mercoledì 20 marzo 2024

RIFLESSIONI - -Le zanne all'uranio

 20 marzo '24 - mercoledì                              20th March / Wednesday                 visione post - 14

(da la Repubblica - 17 marzo, '24 -  l'Amaca / di Michele Serra)

Le zanne all'uranio

La facilità con la quale si tira in ballo la guerra atomica, nell'uòtimo paio d'anni, non ha precedenti. I più anziani ricordano ancora la crisi di Cuba, quando il titolo di giornale "Il mondo con il fiato sospeso" ebbe (ma per pochi giorni) un significato tangibile. Il mondo trattenne effettivamente il fiato, e tirò il classico sospiro di sollievo appena fu chiaro che non ci sarebbe stato alcun conflitto atomico. Ora, non è facile stabilire se il prolungato "allarme atomico" seguito all'invasione russa dell'Ucraina sia dovuto più all'uso sistematico di quell'argomento che fa il governo russo, subito rintuzzato da governi e diplomazie occidentali, come se fosse impossibile non stare a quel gioco; oppure se a ingigantire il pericolo sia il sistema mediatico mondiale, nel suo complesso molto incline a usare le emozioni, l'enfasi e le paure come ingrediente fisso.  Fatto sta che il pericolo atomico, da inaudita minaccia di sterminio, estinzione, atroci malattie per i sopravvissuti, è diventato una specie di evenienza da mettere in conto tra le tante, e parole come apocalisse  e armageddon (sempre in bilico tra Bibbia e Hollywood) sono diventate di uso quasi comune.

C'è qualcosa di sconcio, in questo assuefarsi collettivo alla più sconcia delle potesi..Qualcosa di sconcio ma anche di sfinito, come se gli uomini parlassero di se stessi senza più nessuna fiducia in se stessi. Chi siamo noi? Siamo la bestia con le zampe all'uranio. Riusciamo ancora a immaginarci in un'altra maniera? Forse no, e questa sarebbe la vera vittoria di Putin.

Lucianone

Appuntamenti - MOSTRE

 20 marzo '24 - mercoledì                              20th March / Wednesday                      visione post - 13


Fiera di Rho  (Milano)  -

Si tiene nei padiglioni della Fiera di Rho dal 16 al 21 aprile la 52^ edizione del Salone del Mobile di Milano, l'appuntamento del design più importante del mondo.    Oltre 1.900 gli espositori, 172.500 i metri quadrati di spazio occupato, 600 i giovani talenti, 22 le scuole di design e un'installazione speciale firmata da David Lynch: A thinking room.

Reggia di Venaria /  (Venaria Reale, Torino, lavenaria.it)  -

Dal 29 marzo al 15 settembre '24,  le Sale delle Arti della residenza sabauda (inserita dal 1997 nella Lista del Patrimonio dell'umanità dell'Unesco9 ospiteranno  Capodimonte da Reggio o Museo. Cinque secoli di capolavori da Masaccio a Andy Warhol

Continua... to be continuous...




sabato 16 marzo 2024

Sport - calcio / Serie A - 28^ giornata / anno '23 - '24

 16 marzo '24 - sabato                                    16th March / Saturday                           visione post - 11

Risultati delle partite

Napoli - Torino  1 - 1   Sassuolo - Frosinone  1 - 0

Cagliari - Salernitana  4 - 2

Bologna - Inter   0 - 1    Genoa - Monza   2 - 3

Lecce -  H. Verona   0 - 1   Milan - Empoli  1 - 0

Juventus - Atalanta  2 - 2

Fiorentina - Roma   2 - 2

Lazio - Udinese    1 - 2

Commento -

continua...


giovedì 14 marzo 2024

SOCIETA' / (esteri) - Israele / Palestina: cessare il fuoco e immaginare scenari di pace

 14 febbraio '24 - giovedì                             14th February / Thursday                       visione post - 13

(da "il manifesto" - 18 novembre '23 -  di Ali Rashed)

