martedì 31 marzo 2026

SOCIETA' / Italia - Quella frattura tra ragazzi e adulti

 31 marzo '26 - martedì                               31st March / Tuesday                         visione post - 3

(da La Stampa - Commenti e Idee / di Antonella Inverno)

Quella frattura tra ragazzi e adulti

Quanto è successo in provincia di Bergamo - il ragazzo di tredici anni, poco più che un bambino, che ha accoltellato la sua insegnante - è solo l'ultimo in ordine di tempo di una serie di atti violenti commessi da giovanissimi in tutta Italia.  Questo caso, come gli altri, va guardato nella sua unicità; tuttavia tutti raccontano qualcosa dello stato di salute degli adolescenti e di quello delle relazioni educative. Nella delicata fase dell'adolescenza si è ancora nel pieno di un processo di crescita  in cui rabbia e frustrazione possono assumere una forza travolgente, soprattutto quando non trovano spazi di riconoscimento e di elaborazione, quando dentro si accumulano tensioni, incomprensioni, vissuti di esclusione.  Un elemento che questi casi mettono in luce è la difficoltà, da parte degli adulti, di intercettare per tempo i segnali di disagio. -  Segnali che restano frammentati tra scuola e famiglia, raramente condivisi in modo sistematico e tradotti in interventi tempestivi e continuativi.  Si interviene, più che altro, quando il problema esplode e due vite sono cambiate per sempre: quella della vittima, e anche quella di chi ha commesso un atto tanto feroce.  -   

Con il rapporto (DIS)ARMATI, frutto di un lungo lavoro di ricerca sul campo, Save the Children ha messo in evidenza  alcuni tratti comuni  agli episodi di violenza agiti dagli adolescenti, con la volontà di alimentare la riflessione sulle misure di prevenzione più efficaci. Questo tipo di violenza non ha una finalità strumentale. -   L'obiettivo non è l'eliminazione fisica: spesso i ragazzi non appaiono consapevoli delle conseguenze gravissime e a volte ir-reversibili dei loro atti. Un gesto del genere appare come utile a dimostrare forza, a recuperare rispetto. Il suo valore è legato alla visibilità e alla reazione degli altri. 

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Ultime notizie - dall'Italia / Latest news - from Italy

 31 marzo '26 - martedì                                   31first March / Tuesday

sabato 21 marzo 2026

SPORT - calcio / serie A '25 / 26 - 29^ giornata / risultati, classifica e commento

 21 marzo '26 - sabato                                       21st March / Saturday                  visione post - 5

Risultati delle partite

Torino - Parma  4 - 1  Inter - Atalanta  1 - 1

Napoli - Lecce  2 - 1   Udinese - Juventus  0 - 1

H. Verona - Genoa   0 - 2   Pisa - Cagliari  3 - 1

Sassuolo - Bologna  0 - 1  Como - Roma   2 - 1

Lazio - Milan   1 - 0   Cremonese - Fiorentina  1 - 4

CLASSIFICA

Inter   68  /   Milan   60  /  Napoli   59  /  Como   54  /  Juventus   53  /   Atalanta   47  /  Bologna   42

Lazio   40  /  Sassuolo   38  /   Udinese   36  /  Parma   34  /  Genoa, Torino   33  /  Cagliari   30

Fiorentina   28  /  Lecce   27  /  Cremonese   24  /  Pisa, H. Verona   18

Commento

Il Milan perde a Roma con la Lazio e vanifica la piccola rimonta che si stava procurando dopo i tre punti guadagnati contro l'Inter la settimana scorsa. Il Napoli prova a recuperare con ben 2 vittorie di seguito e 6 punti in soli due match, ma il distacco dalla prima è di quasi 10 lunghez-ze cioè un pò troppo.  Como e Juventus molto bene come punti e possono per ora accedere alla Champion's.  Nel fondo classifica il Verona ha perso malamente col Genoa (ancora in casa) dopo la bella vittoria col Bologna in trasferta: alti e bassi che la penalizzano sempre più. Poi ci sono Cremonese e Lecce che non possono più compiere passi falsi e qualche sconfitta in più nelle prossime ultime gare le possono inguaiare non poco, fatto comunque non ancora del tutto evidente che la Fiorentina sia fuori dalla lotta! (Luciano Finesso)

Lucianone

Commenti e Idee - Una domanda rimasta nell'aria

 21 marzo '26 - sabato                                  21st March / Saturday                       visione pot - 11

(da la Repubblica, 20 marzo '26 -  l'Amaca / Michele Serra)

Una domanda rimasta nell'aria

Nessuna legge o convenzione stabilisce quali media la presidente del Consiglio debba frequentare. E quali no. Niente di scandaloso, dunque, nella sua decisione di affidare a una chiacchierata con Fedez il momento più alto della sua campagna referendaria. Una interlo-cuzione amichevole è più rilassante di un contraddittorio. -  Rimane la libertà, a ci che resta del'opinione pubblica, di avere un piccolo sussulto quando Meloni a proposito dell'attacco di Israele e Stati Uniti all'Iran, indica come "unico scenario ragionevole tentare di chiudere un accordo per cui l'Iran accetta di utilizzare l'uranio solo a scopi civili e non militari". Beh, quel- la "soluzione ragionevole" già era in campo, grazie al lavoro dell'amministrazione Obama. Poi Trump l'ha cancellata. E la prima cosa che anche il meno distratto dei giornalisti avrebbe fatto notare a Meloni è esattamente questa: mi scusi, presidente, ma ppichè l'accordo che lei auspica c'era già, secondo lei come mai Trump lo ha stracciato? Aveva gà in mente di attaccare l'Iran? Fedez non è un giornalista, è un ragazzo vivace, con qualche talento in campo artistico. Non si può pretendere che lui, o il suo compagno di microfono, siano in grado di far notare a Meloni ciò che anche il più scalcinato dei giornalisti, purchè non affiliato alla causa, avrebbe fatto notare: e cioè che Obama aveva trattato con l'Iran precisamente con le intenzioni oggi espresse da Meloni, e con ottimi risultati; e Trump, quelle intenzioni, le ha poi calpestate. 

Resta da dire che si capisce perchè Meloni abbia deciso di parlare da Fedez, e non in sedi nelle quali qualche nozione di storia e di politica è ancora disponibile. Il rispetto della realtà è una fatica supplementare per chi fa già un lavoro faticoso come la presidente del Consiglio.

