sabato 20 dicembre 2025

SPORT / calcio - Serie A '25/26 - 15^ giornata con risultati, classifica e video / commento

 20 dicembre '25 - sabato                             20th December / Saturday               visione post - 45

Lecce - Pisa  1  0   Torino - Cremonese  1 - 0

Parma - Lazio  0 - 1   Atalanta - Cagliari  2 - 1

Milan - Sassuolo  2 - 2    Roma - Como  1 - 0  

Fiorentina  - H. Verona  1 - 2   Udinese - Napoli  1 - 0

Genoa - Inter  1 - 2    Bologna - Juventus  0 - 1

CLASSIFICA

INTER  33  /  Milan  32  /  Napoli  31  /  Roma  30  /  Juventus   26  /  Bologna  25  /  Como  24  /

Lazio  22 /  Sassuolo, Udinese  21  /   Cremonese  20  /  Atalanta  19  /  Torino  17  /  Lecce  16  /

Cagliari, Genoa, Parma   14  /   H. Verona  12  /  Pisa  10  /  Fiorentina   6 

Commento  /  di Luciano Finesso

Inter, Lazio e Verona: sono le tre squadre che sono riuscite a ottenere punteggio pieno da tre punti, vincendo fuori casa. Ma delle tre quella che probabilmente ricava più soddisfazione è l'Hellas che doveva affrontare un avversario disperato e sull'orlo di una crisi di nervi, insieme al suo tecnico, non da poco. I gialloblù ne sono usciti alla grande riconfermando quel gruppo granitico e anche finalmente empatico tra i diversi reparti oltre che tra giocatore e giocatore, cioè tutto quello che voleva il mister e che alla fine i suoi undici gli stanno dando. Arrivare a 12 punti in sole due partite con vittorie pulite e pure straordinarie, per come si era messa ultimamente, non è da tutti, cioè tutte le squadre della 'A' attuale. Speriamo bene nelle riconferma (e riconferme) fra quasi due settimane. E la prima sfida con il Signor Milan non sarà comunque così semplice! - Anche l'Atalanta si sta riavendo dallo shock del Bentegodi - batosta subita dallo stesso Verona - e superare il Cagliari in casa propria  può essere un'ottima ripartenza; del resto la vera Atalanta non l'abbiamo ancora veramente vista, Aspettiamola! Anche la Juventus dovrebbe dare di più, ma a Bologna, scontro diretto, ha cominciato a battere un colpo decisivo, dopo aver sistemato meglio il reparto arretrato.  Discutendo delle prime tre regine, Inter e Milan e Napoli, ci aspettiamo molto di più dall'ultima, la squadra partenopea di Conte con lo scudetto stampato sul petto!



Lucianone

mercoledì 17 dicembre 2025

Ultime notizie - dall'Italia e dal mondo / Latest news

 17 dicembre '25 -  mercoledì                                17th December / Wednesday                  visione post - 14

da la Repubblica, 17 dicembre '25

Modifica con stretta sulle pensioni  -  Nuovi interventi sulla manovra e doppia stretta sulle pensioni anticipate che costringe ad attendere più tempo e a non contare sugli anni di laurea. - slittano poi al 2033 i fondi per il ponte sullo Stretto di Messina, dopo il freno ai lavori per lo stop della Corte dei Conti. 

Auto, la Ue frena: salta lo stop a motori diesel e benzina, incentivi per minicar elettriche europee.

Guerra Russia- Ucraina -

La Russia smentisce Trump / "Nessun colloquio con Putin e non ci sarà tregua di Natale"  -  Dopo il vertica di Berlino con gli Usa il Cremlino attacca ancora l'Europa: la sua presenza al tavolo non aiuta l'accordo.  E boccia il documento approvato lunedì; non è vero che l'intesa ora è più vicina

Premio Sacharov a due giornalisti imprigionati in Bielorussia e Georgia -  Il riconoscimeto del Parlamento europeo a Andrzej Poczobut e Mzia Amaglobeli  /  Metsola: "Sono fari di libertà"

Continua... to be continued...

martedì 16 dicembre 2025

SPORT - calcio / Serie A: i due gioielli del Verona Orban-Giovane e gli altri...

 16 dicembre '25 - martedì                           16th December / Tuesday                       visione post - 6

(da la Gazzetta dello Sport - di Giulio Saetta, giornalista)

Orban - Giovane e i nuovi talenti: chi sono e quanto valgono i gioielli del VERONA Hellas

Giovani di prospettiva, diritti di riscatto sostenibili e l'Hellas risale in classifica con margini di crescita economica e tecnica


Gift, regalo in inglese.. Il nome di Orban fotografa il momento dell'Hellas, e il clima natalizio in questo aiuta. Il nigeriano (Orban) con una doppietta ha regalato tre punti d'oro in casa della Fiorentina, lasciata sempre più sola all'ultimo posto e doppiata in termini di punti.  Ma la classifica dice Verona ancora al terzultimo posto, quindi, bisogna guardare a chi sta davanti. Quindicesima giornata propizia anche per i risultati di quelle più vicine, tutte perdenti: Pisa, scavalcato; Parma, Genoa e Cagliari avvicinati (-2), e ora a tiro di due punti.  -  Una vittoria non casuale quella al Franchi, sulla scia di quella della settimana precedente in casa contro l'Atalanta, prima vittoria del campionato: la svolta! 

Gemelli del gol -  Orban in un solo colpo è diventato il capocannoniere stagionale gialloblù, 4 reti in campionato, tutte pesanti. Cinque punti hanno fruttato, nessuna sconfitta nelle tre partite in cui il nigeriano è andato in gol: pareggi contro la Juve e il Cagliari e vittoria con a Fiorentina. Dai piedi di Orban è scaturito anche l'assist per i primo gol in campionato del "gemello" Giovane, bellisimo, al Bentegodi contro l'Inter, anche se non ha regalato punti in classifica.  Orban-Giovane sono la nuova coppia d'oro scoperta da Sean Sogliano, uno che all'Hellas ha portato talenti e plusvalenze a go-go: Ngonge, Noslin, Cabal solo alcuni deicalciatori lanciati nel gotha calcistico italiano.  Orban è arrivato in prestito dall'Hoffenheim per 500 mila euro e su di lui il Verona ha un diritto di riscatto di 8, Visto che ha solo 23 anni, il suo valore di mercato in poco più di tre mesi è già quasi raddoppiato. Giovane addirittura è un parametro zero e ha pure un anno in meno di Orban. Insiem, in 15 partite di campionato hanno già messo sul piatto 12 partecipazioni al gol tra ret e assist: sulle 13 segnate dai gialloblù, solo due non sono scaturite dai loro piedi. Domenica al Franchi sono stati protagonisti di una staffetta obbligata: il nigeriano subentrato al brasilia-no acciaccato alla caviglia. In attesa degli esami, traspare fiducia per il suo rientro già alla prossima a San Siro contro il Milan domenica 28 dicembre.
Gli altri -  Profili europei - Ma non finiscono qui le strenne gialloblù. La partita di Firenze ha messo in vetrina anche Armel Bella-Kotchap, centralone tedesco, forte fisica-mente e nel gioco aereo ma allo stesso tempo agile e veloce. In prestito dal Southampton, anche lui "opzionato" con diritto di 7 milioni. 24 anni ma già con grande esperienza, è stato in nazionale e ha giocato sia in Premier che in Bundesliga, oltre che in Champions.
Armel Bella-Kotchap

Curriculum europeo ancora più spiccato quello di Moatasem Al-Musrati: un bellissimo assist per il primo gol di Orban a Firenze. Centrocampista libico di 29 anni in cerca di rilancio dopo una parentesi al Besiktas, da cui è arrivato in prestito oneroso di 2 milioni. Anche in questo caso il Verona si è assi-curato un diritto di riscatto (7 milioni).
Freccia algerina: Rafik Belghali, praticamente sconosciuto ai più l'esterno destro algerino nato in Belgio 23 anni fa. Degno sostituto sulla fascia di Jackson Tchatchoua, venduto al Wolverhampton per
13 milioni di euro e una plusvalenza pura di oltre 8. Anche Belghali è andato a segno in campionato; peccato perderlo causa Coppa d'Africa.  

Lucianone

INTERVISTA - Omar Yaghi, Nobel palestinese

 17 gennaio '25 - martedì                              17th January /  Tuesday                     visione post - 10

(da la Repubblica, 7 novembre '25 -  di Luca Fraioli) 

Il Nobel palestinese Omar Yaghi: "Insegnando la scienza cerco la via della pace"

Omar Yaghi ha vinto il premio per la Chimica: "La crescita dei giovani fondamentale per il dialogo con gli avversari"

Omar Yaghi ha appena vinto il Nobel per la Chimica. Ma il suo è soprattutto un messaggio di pace. Quando gli chiediamo un'opinione su Gaza, viste le sue origini palestinesi, risponde: "Dobbiamo proteggere la sacralità della vita umana. E rifiutare la violenza, in tuttel le sue forme. Per me la scienza è un linguaggio che può superare ogni barriera. E' anche per questo che abbiamo bisogno della scienza: per educare le nuove generazioni, per impegnare le persone in attività che favoriscano la loro crescita intel-lettuale, per dialogare con coloro che percepiamo come avversari". A lui è successo: la scienza l'ha salvato. Nato in Giordania da una famiglia di rifugiati palestinesi, ha avuto un'infanzia difficile, è volato negli Usa che era poco più di un bambino, ha lavorato e studiato fino a ottenere, a soli 60 anni, il più ambito riconoscimento per chi fa ricerca. -    La Accademia reale svedese lo ha ha premiato per aver sviluppato "strutture metallorganiche" o Mof.  Dal 2012 insegna chimica alla Berkeleygià viveva neli Stati Uniti.  University, in California, ma i suoi studi lo hanno condotto spesso in Italia. "Collaboro con Davide Proserpio del- l'Università di Milano", ricorda.  E lo scorso dicembre ha ricevuto al Quirinale , presente Sergio Mattarella, il premio Balzan per lo "sviluppo di materiali nanoporosi per applicazioni ambientali". La prossima settimana saraà di nuovo a Roma per l'Apertura dell'Anno accademico ai Licei. 

INTERVISTA -   Luca Fraioli:  Pofessor Yaghi, quando si è innamorato della chimica?                        Omar Yaghi: "A dieci anni: a scuola ho scoperto le molecole e ho deciso che avrei dedicato la vita a studiarle".

L. Fraioli: All'epoca era in Giordania?  -  Omar Yaghi: "Sì, ad Amman.. E' lì  he sono nato e cresciuto, prima di emigrare verso gli Usa a 15 anni. 

