sabato 5 maggio 2012

Sport - calcio - Serie B / 39^ giornata

6 maggio 2012 - domenica      6th May / Sunday      visioni del blog - 6


Risultati delle partite (giocate sabato 5 maggio)
Ascoli - Empoli   1 . 1
Brescia - Varese   1 - 2
Cittadella - Bari   1 - 0
Grosseto - Pescara   2 - 4
Gubbio - Juve Stabia   (lunedì, ore 19)
Nocerina - Albinoleffe   1 - 0
Sampdoria - Reggina   2 - 1
Sassuolo - Crotone   2 - 0
Torino - Padova   (lunedì, ore 21)
Verona - Livorno   1 - 0
Vicenza - Modena   2 - 1


Classifica

Squadra
Pt
CFTCFTRFRC
GVNPGVNPGVNPM.I.RSRSRSTRTR
Pescara74181323201037382351004220423284526575
Torino7318134119865372110603113181249251133
Sassuolo732010731810623820135-52312271650289798
Verona73201442198383922710-63114242555393277
Varese651985620106439181110-122016302150374333
Sampdoria6420983197843916167-152811211649277443
Padova6019955198473817912-1622233027525032109
Brescia56208481977539151113-232324211744417354
Reggina54199642056939141213-233224272559491010104
Juve Stabia531910631956838151211-193120192450446466
Modena48198652039839111513-292825192947549833
Grosseto48205871967639111513-312532202345557542
Cittadella4720839195593913818-322730192746576664
Crotone46197752048839111513-293024212951535476
Bari461941052093839131313-251819232441433287
Ascoli43207581966739131115-292119212542443385
Empoli39197571934123810919-372530162541552174
Livorno38194510195683891118-382026222242487542
Nocerina372055101945103991020-42273621314867141164
Vicenza3720569193793981318-421624203536597432
Gubbio31196671914143871021-452222143936613387
Albinoleffe25183692024143851023-4917301935366512863

  • Note: 
    Crotone 2 punti di penalizzazione                 
    Juve Stabia 4 punti di penalizzazione
    Ascoli 7 punti di penalizzazione
    Bari 6 punti di penalizzazione
  • Gubbio, Juve Stabia, Torino e Padova hanno
  • una partita in meno



Pescara, spettacolo e primato
con Insigne scatenato.

L'AlbinoLeffe scende in Lega Pro

La squadra di Zeman vince 4-2 a Grosseto e, in attesa di Torino-Padova, ritrova la vetta. Bene Sassuolo e Verona. I seriani, battuti a Nocera, retrocedono
La trentanovesima giornata di serie B propone otto partite in questo sabato. Il turno si completerà domenica con Sampdoria-Reggina (12.30), mentre lunedì si giocheranno Gubbio-Juve Stabia (19) e Torino-Padova (ore 21). 


ASCOLI-EMPOLI 1-1 Al termine di una partita ricca di emozioni Ascoli ed Empoli pareggiano. Risultato sostanzialmente giusto e frutto soprattutto di un primo tempo motlo combattuto. Nell’Ascoli privo dello squalificato Giovannini, Silva preferisce Ciofani ad Andelkovic e parte dalla panchina Parfait. Nell’Empoli out per squalifica Valdifiori e per infortunio Moro. Predominio bianconero in avvio, ma a passare in vantaggio è l’Empoli con Tavano che al 14’, approfitta di un rimpallo, si infila nella sorpresa difesa avversaria e insacca su Guarna in uscita. Pericolosa la squadra toscana ancora al 19’ con un calcio di punizione dal limite di Maccarone parato da Guarna. L’Ascoli reagisce e manca il pari Papa Waigo al 22’ quando manda alto di testa un gran cross di Pasqualini. Due minuti dopo a fallire la rete è Soncin che colpisce debolmente sotto porta e Dossena si ritrova il pallone di mano. Alla fiera dell’errore partecipa al 26’ anche Maccarone, che a un metro dalla porta manda incredibilmente alto su cross di Tavano. L’attaccante va al tiro anche al 41’: supera Guarna, ma sulla linea salva Peccarisi. Il pareggio dell’Ascoli arriva al 46’. Lo firma Sbaffo con un destro al volo dal limite su cross da sinistra di Pasqualini. Stesse formazioni alla ripresa, che si apre con due palle gol per l’Ascoli: prima Dossena si oppone a un colpo di testa di Scalise e poi finisce di poco a lato un sinistro a giro di Sbaffo. Al 24’ ancora Ascoli al tiro con Papa Waigo, Dossena para. Miracolo di Guarna al 36’ quando si oppone a un sinistro di Tavano. L'ultima occasione è per l’Ascoli nel recupero. Punizione da destra di Pederzoli, testa di Gerardi (subentrato poco prima a Papa Waigo) e palla che sfiora il palo. (Peppe Ercoli)




