalo Rios affonda troppo il colpo e viene punito severamente dall’arbitro Rodriguez. Da lì cambia tutto. Da lì è apnea.
SUPER GIGI — Dentro Stuani, l’Uruguay passa a tre punte. Miracolo di Buffon mentre ancora ci stiamo risistemando: il capitano vola a terra in un micro-secondo e nega il gol a Suarez, che aveva trovato inserimento e zampata. Intanto, i nostri amati giovani cadono come mosche: si arrende prima Immobile (entra Cassano), poi un polpaccio blocca Verratti e tocca a Thiago Motta. L’Uruguay assalta con tutto quello che ha, l’Italia stringe i denti ma li stringe anche Suarez, che rispolvera la versione vampiro (ricordate il caso con Ivanovic?) e dà a Chiellini quello che ha tutta l’aria di essere un morso.
ANCORA GODIN — Giorgione mostra la spalla, ma sarà Godin, al minuto 81, a usare la sua. E a mandarci fuori dal Mondiale. Il centrale della Celeste prende posizione su un corner, indovina la torsione aerea e manda il pallone dove non può arrivare nemmeno il super Buffon di oggi. Non c’è modo di rimediare, nonostante lo sforzo finale in inferiorità numerica, con Gigi che gioca fuori dalla porta tutto l’ultimo minuto. Il Mondiale azzurro finisce qui. Ma così fa male.
80' di gioco: durante un contrasto di gioco Suarez morde la spalla di Chiellini.
Qui doveva scattare l'espulsione diretta del giocatore uruguagio, e con le
due squadre in 10, poteva cambiare il corso della partita...
Lucianone
venerdì 20 giugno 2014
Sport - calcio / Mondiale Brasile 2004 - ITALIA vs Costa Rica: 0 - 1 ed è stato un bel FLOP!
20 giugno '14 - venerdì 20th June / Friday visione post - 24
ITALIA MOLTO DELUDENTE
Flop degli azzurri!! Balotelli manca ancora un gol sottoporta alzando la palla in
modo goffo. Da lui ci aspettiamo meno chiacchiere e più fatti. E poi il ct Prandelli
non ne azzecca una nei cambi: nel secondo tempo, visto che Balotelli è solo davan-
ti e non è in giornata (come con gli inglesi), non ha il coraggio (questione anche di
sponsor?) di sostituirlo subito con la coppia Immobile-Insigne, ma manda in campo
uno spaesato Cassano, e poi via con Insigne e Cerci, che però non danno quella giu-
sta reazione che il ct aspettava. Forse era meglio provare con Verratti togliendo un
Pirlo cotto dal caldo dei 30 gradi. Insomma un'Italia non solo inconcludente, ma ad-
dirittura bloccata con azioni di ritirata continua e pochissime verticalizzazioni.
Che ci stanno a fare due come Verratti e Immobile bloccati in panchina? Prandelli
sembra aver paura di osare, di aggredire e non diamo colpa a caldo umido eccetera:
i giocatori sono 22 e tutti lo sentono. Se invece è una questione di mente, di blocco
psicologico è anche peggio: martedì con l'Uruguay si dovrà tirar fuori carattere, or-
goglio, i cosiddetti attributi, non pensando che un pareggio basti e ci salvi dal disa- stro/eliminazione, ma si dovrà battersi per la vittoria e OSARE e (stra)VINCERE!
- Suarez e Cavani permettendo, chiaro anche questo!
(L u c i a n o n e)
Cronaca / Commenti da www.gazzetta.it
Lucianone
ITALIA MOLTO DELUDENTE
Flop degli azzurri!! Balotelli manca ancora un gol sottoporta alzando la palla in
modo goffo. Da lui ci aspettiamo meno chiacchiere e più fatti. E poi il ct Prandelli
non ne azzecca una nei cambi: nel secondo tempo, visto che Balotelli è solo davan-
ti e non è in giornata (come con gli inglesi), non ha il coraggio (questione anche di
sponsor?) di sostituirlo subito con la coppia Immobile-Insigne, ma manda in campo
uno spaesato Cassano, e poi via con Insigne e Cerci, che però non danno quella giu-
sta reazione che il ct aspettava. Forse era meglio provare con Verratti togliendo un
Pirlo cotto dal caldo dei 30 gradi. Insomma un'Italia non solo inconcludente, ma ad-
dirittura bloccata con azioni di ritirata continua e pochissime verticalizzazioni.
Che ci stanno a fare due come Verratti e Immobile bloccati in panchina? Prandelli
sembra aver paura di osare, di aggredire e non diamo colpa a caldo umido eccetera:
i giocatori sono 22 e tutti lo sentono. Se invece è una questione di mente, di blocco
psicologico è anche peggio: martedì con l'Uruguay si dovrà tirar fuori carattere, or-
goglio, i cosiddetti attributi, non pensando che un pareggio basti e ci salvi dal disa- stro/eliminazione, ma si dovrà battersi per la vittoria e OSARE e (stra)VINCERE!
- Suarez e Cavani permettendo, chiaro anche questo!
(L u c i a n o n e)
Cronaca / Commenti da www.gazzetta.it
Un gol di Ruiz decide la partita al 44': brutta prova degli azzurri, ma
per gli ottavi basterà un pari con l'Uruguay
Ingabbiati. Sconfitti dalla Costa Rica e in un mare di guai grande come l’oceano che bagna Recife, anche se per fortuna il passivo minimo ci consentirà due risultati su tre contro l’Uruguay, nel match decisivo del 24 giugno. La seconda partita del Mondiale si conferma maledetta per gli azzurri, che non la vincono dal '98: perdiamo 1-0 e i Ticos, oltre a eliminare l’Inghilterra prima ancora di giocarci, fanno la storia qualificandosi agli ottavi in anticipo e pareggiando il risultato di Italia '90. Con pieno merito.
BARZAGLI C’E — Cronaca di una gara tremenda. Barzagli supera i dolori muscolari, c’è e si sente: al 6’ Bolaños se lo vede comparire davanti all’ultimo istante prima di calciare verso Buffon, altro “big” recuperato in extremis. E’ l’avvisaglia di un avvio difficile per gli azzurri, che soffrono anche sui calci da fermo: Borges sovrasta Abate e manda alto, Buffon interviene di pugno dopo un corner regalato da Marchisio. Come si temeva, con Thiago Motta il modulo a due playmaker funziona meno che con Verratti: il 5-4-1 di Pinto ci ingabbia e non consente scarichi sui lati, trasformandosi in 3-5-2 o in 3-4-3 quando sono i centramericani a ripartire. Tutto prevedibile e previsto, ma il rebus resta complicato da risolvere.
MARIO SPRECA — La soluzione c’è e può trovarla soltanto Pirlo, che ha nei piedi e nella mente il lancio a scavalcare i tre centrali per la corsa di Balotelli. Pennellata proposta due volte a cavallo della mezz’ora, la seconda con correzione aerea di Motta, ma Mario fallisce il bersaglio: perdonabile il secondo tentativo respinto da Navas, molto meno il primo, sciagurato pallonetto. L’Italia sembra poter sfondare, ma da lì all’intervallo è black-out totale: Bolaños e Ruiz chiamano Buffon all’intervento, Duarte manda alto di testa su invito di Ruiz, dimenticato al limite dell’area.
