giovedì 1 marzo 2012

MUSICA - Ricordo di LUCIO DALLA

2 marzo 2012  -  venerdì          2nd March / Friday            visioni del post - 17

E' scomparso improvvisamente giovedì mattina 
il grande maestro/cantautore/artista italiano Lucio Dalla

Ricordando L. Dalla
e le sue magnifiche canzoni:

















Sono cresciuto con le canzoni di Lucio:
lui aveva 68 anni,
cinque anni più di me.     Prima è stato il pazzo
Celentano l'idolo di quegli anni sessanta, e poi...
Lucio Dalla, che ho seguito fin dai primi esordi in
Tv.  E ne ero rimasto ammirato, poi quasi subito
entusiasta, suo fan da allora in poi, rimasto sempre
nel cuore, e non solo per le canzoni, ma per quel suo
modo di fare, di porsi senza convenzioni, andando a
improvvisare spesso, ma sempre logico  e coerente  
e poi sempre accompagnata dalla sua grande umanità 
bontà d'animo, che si notava  a pelle, Per tutto questo
la sua Bologna è così tanto orgogliosa di lui, e adesso 
lo piange. Ma  ricordiamolo pure con gioia per quello 
che era,  per quello  che ha dato a noi e alla musica e
per la musica. Grazie Lucio, sei e sarai sempre un 
grande, anche lassù.    (Lucianone)
All'improvviso ci sentiamo parte di una stessa grande famiglia a cui viene a mancare un padre affettuoso>>Vasco Rossi.  Un uomo vivace che viveva senza risparmio e senza paura d'esaurire l'entusiasmo>>Francesco Guccini.  Una delle persone più libere fra quelle che hanno fatto canzoni nella nostra storia.  Una musicalità da ogni poro>>Luciano Ligabue.  Lucio era un grande artista, la sua ironia e la sua genialità ci mancheranno >>Pino Daniele.  Oh, no, dai no...non ci posso credere, davvero non posso, non posso crederci>>Jovanotti.  Se ha ancora senso la parola bontà, posso dire che è l'uomo più buono che abbia conosciuto>>Sabrina Ferilli


 E' stato un musicista fondamentale, ha segnato un'epoca, è stato lui stesso un'epoca>>Dario Fo.E' stato un artista unico - a me mancherà molto come grande amico. Ci conoscevamo dal '63>> Gianni Morandi.  Ricordo i nostri incontri - ritrovavo in ogni occasione la schiettezza del suo tratto umano>> Giorgio Napolitano.           
                                          
LE  TAPPE  -  1
Gli inizi - Nasce a Bologna il 4 marzo '43
          18 anni: con Pupi Avati suona il jazz
I Flippers - Nel '62 entra nei Flippers che
suonano per Edoardo Vianello
Il 1° singolo - A 21 anni il primo singolo: "Lei
(non è per me)" 
Il Cantagiro - partecipa nel '64 con "Lei" scritta
da Gino Paoli: esordio deludente
Il primo Sanremo - Nel '66 incide "1999" e col
brano "Paff...bum" va a Sanremo
Il cinema - Nel '67 dopo alcuni 'musicarelli' recita
ne "I sovversivi" dei fratelli Taviani

                                LE  TAPPE  -  2            
  Stagione beat   -  Nel '68 partecipa a Canzonissima con "Il cielo"
                        -  Il secondo album è del '70: "Terra di Gaibola"   
                            -  Per la terza volta è a Sanremo con "4 / 3 /1943".
 Censurata, fu un successone.
                              -  Il poeta / Nel '73 il primo dei 3 album con Roberto
                     Roversi (paroliere): "Anidride Solforosa"  
                         - Banana Republic / Il tour, il disco e il film con
Francesco De Gregori (1979)       

                                                                LE TAPPE  -  3
                                                                 - Anna e Marco / E' del '79 forse l'album più 
                                        amato:  "LUCIO DALLA"           






MUSICA

Lucio Dalla è morto d'infarto
dopo un concerto in Svizzera

Il cantautore era a Montreux, l'annuncio arriva dai francescani. L'ultima apparizione in Italia a Sanremo, dove aveva attaccatouramente il "sociologo" Celentano e una giuria desiderosa solo di "farsi vedere"

 di PAOLO GALLORI  ROMA - E' morto Lucio Dalla. Vittima di un attacco cardiaco, il cantautore si è spento all'improvviso a Montreux, in Svizzera, dove si trovava nel bel mezzo di una tournée internazionale. Il 4 marzo avrebbe compiuto 69 anni. 