BRESCIA-VARESE 1-2 Era stata ribattezzata una sfida da dentro o fuori. Il Varese la vince e mette un bel mattone nella corsa playoff, il Brescia pur senza demeritare perde e saluta definitivamente la corsa promozione. Lo spareggio playoff più atteso della giornata si gioca su un campo inzuppato dalla pioggia caduta sino a dieci minuti dall'inizio del match. Parte meglio il Varese, che senza De Luca, in tribuna, avanza Cacciatore a centrocampo ma sfonda soprattutto sugli esterni, sfruttando l'assenza di Zambelli e Daprelà tra i padroni di casa. La prima occasione è dei biancorossi con Zecchin, inarrestabile. Al 10', al primo affondo, passa invece il Brescia. Jonathas si traveste da assistman e pesca l'inserimento di El Kaddouri, che taglia in due la difesa e fredda Bressan, bravo in uscita al 17' su Piovaccari e al 26' su Rossi (con i pugni) prima di dover lasciare le chiavi della porta a Moreau per infortunio. Il Varese fa la partita, il Brescia si difende. Terlizzi al 23' non concretizza in area dopo un flipper, al 30' Granoche manda alle stelle su cross di un imprendibile Rivas. Proprio da quest'ultimo, quasi in chiusura di tempo, nasce l'azione del pareggio: l'ex Bari sfonda sulla sinistra e serve al centro l'accorrente Zecchin per il gol dell'1-1. Continuano a insistere gli ospiti nella ripresa. Al 7' indecisione della difesa del Brescia, Granoche a porta vuota alza sopra la traversa. Poi le rondinelle si risvegliano. Diventa protagonista l'arbitro Nasca, peggiore in campo (nel primo tempo, dubbio contatto in area bresciana tra Zoboli e Granoche): al 17' è netto il rigore su Piovaccari. Per tutti, non per lui. Il Brescia pressa, il Varese tiene e passa al 31' su penalty - stavolta giusto - trasformato da Terlizzi dopo un ingenuo fallo di mano di Caldirola sugli sviluppi di un corner. Finale coraggioso e arrembante dei biancoblù, ispirati dal neo entrato Cordova. Moreau gli dice di no una volta, Jonathas lo grazia da pochi passi. A tempo scaduto, dubbio fuorigioco fischiato a Piovaccari che insacca. Vince il Varese del grande ex Maran. Il Brescia se la prende con la sfortuna, le assenze e l'arbitro. (Luca Bertelli)
Lucianone

Società - Italia / I drammi della crisi finanziaria

6 maggio 2012 - domenica      6th May / Sunday        visioni del post - 17

Si allungano sempre di più i drammi dovuti 
alla crisi finanziaria in Italia
Due tragedie in un giorno
IN fin di vita a Napoli dopo aver ricevuto una cartella esattoriale. Ore di lavoro ridotte, 47enne suicida: 

lascia moglie e due figli.

CRONACHE Gravissimo il 72enne di Pozzuoli. Il biglietto: «La dignità vale più della vita». De Magistris: «Via Equitalia da Napoli»


L'officina dove si è sparato il 72enne di Napoli


Deve 15 mila euro al Fisco, si spara
E un precario disperato si toglie la vita

A Napoli, un 72enne si spara in testa, è gravissimo. E un precario a Enna si impicca per la riduzione delle ore di lavoro.