AHI, CHIELLO — E poi, malauguratamente, per una volta ci lascia a piedi Giorgione: al 43’, Chiellini liscia un retropassaggio, toccando Campbell in area nel tentativo di recuperare. Il rigore negato dall’arbitro Osses fa inferocire l’aficion dei Ticos, che però in un minuto passa dalla rabbia all’estasi, perché il cross di Diaz pesca Ruiz per l’1-0, con Chiellini di nuovo in ritardo nella copertura sulla testata vincente. Gli animi restano caldi, negli spogliatoi si accende un principio di rissa. Si mette male.
METT’A CASSANO — Prandelli corre ai ripari: dentro Cassano alla ripresa del gioco, poi anche Insigne e Cerci. Finisce la partita di Motta, Candreva e Marchisio, opaca per tutti e tre. Balotelli si vede negare un possibile penalty, s’innervosisce e rimedierà un giallo per proteste poco più avanti. Un destro violento di Darmian e una punizione di Pirlo, su cui Navas
mostra a tutti il motivo per cui gioca nella Liga spagnola, sono l’illusione di una riscossa azzurra. Ma dura lo spazio per un sospiro. A metà tempo siamo già agli “olé” della marea rossa sugli spalti, triste contrappasso di quanto avvenuto a Manaus con gli inglesi.
mostra a tutti il motivo per cui gioca nella Liga spagnola, sono l’illusione di una riscossa azzurra. Ma dura lo spazio per un sospiro. A metà tempo siamo già agli “olé” della marea rossa sugli spalti, triste contrappasso di quanto avvenuto a Manaus con gli inglesi.
FESTA ROSSA — Insigne e Cerci provano a dare un senso al loro ingresso in campo arrivando in zona tiro, ma sono confusionari come tutta la nostra gara. Cassano non incide. Non è la nostra partita, anzi, è già qualcosa che Chiellini si redima con un paio di chiusure finali che ci evitino un altro gol al passivo, pesante per la differenza reti. Dicasi lo stesso per un destro largo di Brenes nel recupero. E’ la partita della Costa Rica, è il giorno di gloria di una nazionale che passa il turno dopo due sole giornate come nessuno, neanche un mago, poteva prevedere. Noi ce la giocheremo a Natal. E speriamo di tornare in fretta i guerrieri dell’Amazzonia, perché se siamo questi sarà dura.
Balotelli con la maglia sul volto: emblema della delusione degli azzurri
Occasione d'oro per Balotelli, che poi fallisce il gol su pallonetto
Le 'ultime famose parole' da Recife-Brazil (su Sky)
Lucianone
Riflessioni - Gli euroscettici del 25 maggio / Sul 'metodo stamina'
20 giugno '14 - venerdì 20th June / Friday
Gli euroscettici (Francia compresa) sono circa un quarto degli elettori
del continente. Una forte, fisiologica minoranza che la "frittata socialista
e democristiana", per dirla con Matteo Salvini, basta e avanza a tenere
a bada. Per giunta - lo testimonia lo stravagante incontro tra Grillo e Fa-
rage: a partire dall'acconciatura, due mondi incompatibili - sono un insie-
me molto spurio, e la prevalente natura xenofoba e antistatalista di mol-
ti di quei partiti e partitini non basta a dare una fisionomia d'insieme.
Il vero rischio è che lo spauracchio antieuropeista si riveli in tempi brevi
meno temibile di quanto pareva prima del voto: e che, di conseguenza, il
notabilato presuntuoso che regge le sorti della politica dell'Unione riten-
ga di averla fatta franca e continui a sottostimare il disagio dei Paesi e
dei ceti più deboli. E' da sperare che gli europarlamentari della sinistra
abbiano ben presente questo rischio. E che vadano a Strasburgo e a
Bruxelles nella piena coscienza della crisi politica e etica delle istituzio-
ni europee, nate da un sogno transnazionale e pacifista che ancora non
riesce a essere leggibile. La folta pattuglia renziana non dimentichi, per
esempio, il punto programmatico del servizio civile europeo. Sarebbe
un segnale fortissimo.
( da 'la Repubblica' - 30/05/2014 - L'Amaca / Michele Serra )
Per chiudere con qualche decenza la vicenda dolentissima del sedicente
"metodo Stamina" bisognerebbe che chi, nel mondo dei media, ha alimen-
tato quella leggenda, chiedesse scusa. Sono abbastanza vecchio da ricor-
dare almeno due precedenti , il siero Bonifacio e il metodo Di Bella, che
ricalcavano in modo implacabile lo stesso meccanismo: la fragilità dei ma-
lati, la promessa di guarire con metodi eterodossi che la "medicina ufficia-
le tende a reprimere per interessi di casta, un paio di giornalisti entusiasti
e faciloni e la frittata è fatta". La molla mediatica è decisiva: è lei che fa
scattare la trappola sulle carni dei poveri malati, creduli per disperazione.
Questo aggrava, e di molto, la responsabilità di chi gonfia la bolla "magica"
avendo a disposizione il potere, in questo caso nefasto, dei media.
La scienza ha le sue colpe, spesso è al servizio di interessi economici che
la orientano fino a storcerla, è arrogante con i non sapienti, distratta di
fronte al dolore e alla debolezza; ma la scienza è quanto abbiamo strappa-
to, nei secoli, alla superstizione e all'ignoranza; è la voce chiara della real-
tà. Dovrebbe esserlo anche il giornalismo (specie se ha in mano un'arma
potente come la televisione). Quando non lo è, può fare danni tremendi.
( da 'la Repubblica' - 26/04/'14 - L'Amaca / Michele Serra )
Lucianone
Gli euroscettici (Francia compresa) sono circa un quarto degli elettori
del continente. Una forte, fisiologica minoranza che la "frittata socialista
e democristiana", per dirla con Matteo Salvini, basta e avanza a tenere
a bada. Per giunta - lo testimonia lo stravagante incontro tra Grillo e Fa-
rage: a partire dall'acconciatura, due mondi incompatibili - sono un insie-
me molto spurio, e la prevalente natura xenofoba e antistatalista di mol-
ti di quei partiti e partitini non basta a dare una fisionomia d'insieme.
Il vero rischio è che lo spauracchio antieuropeista si riveli in tempi brevi
meno temibile di quanto pareva prima del voto: e che, di conseguenza, il
notabilato presuntuoso che regge le sorti della politica dell'Unione riten-
ga di averla fatta franca e continui a sottostimare il disagio dei Paesi e
dei ceti più deboli. E' da sperare che gli europarlamentari della sinistra
abbiano ben presente questo rischio. E che vadano a Strasburgo e a
Bruxelles nella piena coscienza della crisi politica e etica delle istituzio-
ni europee, nate da un sogno transnazionale e pacifista che ancora non
riesce a essere leggibile. La folta pattuglia renziana non dimentichi, per
esempio, il punto programmatico del servizio civile europeo. Sarebbe
un segnale fortissimo.