Lucianone

sabato 14 marzo 2026

SPORT - calcio / Serie A '25 / 26 - 28^ giornata / risultati, classifica, commento e video

 14 marzo '26 - sabato                                   14th March / Saturday                        visione post - 6

Risultati delle partite

Napoli - Torino 2 - 1    Cagliari - Como  1 - 2

Atalanta - Udinese  2 - 2    Juventus - Pisa  4 - 0

Lecce - Cremonese   2 - 1   

Bologna  -  H. Verona  1 - 2   Fiorentina - Parma  0 - 0

Genoa - Roma  2 - 1     Milan - Inter  1 - 0  

Lazio - Sassuolo  2 - 1

Classifica

Inter  67  /  Milan  60  /  Napoli  56  /  Como, Roma  51  /  Juventus  50  /  Atalanta  46  /  Bologna  39

Sassuolo  38  /  Lazio  37  /  Udinese  36  /  Parma  34  /  Genoa, Cagliari, Torino  30  /  Lecce  27

Fiorentina  25  /  Cremonese  24  /  H. Verona  18  /  Pisa  15  

Commento  (di Luciano Finesso)

Lo scontro diretto al vertice ha visto passare la squadra rossonera del Milan che riduce il distacco di 7 punti. Nerazzurri in palese difficoltà ma con un margine di distacco a proprio vantaggio ancora molto alto e che dovrà gestire al meglio nelle restanti 9 partite. Le quattro squadre che seguono le due leader di Milano, Como compreso, si giocheranno gli altri posti per la Champion's escludendo per ora un ritorno della squadra bergamasca di Palladino.  Guardando alle zone-retrocessione, c'è stato un balzo in avanti notevole della Viola (che comunque sembrava prevedibile) anche se il pareggio col Parma l'ha un pò frenata. Da notare poi il mezzo crollo della Cremonese che non riesce più a vincere nè fuori nè in casa propria ed è un grosso campanello d'allarme. Per contro c'è un Verona Hellas che sembra a tratti resuscitato ma gli mancano soprattutto risultati utili per la salvezza definitiva proprio al Bentegodi davanti al suo popolo, e la prossima gara col Genoa tra le mura amiche potrebbe essere l'esame più importante della stagione: o si vince o si torna, dopo 9 anni, nel purgatorio con iniziale B. Ma la brillante partita col Bologna farebbe ben sperare! 




 Lucianone

SPORT / calcio - Serie A 27^ giornata '25 - 26 / Partite e video

 14 marzo '26, sabato                                    14th March / Saturday                       visione post - 5

Risultati delle partite 

Parma - Cagliari  1 - 1     Como - Lecce  3 - 1

H. Verona  -  Napoli  1 - 2    Inter - Genoa  2 - 0

Cremonese - Milan  0 - 2   Sassuolo - Atalanta  2 - 1

Torino - Lazio  2 - 0     Roma - Juventus   3 - 3

Pisa - Bologna   0 - 1   Udinese - Fiorentina   3 - 0




 
Lucianone

POLITICA / Italia - Le giravolte della premier Meloni

 14 marzo '26, sabato                                   14th March / Saturday                         visione post - 17

( da la Repubblica - 12 marzo '26  /  di Annalisa Cuzzocrea)

Commento -

La giravolta della premier

Stretta tra una guerra che non vuole appoggiare nè rinnegare e un referendum sulla giustizia che rischia di minare il suo governo, Giorgia Meloni va in affanno. Chiede un ruolo più forte dell'Europa, ma sostiene il diritto di veto con cui Orbàn blocca gli aiuti all'Ucraina. Offrre un tavolo di collaborazione al'opposizione ma lo fa quasi per caso - alla fine della replica al Senato - senza crederci davvero.  L'apertura dura sei ore, viene richiusa - dopo il dibattito - da una presidente del Consiglio che spara a caso: contro il Pd e i 5 stelle che non avevano protestato per l'uccisione da parte degli Stati Uniti del generale iraniano Soleimani. Un intervento mirato paragonato a una guerra su larga scala. Contro il governo D'Alema - vicepremier e ministro della Difesa era Sergio Mattarella - che ha partecipato all'intervento della Nato in Kosovo nel 1999. Senza passare al Parlamento, sostiene Meloni, fingendo di non ricordare che il voto ci fu e che a sostenere e permettere quell'azione militare fu Silvio Berlusconi. Contro tutti coloro che si sono rallegrati della liberazione dal nazifascismo, avvenuta anche grazie agli Stati Uniti, e che ora non pensano lo stesso della liberazione del popolo iraniano. Nessumo di questi eventi assomiglia a quel che sta avvenendo in medio Oriente, ma è evidente che la presidente del Consiglio non sa più dove colpire. Perchè non sa cosa pensare. -   L'intervento scritto e meditato, presentato al mattino al Senato, aveva concesso due cose a chi guarda alla guerra con preoccupazione. Con un giro di parole Meloni aveva detto che si tratta di un intervento che avviene al di fuori del diritto internazionale, come aveva fatto il ministro della Difesa Guido Crosetto. E aveva aggiunto di aver chiesto a Israele di non attaccare le basi Unifil in Libano: la missione Onu è guidata dall'Italia, sul terreno ci sono oltre mille dei nostri soldati. Inoltre, aveva espresso dolore per la morte dei civili, tra cui almeno 150 bambine nella scuola di Minab, nel sud dell'Iran, chiedendo che su questo venga fatta chia-rezza. Tutto questo, per, era stato accompagnato da un'idea di fondo: i diritto internazionale è stato rotto dall'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, che siede nel Consiglio di sicurezza dell'Onu. E ades-so tutto è possibile. Come non si dovesse lavorare per difendere quel che resta o per costruire qualcosa di alternativo. Come se davvero - d'ora in poi - il ruolo dell'Italia e dell'Europa potesse essere quello di "osservatori" di grandi potenze che si lanciano missili.  Magari con un cappellino rosso in mano, come l'osservatore Tajani al Board of peace di Trump.   Meloni non nomina il presidente americano, non fa riferimento al fatto che più inchieste hanno sostenuto che sulla scuola di Minab sono piovuti missili statunitensi, non dice nulla che non suoni vago e generico perchè ha due problemi. Il primo è che sa bene che il conflitto innescato da Israele e Stati Uniti è impopolare - lo dimostrano i continui riferimenti ala posizione assunta dal premier spagnolo Pedro Sanchez, in salita nei sondaggi - ma non può permettersi di prendere le distanze da Trump.  Sostiene che a non poterlo fare è l'Italia, che agli Stati Uniti ha delegato a lungo la sua sicurezza. E' in parte vero, com'è però vero che il partito di Meloni fa parte della famiglia politica del tycoon. Ne condivide le idee e la cultura di riferimento. Il secondo problema è un referendum che non voleva politicizzare, ma a cui ha finito per dedicare molte più energie di quante avrebbe voluto. Tanto da non riuscire a sfuggire alla propaganda neanche al Senato, dove per difendere le sue leggi contro l'immigrazione clandestina ha rinnovato un attacco ai giudici "che liberano stupratori di bambini", facendo riferimento a mancati trattenimenti dovuti a procedure errate. E dimenticando che a rimandare a casa in Libia con tutti gli onori su un volo di Stato un assassino e stupratore di bambini ricercato dalla Corte penale internazionale sono stati lei e il suo governo. Senza mai spiegarne le ragioni.  -   Per questo incrocio di debolezze, meloni aveva bisogno di un dialogo con l'opposizione così come ha bisogno di dire che a decidere sull'eventuale uso delle basi italiane in guerra sarà il Parlamento. Un modo per mettere distanza tra sè e una scelta che non le porterebbe consenso. Ma è anche questo un gioco di prestigio: alle Camere la maggioranza è la sua, e nessuno dei suoi oerebbe mai votarle contro. Se la premier ritenesse davvero di poter collaborare con  l'opposizione, non avrebbe aspettato dodici giorni prima di proporlo; non avrebbe usato il suo discorso per fare propaganda contro i giudici; non avrebbe difeso il diritto di Orbàn di bloccare l'Europa.  Ma Meloni sa di non poter dare all'opposizione quel che chiede: la richiesta di un cessate il fuoco immedia- to a Trump e Netanyahu e la negazione delle basi italiane per azioni d'attacco.  E così, quella che poteva essere una vera prova di unità - perfino necessaria davanti a una crisi che rischia di fare molto male al nostro Paese - diventa puro teatro. Provocazioni, colpi a effetto, risatine tra i banchi. Fuori, il mondo in fiamme.