MILANO- Due gesti disperati a causa della crisi nello stesso giorno. Un uomo di 72 anni , ora in fin di vita, ha tentato il suicidio a Napoli sparandosi alla testa, dopo aver ricevuto una cartella esattoriale. E un precario di 47 anni si è impiccato nel garage della sua villetta dopo essersi visto ridotto le ore di lavoro nella ditta per cui lavorava. Due tragedie che si consumano, all'indomani del sequestro- concluso in modo non violento- diLuigi Martinelli, l'ex imprenditore del bergamasco che armi in pugno per 6 ore ha tenuto in ostaggio un impiegato dell'Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia.

LA LETTERA E L'INCREDULITA' DEI PARENTI - «La dignità vale più della vita di un uomo». Pietro Paganelli, 72 anni, lo ha scritto nel suo biglietto d'addio. Lo ha lasciato lì, nell'officina dove ha lavorato per una vita e dove stamattina si è sparato un colpo di pistola alla tempia. I medici non hanno dubbi: «Non c'è nulla da fare, non ha speranza di sopravvivere». E così Paganelli non ha retto. Non ha retto di fronte ad una cartella esattoriale arrivata a lui, mesi fa, di 30mila euro, poi dimezzata a 15mila. E non ha retto quando gli è arrivata l'ennesima brutta notizia dal fisco. Una notizia che l'ha turbato, tanto, ha raccontato la famiglia ai carabinieri. Un'altra cartella esattoriale, questa volta per il figlio che viveva con lui, di 11mila euro. E ora, davanti all'ospedale Loreto Mare, dove Pietro Paganelli è ricoverato in coma nel reparto di rianimazione, sua sorella, suo fratello, non fanno che ripeterlo: «È allegro, forte, ama la vita». Certo, aggiungono, «era preoccupato, come chiunque riceve cartelle esattoriali». Ma da qui ad uccidersi, «no, non ce l'aspettavamo». Ed infatti, sabato mattina, quando la moglie e il figlio 39enne, meccanico che aveva rilevato la sua attività, una officina dove si riparavano barche, non lo hanno visto già alle sei, non si sono immediatamente preoccupati. Del resto il sabato lui aveva questa abitudine: prendeva la barca e si dedicava al mare, la sua grande passione.
IMPICCATO IN UN GARAGE A ENNA - Ma il gesto estremo di Paganelli non è stato l'unico riconducibile agli effetti della crisi. A Troina, in provincia di Enna, un uomo di 47 anni, Gaetano Trovato Salinaro, si è impiccato nel garage della sua villetta. L' uomo era precario da sempre e ora la piccola ditta dove lavorava gli aveva anche ridotto l'impegno. Salinaro, 47 anni, di Troina, sposato e padre di due figli di 9 e 4 anni, ha lasciato quattro biglietti per spiegare il suo gesto. Da mesi era sconfortato perché‚ cercava, inutilmente, un lavoro stabile. La riduzione di orario e di salario lo avevano gettato nello sconforto. A scoprire il corpo è stato il suocero che da tempo sosteneva economicamente la famiglia.

iL CARDINAL SEPE: «NON RESTARE IMMOBILI» Il commento a caldo sulla vicenda di Napoli arriva dall'arcivescovo della città partenopea, Crescenzio Sepe: «Queste che ho chiamato morti bianche sono una tragica realtà davanti alla quale non possiamo rimanere impassibili». «C'è bisogno che ognuno si interroghi sulle cause e sui perchè della situazione che si sta creando - e ho richiamato tutte le istituzioni responsabili di una situazione che è certamente di crisi ma che non può arrivare a conseguenze così dolorose e drammatiche come quelle che stiamo 
vivendo».

VIA EQUITALIA DA NAPOLI - Dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris arriva invece il monito:«bisogna stare attenti all'effetto emulazione». E non solo. Il primo cittadino annuncia anche che da gennaio 2013 Equitalia non lavorerà più per il Comune di Napoli. «Stiamo lavorando alla creazione di una nuova struttura di riscossione con l' Anci - ha detto De Magistris - che possa gestire l' intera riscossione», ha aggiunto il sindaco di Napoli. E ancora: «Bisogna creare reti di solidarietà verso chi soffre di più ma stare attenti a meccanismi psicologici pericolosi». «Al governo - ha proseguito De Magistris- stiamo rivolgendo continui appelli perchè riveda la sua politica economica. Nelle città del Sud, come in quelle del Nord, si sta soffrendo troppo e siamo preoccupati perchè non vediamo segnali importanti su lavoro e crescita, ma solo tagli che producono ancora miseria, diseguaglianza e conflitto sociale».
(Notizie riprese da Il Corriere della Sera. it / Redazione Online)

