mercoledì 16 settembre 2026

PSICOLOGIA - La Paura: come riuscire a capirla e affrontarla in un tempo incerto e insicuro come il nostro

 16 settembre '26 - mercoledì                              16th Seètember / Wednesday            visone post - 6

(da la Repubblica - 28 agosto'26 / Discutere sulla paura)

Come rispondere alla paura

(di Massimo Recalcati)

In un tempo traumatizzao dalle guerre e dall'incertezza per il nostro avvenire il tema della sicurezza si è caricato di una valenza che non è più solo politica, ma anche mentale. Ridurre l'esigenza di sicurezza alla manifestazione di un rudimentale analfabetismo politico non solo è un'errore strategico che spalanca praterie per una predicazione "alla" Vannacci, ma segnala soprattutto l'incapacità di comprendere il carattere inaggirabile della pulsione securitaria. L'essere umano non è, infatti, solamente un "animale sociale" - come riteneva classicalmente Aristotele - ma è anche animato da una spinta (antisociale) a rifiutare l'estraneo, lo straniero, a identificarlo, come direbbe Freud, con l'ostile in quanto fattore di perturbazione del suo equilibrio interno.  La pulsione a chiudersi anzichè ad aprirsi non è, dunque, una patologia mentale, ma una attitudine fondamentale dell'essere umano destinata ad accentuarsi di fronte a situazioni di incertezza e di disordine. La pulsione securitaria nasce dalla necessità  di tracciare  confini identitari  che possano  proteggere  la vita in- dividuale e collettiva dall'irruzione dell'estraneo. -  Prima ancora di essere politica, l'esigenza di sicurezza è dunque una esigenza psichica. Se la figura di Ulisse mette in luce il carattere avventuroso della nostra vita, la fame di conoscenza che la conduce a varcare i confini, a sentirsi attratta dall'ignoto, non bisognerebbe mai dimenticare che esiste nell'essere umano anche una spinta altrettanto intensa a preservare e a difendere i propri confini: chiudere una porta, recintare una proprietà, edificare una frontiera rispondono all'esigenza psichicamente elementare di distinguere il famigliare dall'estraneo. Il Confine non è dunque soltanto una astratta linea geografica, ma una forma essenziale della nostra organizzazione mentale. -   Per questa ragione la richiesta di sicurezza non può essere liquidata come un comportamento politicamente regressivo o come il frutto di un'azione di mera propaganda organizzata a fini elettorali. E' un errore clamoroso che spesso coinvolge anche esponenti illustri della sinistra. Dovremmo ricordare loro che non esiste solo il fascino irresistibile di Ulisse, ma anche l'acuta osservazione di Elias Canetti che mette in rilievo la particolare sensazione che ci investe quando, camminando lungo un grande viale cittadino o salendo su di un tram, urtiamo accidentalmente uno sconosciuto. Per un istante i nostri confini personali vengono violati.  Qualcuno che non conosciamo  è entrato abusiva-mente nel nostro spazio fisico interrompendo una distanza che ci protegge. Per un verso, dunque, l'umanità non sarebbe mai uscita dai propri confini  se l'ignoto  avesse prodotto soltanto paura, ma, per un altro verso, l'ignoto può suscitare un brivido capace di trasfor-mare la curiosità per lo straniero in una minaccia di violazione.

L'esasperazione ideologica della pulsione securitaria è ovviamente sempre possibile. Nel corso del Novecento ha provocato drammi senza precedenti. Il rischio della sua trasforma-zione in xenofobia, in culto dela razza o della salute o, addirittura, nella fantasia delirante di un mondo finalmente liberato da ogni forma di alterità, si è avverato tragicamente. Tuttavia, chiudere i confini, alzare barricate, difenfere il proprio territorio non sono soltanto gesti ideologici, ma rispondono a un fantasma fondamentale. costruire un luogo protetto dall'irru-zione dell'esterno. Freud faceva l'esempio del guscio che assicura protezione di fronte agli stimoli imprevedibili provenienti dall'esterno: un dentro senza fuori, uno spazio finalmente sottratto all'imprevisto. -  Il compito di una politica all'altezza della sfida della democrazia dovrebbe essere quello di riconoscre l'esistenza della pulsione securitaria. Senza irridere la chiamata alle armi di cui si fa portavoce il generale Vannacci, bisognerebbe avere il corag-gio di sostenere che l'inclusione non comporta la cancellazione della propria identità nazio-nale, che l'accoglienza non comporta la negazione della propria memoria storica, che il confine come luogo di scambio non comporta la sua soppressione come soglia che definisce un'appartenenza. Nondimeno, la domanda di sicurezza è inesauribile pervhè non può mai essere pienamente soddisfatta: più il mondo appare precario, disordinato, imprevedibile, più cresce il desiderio di stabilire confini sempre più netti; più le identità si mescolano, più può emergere la tentazione a solidificarle.  Ma il problema è che la sicurezza assoluta coincide solo con la morte. Un mondo completamente sicuro sarebbe un mondo senza sorpresa, senza alterità e senza rischio..E' questa la contraddizione che bisognerebbe riuscire a rendere feconda: non si dovrebbe semplicemente opporre apertura a chiusura, libertà a sicurezza. Se, come sappiam, una società che organizza la propria identità intorno alla paura è destinata a trasformare la protezione in una forma di segregazione, non dovremmo nemmeno dimenti-care che una società che nega l'esistenza della paura finisce per consegnarsi ai peggiori pro-pagandisti della reazione. -  Il compito della politica non è quello di sopprimere la pulsione securitaria, ma di tenerne conto dandole una forma che non distrugga ciò che pretende di proteggere. Non abbiamo PAURA soltanto perchè qualcuno ci ha insegnato ad averne. Abbiamo paura perchè siamo esseri vulnerabili, esposti alle insidie del mondo. La civiltà non comincia quando eliminiamo la paura, ma quando impariamo a non trasformarla in una spinta aggressiva. La paura non è l'esito di un deficit cognitivo ma ci appartiene.   Cosa ne possiamo fare?  La brace che alimenta la follia di una società chiusa su se stessa che trasforma i suoi confini in muraglie o una domanda di sicurezza da tenere in seria considerazione, non negata e non schernita snobisticamente come se fosse solo il prodotto pregiudiziale di una cattiva educazione o di una manipolazione propa-gandistica?