Lucianone

mercoledì 4 marzo 2026

Riflessioni - America e Presidenti americani / "Bombe, tende e cappellini" - Massimo Gramellini)

 4 marzo '26, mercoledì                                4th March / Wednesday                          visione post - 7

(da Corriere della Sera, 4 maezo 2026 - IL CAFFE' / (M. Gramellini)

TRUMP, tutti gli altri e l'America first    (come ce lo descrive bene Gramellini)

Bombe, tende e cappellini

E' tutta la vita che vedo presidenti americani dichiarare guerra a qualcuno. Li ricordo egersi solenni davanti al loro piccolo podio comprensivo di "gobbo" per ammonire e condannare iracheni, nicaraguensi, serbi, libici, russi, afghani.  Potevano essere disinvolti come Reagan, seduttivi come Clinton, rigidi come Bush senior, impacciati come Bush junior, onirici come Obama o svampiti come l'ultimo Biden. Ma alla fine erano sempre la stessa persona: the President of the United States.  Ad accomunarli era la gravitas imposta dal ruolo di "capo del mondo libero", qualunque cosa voglia ancora dire questa espressione che continua a risuonarci dentro fin dall'infanzia. -  Adesso, invece, c'è Gengis Trump. Uno che ha dichiarato guerra agli ayatollah indossando un cappellino da baseball. E che mentre parla di distruzione e di morti, anche americani, oppure inveisce contro nemici e alleati (ieri ha minacciato la Spagna, l'altro ieri l'Inghilterra, domani chissà) cambia improvvisamente discorso per magniicare il colore delle tende della nuova sala a ballo della Casa Bianca.

Qualcuno eccepirà che si tratta di formalismi di poco conto, rispetto al dramma in corso. Ma mi chiedo se questo abbruttimento dei rapporti tra persone e tra Stati non dipenda un pò anche dall'aver smesso di dare importanza alle forme. Un mondo dove el bombe e le tende riescono a stare nella stessa frase fa venir voglia di cercare una tenda che ci metta al riparo dalla bomba più devastante: quella umana.

Lucianone

venerdì 27 febbraio 2026

SPORT / calcio - Serie A - 26^ giornata '25-26 / partite e classifica - breve commento e video

 27 febbraio '26 - venerdì                               27th February / Friday                      visione post - 7

Risultati delle partite

Sassuolo - H. Verona  3 - 0   Juventus - Como  0 - 2

lecce - Inter  0 - 2     Cagliari - Lazio   0 - 0

Genoa - Torino  3 - 0   Atalanta - Napoli   2 - 1

Milan - Parma   0 - 1    Roma - Cremonese   3 - 0

Fiorentina - Pisa  1 - 0   Bologna - Udinese   1 - 0

Classifica

INTER   64  /  Milan  54  /  Napoli, Roma  50  /  Juventus  46  /  Atalanta, Como  45  /  Bologna  36

Sassuolo  35  /  Lazio  34  /  Parma, Udinese  32  /  Cagliari  29  /  Genoa, Torino  27  /  Cremonese,

Fiorentina, Lecce  24  /   Pisa, H. Verona  15

Breve commento -

Adesso il distacco tra i nerazzurri metropolitani e le tre squadre che seguono si sta facendo rilevante, soprattutto nei confronti dei cugini milanisti. Anche se mancano poco più di dieci partite alla fine, non sarà facile per Milan e ancora di più per Napoli e Roma recuperare tanti punti sulla prima: ci vorrebbe una crisi seria dell'Inter perchè ciò succeda, ma è molto poco probabile.  L'unica che può avere qualche speranza, anche se fioca, è sempre il Milan in vista soprattutto del derby alla giornata n. 28 -  Da tenere sempre presente che la partecipazione al torneo della Champion's, escluso il Napoli, tiene le squadre in compe-tizione per lo scudetto in tensione permanente.  E l'ultima sconfitta dell'Inter ne è la prova. L'unico 'team', peraltro non coinvolto nella lotta per lo scudetto, che ha superato l'ultimo turno di questo torneo continentale è quello dell'Atalanta, che è entrata nei quarti della competizione europea senza problemi. E nel prossimo futuro possiamo avere la sorpresa-Como ancora in corsa per la quarta, massimo quinta posizione in campionato. -  Per ciò che riguarda la lotta per la retrocessione, poche speranze ormai per Pisa e H. Verona; tutto poi da decidere per la terza che dovrà scendere in B, ma con occhio sempre più puntato su Lecce, Cremonese e Fiorentina, Tenendo presente che quest'ultima ha compiuto già un'impresa a scalare dalle ultimissime posizioni, ma là c'è anche un recuperato Kean. (Luciano Finesso)


Lucianone



domenica 22 febbraio 2026

Riflessioni - Riparlando di Gaza

 22 febbraio '26 - domenica                           22nd February / Sunday                         visione post - 42

(da la Repubblica, 22 febbraio '26 -  da 'l'Amaca' / Michele Serra)

Com'è difficile parlare di Gaza

Si capisce che il presidente della comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi, non abbia gradito il goffo "fuorionda" sulla squadra israeliana di bob (alle Olimpiadi). Si capiscono meno le motivazioni del suo sgradimento.  Meghnagi lamenta "l'attacco quotidiano di gente ignorante contro gli atleti israeliani e il popolo civile, senza sapere che cosa è successo realmente a Gaza".  Al netto della disputa sulle fonti, la certezza è che Gaza è stata rasa al suolo per i suoi quattrro quinti. Che più di sessantamila dei suoi abitanti, tra i quali un numero molto alto di donne e di bambini, sono stati uccisi. Che obiettivi civili - ospedali, scuole - sono stati colpiti in quanto "rifugio di terroristi" (termine ormai così lasco, così sciattamente pronunciato, che alla fine è carta straccia e i terroristi veri ne saranno ben lieti). Che la popolazione di Gaza al completo ha pagato con la distruzione delle proprie case e della propria vita quotidiana la carneficina razzista del 7 ottobre, seguita da una carneficina razzista circa cinquanta volte più grande, vedi alla voce: rappresaglia vergognosamente eccedente l'offesa subita.

Ora: che senso ha questo ostinato ignorare il sangue e il dolore degli altri? Come se ne viene fuori, da questo macello interminabile, se non chiamando le cose con il loro nome?  Beato Meghnagi se crede di potersela cavare distribuendo a destra e a manca, soprattutto a manca, accuse di "antisemitismo" che c'entrano, con l'indignazione dei tre quarti del pianeta per la distruzione di Gaza, zero. 

