lunedì 26 gennaio '15 26th January / Monday visione post - 9 GRECIA Tsipras ha giurato: è premier / Governo con Anel, destra antieuro Alexis Tsipras è il nuovo premier della nazione ellenica. E' al governo con destra anti-austerity. Gli indipendenti di Anel annunciano l'alleanza con il leader del partito vincitore per formare un nuovo esecutivo. Riunione a Bruxelles tra Eurogruppo, Bce, Commissione e Consiglio. Le Borse non crollano dopo il voto. Le reazioni. Dopo la vittoria alle urne, il governo tedesco ha detto di essere aperto a un possibile nuovo prolungamento delle scadenze legate ai programmi di aiuto concordati. ''Fondamentalmente è un'opzione'', ha detto una portavoce del ministero delle Finanze stamani a Berlino. La cancelliera tedesca Angela Merkel, però, si aspetta che il nuovo governo greco tenga fede agli impegni presi dai suoi predecessori.
Di fronte alla vittoria di Tsipras, la politica britannica si è spaccata. Il primo ministro conservatore, David Cameron, ha scritto su Twitter: "Le elezioni greche faranno aumentare l'incertezza in Europa ed è per questo che il Regno Unito deve seguire il nostro piano, che dà sicurezza ai britannici in patria". Soddisfatto invece il leader dell'Ukip, l'euroscettico Nigel Farage, che ha anche commentato: "Il risultato delle elezioni greche è una disperata richiesta di aiuto da parte del popolo greco". L'Italia guarda a Tsipras,"Schiaffone alla Troika" Unanime e con poche oscillazioni la reazione della politica italiana al voto in Grecia. Il ministro Gentiloni: “Nel braccio di ferro tra austerità e flessibilità , il risultato greco va incontro alla domanda di uscire da quella rigidità che poniamo anche noi italiani” Italia / Torino - Costringe le figlie a fare sport, e viene condannato per maltrattamenti. "Siete grasse": 9 mesi al padre per violenze psicologiche Condannato a 9 mesi per maltrattamenti: questa la sentenza nei confronti del padre portato a giudizio per aver detto alle figlie che erano “troppo grasse” e averle costrette a fare sci agonistico. La pm Barbara Badellino aveva chiesto per l’uomo, 53 anni, la condanna a 10 mesi. I maltrattamenti contestati sono di natura psicologica. L’indagine era partita da un esposto della madre (i genitori sono separati) perché le figlie avevano chiesto di non andare più dal padre nei giorni in cui era stabilito che si vedessero. La difesa ha annunciato che farà ricorso.
Italia / Cuneo - Il prete ai fedeli: "Vi lascio, divento papà" / Applauso in chiesa Don Claudio: "Cambio vita, l'amore più importante di tutto" Il sacerdote saluta i parrocchiani e lascia l'abito religioso: a marzo diventerà padre. Dopo l'annuncio lungo applauso dei fedeli in chiesa. “Carissimi tutti, piccoli e grandi, presenti e assenti, che costituite la parrocchia, oggi ho da darvi un avviso insolito”. Così don Claudio Cavallo 50 anni, da oltre 5 parroco della basilica di San Dalmazzo a Borgo, ha annunciato stamane (domenica 25 gennaio) al termine della Messa, che mercoledì lascerà la parrocchia. Perché a marzo diventerà padre di un bambino e insieme alla sua “compagna” darà vita a una famiglia. “Sono qui per salutarvi, e ringraziare il Signore per il tratto di strada che abbiamo percorso insieme - ha detto -. Lo so per certo che Lui è il mio maestro, per questo resto una persona felice”. Stati Uniti / New York La metropoli statunitense si prepara alla più grande nevicata della storia / In arrivo una tempesta di neve mai vista
Atteso fino a un metro di neve: scaffali vuoti nei supermercati, 126mila tonnellate di sale sparse nelle strade. Dalle 23 (ora locale) vietata la circolazione ai mezzi privati
NEW YORK - Domenica sera il sindaco Bill De Blasio, ha lanciato l'allarme: «Cittadini preparativi, quella che sta per arrivare potrebbe essere la peggiore tempesta di neve che New York abbia mai visto». E subito sono scattate drastiche misure con il governatore Andrew Cuomo che ha invitato i pendolari a tornare a casa per le 15 di lunedì (le 21 italiane) decretando anche lo «stato d'emergenza». Le metropolitane continueranno a funzionare regolarmente fino alle 20, mentre il Metro North Railroad e il Long Island Railroad chiuderanno alle 23, ora dalla quale è vietata la circolazione di qualsiasi mezzo non d'emergenza .