Lucianone

venerdì 28 agosto 2026

Politica estera - Spagna e il metodo Sanchez

 28 agosto '26, venerdì                                28th August / Friday                         visione post - 56

(da "la Repubblica" - 21 marzo 2026 / Invece Concita - 'Come fa Sanchez?... )

Come fa Sanchez? Studiamolo

di C. De Gregorio

Ma come farà Pedro Sanchez? A fare sempre cose di sinistra, a dire le parole giuste? Che cos'ha che i nostri non hanno? Eppure sembravano partiti tutti più o meno alla pari, quelli della sua generazione. Perchè lui sì e gli altri no? Non stiamo parlando qui di grandi statisti, di visionari e filosofi: non si intravede da nessuna parte un nuovo Berlinguer. Neppure lui lo è. E' un politico preparato, concentrato sulle sue ragioni: come molti. E' pieno di problemi, come moltissimi. Direi come tutti. Problemi di maggioranza, di tenuta di coalizione. Ha di fronte la minaccia delle destre che avanzano, in molte regioni vincono. Vox cavalca. Ha i suoi problemi giudiziari, parecchi, la moglie sotto accusa. La giustizia non è "un plotone di esecuzione", come sostiene qui da noi la capo segreteria del ministero di Giustizia. La Giustizia fa le sue indagini esamina le accuse, non risparmia i potenti e i governanti in carica. Non si richiede impunità per la casta.  E' un leader debole, scrivono ogni giorno i giornali dell'opposizione, in Spagna. Eppure fa, dice. Che la guerra è illegale, che si può perfettamente essere nemici di un regime sanguinario che impicca in piazza ragazzi senza processo (Iran) e al contempo essere contrari alle violazioni del diritto internazionale. Ieri un Consiglio dei ministri straordinario ha varato "lo scudo sociale".  Misure per proteggere i cittadini dalle conseguenze del conflitto. dalle speculazioni e dai rincari. Ottanta provvedimenti per circa 5 miliardi di euro. la riduzione dell'Iva sui carburanti dal 21% al 10%, l'eliminazione dell'imposta speciale sugli idrocarburi, con un calo stimato  di 30-40 centesimi al litro su diesel e benzina. La riduzione delle imposte sull'elettricità, il rafforza-mento del bonus sociale elettrico, il divieto di sospensione delle forniture per le famiglie vulnerabili. Il blocco temporaneo degli affitti. Il divieto di licenziamento e il controllo dei margini aziendali. Non c'è da applaudirlo, bisogna studiarlo. Capire come fa.

Lucianone

Ulime notizie - dall' Italia e dal mondo / Latest news

 28 agosto '26 - venerdì                                    28thAugust / Friday                      visione post - 15

NEPAL E TIBET - L'ondata devastante dalla montagna sulle vallate sottostanti e la relativa alluvione

Napal: si scava nel fango /  Per ora si contano 1.300 dispersi / centinaia le vittime / Persi contatti con tre italiani / Timore per una seconda ondata /

 E' franata la roccia sotto il ghiacciaio: una massa simile a quella del Vajont

Russia e Nato -

La Nato in allerta:  il 18 agosto, senza preavviso, in atto una vasta esercitazione militare ha simulato l'assedio di Kaliningrad / L'Alleanza diffida Mosca da aggressioni / Ma nuove minacce dal Cremlino / Trump: Putin non attaccherà 

La deterrenza è una disciplina complessa, in cui si alternano diplomazia e forza; in modo da fare la massima attenzione a non superare i limiti, cioè serve a impedire che le crisi si trasformino in conflitti.

Bosnia - 

Morto Mladic, il boia della Bosnia, che ordinò il genocidio di Srebrenica / Capo delle Forze armate serbo-bosniache, perseguitò la popolazione musulmana. Nel 2017 fu condannato all'ergastolo all'Aia


Italia - contro le pandemie un odontoiatra

In caso di nuove pandemie, incaricato nel ministero alla Salute un odontoiatra /

Lucianone.

lunedì 17 agosto 2026

Sport - ATLETICA E NUOTO molto meglio del Calcio, ma entrambi vengono snobbati dalla massa di adulti italiani

 17 agosto 2026 - lunedì                             17th August / Monday                          visione post -  5

IL Rompipallone  di Gene Gnocchi

Niente Mondiali ma secondo posto nel medagliere europeo di nuoto. Perchè i bambini italiani in cortile non hanno più una palla ma una piscina

Atletica e Nuoto:  Grande Italia

Forse nessuno se l'aspettava con queste proporzioni, enormi e indiscutibilmente meritate fino in fondo, e che cioè l'Italia del Nuoto (quella degli 'European Aquatics Championships - Paris 2026") e dell'Atletica (European Athletics a Birmingham) ottenesse dei risultati dai suoi atleti così sorprendenti, cioè vincenti fino a installarsi alla sommità del Medagliere in seconda posizione nel Nuoto Vasca e addirittura in prima assoluta posizione nel medagliere dell'Atletica.

continua... to be continued...

martedì 11 agosto 2026

Politica europea / la questione migratoria: duello Sanchez - Meloni, Stati sovranisti che spaccano e... la Sinistra europea oltre Sanchez?

 11 agosto '26 - martedì                                 11th August / Tuesday                         visione post - 5

Questione migratoria in Europa

venerdì 7 agosto 2026

Riflessioni del Venerdì - I nostri cari personaggi, idoli, punti anche di riferimento scomparsi. E ci accorgiamo che la morte è verità che ci sommerge tutti...

 7 agosto '26 - venerdì                                         7th August / Friday                             visione post - 17

C'è una frase che quasi tutti non vorrebbero mai sentire: "Prima o poi... ". E il resto è facile da indovinare. Quando poi si parla di personaggi noti, famosi che più o meno ammiriamo tutti, si rimane basiti per un pò, perchè non ce l'aspettavamo e avremmo voluto, pensato, immaginato che vivessero ancora, che potessimo vederli ancora in tv o sentire per un bel pò le loro voci e ammirare, scrutare i loro volti.