( da 'la Repubblica' - 30/05/2014 - L'Amaca / Michele Serra )
Per chiudere con qualche decenza la vicenda dolentissima del sedicente
"metodo Stamina" bisognerebbe che chi, nel mondo dei media, ha alimen-
tato quella leggenda, chiedesse scusa. Sono abbastanza vecchio da ricor-
dare almeno due precedenti , il siero Bonifacio e il metodo Di Bella, che
ricalcavano in modo implacabile lo stesso meccanismo: la fragilità dei ma-
lati, la promessa di guarire con metodi eterodossi che la "medicina ufficia-
le tende a reprimere per interessi di casta, un paio di giornalisti entusiasti
e faciloni e la frittata è fatta". La molla mediatica è decisiva: è lei che fa
scattare la trappola sulle carni dei poveri malati, creduli per disperazione.
Questo aggrava, e di molto, la responsabilità di chi gonfia la bolla "magica"
avendo a disposizione il potere, in questo caso nefasto, dei media.
La scienza ha le sue colpe, spesso è al servizio di interessi economici che
la orientano fino a storcerla, è arrogante con i non sapienti, distratta di
fronte al dolore e alla debolezza; ma la scienza è quanto abbiamo strappa-
to, nei secoli, alla superstizione e all'ignoranza; è la voce chiara della real-
tà. Dovrebbe esserlo anche il giornalismo (specie se ha in mano un'arma
potente come la televisione). Quando non lo è, può fare danni tremendi.
( da 'la Repubblica' - 26/04/'14 - L'Amaca / Michele Serra )
Lucianone
giovedì 19 giugno 2014
Appuntamenti - ARTE in Lombardia
19 giugno '14 - giovedì 19th June / Thursday
TRIENNALE
Milano - Viale Alemagna, 6 / Fino al 24 agosto
Antologica: i quadri astratti del mobiliere
Angelo Bozzola, torna in Triennale.
Fondazione Marconi
Milano - via Tadino, 15 / Fino al 18 luglio
La Mostra: "La ripetizione differente" a cura
di Renato Barilli - Il curatore Renato Barilli
dà una lezione di stile nella scelta dei pezzi e
nel catalogo.
Galleria Raffaella Cortese
Milano - via Stradella 1 e 7 / Fino a settembre
Scultura: piccole cose senza importanza
ritrovano vita con Karla Black.
Il Centro Diurno
Treviglio (Bg), vicolo Bicetti, 12 /
La Mostra: una mostra di opere pittoriche eseguite
nel laboratorio di pittura da un gruppo di ospiti
del Centro / Inaugurazione Venerdì 20 giugno - ore 17.30
alla Palazzina IN.CON.TRA
Orari di apertura_ sabato 21 giugno e domenica 22 giugno: ore 16.00 - 19.00
VERNICI
Pavia - Castello Visconteo, Piazza Castello / ore 17 - Fino al 31 agosto
Luigi Camarilla: "Pellegrinaggio d'Amore, dalla passione alla coscienza"
Lucianone
TRIENNALE
Milano - Viale Alemagna, 6 / Fino al 24 agosto
Antologica: i quadri astratti del mobiliere
Angelo Bozzola, torna in Triennale.
Fondazione Marconi
Milano - via Tadino, 15 / Fino al 18 luglio
La Mostra: "La ripetizione differente" a cura
di Renato Barilli - Il curatore Renato Barilli
dà una lezione di stile nella scelta dei pezzi e
nel catalogo.
Galleria Raffaella Cortese
Milano - via Stradella 1 e 7 / Fino a settembre
Scultura: piccole cose senza importanza
ritrovano vita con Karla Black.
Il Centro Diurno
Treviglio (Bg), vicolo Bicetti, 12 /
La Mostra: una mostra di opere pittoriche eseguite
nel laboratorio di pittura da un gruppo di ospiti
del Centro / Inaugurazione Venerdì 20 giugno - ore 17.30
alla Palazzina IN.CON.TRA
Orari di apertura_ sabato 21 giugno e domenica 22 giugno: ore 16.00 - 19.00
VERNICI
Pavia - Castello Visconteo, Piazza Castello / ore 17 - Fino al 31 agosto
Luigi Camarilla: "Pellegrinaggio d'Amore, dalla passione alla coscienza"
Lucianone
martedì 17 giugno 2014
Sport - calcio / Mondiale Brasile 2014 - Risultati, classifiche e commenti
17 giugno '14 - martedì 17th June - Tuesday visione post - 46
TABELLONE dei gironi (classifiche parziali)
Gruppo A / Partite Gruppo B / Partite
Brasile - Croazia 3 - 1 Spagna - Olanda 1 - 5
Messico - Camerun 1 - 0 Cile - Australia 3 - 1
Brasile - Messico 0 - 0
Classifica Girone A Classifica Girone B
Brasile 4 Olanda 3
Messico 4 Cile 3
Camerun 0 Australia 0
Croazia 0 Spagna 0
Gruppo C / Partite Classifica Girone C
Colombia - Grecia 3 - 0 Colombia 3
Costa D'Avorio - Giappone 2 - 1 Costa D'Avorio 3
Giappone 0
Grecia 0
Gruppo D / Partite Classifica Girone D
Uruguay - Costa Rica 1 - 3 Costa Rica 3
Inghilterra - Italia 1 - 2 Italia 3
Inghilterra 0
Uruguay 0
Gruppo E / Partite Classifica Girone E
Svizzera - Ecuador 2 - 1 Francia 3
Francia - Honduras 3 - 0 Svizzera 3
Ecuador 0
Honduras 0
Gruppo F / Partite Classifica Girone F
Argentina - Bosnia 2 - 1 Argentina 3
Iran - Nigeria 0 - 0 Iran 1
Nigeria 1
Bosnia 0
Gruppo G / Partite Classifica Girone G
Germania - Portogallo 4 - 0 Germania 3
Ghana - Stati Uniti 1 - 2 Stati Uniti 3
Ghana 0
Portogallo 0
Girome H / Partite Classifica Girone H
Belgio - Algeria 2 - 1 Belgio 3
Russia - Corea Del Sud 1 - 1 Russia 1
Corea Del Sud 1
Algeria 0
Chi ce l'ha un centrocampo come il nostro?
Nessuno, ma proprio nessuno
(Da il 'Corriere dello Sport' / 15 giugno '14 - Paolo De Paola)
Un centrocampo come il nostro non ce l'ha nessuno
Andiamo! Con Marchisio, con Verratti, con Pirlo, con DeRossi e con Candreva. Ma
chi ce l'ha un centrocampo come questo? E andiamo! Con Dermian che ha sciolto l'e-
mozione nell'umidità di Manaus e ha fatto sudare freddo all'intera difesa inglese. E
andiamo! Con Balotelli che così come ci fa disperare è capave di portarci alle stelle.