La notizia che spezza il cuore anche alla musica italiana non è arrivata da un comunicato stampa. I primi a darla sono stati i frati della Basilica di San Francesco d'Assisi. Su twitter, alle 12,10, 23 minuti prima dei lanci d'agenzia, attraverso il profilo della rivista San Francesco patrono d'Italia. Dove è apparso anche un servizio di cordoglio e anche l'ultimo racconto scritto da Dalla, protagonista un francescano. "E' morto Lucio Dalla - si legge nel messaggio -, dolore e sgomento della comunità francescana conventuale di Assisi per l'improvvisa scomparsa del cantautore di Dio...". 

Poi, la voce di chi con Lucio lavorava o lo conosceva bene. "Era contento di come era andato il concerto - fanno sapere dalla Midas, società di comunicazione nel mondo della musica e dello spettacolo fondata da Michele Mondella -. Stamattina si è svegliato, ha fatto colazione, un paio di telefonate", poi il malore. 
L'ho sentito ieri sera, vivissimo". E' la testimonianza di Roberto Serra, bolognese amico storico di Lucio Dalla e fotoreporter di professione. Non ci voleva credere. "Non è possibile, mi ha telefonato ieri sera, stava benissimo, ed era felice, tranquillo, divertito e in pace con se stesso. Contento per un'intervista che gli avevano fatto e per il tour europeo appena cominciato. Diceva che era emozionante ritrovare i luoghi di un analogo tour di trent'anni fa e di trovare, pur nella diversità delle situazioni, la stessa positiva risposta di pubblico di allora. Era a Zurigo, stava andando a Montreux. Era felice". 

A Montreux, ieri sera, Dalla ha portato regolarmente a termine il suo concerto. Chi non riesce a proferir parola è Ron, a lungo partner musicale di Lucio, autore di un successo come Attenti al lupo. Le sue lacrime, al telefono, soffocano ogni tentativo di aprir bocca. Francesco De Gregori non parla. Ne avrebbe da raccontare, lui che con Dalla cambiò la storia della musica dal vivo in Italia con la tournée in coppia Banana Republic. Lui che con Dalla aveva ripetuto l'esperienza tra 2010 e 2011, riempiendo arene e palazzetti in tutta Italia.
L'ultima tournée di Lucio era cominciata a Lucerna il 27 febbraio ed era proseguita la sera successiva a Zurigo. Dopo la tappa di Montreux, Dalla avrebbe suonato a Basilea, Berna, Ginevra, Lugano, Parigi, Dusseldorf, Amburgo, Brema, Francoforte, Lussemburgo, Stoccarda e Monaco, fino alla tappa conclusiva di Berlino. Il tour seguiva la recente pubblicazione di Questo è Amore, doppio cd contenente alcune rarità della sua sterminata discografia, e la produzione e realizzazione di Nanì e altri racconti..., il nuovo album di Pierdavide Carone. 

Assume così una valenza particolarmente simbolica proprio il recentissimo passaggio di Lucio Dalla a Sanremo, manifestazione a cui i cantautori hanno sempre guardato con diffidenza. Col senno di poi, il suo salire sul podio per assumere la direzione dell'orchestra durante il brano di Pierdavide Carone Nanì , di cui era autore, sorridendo a favore di telecamera, appare come l'inconsapevole saluto di un artista indimenticabile ai milioni di telespettatori sintonizzati sul Festival.

Un saluto anche amaro. Perché Lucio Dalla non si era limitato alla passerella e aveva rinunciato a picconare il carrozzone sanremese da cui si era tenuto lontano per moltissimi anni. Durissimo il suo attacco all'intromissione di Celentano in una manifestazione dedicata alla canzone. "Non credo ci sia mai stato un Sanremo peggiore - dichiarava a Repubblica -. Non perché la canzone di Pierdavide Carone è stata subito eliminata dalla giuria demoscopica, ma è inusuale un cantante che s'improvvisa sociologo e per cinquanta minuti tiene in ostaggio l'Ariston quando farebbe bene a cantare e basta". Poi, l'affondo sulla giuria demoscopica: "Ma quale giuria di qualità? Ma li ha visti? Tutti appollaiati lì a far caciara, con l'ansia di apparire in video. E' una giuria fatiscente, in grado di esprimere giudizi sulla festa di piazza che è diventata Sanremo, non certo sulla qualità delle canzoni".
Lucio Dalla, di lui racconteranno tanto i luoghi della nascita e della morte. Bologna e Montreux, sintesi estrema dell'amore di Lucio per il jazz. La Bologna delle cantine fumose, così ben raccontata dal cinema di Pupi Avati, culla di tanto jazz italiano. E la Svizzera Montreux, capitale europea delle "blue notes", sede di uno dei più celebrati festival internazionali dedicati al genere. Simboli nobili e perfetti, Bologna e Montreux, per inquadrare come in due parentesi il viaggio sulla terra di un artista destinato a non farsi inquadrare negli schemi troppo rigidi della canzone, pronto a improvvisare e a sperimentare, a cambiar pelle, da semplice a sofisticato, a divertire e soprattutto a sorprendere. 

