venerdì 9 novembre 2012

Sport - Rottamare anche nel calcio? No, teniamoci l'esperienza

9 novembre 2012 - venerdì      9th November / Friday      visioni post - 7

Parlare di rottamazione
è diventata quasi una moda:  è iniziato tutto con il sindaco
di Firenze Matteo Renzi e si è poi propagato, come termine
di riferimento, a tutta la politica italiana. Ma adesso questa
parola si allarga ad essere compresa  anche  in altri ambiti,
come quello sportivo e calcistico in particolare.
E al riguardo ho trovato questo articolo nella Repubblica
del 2 novembre '12, a firma di Alessandro Vocalelli (nel-
la sezione di R2SPORT), che  mi trova  completamente 
d'accordo su tutta la questione. partendo dal titolo.
(Lucianone)

Da Tachtsidis a Dodò il prezzo dei giovani
Quanti danni possono fare gli slogan, a quale confusione può
andare  incontro  chi finisce  per equivocare  il senso  di certe
"campagne". L'ultima, pericolosissima, quella sulla "rottama-
zione": perchè generalizza, perchè non tiene conto di una veri-
banale  -  si puà essere capaci  in età matura  e si può essere
svuotati anche a vent'anni  -  ma soprattutto  può  indirizzare
verso un vicolo cieco. Succede nella vita, succede nella politi-
ca e  può succedere  nello sport, nel calcio, di essere accecati
dall'idea  del cambiamento, del rinnovamento a tutti i costi,
negando  quindi  una parola, una virtù, che pure  dovrebbe
essere chiara e riconosciuta: l'esperienza. Un  errore, per la
verità, in cui non tutti cadono. -    Perchè nella Juve c'è un
ventenne sugli scudi, il formidabile Pogba, un solo ragazzi-
no che si muove in una squadra matura e solida, capace di
sfruttare al massimo la forza e l'esperienza (e dai con l'espe-
rienza) di Buffon e Barzagli, di Pirlo e Vucinic. Un pò quel-
lo che succede al Napoli, dove Mazzari (che si guarda bene
di gridarlo ai quattro venti) è un pochino spaventato dalla
campagna  che  si è sviluppata  nel nome  di un potenziale
fuoriclasse come Insigne. Sì, un progetto di campione che
deve però crescere, e sarebbe ingeneroso  equiparare giò a
Lavezzi. Hanno bisogno Pogba e Insigne di crescere, ed è
giustissimo, di crescere e scalare posizioni: in contesti, in
squadre, dove sono  più maturi ad assicurare la continuità.
Esattamente come succede all'Inter, che ha una rosa soli-
da, granitica ed esperta (e dagli ancora con l'esperienza...)
in cui Coutinho - mica uno qualsiasi - dopo ver fatto un
altro passo avanti all'estero, è tornato in nerazzurro per
sfruttare l'occasione giusta dietro a Cassano, Palacio e 
Milito.
Ci sarà dunque una ragione se nelle prime tre del campio-
nato i giovani aspettano pazientemente il proprio turno.
Vuol dire che anche nel calcio, oltre alla freschezza e alla
bravura tecnica, conta appunto anche l'esperienza.    Che
vuol dire conoscenza della materia e magari dei propri li-
miti, capacità di governare i momenti di entusiasmo e di
difficoltà. Una realtà negata dalla Roma che, forse stor-
dita e confusa  da tutto questo chiacchiericcio  sulla ne-
cessità estrema di procedere con la "rottamazione", ha
imboccato la strada del cambiamento estremo. Domeni-
ca scorsa, contro l'Udinese, in quella partita che si è tra-
sformata in uno spot di coraggio e di paura, di spavalde-
ria e tremori, sono andati in campo 8 (otto!) giocatori
sui vent'anni: Piris, Marquinhos, Dodò, Tachtsidis, Pja-
nic, Florenzi, Lamela e Destro. -  Non è un caso che la
Roma si è accesa, spenta, è ripartita, si è affievolita, in-
fiammata, demoralizzata, come è capitato a tutti noi -
ragazzi - di fronte a un esame, un'emozione. E la stessa
storia si è in fondo ripetuta a Parma, dove su un campo
infame una squadra al 60 per cento di ventenni ha fini-
to per andare un'altra volta in altalena. Perchè nel cal-
cio, come nella vita, bisogna avere ardore ed entusiamo,
bisogna essere pronti al cambiamento, flessibili e reatti-
vi, come sanno essere giustamente i giovani, ma si finisce
per essere inflessibili  e dunque pochissimo moerni, se si
nega per definizione l'esperienza. Che aiuta, sì che aiuta:
soprattutto a non bruciare i giovani, gli unici in tutto que-
sto a non avere colpe.