Prendere o lasciare: le qualità tecniche non si discutono e il suo gol alla fine è deci-
sivo. Sono loro i nostri eroi che ci hanno regalato la prima emozione perchè possiamo
metterla come vogliamo ma questa era la Partita con la P maiuscola per l'Italia.
Siamo capitati nel girone con più campionati del mondo vinti. Quattro noi, 2 l'Uruguay,
uno l'In ghilterra. E' subito diventato il più difficile dopo la travolgente vittoria della Co-
sta Rica sull'Uruguay a testimonianza che qui nessuno ha voglia di diventare materasso
per altri.
Lucianone
TABELLONE dei gironi (classifiche parziali)
Gruppo A / Partite Gruppo B / Partite
Brasile - Croazia 3 - 1 Spagna - Olanda 1 - 5
Messico - Camerun 1 - 0 Cile - Australia 3 - 1
Brasile - Messico 0 - 0
Classifica Girone A Classifica Girone B
Brasile 4 Olanda 3
Messico 4 Cile 3
Camerun 0 Australia 0
Croazia 0 Spagna 0
Gruppo C / Partite Classifica Girone C
Colombia - Grecia 3 - 0 Colombia 3
Costa D'Avorio - Giappone 2 - 1 Costa D'Avorio 3
Giappone 0
Grecia 0
Gruppo D / Partite Classifica Girone D
Uruguay - Costa Rica 1 - 3 Costa Rica 3
Inghilterra - Italia 1 - 2 Italia 3
Inghilterra 0
Uruguay 0
Gruppo E / Partite Classifica Girone E
Svizzera - Ecuador 2 - 1 Francia 3
Francia - Honduras 3 - 0 Svizzera 3
Ecuador 0
Honduras 0
Gruppo F / Partite Classifica Girone F
Argentina - Bosnia 2 - 1 Argentina 3
Iran - Nigeria 0 - 0 Iran 1
Nigeria 1
Bosnia 0
Gruppo G / Partite Classifica Girone G
Germania - Portogallo 4 - 0 Germania 3
Ghana - Stati Uniti 1 - 2 Stati Uniti 3
Ghana 0
Portogallo 0
Girome H / Partite Classifica Girone H
Belgio - Algeria 2 - 1 Belgio 3
Russia - Corea Del Sud 1 - 1 Russia 1
Corea Del Sud 1
Algeria 0
Chi ce l'ha un centrocampo come il nostro?
Nessuno, ma proprio nessuno
(Da il 'Corriere dello Sport' / 15 giugno '14 - Paolo De Paola)
Un centrocampo come il nostro non ce l'ha nessuno
Andiamo! Con Marchisio, con Verratti, con Pirlo, con DeRossi e con Candreva. Ma
chi ce l'ha un centrocampo come questo? E andiamo! Con Dermian che ha sciolto l'e-
mozione nell'umidità di Manaus e ha fatto sudare freddo all'intera difesa inglese. E
andiamo! Con Balotelli che così come ci fa disperare è capave di portarci alle stelle.
Prendere o lasciare: le qualità tecniche non si discutono e il suo gol alla fine è deci-
sivo. Sono loro i nostri eroi che ci hanno regalato la prima emozione perchè possiamo
metterla come vogliamo ma questa era la Partita con la P maiuscola per l'Italia.
Siamo capitati nel girone con più campionati del mondo vinti. Quattro noi, 2 l'Uruguay,
uno l'In ghilterra. E' subito diventato il più difficile dopo la travolgente vittoria della Co-
sta Rica sull'Uruguay a testimonianza che qui nessuno ha voglia di diventare materasso
per altri.
Lucianone
sabato 14 giugno 2014
Sport - calcio / Mondiale Brasile 2014 - Inghilterra vs Italia
14 giugno '14 - sabato 14th June / Saturday visione post - 31
Grande Italia: battuta l'Inghilterra
con Mario Balotelli decisivo
Inghilterra - Italia
1 2
Manaus (Brasile) - Finisce 2-1 per gli azzurri. Nel primo tempo Sturrige
risponde a Marchisio, poi al 50' SuperMario su assist di un eccellente
Candreva fa centro di testa e porta l'Italia alla vittoria. Sul finale una
traversa di Pirlo su punizione evita ai bianchi di Hodgson il 3-1.
Il portiere inglese Hart si distende ma non ci arriva: è il gol di Marchisio 1-0 (1° tempo)
Due minuti dopo l'Inghilterra pareggia con Sturridge 1-1
Al 5° della ripresa l'Italia torna in vantaggio con un colpo di testa di Balotelli
Hart è battuto da BaloSuper / E poi sono solo sorrisi e... baci
Più forti della sfortuna, dell'emozione da debutto, dello scetticismo, di tutto:
Manaus doveva essere un inferno per l'Italia, invece la nazionale di Prandelli
esordisce nel Mondiale con un 2-1 sull'Inghilterra che vale l'anticamera del
paradiso.
E’ presto per illudersi, siamo solo all’inizio, ma l’infortunio di capitan Buffon aveva lasciato un bel po’ di musi lunghi nella carovana azzurra: spazzati via da una grande prestazione, dopo una partita equilibrata e piena di occasioni, che alla fine premia il coraggio di chi cerca sempre di fare gioco. Nelle amichevoli la Nazionale non brilla, ma nelle partite ufficiali non sbaglia quasi mai. Un motivo ci sarà.
(da www.gazzetta.it)
Tutti i risultati
1^ giornata >>>>>> Brasile - Croazia
3 1
2^ giornata >>>>>> Messico - Camerun Spagna - Olanda
1 0 1 5
3^ giornata >>>>>> Cile - Australia Colombia - Grecia Uruguay - Costarica
3 1 3 0 1 3
4^ giornata >>>>>> Inghilterra - Italia Costa D'Avorio - Giappone
1 2 2 1
Svizzera - Ecuador Francia - Honduras
2 1 3 0
Lucianone
Grande Italia: battuta l'Inghilterra
con Mario Balotelli decisivo
Inghilterra - Italia
1 2
Manaus (Brasile) - Finisce 2-1 per gli azzurri. Nel primo tempo Sturrige
risponde a Marchisio, poi al 50' SuperMario su assist di un eccellente
Candreva fa centro di testa e porta l'Italia alla vittoria. Sul finale una
traversa di Pirlo su punizione evita ai bianchi di Hodgson il 3-1.
Il portiere inglese Hart si distende ma non ci arriva: è il gol di Marchisio 1-0 (1° tempo)
Due minuti dopo l'Inghilterra pareggia con Sturridge 1-1
Al 5° della ripresa l'Italia torna in vantaggio con un colpo di testa di Balotelli
Hart è battuto da BaloSuper / E poi sono solo sorrisi e... baci
Più forti della sfortuna, dell'emozione da debutto, dello scetticismo, di tutto:
Manaus doveva essere un inferno per l'Italia, invece la nazionale di Prandelli
esordisce nel Mondiale con un 2-1 sull'Inghilterra che vale l'anticamera del
paradiso.
