26 aprile '14 - sabato 26th April / Saturday visione post - 13 Città del Vaticano Canonizzazioni: i preparativi in Piazza San Pietro Ratzinger concelebra con Francesco / L'evento dei quattro papi a San Pietro. Bergoglio l'aveva invitato e Benedetto XVI ha accettato di partecipare domenica mattina alla messa di canonizzazione di Giovanni XXVIII e Giovanni Paolo II CITTA’ DEL VATICANO - Un evento senza precedenti nella storia, quattro Papi protagonisti in piazza San Pietro. Benedetto XVI concelebrerà con Francesco la Messa di canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Bergoglio aveva invitato il predecessore, la presenza del Papa emerito era attesa. È stato padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede, a darne conferma ufficiale: «Il Papa emerito Benedetto XVI ha accettato l’invito e ha comunicato a Papa Francesco che sarà presente e concelebrerà: quindi sarà anche concelebrante, il che non vuol dire che vada all’altare», ha spiegato . «Verosimilmente, saranno all’altare i cardinali Sodano e Re, e poi il cardinale Dziwisz, il cardinale Vallini e il vescovo di Bergamo. Il Papa emerito, invece, sta con i cardinali e vescovi sulla sinistra del sagrato e saremo tutti lieti di avere la sua presenza». «Non è una statua»
La presenza di Benedetto XVI ha un significato particolare: Ratzinger è stato il collaboratore e la persona più vicina a Wojtyla e insieme l’ultimo Papa ad aver partecipato, giovane teologo, al Concilio Vaticano II convocato da Roncalli.«Il Papa emerito non è una statua in un museo. È una istituzione» spiegava a marzo Francesco nell’intervista al direttore del Corriere, Ferruccio de Bortoli.«Ne abbiamo parlato e abbiamo deciso insieme che sarebbe stato meglio che vedesse gente, uscisse e partecipasse alla vita della Chiesa». Francesco aveva già invitato Ratzinger in occasione del Concistoro del 22 febbraio, per la prima volta in duemila anni due Papi si mostrarono nella Basilica di San Pietro.
Roma - politica Cosentino intercettato: "Berlusconi mi dia quello che chiedo o qui cola tutto a picco" / E la Santanchè: "Il Cavaliere ha intorno dei cretini, ma lui non lo è" / Nuovi atti depositati al Riesame di Napoli Milano - politica Nuova gaffe di Berlusconi: "Per tedeschi lager mai esistiti" / E il ministro tedesco Schulz risponde: "Lui uguale odio, invidia e litigi" Il leader di Forza Italia torna a insultare il candidato socialista alla presidenza della commissione Ue, a cui 11 anni fa diede del kapò. La replica: "Scandaloso usare le parole per vantaggio elettorale". E il ministrob tedesco della Famiglia: "Attacchi indicibili". Europee, Silvio dice: "Se arriviano al 20% accendiamo un cero". Questione Ucraina - Crimea - Russia Kiev chiude i rubineti dell'acqua alla Crimea / Il G7 deciso a nuove sanzioni contro la Russia / Le ulteriori restrizioni Usa potrebbero arrivare già lunedì / Il Papa dona una penna al premier ucraino: "Firmi la pace con questa" / Renzi: "Kiev vada avanti con riforme" / Osservatori Osce sequestrati, i filorussi chiedono scambio di prigionieri Lucianone
55esima edizione della Fiera dei Librai Libri e autori sul Sentierone / Bergamo 19 aprile - 4 maggio 2014 "Fiera di Primavera" / Brembate di Sopra Parco Casa Serena e centro storico 1 maggio
87^ edizione della rassegna musicale all'Accadenia Tadini / Lovere Grandi note sul Sebino 24 aprile - 28 maggio Mercoledì 7 maggio: Cesare Chiacchiaretta (bandoneon); Filippo Arlia (pianoforte) Omaggio ad Astor Piazzolla Musiche di: A. Piazzolla, Luis Bacalov, Carlos Gardel Lunedì 12 maggio: Simonide Branconi (viola) Sergio Marchegiani (pianoforte) Musiche di: Dmitrij Dmitrievic Sostakovic, Simonide Braconi, Henry Vieuxtemps, Franz Schubert 13^ edizione del Festival Itinerante / Albino, Ranica e Nembro La musica di "Albino Classica" Fino al 31 maggio Lucianone