Lucianone
  

mercoledì 7 novembre 2012

Sport - calcio - Serie B e Champions League

7 novembre 2012 - mercoledì      7th November / Wednesday       visioni post - 8

Serie B / 13^ giornata

Risultati di
lunedì 5 novembre '12  -    Verona - Sassuolo          1 - 0 
                                            Modena - Juve Stabia   1 - 0




Classifica di serie B
aggiornata:
Sassuolo  31  /  Verona  28  /  Livorno  26  /  Cittadella  20  /
Padova  19  /  Modena, Juve Stabia, Brescia, Spezia  18  /
Varese  17  /  Ternana  16  /  Ascoli, Empoli  15  /  Cesena  13  /
Bari, Vicenza, Lanciano  12  /  Crotone, Pro Vercelli  11  /
Novara, Reggina  10  /  Grosseto  6

Champions League

Juve feroce, riscatto in Coppa
Nordsjaelland preso a pallonate

I bianconeri riscattano il passo falso con l'Inter con una grande partita contro i danesi (4-0). Nel primo tempo segnano Marchisio, Vidal, Giovinco, nella ripresa Quagliarella arrotonda il risultato. Ora diventa cruciale la sfida col Chelsea del 20 novembre.

La Juventus asfalta il Nordsjaelland. A Torino finisce 4-0. Gol di Marchisio, Vidal, Giovinco e poi, nel secondo tempo, di Quagliarella. È stata una Juve feroce, quella vista contro i malcapitati danesi. Con la bava alla bocca, come la scorsa stagione, quando sembrava una belva affamata di gol. Una belva stavolta ferita, dalla sconfitta con l'Inter. Con una voglia fisica di riscatto. Che ha preso a pallonate una squadra modesta, ma la stessa che all'andata, a Copenaghen, l'aveva costretta all'1-1. La serie di nove pareggi di fila in coppa è interrotta con un successo. Anche se il cammino nel gruppo E di Champions resta complicato. Sarà cruciale il prossimo impegno col Chelsea, che ha battuto al 94' lo Shakhtar Donetsk, a Stamford Bridge. I bianconeri restano terzi, dietro a inglesi e ucraini, appaiati un punto avanti. Per la certezza della qualificazione servono 4 punti nelle ultime due partite. La Juve ha fugato anche eventuali dubbi sulla sua condizione atletica. Ha pressato altissima. Ha azzannato gli avversari sin dalla loro area, e poi li ha tenuti a giocare in una sola metà campo, per 90'. Dominando senza pause.
  Arturo Vidal  dopo il gol, il settimo della stagione.



Lucianone

Politica - Stati Uniti / Obama rieletto "President of the Usa"

7 novembre 2012 - mercoledì      7th November / Wednesday  
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Corriere della Sera >
  • Esteri >
  • Elezioni Usa 2012


  • Usa 2012, Obama rieletto presidente
    «Finirò quello che ho iniziato»


    Vittoria nel decisivo Ohio,
    nel New Hampshire, nell'Iowa e nel Wisconsin
    I sondaggi non hanno tradito Gaggi Il compito è più difficile Aldo Cazzullo

    «Voglio dare ai nostri figli un'America sicura»

    08:35  ESTERI - Le prime parole di Obama dal palco di Chicago dopo la rielezione: «Crediamo in un'America generosa, compassionevole e tollerante. Torno alla Casa Bianca più forte di prima»

    Dove Romney ha sbagliato:
    con polemiche che gli sono rimbalzate contro

    Mitt Romney  aveva detto: "Con Obama finiremo come l'Italia".
    Il candidato repubblicano aveva rilanciato la sfida dopo la tregua
    per l'uragano e aveva chiamato in causa gli Stati europei in crisi.
    E aveva proseguito: "Se continuate a spendere 1.000 miliardi di
    dollari in più di quanto entra, l'America è sulla strada di una cri-
    si economica come quelle in Grecia, Italia e Spagna".

    Continua...to be continued...

    domenica 4 novembre 2012

    Ultime notizie - Latest news

    4 novembre 2012 - domenica     4th November / Sunday      visualizzazioni - 37.472

    Politica - Italia
    Grillo a Renzi: «Sei il fantasma di un ex sindaco»

    Grillo chiama Renzi «l'ebetino di Firenze» e accusa: «La città nei debiti». La replica: di economia Grillo nulla capisse".