E’ presto per illudersi, siamo solo all’inizio, ma l’infortunio di capitan Buffon aveva lasciato un bel po’ di musi lunghi nella carovana azzurra: spazzati via da una grande prestazione, dopo una partita equilibrata e piena di occasioni, che alla fine premia il coraggio di chi cerca sempre di fare gioco. Nelle amichevoli la Nazionale non brilla, ma nelle partite ufficiali non sbaglia quasi mai. Un motivo ci sarà.
(da www.gazzetta.it)
Tutti i risultati
1^ giornata >>>>>> Brasile - Croazia
3 1
2^ giornata >>>>>> Messico - Camerun Spagna - Olanda
1 0 1 5
3^ giornata >>>>>> Cile - Australia Colombia - Grecia Uruguay - Costarica
3 1 3 0 1 3
4^ giornata >>>>>> Inghilterra - Italia Costa D'Avorio - Giappone
1 2 2 1
Svizzera - Ecuador Francia - Honduras
2 1 3 0
Lucianone
venerdì 13 giugno 2014
Cibo - Con la crisi nuove abitudini: pane con formula discount
13 giugno '14 - venerdì 13th June / Friday visione post - 4
Offerte last minute per chi compra il pane a
fine giornata / E prezzo dimezzato per quelli
che aspettano anche 24 ore. Si moltiplicano
le iniziative per smaltire l'invenduto fresco.
E piacciono a 4 consumatori su 10.
(da la Repubblica - 12/11/2013 - Irene Maria Scalise)
Alcuni arrivano alle sei di sera con la busta della spesa ancora vuota tra le mani.
Altri in panetteria si fermano solo al tramonto. Altri ancora aspettano 24 ore.
Sono quelli che il pane fresco non lo comprano più. Per loro, al posto del profumo
del lievito caldo, c'è un mondo nuovo: quello del pane low cost. La baguette del
giorno prima scontatissima al 50 per cento. Lo sfilatino che la sera costa il 30 per
cento in meno rispetto al mattino. I negozianti ormai non si meravigliano più: "Pri-
ma erano in pochi a chiederlo, ora è quasi la regola". Il pane vecchio di qualche
ora o di una giornata diventa l'alternativa last minute a quelli che, sempre per ri-
sparmiare, hanno deciso d'impastare acqua e farina e farlo direttamente a casa.
E così l'esercito di chi compra pane e focacce in saldo s'irrobustisce ogni giorno.
Tanti, tantissimi in tutta Europa, da Zurigo a Londra. L'offerta non manca neanche
in Italia dove il pane ha una lunga tradizione. A Grosseto, Roma, Recanati, Orista-
no ma anche in città ricche come Ferrara e Mantova. Tra gli scaffali è messo in
bella mostra, esattamente dove una volta trionfavano i prodotti gourmet. Qualcuno
sembra titubare ma poi si fa due conti e si lancia sull'offerta. Basta metterlo in for-
no perchè torni fragrante. Nessuna vergogna. Al "Forno Perdonati" di Ferrara lo
chiamano happy hour. "Le mie figlie mi hanno suggerito di vendere il pane sconta-
to dalle 18 alle 19,30 perchè in Inghilterra lo compravano già da tempo", spiega il
titolare Sergio Perdonati, "è stato un buon guadagno perchè altrimenti avrei butta-
to tutto". - Da gennaio (2013) il pane scontato al 50 per cento è arrivato a Sulmo-
na e si vende la mattina dopo. "Ho notato un grosso cambiamento tra i clienti,
prima c'era quasi una vergogna e lo chiedevano di nascosto", spiega Luigi Di Ian-
ni del forno 'Profumo di pane', "l'iniziativa della vendita è partita quasi da un anno
e ora raccoglie un pubblico più eterogeneo perchè tutti hanno capito che il pane do-
po 24 ore non diventa vecchio ma è ancora buono". - Da "Fior di Pane" a Roma,
l'iniziativa funziona perchè aiuta a diversificare la clientela. "La mattina serviamo
soprattutto gli uffici mentre la sera abbiamo più famiglie e per loro dalle 18 alle 19
vendiamo tutti i tipi di pane a un euro". A Recanati i proprietari del panificio "Don-
nini e Manzotto", il cartello che annuncia l'offerta lo hanno messo bello grande
fuori dalla bottega e bando alle timidezze: "In questo negozio il pane del giorno pri-
ma si vende al 50 per cento". Vicino Mantova c'è "Arvati pane" che dopo le 18 di-
mezza i prezzi e a Grosseto il "Forno Galletti" che sconta quello del giorno prima
sempre del 50 per cento.
C'è chi a ridurre il prezzo del pane ci aveva pensato già qualche anno fa. "Nel 2008
avevamo lanciato l'imiziativa 'Stop al prezzo' in più di 750 panetterie", racconta Gio-
vanni Guidarelli, responsabile alimentazione di Confartigianato Firenze, "aveva por-
tato buoni risultati tra i clienti ma anche per gli imprenditori, che riuscivano a liberar-
si dell'invenduto: speriamo di replicare al più presto". In ogni caso sempre più italia-
ni rinunciano al pane fresco. Più di 4 su 10, secondo lo studio della Coldiretti 'Il pane
quotidiano nel tempo delle rinunce', si accontentano dello sfilatino del giorno prima.
Solo il 2 per cento butta quello superfluo. Nel 2013 il 78 per cento dei consumatori
ha tagliato il budget proprio sui panini: il 42% ha ridotto le quantità acquistate e il
36 per cento si è orientato verso tipi meno costosi. Il risparmio non è poco visto che,
al chilo, il prezzo del pane appena sfornato oscilla dai 2 euro di Napoli ai 4,65 di Ve-
nezia. "Lontano da ambienti umidi e avvolto in un panno o nella carta e poi in una busta
di plastica per mantenerlo croccante".
Consigli di nutrizionista
(Intervista a Claudia Arganini)
"Non cambia niente dal punto di vista nutrizionale, basta saper scegliere
quello che resiste meglio al passare del tempo e conservarlo con cura".
Non ha dubbi Claudia Arganini, nutrizionista e ricercatrice del Consiglio
per la ricerca e sperimentazione in agricoltura, che promuove a pieni voti
l'happy hour del pane.
I.M. Scalise - 'Comprare il pane che ha già un giorno di vita sta diventando
un'abitudine, ma dal punto di vista nutrizionale ci sono differenze?'.
"Assolutamente no, non ci sono peggioramenti perchè il pane conserva tutti
i suoi principi nutritivi. Ma, soprattutto, non ci sono controindicazioni per
la salute".
I.M. Scalise - 'Quali tipologie consiglia volendo risparmiare?'.
"Bisogna fare molta attenzione al tipo di pane perchè alcuni non sono quasi
commestibili visto che subiscono dei forti cambiamenti organolettici. I miglio-
ri sono quelli come il casereccio e il tipo Lariano, quelli sconsigliati sono i pa-
nini piccoli, le rosette, quelli al latte o con olive o farciture troppo complesse".
