19 dicembre '16 - lunedì 19th December / Monday visione post - 13
Condivido quello che ha detto dalla Gruber, a proposito di Renzi, l'editorialista del
"Fatto quotidiano" Antonio Padellaro. Ha detto (riassumo) che un vero leader do-
vrebbe unire un Paese, non spaccarlo in due. Vero, il grande difetto di Renzi è esat-
tamente quello, la sua incapacità caratteriale e politica di portare a sintesi punti di
vista differenti.
Subito dopo, però, mi sono chiesto quali sono, in Italia, i leader non divisivi. Quelli
che uniscono il Paese, quelli che portano a sintesi, eccetera. Berlusconi? Nessuno
nella storia italiana (forse solo il nefasto Benito) ha saputo dividere gli italiani quan-
to lui. Beppe Grillo? E' il paradigma vivente della spaccatura: lo schema politico
M5S contro resto del mondo. cristallizza il rozzo bipolarismo amico/nemico, "io ho
ragione, tutti gli altri affanculo". Matteo Salvini? E' uno che vive solo di bianchi e
di neri, di applausi e di fischi: i grigi non sono contemplati. A meno di candidare a
Palazzo Chigi il Papa (comunque malvisto dai cattolici tradizionalisti) o Andrea
Camilleri (comunque malvisto dagli autori di noir meno fortunati) di leader "non
divisivi" non se ne vede l'ombra. Forse lo era Enrico Letta: non ha avuto fortuna.
Viene un sospetto, del quale rendo partecipe anche Padellaro: non sarà che abbia-
mo leader divisivi perchè dividerci è la sola forma di identità politica alla nostra
portata?
(Da la Repubblica - 26/10/'16 - L'AMACA - Michele Serra)
Lucianone
DI TUTTO e di PIU Ambiente / Appuntamenti / Arte / / Cibo-cucina / Commenti / Cultura / Curiosità-comicità / Dossier / Economia-Finanza / Fotografia / Inchiesta / Intervista / Istruzione / Lavoro / Lettere / Libri / Medicina / Motori / Musica / Natura / Opinione del Giovedì / Personaggi / Psicologia / Reportage / Riflessioni-Idee / Salute / Scienze / Società-Politica / Spettacoli (cinema/tv) / Sport / Stampa-giornali / Storie / Tecnologia-Internet / Ultime notizie / Viaggi
lunedì 19 dicembre 2016
domenica 18 dicembre 2016
Ultime notizie - dall'Italia e dal Mondo / Latest news
19 dicembre '16 - lunedì 19th December / Monday visione post - 14
BERLINO
Camion su un mercatino di Natale: nove morti, cinquanta feriti / Rivendica l'Isis
BERLINO
Camion su un mercatino di Natale: nove morti, cinquanta feriti / Rivendica l'Isis
Berlino come il 14 luglio scorso a Nizza, un altro camion si è schiantato sulla folla, questa volta del mercatino natalizio di Breitscheidplatz: ha ucciso 9 persone e ne ha ferite una cinquantina. È successo nei pressi della Chiesa del Ricordo che, con la sua guglia spezzata, commemora le distruzioni belliche, nella zona del viale Kurfuerstendamm. «Al momento non voglio usare la parola attentato anche se molti indizi lo indicano» dice il ministro dell’Interno tedesco Thomas de Maizière alla tv pubblica Ard. «Lasciamo il tempo agli investigatori di completare il loro lavoro, non avremo pace finché non avremo chiarito tutto».
ANKARA - Turchia
Ucciso l'ambasciatore russo in Turchia, in un attentato di matrice islamista
ANKARA - Turchia
Ucciso l'ambasciatore russo in Turchia, in un attentato di matrice islamista
L'aggressore urla: "Noi moriamo ad Aleppo, tu muori qui" / Ucciso dalla polizia
Una raffica di spari alle spalle, poi le urla inneggianti ad Allah: «Noi moriamo ad Aleppo, tu muori qui». L’ambasciatore russo in Turchia, Andrei Karlov, viene ucciso da almeno 8 colpi di pistola, sparati da un poliziotto turco di 22 anni, Mevlut Mert Altintas, durante l’inaugurazione di una mostra fotografica ad Ankara, dove era entrato mostrando il suo regolare tesserino di agente. Nella sparatoria, vengono ferite almeno altre 3 persone. Le forze speciali turche intervengono con un blitz, in cui il killer viene ucciso a sua volta. Un clamoroso omicidio in diretta, davanti alle telecamere e agli occhi di decine di invitati, che rischia di avere pesanti ripercussioni sui rapporti tra Turchia e Russia, da poco ricuciti dopo l’abbattimento del jet di Mosca al confine siriano nel novembre 2015. Dopo l’agguato, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha subito chiamato il suo omologo russo Vladimir Putin. Ankara condanna il «vile atto terroristico». «Non permetteremo che questo attacco oscuri l’amicizia tra Turchia e Russia», assicura il ministero degli Esteri. Poco prima, confermando la morte dell’ambasciatore, Mosca aveva parlato di «un giorno tragico per la diplomazia russa».
