giovedì 17 novembre 2022

SPORT - calcio / Serie A - 14^ giornata 2022/23 / risultati e video-partita

 17 novembre '22 - giovedì                           17th November / Thursday                  visione post - 2

Napoli     2   Spezia     1
Empoli    0   Udinese   1
Cremonese   0   Lecce       2
Milan           0   Atalanta   1
Sassuolo  1    Fiorentina    2
Roma      1    Salernitana   1
inter          6   Torino          2
Bologna   1    Sampdoria   0
H. Verona   0   Lazio     1
Juventus     1   Monza   0
L'Inter
continua la sua runascita con una caterva di gol!

Lucianone

lunedì 14 novembre 2022

Politica - società / IDEE - Riflessioni su passato presente futuro: per una sinistra in trasformazione, chiedendosi cosa vuol dire essere di sinistra

 14 novembre '22 - lunedì                              14th November / Monday                      visione post - 4

(da la Repubblica - 2 novembre '22 - Le idee / di Giovanni Cominelli)

Essere di sinistra vuol dire
produrre valore
A chi non è frastornato dal lancio di coltelli, cui si dedicano reciprocamente i gruppi dirigenti della sinistra, appare chiaro che la sinistra sta arrivando sul crinale dirimente delle "decisioni irrevocabili":
"Che cosa è sinistra?". Non è facile rispondere, perchè grande è la confusione sotto il cielo, se il neo-
ministro dell'Istruzione e del merito accusa la "scuola di classe" come  un fan sessantottino  di Don
Milani; se Giorgia Meloni parla del lavoro come un Landini qualsiasi; se "le idee di sinistra sono mi-
grate a destra", come sostiene Ricolfi.  La sinistra è sempre stata l'autocoscienza  teorica dei gruppi.
dei ceti, delle classi sociali, che erano soggetto-motore di modi più avanzati di produzione e di inter-
pretazione del mondo.
La sinistra whig del '600/700 e poi la sinistra rivoluzionaria francese sono state forze di innovazione
e sviluppo rispetto al mondo di produzione e alle classi all'epoca dominanti.  Il Manifesto di Marx ne
esaltò la forza rivoluzionaria. E quando prese le parti del proletariato, non lo fece perchè affascinato
evangelicamente dagli "ultimi" e dagli "oppressi", nè perchè aveva a cuore  "Gli Eguali" di Babeuf-  Buonarroti, ma perchè investiva su un nuovo soggetto rivoluzionario, da lui ritenuto capace di svi-
luppare le nuove forze produttive, che la classe borghese  tendeva a soffocare  dentro  i rapporti di   produzione capitalistici, fondati sulla proprietà privata: il proletariato era motore di sviluppo della
civiltà. - Marx identificava modernamente le forze produttive con la scienza, il sapere, l'uomo come
tale. Per definire questo mix usò l'espressione "coscienza enorme". Oggi si chiamerebbe "indice di
sviluppo umano".  La sinistra la rappresentava e ne era il motore.  -   Quanto di esagerato ottimismo