I.M. Scalise - 'Come si conserva?'.
"Lontano da ambienti umidi e avvolto in un panno o nella carta e poi in una
busta di plastica per mantenerlo croccante".
I.M. Scalise - 'Può essere dato anche ai bambini?'.
"Sì, ripeto, non c'è alcuna controindicazione ed è ottimo per tutti".
I.M. Scalise - 'Ma se il pane perde fragranza cosa si può fare?'.
"La cosa più semplice è scaldarlo ma si può usare in tante ricette: dalla panza-
nella ai canederli, dal gazpacho alla pappa di pomodoro".
Lucianone
Offerte last minute per chi compra il pane a
fine giornata / E prezzo dimezzato per quelli
che aspettano anche 24 ore. Si moltiplicano
le iniziative per smaltire l'invenduto fresco.
E piacciono a 4 consumatori su 10.
(da la Repubblica - 12/11/2013 - Irene Maria Scalise)
Alcuni arrivano alle sei di sera con la busta della spesa ancora vuota tra le mani.
Altri in panetteria si fermano solo al tramonto. Altri ancora aspettano 24 ore.
Sono quelli che il pane fresco non lo comprano più. Per loro, al posto del profumo
del lievito caldo, c'è un mondo nuovo: quello del pane low cost. La baguette del
giorno prima scontatissima al 50 per cento. Lo sfilatino che la sera costa il 30 per
cento in meno rispetto al mattino. I negozianti ormai non si meravigliano più: "Pri-
ma erano in pochi a chiederlo, ora è quasi la regola". Il pane vecchio di qualche
ora o di una giornata diventa l'alternativa last minute a quelli che, sempre per ri-
sparmiare, hanno deciso d'impastare acqua e farina e farlo direttamente a casa.
E così l'esercito di chi compra pane e focacce in saldo s'irrobustisce ogni giorno.
Tanti, tantissimi in tutta Europa, da Zurigo a Londra. L'offerta non manca neanche
in Italia dove il pane ha una lunga tradizione. A Grosseto, Roma, Recanati, Orista-
no ma anche in città ricche come Ferrara e Mantova. Tra gli scaffali è messo in
bella mostra, esattamente dove una volta trionfavano i prodotti gourmet. Qualcuno
sembra titubare ma poi si fa due conti e si lancia sull'offerta. Basta metterlo in for-
no perchè torni fragrante. Nessuna vergogna. Al "Forno Perdonati" di Ferrara lo
chiamano happy hour. "Le mie figlie mi hanno suggerito di vendere il pane sconta-
to dalle 18 alle 19,30 perchè in Inghilterra lo compravano già da tempo", spiega il
titolare Sergio Perdonati, "è stato un buon guadagno perchè altrimenti avrei butta-
to tutto". - Da gennaio (2013) il pane scontato al 50 per cento è arrivato a Sulmo-
na e si vende la mattina dopo. "Ho notato un grosso cambiamento tra i clienti,
prima c'era quasi una vergogna e lo chiedevano di nascosto", spiega Luigi Di Ian-
ni del forno 'Profumo di pane', "l'iniziativa della vendita è partita quasi da un anno
e ora raccoglie un pubblico più eterogeneo perchè tutti hanno capito che il pane do-
po 24 ore non diventa vecchio ma è ancora buono". - Da "Fior di Pane" a Roma,
l'iniziativa funziona perchè aiuta a diversificare la clientela. "La mattina serviamo
soprattutto gli uffici mentre la sera abbiamo più famiglie e per loro dalle 18 alle 19
vendiamo tutti i tipi di pane a un euro". A Recanati i proprietari del panificio "Don-
nini e Manzotto", il cartello che annuncia l'offerta lo hanno messo bello grande
fuori dalla bottega e bando alle timidezze: "In questo negozio il pane del giorno pri-
ma si vende al 50 per cento". Vicino Mantova c'è "Arvati pane" che dopo le 18 di-
mezza i prezzi e a Grosseto il "Forno Galletti" che sconta quello del giorno prima
sempre del 50 per cento.
C'è chi a ridurre il prezzo del pane ci aveva pensato già qualche anno fa. "Nel 2008
avevamo lanciato l'imiziativa 'Stop al prezzo' in più di 750 panetterie", racconta Gio-
vanni Guidarelli, responsabile alimentazione di Confartigianato Firenze, "aveva por-
tato buoni risultati tra i clienti ma anche per gli imprenditori, che riuscivano a liberar-
si dell'invenduto: speriamo di replicare al più presto". In ogni caso sempre più italia-
ni rinunciano al pane fresco. Più di 4 su 10, secondo lo studio della Coldiretti 'Il pane
quotidiano nel tempo delle rinunce', si accontentano dello sfilatino del giorno prima.
Solo il 2 per cento butta quello superfluo. Nel 2013 il 78 per cento dei consumatori
ha tagliato il budget proprio sui panini: il 42% ha ridotto le quantità acquistate e il
36 per cento si è orientato verso tipi meno costosi. Il risparmio non è poco visto che,
al chilo, il prezzo del pane appena sfornato oscilla dai 2 euro di Napoli ai 4,65 di Ve-
nezia. "Lontano da ambienti umidi e avvolto in un panno o nella carta e poi in una busta
di plastica per mantenerlo croccante".
Consigli di nutrizionista
(Intervista a Claudia Arganini)
"Non cambia niente dal punto di vista nutrizionale, basta saper scegliere
quello che resiste meglio al passare del tempo e conservarlo con cura".
Non ha dubbi Claudia Arganini, nutrizionista e ricercatrice del Consiglio
per la ricerca e sperimentazione in agricoltura, che promuove a pieni voti
l'happy hour del pane.
I.M. Scalise - 'Comprare il pane che ha già un giorno di vita sta diventando
un'abitudine, ma dal punto di vista nutrizionale ci sono differenze?'.
"Assolutamente no, non ci sono peggioramenti perchè il pane conserva tutti
i suoi principi nutritivi. Ma, soprattutto, non ci sono controindicazioni per
la salute".
I.M. Scalise - 'Quali tipologie consiglia volendo risparmiare?'.
"Bisogna fare molta attenzione al tipo di pane perchè alcuni non sono quasi
commestibili visto che subiscono dei forti cambiamenti organolettici. I miglio-
ri sono quelli come il casereccio e il tipo Lariano, quelli sconsigliati sono i pa-
nini piccoli, le rosette, quelli al latte o con olive o farciture troppo complesse".
I.M. Scalise - 'Come si conserva?'.
"Lontano da ambienti umidi e avvolto in un panno o nella carta e poi in una
busta di plastica per mantenerlo croccante".
I.M. Scalise - 'Può essere dato anche ai bambini?'.
"Sì, ripeto, non c'è alcuna controindicazione ed è ottimo per tutti".
I.M. Scalise - 'Ma se il pane perde fragranza cosa si può fare?'.