    Il comico: «Lui in giro, la città nei debiti». La replica: "di economia nulla capisci"
    Video

    Politica - Italia /
    A "Che tempo che fa"
    L'imprenditore ironizza sulla vicenda dei licenziamenti Fiom ma di Marchionne dice: «è un grande ristrutturatore». Smentite le voci di discesa in campo in politica. «Alle primarie voterò Bersani»

    Politica  -  Stati Uniti
     Elezioni Presidenziali Usa 2012

    I COMIZI FINALI NEGLI STATI CHIAVE

    La gaffe di Romney in Ohio: «La vittoria
    di Obama è possibile, ma non probabile»

    Lo sfidante repubblicano fischiato nell'ultimo sondaggi. Sondaggi incerti. Il «Financial Times» appoggia Obama

    Mezza gaffe dello sfidante repubblicano a due giorni dal voto. «Perdere contro Barack Obama è possibile, ma non è probabile che il presidente uscente vinca le elezioni». A pronunciare queste parole è stato Mitt Romney, durante un comizio in Ohio, rispondendo ai sostenitori che hanno fischiato quando l'ex governatore del Massachusetts ha ipotizzato le conseguenze di un secondo mandato del democratico. Ma non solo. Obama incassa anche l'endorsement del Financial Times, che lo elogia per come ha affrontato la crisi economica.

    LO SPETTRO DEL 2000 - Romney, come Obama, è impegnato in una maratona in quattro Stati, per raccogliere gli ultimi voti degli indecisi. Il candidato sarà anche in Pennsylvania, uno degli Stati chiave, in cui la sua campagna elettorale ha deciso di investire milioni di dollari in spot televisivi nelle ultime settimane. Nessun repubblicano vince in questo dal 1988. Nel frattempo l'America appare più che mai spaccata in due. Soprattutto sul fronte dei sondaggi che si susseguono freneticamente in queste ore confermano che tra Barack Obama e Mitt Romney sarà un testa a testa fino all'ultimo voto. Una situazione che per molti ricorda troppo da vicino l'incertezza del 2000 nella sfida tra George W.Bush ed Al Gore con una conta all'ultimo voto.

    LA GUERRA DEI SONDAGGI - Sia quel sia, per quel che riguarda i principali swing state, quelli che assegnano più grandi elettori, Obama sembra resistere in Ohio (l'ultimo sondaggio Ipsos dice che guida di quattro punti), mentre in Florida è un sostanziale testa a testa. Romney sta però recuperando in alcuni blue state, quelli tradizionalmente democratici, come Pennsylvania e Michigan. Ma - e questo è quello che conta davvero - sul fronte dei grandi elettori il presidente americano appare al momento in vantaggio: secondo il sito specializzato RealClearPolitics.com - che fa una media di tutti i principali sondaggi - al momento il presidente ne avrebbe 290, 42 in più di Romney. E siccome per vincere servono 270 grandi elettori, Obama - a bocce ferme - avrebbe in tasca la vittoria

              Mitt Romney atterra in Ohio
    Lucianone

    sabato 3 novembre 2012

    Sport - calcio / Serie A - anticipi: Juve sconfitta, Milan vince bene

    4 novembre 2012 - domenica     4th November / Sunday      visualizzazioni - 37.485

    Milito implacabile, l'Inter rimonta
    La Juve non è più imbattibile

    TORINO, 03 novembre 2012

    Finisce 3-1 per i nerazzurri a Torino: bianconeri avanti dopo 18" con un gol irregolare di Vidal, poi nella ripresa la doppietta del Principe (primo su rigore) e Palacio nel finale portano la squadra di Stramaccioni a meno 1 dalla vetta