Mesi fà se n'era andato Alex Zanardi, uno dei miei idoli che avevo visto per la prima volta nei primi semplici giochi da computer ma subito non pensavo fosse un pilota veramente esistito, ma solo una invenzione da videogame. Poi avevo saputo che era uno dei più grandi piloti di Formula Uno e che aveva gareggiato addirittura nei grandi circuiti americani. E negli States era già considerato grande campione. Ma il terribile jncidente di gara a Indianapolis, pur avendo salva la vita, gli aveva stravolto per un attimo i suoi piani di futuro campione. Ma lui non si arrese. E il suo carattere romagnolo/emiliano gli fece allora prendere altre strade sportive. Sempre con successo, finchè ebbe l'incidente sulla sua auto a rotelle che lo convinse al ritiro defintivo, lavorando anche in tv in parecchi programmi sportivi. -  

Poi è scomparso Osvaldo Bagnoli, grande allenatore che dedicandosi a svolgere il suo lavoro a Verona,portò ...

continua... to be continued...









martedì 28 luglio 2026

Politica / Sport - Almeno simulare fair play

 28 luglio '26 - martedì                                   28th July / Tuesday                         visione post - 8

(da la Repubblica - 28 luglio  /  l'Amaca di Mihele Serra)

Almeno simulare fair play

Il ministro dello Sport Abodi ha atteso meno di un secondo per esprimere la sua malcelata soddisfazione per l'inciampo del suo rivale Malagò, che ha dovuto tornare sui suoi passi sulla vicenda Pirlo.  "Una brutta figura", ha commentato Abodi. -     Poteva dire "una faccenda sfortunata", o "un incidente di percorso", invece no: "brutta figura".  Aspettarsi che un ministro dello Sport offra un appoggio leale al presidente della più importante federazione sportiva del Paese (così come dal ministro dell'Interno ci si aspetta che non manifesti ostlità per il capo della Polizia) vuol dire non conoscere l'Italia.  La faida personale e il malanimo tra capibranco in lotta sono la regola. Che qualcuno lavori per uno scopo comune, anche se gli interessi personali divergono, è pura utopia; e anche il piano B, che sarebbe affrontare le difficoltà altrui almeno fingendo fair play, è impensabile. Non siamo un paese di signori, no che non lo siamo. -  Come aggravante politica va aggiunto che questo governo, a più riprese, ha manifestato ostilità per l'autonomia dello sport, e non solo dello sport. Una specie di nevrosi da controllo lo pervade, come dimostrato dal fallito assalto al Coni, dalla governance intollerante della Rai e da altre operazioni di assoggettamento (il caso più recente, del quale si parla poco o affatto, è Ispra, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, la cui autonomia scientifica è parsa meno salda in occasione del varo delle nuove norme sulla caccia). Ma fino a che non sarà direttamente il ministro dello Sport a nominare il ct della Nazionale, e magari a fare la formazione, sarebbe elegante almeno simulare spirito di collaborazione con il presidente federale.   

Lucianone

lunedì 13 luglio 2026

Ultime Notizie - dall'Italia e dal mondo / Latest news

 13 luglio '26 - lunedì                                        13th July / Monday                       visione post - 13

Sport / tennis

Jannik Sinner -  A Wimbledon bis storico di Sinner / Adesso Londra è azzurra ed è una "vittoria speciale" per il Numero Uno / Doma Zverev in quattro set e si conferma campione / E' il q uinto Slam conquistato in carriera / "E' stata dura dopo Parigi - ha detto dopo il trionfo - Ho sacrificato  tanto per essere in questa posizione. Questo traguardo significa molto, è un giorno speciale".  

Altri campioni del tennis nel passato lontano: Adriano Panatta, Pietrangeli, Barazzutti, Campores e parecchi ancora. Ma mai come Sinner. Sì, sicuro che allora erano tempi in cui il tennis era uno sport minore, poco praticato dalla massa, non ancora valutato e considerato uno sport "vero", ma quei pochi che gli si dedicavano lo facevano isolati, poco apprezzati. Oggi, e apartire soprattutto dagli anni Novanta, tutto in questo sport si è evoluto. E ormai Jannik ha dato inizio a una nuova era di campioni e campionesse. E meno male!

Esteri /  battaglia sul controllo di Hormuz

Pioggia di missili Usa sull'Iran e navi colpite / Teheran annuncia la chiusura dello Stretto ma gli Usa smentiscono / Lagarde a Washington / Trump: Hormuz lo controllo io 

Italia / Primo piano

Torna l'ansia da inflazione: occhi su diesel e gas / Ministro Urso: "Se i carburanti risalgono, aiuti mirati a imprese e famiglie" / Il sì dell'Italia contro gli Antifa: un segnale di Meloni a Donald Trump / Tensione Conte-Pd su Mosca / Il dem Provenzano. "Conte ha il problema Di Battista e sta alzando il tiro a scapito di Ucraina e Kiev"

Lucianone

SPORT / Tennis - Altro che nazionale azzurra: per fortuna abbiamo Jannik Sinner!

13 luglio '26 -  sabato                                       13th July / Saturday                       visione post - 38

 Ieri, domenica 12 luglio, è una data da ricordare bene, da fissare nel mondo dello sport italiano e non solo.

Ci stiamo ancora tutti, o quasi, stropicciando gli occhi, dopo aver visto set dopo set (quattro giochi/partite in tutto in più o meno quattro ore) quello che ormai non è più un extraterrestre-tennista ma un consolidato enorme sportivo-esperto atleta del tennis (e chi più ne ha più ne metta) che risponde a un nome ormai magico: Jannik di 24 anni e Sinner di cognome e italianissimo, anche se altoatesino - alla faccia di chi ancora oggi lo sfotte, chiamandolo "tedesco" magari di esportazione. Col cavolo! Jannik Sinner è italianissimo ed è, per giunta, il nostro orgoglio nazionale. Non c'è Italia del calcio che tenga, non c'è ormai paragone, e semmai è lui, il semplice Jannik che tiene alto, altissimo l'orgoglio italico sportivo, e soprattutto dopo che fino a quasi una decina d'anni fà e oltre il tennis "non veniva considerato" un granchè: ci mancavano campioni come Sinner che portassero i giovani ad avvicinarsi finalmente a questo magnifico sport (io stesso l'ho praticato a suo tempo come dilettante per parecchi anni). E infatti dietro la scia di Jannik è nato un vivaio di giovani (escluso Berrettini) che è stato trascinato dalle vicende più che esaltanti di questo giovane altoatesino, alto di statura e dal carattere tosto e sicuro come sono di solito gli altoatesini. Dallo sci, sport dove pure faceva bene con ottimi risultati, Jannick è passato al tennis, voluto testardamente come suo primo sport preferito e ponendosi gìà obiettivi e risultati.