illuminista e positivista e quanto di hegelismo finalistico ci fosse in quelle posizioni e quanto di tra-sero
gicamente fallimentare nelle proposte di statizzazione integrale dei mezzi di produzione e di dittatu-
ra del proletariato oggi è facile vedere, con il senno di poi. I REGIMI COMUNISTI NON HANNO
AFFATTO SVILUPPATO LE FORZE PRODUTTIVE  Perciò la storia ne ha fatto giustizia defini-
tivamente nel 1989. Per svilupparle (le forze produttive) sono dovuti passare , come la Cina, ad un
feroce e oppressivo capitalismo di stato. 
Non si può dire che la sinistra italiana abbia fatto, finora, un bilancio serio di quella vicenda storica.
E si vede. O per meglio dire: solo il Psi lo ha fatto realmente, tra il 1956 e il 1976.  Il Pci-Pds-Ds-Pd
neppure dopo l'89. Di qui la sua identità incerta  e  la sua collocazione irrisolta  rispetto alla società.
Continua a trastullarsi nel dibattito novecentesco tra riformisti e massimalisti, tra moderati e radicali,
e a pascersi di nostalgie del "lampo del '17". -    Il fatto è che la sinistra, deviata dal comunismo bol-
scevico, ha smarrito la sostanza razionale della propria storia secolare.  "Essere di sinistra" vuol dire
sviluppare le forze produttive: cioè fare politiche di impresa - grande, media, piccola - lavoro, ricer-
ca, scienza, tecnologia, intelligenza artificiale, Rete, scuola e educazione, università; fare politica
della famiglia e della natalità, immersi come siamo nell'inverno demografico. Vuol dire costruire le condizioni che favoriscano lo sviluppo umano, civile, sociale.   
La prima condizione: uno Stato politico capace di governare il Paese e le sue interdipendenze gloì
bali.  Da qualche decennio, dall'  '89 appunto, le istituzioni progettate nel '48, non consentono più 
di farlo. L'instabilità patologica dei governi e l'astensionismo crescente sono fattori di declino del-
le forze produttive. La politica attraversa  una crisi istituzionale  che solo una volontà costituente
può aggiustare.  La seconda condizione: uno Stato amministrativo riformato non dal punto di vi-
sta degli addetti, ma da quello dello sviluppo economico. civile, umano del Paese. Per prendere
i voti degli addetti statali, la sinistra è finita prigioniera delle pulsioni corporative  dei rentier di  
ogni risma annidati in ogni dove, perdendo i voti degli utenti e dell'utente Paese. 
La sinistra può difendere il welfare e battersi per l'eguaglianza, solo se favorisce la produzione di
valore e la creazione conseguente delle opportunità. Sennò si trova a praticare l'egualitarismo pau-
peristico e il populismo distributivo, spacciati per eguaglianza reale e per giustizia sociale. 
la strada da Mélenchon ad Achille Lauro, passando per la scorciatoia di Giuseppe Conte, non è di
sinistra. 