E che dire di quel mese, marzo, che da oggi ricorderà non solo la sua nascita ma anche la sua morte. Proprio a Sanremo, Lucio Dalla presentò nel 1971 quella straordinaria canzone intitolata con il giorno del suo debutto alla vita: 4 marzo 1943, tratta da un testo della poetessa Paola Pallottino, gli valse il terzo posto assoluto. "Per la gente del porto io sono Gesù Bambino...". La storia era solo all'inizio.



Fiorello: ''Lucio Dalla non va ricordato con tristezza''
Videomessaggio dello showman sul suo profilo Twitter, dedicato al grande cantautore scomparso: la canzone 'Caruso' cantata con i suoi amici dell'edicola





Lucianone

Blogs / Newspapers - The Huffington Post

1 marzo 2012 - giovedì      1st March / Thursday           visioni del post - 138

'THE  HUFFINGTON POST'

Featured Blog Posts

Timothy L. O'Brien: Introducing
"Breakdown: Americans on the Edge"
We live in the world's richest country, a cornucopia brimming with spacious, warm homes; supermarkets stuffed with food; educational opportunities; cradles of innovation; a dizzying cascade of techno-gadgets, mobile devices, and flat-panel TVs; tank-sized cars and luxury resorts -- and, of course, piles and piles of money. Yet we are also home to a middle class confronting the erosion of several decades of financial and social gains and a deeply entrenched population of impoverished Americans cursed with diminished opportunities, diminished ways of escape, and diminished expectations. Today, the Huffington Post is launching a year-long exploration and examination of the lives of middle class and poor Americans in a series called "Breakdown: Americans on the Edge."
Read Post 



Money - Making Sense of Dollars and Cents: Announcing
               HuffPost Money

Arianna Huffington, 03/01/12
I'm delighted to announce the launch of HuffPost Money, a section dedicated to looking at the big financial stories of our time, with an eye on answering the question: how do the day's headlines affect you and your finances? Check it out here.
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The Great Thing About Having Been Poor

Bill Maher,  03/01/12 
Host of HBO's "Real Time with Bill Maher"
If you grow up in America, it's pretty rare if you don't love money. One of the first things I ever remember being punished for was stealing money. Five dollars, off my father's dresser.Read Post


Lord Weidenfeld 
of Chelsea     (Founder and Chairman o Weidenfeld & Nicolson)


No Politeness Please

It was a heroic death in the truest sense: Marie Colvin, war correspondent of the London Sunday Times, defied all dangers in order to report about the scandalous deeds of the Assad regime in Syria.

She fell victim to a rocket attack on the specially designated press compound for foreign journalists. Every once in a while I had interesting talks with this experienced journalist. During our last meeting we compared the mindset of a fanatic jihadist of al-Qaeda or Hamas calibre with SS henchmen or German Army 'volunteers' in occupied Europe and found that with regard to individual cruelty and delight, even lust in torture and killing, there was no difference.
The harrowing pictures of murdered children and victims of torture in Homs and other Syrian cities label the executioners of the Assad regime as true scum of the earth.

Even so there are still voices in the 'free West' that plead for mitigation when judging these enemies and for understanding of, even politeness towards these extremists.
In the latest edition of the leading socialist intellectual British weekly paper New Statesman, Hans Blix, former Director General of the International Atomic Energy Agency, advocates in his article a more polite tone and more accommodating approach in negotiations with Teheran.
In a week in which yet again mutilated corpses and unconscious wounded lie on Syrian soil; in which in Egypt's elections the Muslim Brotherhood gained an absolute majority and the even more radical Salafists 29% of the vote, John Pilger writes: "Israel, America's hitman, is now widely recognised as the world's most lawless state." A British court refuses the extradition to Jordan of a notorious al-Qaeda ringleader because it might be possible that he cannot expect a fair trial. The mere monitoring of this individual is costing the British taxpayer 100,000 pounds a week.

The stance of the democracies towards the Syrian crisis - and also the undoubtedly difficult dilemma of the Iran question - reminds me as a contemporary of the 1930s of the false hopes, but also the cynical manoeuvring of those who propagated a bigger understanding and far-reaching concessions in the dealings with 'Herr Hitler', in order to transform him into a reliable partner.