    La rabbiosa esultanza di MIlito allo Juventus Stadium. Forte
    La rabbiosa esultanza di MIlito allo Juventus Stadium. Forte
    L’Inter vince a Torino. Un risultato, il 3-1 in rimonta sulla Juventus, che è un urlo: i nerazzurri, ora a -1 in classifica, possono giocarsela, per lo scudetto, contro i campioni d’Italia. Perché battono una squadra che era imbattuta da 49 partite consecutive, di tre campionati diversi. E finora imbattibile, allo Juventus Stadium. Una doppietta di Milito e un centro di Palacio replicano alla rete di Vidal in apertura di gara. Che poteva essere una mazzata sulle ambizioni della squadra di Stramaccioni, anche perché arrivata grazie ad un fuorigioco non ravvisato di Asamoh, e che invece ha cloroformizzato la squadra di Conte. Mai visti così tanti colpi di tacco, ancor più gravi, perché gratuiti, degli innumerevoli passaggi mancati. La Juve una volta di più, ma stavolta con gli interessi, paga un reparto d’attacco apparso stasera inadeguato al contesto di squadra. Vucinic si è fatto male, Bendtner e Giovinco non hanno inciso, e dire che l’Inter non è stata ermetica. E la coperta, per una volta, è diventata corta. Le implacabili punte dell’Inter, quelle che la Juve non ha, hanno fatto la differenza.
    VIDAL GOL — La Juve parte col botto. Vidal segna dopo 18 secondi, deviando in rete a porta vuota, sul secondo palo, in anticipo su Nagatomo, il tiro-cross da sinistra di Asamoah. Ci sarebbe però posizione di fuorigioco del ghanese, sul tocco in verticale di Vucinic. Il guardalinee Preti non se ne accorge. E allora Juve in vantaggio. Con il sesto gol di Vidal, miglior realizzatore stagionale dei bianconeri. La Juve insiste, sfrutta lo smarrimento nerazzurro, e sfiora il raddoppio. Con un inserimento centrale in verticale di Marchisio al cui destro al volo risponde una prodezza di Handanovic.
    L'azione del primo gol della Juve: Asamoah è in fuorigioco. Ansa
    L'azione del primo gol della Juve: Asamoah è in fuorigioco. Ansa
    PALACIO SEGNA IN FUORIGIOCO — L’Inter si scuote. Con un sinistro alto di Cambiasso, ma soprattutto con il colpo di testa vincente di Palacio: ma l’argentino è in fuorigioco, sul cross da sinistra.
    GARA INTENSA — Il ritmo è alto. I rovesciamenti di fronte repentini. C’è però tanta frenesia, altrettanti errori negli appoggi, anche comodi. Le occasioni da rete non mancano. Cassano se la crea da solo, con un delizioso destro a girare dal vertice sinistro dell’area, palla a lato di un soffio. Mentre Vidal sfrutta un regalo della retroguardia ospite per sprintare verso la porta, ma Handanovic è di nuovo bravissimo. In mezzo c’è un altro episodio da moviola. Il fallo vistoso, anche se non intenzionale, sullo slancio, di Lichtsteiner su Palacio. L’arbitro Tagliavento non tira fuori il secondo cartellino giallo per lo svizzero, già ammonito. Alessio lo toglie dal campo. Dentro Caceres. All’intervallo la Juve è avanti. Ma ha sprecato l’occasione per chiudere la gara, in contropiede. L’Inter ha fatto la partita, contropronostico, ma gioco-forza, sotto di un gol.
    PARI MILITO — Si riparte con Bendtner al posti di Vucinic, acciaccato. La difesa dell’Inter è imbambolata, ma la Juve spreca ancora. Come Palacio, in contropiede, vanificando (palla alta) un tre contro due. Poi Tagliavento indica il dischetto per una trattenuta di Marchisio su Milito vista dal giudice di porta Orsato, che poi sarà bersagliato da oggetti lanciati dalla Curva Sud juventina, dietro di lui. Dal dischetto il Principe segna di potenza il sesto gol del suo campionato. Uno a uno. La gara si incattivisce. Si sentono tutti in credito per l’arbitraggio.
    DOPPIO MILITO E PALACIO — La Juve perde, con Pirlo, l’ennesima palla a centrocampo, e stavolta l’Inter, in contropiede, la punisce. Ancora con Milito, che trova la porta sguarnita sulla respinta di Buffon su Guarin, subentrato a Cassano, sfiatato. Bendtner, pessimo, non trova la porta vuota da posizione complicata, stavolta alla Juve il carattere non basta. E arriva anche il 3-1 di Palacio, dopo un'azione di contropiede conclusa dall'assist del giapponese per l'ex genoano. Esulta l’Inter, che non vinceva in campionato a Torino dal 2005. E ora festeggia un’impresa e ne sogna un’altra.
    (di Riccardo Pratesi - da la Gazzetta dello Sport.it)

    Il Milan è tornato
    Col Chievo finisce 5-1

    Terzo risultato ultile consecutivo dei rossoneri che passano con Emanuelson ma si fanno raggiungere subito da Pellissier. Poi arrivano i gol di Montolivo e Bojan. Nella ripresa sale in cattedra El Sharaarwy che segna l'ottavo gol in campionato e regala un assist a Pazzini