Lucianone



sabato 14 febbraio 2026

SPORT / calcio - Serie A - 24^ giornata '25 / 26 - Risultati, classifica e commento / video

 14 febbraio - sabato                                    14th February / Saturday                           visione post -   8          

Risultati delle partite / 24^ giornata

Verona H. - Pisa   0 - 0    Genoa - Napoli  2 - 3

Fiorentina - Torino  2 - 2   Bologna - Parma   0 - 1

Lecce - Udinese   2 - 1     Sassuolo - Inter  0 - 5

Juventus - lazio  2 - 2    Atalanta - Cremonese  2 - 1

Roma - Cagliari   2 - 0    Milan - Como    -   -

Classifica

INTER   58  /  Milan   50  /  Napoli   49   /  Juventus, Roma   46  /  Atalanta   42  /  Como   41

Lazio   33  /  Udinese   32  /  Bologna   30  /  Sassuolo   29  /  Cagliari   28  /   Torino   27

Parma   26  /  Genoa, Cremonese   23  /  Lecce   21  /   Fiorentina   18   /  Verona Hellas,

Pisa   15

Commento

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venerdì 13 febbraio 2026

Sport / OLIMPIADI Invernali 2026 Milano - Cortina


 13 febbraio '26 - venerdì                             13th February / Friday                            visione post -  28

Lunedì 9 febbraio -

L'ITALIA comincia non bene, benissimooo!  6 medaglie in un giorno: mai successo!!  / Così l'Italia fa Record... di medaglie  -  Goggia terza in discesa, il biathlon è d'argento, bronzi a Lorello e Dalmasso: il primo in pattinaggio velocità e il secondo nello snowboard e poi a Fischnaller nello slittino  e anche nel pattinaggio di figura. 

PIOVONO  subito!: medaglie sull'Italia  /  Sofia e il bronzo per la Storia: "Il mio tris è speciale" - è stata Oro a PyeongChang 2018, argento a Pechino 2022 e bronzo a Milano Cortina 2026: inoltre la Goggia ha preso il bronzo in gigante ai Mondiali 2017 e l'argento in SuperG  nel 2019.

Nello slittino è bronzo per Fischnaller, come 4 anni fa /  Nel pattinaggio di figura a squadre Italia terza per la prima volta.

 

mercoledì 11 febbraio

Arianna FONTANA: medaglia d'oro nello short track / è la sua medaglia N. 12 a un podio dal record di Mangiarotti -
Stefania Costantini e Amos Mosaner conquistano uno splendido Bronzo nel Curling


giovedì 12 febbraio
Slittino - due Ori: trionfano le coppie italiane
Voetter-Oberhofer (doppio donne) e Rieder-Kainzwaldner (uomini) sulla magica pista di Cortina in 64 minuti fanno la storia.  Per ora sono Giochi da sogno: siamo terzi nel medagliere con già 13 podi

 venerdì 13 febbraio
Ieri, giovedì 12 febbraio  Federica ha conquistato l'Oro nel superG, a 10 mesi dall'infortunio.
Un Oro mai visto - "Ero leggera: non me l'aspettavo, mi bastava esserci"

Lucianone

mercoledì 11 febbraio 2026

Ultime notizie - Dall'estero e dall'Italia / Latest News

 11 febbraio '26 , mercoledì                                   11th February / Wednesday             visione post - 15

New York -  Scandalo Epstein

Svelati 6 nomi di "implicati" / Un ex polizioto imbarazza Trump / Il Congreaao: pubblicate i file /  Esce una parte dei documenti / Tre milioni di file, ma con omissis / Il duo bipartisan (repubblicani-democratici fa uscire 6 nomi / anche risvolti italiani

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lunedì 9 febbraio 2026

COMMENTO - Le Olimpiadi e le Guerre e... i Trump e le Meloni... e forse: la Pace

 9 febbraio '26 - Lunedì                          9th February '26 / Monday                        visione post - 12


Commento: 
Alla ricerca della Pace
- di Luciano Finesso -

La  P A C E, questa sconosciuta. Tutti la vogliono, tutti la vogliamo... a parole. Ma siamo arrivati al punto di dire oggi, sempe più spesso, "ma, dai!, lasciami in pace!". Ed è su questa frase, su questo ormai epiteto, che va fatta una riflessione, che dobbiamo capire e scoprire dove à finita la vera empatia insieme a quella genuinità che ha accompagnato uomini e donne fino a tempo fà. Ed ecco il bisogno di cercare  quel tempo e... quale tempo! -    Così, in un lampo, mi vengono in mente per prime Le Torri Gemelle (Twins Towers a New York). Chissà perchè! Allora, prima di tutto l'anno, 2001, e poi... mica semplice continuare, ma ci proverò: -  Quei due aerei della morte che avevano abbattuto le due Torri- grattacieli, allora tra le più alte nel mondo, ci avevano lasciato subito un senso di incredulità seguito al profondo senso di terrore che dal tempo delle due guerre mondiali tanti, soprattutto quelli che le avevano vissute scampandole, avevano provato portandoselo avanti per un bel pò di tempo. Troppi i morti e devastante la visione di quei crolli e per di più di quelle persone, che da lontano sembravano piccolissime figure di tuffatori, che si buttavano giù dalle altezze senza speranze di quei piani ultimi e meno ultimi di quelle due Twin Towers che fino ad allora erano sembrate a chi le abitava, anche solo per lavoro, così sicure e inattaccabili... !  Quella fu per tantissima gente nel mondo la paura che la Pace fosse già una parola VUOTA-

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mercoledì 4 febbraio 2026

SPORT / calcio - Serie A - 23^ giornata '25 / 26 - Risutati, classifica e Commento + video

 4 febbraio '26 - mercoledì                             4th February / Wednesday                     visione post - 6

Risultati delle partite

Lazio - Genoa  3 - 2   Pisa -  Sassuolo  1 - 3

Napoli - Fiorentina  2 - 1   

Cagliari - H. Verona   4 - 0

Torino - Lecce  1 - 0   Como - Atalanta  0 - 0

Cremonese - Inter  0 - 2

Parma - Juventus  1 - 4  Udinese - Roma  1 - 0

Bologna - Milan   0 - 3

CLASSIFICA

INTER   55  /  Milan   50  /  Napoli   46  /  Juventus   45  /  Roma   43  /  Como   41  /  Atalanta   36  /

Lazio, Udinese   32  /  Bologna   30  /  Sassuolo   29  /  Cagliari   28  /  Torino   26  /  Genoa,

Cremonese, Parma   23  /  Lecce   18  /  Fiorentina   17  /  Pisa, Verona H,   14

COMMENTO  di Luciano Finesso

Partendo dall'Inter di Chivu, per ora prima de lungo trenino della A: il team nerazzurro di Milano ha +5 sul Milan, +9 sul Napoli,  +10 sulla Juventus, +12 sulla Roma, +14 sul Como. E qui mi fermo, poichè da Atalanta in giù la differenza si nota, non solo nel punteggio, soprattutoo nelle difese e negli attacchi. Quelle che sorprendono in questo gruppo sono Cagliari, Sassuolo, Udinese e la solita Atalanta e con un pò di flessione nel girone di ritorno il Bologna, comunque in ripresa. -  Poi da Cagliari fino a Fiorentina, Pisa e H. Verona si dovrà ancora stare in guardia e lottare per non cadere nella rilassatezza del già "acquisito" e perciò conquistato "posto salvezza". Ci sono squadre "disperate" come Pisa e Verona le quali con il cambio-allenatore e qualche acquisto azzeccato a Gennaio potrebbero risollevarsi. E c'è poi quel team "color Viola" che con Kean e soci non si darà per vinto fino alla fine: una bella avvincente lotta fino alla fine, poichè i punti di distacco tra loro non sono poi così tanti e incolmabili. Insomma, tutto da vedere!