Lucianone

martedì 28 febbraio 2012

Musica - Bruce Springsteen: l'intervista al Boss e altro ancora

28 febbraio 2012 - martedì     28th February / Tuesday         visioni pubblico - 145     

Ho recuperato l'intervista che Bruce Springsteen aveva concesso
a Gino Castaldo (inviato di 'la Repubblica') a Parigi, e pubblicata
il 17 febbraio scorso nella pagina R2 - Il personaggio (pag.38)

SPRINGSTEEN - Intervista   
ll Boss racconta l'album che esce il 6 marzo: 
"Wrecking Ball".
"Tifo per Obama, ma lo vorrei più middle class" -
"La mia America oggi si deve distruggere 
per poter ricostruire" -                         

(G. Castaldo)
Parigi  -  Duro, magnificamente ruvido, disperato e alla fine speranzoso.
>> Il  nuovo  disco  del Boss si propone con un' intensità drammatica  e
coinvolgente, comincia con "We take of your home", letto da molti come
reazione alla disillusione delle speranze offerte dall'era Obama.
Ma Springsteen smentisce:  "Sono ancora un suo supporter, ha  fatto
molte cose buone, anche se  avrei preferito  vedere   più persone della
middle class alla Casa Bianca", ma poi insiste, affonda il coltello nella
piaga di un America disillusa e annientata dalla crisi economica.
In "Easy money" il protagonista decide di andare in città, in cerca di
"soldi facili" e si porta dietro  una Smith & Wesson calibro 38, e poi 
ancora  in "Shackled and drawn"  si parla  di  pietre  da  portare con
sofferenza, in "Jack of all trades", bellissima, un suono  molto lento
da marching band  porta i fiati a evocare il cammino di gente dispe=
rata, ma alla fine fiduciosa: "Baby ce la faremo, sento che il mondo
cambierà".
'Tutto parte dal 2008,
c'era la crisi, la gente perdeva la casa 
e nessuno ha pagato per questo'

G. Castaldo -
Springsteen  commenta  accorato   la  sua  ultima fatica, seduto su 
uno scranno del piccolo teatro Martigny, vestito come un militante
working class, stivali e giaccone scuro. -  Appena arrivato a Parigi
(dal New Jersey), dove sta provando il tour che tra poco lo porterà
in tutto il mondo.
Springsteen: "Sì, è vero, la prima parte del disco è piena di rabbia.
Tutto  parte  dal 2008, c'era la crisi,  la  gente  perdeva  la  casa, e
nessuno ha pagato per questo".
G. Castaldo - D'altra parte molti di questi pezzi sembrano nuovi inni, 
quasi una risposta a quanti lamentavano la mancanza di un'adeguata
colonna sonora ai nuovi movimenti di contestazione.    -   E infatti su 
questo Bruce è molto netto.

Occupy Wall Street? Nessuno parlava più di 
eguaglianza economica.
Adesso sì, e questo cambia la prospettiva' 

Springsteen: "Prima di Occupy Wall Street non c'era nulla.  Io credo
che possa cambiare il dialogo nel nostro paese.  Siamo stati bloccati
per anni,     Soprattutto da almeno due decenni nessuno parlava più
di  eguaglianza  economica. ora se ne parla, e già  questo cambia la 
prospettiva".
G. Castaldo -  Il disco s'intitola "Wrecking ball", palla da demolizione.
Springsteen: "E  in  questo  c'è  molto  l'idea  che  volevo trasmettere:
distruggere, per poi ricostruire, come dice la canzone: a r d  t i m e s
c o m e,  h a r d  t i m e s  g o...".
G. Castaldo - Ma è anche un disco sorprendente, poco rock, infiammato
da citazioni folk, reminiscenze celtiche filtrate  da quelle  che  erano  le 
musiche americane ai tempi della Guerra Civile.
Springsteen:"E direi che è un disco mio, al 95 per cento. Non è un disco
della E Street Band.".
G. Castaldo - Che però c'è, anche se con l'aggiunta di molti ospiti,  Tom
Morello dei 'Rage Against Machine', una giovane sconosciuta cantante
che riempie, con un coro di voci femminili, la canzone "Rocky ground",
uno splendore dai toni evangelici    che   nella seconda parte del disco, 
apre all'idea di redenzione e rivincita.

Springsteen: "In fin dei conti gran parte del mio lavoro è stato indirizzato

a misurare  la distanza  tra la realtà americana  e il sogno americano.  E'
quello che ho sempre fatto, l'ho fatto in dischi come "Nebraska" e "Tom
Joad" ed è quello che faccio ancora adesso".
G. Castaldo - Tra richiami alla Grande depressione, città devastate dallo
tsunami  economico, il disco  ('Wrecking Ball')  procede  con  solennità e 
furore per arrivare al finale, a un omaggio straziante al suo vecchio amico,
lo scomparso Clarence Clemons, the big man, il simbolo stesso della irri=
petibile storia della E Street Band.   -   Nel suo primo disco inciso dopo la 
morte  di Clemons,  ha inserito  una versione live  di "Land of hopes and
dreams" con superbo assolo del sassofonista. Un omaggio commovente,
quasi scioccante in questo contesto di amarezza e di ricerca di redenzione.
Springsteen: "Le cose cambiano quando scompare uno come lui, e non
potranno  mai più  essere le stesse, è come se mi mancasse  qualcosa di
primario, come la pioggia o l'aria che si respira, ma la vita ci chiama,
ci spinge a continuare e  nei concerti  che stiamo provando ho deciso 
che l'unico modo per sostituirlo era una intera sezione fiati, che com=
prende suo nipote Jack che oggi ha 22 anni". 