L. Fraioli: Come vive le sue origini palestinesi? - O. Yaghi: "I media mondiali hanno alimentato un equivoco e vorrei che Repubblica mi aiutasse a chiarirlo. In molti resoconti giornalistici è stato detto che sono originario di Gaza, lo riporta anche Wikipedia. E' sbagliato: la mia famiglia viveva nella "vecchia Palestina", in una città che si chiamava Masmiya, tra Giaffa e Gerusalemme. Poi si sono trasferiti in Giordania nel 1948,  con la nascita di Israele. Sono comunque orgoglioso delle mie origini palestinesi, della mia famiglia, dell'essere nato e cresciuto in Giordania, della cittadinanza onoraria saudita, dell'essere un cittadino statunitense".

L. Fraioli: Come è arrivato in America? -  O. Yaghi: "Fu mio padre a incoraggiarmi. L'aveva fatto anche con i fratelli maggiori, e in effetti uno di loro già viveva negli Stati Uniti. Lo raggiunsi, ma dopo il primo anno dovetti trovare lavoro in un supermercato per mantenermi. Non ho frequentato la high school, ma un community college (una alternativa economica alle università e alle scuole professionali ndr.). Ero il più piccolo della classe. 

L. Fraioli: Con queste premesse come ha fatto ad arrivare al Nobel? -   O. Yaghi: "Le aversità non mi hanno fermato. Mi è stato insegnato che se lavori duro sarai valutato per il tuo lavoro. Quando negli Usa me ne è stata data l'opportunità, ho passato così tanto tempo in laboratorio... era impossibile portarmi via da lì. Penso che sia stata questa passione a permettermi di superare i fallimeni e affron-tare grandi sfide. Come creare i Mof: all'epoca si pensava che fosse impossibile realizzarli". 

L. Fraioli: Ecco, i Mof cosa sono? -  O. Yaghi: "Materiali nei quali ci sono metalli che collegano tra loro molecole organiche , basate, basate cioè sul carbonio.  Le strutture così ottenute hanno spazi al loro interno, e dentro quegli spazi si possono intrappolare altre molecole. E' possibile realizzare Mof  "su misura", per catturare specifiche sostanze. L'acqua presente nell'aria, anche in zone desertiche, per risolvere il problema della sete. La CO2 che è in atmosfera e innalza le temperature . Inquinanti pre-senti nelle acque di fiumi e mari. O anche sostanze tossiche che contaminano il sangue umano". 

L. Fraioli: Tutto questo è teoria o realtà? -  O. Yaghi: "Non è fiction: ci sono già Mof  utilizzati nei cementifici, tra gli impianti industriali che emettono più CO2.  E il prototipo che abbiamo sperimentato  nella Death Valley per catturare acqua dall'aria, sarà commercializzato a partire dal prossimo anno".    

L. Fraioli: A cosa lavora oggi? -  O. Yaghi: "Nel 2005, con il mio team, abbiamo inventato i Cof, i framework organici covalenti. Questi materiali si sono rivelati essere i migliori in assoluto nella cattura della CO2: stiamo cercando di renderli meno costosi e di industrializzare il processo".

L. Fraioli: La sua storia può essere di incoraggiamento per i bambini palestinesi che hanno sofferto in questi anni di conflitto? -  O. Yaghi: "Avere una infanzia durissima, può anch produrre grane determi-nazione. Da bambino per frequentare la scuola dovevo camminare tre chilometri all'andata  e altrettanti al ritorno. E se pioveva stavo con i vestiti bagnati in classe tutto il tempo. Ma ritengo comunque di aver avuto una vita benedetta".

Lucianone 

domenica 14 dicembre 2025

SPORT / calcio - Serie A '25-26 / 14^ giornata con risultati, classifica e commenti / video

 15 icembre '25 - domenica                               15th DEcember / Sunday                  visione post - 8

Sassuolo - Fiorentina  3 - 1   Inter - Como  4 - 0

H. Verona - Atalanta  3 - 1  Cremonese - Lecce  2 - 0

Cagliari - Roma  1 - 0   Lazio - Bologna  1 - 1

Napoli - Juventus  2 - 1   Pisa - Parma   0 - 1

Udinese - Genoa   1 - 2   Torino - Milan   2 - 3

CLASSIFICA

Milan, Napoli  31  /  Inter  30  /  Roma  27  /  Bologna  25  /  Como  24  /  Juventus  23  /  Lazio  19

Sassuolo, Cremonese  20  Udinese  18  /  Atalanta  16  /  Torino, Cagliari, Genoa, Parma, Lecce  14 

Pisa  10  /  H.  Verona  9  /  Fiorentina   6

Commento

di Luciano Finesso

La Roma di Gasperini ha adesso qualche difficoltà a tenere il passo delle prime: un attacco un pò corto di riserve e basato troppo sulle abilità di Dybala (talvolta ancora a mezzo servizio)  fa fatica a reggere nel confronto con le punte di Inter, Milan e spesso anche del Napoli. Il Gasp dovrà cercare rinforzi in avanti se vorrà continuare a competere per le prime piazze. E comunque la più attrezzata lì davanti sembra essere ancora l'Inter con attacco sia da Champions che da campionato. Bologna, Como e Juventus sono le altre squadre che formano un terzetto che può insidiare la squadra capitolina. Tutto da vedere da qui alla fine di Gennaio, mese in cui, poi, possono arrivare i rinforzi veri per un pò di forma- zioni.   "Atalanta: dove sei?" - la domanda che tanti si pongono, non solo i suoi sostenitori, sembra per ora cadere nel vuoto, quello stesso vuoto che si è visto nel match che la Dea ha perso nella nebbia di Verona e dove inopinatamente ha alzato le mani - tutte e undici! - in segno di resa anticipata. E il sottoscritto, grande fan dell'Hellas (insieme, chiaro, agli altri sostenitori gialloblu) si è stropicciato gli occhi più volte incredulo. D'altra parte bisogna dare atto all'Hellas VR che ha fatto la partita perfetta, guidata da un grande Zanetti, per provare ad uscire dalle sabbie mobili del fondo profondo e il gruppo compatto degli undici ha bloccato un'Atalanta che ha perso la "verve" del suo Gasp e appesantita dal match giocato in Coppa (comunque vinto). Così ha dovuto rimediare alla batosta, però già compiuta, uno Scamacca rigorista che nel secondo tempo ha attutito i dolori per una sconfitta che poteva essere ancora più pesante da digerire. Comunque, grande prestazione del Verona Hellas che non ha sbagliato una mossa  e dove, complice la nebbia, i nerazzurri facevano fatica a vedere palla e giocatori gialloblù. Diciamo allora che la squadra di Zanetti sta trovando il bandolo della matassa per tentare di uscire dalla zona insidiosa pro-B e staccarsi un pò alla volta dalla Viola, cioè una Fiorentina in piena crisi da ultimo posto e senza soprattutto avere mai vinto una sola partita; insomma una posizione in cui  non avrebbe mai pensato di essere a inizio campionato! -        "Fiorentina, aiuto! - e adesso?" - la situazione della Viola è diventata drammatica. Bloccata nel punteggio, 6 punti e nessuna vittoria, bloccata a li-vello psicologico. E se nella Conference è riuscita a vincere l'ultima partita, nel campionato per ora non riesce proprio a sbloccarsi per più di un motivo, dirigenza che non esiste, giocatori in crisi, vedi per primo il portiere DeGea e lo stesso Kean che sembra aver perso lucidità e quindi sia lui che la squadra si trovano allo sbando quasi totale. La prossima sfida con il Verona potrebbe essere la gara della svolta ma al tempo stesso presentarsi come l'ultima spiaggia per poter riemergere. Ma la stessa Hellas non è ora squadra semplice da affrontare. E allora sarà una sfida molto delicata per entrambe, ma soprattutto per la Viola che ormai mon può più sbagliare.

Lucianone

venerdì 12 dicembre 2025

Esteri / Israele - La violenza di Stato dei coloni in Cisgiordania

 12 dicembre '25 - venerdì                               12 th December / Friday                          visione post - 6

Stessi obiettivi e metodi del 'boss' israeliano: quella dei coloni è violenza di Stato israeliano

Gli attacchi contro gli attivisti italiani in Cisgiordania non sono un episodio marginale nè un'improvvisa deviazione della norma.  E' solo l'ennesima manifestazione di un fenomeno che da oltre due anni cresce a ritmi vertiginosi.  In questo as ha preso la forma di un'irruzione di un ruppo di coloni mascherati nella casa di volontari inernazionali vicino a Gerico, con pestaggi e furti. -  Secondo osservatori sul campo, gli episodi di violenza dei coloni sono aumentati in modo esponenziale dall'ottobre 2023. In quel'anno gli attacchi registrati hanno superato di gran lunga quelli dei periodi precedenti, raggiungendo frequenze quotidiane e colpendo non solo comunità palestinesi, ma anche operatori umanitari e attivisti interna-zionali. La tendenza non si è invertita: gli attacchi si intensificano , diffondendosi su aree sempre più estese della Cisgiordania. Eppure, la reazione di molti governi europei resta timida. Questi episodi sono in genere descritti come azioni di "gruppi estremisti", episodi isolai, in altre parole colpe di alcune mele marce che non rispecchierebbero la volontà dello Stato israeliano. -  Questa lettura evita di afrontare la dimensione reale del fenomeno: la violenza dei coloni non è sporadica nè marginale, ma sistematica, reiterata e attuata su larga scala. Dal punto di vista del diritto internazionale, poi, la distinzione netta tra "cittadini privati" e "Stato" non è sostenibile. Le norme sulla responsabilità degli Stati prevedono che un governo sia responsabile non solo delle proprie azioni dirette, ma anche delle condotte di attori non statali quando avvengono con la sua tolleranza, protezione, o sotto la sua direzione o controllo. 

Ma c'è un'ulteriore considerazione in merito all'attribuzione della responsabilità dei coloni violenti alla  Stato: questi individui implementano la politica di stato di colonizzazione della Giordania, che dal 2018 è sancita addirittura a livello costituzionale. Tale norma costituzionale afferma che lo stato considera gli insediamenti in Cisgiordania come un "valore nazionale", e per questo ne incoraggia e promuove crea-zione e consolidamento , in violazione del diritto internazionale, compreso il diritto all'autodetermina-zione del popolo palestinese. Occorre ricordare che la Corte internazionale di giustizia 2024 ha affermato l'illegalità della presenza di Israele nei territori occupati nel nel 1967 e nel 2016 il Consiglio di Sicurezza Onu  aveva ribadito l'illegalità degli insediamenti stessi (Risoluzione 2334 del 2016). 