(L'autore G. Cominelli, ex Pci, cattolico, è uno degli intellettuali di Libertà Eguale, l'associazione 
dei liberal del Pd)

Lucianone

giovedì 10 novembre 2022

L' INTERVISTA - All'artista dissidente cinese Ai Weiwei

10 novembre '22 - giovedì                         10th Npovember / Thursday                visione post - 15

(da la Repubblica - 14 agosto '22 - L'artista dissidente - dal corrispondente di 'Repubblica',
Antonello Guerrera)

Weiwei - "L'Occidente deve difendere la sua libertà 
e gli intellettuali".
Londra -
Undici anni fa, Salman Rushdie pubblicò un appello mondiale (anche su Repubblica) per la liberazione di Ai Weiwei, appena arrestato e incarcerato dal regime di Pechino per le sue idee 
scomode. "Quello è stato il nostro primo contatto", ci dice adesso in questa intervista il 63en-
ne artista dissidente cinese ora trasferitosi nell'inglese Cambridge, "e l'ennesima conferma: 
Salman è sempre stato leader della libertà di espressione nel mondo. Per questo, spero per tutti, 
che continui a vivere".

INTERVISTA _
Antonello Guerrera: Ai, a distanza di quasi due giorni dall'orrore di Chautauque che ha lasciato 
                                 Rushdie in fin di vita, cosa prova?
Ai Weiwei - "Siamo una società molto aperta, purtroppo anche alla violenza. Atti brutali come questi
ci ricordano quanto sia vitale la libertà di espressione e quanto richino ogni giorno persone audaci e
coraggiose come Rushdie che perseguono costantemente la verità e la libera espressione delle idee. 
Spero che questo tragico episodio rammenti a noi tutti quanto sia dura la lotta quotidiana per difen-
dere i propri diritti".
A. Guerrera: Simili episodi di violenza possono instillare ancora più paura nei cittadini e negli
                     intellettuali liberi e ribelli, come lei?
Ai Weiwei - "No. Anzi, personalmente mi danno ancora più coraggio. Perchè espandono la nostra 
lotta al resto della società: spesso soltanto in casi come questo i cittadini comprendono quanto sia
preziosa la libertà di espressione e quanta forza positiva e vitale possano avere le idee di uno scrit-
tore o di un artista. Inoltre, che questi assassini ricorrano alla violenza, è un altro segno della loro
terribile debolezza".
A. Guerrera: Quindi non teme che un giorno possa accadere anche a lei? O alla sua famiglia?
Ai Weiwei - "Il pericolo c'è sempre, perchè la libertà di espressione e di pensiero sono un bene
troppo prezioso, e dunque continuamente esposto. Tuttavia, anche dopo eventi drammatici co-
me quanto capitato a Salman, non mi sento più debole o vulnerabile. Una singola vita può esse-
re fragile. Ma allo stesso tempo fa parte di un'umanità più ampia, da difendere. E poi  nessuno
potrà mai uccidere le idee dentro di te".
A. Guerrera: Inizialmente, il putiferio che scatenarono "I Versi Satanici" di Rushdie irritò la 
politica e l'establishment britannici, e non solo, dal principe Carlo d'Inghilterra all'ex presi-
dente americano Jimmy Carter. Crede che oggi l'Occidente sia in una nuova fase auto-censoria?
Ai Weiwei - "E' un momento estremamente delicato. Perchè oramai ci sono diversi temi di cui 
non si può più discutere pubblicamente, e alcune idee devono istituzionalmente dominare sulle
altre. Tutto questo per me è molto pericoloso. Mi pare un'altra "rivoluzione culturale" (quella
cinese, ndr)". 
A. Guerrera: Cosa intende, nello specifico?
Ai Weiwei - "Se l'Occidente dimostra di non riuscire a proteggere la sua libertà di espressione, 
anche quando questa può risultare controversa, non solo divide ancora di più la propria società,
ma offre tragicamente il fianco agli estremisti e agli alfieri della violenza fisica che si annidano
in essi. Per questo, bisogna essere irremovibili sulla libertà di espressione. Anche da parte di Stato, 
governo o istituzioni occidentali".
A. Guerrera: La spaventa il fenomeno della "cancel culture", ossia rimuovere passaggi  o  perso-
naggi della propria Storia e Cultura se considerati controversi o offensivi , cui Rushdie si è sem-
pre opposto?
Ai Weiwei - "E' la dimostrazione di quanto il pensiero intellettuale sia stato devastato negli ultimi
decenni in Occidente, soprattutto dalla politica. E' quasi una lotta di potere, non di ideologia. L'i-
struzione, sin dalle scuole superiori, col tempo è oramai diventata autocompiacente.   E si sforza
sempre di meno di confrontarsi con l'altro, o anche di scontrarsi intellettualmente  con  un  tema
scomodo. Così la società e i cittadini sono  sempre meno stimolati  a pensiero  e dibattito critici. 
Mi pare una generazione debolissima dal punto di vista intellettuale.  Così, la cultura ha messo 
la retromarcia in Occidente".
A. Guerrera: Ma secondo lei le idee sono ancora più forti delle azioni?
Ai Weiwei - "Non c'è modo di stoppare la violenza, non c'è mai stato. Ma c'è modo di prevenirla
dimostrando di sostenere indiscutibilmente la libertà di espressione: è un deterrente. Ma ciò non
sempre accade, e questo è inquietante. Anche perchè ciò rende  il libero pensatore  una  vittima 
ancor prima che diventi obiettivo degli estremisti".
A. Guerrera: La libertà vincerà alla fine?
Ai Weiwei - "La libertà non è qualcosa di astratto, o di finito. La libertà è una battaglia continua,
che attraversa le generazioni e che dà valore all'umanità.  Salman è uno di coloro che si è sempre
preso la responsabilità di combattere. Ma nella battaglia gli intellettuali come lui, o come me, non possono restare soli".