VIDEO





Lucianone


sabato 31 gennaio 2026

SPORT / calcio - Serie A - 22^ giornata '25/26 / Risultati, video e commenti

 31 gennaio '26 - sabato                              31st January / Saturday                         visione post - 4

Risultati delle partite / 22^ giornata

Inter - Pisa  6 - 2   Como - Torino  6 - 0

Fiorentina - Cagliari  1 - 2  Lecce - Lazio  0 - 0

Sassuolo - Cremonese   1 - 0  

Atalanta - Parma  4 - 0   Genoa - Bologna  3 - 2

Juventus - Napoli  3 - 0   Roma - Milan  1 - 1

H. Verona - Udinese   1 - 3


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giovedì 29 gennaio 2026

Reportage - Il racconto / da Kiev dove la Russia di Putin bombarda tutti i giorni

 giovedì 29 gennaio                                   29th January / Thursday                         visione post - 37

(da la Repubblica, 29 gennaio '25 - inviato Paolo BRERA)

Quartiere Troieshchyna: così Kiev resiste alla guerra nel palazzo di ghiaccio

Diciotti piani senza riscaldamento e con la luce che va e viene: qui ci si veste a strati e la notte si dorme abbracciati ai gatti -

In portineria ecco Murik, micione guardiano, "Lavora con me da 13 anni", è lui che presidia i sette strati di coperte sul lettino di Oxana. Servono tutti, per sopravvivere al gelo di questa Kiev finita sulle barricate del Generale inverno: "Dopo l'ultimo grande bombardamento del 20 gennaio - racconta Oxana - siamo rimasti tre giorni senza luce e senza gas, senza riscaldamento e senza acqua corrente. Te l'immagini, vivere così?  I miei sette gatti me li metto addosso, sono la mia stufetta. C'erano quattro gradi sotto zero... no, non hai capito, non fuori: proprio qui, dentro il mio gabbiotto da portinaia in cui vivo e in cui dormo", questi quattro metri quadrati "in cui mangio e lavoro e riposo", dice la responsabile 65enne di 18 piani di vite sovrapposte; la coordinatrice di 90 appartamenti che la guerra ha trasformato in trincee nel cuore della capitale ucraina, a centinaia di chilometri dal fronte: "Siamo scioccati".      E' così che si resiste, volenti o nolenti, ora che la guerra non è più solo una maledetta faccenda per soldati. Ora che non è più "solo"  allarmi bomba che ti svegliano con l'ansia, e non è più "solo"  la roulette russa dei droni  e dei detriti.  Ora è il gelo di appartamenti casamatte, sono le centomila gavette di ghiaccio dei piatti in dispensa, i gabinetti con gli scarichi bloccati come quello di Oxana. Saltano i fusibili, esplodono i tubi. Le due centrali di Kiev sono state ripetutamente colpite, e i russi hanno bombardato anche la sottostazione che distribuisce l'energia nucleare prodotta a Rivne.    E' così che si resiste, nel gabbiotto surgelato di Oxana: con "la solyanka ai funghi" che sobbolle sul fornelletto da campeggio e Olena che entrando annusa e quasi se ne sviene per il profumo, e allora "dai vieni qui, assaggia!".  Si resiste dormendo come cacciatori di foche: "Vestita a strati con due pantaloni e maglie e maglione e cappello di lana. E sopra il giubbotto senza maniche, e sopra ancora il piumone giacca a vento. Due paia di calze e scarpe addosso". E Murik, e gli altri amici a pelo caldo.   Siamo tornati tre giorni di fila in questo condominio di Troieshchyna, quartiere popolare nella prima periferia di Kiev, sponda sinistra del Dnepr. E' qui "la stragrande maggioranza dei 639 edifici ancora senza riscaldamento", dice il sindaco Klitschko. E' il più colpito dal ricatto russo ai civili, dai missili e dai droni che ogni settimana attaccano centrali e sottostazioni per urlare agli ucraini  arren-detevi, rinunciate al Donbass o vi costringeremo ad abbandonare Kiev senza neppure distruggerla come Mariupol. -  Nel palazzo la luce è tornata, "ma può saltare da un momento all'altro per il so-vraccarico". L'acqua c'è, "ma solo quella fredda". Il riscaldamento no, bloccato. "Abbiamo svuotato i tubi del sistema centralizzato prima che esplodessero", spiega Oxana.  L'acqua calda - quella tecnica con l'antigelo spedita nei caloriferi  e quella del rubinetto - arriva direttamente dalle centrali in temperatura e viene raccolta in un enorme serbatoio vicino al palazzo: "E' quello: serve sei condomini", indica. -.       Il palazzo, un casermone sovietico di appartamenti popolari  assegnati gra-tuitamente, non ha impianto a gas: tutti hanno cucine elettriche, la combinazione peggiore da quando i russi hanno spento la luce a suon di bombe. E' una sfida da palestra, arrivare in cima al 18° piano: 36 rampe di buona volontà da salire con il parka artico e le mani ficcate nei guanti e nelle tasche. Ti si gela anche la buona volontà residua a -20°.  Ieri, ultimo giorno in cui siamo andati, la temperatura a Kiev era addolcita tornando allo zero termico. "Ma dicono che scenderemo di nuovo finpo a -26°, nei prossimi giorni", dice Tanya risalendo il piccolo Everest condominiale in cordata con la figlia Daryna, 8 anni. Non prendono l'ascensofe perchè è una trappola, quando va via a luce. "Viviamo vicino, anche noi al gelo, siamo qui ad aiutare un'amica. L'acqua esce dal rubinetto con pezzettini di ghiaccio, la cosa peggiore è che si gela la testa. Ho freddo e vado a coprire Daryna". "E io le dico... ma mamma, io mi muovo, ho caldo!".