Lucianone

giovedì 4 dicembre 2025

SPORT - calcio / Serie A '25/26 - 13^ giornata / risultati e video

 4 dicembre ^25                                      4th December ^25 / Thursday                    visione post -  13

Risultati / partite 13' giornata

Como - Sassuolo  2 - 0   Genoa - H. Verona  2 - 1

Parma - Udinese  0 - 2   Juventus - Cagliari  2 - 1

Milan - Lazio  1 - 0     Lecce - Torino  2 - 1

Pisa - Inter   0 - 2    Atalanta - Fiorentina  2 - 0  

Roma - Napoli   0 - 1   Bologna- Cremonese  1 - 3

Lucianone

 





mercoledì 3 dicembre 2025

Appuntamenti - Fotografia

                                                                                                                                visione post - 11

Letizia BATTAGLIA / L'opera  1970 - 2020

Dal 18 ottobre 2025 al  11 gennaio 2026 - Forlì, Museo Civico San Domenico

Man Ray / Forme di Luce

24 settembre 2025 - 11 gennaio 2026 /  Palazzo Reale, Milano - manraymilano.it

Lucianone

martedì 2 dicembre 2025

Riflessioni - I fiori e i cannoni

 2 dicembre '25 - martedì                               2nd December / Tuesday                     visione post - 8

(da la Repubblica - 2 /12 / '25 /  L'Amaca di Michele Serra)

I FIORI e i cannoni

Suscita polemiche accese una frase di Giuseppe Cavo Dragone, pezzo grosso della Nato, secondo il quale la stessa Nato starebbe valutando se essere "più aggressiva o proattiva invece che reattiva" di fronte al minaccioso attivismo militare di Putin - che ha appena elevato di un bel pò le spese militari della Russia, ovviamente a scapito del Welfare, e senza dover fare i conti con opposizione alcuna, avendole cancellate tutte, le opposizioni. Sono i comfort delle tirannidi. -  Al di là delle strategie militari, delle quali mi intendo come un capodoglio si intende di aviazione, il dibattito è appassionante: con i prepotenti bisogna essere più prepotenti? Con gli intolleranti, più intolleranti? Con gli aggressivi, più aggressivi? Oppure bisognerebbe sperimentare la via opposta, e dunque considerare utili e vincenti le buone maniere? E se le buone maniere fossero puro masochismo (guai a porgere l'altra guancia, quando già ti hanno sfregiato la prima)?.  E se invece il solo modo di disinnescare l'odio e la guerra fosse mettere in campo le pratiche contrarie e dissonanti, ovvero l'amicizia e la pace? E se la sola contrapposizione evidente al riarmo fosse il disarmo? - Confesso di essere quasi paralizzato dal dubbio. Con una leggera prevalenza, però, del sospetto che per distinguersi da Zacharova (per me l'emblema del nazionalismo energumeno e del bullismo politi-co), ovvero per essere civili ed europei, sia necessario pensare e agire in maniera differente da Zacharova. Non credo che "mettere dei fiori nei cannoni" sia risolutivo. Potrebbe essere, anzi, autolesionista. Ma sarebbe, almeno, diverso. Diverso rispetto ai millenni precedenti, molto monotoni quanto a egemonia dei cannoni a scapito dei fiori.

Lucianone

giovedì 27 novembre 2025

SPORT - calcio / Serie A '25 / 26 - 12^ giornata / risultati, classifica e commento - video

 27 novembre, venerdì '25                           27th November / Friday                           visione post - 6

Risultati / partite 12^ giornata

Cagliari - Genoa  3 - 3  Udinese - Bologna  0 - 3

Fiorentina - Juventus 1 - 1  Napoli - Atalanta  3 - 1

H. Verona - Parma  1 - 2   

Cremonese - Roma  1 - 3  Lazio - Lecce  2 - 0

Inter - Milan  0 - 1    Torino - Como  1 - 5

Sassuolo - Pisa  2 - 2

    CLASSIFICA

ROMA    27  /  Milan, Napoli   25  /  Inter, Bologna, Como   24  /  Juventus   20  /  Lazio  18

Sassuolo   17  /  Udinese   15  /  Cremonese, Torino   14  /  Atalanta   13  /  Cagliari, Parma   11

Lecce, Pisa   10  /  Genoa   8  /  Fiorentina, H. Verona   6

COMMENTO  (di Luciano Finesso)

Anche in questo campionato di football 2025 c'è chi scappa e ti saluta già dalla dodicesima giornata, e chi arranca e spera che i distacchi almeno tra il centro e la coda si possano almeno un pò assottigliare in questa prima parte di campionato.  Ma le partite si susseguono inesorabili e Cagliari, Parma, Lecce, Pisa, Genoa, Fiorentina e Verona hanno già il fiatone da inseguitrici. E tanto più che quest'anno, rispetto al campionato passato, il livello generale - anche di certe squadre di retrovia - si è alzato parecchio. E gli attacchi di certe squadre non riescono a incidere per stare al passo di quelle che sono in lizza con loro per rimanere in A: vedere  Verona, Fiorentina, Lecce che hanno tra gli attacchi più deboli e dovranno correre ai ripari a Gennaio; e non solo il Lecce, ma pure Parma e Pisa. Tra le difese più vulnerabili ci sono quelle del Verona e della Fiorentina, non per niente le ultime due. Il Genoa invece sta lentamente risalendo posizioni, dopo l'ingaggio di De Rossi, che ha già rivoluzionato la squadra: dal passaggio alle due punte a un Thorsby valorizzato, e poi ha inserito Vitinha al fianco di Colombo togliendo pressione al gruppo.

Continua... to be continued...

SOCIETA' / Italia - Una toga nel bosco...

 Giovedì 27 novembre '25                            27th November, Thursday                     visione post - 6

PRIMO PIANO -

(da Il Corriere della sera - 26/11/'25 - Una toga nel bosco / Massimo Gramellini)

UNA TOGA nel bosco

I magistrati incontrano il favore popolare finchè perseguono chi sta in alto: i potenti, i mafiosi, i politici (dello schieramento opposto al nostro), ma appena scendono a valle e si infilano nel bosco, finiscono per perdersi. Cecilia Angrisano, la magistrata dell'Aquila insultata sul web perchè ha disposto l'allontanamento di tre bambini dal casolare in cui vivevano con i genitori, ha sfidato due miti seducenti e inscalfibili. Il primo è il richiamo della foresta, la suggestione di uno stile di vita più semplice. Chi non ha mai pensato: "Basta, mollo baracca e burattini, e mi rifugio nella natura?". Tutti, forse persino la dottoressa Angrisano. Poi non lo si fa per tante ragioni, ma si resta affascinati dagli estremamente coerenti, o dai coerentemente estremisti, che realizzano quello che noi lasciamo galleggiare nella vasca dei buoni propositi. -  Il secondo mito è ancora più duro a morire. L'articolo zero della Costituzione, mai scritto ma assai praticato, recita: "L'Italia è una repubblica di individualisti fondata sulla famiglia". Che viene prima di tutto. Soprattutto, viene prima dello Stato, cioè della comunità allargata e delle leggi, che spesso la famiglia considera intrusive, limitanti e meno importanti della libertà personale. Così i miti "famiglia" e "natura" finiscono per saldarsi cntro i miti più recenti, "cittadini e "civiltà". Un consiglio non richiesto ai magistrati: se vo-gliono vincere il referendum che li riguarda, si tengano lontano dai boschi. 

Lucianone


venerdì 21 novembre 2025

SPORT - calcio / Serie A campionato '25/26 - 11^ giornata / con risultati, classifica, commento

 21 novembre '25 - venerdì                             21st November / Friday                  visione post - 11 

Risultati / partite 11^ giornata

Pisa (Tourè) - Cremonese  1 - 0   Como - Cagliari  0 - 0

Lecce - H. Verona  0 - 0   Juventus - Torino  0 - 0

Parma (Bernabè, Delprato) - Milan  2 - 2

M - (Saelemaekers, Leao)

Atalanta - Sassuolo  0 - 3  (Berardi 2, Pinamonti)

Bologna (Dallinga, Lucumi) - Napoli  2 - 0

Genoa - Fiorentina  2 - 2

G - (Ostigard, Colombo), F. (Gudmundsson, Piccoli)

Roma (Pellegrini, Celik) - Udinese  2 - 0

Inter (Martinez, Bonny) - Lazio  2 - 0

CLASSIFICA 

INTER, ROMA   24  /  Milan, Napoli   22  /  Bologna   21  /  Juventus   19  /  Como   18  

Sassuolo   16  /  Lazio, Udinese   15  /  Cremonese, Torino   14  /  Atalanta   13  /  Cagliari, Lecce  10  

Pisa   9  /  Parma   8  /  Genoa   7  /  H. Verona   6  /  Fiorentina   5 

  COMMENTO

di L. Finesso

Riprende la Serie A, dopo l'interruzione per la Nazionale di Gattuso che ha subito la prima sconfitta da una Signora Norvegia entrata tra i grandi del football, almeno quello europeo. Ma su questa Italia gat-tusiana ci sarà più avanti tempo e modo di capire che sbocco potrà avere per i Mondiali ormai prossi-mi. -  Ritornando a disquisire sulla A nostrana, ci sono un bel pò di considerazioni da trarre in vista dei prossimi incontri-scontri che avranno inizio già da sabato pomeriggio 22 novembre. Dunque: c'è da sottolineare che per queste undici giornate di partenza, le sorprese in positivo sono Como e Sassuolo, con la riconferma del Bologna che scala ancora posizioni e in parte dela Cremonese, che per ora sembra squadra solida; Atalanta e Torino faticano ancora a scalare posizioni, mancano a entrambe delle vittorie in più. Le più battagliere sono sempre le solite: Inter, Roma, Milan Napoli. Nelle zone basse, a partire dal Pisa fino alla Viola del giglio e comprese Parma, Genoa, Verona sono le squa-dre che sembrano le più indicate nella lotta salvezza, con Hellas, Fiorentina e Genoa invischiate in crisi più o meno forti e da risolvere nel futuro prossimo per arrivare in posizioni di classifica un pò tran-quille e non dover ricorrere troppo al mercato riparatore del gennaio '26,  Ma si dovrà capire da parte di ogni società quali cambiamenti si dovranno operare per evitare pericolosi sbandamenti ulteriori. 

Lucianone

giovedì 20 novembre 2025

Ultime notizie - dall'Italia e dall'estero - latest news

 20 novembre '25 - giovedì                           20th November / Thursday                     visione post -

lunedì 17 novembre 2025

SOCIETA' / politica - Oggi in Italia tutti ignorano la resistenza della classe media...