Cessare il fuoco, immaginare scenari di pace

Tutte le guerre nel Vicino Oriente sono state precedute da nuovi piani di ammissione o spartizione che ne hanno ridisegnato i confini. Questo è avvenuto nel 1948 quando fu cancellata la Palestina dalla carta geografica, poi avvenne nella guerra del 1967. Quando Israele occupò il resto della Palestina (Cisgiordania e Gaza) insieme al Sinai e alle alture del Golan.  Avvenne anche nel 1973 quando Israele fu costretta a restituire il Sinai all?Egitto oppure nel 1982 quando occupò una parte significativa del Libano per poi essere costretta a ritirarsi dopo il massacro di Sabra e Chatila e grazie alla resistenza del popolo libanese. Lo stesso avenne in occasione dopo l'11 settembre 2001 con l'occupazione dell'Afghanistan e la guerra all'Iraq che, insieme alla libertà e alla democrazia, si fa per dire, portarono con sè lo smembramento di questi paesi in un coacervo di aree fondate su basi etniche e confessionali solcate da infrastrutture funzionali al controllo delle materie prime. Al contrario solo lo Stato di Israele non ha definito i propri confini, sfruttando ogni occasione (ovvero ogni nuova guerra) per espandere il proprio territorio. Quello che del resto sta accadendo in questa guerra reagendo all'aggressione di Hamas, per annettersi definitivamente la Striscia di Gaza, espellendone la popolazione. Con licenza di buona parte delle potenze occidentali e dei mezzi di informazione che ne hanno avvallato le attività criminali di pulizia etnica e di di massacro della popolazione civile. -  Già dal 9 ottobre, due giorni dopo l'attacco di Hamas, gli Stati Uniti e alcune diplomazi occidentali hanno cercato di convincered l'Egitto ad ospitare i Palestinesi di Gaza nel Sinai in cambio della cancellazione del loro debito estero.  Contestualmente i coloni ebrei hanno intensificato i loro attacchi contro i villaggi e i civili palestinesi in Cisgiordania, intimando loro di fuggire in Giordania. Intenzioni respinte almeno per il momento, anche grazie al deciso rifiuto della Giordania e dell'Egitto - per motivazioni legate al timore di destabilizzazioni interne - ma solo accantonate.

Di fronte alla tragica realtà causata dalla logica di vendetta del governo di Netanyahu - che calpesta le più elementari norme del diritto internazionale - si sono evidenziate delle discrepanze nell'atteggiamento delle potenze occidentali, fin qui asservite al volere della destra israeliana e degli Usa.  Tanto che il segretario di stato nordamericano Blinken ha affermato che "una autorità palestinese efficace e attiva" dovrebbe alla fine governare Gaza. Senza per altro fornire indicazioni su come superare l'opposizione di Netanyahu, il quale vorrebbe che Israele  si assumesse  la responsabilità complessiva  della "sicurezza" sul territorio palestinese per un periodo indefinito..Lo stesso dicasi per il capo della diplomazia europea Borrell, xhe ha detto chiaramente che Israele non può rimanere a gaza dopo la guerra. Dalla Germania poi viene la proposta di mettere Gaza sotto un ombrello protettivo delle Nazioni Unite per permettere la ricostruzione e la creazione di un autogoverno locale. Evidentemente la questione è più complicata di quello che pretendeva la follia israeliana. Nel 1948 , come scrisse Rabin nelle sue memorie, è bastato un gesto della mano di ben Gurion per cacciare via più di 700.000 palestinesi dalle loro case, città e villaggi. Di certo oggi, dopo il brutale attacco di hamas e la carneficina di Gaza da parte di Israele, trovare una soluzione giusta e condivisa è (certamente) meno facile che in passato. -      Occorre fermarsi. Serve un immediato cessate il fuoco indispensabile per la vita di milioni di esseri umani e per evitare l'allargamento della guerra a tutta la regione, Mediterraneo compreso. Ed iniziare a riflettere su come trovare una soluzione di pace duratura, individuando strade diverse da quelle fin qui percorse.  Ma per far questo occorre un cambiamento radicale delle politiche di tutti gli attori, nonchè un cambio necessario delle classi dirigenti. Fin quando saranno le armi e la violenza a dettare l'agenda politica del Vicino Oriente (e dei potenti della Terra), la pace non potrà eseere che un lontano miraggio.