'M'interessa cercare di illuminare la vita 
che facciamo, capire, dare un senso alle cose'

G. Castaldo - Ma su certe affermazioni che nel disco suonano come
macigni, Springsteen ha qualcosa da specificare.
Springsteen: "Non m'interessa essere così chiaro, essere da una parte
precisa, quella giusta.  Le mie sono soprattutto domande, nella prima
parte, e poi una ricerca di risposte, una specie di arrabbiato patriot=
tismo, ma senza voler semplificare troppo quello che mi sento di dire.
Ci  sono  domande, scenari, esempi  di  folk  music  che  richiamano  
periodi precedenti della storia americana, molto gospel.  E del resto  
per tutta la mia infanzia sono stato   "brainwashed"  ( ha subito il 
lavaggio del cervello, ndr ) dall'educazione cattolica, preti e odore
di incenso ovunque, ma è qualcosa che in parte mi è rimasto.  Poi
si sa, quella del rock è una vita brutale, ma anche benedetta. Con
Little Steven abbiamo sempre avuto un insano amore per il rock'
n'roll, e ci vogliono amici per condividere questa pazzia, ore e ore
a parlare dei Led Zeppelin o le Supremes, anche con Jon Landau
che sa tutto di queste cose. -    Quello che m' interessa sempre, è
cercare di illuminare, per quanto è possibile, la vita che facciamo,
capire, dare un senso alle cose". 
G. Castaldo - E in questo disco di luci e ombre ce ne sono tante.
Un disco che si chiude con un pezzo, "We are live", che  dice tutto
quel che c'è da dire: un inizio scarno, voce e chitarra, e poi frasi
mozzafiato che incitano  a combattere  "spalla, a spalla, cuore a
cuore", che si chiude con un disincantato fischiettare.
Il guerriero Springsteen è tornato, come sempre, in prima linea. 
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Bruce Springsteen and the E Street Band 2012 Tour Dates:

US Tour Dates
March 18 - Atlanta, GA - Philips Arena (on sale now)
March 19 - Greensboro, NC - Greensboro Coliseum (on sale now)
March 23 - Tampa, FL - Tampa Bay Times Forum (on sale now)
March 26 - Boston, MA - TD Garden (on sale now)
March 28 - Philadelphia, PA - Wells Fargo Center (on sale now)
March 29 - Philadelphia, PA - Wells Fargo Center (on sale now)
April 1 - Washington, DC - Verizon Center (on sale now)
April 3 - East Rutherford, NJ - Izod Center (on sale now)
April 4 - East Rutherford, NJ - Izod Center (on sale now)
April 6 - New York, NY - Madison Square Garden (on sale now)
April 9 - New York, NY - Madison Square Garden (on sale now)
April 12 - Detroit, MI - The Palace of Auburn Hills (on sale now)
April 13 - Buffalo, NY - First Niagara Center (on sale now)
April 16 - Albany, NY - Times Union Center (on sale now)
April 17 - Cleveland, OH - Quicken Loans Arena (on sale now)
April 24 - San Jose, CA - HP Pavilion (on sale now)
April 26 - Los Angeles, CA - Los Angeles Memorial Sports Arena (on sale now)
April 27 - Los Angeles, CA - Los Angeles Memorial Sports Arena (on sale now)
April 29 - New Orleans, LA - New Orleans Jazz & Heritage Festival (on sale now)
May 2 - Newark, NJ - Prudential Center (on sale now)