ITALIA - Politica
Salvini apre al Mattarellum insieme al Pd: "Potrebbe diventare legge in 15 giorni"
ITALIA - Economia
Boom dei voucher: +32%
Il governo: "Siamo pronti a ripensare le norme
Italia - METEO
Torino si sveglia sotto la prima neve / domani revocato lo stop delle auto

Lucianone
Una raffica di spari alle spalle, poi le urla inneggianti ad Allah: «Noi moriamo ad Aleppo, tu muori qui». L’ambasciatore russo in Turchia, Andrei Karlov, viene ucciso da almeno 8 colpi di pistola, sparati da un poliziotto turco di 22 anni, Mevlut Mert Altintas, durante l’inaugurazione di una mostra fotografica ad Ankara, dove era entrato mostrando il suo regolare tesserino di agente. Nella sparatoria, vengono ferite almeno altre 3 persone. Le forze speciali turche intervengono con un blitz, in cui il killer viene ucciso a sua volta. Un clamoroso omicidio in diretta, davanti alle telecamere e agli occhi di decine di invitati, che rischia di avere pesanti ripercussioni sui rapporti tra Turchia e Russia, da poco ricuciti dopo l’abbattimento del jet di Mosca al confine siriano nel novembre 2015. Dopo l’agguato, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha subito chiamato il suo omologo russo Vladimir Putin. Ankara condanna il «vile atto terroristico». «Non permetteremo che questo attacco oscuri l’amicizia tra Turchia e Russia», assicura il ministero degli Esteri. Poco prima, confermando la morte dell’ambasciatore, Mosca aveva parlato di «un giorno tragico per la diplomazia russa».
ITALIA - Politica
Salvini apre al Mattarellum insieme al Pd: "Potrebbe diventare legge in 15 giorni"
ITALIA - Economia
Boom dei voucher: +32%
Il governo: "Siamo pronti a ripensare le norme
Italia - METEO
Torino si sveglia sotto la prima neve / domani revocato lo stop delle auto

Lucianone
SOCIETA' - Stati Uniti / La vittoria di TRUMP e il ritorno delle spose silenziose
18 dicembre '16 - domenica 18th December / Sunday visione post - 21
Le americane della classe media impoverita
hanno votato per Donald Trump.
Una giornalista che conosce bene gli Stati Uniti spiega
perchè lì molte donne continuano a preferire una vita
in seconda fila.
(Da "Grazia" - 23 nov. 2016 - di Maria Latella / Testo raccolto da Marina Speich)
Il ritorno delle spose silenziose
Come mai così tante donne americane hanno votato per Donald Trump, nonostante la misoginia
del tycoon, le sue frasi sessiste, le accuse di molestie di cui è stato investito? Provo a capirlo con
voi attingendo a un'esperienza personale . La primavera scorsa, per più di due mesi, ho insegnato
negli Stati Uniti all'istituto di Politica dell'università di Chicago. I miei studenti erano molto prepa-
rati, interessati alla politica. Nessuno voleva votare Trump, ma molti erano sostenitori del candida-
to democratico Bernie Sanders. Al termine del mio ciclo di lezioni, alcuni ragazzi mi dissero:
"Noi siamo per Sanders, ma se non vincesse le primarie, qualcuno potrebbe votare Trump". Mi
stupì, perchè tra i due aspiranti candidati c'era un abisso. Ma ciò che mi colpì di più , fu una ra-
gazza originaria dell'Ohio, uno Stato con grandi problemi di deindustrializzazione: lei, mi spie-
gò, non avrebbe mai votato per Hillary Clinton.e stimolante,
Vi racconto questo aneddoto perchè è la dimostrazione che anche in un ambiente molto giovane
e stimolante, c'erano studentesse che non avevano proprio nessuna intenzione di eleggere la can-
didata democratica, da sempre vicina alle donne. Perchè, allora, nonostante tutto ciò che è emer-
so dalla campagna elettorale di Donald Trump, molte l'hanno votato? Ci sono almeno
tre ragioni. La prima riguarda soprattutto quelle che vivono nelle aree più rurali, che provano no-
stalgia per la società degli Anni 50, dove le donne "stavano al loro posto". Una sconfitta del fem-
minismo? Direi di sì. Sono quelle che pensano: "Perchè ti devi dannare per cercare un lavoro o
fare carriera Quando si stava molto meglio un tempo, quando c'era un uomo che pensava a te e
ti proteggeva?". Sono forse le donne più insicure, stanche di combattere, che preferiscono che
lo stipendio lo porti a casa solo il maschio. Quelle a cui ha sempre fatto effetto la frase di Trump:
"Io ti piaccio perchè ti proteggo".