Quando si sono trovati al buio e al gelo, quelli del 4° piano hanno chiamato la polizia: "Moriamo di freddo, fate qualcosa, veniteci ad aiutare... Ci hanno mandati a quel paese", raccontano.  "E' dura, durissima. Sto in un piano alto, lascia perdere il nome. Ho 70 anni, puoi immaginare cosa vuol dire venir su per le scale alla mia età, con la spesa e con queste?", punta il dito alle ginocchia. Pensa ad Alla, allora.  Su, al 13° piano, 83 anni. Nel 1965 lavorava al Cosmodromo di Baikonur in Kazakistan; si è presa la leucemia. è debole,  impossibile scalare a piedi. e fa la spesa Oxana, e "la affido al primo che sale oltre il suo piano".  Solidarietà di sopravvivenza.  -       "Maledetta Guerra", si sfogano Artiom e Nastia, Lui ha 24 anni e suona in un gruppo, lei 23, fotografa. Con loro c'è Artem Rublev 23enne del Donbass: "Non è importante sotto quale bandiera vivere, ma che non ci siano tre milioni di morti da una parte e 4 dall'altra, e città distrutte".  All' 11° piano, per dormire, Tatyana, abbraccia bottiglie d'acqua scaldate in pentola: "Mio marito è stato ferito nel Donbass, mio figlio sta combattendo. E' il nostro Paese, non lo cederemo a nessuno". Più su, al 15°, Liza, designer grafica 21enne, quando manca la luce fa il giro dei bar in un quartiere di blackout, ma "c'è la fila". Ci sarebbe la tenda della protezio-ne civile "ma lascio il posto agli anziani, ne hanno più bisogno".  Ogni sera trema sperando che il marito capocuoco non finisca accalappiato dai mobilitatori e spedito a combattere: "Torna in taxi, si dice che alcuni facciano la spia. I negoziati? Non ci credo più, voglio la pace, sono disperata e arrab-biata, la mia gioventù trascorre, e io non vivo". -  A casa di Julia sono 4 donne, dalla mamma 75enne alla nipote adolescente: "siamo al 4° piano, è più semplice. Geliamo, ma resistiamo. Però quando sento che non possiamo cedere il Donbass mi chiedo: riusciremo a conservarlo? Qual è il piano?  Ok, è ucra-ino, è contro ogni norma, ma non rimandiamo solo il problema con tanti morti in più?". 

Lucianone

mercoledì 28 gennaio 2026

L' Intervista - Minneapolis e gli squadroni dell' Ice negli Usa / Parla il "Pulitzer" David Cay Johnston

 28 gennaio, mercoledì '26                              28th January / Wednesday                 visione post - 37

(da IL FATTO QUOTIDIANO - Mercoledì 28 / '26 - di Roberta Zunini)

Assalitori di Capitol Hill tra gli agenti Ice

"Triste per l'uccisione di Pretty, non era un assassino, ma non puoi presentarti armato" (Il presidente degli Stati Uniti d'America, Donald Trump / 27 gennaio 2026) -

Appesi a un filo -  "Il presidente sa che perderà le elezioni di midterm: dirà che sono truccate. Perchè lui intende bloccare ancora i file Epstein"  (D. C. Johnston)

"Il reclutamento degli agenti dell' Ice è oscuro:  sono sicuro che tra loro ci siano responsabili dell'assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2021".  Parole del già premio Pulitzer David Cay Johnston, la cui biografia di Donald Trump del 2017 ha fatto il giro del mondo e il cui lavoro investigativo in ambito finanziario lo ha reso uno dei giornalisti più prestigiosi d'America.  "E' abbastanza chiaro che lo scopo di avere tremila agenti dell' Ice a Minneapolis, che ha una forza di polizia di 600 unità, è quello di cercare di ottenere una reazione violenta:. così Trump potrà imporre la legge marziale ai sensi dell' Insurrection Act del 1807 per eliminare il diritto e le garanzie in caso di arresto impiegando l'esercito contro i cittadini americani. Ma sarebbe illegale usare l'Insurrection Act per reprimere le proteste, che sono un diritto sancito dal Primo Emendamento: "E' legale riunirsi pacificamente e presentare petizioni al governo per la riparazione dei torti".

Roberta Zunini -  Trump potrebbe usarlo anche per non riconoscere i risultati delle elezioni di medio termine del prossimo novembre?

David Cay Johnston: "I Democratici otterranno la maggioranza alla Camera (quasi certo) o al Senato (possibile), Donald dirà sicuramente che le elezioni sono state truccate. Il presidente afferma di avere un consenso record, mentre l'ultimo sondaggio attendibile mostra che ben il 58% degli americani non lo voterebbe. Il rischio è che prima del 3 gennaio 2027 , quando s'insedierà il nuovo Congresso, lo spea-ker Mike Johnson o il leader della maggioranza al Senato John Thune del South Dakota, potrebbero cercare di impedire l'elezione di Democratici regolarmente eletti. Mike Johnson aveva già ritardato per molte settimane l'elezione di un democratico dell'Arizona eletto per succedere a suo padre, morto in carica. Johnson inoltre fa di tutto per impedire che passi una petizione in cui si chiede la pubblicazione dei file di Epstein, più del 99% dei quali non è stato ancora reso pubblico".

R. Zunini -  Chi sono i membri dell' Ice?

D, C, Johnston:  "Noi cittadini non sappiamo chi siano gli agenti dell'Ice. Il governo federale tiene nascoste le loro identità. I loro precedenti non vengono esaminati adeguatamente e sono sicuro che, se riusciremo a recuperare la nostra democrazia, scopriremo che tra loro ci sono insorti del 6 gennaio poi graziati da Trump. Inoltre, avendo studiato a fondo le tattiche di polizia e avendone persino scritto per pubblicazioni sulle forze dell'ordine, posso dire che le tattiche di strada dell'Ice sono decise da incom-petenti e sono incoerenti con le politiche di ogni dipartimento di polizia.

R. Zunini - Intanto l'economia americana non sta andando bene...

D. C. Johnston: "Da quando TRump è ritornato in carica, la crescita occupazionale non c'è più. IL mantra di Trump "trivella, tesoro, trivella" è un fallimento. La scorsa settimana c'erano 541 trivelle operative negli Stati Uniti, in calo rispetto alle 663 di fine 2024, quando Biden era presidente. Intanto i prezzi dei prodotti alimentari in generale continuano a salire.

R. Zunini - Che cos'è il Board of Peace?

D. C. Johnston: "Il Board of Peace è il tentativo di Donald di controllare gli affari internazionali facendo pagare i soci. Donald è un autocrate, non un diplomatico. Non dimenticate che in questo consiglio non c'è un solo palestinese, anche se stiamo parlando di Palestina. 

R. Zunini - Attacco all' Iran imminente?

D. C. Johnston: "Tump teme che entrare in una guerra aperta per rovesciare il regime gli farebbe perdere gran parte della sua base a cui non importa della questione. Attacchi mirati e l'uso di metodi informatici e di intelligence per indebolire il regime sono in corso e continueranno".

R. Zunini -  E cosa farà in Groenlandia?

D. C. Johnston: "Si tratta di un diversivo per distogliere l'attenzione dai dossier Epstein. In base a un trattato dell'era Truman, gli Stati Uniti hanno un diritto praticamente illimitato a creare basi militari".

R. Zunini -  Epstein... c'è altro?

D. C. Johnston: "Ora abbiamo testimonianze sotto giuramento, scritte, secondo cui esistono prove fotografiche e video compromettenti. L'amministrazione Trump sta cercando di nascondere questi documenti con la scusa di proteggere donne ormai diventate adulte, ma molte di loro vogliono che questi documenti siano resi pubblici, quindi questa argomentazione non funziona".

R. Zunini - E in Venezuela come finirà dopo l'operazione Maduro?

D. C. Johnston: "Anche il Venezuela è stato un diversivo. E anche poco scrupoloso dal punto di vista diplomatico e sugli effetti reali della geopolitica.  Trump ha lasciato al potere l'intero regime di Maduro, tranne il presidente e sua moglie".

 Lucianone

lunedì 26 gennaio 2026

POLITICA americana / Il Presidente Donald Trump e il suo esercito di sgherri mascherati: sotto accusa!