European Tour Dates
May 13 - Seville, Spain - Estadio Olimpico (on sale now)
May 15 - Las Palmas, Spain - Estadio de Gran Canaria (on sale now)
May 17 - Barcelona, Spain - Estadio Olimpico Lluis (on sale now)
May 18 - Barcelona, Spain - Estadio Olimpico Lluis (on sale now)
May 25 - Frankfurt, Germany - Commerzbank Arena (on sale now)
May 27 - Cologne, Germany - RheinEnergieStadion (on sale now)
May 28 - Landgraaf, Netherlands - Pinkpop (on sale 3 March)
May 30 - Berlin, Germany - Olympia Stadion (on sale now)
June 2 - San Sebastian, Spain - Estadio Anoeta (on sale now)
June 3 - Lisboa, Portugal - Rock in Rio Lisboa (on sale now)
June 7 - Milan, Italy - Stadio Meaza (on sale now)
June 10 - Florence, Italy - Stadio Francesco (on sale now)
June 11 - Trieste, Italy - Stadio Trieste (on sale now)
June 17 - Madrid, Spain - Estadio Santago Bernabu (on sale now)
June 19 - Montpellier, France - Park & Suites Arena (on sale now)
June 21 - Sunderland, UK - Stadium of Light (on sale now)
June 22 - Manchester, UK - Etihad Stadium (on sale now)
June 24 - Isle of Wight, UK - Isle of Wight Festival (on sale now)
July 4 - Paris, France - Bercy (on sale now)
July 5 - Paris, France - Bercy (on sale now)
July 7 - Roskilde, Denmark - Roskilde Festival (on sale now)
July 9 - Zurich, Switzerland - Stadium Letzigrund (on sale now)
July 11 - Prague, Czech Republic - Synot Tip Arena (on sale now)
July 12 - Vienna, Austria - Ernst Happel Stadium (on sale now)
July 14 - London, UK - Hard Rock Calling (on sale now)
July 17 - Dublin, Ireland - RDS (on sale now)
July 18 - Dublin, Ireland - RDS (on sale now)
July 21 - Oslo, Norway - Valle Hoven (on sale now)
July 23 - Bergen, Norway - Koengen (on sale now)
July 24 - Bergen, Norway - Koengen (on sale now)
July 27 - Gothenberg, Sweden - Ullevi (on sale now)
July 28 - Gothenberg, Sweden - Ullevi (on sale now)
July 31 - Helsinki, Finland - Olympic Stadium (on sale now)



lunedì 27 febbraio 2012

Società - estero / Siria: la morte dei due reporter

SIRIA  -  Bombe sui ribelli e muoiono due reporter
              L'ira di Usa e Francia: ora basta.        


Era questa la notizia con l'articolo relativo di Bernardo Valli
che veniva riportata sulla prima pagina di 'la Repubblica',
giovedì 23 febbario scorso. Poi veniva trattato l'argomento
che riguarda i giornalisti corrispondenti di guerre od eventi
sociali-politici rilevanti come in Siria (Afghanistan ecc,), cioè
i cosiddetti reporter di cui non si parla abbastanza, di cui ci
si accorge spesso solo nei fatti tragici riportati dai mass media. 
  Marie Colin, corrispondente di guerra, in Siria (uccisa nel conflitto)

Articolo molto interessante da leggere ed esaminare e, soprattutto
direi, per riflettere sulla realtà in continuo cambiamento.
Il sottotitolo vero dell'articolo di B. Valli è:

 'I corsari della notizia':
E' evidente. Ovvio, Il cronista non è un artista e  ancor meno uno
scienziato. Il suo mestiere è vicino a quello dell'artigiano. Ha una
utilità diretta. Assicura un servizio pubblico indispensabile. a una
società democratica:  informare.  Informare cercando di sfuggire
a mille icolonsidie, e tra queste la fiction, l'immaginazione,  riservata
all'artista. Informare accettando la verità del momento, destinata
a cambiare, ad evolvere.   Una verità esposta alle emozioni e alle
insidiose idee preconcette. Questa attività approssimativa, sempre
soggetta a correzioni, ad aggiornamenti per avvicinarsi a un'inarri=
vabile esattezza , è vulnerabile a tanti virus. Virus politici, morali, 
economici, creati dall'ambizione e dalle intime, soggettive convinzioni.
Il mestiere rivela tutta la sua nobiltà quando per raccontare la verità
del momento, effimera ma preziosa, il cronista mette a repentaglio la 
vita. Allora l'artigiano riscuote il rispetto che gli è dovuto.
 Scrivo pensando naturalmente agli ultimi due cronisti uccisi a Homs, 
in Siria, -  Il fotoreporter francese, Rémi Ochlik, aveva 28 anni e una
faccia da ragazzino.  Era già ricco di esperienze Libia, Congo, Haiti.
Mi ricorda tanti altri suoi giovani colleghi per i quali ho provato una
simpatia  e  un'ammirazione  immediate  perchè   per  imprigionare
frammenti  di realtà  correvano  molti più rischi  di noi cronisti della
parola scritta, e perchè   quei loro frammenti di realtà  riuscivano a
riassumere  in  un'immagine, spesso in una sola immagine, un con=
flitto in corso  da decenni  o  un evento politico  al quale  sarebbero 
stati riservati capitoli di storia.
Nella civiltà delle immagini, priva di sfumature,
generosa sui teleschermi di verità approssimative e affrettate, 
capita che il fotoreporter coraggioso e geniale sappia cogliere
momenti rivelatori, inafferrabili per le telecamere e anche per
il cronista armato di penna e computer. C'è una bella fotografia
di Rémi Ochlik,scattata sul litorale libico. Vale un documentario.
In quel caso l'artigianato diventa arte e può entrare in un museo.
 Così come l'ultimo articolo di Marie Colvin, apparso sul Sunday 
Times, in  cui  racconta  il  suo  arrivo  a  Homs, dopo   una notte 
passata  sulle piste  libanesi e siriane  dei  contrabbandieri, è un
prodotto artigianale che può entrare in un'antologia letteraria.
La reporter americana aveva il piglio di un corsaro, con la benda
nera che nascondeva la mancanza dell'occhio sinistro, perduto in
un'imboscata nello Sri Lanka, dove seguiva il dramma dei Tamil.                         
  Aveva  un  piglio  da  corsaro, con l'annessa audacia, ma anche 
una precisa coscienza di quel che è il mestiere del reporter. "Un
mestiere il cui compito è di raccontare gli orrori della guerra con
precisione e senza pregiudizi".  Così ha detto   un paio d' anni fà 
Marie Colvin in una chiesa londinese dove si ricordavano i cronisti
e i loro ausiliari morti o feriti in conflitti armati.  
 Il corrispondente di guerra può essere un 
punto di riferimento perchè testimone diretto.
Non penso che quello del corrispondente di guerra sia una precisa
specialità del giornalismo.      E' un'attività che svolgono reporter
spesso impegnati in altri campi. Da quello politico a quello cultu=
rale.  Non  pochi  celebri  scritori  hanno f requentato  i  campi di
battaglia, o hanno bazzicato nelle vicinanze e li hanno descritti.
Poi sono ritornati ai loro romanzi. Quel che distingue chi svole
sul serio, sia pur temporaneamente, il lavoro di reporter di guerra
è la necessità, anche morale, di "andare sul posto". Come Rémi
Ochlik e Marie Colvin.
In questo senso il corrispondente di guerra può servire come punto
di riferimento. Il reporter, nel rischio o nella normalità, deve cercare
di essere un testimone diretto, non deve dipendere, nei limiti del pos-
sibile, nei numerosi e comodi filtri offerti dalla tecnica.     
 La civiltà delle immagini e dell'informatica
spinge a raccontare sui giornali la meschina, centellinata realtà che
appare sul video, o che viene offerta da Internet.  Così capita che lo
stesso giorno un corrispondente possa scrivere articoli da posti diver-
si fingendo di esserci, o possa esibirsi su due o tre argomenti che non
hanno nulla in comune.
Rémi Ochlik e Marie Colvin hanno pagato con la vita il nobile vizio
"di andare sul posto", di raccontare la realtà nella sua cruda versione.
Il primo con la macchina fotografica, La seconda con la biro e il taccui-
no hanno voluto scavalcare tutti gli ostacoli che si frappongono tra i
cronisti e la verità vera, sia pure la verità del momento.


(Da   Il Messaggero.it   -  mercoledì 22 febbraio 2012)  

RITRATTO1/Marie Colvin, una vita 

in prima linea

 LONDRA - Due fili di perle al collo e, sull'occhio, una benda da pirata. La sua ultima testimonianza, proprio ieri su Bbc, era stata sui «nauseanti» bombardamenti a Homs in cui ha dato la vita. Marie Colvin, americana del Sunday Times, è morta raccontando la guerra dalla parte delle vittime come aveva fatto da 25 anni a questa parte dai luoghi più pericolosi del pianeta. L'occhio l'aveva perso nel 2001 a Sri Lanka (ma aveva lo stesso mandato al giornale un pezzo di 3.000 parole dalla zona Tamil), la collana la metteva quando tornava a Londra: un lusso non concesso ai protagonisti dei suoi appassionati reportage, l'ultimo domenica scorsa dalla «cantina delle vedove», il sotterraneo di una falegnameria dove, con 300 donne e bambini terrorizzati, «viviamo nella paura di un massacro». 

I primi passi a New York. Sempre in prima persona plurale, dalla Siria come da Cecenia, Balcani, Sierra Leone, Eritrea, Libia, tra i Talebani in Afghanistan. La newyorchese Marie aveva optato per lo stile di giornalismo britannico che rende testimonianza («I was there»), sdegnato dal rigore dei connazionali che non arrivano al cuore. Lei viveva con i suoi soggetti: «Se mangi con loro, bevi quel che bevono e dormi dove dormono, c'è meno separazione». Laureata a Yale, i primi passi come 'crime reporter' nella Grande Mela, Marie aveva un modello dichiarato: Martha Gellhorn. Dalla guerra di Spagna alle giungle del Vietnam, l'intrepida moglie di Ernest Hemingway aveva cambiato il mestiere del corrispondente di guerra.  