La seconda ragione è forse la più forte: se vivi nell'America profonda, dove intorno a te vedi solo
le conseguenze della crisi economica, dai la tua fiducia a chi ti promette una rottura radicale e non certo a chi ti propone lo status quo, come Clinton. La terza ragione ha a che fare con il fatto che
Donald Trump è stato per dieci anni il signore di un reality, The Apprentice. E questa immagine
televisiva e il potere mediatico del tycoon si sono visti anche quando Trump ha annunciato la sua
candidatura, scendendo le scale della sua Trump Tower, con la moglie Melanie, ovviamente un
passo indietro. - Ma c'è anche un altro motivo per cui le donne americane hanno votato il miliar-
dario: il "fattore Ivanka". Stiamo parlando della figlia prediletta di Trump, che incarna perfetta-
mente il ruolo di mamma, figlia, moglie, anche sottomessa come dimostra la sua conversione alla
religione del consorte, l'ebraismo. Che Ivanka sia un'imprenditrice è secondario: quello che conta
è aver messo al primo posto la famiglia. La moglie di Trump Melania, poi, rappresenta un model-
lo "riposante" per molte americane: è la donna che va in tv e poi sposa l'uomo ricco. L'idea di di-
ventare un avvocato ambizioso, come Hillary, che passa la vita a studiare, è tutta un'altra storia.
Certo, solo una parte delle americane la pensa così. Ma qui parliamo non di quelle che vivono
nelle grandi città ma dell'America della classe media. - Insomma, la misoginia o il sessismo di
Trump non è stato negato da nessuno, ma è stato secondario: era molto più importante l'immagi-
ne di un'America più tranquilla e meno lacerata dalla crisi che ha promesso.
Lucianone
Le americane della classe media impoverita
hanno votato per Donald Trump.
Una giornalista che conosce bene gli Stati Uniti spiega
perchè lì molte donne continuano a preferire una vita
in seconda fila.
(Da "Grazia" - 23 nov. 2016 - di Maria Latella / Testo raccolto da Marina Speich)
Il ritorno delle spose silenziose
Come mai così tante donne americane hanno votato per Donald Trump, nonostante la misoginia
del tycoon, le sue frasi sessiste, le accuse di molestie di cui è stato investito? Provo a capirlo con
voi attingendo a un'esperienza personale . La primavera scorsa, per più di due mesi, ho insegnato
negli Stati Uniti all'istituto di Politica dell'università di Chicago. I miei studenti erano molto prepa-
rati, interessati alla politica. Nessuno voleva votare Trump, ma molti erano sostenitori del candida-
to democratico Bernie Sanders. Al termine del mio ciclo di lezioni, alcuni ragazzi mi dissero:
"Noi siamo per Sanders, ma se non vincesse le primarie, qualcuno potrebbe votare Trump". Mi
stupì, perchè tra i due aspiranti candidati c'era un abisso. Ma ciò che mi colpì di più , fu una ra-
gazza originaria dell'Ohio, uno Stato con grandi problemi di deindustrializzazione: lei, mi spie-
gò, non avrebbe mai votato per Hillary Clinton.e stimolante,
Vi racconto questo aneddoto perchè è la dimostrazione che anche in un ambiente molto giovane
e stimolante, c'erano studentesse che non avevano proprio nessuna intenzione di eleggere la can-
didata democratica, da sempre vicina alle donne. Perchè, allora, nonostante tutto ciò che è emer-
so dalla campagna elettorale di Donald Trump, molte l'hanno votato? Ci sono almeno
tre ragioni. La prima riguarda soprattutto quelle che vivono nelle aree più rurali, che provano no-
stalgia per la società degli Anni 50, dove le donne "stavano al loro posto". Una sconfitta del fem-
minismo? Direi di sì. Sono quelle che pensano: "Perchè ti devi dannare per cercare un lavoro o
fare carriera Quando si stava molto meglio un tempo, quando c'era un uomo che pensava a te e
ti proteggeva?". Sono forse le donne più insicure, stanche di combattere, che preferiscono che
lo stipendio lo porti a casa solo il maschio. Quelle a cui ha sempre fatto effetto la frase di Trump:
"Io ti piaccio perchè ti proteggo".