 26 gennaio '26                                        26th January / Tuesday                             visione post 

SOCIETA' / STATI UNITI: la violenza di Trump e del suo esercito irregolare, di tipo fascio-nazista

 26 gennaio 2026 - lunedì                                26t January / Monday                           visione post - 5

LA VIOLENZA SCUOTE L ' AMERICA

Divampano le polemiche e le proteste di piazza negli Stati Uniti dopo l'uccisione, a Minneapolis, di Alex Pretti. I testimoni e i video confermano che l'uomo non impugnava nessuna arma prima che la polizia di Trump sparasse. Manifestazioni, oltre che a Minneapolis, anche in tutto il resto del Paese americano dalla California a New York e oltre.   Le accuse al presidente Donald Trump e i dubbi sull'ICE  arrivano anche dai repubblicani. Intanto i mezzi di informazione parlano di clima da GUERRA CIVILE.

Minneapolis in piazza: "Siamo tutti Alex"  / Fiori sul luogo della sparatoria e cartelli nelle vetrine: "Via  l' Ice, poteva capitare a chiunque"

(Da inviata Viviana Mazza / Corriere della Sera ) -  E' domenica mattina e a Minneapolis (Minnesota) fa troppo freddo per uscire:  -18 gradi senza contare l'impato del vento. Le strade del centro di Minneapolis sono vuote, eppure alle 9 del mattino decine di persone si sono già radunate a Nicollet Avenue, nel quartiere di Whittier, dove meno di 24 ore prima Alex Pretti, che viveva poco distante, è stato ucciso dagli agenti della Border Patrol, la polizia di confine. E centinaia di persone sono giunte poche ore dopo a Government Plaza, per una protesta che chiede giustizia sia per Renèe Good che per Alex Pretti, due citta-dini americani morti per mano degli agenti federali anti.immigrazione (Ice) in meno di tre settimane. La strada dove è stato ucciso Pretti la chiamano Eat Street: è un corridoio urbano con molti immigrati, pieno di ristoranti internazionali e bar.

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martedì 20 gennaio 2026

Sport / calcio - Serie A - 21^ giornata '25/26 / Risultati, classifica e commento

 20 gennaio '26 - martedì                                20th January / Tuesday                     visione post - 10

Risultati partite / 21^ giornata

Pisa - Atalanta   1 - 1   Udinese - Inter  0 - 1

Napoli - Sassuolo   1 - 0   Cagliari - Juventus  1 - 0

Parma - Genoa  0 - 0   Bologna - Fiorentina   1 - 2

Torino - Roma  0 - 2   Milan - Lecce   1 - 0

Cremonese - H. Verona   0 - 0   Lazio - Como   0 - 3

CLASSIFICA

Inter   49   /  Milan   46   /  Napoli   43   /  Roma   42   /   Juventus   39   /  Como   37   /   Atalanta   32

Bologna   30   /  Lazio   28   /  Udinese   26   /  Sassuolo, Cremonese, Parma, Torino   23  

Cagliari   22   /  Genoa   20   /  Fiorentina, Lecce   17   /  Pisa, H. Verona   14

Commento

Inter con 6 di vantaggio sul Napoli e adesso i partenopei di Conte devono darsi una forte regolata per diminuire l'handicap recuperando punti, meglio se tre, con la prossima avversaria che, comunque, si chiama Juventus nel periodo di "stato di grazia". Non sarà semplice!  Anche il Milan, in ogni caso, deve rimontare tre punti dai nerazzurri: dovrà impegnarsi al massimo con la Roma. Non facile... Parlando del Como, veleggia in quasi alta classifica a suon di gol: 3 sberle alla lazio a Roma. Non da poco, anche se questo non è il miglior periodo dei biancoazzurri.  Guardando in basso, cioè nel fondo, c'è la novità del Lecce che rischia di essere risucchiato tra le ultime, la Fiorentina che invece conferma i progressi degli ultimi tempi e poi il Genoa che ancora deve trovare punti preziosi per poter uscire dal pericolo di essere coinvolto o, meglio, ricoinvolto nella lotta delle pericolanti.  E poi Pisa e Verona non si schiodono per ora dal fondo-fondo e solo dei risultati da tre punti con vittorie conseguenti in almeno tre, quattro dei futuri incontri/scontri le potrà dare qualche slancio per sperare, soprattutto se le concorrenti sopra di loro si bloccheranno; ma non sarà facile e, come si dice, meglio sempre fare conto sulle proprie forze prima di tutto. E magari tanto dipenderà anche dai rinforzi che potranno arrivare dal mercato di Gennaio.

di L. Finesso

Lucianone


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lunedì 19 gennaio 2026

venerdì 9 gennaio 2026

SPORT / Calcio - Serie A - 19^ giornata - Anno 2025/26 / Risultati, classifica e video

 9 gennaio 2026 - venerdì                                 9th January / Friday                              visione post - 8

Risultati partite / 19^ giornata . serie A

Pisa - Como   0 - 3  Lecce - Roma   0 - 2

Sassuolo - Juventus  0 - 3   Bologna - Atalanta  0 - 2

Napoli - H. Verona  2 - 2     Parma - Inter  0 - 2

Torino - Udinese  1 - 2    Lazio - Fiorentina  2 - 2

Cremonese - Cagliari  2 - 2   Milan - Genoa  1 - 1

Classifica

INTER  42   /  Milan   39  /  Napoli   38   /  Juventus, Roma   36   /   Como   33  /

Atalanta   28  /   Bologna   26  /  Lazio, Udinese   25  /  Sassuolo, Torino   23  /  

Cremonese   22  /  Cagliari   19  /  Parma   18  /  Lecce   17  /  Genoa   16  /  Fiorentina,

H. Verona   13  /  Pisa   12




 Lucianone

Riflessioni del Venerdì - Dittatori-autarchici vs democrazie

 9 gennaio 2026 - venerdì                                 9th January / Friday                       visione post - 

Politica e società oggi - Democrazie smarrite

 9 gennaio 2026 - venerdì                             9th January / Friday                         visione post - 7

(da il Corriere della Sera - giovedì, 8 gennaio '26 /  di Paolo Lepri)

Democrazie smarrite  /  P. Lepri

Ciò che à accaduto in Venezuela ha valore se il Paese imbocca un percorso di transizione affidato alle libere scelte degli elettori