Ma tornando al partitone di Wimbledon, in cui Sinner ha battuto in finale il tedesco Zverev, e dove ci siamo sì "stropicciati gli occhi" per la vittoria del nostro eroe, ma anche per la gran partita combattuta da Zverev, mai visto così forte e soprattutto sull'erba. E in certi momenti della gara sono stati due giganti, finchè la forza di carattere e di gioco di Jannik ha prevalso alla fine, pallina dopo pallina giocata con grande vigore soprattutto nei servizi e negli affondi degli "ace" su un tenace ma alla fine stressato Zverev. -  E pensare, comunque, che a Parigi nel "Roland Garros" Jannik era crollato per il gran caldo (gli organizzatori gli avevano riservato la sorpresina di farlo giocare nella canicola di un mezzogiorno di fuoco come fosse il "supereroe" di un film), mettendo a dura prova il fisico e la mente. Niente: il nostro è letteralmente crollato. E in seguito, visite approfondite, più d'una, per esaminare se ci fossero conseguenze più o meno gravi. Alla fine, no tutto a posto. Era stata solo colpa di quello scherzetto parigino. E Sinner è tornato come nuovo, come ai vecchi tempi e ancora meglio. A Londra il suo punto di forza è stato il servizio e lo smash dei suoi "ace" alla battuta.  E insomma abbiamo così potuto in buona parte dimenticare la delusione per la mancata partecipazione degli Azzurri al Mondiale americano di football.  Evviva, ancora una volta, il super Jannick e per contrasto un Abbasso ai nostri ex eroi della Nazionale italiana. Troppo tempo senza un trionfo mondiale. E adesso andare a capire perchè e trovare rimedio andando a pescare dei "Sinner" pure nel calcio. E non sarà facile!

- Luciano Finesso -

Lucianone


mercoledì 10 giugno 2026

Commenti - OPINIONI / Sulla Scuola - Compiti per le vacanze?

 10 giugno '26 - mercoledì                            10th June / Wednesday                         visione post - 7

(da  Corriere della Sera - 8 giugno, lunedì / Ultimo Banco - Alessandro D' Avenia)

COMPITI PR LE VACANZE?

Oggi in molte scuole è l'ultimo giorno: un anno scolastico è "valido" se ha 200 giorni effettivi, Da domani: scrutini, pagelle e, per chi è alla fine di medie e superiori, l'esame. Crediamo ancora che scuola sia un perimetro burocratico di giorni e banchi, domeniche escluse.  Potremmo invece aprirci alla più gioiosa realtà che "scuola" sia una dimensione permanente dell'anima. La vita umana è fatta di due soli movimenti: andare a scuola e tornare a casa, dove scuola e casa sono i due poli da cui passa l'energia che accende l'esistenza. Infatti a scuola "si va" e a casa "si torna", perchè scuola è andare incontro al mondo, il Viaggio, e casa è la stabilità delle relazioni primarie, Itaca. Se queste relazioni sono solide il bambino e l'adolescente maturano l'equilibrio e il coraggio necessari a esplorare per scoprire con chi e cosa entrano in risonanza, per costruire poi loro una casa, nuovi legami stabili e fecondi.  Casa-scuola-casa-scuola,,, circolo virtuoso che evita all'anima di chiudersi nella paura o perdersi nella confusione. Per questo dedico le ultime lezioni dell'anno a fare ciò per cui la "scuola" esiste: trovare il "fuoco" dei ragazzi. Dove e quando la tua vita si accende e accende chi ti sta vicino? Dove e quando sei entusiasta (in greco antico significava "avere un dio dentro": qualità di poeti, profeti e innamorati)? Dove e quando quindi sei ispirato, presente, vivo? 

A che cosa serve la scuola?  -   La scuola serve a scoprire i propri fuochi e le materie sono "inneschi", ma non bastano. Il fuocio non coincide con il futuro lavorativo, che potrà (si spera) esserne una manifesta-zione. Il fuocio è il dono che rende noi stessi un dono. E' il perchè sei al mondo, ha origine dentro, dà energia e la comunica agli altri. fa sentire vivi e del tutto presenti, ferma il tempo. Il fuoco è il dono che rende noi stessi un dono. E' il perchè sei al mondo, ha origine dentro, dà energia e la comunica agli altri, fa sentire vivi e del tutto presenti, ferma il tempo. Se siamo "on fire", come di dice in slang inglese, non ci importa del giudizio altrui, perchè il consenso è fame di senso camuffata. Fuoco non è semplicemente ciò che piace (guardare film, leggere, ballare...), ma la fonte primaria dell'azione. Allinea mente, cuore e corpo: ci "focalizza". cioè genera l'attenzione che fa maturare la vita. Libera dalle aspettative e dalle suggestioni di mode e idoli (illusioni di destino). Non manipola e non fa violenza, rende la vita migliore agli altri (chiedete a un amico: che cosa porto nella tua esistenza?). Può essere un'abilità, un interesse o un'attitudine: qualcosa che riesce bene (sport, strumento, scrittura, lingue...), che sta a cuore (natura, vita interiore, relazioni...), una qualità speciale (ascoltare, prendersi  cura, costruire, imparare).  Con domande precise provo ad aiutare i ragazzi a mettere "a fuoco" la propria vita, facendoli poi confrontare con i genitori perchè quella luce sia custodita anche da loro. Infine devono darsi da soli "i compiti", perchè "compito" è molto più degli esrcizi da fare a luglio o copiare a settembre, è "compiere" se stessi sempre: come alimento i miei fuochi? Quanto tempo dedicherò ogni giono a ciascuno?  Così non inizia la "vacanza" da vacuum, vuoto, contenitore di noia e di schermi (consiglio i libri "La generazione fantastica" di Haidt e Price per figli e alunni da 8 a 13 anni, e "The element: trova il tuo elemento" di Robinson da 14 a 18) ma la "pienanza" , da plenum, pieno, contenitore di impegno e gioia.  

Lucianone

mercoledì 27 maggio 2026

SPORT - calcio / Serie A 2025/26 - 38^ e ultima giornata / Risultati

 27 maggio '26 - mercoledì                                                                           visione post - 7

Risultati delle partite

Fiorentina - Atalanta  1- 1

Bologna - Imter  3 - 3   Lazio - Pisa 2 - 1

Parma - Sassuolo  1 - 0   

Napoli - Udinese  1 - 0   H. Verona - Roma  0 - 2

Lecce - Genoa  1 - 0     Milan _ Cagliari  1 - 2

Cremonese - Como  1 - 4

Torino - Juventus  2 - 2

CLASSIFICA finale

INTER  87  /  Napoli  76  /  Roma  73  /  Como  71  /  Milan  70  /  Juventus  69  /  Atalanta  59

Bologna  56  /  Lazio  54  /  Udinese  50  /  Sassuolo  49  /  Torino, Parma  45  /  Cagliari  43

Fiorentina  42  /  Genoa  41  /  Lecce 38  /  Cremonese  34  /   H. Verona  21  /   Pisa  18

Inter - squadra campione d'Italia, conquista lo scudetto

Cremonese, Verona e Pisa - le tre squadre retrocesse nella serie B

Continua... 




domenica 10 maggio 2026

Cultura / Intervista - La filosofa Lea Ypi: siamo liberi, ma solo attraverso l'identità europea

 10 maggio '26 - domenica                                  10th May / Sunday                         visione post - 6

(da la Repubblica, 10 maggio '26 - Rcultura / Intervista con Lea Ypi - Raffaela De Santis)

Intellettuale amata dalle nuove generazioni, Lea Ypi intreccia nell'ultimo memoir, "Dignità", le vicissitudini famigliari nell'Albania comunista a una riflessione più ampia su una politica che ritrovi moralità.