La seconda ragione è forse la più forte: se vivi nell'America profonda, dove intorno a te vedi solo
le conseguenze della crisi economica, dai la tua fiducia a chi ti promette una rottura radicale e non certo a chi ti propone lo status quo, come Clinton. La terza ragione ha a che fare con il fatto che
Donald Trump è stato per dieci anni il signore di un reality, The Apprentice. E questa immagine
televisiva e il potere mediatico del tycoon si sono visti anche quando Trump ha annunciato la sua
candidatura, scendendo le scale della sua Trump Tower, con la moglie Melanie, ovviamente un
passo indietro. - Ma c'è anche un altro motivo per cui le donne americane hanno votato il miliar-
dario: il "fattore Ivanka". Stiamo parlando della figlia prediletta di Trump, che incarna perfetta-
mente il ruolo di mamma, figlia, moglie, anche sottomessa come dimostra la sua conversione alla
religione del consorte, l'ebraismo. Che Ivanka sia un'imprenditrice è secondario: quello che conta
è aver messo al primo posto la famiglia. La moglie di Trump Melania, poi, rappresenta un model-
lo "riposante" per molte americane: è la donna che va in tv e poi sposa l'uomo ricco. L'idea di di-
ventare un avvocato ambizioso, come Hillary, che passa la vita a studiare, è tutta un'altra storia.
Certo, solo una parte delle americane la pensa così. Ma qui parliamo non di quelle che vivono
nelle grandi città ma dell'America della classe media. - Insomma, la misoginia o il sessismo di
Trump non è stato negato da nessuno, ma è stato secondario: era molto più importante l'immagi-
ne di un'America più tranquilla e meno lacerata dalla crisi che ha promesso.
Lucianone
sabato 17 dicembre 2016
Appuntamenti - FESTIVITA' >>> Dicembre/Gennaio
17 dicembre '16 - sabato 17th December / Saturday visione post - 17
VAL GANDINO (BG)
Il Natale è di casa in Val Gandino
Il colore e il calore di momenti unici. Le Cinque terre della Val Gandino confermano
un'invidiabile vitalità, proponendo un ricco carnet natalizio. "Centro di gravità perma-
nente" sarà la Casa Bergamasca di Babbo Natale che, anche quest'anno, ha scelto Gandino
per accogliere i bambini. La sua Casa Bergamasca sarà aperta sino al 27 Dicembre (dalle
14 alle 18 sabato e festivi, ma anche lunedì 26 e martedì 27 dicembre). - I bambini potranno
consegnare la letterina, creare addobbi, scoprire le stanze segrete, ricevere un dono e salu-
tare gli animali della fattoria, visitare il vicino "Museo dei Presepi", con centinaia di rico-
struzioni della Natività.
VALBONDIONE (BG)
Dal Presepe vivente alle sculture di neve
Il calendario invernale è ricco di eventi a Valbondione, in alta Valseriana.
Due incontri speciali per tutti i bambini, ma anche per gli adulti.
Durante il periodo natalizio è possibile godere del suggestivo giro
"In calesse per le vie del paese", nei giorni 30 dicembre e 4 gennaio,
dalle 15 alle 18. -
Uno degli eventi più importanti del paese e della zona è il "Presepe Vivente"
con la tradizionale rappresentazione della natività e degli antichi mestieri,
rievocati lungo le vie e nelle dimore dell'antico borgo di Fiumenero, possibile
grazie alla preziosa collaborazione di 200 comparse. L'apertura del presepe
è prevista per Venerdì 30 dicembre dalle ore 20,30 alle 23, Venerdì 6 gennaio
dalle ore 20,30lle 23 e sabato 7 gennaio dalle 15 alle 18; ingresso e parcheggi
gratuiti e servizio bus navetta da Valbondione.
Visto il successo riscosso lo scorso anno, si è deciso di riproporre anche "Giass
e Nef, sculture di neve a Valbondione", dal 3 al 5 gennaio 2017; durante queste
giornate 5 coppie di artisti scolpiranno per le vie del paese cinque grandi bloc-
chi di neve sul tema della magia e dell'incanto dalle ore 10 del 3 gennaio fino al-
le ore 11 del 5 gennaio. Le premiazioni avverranno martedì 5 gennaio alle ore
14 presso la sala Polifunzionale di Valbondione.
Lucianone
VAL GANDINO (BG)
Il Natale è di casa in Val Gandino
Il colore e il calore di momenti unici. Le Cinque terre della Val Gandino confermano
un'invidiabile vitalità, proponendo un ricco carnet natalizio. "Centro di gravità perma-
nente" sarà la Casa Bergamasca di Babbo Natale che, anche quest'anno, ha scelto Gandino
per accogliere i bambini. La sua Casa Bergamasca sarà aperta sino al 27 Dicembre (dalle
14 alle 18 sabato e festivi, ma anche lunedì 26 e martedì 27 dicembre). - I bambini potranno
consegnare la letterina, creare addobbi, scoprire le stanze segrete, ricevere un dono e salu-
tare gli animali della fattoria, visitare il vicino "Museo dei Presepi", con centinaia di rico-
struzioni della Natività.
VALBONDIONE (BG)
Dal Presepe vivente alle sculture di neve
Il calendario invernale è ricco di eventi a Valbondione, in alta Valseriana.
Due incontri speciali per tutti i bambini, ma anche per gli adulti.