(Ali Rashed  - già primo segretario Ambasciata palestinese in Italia)

Lucianone

sabato 9 marzo 2024

Riflessioni con commento - I camion e i bambini / Gaza: morire per il cibo e la sopravvivenza

 9 febbraio '24 - sabato                               9th February / Saturday                             visione post - 12

(da la Repubblica - 6 marzo '24  / da  L'Amaca / di Michele Serra)

(Al varco di Rafah, che è la pèorta tra la Striscia di Gaza e l'Egitto ci sono centinaia di camion pieni di cibo, bloccati. Dall'altra parte ci sono bambini denutriti e disidratati. Ascolto alla radio, mentre come tutti sto guidando e pensando agli affari miei, la voce di un uomo che piange, non riesce a parlare, non riesce a spiegare come sia possibile che da una parte ci sia cibo a volontà, dall'altra bambini affamati, e quella porta rimanga chiusa. -  La voce è quella di Angelo Bonelli, leader dei Verdi, in missione da quelle parti con altri quindici parlamentari italiani (dunque serve ancora a qualcosa, cari "antipolitici", fare politica). La trasmisssione è "il rosso e il nero", condotta da Francesco Storace e Vladimir Luxuria, breve spicchio di umanità nel palinsesto militante di Radiouno (parentesi: Storace è schiettamente fascista, Luxuria è stata eletta in Parlamento con Rifondazione Comunista.  Se riesco ad ascoltarli è perchè danno l'idea di essere al microfono in quanto esseri umani, non in quanto impiegati della politica).  Ascoltando Bonelli, il uo semplice racconto fatto di dolore e di impotenza, ho pensato, ed è un pensiero che mi duole, che Netanyahu sta scavando la fossa a Israele - come se non bastassero quelli che già vogliono scavargliela. Niente, nemmeno il bestiale pogrom di hamas il 7 di ottobre, nemmeno gli ostaggi giustifica la rappresaglia feroce sulle persone di Gaza, la fame e la sete dei bambini, il terrore, lo sfinimento, la morsa inumana su un popolo schiantato.  Valenti sponsor dell'una dell'altra causa ancora si schierano, e spiegano chi ha ragione e chi ha torto. Ma i soli che hanno ragione sono i bambini (prendete queste parole al netto di ogni retorica) e o mi sento rappresentato solo dalle lacrime di Angelo Bonelli, fermo tra i camion e i bambini.

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di Luciano Finesso _

Gaza: morire per il cibo e la sopravvivenza

"Crimine di guerra" quello perpetuato dall'esercito di Israele, al comando di Netanihau e soci nazisti, contro la popolazione di Gaza bambini compresi..Israele e il suo governo di ultradestra si difendono da ogni accusa di genocidio, dicendo che sono alla caccia dei "terroristi" di Hamas che si nascondono tra la popolazione, bambini compresi, sia hegli ospedali che in ogni luogo nascosto alla loro vista; e dunque ogni azione di guerra aperta contro Hamas è lecita.  Quindi è inteso che non è vendetta ma una ricerca (infinita) dei capi e seguaci sanguinari di Hamas per sconfiggere definitivamente questo gruppo che ha trucidato famiglie israeliane e anche cittadini inermi israeliani.  Ma allora così non se ne esce: se un governo per difendere i propri cittadini e la sua popolazione si accanisce su un'altra popolazione, in mezzo alla quale crede di trovare tutti i terroristi di Hamas, è lecito anche pensare a un possibile stratagemma per colpire anche, vendicandosi, il maggior numero di palestinesi o popolazione palestinese innocenti. E non è impossibile pensare a un modo facile, sbrigativo di vendicarsi, soprattutto su un numero elevato di bambini che non hanno colpe alcune. Ma muoiono e rischiano di morire per mancanza di cibo sotto le bombe e alla ricerca della sopravvivenza.  Sia poi  che si tratti di genocidio o meno.

:lucianone

giovedì 7 marzo 2024

Riflessioni della settimana: Abbasso Donald Trump, Evviva Biden nonostante l'età!