    Stephan El Shaarawy esulta con la squadra dopo l'ottavo gol in campionato. Ap
    Stephan El Shaarawy esulta con la squadra dopo l'ottavo gol in campionato. Ap
    Riecco il Milan. Riecco il gioco e l'entusiasmo. I rossoneri tornano alla vittoria rifilando un netto 5-1 al Chievo. Un gradino sopra gli altri Emanuelson e Montolivo, autori dei primi due gol. Ancora di più El Shaarawy, straordinario leader della squadra, ancora in rete (l'ottava volta) e uomo assist per Pazzini che chiude il conto. Serata perfetta anche per Bojan: sua la terza rete, ancora buona la sua prestazione. E pensare che dopo il gol di Emanuelson, Pellissier va subito in rete minando la fiducia dei rossoneri. Alla fine la cinquina punisce eccessivamente i gialloblù, ma mette d'accordo tutti; 7 punti nelle ultime tre partite rilanciano i rossoneri che adesso devono solo trovare la continuità. Quinto, terribile k.o. fuori casa, invece per il Chievo che non replica la prova della Primavera capace di battere qualche ora prima i pari età rossoneri con identico risultato.
    Urby Emanuelson scocca la palla dell'1-0. Ansa
    Urby Emanuelson scocca la palla dell'1-0. Ansa
    si torna al 4-2-3-1 — Con Bojan dal primo minuto e con Pazzini prima punta, Massimiliano Allegri rilancia il 4-2-3-1. Perché, dice il tecnico, senza Bonera la difesa più indicata è quella a quattro. In verità il modulo 4-2 e fantasia è il risultato di una sculacciata sul volo Palermo-Milano. Ma c'è anche la convinzione che quella con il Chievo sia una sfida da bivio. Nella desolazione di San Siro, termini del tipo "spareggio per non retrocedere" suonano sinistri. Ma la classifica la dice lunga. Corini cerca di ricompattare i suoi reduci da quattro sconfitte consecutive in trasferta, si affida all'esperienza di Pellissier e alla forma di Thereau con la spinta sulla fascia di Luciano.
    Riccardo Montolivo segna il 2-1. Afp
    Riccardo Montolivo segna il 2-1. Afp
    passa la paura — Milan avvisato e subito in partita con un buon ritmo. Il Chievo però prende le misure, con una manovra difensiva ben organizzata. E' facile intuire che è Emanuelson l'uomo più in palla del Milan. Corre senza limiti e gestisce in prima persona le migliori azioni offensive della squadra. Ed è proprio suo, al 16', il gol del vantaggio, un sinistro da fuori area con la leggera deviazione di Dramè. Ma dura poco la gioia dei rossoneri perché secondo la migliore tradizione, arriva il gol su palla inattiva. Corner e Pellissier con una torsione infila di testa, spalle alla porta, sotto la traversa. La bambola è a portata di mano e il Milan sbanda, abbassando addirittura il baricentro. E con il Chievo che spinge non resta che puntare al contropiede. Così al 36', dopo una prodezza di Abbiati su Thereau, arriva il 2-1. La ripartenza di El Shaarawy è spettacolare. Il Faraone regala palla a destra per Emanuelson il cui assist al limite viene capitalizzato da Montolivo con un rasoterra imparabile. Al 41' arriva il terzo gol, frutto di una nuova azione corale, finalizzata da Bojan che usufruisce di una deviazione di Dainelli.
    La felicità di Bojan Krkic. LaPresse
    La felicità di Bojan Krkic. LaPresse
    e anche il faraone — Montolivo che detta i tempi da leader e la formula Emanuelson-Bojan-El Shaarawy regala buoni frutti. Il Faraone inoltre dà buon esempio andando a recuperare palle nella fase difensiva, esaltando il suo talento. Corini dal canto suo ordina ai suoi di pressare; al 10' della ripresa sostituisce Luciano con Marco Rigoni. Fuori anche Dramè, abbattuto da una violenta pallonata al volto, calciata da Abate; lo sostituisce Stoian. El Shaarawy manca il gol con un rasoterra a fil di palo che nemmeno lui ci crede. Entra Boateng per Emanuelson, mentre Pellissier lascia il posto a Di Michele. Ma gioca solo il Milan che trova il quarto gol, meritatamente con il Faraone: spinta da due passi sull'assist di Abate. La conferma delle straordinarie capacità del ragazzino che non si ferma più. Forte e dotato di classe immensa. Vedi l'assist a Pazzini che chiude il conto nel recupero. Il Milan rivede la luce. Un poker per il rilancio: per battere il Malaga martedì in Champions e replicare domenica prossima ancora a San Siro contro la forte Fiorentina.
     (di Gaetano De Stefano  -  da la Gazzetta dello Sport)

    Commento di Lucianone
    Si è  chiusa alla fine la serie che sembrava interminabile delle vittorie
    juventine. Ma ora che è successo, come per tutte le cose che ci piaccio-
    no tanto e vorremmo non finissero mai, ci sembra impossibile. Oppure
    "it's not possible!", citando il tifo all'anglosassone.
    E' stata comunque la fine di una serie positiva di 49 risultati senza sconfitte
    che prima o dopo era prevedibile prima di dicembre o di Natale, in quanto si
    vedeva spesso, ultimamente, traballare in difesa una Juve distratta che un pò
    ricordava quella di 2 anni fa. Ma erano solo rari momenti in mezzo a partite
    molto aggressive e arrembanti, soprattutto a centracampo e sulle fasce.
    Quello che è mancato con l'Inter è stato appunto il centrocampo e la mancanza
    di un vero bomber nella zona d'attacco. E' mancato, dopo il rigore di Milito, il
    gioco d'insieme, la velocità sulle fasce e lo spirito di rimonta che altre volte
    aveva animato la squadra di Conte, e forse si sente proprio la mancanza del
    tecnico in panchina: da lì magari avrebbe dato alla squadra la giusta sterzata!