"La cosa più semplice è scaldarlo ma si può usare in tante ricette: dalla panza-
nella ai canederli, dal gazpacho alla pappa di pomodoro".
Lucianone
giovedì 12 giugno 2014
Sport - calcio / Mondiale Brasile 2014 - Spettacolo e proteste
12 giugno '14 - giovedì 12th June / Thursday visione post - 14
Sta per cominciare lo spettacolo calcistico
più atteso, ma non si placa la rabbia della gente brasiliana.
Anche l'ex tennista Kuerten si schiera : "Per il Paese non
è stato fatto niente" / Sciopero e promesse / Il Brasile allo
sprint: ma un biglietto costa più del salario minimo.
(da la Repubblica - 09/06/2014 / Manuela Audisio, Rio de Janeiro)
Povera Dilma. Torturata dai dittatori negli anni 70, quando il Brasile vinse il
mondiale, e oggi presa a pallonate, dal suo Brasile che ospita la Coppa. Ha
meno gradimento lei (34%) che non il ct Felipao Scolari (68%). Un vero ma-
racanazo sociale. Ma Felipao non corre per la presidenza come la Rousseff.
Si vota ad ottobre e il disperato contropiede di Dilma per arginare le prote--
ste è questo: includere i senzatetto nel programma Minha Casa. Vale a dire:
procedere alla distribuzione di 3-4 milioni di abitazioni per tenere buono
l'Mtst (Movimentos dos Trabalhabores Sem Teto) che sta bloccando una
metropoli come San Paolo. Per non parlare dello sciopero del trasporto pub-
blico che sta congestionando 252 chilometri di città. Il governo offre un au-
mento salariale del 9%, il sindacato chiede almeno il 12%. Giovedì c'è la
partita inaugurale Brasile-Croazia davanti a 60 mila spettatori, a undici ca-
pi di stato, e a 20 milioni di cittadini bloccati in strada. "Sciopero illegale",
tuona la giustizia brasiliana, riunita in sessione straordinaria. "Non decido-
no loro, ma noi: si va avanti a oltranza" è la risposta dei lavoratori.
Prima il pallone teneva tutto in gioco, ora è quasi sempre in fuorigioco.
L'altra notte in Rua Maxwell , a Rio, dei condomini hanno visto arrivare
cinque ufficiali della Marina. La strada è a 600 metri dal Maracana. "Vo-
gliamo vedere e requisire le vostre terrazze. Dobbiamo installare una bat-
teria di missili per la difesa antiarea". Nessuno li ha fatti accomodare, an-
zi sono stati invitati a sloggiare. "Dimostrateci che è una misura contro il
terrorismo e non contro il popolo". .Via, sciò, come dice il cartello "Fifa go
home",

La protesta della gente a Rio de Janeiro, e poliziotti brasiliani che osservano a distanza
Ormai l'hanno capito tutti cos'è un mondiale: ti obbligano a pulire il tuo salotto per
gli altri, devi pure metterci le cose che piacciono a loro, e tu finisci nel sottoscala con
i topi. Sessantaquattro anni dopo il Brasile sperava in qualcosa di più. Per questo è
rabbioso e non molla. Pure l'ex tennista Guga Kuerten, vincitore per tre volte del Ro-
land Garros, si dichiara: desiludido. "Per il vero paese non è stato fatto niente, la po-
litica non ha avuto interesse a promuovere una trasformazione". Che gli vuoi ribatte-
re? C'è un nuovo Brasile, con vecchie abitudini, ma pretese cambiate. Nel '50 il bi-
glietto più caro del mondiale costava l'equivalente di 154 reais. Con il salario minimo
ne potevi comprare due e ti avanzavano anche i soldi per il popcorn. Oggi il biglietto
più alto costa 1.980 reais e il salario minimo non copre nemmeno la metà del prezzo.
Nel '50 il best seller letterario era "O sao sem Plumas" del poeta pernambucano
Joao Cabral, oggi a vendere di più è l'autore americano John Green con il libro "Col-
pa delle stelle". Allora l'obesità non preoccupava, il gelato si pubblicizzava come 'ali-
mento completo', ora il 39% della gioventù brasiliana è in sovrappeso. La benzina co-
stava 1,98 real al litro e il petrolio veniva importato. Ora il Brasile produce 1,9 milioni
di barili di petrolio al giorno, ma la gasolina, come si dice qui, costa il 50% in più. Per-
chè? Il Brasile con 126,7 milioni di fedeli era il Paese più cattolico del mondo, un bloc-
co monolitico al 93,4 %. Ora è sceso al 65%, sono cresciute altre fedi, soprattutto gli
evangelisti. Allora i calciatori della nazionale avevano un fisico da uomo comune: 68
chili per 1.74, quelli odierni sono più alti, 1.81 e più pesanti, 75 kg. La popolazione è
quadruplicata: 51,9 milioni allora, 210 milioni l'anno scorso. Prima il 64% della gente
viveva in campagna, oggi il 90% si è trasferita in città. Una cosa non è cambiata: nel
'50 il Maracana fu inaugurato appena una settimana prima del mondiale. Lo stadio di
Itaquerao di San Paolo, dove verrà dato il via a questa Coppa, non è stato completa-
mente testato. Colpa della lenta fretta. Si giocherà con la delega dei bombeiros (vigià
li del fuoco) che vogliono rivederlo, il settore nord non ha abbastanza vie di fuga. La
capienza è scesa da 68.000 a 61.600. E al Maracanà, la sopraelevata pedonale, una
passerella coperta, è solo per i vip della Fifa. Divieto a tutti gli altri. Ospitate, gente,
ospitate.
Brasile 2014: proteste, corruzione e povertà
Gli sponsor minacciano di lasciare
Lucianone
.
Sta per cominciare lo spettacolo calcistico
più atteso, ma non si placa la rabbia della gente brasiliana.
Anche l'ex tennista Kuerten si schiera : "Per il Paese non
è stato fatto niente" / Sciopero e promesse / Il Brasile allo
sprint: ma un biglietto costa più del salario minimo.
(da la Repubblica - 09/06/2014 / Manuela Audisio, Rio de Janeiro)
Povera Dilma. Torturata dai dittatori negli anni 70, quando il Brasile vinse il
mondiale, e oggi presa a pallonate, dal suo Brasile che ospita la Coppa. Ha
meno gradimento lei (34%) che non il ct Felipao Scolari (68%). Un vero ma-
racanazo sociale. Ma Felipao non corre per la presidenza come la Rousseff.
Si vota ad ottobre e il disperato contropiede di Dilma per arginare le prote--
ste è questo: includere i senzatetto nel programma Minha Casa. Vale a dire:
procedere alla distribuzione di 3-4 milioni di abitazioni per tenere buono
l'Mtst (Movimentos dos Trabalhabores Sem Teto) che sta bloccando una
metropoli come San Paolo. Per non parlare dello sciopero del trasporto pub-
blico che sta congestionando 252 chilometri di città. Il governo offre un au-
mento salariale del 9%, il sindacato chiede almeno il 12%. Giovedì c'è la
partita inaugurale Brasile-Croazia davanti a 60 mila spettatori, a undici ca-
pi di stato, e a 20 milioni di cittadini bloccati in strada. "Sciopero illegale",
tuona la giustizia brasiliana, riunita in sessione straordinaria. "Non decido-
no loro, ma noi: si va avanti a oltranza" è la risposta dei lavoratori.