Siamo liberi solo riscoprendo l'identità europea

Da un pò di tempo Lea Ypi, intellettuale amata dalle nuove generazioni, continua a ripetere che la politica deve ritrovare la moralità perduta. Una cattedra alla London School of Economics, formazione marxista, laurea alla Sapienza di Roma, infanzia nell'Albania comunista: la biografia della quarantaseienne intellettuale più amata dalle nuove generazioni, frequentatrice di simposi a porte chiuse e di festival affol-latissimi, è un mix di esperienze esistenziali e accademiche.  Ypi ama scrivere libri più letterari che saggistici, ibridi di riflessioni, memorie e racconti.  L'ultimo, Dignità (Feltrinelli), sembra un corposo memoir sulla sua famiglia, in realtà è una chiave per leggere il mondo.  La filosofa del momento, acuta osservatrice dei nazionalismi attuali e critica del capitalismo, non si crogiola in vittimismi ma fa un appello: riscopriamo l'Europa delle origini.

Raffaela De Santis -  Partiamo proprio dallEuropa. Le sembra debole?

Lea Ypi: "Penso che la crisi dell'Europa possa essere un' opportunità. L'allontanamento dagli Stati Uniti può stimolare la riscoperta del pensiero europeo, può spingersi a ripensare le istituzioni comunitarie. Non penso che l'Europa debba puntare sul nazionalismo per fortificarsi.  Al contrario dovrebbe recuperare il progetto cosmopolita e federalista che era di Altiero Spinelli e Ernesto Rossi".

R.  De Santis - Non la convince il discorso sul riarmo e sulla necessità di un esercito europeo che molti anche da sinistra sostengono?

L. Ypi: "ogni volta che ci si riarma c'è una guerra mondiale. Conosciamo il movimento della storia: si parte da una crisi economica, si passa per una guerra tariffaria, si arriva al riarmo. L'escalation è nota, la tappa finale è la guerra. E dopo la guerra  per arrivare alla pace  ci vorrà  un compromesso. -     E' un  movimento che si porta dietro morte, tragedie, catastrofi. senza contare  che oggi all'orizzonte  c'è la possibilità di un conflitto nucleare, del quale non riusciamo neanche a immaginare i contorni. Sappiamo inoltre che il riarmo toglie risorse economiche alla scuola, alla sanità, alle infrastrutture. La politica dovrebbe ritrovare il valore della dignità".

R. De Santis - Veniamo al libro, dove racconta la storia dei suoi nonni dall'impero ottomano, alla Grecia, all'Albania comunista. Tutto ruota intorno a quella parola, "dignità", che da memoria familiare diventa categoria politica.

L. Ypi: "Inizio con una citazione di Kant: "Nel regno dei fini, tutto ha un prezzo o una dignità".  La dignità non ha prezzo, non è fungibile come una merce, non è riducibile a rapporti di scambio. Esce dalla logica del capitalismo, basato sul profitto. Nelle democrazie il diritto dovrebbe essere dignitoso, libero dai rapporti di forza".

R. De Santis - A cosa sta pensando?

L. Ypi: "Trump è la forza che si fa potere. Non è un fenomeno nuovo nella storia statunitense, ma ora l'articolazione è più esplicita. Trump non prova neanche a fingere di rispettare un ordine internazionale, dice esplicitamente che si muove per il petrolio. Il motto "Make America Great Again" smaschera i limiti di ogni nazionalismo: in un mondo che aspira ad essere "grande" non c'è spazio a sufficienza per tutti"

R. De Santis - Torniamo alla nonna, alla sua lezione sulla dignità. Lei viene da una famiglia cosmopolita importante.

L. Ypi: "Sono cresciuta con mia nonna Leman durante il vomunismo. Mi raccontava storie, mi parlava in francese, mi leggeva libri. Era per me una figura di riferimento. Sapevo che era nata in Grecia, a Salonicco, e che aveva studiato in un liceo francese ma il resto era avvolto dal mistero. Parlava poco di sè, anche perchè sotto il comunismo il suo retaggio culturale e sociale era considerato un peso. Venire dalla borghesia o dall'aristocrazia non era ben visto. Ho scoperto il suo passato dopo la caduta del Muro. Fino a quel momento non avevo idea dei traumi che aveva subito".

R. De Santis - Aveva avuto una vita difficile?

L. Ypi: "Mio nonno, Asilan Ypi, era un socialdemocratico critico rispetto al comunismo albanese. Venne messo in prigione per 15 anni e lei rimase sola, con un figlio. Fece qualsiasi lavoro per sopravvivere, finì anche a scavare trincee. Aveva perso tutto: la famiglia, i soldi, la posizione sociale, ma non la dignità. Lei diceva che la dignità è "qualcosa che ti porti dentro".  L'arrivo in Albania per lei era stato duro, era passata dal mondo cosmopolita di Salonicco - ormai non più esistente - allo Stato nazione albanese, dove si sentiva un pò straniera, un'outsider. Scontava anche il fatto di essere considerata una greca in Albania, come prima era stata considerata un'albanese a Salonicco". 

R. De Santis - E' bella la storia dell'amore tra i suoi nonni, raccontata partendo da una fotografia da lei ritrovata negli archivi.

L. Ypi: "Anche mio nonno faceva parte di una famiglia dell'élite. Suo padre - il mio bisnonno - era un conservatore che sosteneva gli interessi dei proprietari terrieri ed era legato alla destra popolare. Era stato ministro nel governo collaborazionista fascista".

R. De Santis - Forse anche per queste memorie familiari, uno dei focus della sua ricerca sono i naziona-lismi?

L. Ypi: "Ogni nazionalismo fa eva sulla questione dell'identità: chi sei, dove è la tua casa, a chi appartieni. Nel Novecento molti movimenti nazionalisti sono stati alimentati da forze progressiste. Oggi gli Stati-nazione si fondano sull'esclusione dell'altro, dell'immigrato, di chi non si integra".

R. De Santis - Le politiche di potenza sono spesso sostenute da rivendicazioni di superiorità valoriale rispetto ad altre culture.

L. Ypi: "Non mi convince la spiegazione dei conflitti legata allo scontro di civiltà. Anche la sinistra pare abbia smesso di leggere la storia come sviluppo di scambi economici, politici e sociali che poco hanno a che fare con la cultura. Il nazionalismo e il capitalismo credo siano i principali ostacoli nel XXI secolo".