Durante il periodo natalizio è possibile godere del suggestivo giro
"In calesse per le vie del paese", nei giorni 30 dicembre e 4 gennaio,
dalle 15 alle 18. -
Uno degli eventi più importanti del paese e della zona è il "Presepe Vivente"
con la tradizionale rappresentazione della natività e degli antichi mestieri,
rievocati lungo le vie e nelle dimore dell'antico borgo di Fiumenero, possibile
grazie alla preziosa collaborazione di 200 comparse. L'apertura del presepe
è prevista per Venerdì 30 dicembre dalle ore 20,30 alle 23, Venerdì 6 gennaio
dalle ore 20,30lle 23 e sabato 7 gennaio dalle 15 alle 18; ingresso e parcheggi
gratuiti e servizio bus navetta da Valbondione.
Visto il successo riscosso lo scorso anno, si è deciso di riproporre anche "Giass
e Nef, sculture di neve a Valbondione", dal 3 al 5 gennaio 2017; durante queste
giornate 5 coppie di artisti scolpiranno per le vie del paese cinque grandi bloc-
chi di neve sul tema della magia e dell'incanto dalle ore 10 del 3 gennaio fino al-
le ore 11 del 5 gennaio. Le premiazioni avverranno martedì 5 gennaio alle ore
14 presso la sala Polifunzionale di Valbondione.
Lucianone
giovedì 15 dicembre 2016
SPORT - calcio / Serie B - 18^ giornata 2016/17
15 dicembre '16 - giovedì 15th December / Thursday visione post - 11
RISULTATI delle partite
Pisa 0 Ascoli 2 Avellino 1 Carpi 1 Cesena 3 Frosinone 1
Bari 0 Latina 2 Benevento 1 Ternana 1 Cittadella 0 Salernitana 3
Perugia 1 Spal 2 Vicenza 1 Entella 2 Brescia 0
Pro Vercelli 0 Spezia 1 Verona 0 Trapani 2 Novara 0
Lucianone
RISULTATI delle partite
Pisa 0 Ascoli 2 Avellino 1 Carpi 1 Cesena 3 Frosinone 1
Bari 0 Latina 2 Benevento 1 Ternana 1 Cittadella 0 Salernitana 3
Perugia 1 Spal 2 Vicenza 1 Entella 2 Brescia 0
Pro Vercelli 0 Spezia 1 Verona 0 Trapani 2 Novara 0
Lucianone
Spettacoli - Parigi: ritorno al Bataclan con STING
15 dicembre '16 - giovedì 15th December / Thursday visione post - 15
Un anno dopo la strage islamista, il teatro parigino
ha riaperto sulle note di Sting. E qui una giornalista
racconta l'emozione di una serata a fianco di chi ha
vissuto l'orrore, ma è tornato.
(da 'Grazidisteso a terra, a' - 23 nov. 2016 - Emanuela Mastropietro / PARIGI)
Eravamo un solo cuore al Bataclan
La sala del Bataclan sa di nuovo, nell'aria c'è odore di vernice fresca. Tutto è stato rifatto:
il pavimento, che il 13 novembre 2015 si era trasformato in una pozza di sangue; il bancone
del bar affacciato sulla platea, dietro al quale decine di spettatori si erano rifugiati durante
la carneficina; gli affreschi sui muri, che Aurélien, cuoco parigino, si era ritrovato davanti
agli occhi mentre, si fingeva morto per evitare le sventagliate di mitra. Sabato scorso, 12 no-
vembre, Aurélien ha trovato la forza di tornare al Bataclan insieme con tanti altri superstiti
del massacro e a centinaia di familiari e amici delle 90 vittime cadute sotto i colpi di tre ter-
roristi islamisti. Sul palco non ci sono gli Eagles of Death Metal come quella tragica sera.
Questa volta c'è Sting. L'artista britannico, il primo a esibirsi nel teatro rimesso a nuovo,
chiude gli occhi, domanda un minuto di silenzio. "Siamo qui per ricordare i morti e celebra-
re la vita", esordisce l'ex leader dei Police. "Non li dimenticheremo mai". Sonpo le 21,06, le
note di Fragile risuonano nella sala. Da giorni Parigi si preparava a riaprire il Bataclan con sentimenti contraddittori: l'emozione di celebrare il primo anniversario di quel 13 novem-
bre che ha cambiato il volto della Francia; il timore di riacutizzare un dolore tenutoi sotto
controllo dalla volontà di continuare a vivere come prima.