 Commento  ( di Lucianone)
Diventa sempre più pesante e allungato il numero
di quelle persone che non ce la fanno a sopportare
il peso di questa crisi rampante. E non sono solo
imprenditori  e  piccoli imprenditori, come    fino
a ieri o l'altro ieri era avvenuto. Si tratta adesso
anche di gente comune che fa  fatica a tirare avanti.
Ma se in Italia e nel Veneto in particolare, si contano
queste morti tragiche come strascico inevitabile di
una crisi economica-esistenziale    che sembra non 
avere fine, come sarà negli altri paesi europei?
Avverrà qualcosa del genere anche in Spagna, 
Grecia o Portogallo che sono i nostri più prossimi
parenti della super crisi?    Si spera proprio di no.
Ma intanto dobbiamo guardare nella nostra casa
e riparare al più presto quelle crepe profonde non
solo a livello economico ma nello spirito e quindi
nell'animo sempre più  (è un "più" angosciante) 
allo scoperto.
Probabilmente il tutto della crisi attraversata dal
continente europeo si deve ricercare al di là della
singola nazione, ma è proprio la mancanza di un
progetto unitario prima ancora di aver costruito
l'euro che ha fregato la maggior parte dei cittadi-
ni d'Europa.  E' stato il Mostro Euro  che con il so-
stegno della speculazione finanziaria internazio-
nale  ha mietuto e sta mietendo vere vite umane.
Tornare indietro si può?       Dipenderà in buona 
parte dal cambiamento di rotta che si registrerà
in Francia: Hollande meglio di Sarkozy ? Sembra
proprio di sì.  Ma saranno i fatti a dirlo, come al
solito.   E poi, la Merkel tedesca perderà o no le
sue prossime elezioni? Sarà meglio di sì, chiaro.
Ma non sono le persone in sè che contano, ma
le idee nuove che metteranno in campo per una
crescita vera, non finta, per un occupazione gio-
vanile autentica, per uno sviluppo sostenibile
e non selvaggio finanziario-sfruttatore dove il 
ricco predomina (come è stato fino ad oggi).
Insomma cambiare il sistema in qualcosa che
tenga conto di eliminare privilegi, povertà ed
estrema povertà in un mondo globalizzato in
cui tutto ciò non è semplice, ma è però vitale
per la sopravvivenza non solo del rimanente
di democrazia che ancora abbiamo ma delle
stesse persone che patiscono queste sofferenze
e di quelle che potranno patirle domani e dopo-
domani.

Lucianone

venerdì 4 maggio 2012

Finanza/economia - Italia / La crisi finanziaria: lavoro e stipendi

4 maggio 2012 - venerdì    4th May / Friday      visualizzazioni - 15.622
                                                                                        totali
Stipendi in Italia
L' eurostat ha calcolato le retribuzioni medie - Peggio
di noi solo Malta, Portogallo, Slovenia e Slovacchia.
Donne e giovani si confermano il tallone d'Achille
del nostro Paese.
Neolaureati favoriti in Germania.


Se ci fosse un'agenzia di rating degli stipendi ci
avrebbe già declassato. Secondo i dati dell'Eurostat,
il braccio operativo    statistico  della  Commissione 
di Bruxelles, in Italia lo stipendio medio lordo, com-
prensivo di tutti gli accessori, dalla tredicesima agli
straordinari, è di 23.406 euro annui contro i 41.000
euro della Germania. In altre parole lo spread degli
stipendi tra l'Italia e la Germania è del 43,05 %:
questa è la differenza che separa i salari medi tede-
schi da quelli del nostro Paese.
I dati sono contenuti nel recente "Labour Party Statistics"
Retribuzioni
  -  Anche i Greci prendono di più 
 /-  Siamo quintultimi in Europa.
L'Italia è quintultima in Europa nella classifica delle
retribuzioni lorde. Su livelli inferiori ci sono solo quelle
di Malta, portogallo, Slovenia e Slovacchia. 