R. De Santis - Come giudica il trionfo di Farage in Inghilterra? 

L. Ypi: "E' un disastro anticipato per i laburisti al governo. Avevano sperato che rincorrendo l'estrema destra con la retorica anti-immigrazione avrebbero mantenuto il consenso elettorale.  In realtà è successso il contrario: hanno perso a sinistra (sono avanzati i Verdi) e a destra (è cresciuto il partito Reform di Farage, come previsto). Penso possa servire di avvertimento per gli altri partiti di centro-sinistra in Europa perchè non ripetano gli stessi errori".

R. De Santis - Quali sono le alternative?

L. Ypi: "Una vera terza via, diversa da quella di Blair e Schroder, che nasca da una duplice resa dei conti con il socialismo di Stato e con il capitalismo nelle sue varie versioni".

R. De Santis - La lezione ella memoria può servire?

L Ypi: "A patto che guardi alle strutture della storia, a ciò che si nasconde oltre la superficie. Non serve incolpare Hitler o Stalin ma bisogna andare a vedere come si muove la storia e perchè.  La letteratura è importante anche per questo: perchè inquadra la realtà in modo più ampio e profondo, illumia gli angoli oscuri, quelli che in genere non ci vengono raccontati".

Lucianone

lunedì 4 maggio 2026

SPORT - calcio / Serie A '25 / 26 - 34^ giornata / risultati e classifica - Commento

 4 maggio '26 - lunedì                                     4th May / Monday                    visione post - 8

Risultati delle partite

Pisa - Lecce  1 - 2    Udinese - Torino  2 - 0

Como - Napoli  0 - 0   Atalanta - Genoa  0 - 0

Bologna - Cagliari  0 - 0   Sassuolo - Milan  2 - 0

Juventus - H. Verona  1 - 1    Inter - Parma  2 - 0

Cremonese - Lazio  1 - 2  Roma - Fiorentina  4 - 0

CLASSIFICA

INTER  82  /  Napoli  70  /  Milan  67  /  Juventus  65  /  Roma  64  /  Como  62  /  Atalanta  55

Lazio  51  /  Bologna, Sassuolo  49  /  Udinese  47  /  Parma  42  /  Torino  41  /  Genoa  40

Cagliari, Fiorentina  37  /  Lecce  32  /  Cremonese  28  /  H. Verona  20  /  Pisa  18  

Commento

Allora siamo quasi alla conclusione, ma l^Inter di Chivu è già Campione d^Italia e la sua festa è in pieno corso. Ormai si era capito da un pò che i nerazzurri stavano svettando su tutte le altre pretendenti, che poi si erano ridotte a due, ma ormai logore e logorate, come podisti o ciclisti che arrancavano nelle ultime curve nelle ultimissime salite, sempre per loro più ardue e spesso invalicabili. Insomma l'Inter ne aveva ancora per continuare, le altre proprio no!
continua...

venerdì 1 maggio 2026

COMMENTI / riflessioni-conclusioni - Israele e l'implosione da guerra pemanente

 1 maggio '26 - venerdì                                      1st May / Friday                          visione post - 21

(da la Repubblica, 19 aprile '26  -  da "Deviazioni" di Lucio Caracciolo)

Israele e l'implosione da guerra permanente

Israele ha intrapreso un percorso di autodistruzione. A muoverlo è il bisogno di sicurezza inteso come costante allargamento del proprio territorio. Imperativo esaltato dagli estremisti religiosi quale adempi-mento del mandato divino, che vorrebbe il popolo eletto titolare dello spazio tra il Nilo ed Eufrate (Genesi, 15; 18-21). Dio non essendo cartografo lascia agli ultrasionisti religiosi qualche libertà di interpretazione circa la forma della Terra di Israele.  Certo non un sogno da realizzare nel tempo visibile, almeno per i sionisti che curano il senso del limite.  Diversi però, non solo ebrei - per esempio l'ambasciatore americano a Gerusalemme, Mike Uckabee - ne fanno l'ideale di riferimento.  Non entriamo nella disputa georeligiosa. Restiamo all'equazione spazio=sicurezza. Dalla quale discende spazio=identità. Qui sicurezza e identità sono due facce della stessa medaglia. Ovvero del controllo sui territori strappati agli arabi palestinesi dalla guerra dei Sei Giorni (5-10 giugno 1967) a oggi.  Spazi da estendere a tempo indetermi-nato, con traiettorie variabili. Nel menù odierno figurano mezza Gaza - in attesa di riprendere l'altra metà, sotto Hamas - tutta la Cisgiordania (Giudea e Samaria), il Libano meridionale sino al fiume Litani, il Golan con il monte Hebron e altri territori siriani.   

La differenza qualitativa  tra le conquiste precedenti e quelle in corso dopo il trauma del 7 ottobre sta nell'enfasi sull'identità più che sulla sicurezza. Il Grande Israele è anzitutto dovere verso se stessi. Autoidentificazione di un popolo eletto . Di qui il rifiuto del governo Netanyahu di considerare umani coloro che resistono a tanto disegno, come i gazawi e i palestinesi di Cisgiordania. Privi di diritti in quanto non umani. La riduzione del nemico a bestia - ricambiata nella propaganda di Hamas e di altre organizzazioni palestinesi - legittima ogni violenza.  Nella dottrina militare di Gerusalemme l'espansione del territorio serve alla sicurezza "assoluta". Le Forze di autodifesa di Israele sono impegnate in un'offensiva totale, permanente, destinata a estirpare la minaccia dei "terroristi" (sinonimo di tutti i nemici) una volta per tutte. Basta "tagliare l'erba", rappresaglie periodiche con cui lo Stato ebraico domava le rivolte palestinesi, tra una tregua e l'altra. -  Questo assolutismo minaccia di suicidare Israele. Trascura il vincolo demografico: sette milioni di ebrei, tra cui ancora molti laici e una crescente minoranza ultraortodossa che non si riconosce nello Stato, non possono reggere in eterno fucile al piede spazi sempre più estesi, estendibili per volontà divina, abitati da arabi in gran parte musulmani. A meno di non sterminare gli autoctoni o vessarli per spingerli non si sa dove.   Moshe Dayan, eroe dei Sei Giorni, da Gerusalemme liberata/occupata commentava: "Se dovessi scegliere di essere occupato da una nazione, non sceglierei Israele".  I pogrom scatenati dai coloni in Cisgiordania hanno raggiunto intensità tale da spingere il loro massimo protettore nel governo, Bezalei Smotrich, a deplorare "marginali fenomeni di violenza che danneggiano l'intera impresa degli insediamenti". Definizione che include uccisioni a freddo, stupri e atti di mero sadismo.  Come meravigliarsi se la reputazione di Israele nel mondo, persino nell'America garante della sua sicurezza, sia crollata? Mentre dal 7 ottobre ogni anno decine di migliaia di israeliani lasciano la patria per ritrovarsi in una diaspora insicura e diviss, esposta all'odio di chi l'identifica  con Netanyahu.  Lo Stato ebraico è ormai ostaggio dei coloni, sicuri dell'impunità perchè reprimerli scatenerebbe la guerra civile. Proprio per questo possibile. -  Completiamo il nesso spazio=sicurezza=identità con la conseguenza diretta:  guerra per-manente. Ergo, vittoria impossibile. Massacro che rischia di produrre l'esatto opposto di quanto teo-rizzato dai bellicisti asserragliati nel governo attuale: la sconfitta di Israele, se non la sua fine. Tragico caso di guerra per la guerra, cifra dell'Occidente in decomposizione. Nel suo studio sopra la "vittoria maledetta" dei Sei Giorni, Ahron Bregman ricorda la saggezza dell'allora premier Levi Eshkol, laburista di origine ucraina, che festeggiava con indice e medio uniti nella churchilliana "V", segno di Vittoria.  Alla moglie Miriam che gli chiedeva se fosse impazzito, rispose: "Questa è una V in yiddish! Significa Vi Krishen arois? Come ne usciamo?".