East River Park a New York, già imbiancata, alla vigilia di una annunciata grande nevicata. Nella Grande Mela è atteso un metro di neve. Lucianone
20 gennaio '15 - martedì 10th January / Tuesday visione post - 9 Risultati delle partite Empoli 0 Palermo 1 Lazio 0 Cesena 2 Chievo 1 Genoa 3 Inter 0 Roma 1 Napoli 1 Torino 3 Fiorentina 2 Sassuolo 3 Milan 0 Parma 0 Udinese 2 Juventus 4 Atalanta 1 Sampdoria 2 Cagliari 2 Verona H. 0 CLASSIFICA JUVENTUS 46 / Roma 41 / Napoli, Sampdoria 33 / Lazio 31 / Fiorentina 30 Genoa 28 / Milan, Inter, Palermo 26 / Sassuolo 25 / Udinese 24 / Torino 22 Verona H. 21 / Atalanta 20 / Empoli 19 / Chievo 18 / Cagliari 16 / Cesena, Parma 9
Commento Partiamo dalla Roma: delusione Garcia, delusione Totti, delusione più di mezza squadra. Non vincere anche queste partite 'fuori casa' significa lasciare alla Ju- ventus sempre più punti e semprè più distanza alla lunga poco colmabile. Tutti i proclami iniziali del tecnico francese Garcia si stanno vanificando. Per adesso la Roma non è da Iuve, e dietro premono altre squadre in forma tipo Lazio, la rivale di sempre, e pian piano la Sampdoria del presidente Ferrero, Vedremo! Arriviamo adesso alla Juve: Continua... to be continued...
RISULTATI degli Ottavi Parma 2 Torino 1 Juventus 6 Milan 2 Cagliari 1 Lazio 3 Verona 1 Sassuolo 1 Le prossime gare Roma Fiorentina Inter Napoli Juventus Empoli Atalanta Sampdoria Udinese Parma Juventus - Verona H 6 1 Un risultato "Inaccettabile" (lucianone) Eppure quel Verona - Parma 3 - 1 faceva sperare qualcosa, almeno che ci fosse quel carattere in più da poter fronteggiare la corazzata Juve con onore e magari con tanta dignità. Ma niente di tutto ciò. Solo pochezza, e a lunghi tratti nullità. Tanti dicono 'eh, non c'era Toni', ma non basta cavarsela così, non si può fare affidamento su un solo giocatore che poi per quanto ex campione, la sua età la porta in spalle, anche se bene. La testa di Toni, quando c'è, fa comodo, si sa - ma gli altri? Tanti stranieri, ma soprattutto stranieri non all'altezza e quelli che facevano la differenza sono volati a Roma e a Napoli. Poi c'è lo zampino del tecnico Mandorlini che fa giocare Saviola (che la differenza potrebbe far- la) con il contagocce. Guarda caso col Parma era in campo tutta la partita e l'Hellas ha vinto alla distanza. Che poi il carattere della squadra sia man- cante, un pò bisogna darne atto al presidente Setti. Ma c'è anche da sentire la campana di Mandorlini: se si cambiano 18 giocatori nel giro di un anno (e in più quasi tutti stranieri, ti aggiungo) non si possono pretendere mira- coli, anzi... Ma adesso è l'ora di non perdere altri match, ma neppure di pareggiarne troppi. E forse l'altra pecca di questa squadra, oltre al caratte- re ondivago, è quella di sentirsi già al sicuro dalla zona B, credo. Sveglia, ragazzi, c'è ancora tutto il girone di ritorno. E la prossima partita sarà ancora con la Juve, sempre a Torino. Vedremo se la sveglia è suonata, anche se poi le partite da vincere saranno ben altre. Milan - Sassuolo 2 1 Il Sassuolo rende vita dura al Milan berlusconiano in parabola discendente, anche se poi alla fine la squadra milanista la spunta e va ai quarti. Altro che Verona! Sì d'accordo che il Milan di questi tempi non è lontanamen- te paragonabile pure alla Juve di Allegri. Ma sembrava che col cambio Inza- ghi tutto dovesse marciare in modo migliore, eppure neppure il Pippo cam- pione riesce a raddrizzare una difesa rossonera bucata spesso da tutti i