Sabato, il quartiere del Bataclan è già in effervescenza di prima mattina. La polizia ha or-
ganizzato posti di controllo. Davanti alla sala si accendono lumini, la gente depone fiori e
messaggi d'affetto. Sting atterra a Parigi con un jet privato proveniente da New York. Lo
accompagna la moglie Trudie Styler, che lo filmerà per tutti i 91 minuti del concerto, sedu-
ta accanto all'amica attrice Charlotte Rampling. Non è ancora buio quando i primi spetta-
tori (ne sono attesi 1500) si mettono in fila. I controlli sono minuziosi, l'attesa sotto una
pioggia battente molto fastidiosa, ma nessuno si lamenta. C'è chi si guarda intorno, chi
scambia due parole con il vicino. Come l'uomo visibilmente teso che confesa di volersi se-
dere allo stesso posto occupato un anno fa, la poltrona numero 8. O la madre di una delle vittime che racconta d'aver visitato la sala durante la ristrutturazione per prepararsi allo
shock. Nel caffè adiacente al teatro, un gruppo di psicologi è a disposizione di chi potreb-
be essere sopraffatto dallo stress. Una ventina di persone, a fine spettacolo, chiederà il lo-
ro intervento. Alle 19,13 si spalancano finalmente le porte. A sorpresa, c'è anche Jesse
Hughes, il leader degli Eagles of Death Metal. La direzione del Bataclan fa sapere che non
è il benvenuto: non gli ha perdonato d'aver insinuato in un'intervista che i terroristi si era-
no avvalsi della complicità del servizio d'ordine. Hughes ha poi smentito di aver tentato
d'entrare nel teatro: "Volevo solo vederlo aperto".
La sala si riempie in fretta, nelle prime file spicca il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo. Il
presidente Francois Hollande ha preferito rinunciare: temeva che lo accusassero di sfrut-
tare l'occasione in periodo pre-elettorale.
Sting entra in scena senza farsi annunciare. Appena sfiora le corde della sua chitarra, una
salva di "bravo" scalda l'atmosfera. L'artista che si esibisce gratuitamente (gli incassi so-
no stati devoluti alle associazioni in difesa delle vittime), non si risparmia: presenta 17 bra-
ni, tra vecchi successi e le canzoni del nuovo album, 57th & 9th. Per un'ora e mezza si bal-
la, si canta a squarciagola. Quando si riaccendono le luci, molti spettatori si stringono in
lunghi, commoventi abbracci. Prima di andarsene, qualcuno lancia sul palco una rosa
bianca, immacolata. Dopo tanto sangue, al Bataclan è tornata la vita.
Lucianone
Un anno dopo la strage islamista, il teatro parigino
ha riaperto sulle note di Sting. E qui una giornalista
racconta l'emozione di una serata a fianco di chi ha
vissuto l'orrore, ma è tornato.
(da 'Grazidisteso a terra, a' - 23 nov. 2016 - Emanuela Mastropietro / PARIGI)
Eravamo un solo cuore al Bataclan
La sala del Bataclan sa di nuovo, nell'aria c'è odore di vernice fresca. Tutto è stato rifatto:
il pavimento, che il 13 novembre 2015 si era trasformato in una pozza di sangue; il bancone
del bar affacciato sulla platea, dietro al quale decine di spettatori si erano rifugiati durante
la carneficina; gli affreschi sui muri, che Aurélien, cuoco parigino, si era ritrovato davanti
agli occhi mentre, si fingeva morto per evitare le sventagliate di mitra. Sabato scorso, 12 no-
vembre, Aurélien ha trovato la forza di tornare al Bataclan insieme con tanti altri superstiti
del massacro e a centinaia di familiari e amici delle 90 vittime cadute sotto i colpi di tre ter-
roristi islamisti. Sul palco non ci sono gli Eagles of Death Metal come quella tragica sera.
Questa volta c'è Sting. L'artista britannico, il primo a esibirsi nel teatro rimesso a nuovo,
chiude gli occhi, domanda un minuto di silenzio. "Siamo qui per ricordare i morti e celebra-
re la vita", esordisce l'ex leader dei Police. "Non li dimenticheremo mai". Sonpo le 21,06, le
note di Fragile risuonano nella sala. Da giorni Parigi si preparava a riaprire il Bataclan con sentimenti contraddittori: l'emozione di celebrare il primo anniversario di quel 13 novem-
bre che ha cambiato il volto della Francia; il timore di riacutizzare un dolore tenutoi sotto
controllo dalla volontà di continuare a vivere come prima.
Sabato, il quartiere del Bataclan è già in effervescenza di prima mattina. La polizia ha or-
ganizzato posti di controllo. Davanti alla sala si accendono lumini, la gente depone fiori e
messaggi d'affetto. Sting atterra a Parigi con un jet privato proveniente da New York. Lo
accompagna la moglie Trudie Styler, che lo filmerà per tutti i 91 minuti del concerto, sedu-
ta accanto all'amica attrice Charlotte Rampling. Non è ancora buio quando i primi spetta-
tori (ne sono attesi 1500) si mettono in fila. I controlli sono minuziosi, l'attesa sotto una
pioggia battente molto fastidiosa, ma nessuno si lamenta. C'è chi si guarda intorno, chi
scambia due parole con il vicino. Come l'uomo visibilmente teso che confesa di volersi se-
dere allo stesso posto occupato un anno fa, la poltrona numero 8. O la madre di una delle vittime che racconta d'aver visitato la sala durante la ristrutturazione per prepararsi allo
shock. Nel caffè adiacente al teatro, un gruppo di psicologi è a disposizione di chi potreb-
be essere sopraffatto dallo stress. Una ventina di persone, a fine spettacolo, chiederà il lo-
ro intervento. Alle 19,13 si spalancano finalmente le porte. A sorpresa, c'è anche Jesse
Hughes, il leader degli Eagles of Death Metal. La direzione del Bataclan fa sapere che non
è il benvenuto: non gli ha perdonato d'aver insinuato in un'intervista che i terroristi si era-
no avvalsi della complicità del servizio d'ordine. Hughes ha poi smentito di aver tentato
d'entrare nel teatro: "Volevo solo vederlo aperto".