 7  febbraio 2024, giovedì -                                7th FebruRY / Thursday                    visione post - 22

giovedì 29 febbraio 2024

L' Opinione del Giovedì - A Tutto Campo: settimana 24 - 28 febbraio

 29 febbraio '24 - giovedì                           29th February / Thursday                        visione post - 16

di Luciano Finesso -

Due sono le frasi che Domenica, 25 febbraio, campeggiavano sulla prima pagina del "Corriere della Sera" ed eerano queste: "Un fallimento i manganelli contro i ragazzi" e "Tutelare la libertà di manifestare". E sono le parole uscite dalla bocca del presidente della Repubblica Sergio Mattarella quando è intervenuto a parlare  e commentare dopo i fatti inerenti agli scontri a Pisa contro quei ragazzi e ragazzini che manifestavano.

Oggi, 25 febbraio  -   il voto in Sardegna; sfida dei leader per eleggere il presidente della Regione. Una sfida che vale anche per i leader nazionali.  La Russia consegna alla madre Lyudmila il corpo del figlio. Navalny. :  Ma incertezza sui funerali: non è ancora chiaro dove e se saranno funerali pubblici.  Guerra Russia - Ucraina. la leader italiana Meloni, durante il G7, da Zelensky al quale dice "difendiamo la nostra casa"; intanto nuova controffensiva  del presidente ucraino.

26 febbraio --

Continua...

  

Commento / riflessione del Giovedì - Repressioni: dai decreti ai manganelli, un filo nero,,, (anche di paura e debolezza)

 29 febbraio '24 - giovedì                             29th february / Thursday                        visione post - 27

(da 'il manifesto' - 24 febbraio '24 -  di Alessandra Algostino)

Dai decreti ai manganelli, il filo nero

"Manifestare per la pace, per il lavoro, manifestare in sè,  è agire e attuare la Costituzione: una democrazia che impedisca la libertà di espressione, la discussione, il dibattito, abbandona i suoi presupposti, le condizioni minime di una democrazia liberale."  

E' un filo nero quello della repressione del dissenso che lega decreti sicurezza  che si susseguono senza soluzione di continuità, normalizzando, con un ossimoro, presunte emergenze e stabilizzando eccezioni (violazion) dei diritti, prassi delle procure che considerano la protesta eversiva rispetto alla democrazia; pronunce della magistratura civile e amministrativa che infliggono risarcimenti a chi contesta scelte politiche; provvedimenti di prefetti e questori  che sottraggono spazi pubblici alle manifestazioni e comminano fogli di via agli eco-attivisti per le azioni di disobbedienza civile; limitazioni delle commissioni di garanzia agli scioperi; nuovi reati e pene per il dissenso, il disagio sociale e la solidarietà; daspo urbano per chi disturba il decoro della città.  E' un filo che sta tessendo una cappa nera, che si diffonde a partire dai margini: dagli "antagonisti", come tendenzialmente vengono qualificati tutti i manifestanti, che si sa sono tutti violenti, dai migranti che non sono "noi", non sono cittadini e forse anche un poco meno umani; dai poveri che in fondo qualche colpa per la loro situazione l'avranno pure. -  E la cappa diviene sempre più  asfissiante, il diritto penale del nemico diviene panpenalismo, perchè chi è contro- corrente con la materialità della sua esistenza o con la manifestazione delle sue idee è un nemico.

