sabato 26 marzo 2016

Istruzione / inchiesta - Per gli Inglesi: solo lingua inglese, no other languages!

26 marzo '16 - sabato               26th March / Saturday                     visione post - 10

Allarme di Londra: "Senza imparare altre lingue, 
a rischio sicurezza e prosperità"

(da la Repubblica - 21/11/2013 - Alessandra Baduel)
IMPARA l'inglese e girerai il mondo, magari trovando anche lavoro; si promette
ai ragazzi. Ma chi l'inglese lo sa dalla nascita, perchè dovrebbe imparare altre lingue?
Perchè saranno presto "di cruciale importanza per  la nostra prosperità, la nostra sicu-
rezza e la nostra influenza a livello globale", come dice agli inglesi e al loro governo un
rapporto allarmato del British Council, appena uscito con le cifre di un desolante son-
daggio.  Commissionata appositamente a YouGov, l'inchiesta rivela  che  tre inglesi su 
quattro non parlano nessuna delle dieci "Lingue per il futuro"  che danno il titolo alla
ricerca.  Si tratta di idiomi europei come spagnolo, portoghese, francese, tedesco e ita-
liano, ma anche di arabo, cinese, giapponese, turco e russo. Sono i linguaggi che il Bri-
tish Council definisce "vitali" per i prossimi vent'anni economici, geopoliotici e anche
educativi e culturali del Regno Unito. In vevce, come YouGov certifica con un campio-
ne di 4.000 adulti intervistati, solo il 15% riesce a tenere una conversazione  in france-
se, il 6% in tedesco, il 4% in spagnolo e il 2% in italiano. Le altre sei lingue sono par-
late da meno dell'1%.  Prime incriminate della carenza sono le scuole. Come ha spie-
gato John Worne presentando il rapporto, dovrebbero includere più idiomi fra quelli
insegnati e dare a quelle materie la stessa importanza e lo stesso status di cui godono
scienza, matematica, tecnologia, ingegneria. Ma Worne accusa anche le aziende, che
non stimolano i propri dipendenti, e lo stesso governo, che non fa abbastanza per le-
gare l'insegnamento di una lingua a quel che può cambiare nella vita degli studenti, 
aprendo maggiori opportunità per fare affari e vivere all'estero, oltre che per amplia-
re la loro cultura.  "Se non agiamo, subiremo perdite sia economiche che culturali",
ha concluso Worne, spiegando che tutti devono contribuire a cambiare il clima, poli-
tici, mondo degli affari, genitori. Frasi mille volte ripetute nelle istituzioni educative
di tanti altri Paesi, forse tutti quelli che non sono fra i 53 dove l'inglese è madrelingua.
Ora però le cose stanno cambiando  e  anche negli Stati Uniti, dove il censimento del 
2010 diceva che solo il 10% degli americani (immigrati esclusi) parla una seconda lin-
gua, il ministro per l'istruzione Arne Duncan chiede da anni di moltiplicare i corsi di
studio.  Il rapporto del British Council  spiega anche  perchè  quelle lingue sono utili, 
con l'arabo "parlato da sei nazioni che per le nostre esportazioni valgono economica
mente 12 miliardi di sterline", più di Spagna, Cina o Italia, che pure sono considerate
importanti, Cina soprattutto. Al British Council si è affiancato  anche il responsabile 
dell'educazione della Premier League, Martyn Heather, avvisando che per i calciatori
sapere le lingue serve, per lavorare all'estero e magari diventare allenatori miliardari
mentre il ministero dell'Istruzione ha approfittato per avvisare gli inglesi che dal 2014
studiare una lingua straniera  sarà obbligatorio  dai sette ai 14 anni.  Ma online i com-
menti alla notizia riportata da tutti i media britannici non sono dei più convinti.
"Ho lavorato a lungo all'estero, in Iraq, Kazakhstan, Azerbaijan", scrive un lettore del 
sito di SkyNews "e li linguaggio di lavoro è il nostro. E' anche frustrante scoprire che è
inutile imparare il russo, per esempio, dato che i locvali non vedono l'ora di sedersi con 
te a bere un tè e fare pratica d'inglese: lo considerano essenziale per il loro futuro".

Il PARERE di John Peter Sloan
Se fossi costretto a insegnare una lingua straniera a un inglese, ci proverei, ma mettendo
obbligatoriamente una birra sul tavolo e sperando che così si sciolga. Devo essere onesto:
davanti all'impresa di far studiare un connazionale riesco solo a spaventarmi. Per prima
cosa, va detto che per la maggior parte non sanno neppure la propria lingua. Il britanni-
co medio non conosce la nostra stessa grammatica, perchè sembra che non serva.  GIA'
questa non è una buona premessa per lo studio di altri linguaggi. Poi bisogna aggiunge-
re che gli inglesi non pensano quasi mai all'ipotesi di vivere all'estero. E se poi ci vivono, 
fanno di tutto per non accorgersene.

Lucianone


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