21 aprile '14 - lunedì 21st April / Monday visione post - 8 Ho trovato finalmente questo articolo, di Bartezzaghi, che spiega la questione delle parole lunghe e di quelle corte nell'uso delle 2 lingue, inglese e italiano, e il loro evolversi nella società moderna, tecnologica/tecnocratica/digitalizzata. Ecco le principali differenze e gli aspetti più originali e particolari. (Lucianone) Inglese: parole lunghe addio, e nell'Italiano non si accorciano. Mentre le lingue anglosassoni le aboliscono da noi restano. Perchè più della sintesi amiamo l'enfasi. (da 'la Repubblica' - 27/03/2014 - Stefano Bartezzaghi) Ma allora lo sparuto deputato grillino che a Montecitorio ha detto sarò "breve e circonciso" era, oltretutto, controtendenza? La lingua, si dice, si accorcia, abbiamo a disposizione meno spazio, meno tempo, meno caratteri, meno fiato e lui invece aggiunge una sillaba oltretutto rovinosa. E lo fa proprio mentre promette di essere breve. Chissà, avrà voluto incrociare l'essere "conciso" con un quadrisillabo come "circoscritto" o addirittura un pentasillabo come "circostanziato". Ma se la matema- tica non è un'opinione, il dizionario non è aritmetica, e la somma non gli ha giovato. Tra sms, WhatsApp e Twitter, è vero, ci siamo abituati ad abbreviare le parole, a di- gitare geroglifici come "cmq" per "comunque" o "xkè" per "perchè" e a impiega- re acronimi come "we" per "weekend" o anche "asap" che significa "as soon as possible", adottato nella nostra anglomania, così poco fantasiosa da non essersi inventata un ancor più breve, e fico, "ipp" per: "il prima possibile". L'allarme sulla sparizione delle parole lunghe proviene proprio dai paesi anglofoni, parola del Wall Street Journal. In inglese c'è da sempre, o quasi, una fobia per il quadrisillabo e oltre: paroloni che fanno sentire pretenziosi i locutori e ignoranti gli interlocutori. Ma loro si insultano a quattro lettere, mentre noi ce ne mettiamo dieci, e quattro sillabe, per scambiarci dei compiuti "vaffanculo". Persino in preda all'ur- genza espressiva e all'ira siamo dunque indulgenti con la nostra prolissità. Un decennio fa era anche uscito un qualche studio che registrava la presenza di co- gnomi molto corti, monosillabi o bisillabi, ai vertici delle grandi potenze: Bush, Chi- rac, Blair, Putin. Cognomi che entrano in tutti i titoli dei giornali. Grande potenza non siamo, ma i titolisti italiani hanno certo sudato per vent'anni con Berlusconi, spesso chiamato Silvio anche per ragioni di ingombro. C'è comunque da immaginar- si che alcuni anglismi abbiano avuto successo da noi anche per la maggiore econo- mia, dalle sei sillabe di "ristrutturazione" alle tre di "restyling", ms anche dalle 3 di "d'accordo" alle due di "O.K.". E poi c'è "spread" (monosillabo) per "differen- ziale" (pentasillabo), come in passato si è imposto "film" (monosillabo) su "pellico- la" (quadrisillabo) e oramai si dice "premier" (bisillabo) anzichè "presidente del Consiglio", a costo di una forzatura istituzionale. Così ci sono imposte, imposizioni, tributi, contributi, contribuzioni, ma quando protestiamo lo facciamo contro le "tasse", e, se colpiscono abitazioni e immobili, semplifichiamo tutto in "case". Però i nostri "investimenti" hanno cinque sillabe, e già due in più dell'equivalente e non stringa- to "investments". CONTINUA... to be continued...