Lucianone

domenica 26 aprile 2026

Commenti - La normalità delle armi - (e le mie personali riflessioni-conclusioni di stanchezza)

 27 aprile 2026 - domenica                               27th April / Sunday                      visione post - 6

(da La Repubblica - 19 aprile '26  /  L' Amaca, Michele Serra )

LA NORMALITA'  delle armi

E' possibile che qualcosa ci sia sfuggito, in questo affastellarsi di dichiarazioni, dispacci, bombe, mine, riunioni di dignitari colate a picco, petroliere immobili ma ancora a galla, ultimatum via social che smentiscono quanto appena detto. Ma Hormuz è aperto o chiuso? La guerra è ancora in corso? La tregua prelude alla pace o è solo una breve interruzione delle ostilità? Il regime di Teheran (obiettivo dichiarato dell'attacco) è più forte o più debole?  L'Iran avrà o non avrà il suo nucleare? Chi ha vinto davvero, visto che tutti dicono di avere vinto? Chi ha perso, visto che nessuno ammette di avere perso? -  Biognerebbe inventare un neologismo che indichi la condizione di caos permanente nella quale un "manipolo di tiranni", dice il papa, ci ha condotti (L'Osservatore romano  traduce elegantemente: manipolo di dominatori). Vale il nuovo disordine mondiale al posto del vecchio ordine mondiale, e questo lo avevamo capito. Ma la condizione di guerra diffusa, mai dichiarata e mai conclusa, senza un inizio e senza una fine, come chiamarla?  Fu Putin, quando coniò l'eufemismo "operazione militare speciale" pur di non dire "guerra contro l'Ucraina", a dare per primo il segnale che la vecchia antitesi guerra/pace appartiene al passato. Il rapimento di Maduro prevedeva l'uso delle armi, e la violazine della sovranità di un altro Paese, ma gli Usa non sono in guerra con il Venezuela. Nè assomiglierebbe alla pace l'allentamento della morsa di Israele sul Libano. -  Forse l'obiettivo è fare della violenza militare, dei bombardamenti, del massacro di civili nelle loro case, non una grave emergenza (la guerra!) ma una presenza endemica (cioè Normale). Le bombe e i carrarmati come i parlamenti e le diplomazie: normali (appunto) attori politici.

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Le mie personali riflessioni... e il senso di stanchezza!

Lo stretto di Hormuz, sì, vabbè, ormai lo sappiamo quasi tutti, anche i bambini forse, che cosa è.  Ma come ci siamo arrivati a questa crisi nello stretto di Hormuz? Bastano due parole: ribaltamento del mondo. Certo, il mondo non è più quello di prima, a partire dall'invasione russa dell'Ucraina, e forse come base di partenza dal crollo delle due Torri Gemelle di New York e soprattutto dalle sue conseguenze peggiori che si sono propagate da quell'inizio 2000 del nuovo millennio in poi. Ma adesso con Putin che non smette di far bombardare di missili l'Ucraina e soprattuto ultimamente la capitale Kiev e dall'altra parte il suo compare americano Trump che un giorno sì e uno no proclama guerra totale all'Iran se non rinuncia all'atomica (che in realtà non ha ancora al 100%) e in compagnia poi di Netanyhau l'israeliano che vuole espandere all'infinito lo Stato di Israele e sterminando un pò alla volta il popolo palestinese, - ecco che tutto si complica in guerre senza fine, con l'altro pezzo di mondo sem-pre più piccolo senza conflitti (Europa, per fortuna, compresa) che è sfinito dalla stanchezza di dover sopportare questi "eroi" al contrario pazzi scatenati che imperversano su tutto.. Stanchezza si', ma anche sopportazione misurata dal fatto che non si parla troppo della 'Bomba' che sarebbe cento e più volte più micidiale di quelle giapponesi (Nagasaki e Hiroshima!). E anche meno male che la Cina tace e sta a guardare, lasciando al suo posto per ora anche Taiwan.

(Luciano Finesso)

Lucianone

martedì 31 marzo 2026

SOCIETA' / Italia - Quella frattura tra ragazzi e adulti

 31 marzo '26 - martedì                               31st March / Tuesday                         visione post - 36

(da La Stampa - Commenti e Idee / di Antonella Inverno)

Quella frattura tra ragazzi e adulti

Quanto è successo in provincia di Bergamo - il ragazzo di tredici anni, poco più che un bambino, che ha accoltellato la sua insegnante - è solo l'ultimo in ordine di tempo di una serie di atti violenti commessi da giovanissimi in tutta Italia.  Questo caso, come gli altri, va guardato nella sua unicità; tuttavia tutti raccontano qualcosa dello stato di salute degli adolescenti e di quello delle relazioni educative. Nella delicata fase dell'adolescenza si è ancora nel pieno di un processo di crescita  in cui rabbia e frustrazione possono assumere una forza travolgente, soprattutto quando non trovano spazi di riconoscimento e di elaborazione, quando dentro si accumulano tensioni, incomprensioni, vissuti di esclusione.  Un elemento che questi casi mettono in luce è la difficoltà, da parte degli adulti, di intercettare per tempo i segnali di disagio. -  Segnali che restano frammentati tra scuola e famiglia, raramente condivisi in modo sistematico e tradotti in interventi tempestivi e continuativi.  Si interviene, più che altro, quando il problema esplode e due vite sono cambiate per sempre: quella della vittima, e anche quella di chi ha commesso un atto tanto feroce.  -   