La sala si riempie in fretta, nelle prime file spicca il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo. Il
presidente Francois Hollande ha preferito rinunciare: temeva che lo accusassero di sfrut-
tare l'occasione in periodo pre-elettorale.
Sting entra in scena senza farsi annunciare. Appena sfiora le corde della sua chitarra, una
salva di "bravo" scalda l'atmosfera. L'artista che si esibisce gratuitamente (gli incassi so-
no stati devoluti alle associazioni in difesa delle vittime), non si risparmia: presenta 17 bra-
ni, tra vecchi successi e le canzoni del nuovo album, 57th & 9th. Per un'ora e mezza si bal-
la, si canta a squarciagola. Quando si riaccendono le luci, molti spettatori si stringono in
lunghi, commoventi abbracci. Prima di andarsene, qualcuno lancia sul palco una rosa
bianca, immacolata. Dopo tanto sangue, al Bataclan è tornata la vita.
lunedì 12 dicembre 2016
SPORT - calcio / Serie A - 16^ giornata 2016/17
12 dicembre '17 - lunedì 12th December / Monday visione post - 16
RISULTATI delle partite
Crotone 2 Sampdoria 1 Cagliari 0 Atalanta 1 Bologna 0 Palermo 0
Pescara 1 Lazio 2 Napoli 5 Udinese 3 Empoli 0 Chievo 2
Torino 1 Inter 2 Fiorentina 2 Roma 1
Juventus 3 Genoa 0 Sassuolo 1 Milan 0
CLASSIFICA
JUVENTUS 39 / Roma 35 / Milan 32 / Lazio, Napoli 31 / Atalanta 28 /
Fiorentina 26 / Torino 25 / Inter 24 / Chievo, Sampdoria 22 / Udinese 21 /
Cagliari, Genoa 20 / Bologna, Sassuolo 17 / Empoli 11 / Crotone 9 /
Pescara 8 / Palermo 6
Lucianone
RISULTATI delle partite
Crotone 2 Sampdoria 1 Cagliari 0 Atalanta 1 Bologna 0 Palermo 0
Pescara 1 Lazio 2 Napoli 5 Udinese 3 Empoli 0 Chievo 2
Torino 1 Inter 2 Fiorentina 2 Roma 1
Juventus 3 Genoa 0 Sassuolo 1 Milan 0
CLASSIFICA
JUVENTUS 39 / Roma 35 / Milan 32 / Lazio, Napoli 31 / Atalanta 28 /
Fiorentina 26 / Torino 25 / Inter 24 / Chievo, Sampdoria 22 / Udinese 21 /
Cagliari, Genoa 20 / Bologna, Sassuolo 17 / Empoli 11 / Crotone 9 /
Pescara 8 / Palermo 6
Lucianone
venerdì 9 dicembre 2016
SPORT - calcio / Serie B - 17^ giornata 2016/17
9 dicembre '16 - venerdì 9th December / Friday visione post - 17
RISULTATI DELLE PARTITE
Trapani 0 Avellino 1 Bari 2 Cittadella 1 Latina 1 Novara 2
Carpi 1 Ascoli 2 Salernitana 0 Spal 2 Entella 1 Vicenza 1
Pro Vercelli 0 Spezia 0 Ternana 1 Verona H. 2 Benevento 2
Pisa 0 Frosinone 0 Brescia 0 Perugia 2 Cesena 1
CLASSIFICA
Verona H. 34 / Frosinone 32 / Benevento 31 / Spal 29 / Cittadella 28 /
Carpi 27 / Perugia 26 / Entella 25 / Bari, Spezia 23 / Novara, Brescia 21 /
Pisa, Latina, Ternana 19 / Ascoli, Salernitana, Pro Vercelli 18 / Avellino, Cesena 16 /
Vicenza 15 / Trapani 11
Lucianone
RISULTATI DELLE PARTITE
Trapani 0 Avellino 1 Bari 2 Cittadella 1 Latina 1 Novara 2
Carpi 1 Ascoli 2 Salernitana 0 Spal 2 Entella 1 Vicenza 1
Pro Vercelli 0 Spezia 0 Ternana 1 Verona H. 2 Benevento 2
Pisa 0 Frosinone 0 Brescia 0 Perugia 2 Cesena 1
CLASSIFICA
Verona H. 34 / Frosinone 32 / Benevento 31 / Spal 29 / Cittadella 28 /
Carpi 27 / Perugia 26 / Entella 25 / Bari, Spezia 23 / Novara, Brescia 21 /
Pisa, Latina, Ternana 19 / Ascoli, Salernitana, Pro Vercelli 18 / Avellino, Cesena 16 /
Vicenza 15 / Trapani 11
Lucianone
martedì 6 dicembre 2016
Società - Referendum sulla riforma della Costituzione: analisi dei risultati e conseguenze future
6 dicembre '16 / martedì 6th December / Tuesday visione post - 6
(da 'La Stampa' - 5 dicembre '16 - di Maurizio Molinari)
LA SPALLATA DEL POPOLO DELLA RIVOLTA
Con un'affluenza massiccia e una percentuale schiacciante di "No" l'elettorato
ha svelato l'esistenza nel nostro Paese di un popolo della rivolta che ha bocciato