"Oni individuo
deve agire secondo il modello di società cui aspira"  (Ai Weiwei, 2011)

Lucianone

mercoledì 9 novembre 2022

Ultime notizie - Dall'ITALIA e dal mondo

 9/10 novembre '22 - mercoledì                  9/10th November / Wednesday          visione post - 10     

Mosca -

Ordine di Putin da Mosca: "Via da Kherson"
Passo indietro: la guerra a una svolta / gli effetti sui negoziati
La Russia si ritira dalla città di Kherson. Le truppe hanno iniziato a lasciare la riva destra del fiume
Dnipro nel sud dell'Ucraina. La decisione è stata presa dal generale Surovikin, che comanda l'eser-
cito di Putin.  La guerra è a una svolta perchè da quella zona si controlla tutta la Crimea. Con im-
plicazioni politiche e sulle trattative per la pace. Si prova ad attivare un nuovo canale di dialogo
con gli Stati Uniti.

Stati Uniti -
Elezioni di Midterm: Biden frena i repubblicani, ora "lavoriamo insieme"
Biden: "La mia intenzione è di ricandidarmi, indipendentemente dai risultati di questa elezione.
Non ho fretta, in ogni caso, a prescindere da Trump. Ne parlerò con la first lady".
Marijuana legalizzata in due stati: Maryland e Misouri. Gli Stati americani in cui è legalmente 
permesso fare uso di marijuana a scopo ricreativo sono ora 21.

ROMA -
Tensione Roma - Parigi sullo sbarco dei migranti
Il lungo braccio di ferro e l'attesa sulla Ocean Viking: "La terra che si allontanava, a bordo è
salita la tensione" - Migranti sbarcati a Catania pr ordine dei medici. La premier Meloni: "De-
cisione dei medici bizzarra".  La Ue: "sbarco immediato per la nave ancora in mare".
All'opposizione che parla di "aberrazione", Meloni ribatte: "Con la sinistra al potere, si è
tollerata e alimentata una situazione di totale illegalità ma noi lavoriamo perchè le cose
cambino". E anticipa: "Siamo solo all'inizio e c'è ancora molto da fare anche per contra-
stare decenni di propaganda 'immigrazionista' ".

Lucianone

SPORT - calcio / Serie A / 13^ giornata 2022/23 // Classifica e video-partite

9 novembre '22 - mercoledì                            9th November  / Wednesday               visione post - 5

Risultati delle partite

Udinese  1   Empoli     1
Lecce     1   Sassuolo   0
Salernitana   2    Atalanta   1
Cremonese   2    Napoli     2
Milan    2   Bologna   2   Monza       2
Spezia  1   Torino      1   H. Verona  0
Sampdoria   0   Roma   0   
Fiorentina   2    Lazio   1
Juventus   2
Inter         0 

Classifica
Napoli   35  /  Milan   29  /  Atalanta, Lazio   27  /  Juventus, Roma   25  /  Inter   24  /
Udinese   23  /  Salernitana, Torino   17  /  Bologna, Fiorentina   16  /  Sassuolo   15  /  Empoli,  
Monza   13  /  Lecce, Spezia   9  /  Cremonese, Sampdoria   6  /  H. Verona   5




Lucianone   
          

martedì 8 novembre 2022

COMMENTI / società - Bambini e povertà: già prima della pandemia e tanto più dalla pandemia in poi

 8 novembre '22 - martedì                                8th November / Tuesday                       visione post - 5

(da "La Stampa" - 18 ottobre '22 / Commenti & Idee - Linda Laura Sabbadini)