    Lucianone

    Appuntamenti - musica jazz

    3 novembre 2012 - sabato      3rd November / Saturday        visioni post - 10

    Sabato 3 novembre, ore 21:00
    Al 'Paprika' di Dalmine (Bg)
    Andrea Dulbecco  e il suo trio
    (ingresso 7 euro)
    Sabato 3 novembre, ore 21:00
    Al  jazz club
    'Blue Note' di Milano, via Borsieri, 37
    Jacky Terrasson Trio
    con Terrasson / piano, Burniss Earl Travis / contrabbasso,
    Justin Faulkner / batteria
    (ingresso:  27/32 euro) - tel. 02.69016888
    Venerdì 16 - sabato 17 novembre
    Auditorium Same - Treviglio (Bg), ore 21:00
    "Concorso nazionale giovani talenti /
    Jazz Gruppi Città di Treviglio - VI Edizione"
    Sei anni di bella musica, alla scoperta di
    astri nascenti del jazz italiano.
    Da New York JOYCE YUILLE, vocalist jazz
    in concerto, con Stefano Calzolari / Pianoforte
    e Daniele Comoglio / Sax
    (ingresso libero)
    Bando www.jazzclubbergamo.com
    Venerdì 30 novembre, ore 21.30
    Ristorante 'Il Pianone'  Bergamo Alta
    CONCERTO - Giovanni Colombo / piano,
    Desiree de Silva / vocalist
    Ore 22:00 - Altre novità musicali a sorpresa
    /ingresso libero)

    Live - Al Paprika, in trio con Maxx Furian e Michele Tacchi
    Dulbecco, un genio per il vibrafono jazz
    Usato per decorare le sonorità di un pezzo, a poco a poco
    il vibrafono ha trovato spazio nel jazz, imponendosi come
    voce solista dalla raffinata melodia.    Un suono pulito e 
    vibrato più o meno lungo, che si estende come un'ombra
    sul terreno del jazz contemporaneo. -
    Il vibrafonista Andrea Dulbecco, al Paprika di Dalmine,
    con l'omonimo trio, suona brani tratti da "Sunday Afternoon",
    realizzato per la Abeat Records  insieme a Marco Micheli, Ste-
    fano Bagnoli e Luca Gusella. Ulyima produzione discografica
    del trio, contiene dieci tracce dalle atmosfere decise, ma mai
    ingombranti.




    Lucianone

    venerdì 2 novembre 2012

    Libro / intervista - Psichiatria: le allucinazioni di Sacks

    2 novembre 2012 - venerdì      2nd November / Friday                           visioni post - 21   
                                                                                                            
    Oliver Sacks: "Nel mio ultimo libro 'Hallucinations' 
    vi racconterò  le mie visioni/allucinazioni"
    Il 6 novembre esce il nuovo libro del neurologo, autore di
    "Risvegli" (da cui era stato tratto anche il film).
    Dopo le "confessioni psichedeliche", Sacks ha rilasciato
    un'intervista  psicologica.

    (da 'la Repubblica' - Salute / 23 ottobre 2012 )
    Allucinazione è inganno del cervello, prendere per reale un oggetto visivo o sonoro
    che non esiste. Lo psichiatra Henry Ey l'ha definita "una percezione senza oggetto
    da percepire". Nei manuali è catalgata tra i disturbi della percezione.
    E 'Hallucinations' è l'ultima fatica letterario-scientifica del neurologo-star Oliver Sacks
    che uscirà negli Stati Uniti il 6 novembre ed è già in offerta sui principali siti editoriali
    per la prenotazione.
    La tesi di Sacks è che l'allucinazione non è prerogativa dei "matti": esistono vari tipi
    di allucinazioni non psicotiche. Fa parte di noi, della condizione e della storia umana (in
    varie culture l'uso di piante o sostanze allucinogene era ricercato).
    Sul New Yorker  di agosto (ne ha parlato Repubblica il 22 agosto) una meditazione
    confessione di Sacks anticipava gli aspetti più personali del libro, gli anni (i favolosi '60)
    delle sue esperienze 'psichedeliche' e della sua dipendenza.
    Ora altri particolari emergono nell'intervista ("Che cosa ho imparato dalle mie allucina-
    zioni") al neurologo britannico, autore di 'Risvegli', 'L'occhio della mente', 'L'uomo che
    scambio sua moglie per un cappello'.
    L'intervista (di Jean Francois Marmion per la rivista francese Le Circle Psi) apparirà,
    tradotta, sul numero di novembre del bimensile Psicologia contemporanea, diretta da
    Anna Oliverio Ferraris.
    Racconta Sacks: "Io avevo forti tendenze autodistruttive, al punto
    che i miei amici non credevano che sarei vissuto fino ai 30-40 anni...".
    E poi aggiunge: "In questi quasi 50 anni ho oscillato tra la dipenden-
    za dalla psicoanalisi e quella dai trattamenti farmacologici".
    Sacks riparte da problemi personali (come in vari suoi libri) parlando
    delle sue disfunzioni della percezione visiva:  fin da piccolo non rico-
    nosce luoghi e volti. Da ragazzino "per strada mi perdevo molto fa-
    cilmente, a scuola non riuscivo a riconoscere i compagni: attribuivo
    tutto a sbadataggine , non pensavo a problemi percettivi..."