Continua... to be continued...





giovedì 3 maggio 2012

Economia - I costi della politica: tutto sulle AUTO BLU

3 maggio 2012 - giovedì        3rd May / Thursday                             visione post - 12

Dove fare i tagli alla spesa pubblica: 
cominciando dalle Auto Blu
Oltre due miliardi l'anno per 64.500 vetture
con record in Sicilia, Trento e alla Asl di Napoli.
I primi numeri ufficiali del monitoraggio (febbraio)
della Funzione Pubblica su amministrazioni
centrali e locali.

Ci sono regioni come la Sicilia che da sole possiedono
più auto blu di Lombardia, Liguria e Veneto messe in-
sieme. O Asl come Napoli 1 che di mezzi immatricolati
ne vanata ben 66. Ma non è una deriva meridionale,  se
è vero che la provincia autonoma di Trento vola a quota
184. E' una flotta immensa: le 72 mila auto blu del 2010, 
dopo i tagli sono diventate 64.524. Ma costano allo Stato
2 miliardi 150 milioni di euro, tra gestione  e personale 
addetto.  - I primi numeri ufficiali li offre il monitorag-
gio della  Funzione pubblica, risultato  di mesi di ricer-
che e pressing (spesso insistente) sugli enti locali.
Dice il ministro Filippo Patroni Griffi: "Devono diven-
tare auto di servizio e non più status symbol". E intanto,
alla celebrazione dei Patti lateranensi, 8 ministri si pre-
sentano a bordo di tre auto.  Davvero il 'car sharing' del 
buon esempio.
I costi  - 1,5 miliardi per addetti e autisti
                   - 60 mikioni per acquisti nel 2010
Mantenere le auto blu nel 2010 (ultimo anno di rilevamento)
è costato oltre 2 miliardi 150 milioni di euro.    Quell'anno i 
mezzi erano ancora 72 mila.   E tanto bsta, con una semplice 
divisione,  per scoprire come  per mantenere ciascun mezzo
 si spende in Italia poco meno di  30 mila euro l'anno (29.861). 
E non cìè da stupirsi, se è vero che i costi ammontano a 650
milioni l'anno per la sola gestione del parco.    Ma il piatto
forte è il personale, stimato in 35 mila unità, di cui solo 14
mila autisti, che fanno lievitare la spesa  di 1,5 miliardi.
Nel monitoraggio, non sono stati inclusi i costi delle auto-
vetture utilizzate  per ragioni  di sicurezza  o   con targhe
speciali (corpi di Polizia,  vigili urbani e altro). 
E si continua a comprare. Nel 2010  si è speso 60 milioni 
di euro  per  acquistarne  di nuove: oltre 4.600.    Con un 
esborso che si è aggirato attorno ai 13 mila euro per ogni 
mezzo.
Lista nera  -  Provincia trentina con 184 veicoli
                             -    66 all'azienda sanitaria campana 
La Provincia di trento è una delle amministrazioni che
non ha risposto ai questionari della Funzione pubblica:
il Ministero ha dovuto condurre ricerche  autonome  - 
raccontano dal dicastero  -  per scoprire che l'ente auto-
nomo di auto blu però ne vanta ben 184. 
Ma la lista nera delle amministrazioni che non hanno
inviato dati e che possiedono più di 10 auto è lunga. Ed
è guidata da una delle più grandi Asl, la Napoli 1, con
66 mezzi.     Seguita dal comune di Alcamo in Sicilia, 
una popolazione di 46 mila abitanti   e 31 autovetture  
al servizio dei suoi amministratori.  Ma d'altronde la
Sicilia  da sola impiega  tanto auto quante altre 3 re-
gioni insieme e per latro non piccole come Lombardia,
Veneto e Liguria.  L'ente Regione (sempre in Sicilia)
impiega 150 auto, oltre 2 mila se si aggiungono comu-
ni e Asl.  Dal monitoraggio spiccano poi comuni picco-
li ma forniti, come quello di  Acri con 18 auto e San 
Severo con 17.  . Nel 2010 i Km percorsi erano 850.


Continua... To be continued...