Le lettureMarie, che le assomigliava fisicamente, aveva trovato la sua strada dopo aver letto 'Faces of War'. Gellhorn era arrivata in Normandia 24 ore dopo il D-Day nascosta su una nave ospedale, Colin era entrata in Cecenia lungo i sentieri dei contrabbandieri. A rischio della vita, 24 ore su 24, sacrificando amore e famiglia: Marie, come Martha aveva collezionato matrimoni falliti ma non figli. «La nostra missione è raccontare gli orrori della guerra con accuratezza e senza pregiudizio. Dobbiamo sempre chiederci se la storia vale il rischio. Cos'è coraggio e cos'è bravata», aveva detto nel 2010 commemorando colleghi morti in conflitti armati nella chiesa di St. Bride a Londra. La chiesa dei giornalisti, dove oggi la sua foto è esposta assieme a quella del fotografo francese Remi Olchnik, morto con lei sotto i razzi di Homs. Altri omaggi hanno seguito l'annuncio, dal premier David Cameron durante il Question Time al ministro degli esteri William Hague: «È morta aiutando i siriani a far sentire la loro voce». Amnesty International e Rupert Murdoch, il proprietario del Sunday Times si sono uniti agli amici: secondo Helen Fielding, la scrittrice di Bridget Jones, Marie era «la migliore. Speriamo che questo dramma serva a por fine alle atrocita».



Lucianone                   visione pubblico:   10


                        

Sport - calcio - Serie B / 26^ giornata: recupero e aggiornamento

Il recupero della 26^giornata.  Brescia  -  Torino                 visioni totali  8.405
                                                          1               0
Il Brescia vola, Torino beffato.
Il portiere del Brescia è imbattuto da 810': record europeo.
Un'autorete di Darmian condanna i granata.


Sintesi cronaca  
Non poteva andar peggio   la trasferta  del Torino al
Rigamonti di Brescia, In linea con le ultime trasferte:
gara dominata, tante occasioni sprecate, fino alla
beffa finale, con l'autore del gol che ti accorgi essere
un tuo giocatore: Darmian. 
Al Torino, fuori dall'Olimpico, non ne va bene una e
di  sicuro  il  Brescia  è  la squadra che non gli porta
proprio bene: bocciato ai playoff nel 2010 e neppure
a Ventura, con l'addio alla panchina del Bari dopo il
2-0 al Rigamonti.





domenica 26 febbraio 2012

Sport - calcio / Serie A - 25^ giornata

27 febbraio 2012 - domenica      27th February / Sunday      visioni totali  8.330
                                                                      
Risultati complessivi delle partite
Genoa - Parma        2 - 2          Atalanta - Roma   2 - 1
Milan - Juventus     1 - 1         Cagliari - Lecce     1 - 2
Lazio - Fiorentina    1 - 0         Chievo - Cesena    1 - 0      
Bologna - Udinese   1 - 3        Catania - Novara  3 - 1
Napoli - Inter           1 - 0          Siena - Palermo    4 - 1
Classifica
Milan  51  //  Juventus  50  //  Lazio, Udinese  45  //  Napoli  40
Roma  38  //  Inter  36  //  Palermo  34  //  Chievo, Catania  33
Atalanta, Cagliari, Genoa  31  //  Parma  29  //  Bologna, Fiorentina  28
Siena  26  //  Lecce  24  //  Novara  17  //  Cesena  16





sabato 25 febbraio 2012

Società /estero - Afghanistan: la 'rivolta del Corano'

La "rivolta del Corano" incendia 
l'Afghanistan: 12 morti


Assaltato anche il palazzo di Karzai a Kabul - Manifestazioni
in tutto l'Islam - Proteste contro il rogo del Corano . Almeno
12 morti e decine di feriti - Scontri da Kabul a Herat
La rivolta dilaga anche in Pakistan e Malaysia
Sul Medio Oriente in fiamme Obama rischia la rielezione
Zakaria: un nuovo conflitto sarebbe fatale per l'economia Usa.
Il simbolo violato  (Renzo Guolo -  la Repubblica)
Dilaga la "rivolta del Corano" in Afghanistan. Da Kabul a Herat,
le manifestazioni di protesta  e gli attacchi contro tutto ciò che è
occidentale si infittiscono. Non poteva esserci momento peggiore
per  quell' "errore involontario", come Obama ha definito,
porgendo scuse ufficiali servite a poco, il rogo del testo sacro
avvenuto nella base americana di Bagram. In queste settimane
gli Usa sono impegnati a trattare con i Taliban  in Qatar sul
futuro dell'Afghanistan, e con Karzai a Kabul sulle basi che, 
anche dopo il ritiro delle truppe combattenti previsto per 
l'inverno 2013, Wasghington vorrebbe mantenere nel Paese. 
C o n ti n u a...