lati. Evviva, comunque, il Sassuolo: una squadra costruita al 90 per cento con giocatori italiani dal cuore forte e dal carattere maschio. Verona Hellas e dirigenti, andate un pò ad imparare in quel di Sassuolo... romagna terra. (Lucianone) Torino - Lazio 1 3 Una Lazio in continua ascesa, e anche in Coppa non scherza e fa fuori un Torino un pò dimesso e rassegnato. Vedremo se la squadra romana saprà destreggiarsi tra campionato e Coppa Italia. Non sarà facile ma il carattere c'è e può riuscire, dando soddisfazioni duplici ai suoi tifosi. Parma - Cagliari 2 1 Continua... to be continued...
14 gennaio '15 - mercoledì 14th January / Wednesday visione post - 21 ( da 'la Repubblica' . 9 gennaio '15 / LettereCommenti&Idee - Nicholas Kristof ) Il giornale satirico francese Charlie Hebdo mette alla berlina gente di tutte le religioni e le provenienze. In passato in una vignetta si sono visti rotoli di carta igienica con scrit- te come "Bibbia", "Torah", "Corano" e la spiegazione: "Nel gabinetto, tutte le religioni". Eppure, quando gli uomini armati di mitra AK-47 mercoledì (7 gennaio) hanno fatto irruzio- ne negli uffici parigini di Charlie Hebdo, assassinando 12 persone nel peggiore attentato terroristico su suolo francese da decenni, molti di noi hanno presunto che gli attentatori non fossero fanatici cristiani o ebrei, ma più probabilmente estremisti islamici. Cristiani, ebrei e atei indignati sfogheranno le loro frustrazioni su Facebook o Twitter. Ma si presu- me che siano gli estremisti islamici ad aver manifestato la loro collera a colpi di pallottole. Molti si chiedono: "L'Islam conduce ineluttabilmente alla violenza, al terrorismo, a sotto- mettere le donne?". La domanda sorge spontanea perchè spesso è sembrato che i fanati- ci musulmani uccidessero in nome di Dio, dagli attentati di Madrid nel 2004, che provoca- rono la morte di 191 persone, all'assassinio il mese scorso degli ostaggi in un caffè di Sydney in Australia. Un anno fa - dopo che un amico pachistano, Rashid Rehman, corag- gioso avvocato, era stato ammazzato per aver difeso uno studente universitario erronea- mente accusato di aver insultato il Profeta Maometto - scrissi un articolo nel quale parlai di una sempre più grande vena di intolleranza nel mondo islamico. Una dlle forme di terro- rismo nel mondo islamico è la persecuzione quotidiana di cristiani e di minoranze religiose. E poi c'è l'oppressione femminile : nei dieci Paesi in fondo alla classifica del rapporto sulle disparità di genere del World Economic Forum ne ho contati 9 a maggioranza musulmana. Quindi sì, certo, c'è una vena di intolleranza ed estremismo islamico dietro l'attentato a Charlie Hebdo. La redazione era stata colpita da un attentato già nel 2001, dopo aver pub- blicato una vignetta di Maometto che dice: "Cento colpi di frusta se non morite dalle risa- te". Gli episodi di terrorismo possono indurre molti occidentali a ritenere l'Islam estremista per sua natura, ma questa conclusione è impulsiva e superficiale. Un esiguo numero di terroristi non rappresenta una religione complessa e variegata con oltre 1,6 miliardi di seguaci. Sono stato subissato di messaggi su Twitter da parte di musulmani che disap- provano l'attentato e fanno notare che i fanatici musulmani nuocciono all'immagine di Maometto molto più dei disegnatori di vignette. La m a g g i o r a n z a dei musulmani non ha niente a che spartire con la follia degli attentati, è vittima essa stessa del terro- rismo. In