Con il rapporto (DIS)ARMATI, frutto di un lungo lavoro di ricerca sul campo, Save the Children ha messo in evidenza  alcuni tratti comuni  agli episodi di violenza agiti dagli adolescenti, con la volontà di alimentare la riflessione sulle misure di prevenzione più efficaci. Questo tipo di violenza non ha una finalità strumentale. -   L'obiettivo non è l'eliminazione fisica: spesso i ragazzi non appaiono consapevoli delle conseguenze gravissime e a volte ir-reversibili dei loro atti. Un gesto del genere appare come utile a dimostrare forza, a recuperare rispetto. Il suo valore è legato alla visibilità e alla reazione degli altri.  Sono gesti che cercano uno sguardo, una forma di riconoscimento. "Almeno fare paura significa essere visti", ci ha raccontato un ragazzo qualche mese fa.  L'estetica della violenza sul piano simbolico può contribuire a rendere gli atti violenti socialmente accetta-bili tra gli adolescenti. Ma ciò che più risuona è l'evidente frattura nella funzione educativa. La scuola, la famiglia, in una parola gli adulti di riferimento, sono spesso percepiti dagli adolescenti come assenti o incoerenti.  I ragazzi in contatto con la giustizia minorile per reati di natura violenta che abbiamo intervistato hanno spesso alle spalle una famiglia fragile, di-sgregata, con genitori soli o assenti, in un dialogo emotivo che a casa sembra mancare. Anche la scuola sembra aver perso autorevolezza e attrattività ed è vissuta - nelle parole dei ragazzi intervistati - come un luogo dove regnano ansia e giudizio. -    E' chiaro che un ap- proccio emergenziale e punitivo rischia fortemente di risultare inefficace. E' necessario ri-costruire la filiera, garantire risorse e strumenti per una comunità educante più solida, con interventi di sostegno alla genitorialità, educazione di strada, supporto psicosociale, posso-no agire preventivamente sui fattori di rischio che alimentano la violenza.

Antonella Inverno -  Responsabile Ricerca e Analisi dati di "Save the Children" /

Lucianone

Ultime notizie - dall'Italia / Latest news - from Italy

 31 marzo '26 - martedì                                   31first March / Tuesday

giovedì 26 marzo 2026

Politica e analisi - Dopo la vittoria del NO, il Governo Meloni comincia a scricchiolare e saltano un pò di poltrone

 26 marzo '26 - giovedì                                  26th March / Thursday

Commenti / Idee e aggiornamenti - Come va il piano di pace per Gaza

 26 marzo '26 - giovedì                                 26th March / Thursday                         visione post - 14

(da la Repubblica - '20 marzo '26 /  Concita de Gregorio)

Come va il piano di pace per Gaza

E intanto, Gaza? Come procede la famosa pace che doveva essere la principale ragione per far vincere il Nobel a Trump? (Questo scrivevano il 10 ottobre i sostenitori del presidente Usa e parecchi organi di stampa, in disprezzo della logica ma persino della logistica: il patto per il cessate il fuoco era stato siglato il giorno prima, il Nobel assegnato il giorno dopo. Non è che si decida in 24 ore, a chi dare il premio). Ma oGaza, si diceva. Lo storico risultato come va? Siamo passati alla fase due, cinque mesi dopo l'accordo? Si stanno sgomberando le macerie, è iniziata la ricostruzione, si sono aperti i varchi per mezzi commerciali e civili?  E' ripartita la produzione industriale, funzionano scuole e ospedali? I giornalisti possono finalmen-  te entrare e vedere come stanno le cose? -  No, naturalmente. Niente di tutto questo. L'unico risultato ottenuto dalla coppia Trump-Netanyahu è quello di aver scatenato intanto un'altra ancor più imprevedibile guerra che ha come risultato secondario quello di aver fatto sparire il tema Gaza dal dibattito pubblico.  Se per Trump entrare in guerra contro l'Iran fosse un diversivo, c ome molti analisti negli Stati Uniti dicono (un divrsivo di attenzione dal caso Epstein, per esempio) ecco, ci sarebbe da aggiungere questo: un diver-sivo, anche, dal fallimento del celebratissimo piano di pace. Da quando è stato concordato il cessate il fuoco sono stati uccisi quasi settecento palestinesi, che si aggiungono ai 70mila già massacrati. Più di cento ammazzati al mese, in "tempo di pace".  Hamas ha restituito tutti gli ostaggi vivi e i corpi dei morti, ma Israele non ha cessato di bombardare.

Si continua a morire: uccisi da soldati freddo e fame

Continua... to be continued...  

sabato 21 marzo 2026

SPORT - calcio / serie A '25 / 26 - 29^ giornata / risultati, classifica e commento

 21 marzo '26 - sabato                                       21st March / Saturday                  visione post - 6

Risultati delle partite

Torino - Parma  4 - 1  Inter - Atalanta  1 - 1

Napoli - Lecce  2 - 1   Udinese - Juventus  0 - 1

H. Verona - Genoa   0 - 2   Pisa - Cagliari  3 - 1

Sassuolo - Bologna  0 - 1  Como - Roma   2 - 1

Lazio - Milan   1 - 0   Cremonese - Fiorentina  1 - 4

CLASSIFICA

Inter   68  /   Milan   60  /  Napoli   59  /  Como   54  /  Juventus   53  /   Atalanta   47  /  Bologna   42

Lazio   40  /  Sassuolo   38  /   Udinese   36  /  Parma   34  /  Genoa, Torino   33  /  Cagliari   30

Fiorentina   28  /  Lecce   27  /  Cremonese   24  /  Pisa, H. Verona   18

Commento

Il Milan perde a Roma con la Lazio e vanifica la piccola rimonta che si stava procurando dopo i tre punti guadagnati contro l'Inter la settimana scorsa. Il Napoli prova a recuperare con ben 2 vittorie di seguito e 6 punti in soli due match, ma il distacco dalla prima è di quasi 10 lunghez-ze cioè un pò troppo.  Como e Juventus molto bene come punti e possono per ora accedere alla Champion's.  Nel fondo classifica il Verona ha perso malamente col Genoa (ancora in casa) dopo la bella vittoria col Bologna in trasferta: alti e bassi che la penalizzano sempre più. Poi ci sono Cremonese e Lecce che non possono più compiere passi falsi e qualche sconfitta in più nelle prossime ultime gare le possono inguaiare non poco, fatto comunque non ancora del tutto evidente che la Fiorentina sia fuori dalla lotta!  (Luciano Finesso)

Lucianone