la riforma della Costituzione, il presidente del Consiglio e l'establishment di go-
verno. - Il quesito referendario ha coagulato attorno a sè il movimento di pro-
testa che si era già manifestato in occasione delle elezioni amministrative ed ora
si presenta maggioritario nel Paese. Tentare di ridurre tale espressione di scon-
tento collettivo - presente in ogni area geografica - a sostegno di questa o quella
forza politica sarebbe l'errore più grande.
A votare "No" sono state le famiglie del ceto medio disagiato, impoverito dalla
crisi economica, senza speranze di prosperità e benessere per figli e nipoti. Sono
stati i giovani senza lavoro, gli operai che si sentono minacciati dai migranti e gli
stipendiati a cui le entrate non bastano più. E' un popolo della rivolta espressio-
ne dello stesso disagio che in Gran Bretagna ha prodotto la Brexit, negli Stati Uni-
ti ha portato alla Casa Bianca Donald J. Trump ed ora coglie un successo nell'Eu-
ropa continentale che fa cadere il governo di uno Stato fondatore dell'Ue.
Le dimissioni di Matteo Renzi e del suo esecutivo evidenziano la necessità da parte
dei successori di dare in fretta risposte chiare alle crisi all'origine della protesta del
ceto medio. Serve un nuovo welfare per le famiglie in difficoltà, una ricetta per ri-
mettere in moto la crescita ed una formula per integrare i migranti: più tarderan-
no, più il movimento di protesta crescerà innescando un domino di conseguenze
imprevedibili. Per far ripartire l'Italia non basta un nuovo governo: bisogna rispet-
tare il popolo della rivolta e rispondere alle sue istanze.
Lucianone
(da 'La Stampa' - 5 dicembre '16 - di Maurizio Molinari)
LA SPALLATA DEL POPOLO DELLA RIVOLTA
Con un'affluenza massiccia e una percentuale schiacciante di "No" l'elettorato
ha svelato l'esistenza nel nostro Paese di un popolo della rivolta che ha bocciato
la riforma della Costituzione, il presidente del Consiglio e l'establishment di go-
verno. - Il quesito referendario ha coagulato attorno a sè il movimento di pro-
testa che si era già manifestato in occasione delle elezioni amministrative ed ora
si presenta maggioritario nel Paese. Tentare di ridurre tale espressione di scon-
tento collettivo - presente in ogni area geografica - a sostegno di questa o quella
forza politica sarebbe l'errore più grande.
A votare "No" sono state le famiglie del ceto medio disagiato, impoverito dalla
crisi economica, senza speranze di prosperità e benessere per figli e nipoti. Sono
stati i giovani senza lavoro, gli operai che si sentono minacciati dai migranti e gli
stipendiati a cui le entrate non bastano più. E' un popolo della rivolta espressio-
ne dello stesso disagio che in Gran Bretagna ha prodotto la Brexit, negli Stati Uni-
ti ha portato alla Casa Bianca Donald J. Trump ed ora coglie un successo nell'Eu-
ropa continentale che fa cadere il governo di uno Stato fondatore dell'Ue.
Le dimissioni di Matteo Renzi e del suo esecutivo evidenziano la necessità da parte
dei successori di dare in fretta risposte chiare alle crisi all'origine della protesta del
ceto medio. Serve un nuovo welfare per le famiglie in difficoltà, una ricetta per ri-
mettere in moto la crescita ed una formula per integrare i migranti: più tarderan-
no, più il movimento di protesta crescerà innescando un domino di conseguenze
imprevedibili. Per far ripartire l'Italia non basta un nuovo governo: bisogna rispet-
tare il popolo della rivolta e rispondere alle sue istanze.
Lucianone
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