verità, quello di Charlie Hebdo non è stato l'attentato terroristico più letale mercoledì: un'autobomba fatta esplodere davanti a un istituto scolastico in Yemen, for- se da affiliati ad Al Qaeda, ha provocato almeno 37 morti. Il giornalismo mi ha insegnato a diffidare da semplici dicerie, perchè a quel punto nuove notizie si insinuano e le amplificano o distorcono. Nei miei viaggi i musulmani estremisti mi hanno parlato di false visioni, nelle quali loro credono, di un'America oppressiva, con- trollata dai sionisti e determinata a calpestare l'Islam. Si tratta di una deformazione as- surda, e dovremmo stare attenti a non fraintendere una religione così diversa come l'Islam. Cerchiamo di evitare le etichette religiose. Il cristiano comune non ebbe nulla di cui sen- tirsi colpevole quando nell'ex Jugoslavia i fanatici cristiani sterminarono i musulmani. Chi critica l'Islam non è da biasimare perchè nel 2011 un fanatico anti-musulmano ha assassi- nato 77 persone in Norvegia. Cerchiamo anche di renderci conto che il popolo più impavi- do e amante della pace in Medio Oriente, che si erge contro i fanatici musulmani, è pro prio quello dei devoti musulmani. Alcuni leggono il Corano e vanno a far saltare in aria una scuola femminile, ma molti di più leggono il Corano e costruiscono scuole femminili. I Taliban rappresentano una varietà di Islam; la vincitrice del Premio Nobel per la Pace Malala Yousafzai ne rappresenta una diametralmente opposta. Ricordo un episodio demo- ralizzante, forse apocrifo. Riguarda Ghandhi al quale chiesero: "Cosa ne pensa della civil- tù occidentale?". Pare abbia risposto: "Penso che sarebbe una buona idea". Il divario più grande non è quello tra le religioni, ma tra terroristi e moderati, tra chi è tol- lerante e chi considera "l'altro" un diverso. Dopo la crisi degli ostaggi, in Australia, alcuni musulmani paventavano attentati di ritorsione. Una marea di australiani non musulmani si è offerta di scortare i musulmani e garantirne l'incolumità, con l'hashtag #IllRideWith You (#TiAccompagnolo) su Twitter. Sono stati oltre 250mila i tweet, esempio di altruisti- ca compassione dopo un attentato. Bravi! E' questo lo spirito che ci deve animare. Schie- riamoci quindi con Charlie Hebdo, perchè la solidarietà dimostrata a livello globale è ispirante. Denunciamo il terrorismo, l'oppressione e la misoginia nel mondo islamico, e in qualsiasi altro luogo. Ma cerchiamo di stare attenti a non rispondere all'intolleranza dei terroristi con la nostra. (Traduzione di Anna Bissanti - New York Times 2015) Lucianone
14 gennaio '15 - mercoledì 14th January / Wednesday visione post - 16 Dice Cafiso: "Pubblicare tre album contemporaneamente è una scommessa. Ciascuno ha uno stile. Esiste anche la musica tradizionale della Sicilia" IL MIO JAZZ: dalle bande di paese alla musica sinfonica (da la Repubblica - 29/12/'14 - Ernesto Assante, Roma) C'è ancora qualcuno che pensa che realizzare degli album non sia inutile e che la musica, per poter essere ascoltata e diffusa, abbia bisogno di progetti corposi, appassionati. Francesco Cafiso, 25 anni, sassofonista jazz siciliano, era stato un "enfant prodige" di fama quando a 13 anni suonava con Wynton Marsalis in giro per l'Europa. Ora il musicista che ha continuato la sua carriera con successo, ha deciso di pubblicarenelle prossime settimane, ben tre album contemporaneamen- te, dando vita a un progetto che, non a caso, si intitola "3" e che mette insieme le sue diverse anime.