 17 novembre '25 - lunedì                               17th November / Monday                   visione post - 35

(da la Repubblica, 17 novembre '25 - di Concita De Gregorio)

Se tutti ignorano la resistenza della classe media

- C. De Gregorio -

L'altro giorno in libreria una donna pù o meno della mia età accompagnata dalla figlia mi ha avvicinata e mi ha detto: il suo libro è il prossimo nella nostra lista dei desideri, sa?  Glielo compro per Natale - ha indicato con un cenno della testa la ragazza - con la tredicesima. Hanno sorriso entrambe. Ho pensato: glielo regalo. No, magari si offende. No, forse, invece, è quello che desidera. Costa 16 euro, non è un regalo inaccettabile. Poi ho pensato: questa donna deve aspettare la tredicesima per spendere sedici euro. Questa donna curata, gentile, questa donna che viene con  la figlia quasi trentenne in libreria, il sabato pomeriggio. Glielo posso regalare, signora? No, assolutamente. I libri si comprano. Va bene. Lei che lavoro fa? Insegno, quest'an-no ho una terza. Ventuno bambini, belli eh, ma non le dico che fatica. E sua figlia? Eh. Mia figlia fa concorsi. Li vince, sa? Li vince tutti, ma le graduatorie sono terribili. Aspetti anni, e niente. Vivete insieme? Sì, insieme. -  Una delle mie care amiche, un'amica d'infanzia, insegna alla primaria. Le elementari, noi diciamo ancora. Ha la macchina di tutta la vita, la sua storica Mini, che ora è "auto d'epoca". Perciò, siccome non risponde agli attuali criteri ecologi- ci, nei giorni feriali non può circolare. Dunque lei si sposta in autobus, che a Roma significa non sapere se arrivi nè quando. Significa, per entrare in classe alle otto, uscire alle sei e mezza di mattina. Dice che dovrebbe cambiare l'impianto, mettere un sistema a gas, e che le hanno fatto un preventivo da 350 euro, ma non ce li ha. Magari chiede un prestito. -  Mia sorella anche, insegna. In un nido d'infanzia pub-blico. Zero, tre anni. I bimbi sono meravigliosi, dice. I genitori, piuttosto, sono terrificanti. Ha una fucina di aneddoti dell'orrore, sui genitori. Ridiamo molto. Esce ogni giorno (dal lavoro) alle cinque del pomeriggio e non lo dico, quanto guadagna, che magari le dispiace, ma è una vergogna. Agli esami medici di prevenzione rinuncia, la lista d'attesa è troppo lunga e nel privato costa uno sproposito. Speriamo bene. I regali di Natale andiamo a comprarli al mercatino dell'usato, dice, dai che ci divertiamo. -  "Le professoresse democra-tiche" - i professori, anche: usiamo per una volta il femminile esteso - sono la spina dorsale del Paese. Sono quelle che educano i figli che lasciamo nelle loro mani e che talvolta, dice mia sorella, i genitori tardano a tornare a prendere perchè hanno una diretta su TitTock. Sono anche, "le professoresse democratiche", una specie di insulto o di derisione che ascolto nelle discussioni pubbliche: eh, sì certo voi, La sinistra etica. quelli che ancora leggono i giornali, vanno a teatro. Le professoresse democratiche. La minoranza perdente, avete perso. Vabbè. Il linguaggio definisce chi lo usa. Ma una cosa c'è da dire, anzi due. La prima. E' vero. Scorrevo uno studio sui gruppi di lettura in Italia, una pubblicazione dell'Associazio- ne editori indipendenti, si intitola Storie. Su 59 milioni di italiani 23 leggono ancora libri. Quasi il 40 per cento, meglio del previsto. Ad animare i gruppi di lettura otto volte su dieci sono donne. Tra chi partecipa la maggioranza sono pure donne, e sono insegnanti o biblio-tecarie. Si potrebbe considerare una forma di Resistenza non armata. Una fronda, una diserzione. Un'insubordinazione al dettato unico dell'ignoranza utile. Difatti: se le persone non sanno niente sarà più facile convincerle, manipolarle. Certo, se fai passare il sapere come un privilegio di casta, di classe, e non come una fatica spesso improba che costa sacrifici enormi allora hai vinto facile: siamo tutti uguali al grado zero della conoscenza, nella democrazia dell'ignoranza. Che traguardo triste, no? La seconda cosa: sono poveri. Gli insegnanti e con loro tutta la classe media - un tempo dicevamo la piccola borghesia. DEi mestieri, di saperi - è diventata povera. Non ha 16 euro da spendere per un libro. Deve chiedere un prestito per rimettere a posto la macchina. Non bva in vacanza d'estate. Non si cura perchè la sanità pubblica non funziona e quella privata è carissima. Hai voglia poi a sciorinare statistiche. L'occupazione che cresce, la vita che migliora. Ma dove? Guardatevi attorno. La distanza fra la propaganda e la realtà è sotto i nostri occhi. 

Allora come è possibile, questa la vera domanda, che le destre che favoriscono chi ha soldi siano votate da chi non ne ha? Perchè guardate: no alle tasse pr i redditi alti, benefici alle banche, no ai salari minimi, al reddito di cittadinanza, favori agli evasori, condoni. I governi di destra - in ogni tempo, in ogni luogo - hanno fatto e fanno gli interessi di chi ha molto ma sono votati da chi non ha nulla. E' per la sconfitta della sinistra, certo. La colpa di aver deluso, disilluso il suo elettorato naturale. La responsabilità del disastro è da condividere: dove la destra ha attecchito la sinistra ha mancato. E' successo in pochi anni, alcune decine, e sarebbe interessante che qualche mente eccelsa si dedicasse a spiegare come, per eventual-mente cambiare rotta. Ci vuole tempo, certo, non succederà dall'oggi al domani: ma per invertire il corso della tragica storia bisogna prima di tutto capire come e a partire da dove. Torno agli insegnanti. Le persone che formano esseri umani di giovane età che saranno adulti domani. Quindi: la più importante risorsa, il princ ipale investimento di un Paese. I miei genitori erano impiegati dello Stato. Erano figli di povera gente, agricoltori, casalinghe, piccoli commercianti al minuto, gente di paese e di campi. Avevano avuto accesso al sapere grazie al sacrificio enorme dei loro genitori, sacrificio economico, privazioni. Con il sapere si erano emancipati dalla povertà. Con i loro mestieri hanno mantenuto i figli, molti perchè allora se ne facevano molti, hanno comprato una casa, li hanno mandati a studiare le lingue, la musica, le arti, le scienze, li hanno portati in vacanza a conoscere il mondo ed educati alla disciplina, all'onestà e al dovere. Con la pensione di reversibilità di mio padre ancora posso-no pagarsi un corso di studi i miei nipoti. E' successo qui, il danno. E' in questo picolo arco di tempo, cinquant'anni non cinquecento, che la povertà del ceto medio ha diserbato la fiducia nel futuro. Come mai, mi chiedo, non ci occupiamo senza altre distrazioni solo di questo.  

Lucianone

giovedì 6 novembre 2025

SPORT - calcio / Serie A 2025/26 - 9^ e 10^ giornata: risultati, classifica e commento

 6 novembre '25 - giovedì                             6th November / Thursday                    visione post - 29


9^ giornata (di 38)

Lecce - Napoli  0 - 1  Atalanta - Milan  1 - 1

Como - Verona 3 - 1  Juventus - Udinese  3 - 1  

Roma - Parma 2 - 1  Inter - Fiorentina 3 - 0

Genoa - Cremonese  0 - 2  Bologna - Torino  0 - 0

Cagliari - Sassuolo  1 - 2  Pisa - Lazio  0 - 0

10^ giornata

Udinese - Atalanta 1 - 0  Napoli - Como 0 - 0

Cremonese - Juventus  1 - 2

H. Verona - Inter  1 - 2  Toina - Pisa  2 - 2

Fiorentina - Lecce 0 - 1  Parma - Bologna 1 - 3

Milan - Roma  1 - 0  Sassuolo - Genoa  1 - 2

Lazio - Cagliari  2 - 0

Classifica 

NAPOLI  22  /  Inter, Milan, Roma   21  /  Bologna, Juventus  18  /  Como  17  /  Lazio, Udinese  15  /

Cremonese  14  /  Atalanta, Sassuolo, Torino  13  /  Cagliari, Lecce  9  /  Parma  7  /  Genoa, Pisa  6  /

H. Verona  5  /  Fiorentina  4  

COMMENTO

di Luciano Finesso

Non è semplice, questa volta, fare un commento obiettivo di un torneo e di partite fin qui giocate dando un'occhiata alla classifica delineata fin qui, alla 10^ giornata: le prime sette squadre con punteggi che vanno dal 22 del Napoli fino al 17 del Como con 5 punti di distacco da quest'ultimo al Napoli: va bene ci può stare escludendo il Como  come sorpresa (peraltro annunciata), poi altre sei squadre con distacco di due soli punti tra loro - da Lazio fino a Torino - e qui l'anomalia, per ora è la Cremonese che però si è rinforzata bene alzando livello di gioco e di schemi, e con Sassuolo confermato 'outsider'; ma ecco che le anomalie vere e proprie arrivano dalle ultime 7 squadre, cioè dal Cagliari fino alla Fiorentina che risultano separate da 5 punti, nè pochi nè tanti ma abbastanza per procurare già una lotta spietata per non farsi risucchiare nel fondo, soprattutto nelle ultime tre posizioni (da B, per capirci). Ma proprio qui sta qualche sorpresa che non ci si aspettava:  Fiorentina, Genoa, Verona, Cagliari che l'anno scorso erano formazioni di carattere, lotta, gioco e resistenza quest'anno sembrano soffrire molto questo campionato che ha portato alla ribalta due nuove squadre toste (Como e Cremonese) e ha confermato la tenacia tattica e atletica di Atalanta e del solito Sassuolo (redivivo dalla B e dunque mai morto) -

 Andranno sì esaminate le "defiance" di Fiorentina (grave) e le 'sfortune' talvolta autolesionistiche tipiche della squadra veneta, poi la crisi per ora profonda del Genoa. Quindi intanto direi che le squadre con possibilità abbastanza buone di risalire la china sembrano essere Cagliari e Lecce, ma la lotta e le difficoltà rimangono di conseguenza intatte anche per loro. Molto si giocherà come al solito negli scontri diretti e lasciando però da parte voglie di pareggi.

 Lucianone

venerdì 31 ottobre 2025

Ultime notizie - dall' Italia / Latest news

 31 ottobee '25 - venerdì                            31st October / Friday                         visione post - 17

Roma / Giustizia

Sì alla norma sulla separazione delle carriere dei magistrati / Sì alla riforma tra le liti / Già aperta la battaglia del referendum /  Per Meloni giornata storica / La Schlein (Pd): vogliono mani libere / Flash mob di Forza Italia con la foto gigante di Silvio Berlusconi / E i "no" urlati a Sinistra 

Italia / Economia

I dati sulla crescita -  L'Istat ha pubblicato le stime della crescita del Pil nel 3° trimestre di quest'anno. Crescita zero rispetto al secondo trimestre, quando pure il dato era stato deludente. 

Roma / Palazzo Chigi e Ponte di Messina

"Si' al Ponte, ma senza scontri" - Il governo: "troveremo soluzioni / Palazzo Chigi:  non vogliamo fare la guerra al mondo, ma non ci fermiamo - E lavori dal 2026 -

A caldo è stata rabbia. La decisione della Corte dei c onti di non dare via libera al progetto del ponte sullo Stretto, arrivata mrcoledì sera, ha provocato u na reazione durissima del governo. Da Matteo salvini alla stessa premier Giorgia Meloni è partita quella che oggi definiscono una "reazione politica" a quello che era loro apparso come un atto politico ostile. - C'è voluta una notte, e una riunione ieri mattina a Palazo Chigi tra Meloni, Tajani, Salvini e i sottosegretari Mantovano e Fazzolari e - se ne parla molto in Parlamento anche se dal Quirinale non si fanno commenti - e qualche contatto informale con gli uffici el Colle, per ragionare con più freddezza su quale strada prendere e quali toni usare. Perchè è noto che un conflitto tra poteri come quello che si stava profilando non lascia indifferente Mattarella.