Se i bambini pagano i costi della crisi
Il grido di allarme della caritas deve essere ascoltato. Bisogna agire presto. Sì, perchè la situazione
della povertà è grave, e non da ora, nè dai tempi della pandemia. Da molto prima, e cioè da 10 anni
fa, quando la povertà assoluta è raddoppiata e triplicata tra bambini e giovani fino a 34 anni. Certi-
ficato dall'Istat.  Siamo arrivati a 5 milioni 600 mila poveri assoluti, i più poveri tra i poveri.  Non
che la pandemia non abbia contribuito ad un ulteriore incremento. Un milione di poveri assoluti in 
più nel 2020, con tutto il reddito di cittadinanza. Ma il grande balzo è avvenuto molto prima, e cioè
nel 2012. Sempre i bambini i più colpiti, allora come adesso. Un numero ormai vergognosamente 
alto, 1 milione 400 mila, il 14% dei minori. Seguiti dai giovani. Un film già visto. Ed proprio que-
sto protrarsi della situazione senza interruzione, che deve preoccuparci. perchè può sottendere un
aumento della permanenza nella povertà che rischia proprio di intrappolare bambini e giovani.
Permanere nella povertà per un bambino è particolarmente grave , perchè crea i presupposti per
rimanere povero anche da adulto. I processi di esclusione si cumulano nel tempo, svantaggi su svantaggi. Un bimbo povero non riesce a sfruttare tutte le opportunità  che  si presentano  a un 
bimbo non povero. E così diventa sempre più escluso, suo malgrado. per questo è fondamentale 
interrompere il circolo vizioso della povertà. Per interrompere la trasmissione intergeneraziona-
le della povertà. -  E allora cerchiamo di essere realisti. Conbattiamo con tutte le forze la pover-
tà. Difendiamo in primis i nostri bimbi, migliorando il reddito di cittadinanza e facendoli pesare
nella famiglia quanto gli adulti (oggi conttano la metà di un adulto nel reddito di cittadinanza).
E liberiamoci una volta per tutte di questa immagine terribile dei "poveri furbetti". L'Istat misu-
ra rigorosamente la povertà, la Caritas la incontra direttamente sui territori e agisce per attutirla.
E' tanto, tanto estesa. Troppo e da troppi anni. Facciamo in modo che lo strumento contro la po-
vertà migliori e raggiunga le famiglie che soffrono di più, con bambini, giovani, operai, disoc-
cupati, comprese quelle che sono (famiglie) straniere e sono in Italia da almeno cinque anni. Il
nostro Paese sta soffrendo troppo. Nonostante tutto, non abbiamo assitito in questi anni a feno-
meni di disgregazione sociale. Non abbiamo avuto i gilet gialli. O degenerazioni violente. IL
NOSTRO TESSUTO SOCIALE HA RETTO. Ma attenzione. Fino a quando potrà reggere?
La situazione è peggiorata e peggiorerà ulteriormente.
Ricordiamoci che questi sono i dati 2021. Il 2022 non sarà meglio, anzi. - L'inflazione colpisce
tutti, ma ha più forte impatto, su chi ha redditi più bassi, sui più poveri che hanno la quota mag-
giore di spernose su energia e alimentari. Al prossimo governo il compito di intervenire respon-
sabilmente. E ricordiamoci sempre che l'Istat ha stimato che  se non ci fosse stato  il reddito di
cittadinanza , avremmo avuto 1 milione di poveri assoluti in più. Attrezziamoci per costruire la
rete di protezione per chi sta peggio, migliorando gli strumenti di contrasto alle povertà attuali.
Rafforziamo il ruolo del no profit e del volontariato. E' dovere di una democrazia con la D ma-
iuscola, garantire sostegno e solidarietà rigenerativa a chi sta peggio. E costruire percorsi solidi  
di uscita dalla povertà per chi non riesce a vivere una vita dignitosa.

(L'intervento dell'autrice - L. Laura Sabbadini -) è a carattere personale)

Lucianone

lunedì 7 novembre 2022

SPORT - calcio / Serie A - 12^ giornata 2022/23 // video-partita Torino - Milan

 7 novembre '22 - lunedì                                    7th November / Monday                  visione post - 6

Risultati delle partite

Napoli      4   Lecce        0   Inter            3
Sassuolo   0   Juventus   1   Sampdoria   0
Empoli     0   Cremonese   0
Atalanta   2   Udinese        0
Spezia         1   Lazio            1
Fiorentina   2   Salernitana   3
Torino   2    H. Verona   1   Monza      1
Milan    1    Roma         3    Bologna   2




Lucianone

Politica / società - Lo slogan di Salvini che punta sulla fede: "Io credo"

 7 novembre '22 - lunedì                                  7th November / Monday                    visione post - 2

(da la Repubblica - 14 agosto '22 - L'Analisi / Filippo Ceccarelli)