E' un paradosso di questa nostra disgraziata epoca - segnata da attacchi all'ordinr internazionale, alla convivenza pacifica e ai diritti più elementari - dover felicitarsi con cautela, senza sorrisi e senza illusioni, quando un regime impresentabile come quello di Caracas viene decapitato. Ma felicitarsi è d'obbligo. Con tutte le critiche al ruolo destabilizzante nel mondo di Donald Trump, dopo il 3 gennaio questo mondo è meno peggiore di quello in cui Nicolàs Maduro governava con il terrore, facendo del Venezuela un Paese in cui il tasso di povertà è salito al 90%.  Dimentichiamo un momento, però, l'invidioso aspirante al premio Nobel per la Pace. Ne sa qualcosa una leader come Maria Cristina Machado - vincitrice a distanza, con l'ex diplomatico Edmundo Gonzalez Urrutia, delle elezioni del luglio 2024 di cui il successore di Chavez ha strappato i risultati - che quel riconoscimento lo ha sffettivamente ottenuto e che ora, in una sorta di tragicommedia, è disposta a condividerlo con il suo umorale antipatizzante. Non è questione di vincere premi, ma di capire che oggi - vista la infausta ma oggettiva crisi del multilateralismo - il primato della democrazia (un primato che certamente va sempre confermato nei fatti) può legittimare interventi di ingerenza politico-umanitaria, utilizzando anche la forza militare, laddove questa stessa democrazia è cal-pestata, la popolazione viene privata di libertà fondamentali, le ccondizioni di vita sono inaccettabili. Intervenire dalla parte dei più deboli, come erano e sono i venezuelani, era diventato un dovere in uno scenario in cui diplomazia e pressioni si sono rivelate inutili. Intervenire è giusto, tenendo ovviamente conto degli errori compiuti nel passato in situazioni simili ma abbastanza diverse. -   L'ingerenza politico-umanitaria, sempre che non abbia secondi fini (come in questa vicenda può diventare invece la questione del petrolio, degli affari e dei guadagni) è una potente arma pacifica contro i sostenitori dell'isolazionismo ( o dell'egoismo) e i nemici intern, nelle nostre impaurite nazioni, della solidarietà e delle regole. E' un messaggio contro i cultori indifferenti dello stato di cose esistente, non di sado accecati dall'ideologia, che agitano la logora bandiera del neutralismo.   Nicholas Kristof  racconta di avere assistito nella baraccopoli di La Dolorita a Caracas, alle sofferenze di Alaska, una bambina di cinque anni che pesava solo 26 libbre (meno di 12 chilogrammi) "vicina alla morte per denutrizione, respinta da quattro ospedali per la mancanza di letti disponibili".  Su Maduro non c'è altro da aggiungere. Detto questo, rimane in sospeso un punto fondamentale. In ogni intervento che si colloca nella difesa di valori positivi (al di là dei risvolti giuridici, ancora in parte da chiarire che hanno fatto diventare questo blitz soprattutto una "operazione di polizia") il ripristino reale della democrazia deve essere il punto di riferimento e la condizione essenziale: una condizione che si basa su un percorso di transizione trasparente, affidato in massima parte alla libera scelta degli elettori, individuando gli interlocutori giusti e delinenado un programma a medio e lungo periodo. E bisogna avere tutte le carte in regola.  Per dare un esempio - e non si tratta di un gioco di parole - occorre essere esemplari, anche in casa propria. Se è vero che rovesciare un gover-no risulta più facile che assicurarne uno migliore, è su questo terreno che si gioca il futuro dei venezue-lani affidato attualmente alla vice di Maduro, Delcy Rodriguez.  Spiace pensare che tuto possa dipen-dere, ora, dalla sua "obbedienza" alla Casa Bianca. E Trump non è sembrato asolutamente interessato, dopo l'operazione, a mettere in rilievo l'importanza del ritorno alla libertà di un popolo ferito e la pro-spettiva di una rapida transizione verso la piena democrazia.  Appare chiaro, quindi, che in questa vicenda le incognite sono molte.  Anzi abbondano le "domane senza risposta"  come riconosce sul New York Times Matthew Kroenig, vice presidente dell'Atlantic Council's Scowcroft Center for Strategy and Security e docente alla Georgetown University che, pur avendo criticato Trump mel Passato, giudica "un successo" e una "cosa giusta" la scelta di aver mandato un'unità speciale dell'esercito a catturare il leader bolivariano. La principale questione, appunto, riguarda la costruzione di una nuova governance. Vista da entrambi i lati del problema. Ci auguriamo che non abbia ragione Phil Gunson, analista dell'International Crisis Group che vive a Caracas, interpellato da Le Monde, secondo cui "gli oppositori hanno sbagliato a pensare che un uomo che smantella la democrazia nel proprio Paese li avrebbe aiutati a instaurarla nel loro".  Un compito importante, forse, può spettare a Paesi come Spagna, Brasile, Cile. Colombia, messico e Uruguay, chiamati non tanto a ripetere la condanna dell'"atto unilaterale" americano ma a battersi invece, veramente, per quello che hanno definito nei giorni scorsi "un processo politico inclusivo, guidato dai venezuelani, che possa portare a una soluzione democratica e sostenibile". Sempre, aggiungiamo, che ce ne sia la possibilità.  Le parole degli attori nella scena internazionale sono, come si vede, spesso prevedibili. Ma dal caso Venezuela arriva una lezione fondamentale per una riflessione destinata possibilmente a superare schemi ideologici del passato. L'aggressiva politica estera statunitense, che con maduro ha battuto un colpo ma che con la Groenlandia sembra voler seppellire un'alleanza che ha difeso il mondo, non può che essere affrontata guardando ai risultati finali. In Europa serve agire, non stare a guardare. Non è un caso che prprio uno storico atlantista, l'ex premier conservatore svedese Carl Bildt, esprima la convinzione in una lucida intervista al Corriere che quanto è avvenuto a Caracas dimostri l'impossibilità di "fare affidamento negli americani che hanno diverse priorità".  "Dobbiamo cercare - osserva - di coinvolgerli quanto più possibile, ma senza illuderci e assumendoci piena responsabilità". La strada è indicata, gli ostacoli sono molti.

Lucianone

lunedì 5 gennaio 2026

SPORT / Calcio - Serie A - 18^ giornata Anno 2025/26 - Classifica e Commento / video

 5 gennaio 2026 - lunedì                                5th January / Monday                          visione post - 12

Risultati delle partite / 18^ giornata - Serie A

Cagliari - Milan  0 - 1    Como - Udinese  1 - 0

Genoa - Pisa  1 - 1     Sassuolo - Parma  1 - 1

Juventus - Lecce  1 - 1   Atalanta - Roma   1 - 0

Lazio - Napoli  0 - 2    H. Verona - Torino  0 - 3

Fiorentina - Cremonese   1 - 0   Inter - Bologna  3 - 1

CLASSIFICA

INTER   39  /  Milan   38   /  Napoli  37   /  Juventus, Roma   36   /  Como   33   /  Bologna   26

Atalanta   25  /   Lazio   24  /   Torino, Sassuolo   23  /  Udinese   22  /   Cremonese   21  /  Parma,

Cagliari   18  /   Lecce   17   /  Genoa   15   /  H. Verona, Fiorentina, Pisa   12

Commento  /  L. Finesso

In questa giornata di campionato da segnalare la costante scalata dell'Atalanta, che con le ultime vittorie ha confermato la sua decisa ripresa, trovandosi alle spalle del Bologna che invece sta denotando un calo evidente rispetto alle partite di qualche settimana fà. Il sorprendente Como è la squadra rivelazione di quest'anno che per ora tiene il passo di squadre blasonate tipo Juventus e Roma. Alle quote di bassa classifica da evidenziare la forte ripresa della Viola e pure il lento recupero del Pisa, e questo a spese del Verona Hellas che non conosce pareggi e si fa infilare da Milan e Torino con totale passivo di sei reti. E' dunque da rivedere la difesa, soprattutto il portiere Montipò. Lecce e Genoa per adesso hanno una marcia in più, ma da vedere per quanto.


 Lucianone