Lucianone 

mercoledì 29 ottobre 2025

SPORT - calcio / Serie A 2025/26: 8^ giornata - risultati e commento con video

 29 ottobre '25 - mercoledì                           29th October / Wednesday                     visione post - 13

Giornata 8  (di 38)

Milan - Pisa  2 - 2   Parma - Como  0 - 0

Udinese - Lecce  3 - 2  Napoli - Inter  3 - 1

Cremonese - Atalanta  1 - 1

Torino - Genoa  2 - 1  H. Verona - Cagliari  2 - 2

Sassuolo - Roma   0 - 1   Lazio - Juventus  1 - 1

Fiorentina - Bologna  2 - 2  

Commento 

Ci risiamo: ancora tanti, tanti pareggi, per la precisione sei, e così può sembrare, ma è vero solo a metà, che molte squadre si equivalgano. E così il campionato e la  classifica non decollano ancora del tutto, Ci saranno da attendere almeno gi esiti di sei, sette giornate di gioco per avere un quadro minimo più completo per trarre conclusioni serie per almeno la metà delle formazioni partecipanti al torneo. Intanto si possono solo segnalare le sorprese di Como e Cremonese, la delusione per Genoa e Fiorentina, la conferma del Bologna e la prevedibile difficoltà dell'Atalanta senza il suo Gasperini e con un Juric che forse deve inquadrare meglio sia formazione che ambiente, ma sembra sulla buona strada con l'apporto di un Lookman quasi "ritrovato".


Lucianone

Politica / Le piazze per Gaza: rappresentazione e rappresentanza

 29 ottobre '25 - mercoledì                            29th October / Wednesday                 visione post - 31

(da "Corriere della Sera", lunedì 27 ottobre - Manifestazioni per la Palestina / Giuseppe De Rita)

La piazza per Gaza e la politica

Nelle manifestazioni per la Palestina abbiamo assistito a un surplus di rappresentazione e a un deficit di rappresentanza

A distanza di qualche tempo, e liberi da commossi riconoscimenti e da stizziti commenti, è forse possibile valutare in modo distaccato la qualità e gli esiti delle manifestazioni di piazza nei primi quindici giorni di questo mese. -  Colpisce in particolare il "surplus di rappresenta- zione" e il "deficit di pappresentanza" che si è registrato in quelle piazze. Sulla loro rappresen-tazione c'è poco da aggiungere ai commenti di giornata. La messa in scena delle emozioni col-lettive (di orrore e sdegno di quel che accadeva a Gaza) è stata semplice, ordinata e ben riuscita; ed i commenti immediati ne hanno enfatizzato la valenza. E' rimasto invece in ombra il loro significato e il loro esito sul clamoroso non esserci delle tradizionali dinamiche. In piaz- za certo non c'erano interessi economico-sociali da dibattere, ma solo emozioni collettive da mostrare, non riconducibili di fatto alla mentalità e alla professionalità della tradizionale rap-presentanza (i partiti, i sindacati, l'associazionismo). E fa impressione che la nostra più grande organizzazione sindacale (la Ggil) sia da mesi orientata più ad esternazioni d'opinione (la di-chiarazione di rivolta sociale, i referendum, ecc.) che ad una permanente elaborazione dei bi-sogni dei diversi strati sociali; finendo poi a rimorchio di altre sigle sindacali o del mood complessivo della piazza.  

La rappresentazione ha di fatto vinto sulla rappresentanza, perchè poggiava su temi così forti da imporsi come assoluta e totalitaria.  Ma una volta che in piazza si è andati, cosa ne resta oggi? Certo non un programma o un progetto di azione collettiva: non la definizione di una gamma di interessi su cui aprire una controversia con gli imprenditori o con lo Stato; non l'invito a una rivolta sociale, disinnescata peraltro dal contegno tranquillo dei manifestanti. Resta quindi l'emozione di migliaia di persone per essere state insieme per una giusta ra-gione, in un evento che resta nella memoria di chi ha partecipato o anche osservato da fuori. Il pericolo è che resti una "bolla", destino abituale di tante manifestazioni di piazza, e magari con qualche effetto collaterale; qualche personaggio, avendo cavalcato la piazza, troverà amici politici aperti ad una sua candidatura; qualche segmento di partito vedrà nelle manifestazioni un'alba generazionale da valorizzare; Qualche frangia d'opinione penserà di continuare a testimoniare i valori profondi dell'ottobre 2025.  Al di là di queste spigolature, va preso atto che resta pericolosamente muto il fronte fin qui più sfidato: quello della rap-presentanza, che, essendo naturaliter fredda, è andata in crisi rispetto al "movimento del sentire" capace di smuovere i sentimenti più semplici; ed è probabile che la cosa possa ripetersi in futuro. Occorre sperare allora in una prassi di rappresentanza capace di unire gestione degli interessi nei conflitti, professionalità organizzativa e attenzione ai sentimenti in movimento. Chi ha conosciuto i suoi grandi leader della rappresentanza (Costa o Merloni per gli imprenditori, Pastore e Lama per i lavoratori) sa che si può gestire insieme interessi ed emozioni: basta non essere affascinati dalla rappresentazione e dalla sua spettacolarità.

Lucianone

giovedì 23 ottobre 2025

SPORT - calcio / 6^ e 7^ giornata - Serie A 2025/26 con classifica e commento


 23 ott. '25 - giovedì                              23rd October / Thursday                         visione post - 10

6^ giornata

H. Verona - Sassuolo  0 - 1  Lazio - Torino  3 - 3

Parma - Lecce  0 - 1  Inter - Cremonese  4 - 1

Atalanta - Como  1 - 1  Udinese - Cagliari  1 - 1

Bologna - Pisa  4 - 0  Fiorentina - Roma  1 - 2

Napoli - Genoa  2 - 1  Juventus - Milan  0 - 0

7 ^ giornata

Lecce - Sassuolo  0 -0   Pisa - H. Verona  0 - 0

Torino - Napoli  1 - 0   Roma - Inter  0 - 1

Como - Juventus  2 - 0   Cagliari - Bologna  0 - 2

Genoa - Parma  0 - 0    Atalanta - Lazio  0 - 0  

Milan - Fiorentina  2 - 1   

Cremonese - Udinese  1 - 1

CLASSIFICA 

MILAN  16  /  Inter, Napoli, Roma  15  /  Bologna   13  /  Como, Juventus  12  /  Atalanta   11

Cremonese, Sassuolo  10  /  Udinese   9  /  Lazio, Cagliari, Torino  8  /  Lecce, Parma   6

H. Verona  4  /  Fiorentina, Genoa, Pisa   3

COMMENTO

6^ giornata: quattro pareggi; 7^ giornata: cinque pareggi e se andiamo alla 5^ giornata: sono ancora 4 pareggi. Per un totale in queste ultime tre giornate di tredici pareggi. Non male, anzi pure inquietante! Ci sono dunque squadre/formazioni che di vincere han poca voglia e di perdere una paura matta, molto matta! E, a proposito, le prime quattro giornate? Ritorniamo ai calcoli: un totale di 10. Che sommati agli altri 13, fanno 23 pareggi totali.  Sono tanti: quindi il risultato fin qui è che tante squadre si equivalgono, poi è da vedere se nella positività o negatività. Ma l'impresssione è ancora quella: hanno paura di perdere e le difese di parecchie squadre per adesso prevalgono. E gli attacchi non si sono ancora esposti alle massime potenze, ma a quelle medio-basse.

Andiamo adesso a vedere gli attacchi:  la prima, il Milan di adesso, è arrivato a segno 11 volte. Vediamo le seconde in classifica, che sono tre: Inter con 18 reti totali, Napoli con 12 reti, Roma con 7 reti (solo). Ma a quante reti è arrivato il Milan, per ora, primo calassificato dopo sette giornate? Milan = 11 reti, confermando il risultato totale citato all'inizio.  Dunque, di queste quattro squadre in pole position dopo le prime sette giornate, la Roma è quella che ha segnato meno, ma è anche quella che ha subito meno reti: soltanto tre. E con alcune partite, almeno tre, finite col risultato di 1 - 0 in suo favore: quindi con il minimo sforzo e una difesa di ferro. Quest'anno l'allenatore della squadra capitolina è Gasperini, che ha rivoluzionato il suo schema di gioco quasi dalle fondamenta: solidità difensiva prima di tutto, poi con un attacco non più a mitraglia come con l'Atalanta. E per ora i risultati gli danno più che ragione: si dirà "sì, vabbè, è sempre il Gasp... " e cioè dove va lui 'squadra vincente'. Comunque vedremo il seguito del romanzo di questo campionato per trarre più precise conclusioni. -   Nel prossimo commento vedrò di esaminare il fondo classifica e le squadre-novità di questa stagione.          (Luciano Finesso)


 Lucianone


sabato 4 ottobre 2025

SPORT - calcio / serie A 2025/26 - 5^ giornata con classifica e commento - video

 3 ottobre '25 - sabato                              3rd October / Saturday                         visione post - 21

Risultati delle partite 

Como - Cremonese  1 - 1  Juventus - Atalanta  1 - 1

Cagliari - Inter  0 - 2   Sassuolo - Udinese  3 - 1

Roma - H. Verona  2 - 0   Pisa  Fiorentina  0 - 0  

Lecce - Bologna  2 - 2     Milan - Napoli  2 - 1

Parma - Torino  2 - 1      Genoa - Lazio   0 - 3 

CLASSIFICA

Milan Napoli, Roma   12  /  Juventus   11  /  Atalanta, Cremonese, Inter  9  /  Como  8  /  Bologna,

Cagliari, Udinese  7   /    Lazio, Sassuolo   6   /   Parma  5  /  Torino  4   /   Fiorentina, H. Verona  3  /

Pisa, Genoa, Lecce  2 

Commento

di Luciano Finesso

Ancora quattro pareggi, poi due vittorie esterne e classifica che si allunga di poco con distacchi per ora minimi. Ma le "grandi" sono tutte raccolte in alto nei tre punti che le separa da Inter in poi. Le sorprese vengono intanto da Cremonese e Como, che sono partite molto bene, con formazioni solide e molto equilibrate in tutti i reparti. Tra le squadre importanti da notare qualche difficoltà di Lazio e Fiorentina che non sono riuscite ancora a trovare la giusta caratura in fase d'attacco, anche se la squadra azzurra è riuscita ad imporsi in questa giornata sul Genoa, squadra ligure che comunque sta facendo emergere tutti i suoi limiti.  Bologna e Torino sono altre due squadre da cui aspettarsi qualche scatto in più rispetto alle loro formazioni di un certo calibro.  Ma siamo solo alla quinta giornata... 