Prima il pallone teneva tutto in gioco, ora è quasi sempre in fuorigioco.
L'altra notte in Rua Maxwell , a Rio, dei condomini hanno visto arrivare
cinque ufficiali della Marina. La strada è a 600 metri dal Maracana. "Vo-
gliamo vedere e requisire le vostre terrazze. Dobbiamo installare una bat-
teria di missili per la difesa antiarea". Nessuno li ha fatti accomodare, an-
zi sono stati invitati a sloggiare. "Dimostrateci che è una misura contro il
terrorismo e non contro il popolo". .Via, sciò, come dice il cartello "Fifa go
home",
La protesta della gente a Rio de Janeiro, e poliziotti brasiliani che osservano a distanza
Ormai l'hanno capito tutti cos'è un mondiale: ti obbligano a pulire il tuo salotto per
gli altri, devi pure metterci le cose che piacciono a loro, e tu finisci nel sottoscala con
i topi. Sessantaquattro anni dopo il Brasile sperava in qualcosa di più. Per questo è
rabbioso e non molla. Pure l'ex tennista Guga Kuerten, vincitore per tre volte del Ro-
land Garros, si dichiara: desiludido. "Per il vero paese non è stato fatto niente, la po-
litica non ha avuto interesse a promuovere una trasformazione". Che gli vuoi ribatte-
re? C'è un nuovo Brasile, con vecchie abitudini, ma pretese cambiate. Nel '50 il bi-
glietto più caro del mondiale costava l'equivalente di 154 reais. Con il salario minimo
ne potevi comprare due e ti avanzavano anche i soldi per il popcorn. Oggi il biglietto
più alto costa 1.980 reais e il salario minimo non copre nemmeno la metà del prezzo.
Nel '50 il best seller letterario era "O sao sem Plumas" del poeta pernambucano
Joao Cabral, oggi a vendere di più è l'autore americano John Green con il libro "Col-
pa delle stelle". Allora l'obesità non preoccupava, il gelato si pubblicizzava come 'ali-
mento completo', ora il 39% della gioventù brasiliana è in sovrappeso. La benzina co-
stava 1,98 real al litro e il petrolio veniva importato. Ora il Brasile produce 1,9 milioni
di barili di petrolio al giorno, ma la gasolina, come si dice qui, costa il 50% in più. Per-
chè? Il Brasile con 126,7 milioni di fedeli era il Paese più cattolico del mondo, un bloc-
co monolitico al 93,4 %. Ora è sceso al 65%, sono cresciute altre fedi, soprattutto gli
evangelisti. Allora i calciatori della nazionale avevano un fisico da uomo comune: 68
chili per 1.74, quelli odierni sono più alti, 1.81 e più pesanti, 75 kg. La popolazione è
quadruplicata: 51,9 milioni allora, 210 milioni l'anno scorso. Prima il 64% della gente
viveva in campagna, oggi il 90% si è trasferita in città. Una cosa non è cambiata: nel
'50 il Maracana fu inaugurato appena una settimana prima del mondiale. Lo stadio di
Itaquerao di San Paolo, dove verrà dato il via a questa Coppa, non è stato completa-
mente testato. Colpa della lenta fretta. Si giocherà con la delega dei bombeiros (vigià
li del fuoco) che vogliono rivederlo, il settore nord non ha abbastanza vie di fuga. La
capienza è scesa da 68.000 a 61.600. E al Maracanà, la sopraelevata pedonale, una
passerella coperta, è solo per i vip della Fifa. Divieto a tutti gli altri. Ospitate, gente,
ospitate.
Brasile 2014: proteste, corruzione e povertà
Gli sponsor minacciano di lasciare
Con il fischio di inizio arrivano anche i primi distinguo da parte dei brand. La Coca Cola ha già detto che ridurrà al minimo le sue campagne pubblicitarie, mentre l'Adidas ha criticato duramente la Fifa, così come Sony, McDonalds e Visa. Ma per gli esperti dietro ci sarebbe solo un'operazione di washing del marchio
Il Mondiale di Brasile 2014, in cui le proteste di piazza hanno messo in ombra il calcio giocato, rischia di essere un enorme boomerang per la Fifa, con gli sponsor che cominciano a rendere pubblici i primi distinguo e attraverso durissimi comunicati minacciano di lasciare. Enorme multinazionale che dietro lo statuto no profit a bilancio del 2013 ha iscritto un saldo positivo di 1,4 miliardi, e altrettanto ha dichiarato come fondo di riserva, la Fifa dovrebbe ottenere dai principali sponsor mondiali circa 850 milioni, cifra che per la prima volta supera quella delle entrate televisive. Ma tra le proteste contro Brasile 2014, dove i soldi per costruire gli stadi sono stati sottratti ai servizi di base per la popolazione, e le accuse di corruzione per Qatar 2022, che hanno svelato il lato oscuro della Fifa, gli sponsor fuggono.
La Coca Cola ha già detto che ridurrà al minimo le sue campagne pubblicitarie. E insieme alla nota bevanda, anche Adidas (il cui comunicato recita: “Il tenore negativo del dibattito pubblico sulla Fifa non fa bene al calcio, alla stessa Fifa e ai suoi sponsor”), Sony, McDonalds, Emirates, Hyundai-Kia e Visa, che compongono il pacchetto principale dei Global Partners Fifa, hanno attaccato duramente la Fifa, non volendo essere associati a sfruttamento o a corruzione. Ovviamente, spiegano gli esperti, queste sono strategie di washing del marchio: non c’è alcuna motivazione etica profonda se non quella di urtare la sensibilità del consumatore creando un legame tra il brand e la disperazione della popolazione brasiliana o il traffico di mazzette e tangenti.
(da www.ilfattoquotidiano.it - Luca Pisapia)
La Coca Cola ha già detto che ridurrà al minimo le sue campagne pubblicitarie. E insieme alla nota bevanda, anche Adidas (il cui comunicato recita: “Il tenore negativo del dibattito pubblico sulla Fifa non fa bene al calcio, alla stessa Fifa e ai suoi sponsor”), Sony, McDonalds, Emirates, Hyundai-Kia e Visa, che compongono il pacchetto principale dei Global Partners Fifa, hanno attaccato duramente la Fifa, non volendo essere associati a sfruttamento o a corruzione. Ovviamente, spiegano gli esperti, queste sono strategie di washing del marchio: non c’è alcuna motivazione etica profonda se non quella di urtare la sensibilità del consumatore creando un legame tra il brand e la disperazione della popolazione brasiliana o il traffico di mazzette e tangenti.
(da www.ilfattoquotidiano.it - Luca Pisapia)
.
Iscriviti a:
Post (Atom)