Lo spot "Io credo", quello slogan 
di Salvini che punta sulla Fede
Nelle più intense e sgangherate campagne elettorali la penultima dea, prima della Speranza, resta la
Fede, ma anche quella cui meno conviene affidarsi.  "Credo" è invece la parola chiave scelta da Sal-
vini: credo in questo e credo in quello , ma al dunque credo soprattutto in me stesso. A questo punto
la tentazione sarebbe quella di allargare le braccia e salutare, anche con gentilezza e perfino in musi-
ca, "ciao-ciao": è di pochi giorni fa la polemica tra il Capitano e la Rappresentante di lista per uso
improprio del brano sanremese.  E tuttavia, proprio in quanto estremo, il richiamo fideistico merita
un diverso trattamento. Diffuso su milioni di schermi in bianco font paffutello su campo blu e sotto-
lineato in giallo, il "Credo" di Salvini alimenta da ieri una specie di spot in cui compare in finta let-
tera autografa con caratteri un pò pellicciosi e proiettato in notturna su quattro luoghi simbolo: l'hub
di Lampedusa (immigrazione), la sede dell'Inps (pensioni), l'Agenzia delle entrate (tasse), la stazio-
ne di Milano (sicurezza). -   Uno speaker con voce profonda declina "Credo" leggendo un testo che
per tre minuti circa risuona come un generatore automatico di retorica, "il domani", "la rivoluzione",
"i sognatori", "i nostri figli", "la forza di rialzarsi" eccetera.  A metà, esaurita la musica eroica, si ri-
conosce la voce di Salvini che offre il senso del product placement: "Credo che nessun'altra parola
come 'credo' racciuda il nostro modo di essere e di fare politica".
E anche qui, vinto di nuovo l'istinto di un arrendevole congedo, viene da chiedersi se sia farina del
suo sacco o di quale altra entità marketizzante tipo Morisi redivivo, Chaouqui o magari l'aggressi-
va agenzia Artsmedia, basata ad Adria, Roma e Tirana; il "credo" salviniano  rientra  infatti  in un 
pacchetto che prevede anche un meno impegnativo "ci#credo" e mostra in foto, quali malvagi te-
stimonial, alcuni individui (Letta, Saviano, la ministra dell'Interno) che  "non credono"  alle cre-
denze della Lega. -  Ora, non si vorrebbe qui togliere la gloria ai creativi, ma occorre pur dire che
questa storia , come tantissime altre, se l'era già inventata Berlusconi anni orsono, per l'esattezza
nel 2004, quando nelle manifestazioni, sull'onda del coro, erano chiamati sul palco quattro giova-
notti scelti dopo accurato casting (.....
Continua...
to be continued...

sabato 29 ottobre 2022

SPORT - calcio / serie A - 11^ giornata - anno 2022/23 // video e commento

 29 ottobre '22 - sabato                                 29th October / Saturday                         visione post - 3

Risultati delle partite 

Juventus   4     Salernitana   1
Empoli     0     Spezia          0
Milan     4    Fiorentina   3    Udinese   1
Monza   1    Inter            4     Torino     2
Bologna   2    Atalanta   0   Roma    0
Lecce      0     Lazio       2   Napoli   1
Cremonese   0    Sassuolo     2
Sampdoria   1    H. Verona   1

Classifica
Napoli   29  /  Milan   26  /  Atalanta, Lazio   24  /  Roma   22  /  Inter, Udinese   21  /  Juventus  18
Sassuolo   15  /  Torino   14  /  Salernitana   13  /  Empoli   11  /  Bologna, Fiorentina, Monza   10
Spezia   9  /  Lecce   7  /  Sampdoria   6  /  H. Verona, Cremonese   5 



Commento
Napoli sempre più lanciato. A Roma gli basta un solo gol per continuare sulla scia di una fila di 
partite vincenti che vanno a scavare il fossato sulle dirette inseguitrici e che fa ormai diventare
la squdra partenopea la prima vera candidata per lo scudetto 22/23, nche perchè per ora non si
riescono a vedere vere rivali all'altezza dell'ammiraglia di mister Spalletti.
Continua...
to be continued...