   Lucianone


 



Società / Politica - La politica non insegua la piazza

 4 ottobre '25 - sabato                                  4th October / Saturday                       visione post - 17

(da LA STAMPA - 3 ottobre '25 - di Alessandro De Angelis)

Ma la politica non insegua la piazza

Sembra un paradosso, eppure non lo è.  Giorgia Meloni, e Matteo Salvini,  hanno contribuito a creare il contesto quasi perfetto per l'altrui mobilitazione: se irridi la gente che va in piazza, equiparando lo sciopero a una scamèagnata, se ricorri alla precettazione (e comunque alla sua minaccia) neanche fosse uno scalpo da mostrare, così facendo sposti la discussione dal merito, discutibile o meno, all'esercisio di un diritto. Che in una democrazia è sacrosanto.  Sfugge il calcolo. Forse - semplicemente - è la natura. Sia come sia, chi oggi scende in piazza, in fondo, dovrebbe ringraziarli: l'avversario che vuole silenziarti aiuta a coprire anche il rumore di una mobilitazione che, per come sta prendendo forma, pone qualche interro-gativo. -  Secondo la grammatica tradizionale della grande politica novecentesca, lo sciopero generale è l'extrema ratio. Non è una generica manifestazione, che pure ha degli obiettivi. Vi ricorri come prova di forza finale per dare impulso a un negoziato su una tua piattaforma.  Erano cioè i grandi sindacati e i grandi partiti che chiamavano il popolo alla mobilitazione, la guidavano politicamente e anche organiz-zativamente con i propri servizi d'ordine, consapevoli che le teste calde avrebbero potuto sporcare le sacrosante ragioni delle masse tranquille. Insomma, come diceva Pietro Ingrao, uno che di lotte se ne intendeva: "Non basta l'indignazione. ". Occorreva, a quell'indignazione, dare una forma una forma e uno  "sbocco politico".  -   Ecco, qui lo schema è esattamente rovesciato. E" vero: nel Paese cè molta indignazione su Gaza e sulla vicenda della Flotilla. C'è nella famosa maggioranza silenziosa. C"è anche nelle manifestazioni per lo più spontanee. Da tempo non si vedeva tale coinvolgimento. Lo sciopero promosso dalla Cgil però non rappresenta l'avvio di un processo organizzato che ricerca un "sentiment" largo che parli a tutto il Paese. Si accoda,anche nelle parole d'ordine, alla parte più effervescente. E infatti Landini, per non essere scavalcato a sinistra, segue i Cobas, Schlein segue Landini e anche un pò Conte e Fratoianni, e tutti seguono l'indignazione senza preoccuparsi della forma e dello sbocco. Non sono loro che costruiscono politicamente e sentimetal-mente un popolo su un disegno di insieme. Piuttosto, con vocazione squisitamente minoritaria, si buttano nel gorgo alla ricerca di un "corpo" sociale per supplire alle proprie autonome capacità di mobilitazione. Non a caso la parola d'ordine è "blocchiamo tutto", come nelle proteste francesi. Altra novità, perchè "blocchiamo tutto" è semmai uno strumento di lotta, non il fine. -  

In questo gioco politico a rincorrersi e ad assumere, secondo un modello mutuato dai social, ciò che è più radicale, il rischio, come è accaduto nella discussione ieri in Parlamento, è che si perda il contatto con la "macro-storia". Quella attorno a cui  andrebbe costruito un disegno su cui aggregare.  La Flotilla è un pezzo, sia pure rilevante e simbolico, di una storia più grande. E lo sciopero prescinde, e non è un dettaglio, proprio dal piano di pace, nel momento in cui il mondo sta facendo pressioni su Hamas perchè accetti. .Non sarà l'optimum, ma è la soluzione che può cambiare lo scenario.. Nell'immediato consente la fine delle ostilità, la ripresa degli aiuti gestita dalle Nazioni Unite, la liberazione degli ostaggi. E, in pro-spettiva, un processo che può portare ai due Stati. Tutti i leader della sinistra europea, da Pedro Sanchez a Keir Starmer, lo hanno lodato, così il segretario generale dell'Onu Antonio Guter-rez. Solo la sinistra italiana lo ha accolto in modo tiepido e, in alcune componenti, con palese ostilità. Così come, per seguire la medesima postura, aveva ignorato le parole di Sergio Mattarella sulla Flo-tilla, e per fortuna non è finita troppo male.-   Attenzione, le piazze sono cose da professionisti. non è detto che creare disagi e dare solo libero sfogo all'indignazione aiuti a sensibilizzare sulla causa e a creare un consenso politico, erodendo quello altrui. Normalmente, poi, quando la situazione degenera, il popolo reclama l'ordine.

Lucianone


mercoledì 1 ottobre 2025

Ultime Notizie - dall' Italia e dal mondo

 1 ottobre '25 - mercoledì                                  1st October / Wednesday                       visione post - 6

ISRAELE -

Flotilla sempre più vicina a Gaza  /  Meloni: "Irresponsabile insistere"  /  Imbarcazioni a 75 miglia dalla Striscia di Gaza, mai una missione si era spinta tanto vicina  /  "Siamo in stato di massima allerta, l'attacco potrebbe essere imminente" scrive la Global Sumud Flotilla sui canali social /  Ministro Israele: "Non è troppo tardi, consegnate gli aiuti" / Marina turca interviene ed evacua 11 attivisti /  La premier Meloni da Copenaghen: "Forse le sofferenze del popolo palestinese non erano la priorità" / ATTACCO SU GAZA CITY: 17 morti 

La Global Sumud Flotilla è arrivata a circa 75 miglia nautiche dalla costa di Gaza. Al momento gli attivisti non hanno ricevuto segnali di alt da Israele.   "Siamo in allerta permanente", fa sapere il deputato del Pd Scotto (che partecipa alla missione) e aggiunge che a bordo delle imbarcazioni sono "consapevoli" che nel corso cella giornata potrebbero essere avvicinati per un eventuale abbordaggio. Intorno alle 3 di notte la Flotilla è entrata nella zona ad alto rischio ed è aumentata l'attività di droni intorno alle barche.

Lucianone

SPORT / Calcio - serie A / 2025/26 - 4^ giornata

 1 ottobre '25 - mercoled'                           1st October / Wednesday                    visione post - 20


Risultati delle partite 

Lecce - Cagliari  1 - 2   Bologna - Genoa  2 - 1

H. Verona - Juventus  1 - 1   

Udinese - Milan   0 - 3    Lazio - Roma   0 - 1

Torino - Atalanta   0 - 3   Fiorentina - Como 1 - 2    

Cremonese - Parma   0 - 0

Inter - Sassuolo  2 - 1   Napoli - Pisa  3 - 2


Torino - Atalanta  0 - 3
 
Lucianone

lunedì 22 settembre 2025

Sport - calcio / Serie A - 2025/26 / 3^ giornata

 22 sett. '25 - lunedì                                 22nd September / Monday                        visione post - 13

Campionato di serie A / 2025

Risultati della 3^ giornata

Cagliari - Parma  2 - 0    Juventus - Inter  4 - 3

Fiorentina - Napoli  1 - 3  Roma - Torino  1 - 0

Atalanta - Lecce  4 - 1   Pisa - Udinese  0 - 1

Sassuolo - Lazio  1 - 0  Milan - Bologna  1 - 0

H. Verona - Cremonese  0 - 0  Como - Genoa  1 - 1

Fiorentina - Napoli   1 - 3

Lucianone

domenica 21 settembre 2025

Intervista - Shalom Auslander, romanziere satirico: America su un piano inclinato

 21 settembre '25 - domenica                             21st September / Sunday                  visione post - 24

(da LA STAMPA - 17 sett. '25 - Shalom Auslander / L'intervista - di Giulio d'Antona)

"L'America è su un piano inclinato. Sparano sui due fronti"

Il romanziere satirico: "Sento odore di zolfo. Il killer di Kirk non è di destra o di sinistra, è psicopatico"

L'intervista / Giulio D'Antona

Shalom Auslander è un romanziere. Ma è anche un attento osservatore della natura umana, in parte provocatore e in parte irrimediabilmente sincero, al punto da non saper mai dire nient'altro che quello che pensa. . All'indomani della morte di Charlie Kirk e nel bel mezzo dell'escalation di dichiarazioni trumpiane sempre più fuori controllo - sinistramente legate alla violena crescente e alle altre escalation, quelle belliche, che stanno minando il mondo occidentale -, la voce e la sincerità di Auslander sono rinfrescanti e chiarificatrici, pur nell'intrico di metafore e racconti che trova sempre per argomentare, come sa esserlo solo, a volte, la buona satira.  -  Parlando del suo capolavoro del 1940 , Il grande dittatore, Charlie Chaplin ha detto: "Il potere è fatto per essere deriso, e più è malvagio, più va smascherato". Auslander, nel suo cinismo perfetto, fa questo. Smaschera il potere dal basso, senza chiedere niente in cambio.

Giulio D'Antona: Che aria tira?

S. Auslaner: "Sa sempre più intensamente di zolfo".

G. D'Antona: Colpa di Trump, immagino.In che direzione sta andando?

S. Auslander: "Dritto verso l'inferno. Anche se, a dire il vero, l'altra sera sono uscito con Satana (era il compleanno di un amico) e nemmeno l'inferno lo vuole. Satana mi ha detto: "Sai, stavo pensando di farlo vivere per l'eternità, condannarlo a continuare la sua miserabile, acida e insulsa esistenza sulla Terra, che ne pensi?".

G. D'Antona: Cosa gli ha risposto?

S. Auslander: "Bel tentativo, Satana. Toglicelo di torno".

G. D'Antona: L'ultima volta che ne abbiamo parlato lei era preoccupato, ora mi sembra fatalista...

S. Auslander: "Hanno cominciato a sparare su entrambi i fronti. ed è già un fatto piuttoto indicativo che per riferirmi alla società di un Paese cosiddetto 'civile' come gli Stati Uniti io debba parlare di fronti. Siamo su un piano inclinato e stiamo prendendo velocità".

G. D'Antona: A proposito, cosa ne pensa dell'omicidio di Charlie Kirk?

S. Auslander: "Noi esseri umani abbiamo difficoltà a metterci d'accordo sui punti di vista, questo mi sembra palese. Ma potrebbe essere utile se riuscissimo ad accordarci, d'ora in poi, di fregarcene delle convinzioni politiche degli psicopatici assassini. "L'assassino è di sinistra?", chiede la destra. "L'assassino è di destra?", chiede la sinistra. L'assassino è uno psicopatico, basta. Non mi interessa se preferisce il gelato al cioccolato o quello alla vaniglia, le magliette a girocollo o quelle a V, McDonald's o Burger King. Nel momento in cui premi il grilletto di una pistola puntata contro un altro essere umano, le tue posizioni su qualsiasi cosa cessano di onteressarmi. Sei un meshuggah, un matto, vai a quel paese". 