    Quando, dopo 35 anni di distacco, ha rivisto il fratello in Australia
    ed ha saputo che aveva le sue stesse difficoltà si è chiesto se non
    si trattasse di un fatto genetico. "Ora ho imparato a conviverci...:
    spesso è la mia assistente Kate che riconosce le persone al posto
    mio... mi evita di abbracciare degli sconosciuti!".
    Ma sei anni fa, in un cinema alla vigilia di Natale, "prima che co-
    minciasse il film, ho visto improvvisamente come un'esplosione di
    luce da una parte dell'occhio". Dopo due giorni la diagnosi: mela-
    noma all'occhio. I medici decisero di eliminare il tumore sacrificando
    anche la retina: dal 2009 il suo occhio è pieno di sangue ma sembra
    che il tumore si sia arrestato. Ma seguarda uno spazio vuoto, come
    ad esempio un soffito, "ho una lacuna nel campo visivo, e sono inva-
    so da allucinazioni, in particolare da motivi geometrici".
    Ma perchè il cervello nel momento iin cui non può trattare le informazio-
    ni provenienti dal sistema visivo produce allucinazioni?  Sacks sostiene
    che le aree visive del cervello sono sempre attive.   In alcuni casi si stimo-
    lano da sole... "Nelle allucinazioni più complesse delle mie percepire e im-
    magire sono la stessa cosa per il cervello.   Quando si hanno allucinazioni
    di volti di persone, ad esempio (non è il mio caso!) le zone del cervello de-
    stro utilizzate normalmente per riconoscere i volti sono in superattività.
    Sia dal punto di vista fisiologico che fenomenologico le allucinazioni com-
    plesse assomigliano quindi enormemente alle percezioni, e possono essere
    considerate come tali, a torto, dal soggetto".
    Il neurologo britannico spiega la distinzione tra le sue allucinazioni musicali
    (ne ha parlato in Musicofilia: esclusivamente la musica di Chopin si trasfor-
    mava  per lui in martellamento metallico). e quelle visive. Con Chopin il pro-
    blema era "la perdita di senso della tonalità a causa di una emicrania".
    Nel suo specifico caso  le cause sarebbero l'uso di troppi medicinali e, con-
    fessa, "permettere ai miei sentimenti di invadermi completamente".
    Il nuovo libro, Hallucinations, spiega Sacks, distingue  questi tipi di alluci-
    nazioni da quelle tipiche della schizofrenia (le "voci" che danno ordini...). - 
    Persone con emicrania possono semtire odori strani, vedere archi di luci ab-
    baglianti o minuscole, lillipuziane figure di uomini  o animali: gli ipovedenti
    si  possono  paradossalmente  immergere  nella  vista  di  un  mondo
    fantastico allucinatorio: chi ha forti febbri può vedere macchie di colori,
    volti meravigliosi o terrificanti; c'è chi è visitato dai defunti e chi ha crisi
    mistiche.  E certe allucinazioni possono derivare da deprivazioni, intossi-
    cazioni, lesioni, malattie, farmaci. - "Quando una volta mi è accaduto di
    fare dei sogni strani dopo un viaggio in Brasile, il mio psicanalista (Sono
    in analisi da 46 anni! Siamo invecchiati insieme, lui e io...)   mi ha detto:
    lei ha fatto più sogni strani  in queste due settimane che negli ultimi 20
    anni. Che cosa sta succedendo? Niente di particolare, ho pensato io, poi
    mi sono reso conto che in quel periodo assumevo un medicinale che, tra
    gi effetti collaterali, comportava quello di provocare sogni particolari o
    allucinazioni, Il mio è senz'altro uno psicoanalista molto attento!".

    Lucianone

    Politica - Esteri / Scozia verso l'indipendenza

    2 novembre 2012 - venerdì      2nd November / Friday      visioni post - 11

    Scozia - Sempre più voglia di secessione
    Salmond e Cameron hanno firmato l'intesa per l'indipendenza della
    Scozia. -  La decisione potrebbe rappresentare l'inizio della fine  del
    Regno Unito. - Fra due anni il referendum.