19 aprile '14 - sabato 19th April / Saturday Secondo i centri studi, 1 milione di disoccupati in Italia ha tra i 24 e i 35 anni. Sono proprio loro a pagare di più la recessione / Digitalizzati, spesso laureati e precari per definizione: e chi lavora ha un reddito inferiore del 12% a quello medio. (da la Repubblica - 07/04/'14 - Luisa Grion) La generazione no-jobs persa nella crisi Sono pienamente digitalizzati, a volte laureati e precari per definizione. Nati nei "favolosi" anni Ottanta, cresciuti nell'età dell'oro del consumismo, oggi sono soprattutto disoccupati. Più disoccupati di tutti gli altri. I trentenni, o meglio ancora quella fascia d'età che va dai 24 ai 34 anni, sono immersi fino al collo nella crisi e rappresentano in pieno quella generazione che anche se- condo Christine Lagarde, direttore del Fondo Monetario, "rischiamo di per- derci se non si fanno le riforme". Eppure di loro si parla meno: una parte non potrà nemmeno contare sulle opportunità che da maggio saranno offerte dalla "garanzia giovani" estesa fino ai 29 anni. Sopraffatti dal dato statistico che segna la disoccupazione giovsnile - conside- rata come tale quella fra i 15 e i 24 anni - oltre il 42 per cento, pochi si accor- gono che in cifre assolute è la fascia successiva quella più penalizzata. Uno studio di Manageritalia fa notare come, fra i 24 e i 34 anni (guardando ai da- ti Istat sull'intero 2013, gli ultimi comparabili per classi d'età), ci siano 938.112 disoccupati, il 18 per cento del totale. Dai 15 ai 24 ce ne sono 655.429. Fra i primi c'è la percentuale più alta di laureati, fra i secondi ci sono anche i troppi ragazzi che hanno abbandonato la scuola. La chiamano generazione Y o Millennials e secondo Filippo Teoldi, economi- sta de Lavoce.info, è quella che più di ogni altra si è impoverita con la crisi: chi aveva trnt'anni nel 1977 aveva un reddito superiore del 3 per cento rispet- to a quello medio nazionale, chi li ha compiuti nel 2010 ha fatto i conti con un crollo del 12 per cento sulla media. Continua... to be continued...
17 aprile '14 - giovedì 17th April / Thursday visione post - 6 Considerate nel dettaglio, le accuse contro alcuni leghisti per truffa alla Regione Lombardia (vedi l'inchiesta della procura di Mi- lano) fanno impallidire ogni precedente. Si va da quello che faceva finta di abitare altrove per mettere in conto ogni giorno, per anni, 300 chilometri di rimborso benzina: al "consulente" che prendeva 10 mila euro al mese per distribuire i volantini del Carroccio; al banchetto di nozze messo in nota spese. Le celebri mutande verdi di Cota, in confronto, sono solo un dettaglio pittoresco. Chi ha me- moria del furore "anti-casta" della Lega delle origini, contro la politica ladra che depreda il povero contribuente, ha il diritto di farsi un'amara risata. Amara perchè la morale va ben oltre le sor- ti, oramai trascurabili, del partito di Bossi. Ne esce travolto e ridi- colizzato il mito (ieri leghista, oggi grillino ma non solo) della "gente comune" che insorge contro il potere corrotto; e per que- sta sua sola qualità - non avere mai fatto politica - si sente inve- stita di una missione purificatrice; ma appena varcato il portone del Palazzo , in mezzo a tutti quegli stucchi e quegli arazzi, perde la trebisonda e allunga le mani peggio del peggiore dei vecchi politicanti. (da la Repubblica - 20/03/2014 - 'L'AMACA' / Michele Serra)