G. D'Antona: C'è soluzione alla violenza?

S. Auslander: "Ci sarebbe una soluzione politica se la politica la smettesse di fare il gioco degli influencer dotati di armi di distruzione di massa e si rimettesse a fare politica".

G. D'Antona: Le soluzioni di Trump sono tutte piuttosto radicali...

S. Auslander: "Ultimamente inneggia alla pena di morte più spesso di un giacobino nel 1789, con la stessa convinzione di essere dalla parte giusta della storia".

G. D'Antona: La preoccupa?

S. Auslander: "Ho sempre pensato che nessun uomo o donna al mondo alimentato da un tale livello di emozioni negative tossiche potesse vivere a lungo; quindi, che non ci fosse molto di cui preoccuparsi. Qualche giorno fa, però, ero a New York, e in metropolitana ho visto un cartello che diceva che avevano usato un "nuovo veleno" per uccidere gli scarafaggi. Mi sono chiesto cosa ci fosse che non andasse in quello vecchio". 

G. D'Antona: Si erano abituati?

S. Auslander: "Esatto. Online ho scoperto che col tempo gli scarafaggi sono effettivamente diventati i grado di mangiare il veleno senza danni, e gli sterminatori devono cambiarlo. ho iniziato a chiedermi se questo valga anche per Trump. Quindi, per rispondere alla sua domanda, questa è la mia più grande preoccupazione: che Trump abbia sviluppato una capacità simile a quella degli scarafaggi di vivere di pura tossicità e che sopravviverà altri cento anni".

G. D'Antona: Come farà a mantenere la credibilità, però?

S. Auslander: "Come sempre: raccontando alla gente storie spaventose su cose spaventose da cui solo lui può salvarla. Certo, la cosa davvero spaventosa è che un espediente da imbonitore così ovvio, logoro e scadente funzioni ancora. Ma probabilmente funzionerà sempre, è così che si fanno i dittatori migliori".

G. D'Antona: Si prepara a un regime totalitario?

S. Auslander: "Se trova una storia abbastanza spaventosa da convincere tutti che sia necessario, sì. Comincerà dalle elezioni del 2026 e poi avrà la strada spianata. Personalmente, sospetto che ce la farà. Non deve nemmeno essere una storia nuova". 

G. D'Antona: Ha un'idea su quale potrebbe essere?

S. Auslander: "Potrebbe riciclare quella dell'anno scorso: 'La storia degli immigrati spaventosi che mangiano i vosri animali domestici*. Potrebbe tornare al vecchio tema: *Quante persone spaventose stanno invadendo il nostro Paese*. Potrebbe persino raccontare il clasico: "Gli ebrei segreti e spaventosi stanno gestendo il governo*. Se dovessi scommettere direi che la storia sarà una versione di * Non riesci a vedere il terrificante nemico nascosto nell'ombra perchè i democratici pedofili gay uccisori di feti comunisti liberali lo stanno nascondendo, ma io sì*. La sua reazione all'assassinio è stata una variazione sul tema, in effetti".

G. D'Antona: Chaplin diceva che il potere malvagio va smascherato...

S. Auslander: "Pur con yna mente creativa come la sua, credo che nemmeno Chaplin avrebbe potuto immaginare una macchina di propaganda così vasta, globale e onnipresente come Internet, che è a mio parere la vera causa dello stato di questa nazione (e di poche altre). E se Chaplin l'avesse immaginata, beh, avrebbe dovuto avvisarci, dannazione!".

G. D'Antona: Internet ha creato anche Kirk...

S. Auslander: "Tutti i cattivi della storia sono stati favoriti da una condizione di indebolimento delle masse. Hitler aveva la recessione, Trump ha Internet e la credulità che genera".

G. D'Antona: I suoi fedeli non stanno perdendo fiducia?

S. Auslander: "Non saprei, ma stamattina ero in palestra e c'erano due televisori accesi, entrambi sintonizzati sul telegiornale: uno su un canale progressista, l'altro su un canale conservatore. Le notizie su entrambi i canali erao pessime. ma le notizie in palestra erano molto buone, perchè i clienti, sia progressisti che conservatori, correvano da una parte all'altra, cercando i telecomandi per spegnere entrambe quelle maledette macchine infernali dell'odio. Mi dà speranza".

G. D'Antona: Satana cosa ne pensa?

S. Auslander: "Dopo che gli ho detto di tenersi Trump ha protestato ancora un pò e poi gli è venuta l'idea di spedirlo in paradiso: Allora è intervenuto dio: "In paradiso? Ma andate all'inferno!", e ci siamo fatti una bella risata. La cosa interessante è che , tra noi tre, Dio era il più arrabbiato. Ha iniziato a inbeire: *Come hanno potuto i miei seguaci cascare nelle mani di questo idiota? Come ha potuto qualcuno che crede in Cristo votare per quest'uomo?*, e se ne è andato infuriato. E' un bravo ragazzo, Dio, ma, detto tra noi, a volte è un pò ingenuo". 

G. D'Antona: Come è finita?

S. Auslander: "Ho chiesto a Satana: *Cosa succederà adesso?*. *Bè, l'umanità inizierà a rendersi conto che la tecnologia che ha creato per unirli li sta allontanando, e così inizierà a limitarne l'uso e la produzone. In brevissimo tempo, le esortazioni all'odio da parte dei politici inizieranno a cadere nel vuoto e verranno sostituiti da persone che si preoccupano più della sicurezza dell'umanità che degli insaziabili bisogni dei ricchi".  Ero commosso, ma lui ha iniziato a ridere e ho capito che in realtà era solo un pò fumato. Quindi ho augurato buon compeanno al mio amico e me ne sono andato, con il suono dele risate di Satana che mi seguivano lungo la strada mentre tornavo a casa".

G. D'Antona: L'ironia del diavolo...

S. Auslander: "Ma stavolta non è colpa sua, come non è colpa di Charlie Kirk. Lo sappiamo bene di chi è la colpa e non riusciamo a liberarcene".

Lucianone

mercoledì 10 settembre 2025

SPORT - Calcio / Serie A - 2025/26 / 2^ giornata

 mercoledì 10 settembre '25                           10th September / Wednesday               visione post - 6

Campionato di serie A (2025)

Seconda giornata  (di 38)

Risultati e classifica

Cremonese - Sassuolo  3 - 2 /  Lecce - Milan  0 - 2

Bologna - Como  1 - 0   /  Parma - Atalanta  1 - 1

Napoli - Cagliari  1 - 0  /  Pisa - Roma  0 - 1

Torino - Fiorentina  0 - 0  /  Genoa - Juventus  0 - 1

Inter - Udinese  1 - 2   /   Lazio - H. Verona  4 - 0

Classifica 

Napoli, Juventus, Cremonese, Roma   6  //  Udinese   4  //  Inter, Lazio , Milan, Como, Bologna   3  //  Atalanta, Fiorentina   2   //   Pisa, Cagliari, Genoa, Parma, Lecce, H. Verona, Torino   1   //   Sassuolo   0



 Lucianone



domenica 31 agosto 2025

Commenti - Gaza: propaganda tra i cadaveri

 31 agosto '25 - domenica                             31st August  / Sunday                        visione post - 29

Oltre ogni Male...

(da la Repubblica - 26 agosto '25 / L'AMACA  di Michele Serra)

Propaganda tra i cadaveri

Alla luce dell'ennesimo ammazzamento di giornalisti a Gaza, la recente mossa del governo israeliano (sguinzagliare tra quelle macerie, comodamente scorrazzati,una decina di influencer amici per smentire che ci sia fame, che ci sia terrore, che si spari nel mucchio) suona così assurda, e al tempo stesso così oscena, da sembrare, lei sì, "propaganda di Hamas", escogitata per screrditare il governo Netanyahu e fugare le residue illusioni che la democrazia, che Israele vanta come suo unico sensibile vantaggio etico sui vicini, possa sopravvivere a questo momento di scervellato furore. -  L'informazione così come la conosciamo, e così come si dispiega per il mondo, ha i suoi difetti, le sue distorsioni e le sue lacune, i suoi padroni e i suoi servi; ma è, nel suo complesso, un elemento strutturale - appunto - della democrazia. Scrollare sui social e fare zapping tra i tigì di mezzo mondo, no, non è la stessa cosa: la differenza tra le due fonti è quella che separa il cazzeggio dal lavoro.  Tra i post di un influencer e la formazione di un notiziario c'è una differenza abissale in termini di controllo delle fonti, di discussione collettiva, di elaborazione formale della notizia. pensare di "fare informazione" con un manipolo di esaltati, o di prezzolati, è da folli o da despoti, perchè la massa delle informazioni mondiali, per quanto carente e/o faziosa, è pur sempre qualcosa di molto meglio della fuffa propagandistica.  Si dubita che uno solo dei ciarlieri influencer di Netanyahu sia in condizione di spendere qualche parola di cordoglio per la soppressione violenta dei giornalisti quelli veri. E tutto sommato è meglio così: il rischio è che si sentano "colleghi" delle vittime, usurpando un mestiere del quale non hanno la benchè minima idea.

Lucianone

sabato 30 agosto 2025

SPORT - Calcio / Serie A - 2025 / 26

 campionato di Serie A  (2025)                                                                             Visione post - 6

Prima giornata   (di 38)

Risultati e classifica

 Genoa - Lecce  0 - 0  /  Sassuolo - Napoli  0 - 2

Roma - Bologna  1 - 0  /  Milan - Cremonese  1 - 2

Cagliari - Fiorentina  1 - 1  /  Como - Lazio  2 - 0

Juventus - Parma  2 - 0  /  Atalanta - Pisa  2 - 1

Udinese - H. Verona  1 - 1  /  Inter - Torino  5 - 0

Classifica 

Cremonese, Inter, Napoli, Juventus, Roma   3  /  Cagliari, Fiorentina, H. Verona, Udinese, Genoa, 

Lecce, Atalanta, Pisa  1  /  Sassuolo, Bologna, Milan, Lazio, Parma, Torino   0


Il Gol più bello della 1^ giornata


La rovesciata di Bonazzoli in Milan - Cremonese

Lucianone



mercoledì 20 agosto 2025

La Storia - Ma il passato non ci ha insegnato nulla!

20 agosto 2025                                                  20th August                                      Visione post - 11

L'Olocausto, sì è esistito l'Olocausto che ha significato milioni di ebrei sterminati dai nazisti tedeschi e dal loro capo/fuhrer Adolf Hitler sorto dalle profondità dell'Inferno più rosso di sempre per portare nel mondo idee e leggi "fuori del mondo", che sembravano dopo la sua sconfitta e la sua morte non poter avere più alcuna ripetizione nefasta per i secoli futuri. Sembrava... sembrava... e si sperava ardentemente. Ma invece, purtroppo, tutto si è andato ripetendo, e anzi gli Hitler si sono moltiplicati e oggi non si contano più, ad-dirittura!! E a niente sono valse tutte le testimonianze su quegli stermini hitleriani, a partire dal DIARIO di Anne Frank in poi!