    (dal 'Corriere della Sera' - 16 ottobre 2012 . di Fabio Cavalera)
    Senza acrimonia e come vecchi amici , David Cameron e Alex
    Salmond si sono stretti la mano  a Edimburgo per ratificare il 
    patto che porta dritto  al referendum per l'indipendenza della
    Scozia: si voterà nell'autunno del 2014 e si esprimeranno an-
    che i sedicenni. La posta in gioco è sicuramente storica ma il
    premier britannico e il leader scozzese si sono comportati co-
    me due gentiluomini  evitando di drammatizzare  e trovando
    un punto di mediazione. Cameron ha dovuto cedere sia sulla
    data  (avrebbe preferito anticiparlo  per non dare tempo alla
    propaganda  secessionista  di acquisire proseliti) sia sull'al-
    largamento della base elettorale (le percentuali dei giovani
    favorevoli al distacco da Londra sono in crescita).
    Salmond, che è il numero uno dello 'Scottish National Party',
    si è invece piegato sul quesito che sarà uno solo e secco:  si
    o no al Regno Unito. Gli sarebbe molto piaciuto inserirne un
    secondo, una sorta di scappatoia, sui maggiori poteri  da de-
    volvere a Edimburgo: se non separazione, più devoluzione.
    Furbo e abile, AlexSalmond sa infatti che la maggioranza
    dei suoi concittadini e compatrioti è nazionalista  ma non
    indipendentista, che vuole più autonomia ma non l'addio
    traumatico.  Con due quesiti referendari avrebbe comun-
    que vinto la partita.   Con un quesito, e per giunta tanto
    chiaro, la scommessa di Salmond diventa un azzardo. Ma
    lui confida: anche alle elezioni nel 2011 era dato per per-
    dente, poi nelle ultime settimane mise al tappeto laburisti,
    liberaldemocratici, conservatori, la schiera degli "unioni-
    sti", e vinse nella sua Scozia divenendone "First Minister".

    Il referendum sarà completamente "made in Scotland".
    Londra e Edimburgo  per qualche settimana  hanno alzato
    un pò la voce sul diritto scozzese di organizzare òla consul-
    tazione lasciando Westminter fuori dai giochi.. E alla fine
    il compromesso è stato che il parlamento britannico appro-
    verà un legge che "garantisce a Holyrood"  (la vecchia re-
    sidenza dei monarchi scozzesi) "il potere di tenere un refe-
    rendum sull'indipendenza con un'unica domanda".
    Cameron e Salmond hanno siglato l'accordo quadro ma
    l'organizzazione e la data (probabile l'ottobre 2014) sa-
    ranno di competenza esclusiva delle autorità scozzesi.
    Due anni di campagna elettorale sono lunghi e i toni
    per provare a cancellare gli "Atti di Unione" del 1707
    si accenderanno.


    Per il momento prevale il 'fair play'.  David Cameron sottolinea
    che "questa era la decisione giusta da prendere", la maggioranza
    degli scozzesi ha dato la preferenza a un partito che insisteva per
    la consultazione e "io faccio in modo che si svolga e sia legale".
    Alex Salmond  parla di "passo decisivo nel viaggio verso l'auto-
    governo di una florida, progressista e indipendente Scozia".
    Le intenzioni di voto per la separazione non superano  a oggi il
    32/35 per cento.
    Abbasso Londra, viva Londra. Alex Salmond porta a casa il re-
    ferendum che aveva promesso, ma se perde si ritrova con un pu-
    gno di mosche in mano: che farà dopo?  David Cameron, sulla
    carta, ha la prospettiva di passare alla storia (evento poco pro-
    babile) come l'ultimo premier del Regno Unito.
    Ed Miliband, leader laburista, ha pure di che preoccuparsi per-
    chè, se la Scozia  (bacino di consensi  per il suo partito)  se ne 
    va, A Westminster lui si ritrova una maggioranza tory per altri
    30 anni.   Sarà un referendum interessante per molte ragioni,
    storiche e politiche. Tranquilli i Windsor: i secessionisti hanno
    giurato che non abbandoneranno il Commonwealth e che Eli-
    sabetta manterrà la posizione di capo di Stato.
    Comunque finirà: God save the Queen.

    Lucianone

    giovedì 1 novembre 2012

    Sport - calcio /Serie A - 10^ giornata 2012/13

    2 novembre 2012 - venerdì       2nd November / Friday

    Risultati delle partite di mercoledì 31 ottobre
    Cagliari   4         Inter            3        Torino   1       Udinese   2  
    Siena       2        Sampdoria   2        Lazio     1       Catania    2

    Atalanta   1       Chievo       2         Juventus   2    Parma     3     
    Napoli      0       Pescara      0         Bologna    1    Roma      2     
                                                                                                          
    Palermo   2                          Genoa          0
    Milan       2                          Fiorentina    1
    (giocata martedì 30 ott.)        (giocata giovedì 2 nov.)

    Classifica della Serie A
    Juventus   28  /  Inter  24  /  Napoli   22  /  Lazio  19  /  Fiorentina  18  /
    Parma   15  /  Roma, Cagliari  14  /  Udinese  13  /  Atalanta, Catania  12  /
    Milan  11  /  Torino, Samp, Chievo  10  /  Genoa  9  /  Palermo, Pescara  8  /
    Bologna  7  /  Siena  3

    Commento di Lucianone
    continua... to be continued