Preciso: occorre denunciare e resistere all'espulsione sociale e politica  di ciascuna persona, non solo perchè è un passo verso altre repressioni, ma in quanto tale; ogni diritto negato a qualsiasi persona senza che si reagisca, rende tutti un pò meno democratici, un pò meno umani. La logica della guerra, che non chiede di ragionare, ma di obbedire, e l'egemonia del modello  neoliberista, che nega alternative e deve blindarsi per sopravvivere agli effetti brutali che produce (sulle persone e sulla natura), convergono naturalmente (del resto muovono dalla stessa radice di sopraffazione) nella volontà di anestetizzare il conflitto.  La passività, l'acquie-scenza, l'ignavia sono la strada più comoda. Ed è un percorso facilitato da scuola e università che le controriforme tendono a ridurre a mercati dove acquistare nozioni (i crediti) da spendere nel mercato del lavoro, sterilizzandone le potenzialità come luoghi di creazione e discussione di sapere critico. .  E se ancoea vi sono resistenze, se ancora studentesse e studenti scendono in piazza, le cariche della polizia e i processi a carico dei manifestanti che poi ne seguono, si incaricano della repressione e della dissuasione. -  E' una democrazia quella che intimida chi manifesta, delegittima chi esprime opinioni controcorrente accetta campi di detenzione e morti alle frontiere, punisce ed espelle chi vive condizioni di disagio? Sicuramente non è la democrazia disegnata dalla Costituzione, che persegue la rimozione dei condizionamenti economici e sociali, sancisce il dirito di asilo, ripudia la guerra, promuove la partecipazione effettiva.  Della democrazia non basta mantenere il nome, Sono tanti i segnali inquietanti che ci circondano, cerchiamo di vederli, comprendere le loro connessioni, denunciamo la violenza della polizia, in sè e quale espressione fisica della violenza "di sistema", continuiamo ostinatamente a manifestare e manteniamo aperto lo spazio della critica dell'esistente.

Lucianone

Parlando di  paura e debolezza della destra del governo Meloni

di Luciano Finesso

Il manganello/i manganelli facile/i della Meloni e del suo governo potranno avere prima o dopo - siamo in piena zona elezioni regionali - un riscontro più contro che pro nei risultati di tutte le prossime elezioni, comprese quelle europee, e nondimeno anche sulla tenuta del governo meloniano: altri passi falsi in questa direzione, cioò della tenuta sociale da parte delle istituzioni governativesul comportamento da teneredurante le  manifestazioni di piazza. E risulterà anche e soprattutto un comportamento  decisivo nel saperle governare bene, quindi senza isterismi di repressione più o meno violenta, per il futuro decisivo comportamento degli elettori indecisi e allergici al voto e alla decisione di potersi fidare di governanti che straparlano  con arroganza e che usano il proprio potere oltretutto con la clava e la forza becera di "io sono il pià forte,,, ".  E questo calare dall'alto della Meloni con protervia e sicurezza alquanto esasperata dimostra però tutta la paura di perdere quel suo potere conquistato con durezza e perseveranza sì ma duro da mantenere soprattutto sapendo che ancora non ha conquistato una metà circa del Paese contando anche gli indecisi e gli astenuti nel voto. E avendo perso le elezioni sarde, anche se di poco, e tremando per l'incognita di quelle abruzzesi, la leader Meloni si sente più debole e scoperta in quelle convinzioni che le davano il mandato delle vittorie, una dopo l'altra, almeno sul piano di un potere che le opposizioni non riescono ancora del tutto a scalfire. Perciò lei, la donna e la madre più famosa d'Italia, si sente quasi invincibile. Ma la sconfitta, o quasi sconfitta della campgna sbagliata di Sardegna la sta facendo vacillare per la prima volta! Vedremo... chi vivrà eccetera eccetera!


(doppio) Lucianone

lunedì 26 febbraio 2024

SCIENZE / attualità - cronaca // Vivere sulla Luna

 26 febbraio '24 - lunedì                             26th February / Monday                       visione post - 34

VIVERE sulla Luna

(da la Repubblica - 24 febbraio '24 -  di Elena Dusi)

L'acqua, le basi e le comunicazioni : oosì Odysseus prepara il futuro sul satellite