Continua... to be continued...

domenica 10 agosto 2025

Ultime Notizie - dall'Italia e dal mondo

 10 agosto '25 - domenica                                  10th August / Sunday                  visione post - 12

Russia e Usa su Ucraina -

Il prossimo summit Trump - Putin in Alaska come esercizio di dominio    (da "la Repubblica") 

Non è l'arte della diplomazia che riunisce Putin e Trump venerd' in Alaska,  nel primo vertice Usa - Russia  dal 2021, ma è semmai l'esercizio della "Kyriarchia", espressione del comando, della supremazia, del dominio.  (di Ezio Mauro)

I due presidenti si incontrano infatti come i plenipotenziari del pianeta, decisi a sbrogliare da soli i nodi che soffocano oggi il mondo e proiettano un'ombra sul futuro, ingovernabile...  Il fatto è che i due demiurghi si sono attribuiti da soli - e reciprocamente - lo status di imperatori, anche se alcuni dei nodi geopolitici li hanno stretti con le loro mani, dall'invasione russa dell'Ucraina alla guerra commerciale scatenata dall'America. Ma sia Trump che Putin non portano responsabilità, non ammettono errori, non conoscono colpe.

Tel Aviv - Israele/Gaza

Migliaia in piazza, a Tel Aviv, contro l'invasione di Gaza /  Il grido in piazza elaltro Israele: "Fermate ora il massacro a Gaza".  Da Tel Aviv a Haifa migliaia in strada per chiedere la fine del conflitto e la liberazione dei rapiti. "Il governo Netanyahu commette brutalità e rovina la vita di tanti giovani". Nella città conservatrice di Gerusalemme un corteo contro l'occupazione. La protesta dilaga ormai in tutto il Paese. - Ma la nzione è spaccata: alcuni ragazzi contestano i manifestanti e strappano i loro cartelloni. "Ho appoggiato la guerra, ma ormai è solo una vendetta" (Naya Engel, studentessa di farmacia) /  "Se i nostri figli non torneranno non vi perdoneremo" (Einav ZAngaucher), / "L'apartheid ha creato il contesto del 7 ottobre" (Gilad Gal, informatico)

Continua... to be continued...

martedì 5 agosto 2025

STORIE - Anniversari / 1995 - 2025: Srebrenica, nel riverbero oscuro di Gaza

5 agosto '25 - martedì                                      5th August / Tuesday                        visione post - 8

(da il manifesto - 12 luglio '25 /  di Francesco Strazzari)

La città bosniaca nel riverbero oscuro di Gaza

Non lo permetteremo mai più, ma continua ad accadere.  Le fosse comuni hanno restituito 8.372 corpi, di centinaia manca ancora la ricomposizione. Questa fu Srebrenica: una sacca ingestibile, gonfiata all'inverosimile da disperazione e resistenza. Nelle complesse vicende della pulizia etnica lungo il fronte bosniaco  E un'enclave musulmana sacrificata perchè fuori dalla logica territoriale degli accordi di pace. TRoppo lontana per essere congiunta da una lingua di terra da tracciare a Dayton, Ohio, come invece accadde - a notte tarda e grazie al whisky - per il corridoio di Gorazde.  Srebrenica fu abbandonata da tutti, inclusa l'Onu, che l'aveva dichiarata area protetta.  La guerra in Bosnia si giocò sugli aiuti umanitari: chi faceva passare cosa e per quale progetto politico. I serbo-bosniaci partirono con il favore delle armi, portando i musulmani sull'orlo della fame e manipolando gli aiuti così da spostare la popolazione. Gran parte degli assedi, Sarajevo compresa, prendeva di mira l'acqua, il pane e il mercato nero, protagonisti cecchini e mortai. Affamare e terrorizzare per trasferire altrove.  Di Srebrenica ci reta l'iimagine di Ratko Mladic che prge cioccolata ai bambini, dicendo che non hanno nulla da temere. O quella del padre smagito  e spossato , costretto a chiamare a gran voce il figlio, eortandolo a uscire dal bosco in cui si nascondeva. Nessuno dei due sopravvisse. L'Assemblea Generale dell'Onu ha decretato l'11 luglio  "Giornata internazionale di riflessione sul genocidio di Srebrenica".  Fra i Paesi che hanno sempre sostenuto che non si debba parlare di singolo atto di genocidio c'è Israele. <la linea è ridurre l'accaduto alla nozione di crimini di guerra; l'attenuante è la separazione di donne e bambini prima dele esecuzioni di massa. I rapporti tra Israele e Serbia sono più che amichevoli, come testimoniato dalla recente visita della portavoce del Parlamento di Belgrado a Tel Aviv. Le forniture di armi alla Serbia sono definite da Tel Aviv come episodi occasionali. Un'inchiesta di BIRN e Haharetz ha appurato che, nel pieno dell'offensiva su Gaza, le vendite di armi serbe a Israele sono cresciute di 30 volte (da 1,6 42,3 milioni di dollari) anche grazie a uno spin doctor israeliano, incaricato dell'immagine del contestatissimo presidente Vucic.  Evidentemente l'unicità dell'Olocausto non ammette eccezioni: il timore è che la gravità del crimine ne risulti sminuita. Altrttanto evidente, però, è il timore che il riverbero della violenza sui civili posa dar vita a precedenti, e non solo perchè Gaza viene invocata dagli stessi sopravvissuti di Srebrenica.

Continua... to be continued.... 

lunedì 4 agosto 2025

SOCIETA' /Sport - I campioni di basket U20: più forti del razzismo / Con riflessione di L. Finesso

 4 agosto '25 - lunedì                                 4th August / Monday                          visione post - 31

(da LA STAMPA - 22 luglio '25 / La storia - di Giulia Zonca)


Più forti del razzismo

La storia -  Chi credeva di demolire i ragazzi dell'Under 20 di basket con gli insulti si è trovato davanti l'Italia, un Paese che certe persone forse non sanno di abitare, ma che per fortuna sta qui e ha una squadra così effervescente a rappresentarla..  Il futuro è in buone mani e questi ragazzi le sanno usare: hanno vinto l'Europeo  di categoria, riportato a casa un titolo che mancava da più di un decennio, contrastato il pronostico e demolito le frasi idiote che li hanno accompagnati all'inizio del torneo. Per poi essere sommerse da altre voci, quelle di uomini e donne che invece di nascondersi dietro a nomi di fantasia ci  mettono la faccia.   Questa squadra multiculturale sistema la percezione e supera qualsiasi giudizio basato su uno sguardo. Lo fa con i gesti e il linguaggio di una generazione già pronta ad affrontare le ondate becere che hanno fatto vacillare tanti prima di loro. Sono nati tra il 2005 e 2006, la metà ha appena fatto la maturità. Senza rifiuti. Sono abituati al concetto di afroitaliano e non lo devono declinare, possono sfottersi a tavola chiamandosi bianci e neri a prescindere dalle caratteristiche fisiche, giusto per amplificare il concetto di fratellanza che in qualsiasi comunità viene spontaneo. La loro non è fatta di provenienza, ma di pallacanestro con tutti i riferimenti del caso.  Grgo, esempi, citazioni, personaggi, libri e film e musica. Ascoltarli è rinfrescante, vderli giocare ù esaltante, sapere che hanno addosso la maglia dell'Italia dà un'energia che la nostra classe dirigente non riesce a interpretare.  Sono belli, nel senso più ampio della parola, mettono di buon umore perchè mostrano talento, sanno ampliarlo quando stanno insieme, offrono un anticipo di società destinata a diventare abitudine. Al tentativo di BOICOTTAGGIO, con messaggi che non hanno cittadinanza (non ne meritano nessuna) non hanno risposto. Prima si sono impegnati a vincere e poi hanno ringraziato "per i commenti razzisti che ci hanno dato la carica.  Uno ha postato, tutti hanno condiviso, consapevoli di essere un tramite e un traino.

Sono abituati al concetto  di afroitaliano e non devono declinarlo

Non staremo a fare l'elenco dei posti da cui molti dei loro genitori  sono arrivati, storia a cui tengono e di cui hanno cura, però dato ininfluente per la loro amicizia e unione, per la qveneto,   sputarci sopra e ci trovano solo il riflesso della propria aggressività.  Questi ragazzi del basket si spostano troppo in fretta per essere vittime di certe idiozie e sono convinti dei loro comportamenti, non cercano approvazione anche se per l'età dovrebbe essere naturale. Questi non ne hanno bisogno, trovano nel confronto le soluzioni. Sanno pure di essere visti, di avere profili social frequentati, di poter contribuire a dare all'Italia la faccia che effettivamente oggi ha. Nel 2025 è più facile vederla in una squadra di basket giovanile che in una banca, domani cambieremo ancora.  Non è questione di origini, piuttosto di approccio.  I teenager sono i primi a vivere fin dalla nascita realtà che altri hanno visto modificarsi, con inevitabili tempi di adattamento.  Loro comunicano altro, un'identità così chiara che si vede in campo e promuoverla attraverso i successi diventa sul serio motivazione. Il post è reale, ringraziano per la missione assegnata. Trovare un palco più grande per mostrarsi semplicemente italiani.    Sono stati tutti un "bocia che andrà lontano" come chiamavano da piccolo francesco ferrari, l'Mvp dell'Europeo, a Borgomanero, in provincia di Novara, dove è nato. Dove sono passati altri due elementi dell'Under 20, in una squadra vivaio, con la canotta del College. bocia è un termine veneto, ma è in molti luoghi del Nord Italia ed è il modo per dare la giusta leggerezza a un adolescente. Ferrari, figlio di un promotore del basket locale, era un bocia così come Osa, diminutivo di Osawaru Andrew Osasuyi venuto a Borgomanero a giocare. Si somigliano, anche se sarebbe difficile confonderli e hanno lineamenti e capelli diversi eppure un'unica maniera di stare sul parquet e di essere italiani.  

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Non si può stare zitti nè essere indifferenti, quando un'intera squadra di basket, composta da oltre il 50 per cento da atleti afroitaliani viene presa di mira sui social e non solo:. una parte consistente di persone in Italia è rimasta razzista purtroppo, ma la cosa ancora più pesante, grave e insopportabile è il fatto che si nascondono vigliaccamente dietro l'ombra dei social o altri anfratti  internet. L'odio supera quello che dovrebbe invece essere un orgoglio per la conquista di una coppa che porta i nostri ragazzi ad essere primi in Europa in uno sport stupendo come il basket. Ma purtroppo, come già successo per la nostra italianissima Egonu nel volley, la rabbia contro una pelle diversa, contro la diversità in generale, supera ogni confine, pure quello dell'orgoglio per una conquista sportiva che deve essere di tutti compresi quegli afroitaliani che ormai fanno parte di noi , sono perfettamente integrati.  Tutti quanti quei beceri, invidiosi razzisti più o meno viscerali, quelli sono i veri  non integrati, i perenni disadattati e frustrati.
- Luciano Finesso - 

Lucianone