Il primo lancio degli album avverrà l'1 gennaio, giorno in cui usciranno sulle piattaforme digitali i tre singoli (uno per album) che anticipano i dischi: quel giorno Francesco regalerà ai suoi fan i tre brani, che saranno disponibili in free download sul suo sito personale www. francescocafiso.com.
Poi il 31 gennaio il sassofonista sarà in concerto all'Auditorium Parco della Musica
di Roma. "Pubblicare tre album contemporaneamente è una bella scommessa", rac-
conta Cafiso. "Ma allo stesso tempo sarebbe stato assurdo per me non farlo. Avevo
tutta questa musica pronta, seguire le regole del mercato e mettere in giro un album
alla volta avrebbe necessariamente fatto diventare vecchie molte di queste cose e
non avrebbe avuto alcun senso. Quindi credo sia meglio così, offro una perfetta foto-
grafia della mia musica"
"I tre album seguono ognuno una idea musicale. 'Contemplation' è il progetto più 'sinfonico' dei tre, ma è forse anche quello che io ritengo più vicino alla mia sensibilità, quello in cui mi racconto nella maniera più personale e intima. L'ho realizzato con Mauro Schiavone, Linda Oh, Marcus Gilmore, Alex Acuna e 33 membri della London Symphony Orchestra. E'n un lavoro ambizioso ma è anche quello più appassionante per me". L'altro album è "La banda", che è profondamente legato alla terra di Cafiso, la Sicilia, alla cui tradizione musicale si ispira il jazz del musicista. "Ma soprattut- to, come dice il titolo, il disco si ispira all'altra tradizione, quella bandistica, che ha dato un contributo importante per la nascita del jazz", spiega Cafiso. Infine, "20 cents per note", una sorta di autobiografia in musica, il disco più jazzistico dei tre. "Ognuno sarà libero di ascoltare quello che ama di più, di di scoprire un aspetto della mia musica, di poter scegliere. Non volevo impor- re un "kolossal" a chi mi ascolta e poi mi piaceva l'idea di offrire aspetti di- versi anche a pubblici diversi. Le etichette nella moda sono comiche ma inutili, io sono un jazzista ma amo molte altre cose, al di la di come si chiama o dello stile che ha. E credo che anche per il pubblico sia così".
13 gennaio '15 - martedì 13th January / Tuesday visione post - 14 "L'abietto versamento di insulti" (cito Adriano Sofri) nei confronti delle due cooperanti italiane rapite dai jihadisti è stato rinfocolato dal video che le raffigura costrette nel burqa. Non è mai facile, in questi casi, capire se sia meglio dare notizia dell'abiezione o tacere; il dubbio è che gli abietti considerino un successo diventare parte del pubblico dibattito, sia pure nel ruolo del farabutto; e d'altra parte la bassezza patologica di non pochi esseri uma- ni (per esempio il tizio che sul web definisce le due ragazze "le stronzette di Aleppo") è tipica materia di allarme sociale, come tutto ciò che è violenza e ignoranza. Così che viene da pensare che sorvolare su certe ondate di odio verbale costituisca omesso soccorso, perchè molti di quegli sfregiatori digitali - qualcuno anche su carta - avreb- bero necessità, oltre che di congrue misure legali (una bella denuncia per diffamazio- ne? con richiesta di congruo risarcimento in denaro alle due ragazze?), almeno di buone cure mediche . Ciò che si vorrebbe, ovvero non dare peso alla bruttura, non coincide con ciò che si dovrebbe, ovvero occuparsi degli abbruttiti, anche se farlo costa discendere, e di molti gradini, la scala della decenza. (da 'la Repubblica' - 4 gennaio '15 - L'AMACA - Michele Serra) Lucianone