Gli Stati Uniti sono tornati sulla Luna dopo 52 anni. Ma l'arrivo della sonda Odysseus non è un semplice replay della missione Apollo.  Primo perchè l'allunaggio di giovedì notte segna  un nuovo passo avanti nello spazio: Odysseus è stato costruito dall'azienda di Houston Intuitive Machines.  Secondo perchè è la premessa di un futuro fatto, nelle speranze della Nasa, di basi lunari e astronauti che abiteranno stabilmente il satellite. Il progetto Artemis dell'agenzia spaziale americana prevede infatti il ritorno dell'uomo sulla Luna nle 2026 e i primi stanziamenti a cavallo del 2030. -  "Benvenuti sulla Luna. Siamo sulla superficie e stiamo trasmettendo" sono state intanto le prime parole pronunciate ieri dalla sonda alta 4 metri, atterrata su sei zampe. Poi Odysseus si è rimboccato le macchine e ha iniziato a trasmettere dati da quel polo sud del satellite su cui si ò posato e che sembra il luogo più adatto a un futuro insediamento umano. E' proprio per avere dati su presenza di acqua, radiazioni dannose per la salute, efficienza delle comunicazioni radio, effetti di una polvere particolarmente sottile e usurante che la Nasa ha pagato 118 milioni di dollari a Intuitive Machines.  "Nessuno tranne l'India era mai allunato prima nella zona del polo sud", spiega Michelle Lavagna, che insegna meccanica del volo al Politecnico di Milano e collabora con l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) al progetto Oracle: uno strumento che proverà a estrarre acqua dalle rocce in una delle prossime missioni lunari.  "I dati che abbiamo su quella zona provengono tutti da modelli o da osservazioni fatte dall'orbita del satellite" aggiunge Valentina Galluzzi, geologa planetaria dell'Inaf , Istituto Nazionle di Astrofisica, "ma costruire una base permanente è un obiettivo talmente ambizioso che non puoi fare a meno di informazioni prese direttamente sul posto".  L'acqua è una delle sfide più evidenti; impossibile portarne grandi quantità dalla Terra.  "Al polo sud ci sono molti crateri in cui l'ombra è permanente", spiega Galluzzi. "L'acqua riesce a rimanere allo stato di ghiaccio e non evaporare".  Varie missioni hanno percorso l'orbita lunare e notato la sua presenza, senza però riuscire a stimarne in modo preciso la quantità.  

"Quel che si osserva in realtà è la presenza di ossidrili, cioè di combinazioni di ossigeno e idrogeno. Non siamo nemmeno sicuri che si tratti veramente di acqua" precisa Lavagna, "In ogni caso, raccoglierla dal sottosuolo non sarebbe facile.  In assenza di atmosfera un foro nel terreno farebbe sfuggire tutto il ghiaccio sotto forma di gas. In alternativa si potrebbero usare dei processi chimici per estrarla dalle rocce" -        Se l'acqua scarseggia, sulla Luna abbondano le radiazioni cancerogene provenienti dallo spazio, per via dell'assenza di atmosfera e campo magnetico.."Sono 150 volte più intnse rispetto alla Terra e rappresentano una minaccia seria per la salute degli astronauti", dice Galluzzi.  Nel realizzare tute e pareti  di edifici che schermino i pionieri lunari bisognerà tenere conto dei dati raccolti da Odysseus nei suoi pochi giorni di funzionamento: resisterà al più una settimana pima di scaricarsi. -  "Un altro filone di ricerca della sonda americana riguarda la polvere lunare, o regolite" aggiunge Lavagna. "Già nelle poche ore di permanenza degli astronauti della missione Apollo si si era accorti che aveva usurato le tute. E' infatti una polvere molto fine che penetra ovunque, è ricca di silicio e abrasiva. Rischia di danneggiare meccanismi e strumenti".  La sonda appena allunata ha sensori ad hoc per misurare dimensioni, carica elettrica e capacità di movimento della regolite, capace di sollevarsi in nuvole insidiose accanto a una navicella con i motori accesi.-   Per gli astronauti di Artemis sarà poi importante conoscere con esattezza la propria posizione, comunicare con i compagni, con l'stronave che li assisterà dall'orbita lunare e con la Terra. "Dovremo riuscire a trasmettere una quantità di dati assai superiore a quelli che usiamo attualmente per l'esplorazione planetaria" dice Lavagna.  Dopo l'acqua, sarà forse internet la risorsa che più mancherà sulla Luna.


Missione Artemis I - si riparte alla conquista della Luna

Il lander privato Odysseus è in orbita attorno alla Luna


Lucianone